L’italia in mano alla criminalita’ organizzata: i politici dormono o fanno finta di dormire?
Eurispes
‘Ndrangheta Holding 2008′
Italia
Evasione Fiscale
La pressione fiscale a carico degli onesti
Senza lotta seria all’evasione, la pressione fiscale non potra’ mai diminuire dall’attuale 43,3% del 2007, sebbene il calcolo reale porti la pressione ad oltre il 50% - tra il 50,74% ed il 52,8% -
Contribuenti Italiani
(Anno 2005)
(ultimi dati disponibili in riferimento alle dichiarazioni dei redditi presentate)
Contribuenti Italiani: 39.977.386
Contribuenti a reddito zero: 9.659.121
Evasori: almeno 4.000.000
LA MAPPA DELL’EVASIONE/ELUSIONE FISCALE IN ITALIA
La CGIA Mestre su fonti varie stima:
Imponibile evaso all’anno
€316 Miliardi
Imposte evase all’anno
€140-€150 Miliardi
—————–
Le categorie
Stima dell’imponibile evaso
Le modalità
————–
ECONOMIA SOMMERSA
200 mld di €
Almeno 2.300.000 occupati svolgono un’attività irregolare come lavoratori dipendenti
ECONOMIA CRIMINALE
100 mld di €
In almeno 3 Regioni del Sud le organizzazioni criminali controllano l’economia di quei territori
GRANDI IMPRESE
10 mld di €
Il 50% delle società di capitali dichiara per più anni redditi negativi o pari a zero
LAVORATORI AUTONOMI E PMI
6 mld di €
Mancata emissione di scontrini, ricevute e fatture fiscali
TOTALE
Imponibile evaso all’anno
€316 Miliardi
Imposte evase all’anno
€140-€150 Miliardi
—————–
Sabato, 10 Maggio 2008
http://cgia.slowdata.com/files/docs/001415/EVASIONE%2010-5.doc
Eurispes
‘Ndrangheta Holding 2008′
‘Ndrangheta, con droga e appalti Il giro d’affari della criminalità organizzata calabrese è di 43,79 miliardi
di euro all’anno
L’economia sommersa e l’Evasione Fiscale della criminalità organizzata calabrese è di di poco superiore al prodotto interno lordo di Estonia (13,2 miliardi) e Slovenia (30,4 miliardi).
Il fatturato della ’Ndrangheta Holding è pari infatti al 2,9% del Pil Italia nel 2007, come quelli di Estonia e Slovenia messi insieme.
Per il 62,2% Il fatturato della ’Ndrangheta Holding è dovuto alla droga
Stima 2007
Attività illecita — Valore assoluto all’anno
Droga – 27,24 miliardi di euro
Impresa e Appalti Pubblici – 5,73 miliardi di euro
Estorsione e usura – 5,01 miliardi di euro
Armi – 2,93 miliardi di euro
Prostituzione – 2,86 miliardi di euro
21 maggio 2008
Dossier Eurispes: ‘Ndrangheta Holding 2008
In Campania e in Calabria un sicario costa appena 200 euro
21 maggio 2008
TABELLA 1
Il giro d’affari della ‘Ndrangheta Holding
Eurispes
‘Ndrangheta Holding 2008′
Il fatturato della ’Ndrangheta Holding è pari al 2,9% del Pil Italia nel 2007, come quelli di Estonia e Slovenia messi insieme.
Ammonta a quasi 43.795 milioni di euro il giro d’affari della ’Ndrangheta stimato dall’Eurispes per il 2007. Un fatturato fuorilegge pari al 2,9% del Prodotto interno lordo italiano pari, per l’anno in esame, a 1.535 miliardi di euro.
Un dato che risulta ancora più evidente ed allarmante se messo a confronto con il Pil di alcuni paesi europei: il giro d’affari prodotto dalla ’Ndrangheta Holding è equivalente alla somma della ricchezza nazionale prodotta da Estonia (13,2 miliardi di euro) e Slovenia (30,4 miliardi di euro).
Droga
Il settore più remunerativo si conferma quello del traffico di droga che determinerebbe introiti per 27.240 milioni di euro pari a oltre il 62% del totale dei profitti illeciti.
Negli ultimi anni si è assistito ad un vero e proprio salto di qualità in questa particolare attività illecita: le “ndrine” puntano ad ottimizzare sforzi e rischi abbattendo, ad esempio, i costi degli approvvigionamenti della droga, in particolare della cocaina dal Sud America, attraverso la strategia di eliminazione dei cosiddetti intermediari e ricercando il contatto diretto con i cartelli, soprattutto colombiani, o con la loro emanazione in Europa.
«La ’Ndrangheta ha assunto, in Italia ed all’estero, un ruolo di primo piano nel mercato internazionale degli stupefacenti, dispone di ingenti risorse finanziarie, che consolidano la sua immagine ai vertici del crimine organizzato transnazionale, dove è riuscita a consolidare veri e propri rapporti di partenariato, come dimostrano i contatti diretti con i principali cartelli che immettono la droga sul mercato mondiale» ( Relazione del Ministro dell’Interno al Parlamento sull’attività svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa Antimafia, I° semestre 2007).
Impresa e appalti pubblici
Sul fronte dell’impresa il fatturato dei gruppi criminali calabresi è pari a 5.733 milioni di euro. Le stime sul versante degli appalti pubblici truccati e della compartecipazione in imprese in genere mettono in evidenza un incremento della strategia d’infiltrazione negli appalti delle opere pubbliche da parte della criminalità organizzata calabrese.
I soggetti imprenditoriali al servizio dei tentacoli della ’Ndrangheta ottengono indubbi vantaggi operando senza i vincoli e le regole della legalità. In particolare le imprese “mafiose” dispongono di ingenti risorse finanziarie provenienti dalle attività illecite che consentono loro di innescare meccanismi cospicui di autofinanziamento; penetrano i mercati di riferimento senza alcun principio di concorrenza, utilizzando al contrario strumenti e azioni di costante intimidazione; e, infine, mettono in campo misure per corrompere amministratori e pubblici funzionari per condizionare le procedure di gara.
