Legge sul risparmio monca su alcuni aspetti fondamentali

 

 

 

Crack – Etica – Corruzione e mancanza di regole e pene severe; ecco anche perche’ il sistema Italia perde competitivita’. Fazio, Fiorani, Geronzi, Tanzi, Cragnotti alcuni Politici di rilievo e le Lobbies imperano nell’illegalita’ in un contesto in cui v’e’ un sistema imprenditoriale in difficoltà e schiavo del potere bancario che opera vessatoriamente ed impunito in regime di cartello, un sistema giudiziario paralizzato per colpe non proprie, e solo talvolta, ma gravemente, macchiato da alcuni giudici in sede civile fallimentare (praticamente mai delle Procure come vorrebbero far credere i politici che hanno scheletri negli armadi!).

Mi auguro che l’opposizione non partecipi all’approvazione di questa legge sul Risparmio monca e ancora una volta espressione di noncuranza e non tutela del profilo vero per noi cittadini, la morale, la trasparenza, l’etica, la giustizia, la serenita’ di aver fiducia nel Paese ed amarlo; e che si muova nei fatti questa opposizione per aiutarci. Nella presunzione di rappresentare come ideali e necessita’ la gran parte dei cittadini onesti.

Ricordate sempre la perfetta diagnosi dell’Economist “la ragione della latitanza degli investitori stranieri in Italia risiederebbe nell’atmosfera generale che “questo governo ha peggiorato”: dalla lentezza del sistema giudiziario, agli evidenti segni di corruzione, agli scandali finanziari. Sono esterrefatto vedendo cio’ che continua a non farsi a proposito della legge sul risparmio, ove ancora vi fosse spazio per esserlo in questa Italia cosi’ piccola, illegale, non concorrenziale, ricca di abusi impuniti dei forti a danno dei normali, in cui si fa’ finta di lavorare