Del resto non solo le inchieste (passate e attuali) della magistratura ma gli stessi recenti omicidi delle ‘ndrine sembrano ruotare intorno a questo settore. I magistrati continuano a bloccare cantieri sull’autostrada Salerno-Reggio Calabria e sulle statali mentre il fuoco della criminalità si indirizza verso imprenditori, come Antonio Longo ucciso il 26 marzo a Lamezia, che probabilmente si inseriscono con le loro commesse in affari già prestabiliti tra criminalità, politica e massoneria deviata, che in Calabria ha un potere immenso.
A completare il paniere criminale, i proventi illeciti derivanti dal mercato:
Estorsione e usura
( 5.017 milioni di euro )
In Calabria non esiste infatti attività commerciale e imprenditoriale che non sia sotto il giogo del pizzo. Recentemente Confesercenti ha calcolato che un commerciante su due paga. È verosimile credere che sia una stima per difetto, così come è provato che la proprietà di una quota rilevante di esercizi passi nelle mani di prestanome delle cosche a seguito delle difficoltà dei vecchi proprietari di assecondare le richieste sempre più esose degli estorsori. Le denunce, però, sono sempre poche e questo è soprattutto dovuto alla scarsa fiducia nei confronti dello Stato e della sua presenza sul territorio.
Armi
( 2.938 milioni di euro)
Prostituzione
( 2.867 milioni di euro).
«Appare significativo l’aumento delle denunce di reati di estorsione. Permane come prioritaria nella regione la problematica relativa al monitoraggio preventivo delle Grandi Opere Infrastrutturali rappresentate nella Regione Calabria dai lavori autostradali della A3 SA-RC, dai corridoi ferroviari, dai lavori sulla diga del Menta e dai lavori all’interno del Porto di Gioia Tauro. (…) L’analisi delle evidenze investigative dimostra, inoltre, le notevoli capacità “militari” dei sodalizi, testimoniate dal ritrovamento di materiale d’armamento (anche da guerra), esplosivi, apparati trasmissivi e di intercettazione delle frequenze radio e bunker sotterranei attrezzati per il ricovero dei latitanti». ( Relazione del Ministro dell’Interno al Parlamento sull’attività svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa Antimafia, I° semestre 2007).
TABELLA 1-A
Graduatoria generale IPM – Indice di penetrazione mafiosa
nelle province di
Campania, Calabria, Sicilia e Puglia
( si confrontino le tabelle dalla 16 alla 23 oltre alla 1 e 1/A)
TABELLA 16
Sistema di punteggio dell’Indice di Penetrazione Mafiosa (IPM)
-
Indicatori di disagio sociale – Si tratta di indicatori, misurati direttamente o indirettamente nelle aree di specifico interesse, che descrivono diverse situazioni di disagio che possono indebolire la struttura socio-economica di riferimento e, di conseguenza, favorire lo sviluppo del fenomeno mafioso.
-
Punteggi intermedi per ciascun indicatore – Alla provincia o all’area territoriale che ottiene il peggiore risultato, nel senso che denota una situazione più disagiata, viene attribuito un valore massimo di 10 punti; i rimanenti punteggi si ottengono riparametrando ciascun risultato al valore massimo.
-
Indice di penetrazione mafiosa – Si ottiene dalla somma dei punteggi assegnati per ciascun indicatore e misura il rischio di penetrazione mafiosa a cui sono esposti, singolarmente, i territori provinciali.
L’indice IPM (Indice di Penetrazione Mafiosa), esteso a tutti e 24 territori provinciali a “rischio”, per un arco temporale che ricopre gli anni dal 1991 al 2007, misura la permeabilità dei territori al crimine organizzato, con l’obiettivo di monitorare il rischio di penetrazione mafiosa cui sono esposti i territori provinciali e di suggerire, per quanto possibile, i recenti sviluppi del fenomeno e le dimensioni che lo stesso sta assumendo e che, cosa ancor più interessante, potrà assumere nei contesti presi in esame.
Al fine di determinare una classifica del livello di penetrazione mafiosa delle organizzazioni criminali nelle province considerate, è stato predisposto un sistema di attribuzione dei punteggi sulla base di alcuni indici che scaturiscono dalla valutazione oggettiva e, per lo più, quantitativa di alcune variabili socio-economiche ( si confrontino le tabelle dalla 16 alla 23 oltre alla 1 e 1/A) che caratterizzano un’area territoriale:
-
tasso di disoccupazione,
-
reati commessi ed assimilabili alle associazioni mafiose,
-
omicidi per motivi di mafia, camorra e ’ndrangheta
-
casi di Amministrazioni comunali sciolte per infiltrazioni mafiose,
-
atti di terrorismo e violenza politica a danno del tessuto socio-economico
-
numero di intercettazioni effettuate.
TABELLA 18
Il tasso di disoccupazione
Anno 2006
Valori percentuali
Province — Tasso di disoccupazione — Punteggio
Palermo 18,6 10,0
Enna 16,7 9,0
Caltanissetta 16,6 8,9
Lecce 15,0 8,1
Napoli 14,8 8,0
Catanzaro 13,9 7,5
Crotone 13,5 7,3
Vibo Valentia 13,4 7,2
Agrigento 13,3 7,2
Bari 13,3 7,2
Brindisi 12,9 6,9
Reggio Calabria 12,7 6,8
Catania 12,3 6,6
Cosenza 12,2 6,6
Salerno 11,6 6,2
Siracusa 11,5 6,2
Foggia 11,3 6,1
Benevento 10,8 5,8
Messina 10,7 5,8
Avellino 10,6 5,7
Trapani 10,4 5,6
Caserta 9,9 5,3
Taranto 9,3 5,0
Ragusa 6,7 3,6
Fonte: Elaborazione Eurispes su dati Istat, Rilevazione Forze Lavoro-Media 2006
TABELLA 19
I reati assimilabili (*) alle associazioni mafiose – Quoziente ogni 10.000 abitanti
(*) Rientrano in questa categoria i reati per estorsione; produzione, detenzione e spaccio di stupefacenti; associazione a delinquere e di tipo mafioso; sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione; ricettazione; attentati.
Anni1999-2005
Valori assoluti
Province — Reati ogni 10.000 abitanti — Punteggio
Napoli 219,5 10,0
Taranto 203,6 9,3
Brindisi 171,5 7,8
Reggio Calabria 144,6 6,6
Messina 138,6 6,3
Caserta 116,5 5,3
Lecce 105,3 4,8
Bari 100,1 4,6
Palermo 99,1 4,5
Siracusa 95,4 4,3
Foggia 95,1 4,3
Crotone 93,5 4,3
Cosenza 92,5 4,2
Catania 92,4 4,2
Catanzaro 92,1 4,2
Vibo Valentia 89,1 4,1
Caltanissetta 85,7 3,9
Salerno 75,8 3,5
Trapani 72,9 3,3
Avellino 60,9 2,8
Ragusa 60,1 2,7
Benevento 56,5 2,6
Enna 46,8 2,1
Agrigento 45,5 2,1
Fonte: Elaborazione Eurispes su dati Istat
TABELLA 20
Gli omicidi per motivi di mafia, camorra e ’ndrangheta – Quoziente ogni 10.000 abitanti
Anno 1999-2005
Valori assoluti
Province — Omicidi ogni 10.000 abitanti — Punteggio
Crotone 2,2 10,0
Napoli 1,2 5,6
Catanzaro 1,1 4,8
Reggio Calabria 1,1 4,7
Caserta 0,8 3,7
Cosenza 0,4 1,8
Bari 0,3 1,4
Foggia 0,3 1,4
Catania 0,3 1,3
Ragusa 0,3 1,2
Caltanissetta 0,3 1,1
Siracusa 0,2 1,1
Agrigento 0,2 1,1
Lecce 0,2 1,0
Enna 0,2 1,0
Avellino 0,2 0,8
Vibo Valentia 0,2 0,8
Brindisi 0,2 0,8
Messina 0,1 0,7
Palermo 0,1 0,6
Salerno 0,1 0,5
Trapani 0,05 0,2
Benevento 0,03 0,2
Taranto – -
TABELLA 21
I casi di comuni sciolti per infiltrazioni mafiose
Anni 1991-2007
Valori assoluti
Province — Comuni sciolti — Punteggio
Napoli 44 10,0
Reggio Calabria 23 5,2
Palermo 23 5,2
Caserta 22 5,0
Catania 9 2,0
Catanzaro 7 1,6
Salerno 5 1,1
Bari 5 1,1
Trapani 5 1,1
Caltanissetta 5 1,1
Vibo Valentia 5 1,1
Agrigento 4 0,9
Crotone 3 0,7
Avellino 3 0,7
Messina 2 0,5
Lecce 2 0,5
Ragusa 1 0,2
Benevento 1 0,2
Foggia – -
Taranto – -
Brindisi – -
Cosenza – -
Enna – -
Siracusa – -
Fonte: Elaborazione Eurispes su dati della Relazione annuale della Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata mafiosa o similare e sulla relazione dell’Alto Commissariato per la prevenzione e il contrasto della corruzione nella Pubblica amministrazione
TABELLA 22
Gli atti di terrorismo e violenza politica a danno del tessuto socio-economico e politico
Anni 2001-2005
Valori assoluti
Province — Atti — Punteggio
Napoli 218 10,0
Reggio Calabria 211 9,7
Salerno 148 6,8
Bari 124 5,7
Palermo 121 5,6
Catanzaro 101 4,6
Cosenza 95 4,4
Lecce 95 4,4
Caserta 85 3,9
Agrigento 78 3,6
Taranto 78 3,6
Brindisi 76 3,5
Foggia 75 3,4
Trapani 62 2,8
Crotone 56 2,6
Messina 51 2,3
Siracusa 47 2,2
Catania 46 2,1
Vibo Valentia 44 2,0
Avellino 37 1,7
Caltanissetta 37 1,7
Enna 24 1,1
Ragusa 24 1,1
Benevento 18 0,8
Fonte: Elaborazione Eurispes su dati Ministero dell’Interno
TABELLA 23
Numero di intercettazioni effettuate nelle province
Anni 2001-2003
Valori assoluti
Province — Intercettazioni — Punteggio
Reggio Calabria 27.486 10
Napoli 20.215 7,4
Palermo 16.493 6,0
Catania 6.806 2,5
Bari 6.488 2,4
Catanzaro 5.412 2,0
Lecce 3.630 1,3
Messina 2.957 1,1
Salerno 2.635 1,0
Ragusa 2.373 0,9
Caltanissetta 2.368 0,9
Brindisi 2.330 0,8
Siracusa 2.146 0,8
Trapani 1.937 0,7
Cosenza 1.709 0,6
Taranto 1.530 0,6
Caserta 1.193 0,4
Vibo Valentia 1.116 0,4
Foggia 1.040 0,4
Agrigento 1.002 0,4
Avellino 566 0,2
Enna 350 0,1
Benevento 280 0,1
Crotone 263 0,1
Fonte: Elaborazione Eurispes su dati Ministero della Giustizia
IPM
Indice di penetrazione mafiosa
TABELLA 1-A
( si confrontino le tabelle dalla 16 alla 23 oltre alla 1 e 1/A)
Come si puo’ vedere dalle tabelle riportate dalla n.16 alla n.23, tanto la Calabria quanto la Campania primeggiano in negativo nella classifica dell’Indice di penetrazione mafiosa nelle rispettive province.
Alla provincia di Napoli, con un punteggio pari a 68,9, va la maglia nera del territorio provinciale più permeabile ai tentacoli della criminalità organizzata. Dai dati emerge, in dettaglio, che il primato negativo di Napoli è dovuto principalmente ai reati assimilabili alle associazioni mafiose (ben 219,5 ogni 10.000 abitanti; cfr. tabella 19), ai 44 Comuni sciolti per infiltrazioni mafiose dal 1991 al 2007 e agli atti di terrorismo pari a 218 dal 1999 al 2005.
Preoccupante il posizionamento nell’IPM relativo al territorio calabrese: ben tre province si collocano nelle prime 8 posizioni.
Reggio Calabria (60,4 punti)
Catanzaro (33 punti)
Crotone (29,5)
La ’Ndrangheta, attraverso l’uso sistematico e indiscriminato dell’intimidazione, del terrore, dell’omicidio, aspira ad affermare contro le Istituzioni locali una propria contro-cultura, una esplicita quanto determinata richiesta di potere.
Gli omicidi in Calabria: 1 su 3 è mafioso
TABELLA 2
Gli omicidi per motivi di ‘Ndrangheta, per provincia
Anni 1999-2008
Valori assoluti
Province — Omicidi
Reggio Calabria 73
Catanzaro 49
Crotone 43
Cosenza 30
Vibo Valentia 7
Calabria 202
Fonte: Centro Documentazione Calabria
La situazione generale della criminalità organizzata in Calabria continua ad essere caratterizzata dai tradizionali sodalizi sempre più radicati nei territori provinciali. Gli ultimi tre omicidi avvenuti, nelle settimane scorse, tra Crotone e Catanzaro, sanciscono la presenza asfissiante delle ’ndrine sull’economia e sulla società calabresi.
Una valutazione dell’attuale situazione della criminalità può essere effettuata attraverso un’analisi dei dati ufficiali relativi a determinati fenomeni criminali. In Calabria, nel periodo compreso tra il 1999 e il 2008, oltre un omicidio su tre è ascrivibile ai tentacoli della ’Ndrangheta: I dati disponibili indicano infatti che nel periodo compreso tra il 1999 e il 2008, in Calabria, su 748 omicidi volontari [( I dati degli omicidi volontari relativi agli anni 2006, 2007 e 2008 sono stati stimati attraverso il calcolo della media ponderata applicata al periodo di cui sono disponibili i dati ufficiali dell’Istat (1999-2005)] commessi ben 202 omicidi si sono verificati per motivi di ’Ndrangheta con un incremento nel periodo considerato del 677% e pari al 27% del totale omicidi volontari commessi. Approfondendo ulteriormente l’analisi e considerando l’incidenza degli omicidi per mafia sul totale degli omicidi volontari commessi, emerge che:
-
In provincia di Reggio Calabria, se ne contano 73, ovvero il 36,1% del dato complessivo regionale degli omicidi riconducibili alle guerre interne alle diverse cosche criminali
-
A seguire la provincia di Catanzaro, se ne contano 49, ovvero il 24,3% del totale calabrese di omicidi legati a motivi di ’Ndrangheta
-
Crotone con 43 omicidi pari al 21,7%
-
Cosenza con 30 omicidi pari al 14,9%
-
Vibo Valentia con 7 omicidi pari al 3,5% del totale calabrese di omicidi legati a motivi di ’Ndrangheta
La demografia delle denunce fatte dalle Forze dell’ordine all’Autorità giudiziaria direttamente riconducibili alle associazioni a delinquere di stampo mafioso
TABELLA 3
Denunce per reati assimilabili alla ‘Ndrangheta
Anni 1999-2005
Valori assoluti
Reati — Valore assoluto
Produzione, detenzione e spaccio di stupefacenti (*) 7.962
Estorsioni 1.900
Attentati 1.825
Ricettazione 1.216
Associazione a delinquere e di tipo mafioso 523
Sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione 359
Totale 13.785 — 13.772
Fonte: Elaborazione Eurispes su dati Istat
Le azioni criminose direttamente riconducibili alle associazioni a delinquere di stampo mafioso sono per buona parte sommerse, perché spesso circondate dall’omertà ottenuta con minacce e intimidazioni, che contribuiscono a limitare il numero delle denunce.
Un indicatore, comunque utile dell’impatto che i sodalizi criminali hanno nei cinque territori provinciali calabresi, può essere fornito dai dati sulle denunce fatte dalle Forze dell’ordine all’Autorità giudiziaria, anche se queste, come già evidenziato, rappresentano soltanto una parte di quello che effettivamente accade in queste aree.
La distribuzione dei reati in Calabria denota che, per tutti i crimini considerati, tra il 1999 e il 2005 sono state effettuate in totale 13.785 denunce: 1.900 per estorsione, 7.962 per produzione, detenzione e spaccio di stupefacenti, 523 per associazione a delinquere e di stampo mafioso, 359 denunce per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, 1.216 per ricettazione e infine 1.825 per attentati
TABELLA 5
Totale delle denunce per reati assimilabili alle associazioni mafiose, per provincia
Anni 1999-2005
Valori assoluti e percentuali
Province — Denunce V.A. — %
Reggio Calabria 5.242 38,1
Cosenza 4.051 29,4
Catanzaro 2.361 17,1
Vibo Valentia 1.114 8,1
Crotone 1.004 7,3
Calabria 13.772 — 13.785 100,0
Fonte: Elaborazione Eurispes su dati Forze dell’ordine e Istat
TABELLA 4
Denunce per reati assimilabili alle associazioni mafiose, per provincia (*)
Anni 1999-2005
Province — Valori assoluti
Province Estorsioni Prod., deten. e spaccio di stupefacenti Assoc. a delinquere e di tipo mafioso Sfruttamento prostituzione Ricettazione, contrabbando Attentati dinamitardi
Reggio Calabria 422 2.996 257 90 487 990
Cosenza 648 2.796 88 86 334 99
Catanzaro 566 1.105 88 128 178 296
Vibo Valentia 198 430 35 37 97 317
Crotone 65 635 45 25 112 122
Calabria 1.899 7.962 513 366 1.208 1.824
(*) La somma dei delitti distinti per provincia può non coincidere con il totale della regione a causa della mancata precisazione, per alcuni delitti, del luogo ove sono stati commessi (o dell’indicazione della regione del commesso delitto ma non della provincia).
Fonte: Elaborazione Eurispes su dati Forze dell’ordine e Istat
Analizzando in dettaglio (TABELLA 5) il livello di distribuzione territoriale provinciale dei reati, sempre con riferimento al periodo 1999-2005, la provincia di Reggio Calabria, con 5.242 casi, è il territorio che registra il maggior numero di denunce per reati assimilabili alle associazioni mafiose, pari al 38,06% del totale delle denunce per reati assimilabili alla ‘Ndrangheta commessi in Calabria (Totale 13.772 — 13.785). Seguono, la provincia di Cosenza con 4.051 denunce, pari al 29,4% dei reati commessi, e Catanzaro con 2.361 denunce (17,1%). Chiudono la classifica le province di Vibo Valentia e di Crotone, rispettivamente con 1.114 e 1.004 denunce per reati assimilabili alle associazioni mafiose, pari all’8,1,6% e al 7,3%.
Il numero delle persone denunciate e la demografia delle denunce fatte dalle Forze dell’ordine all’Autorità giudiziaria per associazioni di tipo mafioso (art. 416bis)
TABELLA 8
Persone denunciate per associazioni di tipo mafioso (art. 416bis)
Anni 1999-2004
Valori assoluti
Regioni — Persone denunciate per associazione di tipo mafioso (art. 416bis C.P.)
Sicilia 6.410
Calabria 3.201
Campania 2.814
Puglia 1.996
Totale 14.421
Fonte: Elaborazione Eurispes su dati Forze dell?ordine e Istat
TABELLA 9
L’attività di contrasto nelle province.
Le persone denunciate per associazioni di tipo mafioso (art. 416bis)
Anni 1999-2004
Valori assoluti
Province Persone denunciate per associazione di tipo mafioso (art. 416bis C.p.)
Reggio Calabria 1.768
Cosenza 602
Crotone 369
Catanzaro 266
Vibo Valentia 196
Totale Calabria 3.201
Fonte: Elaborazione Eurispes su dati Forze dell?ordine e Istat
Complessivamente, tra il 1999 e il 2004, sono state denunciate in Calabria all’Autorità giudiziaria dalla Polizia di Stato, dall’Arma dei Carabinieri e dalla Guardia di Finanza 3.201 persone per associazione a delinquere di tipo mafioso (art. 416bis del C.p.). La provincia di Reggio Calabria, con 1.768 casi, è la regione che registra il maggior numero di persone denunciate per questo tipo di reato. A seguire Cosenza (602), Crotone (369), Catanzaro (266) e Vibo Valentia, in cui sono state denunciate 196 persone in base all’art. 416bis
L’attività di contrasto tra intercettazioni, confisca dei beni e ordinanze di custodia cautelare
TABELLA 6
La geografia delle intercettazioni
Anni 2003-2005
Valori assoluti e incidenza percentuale
Regioni — Numero intercettazioni — Incidenza %
Sicilia 36.432 13,5
Calabria 35.986 13,3
Campania 24.889 9,2
Puglia 15.018 5,6
Altre regioni 157.317 58,3
Italia 269.642 100,0 — 13,8% incremento medio annuo
Fonte: Elaborazione Eurispes su dati Ministero della Giustizia aggiornati a giugno 2006
TABELLA 7
La geografia delle intercettazioni nelle province
Anni 2003-2005
Valori assoluti e incidenza percentuale
Province — Numero intercettazioni — Incidenza % sul totale nazionale — Incidenza % sul totale dell’area
Reggio Calabria 27.486 10,2 24,5
Napoli 20.215 7,5 18,0
Palermo 16.493 6,1 14,7
Catania 6.806 2,5 6,1
Bari 6.488 2,4 5,8
Catanzaro 5.412 2,0 4,8
Lecce 3.630 1,3 3,2
Messina 2.957 1,1 2,6
Salerno 2.635 1,0 2,3
Ragusa 2.373 0,9 2,1
Caltanissetta 2.368 0,9 2,1
Brindisi 2.330 0,9 2,1
Siracusa 2.146 0,8 1,9
Trapani 1.937 0,7 1,7
Cosenza 1.709 0,6 1,5
Taranto 1.530 0,6 1,4
Caserta 1.193 0,4 1,1
Vibo Valentia 1.116 0,4 1,0
Foggia 1.040 0,4 0,9
Agrigento 1.002 0,4 0,9
Avellino 566 0,2 0,5
Enna 350 0,1 0,3
Benevento 280 0,1 0,2
Crotone 263 0,1 0,2
Totale Area 112.325 – 100,0
Totale nazionale 269.642 100,0 –
Fonte: Elaborazione Eurispes su dati Ministero della Giustizia aggiornati a giugno 2006
L’analisi dei reati fin qui condotta pone in evidenza una situazione particolarmente allarmante e lo sforzo da parte delle Forze dell’ordine nel contrastare tale emergenza, ovviamente, da solo non basta. Per ridare pienamente uno stato di diritto a questi territori è indispensabile un coinvolgimento positivo di tutta la collettività, attraverso processi di educazione alla legalità, di formazione ed effettiva promozione dei diritti umani; è necessario fare cultura e insegnare ai cittadini, soprattutto a quelli più giovani, ad avere un atteggiamento negativo nei confronti della sottocultura delle organizzazioni criminali.
L’attività di repressione e prevenzione viene condotta dalle Forze dell’ordine ad alto livello. Uno dei principali strumenti di indagine di cui essi dispongono per contrastare le attività criminali sono senza dubbio le intercettazioni.
Dagli ultimi dati del Ministero della Giustizia emerge che in totale, dal 2003 al 2005, in Italia, il numero dei “bersagli”─ come vengono chiamate in gergo le utenze controllate ─ è stato pari a 269.642 con un incremento medio annuo pari al +13,8%. Come era prevedibile, per competenza territoriale e per permeabilità al crimine organizzato il 41,65% dei bersagli (112.325) sono concentrati in quattro regioni meridionali, di cui:
-
36.432 bersagli in Sicilia (con il 13,51% d’incidenza percentuale sul totale)
-
35.986 bersagli in Calabria (con il 13,3% d’incidenza percentuale sul totale)
-
24.889 bersagli in Campania (con il 9,2% d’incidenza percentuale sul totale)
-
15.018 bersagli in Puglia con (con il 5,6% d’incidenza percentuale sul totale)
-
157.317 bersagli in Altre regioni (con il 58,35% d’incidenza percentuale sul totale)
Nel dettaglio provinciale riferito alla Calabria:
Reggio Calabria con 27.486 osservazioni telefoniche pari al 10,2% del dato complessivo nazionale e al 24,47% del dato complessivo riferito alle quattro aree regionali più permeabili all’operato dei sodalizi criminali è il valore assoluto maggiore registrato. Catanzaro con 5.412 bersagli, Cosenza con 1.709 bersagli e Vibo Valentia con 1.116 bersagli. In coda si colloca la provincia di Crotone con 263 bersagli
L’attività di contrasto , la confisca ed il sequestro dei beni
TABELLA 10
L’attività di sequestro e confisca dei beni, per tipo di organizzazione
Anni 1992-2007(*)
Valori assoluti in euro
Cupole — Valori sequestrati Art. 321 Cpp Legge 575/65 — Valori confische Legge 575/65 — Totale
Cosa Nostra 571.465.081 753.697.000 136.701.114 1.461.863.195
Camorra 1.689.785.888 803.314.823 482.374.000 2.975.474.711
‘Ndrangheta 65.447.099 119.796.254 46.283.000 231.526.353
Criminalità Organizzata Pugliese 64.157.795 65.307.000 54.150.698 183.615.493
Altre 183.369.000 164.247.000 82.288.000 429.904.000
Totale 2.574.224.863 1.906.362.077 801.796.812 5.282.383.752
(*)I dati sono aggiornati al 30 giugno 2007.
Fonte: Elaborazione Eurispes su dati Direzione Investigativa Antimafia
TABELLA 12
Tipologia e numero di beni immobili confiscati alla ‘Ndrangheta
Anno 2006
Valori assoluti
Tipologia — Valore assoluto
Abitazione 562
Terreno 363
Locale 122
Capannone 18
Altro 28
Totale 1.093
Fonte: Elaborazione Eurispes su dati dell’Agenzia del Demanio
TABELLA 13
Tipologia e numero di beni aziendali confiscati alla ‘Ndrangheta
Anno 2006
Valori assoluti
Tipologia — Valore assoluto
Imprese individuali 35
S.n.c. 5
S.a.s. 9
S.r.l. 9
S.p.a. 1
Totale 59
Fonte: Elaborazione Eurispes su dati dell’Agenzia del Demanio
Oltre all’attività di prevenzione e repressione assume sempre più rilevanza l’attività legata alla confisca dei beni alla criminalità organizzata. Tutte le organizzazioni criminali hanno infatti mostrato, principalmente grazie alla disponibilità di ingenti capitali, di sapersi rinnovare e di riuscire a riorganizzare piuttosto rapidamente le proprie attività criminali sul territorio dopo ogni imponente operazione compiuta dalle Forze dell’ordine.
La struttura familiare delle cosche, unita al mantenimento di patrimoni considerevoli, fa sì che qualunque azione preventiva e repressiva risulti fine a se stessa se non è seguita da un intervento che vada ad indebolire il potere finanziario dell’organizzazione criminale.
Nel periodo compreso tra il 1992 e il 2007, le Forze di polizia coordinate dalla Direzione Investigativa Antimafia hanno complessivamente sequestrato e confiscato beni alle diverse organizzazioni, per un valore pari a 5,28 miliardi di euro. ( sequestro beni 4,48 miliardi di euro– confisca beni 801,79 milioni di euro).
In particolare, l’attività di sequestro e confisca dei beni alle ’ndrine calabresi è stata pari a 231,5 milioni di euro.
L’attività di contrasto , le ordinanze di custodia cautelare
TABELLA 11
Le ordinanze di custodia cautelare, per numero e tipo di organizzazione
Anni 1992-2007(*)
Valori assoluti
Cupole — Ordinanze di custodia cautelare
Cosa Nostra 1.663
Camorra 2.353
‘Ndrangheta 2.353
Criminalità Organizzata Pugliese 607
Altre 1.363
Totale 8.339
(*)I dati sono aggiornati al 30 giugno 2007.
Fonte: Elaborazione Eurispes su dati Direzione Investigativa Antimafia
Oltre 2.350 le ordinanze di custodia cautelare alla mafia calabrese pari al 28,2% del totale delle ordinanze emesse (8.339).
La mappa della criminalità: in Calabria operano 131 cosche
Attraverso l’attività dei gruppi interforze, istituiti presso le quattro Prefetture–UTG, è possibile operare una prima mappatura della presenza delle organizzazioni criminali presenti sul territorio. L’analisi degli assetti criminali ricavabile sancirebbe la presenza di ben 131 cosche operanti nei vari territori calabresi. Nella sola provincia di Reggio Calabria sarebbero state attive ben 73 organizzazioni criminali di tipo mafioso. A seguire il territorio provinciale di Catanzaro con 21 cosche monitorate, la provincia di Cosenza con 17 gruppi criminali, i territori provinciali di Crotone e di Vibo valentia, infine, rispettivamente con 13 e 7 organizzazioni criminali rilevate.
’Ndrangheta: diffusione e contrasto nella percezione dei calabresi
TABELLA 14
Principali cause della diffusione della criminalità organizzata
nella percezione dei calabresi
Anno 2008
Valori percentuali
Modalità di risposta — %
Pene poco severe / scarcerazioni facili 40,4
Insufficiente presenza dello Stato 28,8
Difficile situazione economica 27,0
Scarse risorse a disposizione delle Forze dell’ordine e della Magistratura 22,1
Disagio sociale 18,1
Potere delle organizzazioni criminali 11,4%
Mancanza di una cultura della legalità 9,0
Fonte: Eurispes Calabria
TABELLA 15
Il contrasto alla ‘Ndrangheta
nella percezione dei calabresi
Anno 2008
Valori percentuali
Modalità di risposta — %
Inasprimento delle pene 28,9
Educazione delle categorie a rischio 23,0
Rafforzamento del dispiegamento delle Forze dell’ordine 16,1
Presenza dell’esercito a presidiare il territorio 6,7
Non sa/non risponde 25,3
Fonte: Eurispes Calabria
Dopo aver stimato il giro d’affari e analizzato una serie di altri indicatori legati direttamente alla presenza delle consorterie criminali nel territorio calabrese, il dossier ha voluto affrontare un altro tanto delicato quanto fondamentale aspetto, ossia gli orientamenti e gli atteggiamenti dei cittadini calabresi rispetto alla ’Ndrangheta. Nello specifico due le tematiche rilevate dall’Eurispes Calabria:
-
la diffusione del potere delle ’ndrine in Calabria
-
e gli strumenti di contrasto.
Alla domanda su quali siano le principali cause della diffusione della criminalità organizzata il campione di 641 calabresi interpellati non ha dubbi: le pene poco severe e le scarcerazioni facili raccolgono ben il 40,4% degli orientamenti emersi, segnale evidente di una percezione che il mafioso prima o poi riesce quasi sempre a farla franca. A seguire l’insufficiente presenza delle istituzioni dello Stato (28,8%) che, con molta probabilità, è diretta conseguenza, secondo la percezione comune principalmente delle scarse risorse a disposizione delle forze dell’ordine e della magistratura (22,1%) e la difficile situazione economica che vive in questo momento la regione (27%). Quest’ultima modalità di risposta, in particolare, conferma che una collettività, quale quella calabrese fortemente caratterizzata da elevati livelli di disoccupazione giovanile e da una estesa area del disagio sociale, risulta più esposta alla permeabilità della criminalità organizzata. La particolare graduatoria sulle cause scatenanti la diffusione del fenomeno mafioso prosegue con il disagio sociale (18,1%), il potere delle organizzazioni criminali (11,4%) e la mancanza di una cultura della legalità (9%).
Il contrasto alla ‘Ndrangheta
Sul versante delle attività da mettere urgentemente in campo per contrastare l’asfissiante presenza della ’Ndrangheta, i calabresi indicano l’inasprimento delle pene nel 28,9% dei casi, l’educazione della categorie più a rischio 23,0% e il rafforzamento del dispiegamento delle Forze dell’ordine sull’intero territorio regionale 16,1%.
Infine, per quanto riguarda questa seconda tematica affrontata, va evidenziato il consistente numero di quanti non hanno saputo o voluto dare una risposta circa gli strumenti e le strategia da mettere in campo per fronteggiare il crimine organizzato in Calabria, pari a circa un quarto del campione, e la sonora bocciatura della presenza dell’esercito militare a presidiare il territorio indicato soltanto dal 6,7% degli intervistati.
L’immagine di una regione militarizzata preoccupa i calabresi probabilmente perché potrebbe provocare meccanismi disincentivanti per decisioni di investimento verso la Calabria e ridurre drasticamente i flussi turistici.
Il quadro che emerge dovrebbe indurre Governo e Parlamento a contrastare con efficacia la pervasività delle cosche che, ogni giorno di più, inquinano la società e l’economia non solo calabrese ma ormai di tutta Italia. Diversamente all’ndrangheta dovrebbero assegnare un paio di commissari europei e alcuni seggi al Parlamento di Strasburgo recitava giustamente il Corriere della Sera.
Marco
dott. Marco Montanari
U.S. Equities Trader
mailto: marcomontanari@iol.it
Un saggio e pratico mezzo x combattere l’evasione soprattutto della criminalita’ organizzata
Chi ne condividera’ la ratio aiutera’ il paese
al 20 maggio 2008
874 segnalazioni per 840.877 euro
Ciascuno di noi ha fatto recuperare al fisco 961 euro evasi dai ricchi, dai furbi, e dalla criminalita’. Quasi lo stipendio di un operaio e ne siamo felici!
Questa e’ la piu’ grossa innovazione anti evasione: mi raccomando anche voi segnalate in massa
http://www.evasori.info/segnala.cgi
“Noi italiani ci lamentiamo dell’evasione fiscale, eppure spesso chiudiamo un occhio. Segnala qui l’evasione o tentata evasione in cio’ aiutando le forze dell’ordine a combatterla ! “
Italia
Evasione Fiscale e Conti Economici
Evasione Fiscale
La pressione fiscale a carico degli onesti
Senza lotta seria all’evasione, la pressione fiscale non potra’ mai diminuire dall’attuale 43,3% del 2007, sebbene il calcolo reale porti la pressione ad oltre il 50% - tra il 50,74% ed il 52,8% -
Contribuenti Italiani
(Anno 2005)
(ultimi dati disponibili in riferimento alle dichiarazioni dei redditi presentate)
Contribuenti Italiani: 39.977.386
Contribuenti a reddito zero: 9.659.121
Evasori: almeno 4.000.000
Iscritti agli ordini e collegi professionali
2005
1.700.000
2006/2007
Verifiche e Controlli risibili
Roma, 22 ottobre 2007
http://www.mef.gov.it/web/apri.asp?idDoc=18293
2007/ maggio 2008
LA MAPPA DELL’EVASIONE/ELUSIONE FISCALE IN ITALIA
La CGIA Mestre su fonti varie stima:
Imponibile evaso all’anno
€316 Miliardi
Imposte evase all’anno
€140-€150 Miliardi
—————–
Sabato, 10 Maggio 2008
http://cgia.slowdata.com/files/docs/001415/EVASIONE%2010-5.doc
Le categorie
Stima dell’imponibile evaso
Le modalità
————–
ECONOMIA SOMMERSA
200 mld di €
Almeno 2.300.000 occupati svolgono un’attività irregolare come lavoratori dipendenti
ECONOMIA CRIMINALE
100 mld di €
In almeno 3 Regioni del Sud le organizzazioni criminali controllano l’economia di quei territori
GRANDI IMPRESE
10 mld di €
Il 50% delle società di capitali dichiara per più anni redditi negativi o pari a zero
LAVORATORI AUTONOMI E PMI
6 mld di €
Mancata emissione di scontrini, ricevute e fatture fiscali
TOTALE
Imponibile evaso all’anno
€316 Miliardi
Imposte evase all’anno
€140-€150 Miliardi
—————–
Evasione giochi
Bingo e Slot – 2007
2007
€98 Miliardi di euro di evasione
L’articolo sul colpo di spugna sui 98 miliardi di evasione (del Governo Prodi soprattutto per iniziativa di 2 deputati radicali, che han trovato facile rimessa in Parlamentonel centro destra. Del resto, come dimostra chiaramente l’elezione di Amedeo Laboccetta, le società concessionarie hanno molti amici nel mondo politico. In entrambi gli schieramenti)
http://www.casadellalegalita.org/index.php?option=com_content&task=view&id=3259&Itemid=63
Slot, colpo di spugna sui novanta miliardi
Scritto da Il Secolo XIX
mercoledì 14 maggio 2008
http://www.casadellalegalita.org/index.php?option=com_content&task=view&id=3259&Itemid=63
La Relazione sui 98 miliardi di euro di evasione
Scritto da Ufficio di Presidenza
sabato 17 maggio 2008
ORA PUBBLICHIAMO LA RELAZIONE INTEGRALE della Commissione d’inchiesta
http://www.casadellalegalita.org/index.php?option=com_content&task=view&id=3263&Itemid=1
—————–
2006
LA MAPPA DELL’EVASIONE/ELUSIONE FISCALE IN ITALIA
Le dichiarazione dei redditi medi: e’ sconcertante!
http://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/05/italia_evasione-fiscale_2006_1_top.jpg
http://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/05/italia_evasione-fiscale_2006_2_top.jpg
—————–
2006-settembre 2007
Caccia agli evasori
Controlli incrociati sulle banche dati. Blitz nei mercati. Verifiche su credito e grandi imprese. Irruzioni contro il lavoro nero.
‘L’espresso’ ha seguito gli sceriffi del fisco.
Ecco come stanano i furbetti delle tasse
di Emiliano Fittipaldi
(06 novembre 2007)
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Caccia-agli-evasori/1854548&ref=hpstr1
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Caccia-agli-evasori/1854548&ref=hpsp
GRAFICI:
Bottino miliardario
http://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/05/italia_evasione-fiscale_2006_2007_0_top__.jpg
Serrande abbassate
http://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/05/italia_evasione-fiscale_2006_2007_1_top__.jpg
La Tassa piu’ giusta
http://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/05/italia_evasione-fiscale_2006_2007_2_top__.gif
2005
LA MAPPA DELL’EVASIONE/ELUSIONE FISCALE IN ITALIA
Il 24,16% (9.659.121 contribuenti) dei contribuenti italiani (39.977.386 sono le dichiarazioni presentate) non paga le tasse
Panorama, Italia a reddito zero
2005
16 maggio 2008
http://blog.panorama.it/economia/2008/05/16/redditi-un-quarto-degli-italiani-dichiara-zero/
2004
TOTALE
Imponibile evaso all’anno
€270 Miliardi
http://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/06/evasione-fiscale.jpg
2004
TOTALE
Imponibile evaso all’anno
€230-245 Miliardi
http://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/03/italia_evasione-fiscale3.gif
Relazione al Parlamento sull’evasione
(Dati riferiti al 2004)
TOTALE dell’imponibile evaso
230-250 miliardi di euro
TOTALE delle imposte evase
100 miliardi di euro
Roma, 22 ottobre 2007
http://www.mef.gov.it/web/apri.asp?idDoc=18293
Secondo le stime dell’Istituto Centrale di Statistica (ISTAT), il valore aggiunto dell’economia sommersa, solitamente associata all’evasione, è stato nel nostro paese nel 2004 (l’ultimo anno di riferimento) tra il 16,6 per cento ed il 17,7 per cento dell’intero prodotto interno lordo (PIL); in altri termini, vi sono circa €230-250 miliardi di valore aggiunto non dichiarati (ISTAT, 2006). E l’evasione fiscale è (In termini di gettito, si tratta di almeno 7 punti percentuali di PIL di mancate entrate che, ai livelli attuali di PIL, corrispondono ad una perdita superiore ai €100 miliardi l’anno) anche maggiore raggiungendo il 21 per cento della base imponibile IRAP ed il 33 per cento della base imponibile dell’IVA. Questi livelli di evasione sono fino quattro volte superiori a quelli dei paesi europei più virtuosi. Gli esperti della Banca d’Italia (Zizza, 2002) mostrano che il sommerso durante il periodo tra il 1984 ed il 2000 si attesta tra il 14 ed il 18 per cento del PIL, non lontano dalle stime dell’ISTAT.
Pressione Fiscale
La pressione fiscale a carico degli onesti
Senza lotta seria all’evasione, la pressione fiscale non potra’ mai diminuire dall’attuale 43,3% del 2007, sebbene il calcolo reale porti la pressione ad oltre il 50% - tra il 50,74% ed il 52,8% -
Europa – Italia
Eurostat
1995 – 2005
http://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/03/italia_pressione-fiscale_4.gif
Eurostat
1995 – 2006
http://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/06/italia_europa_2006_conti-economici_7.gif
http://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/06/italia_europa_2006_conti-economici_6.gif
Pubblici Dipendenti
2003
3.540.000
http://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/03/italia_pubblici-dipendenti_2003-dicembre_4.gif
http://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/04/italia_pubblici-dipendenti_2003-dicembre_10.gif
http://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/04/italia_pubblici-dipendenti_2003-dicembre_4.gif
http://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/04/italia_pubblici-dipendenti_2003-dicembre_16.gif
Eurispes
2003
Fannulloni Assenteismo
http://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/04/italia_pubblici-dipendenti_scuola_scandalo.gif
Spesa pubblica
1990 – 2007
http://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/04/italia-debito-pubblico_2008_0000_debito-pil.gif
Banca D’Italia
2003 -2006
http://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/06/italia_europa_2006_conti-economici_1.gif
Eurostat
1980 – 2006
http://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/06/italia_europa_2006_conti-economici_5.gif
http://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/06/italia_europa_2006_conti-economici_6.gif
http://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/06/italia_europa_2006_conti-economici_2.gif
Debito Pubblico
Composizione
2000 – 2007
http://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/03/italia-debito-pubblico_2008_0_mef_btp.jpg
Debito Pubblico – Pil
Europa Italia
Eurostat
1995 – 2007
http://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/04/eurostat_italia-debito-pubblico_pil_2007_1.gif
http://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/04/eurostat_italia-debito-pubblico_pil_2007_2.gif
http://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/04/eurostat_italia-debito-pubblico_pil_2007_3.gif
http://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/04/eurostat_italia-debito-pubblico_pil_2007_4.gif
http://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/04/eurostat_italia-debito-pubblico_pil_2007_5.gif
http://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/06/italia_europa_2006_conti-economici_9.gif
2003 – 2006
Banca D’Italia
2003 -2007
http://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/04/italia-debito-pubblico_2008_00000_debito-pil.gif
http://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/06/italia_europa_2006_conti-economici_8.gif
Mef
Ministero economia e finanza
Relazione unificata
2008
Istat
2007
Storico
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Indebitamento – Pil
Banca D’Italia
Eurostat
1995 – 2006
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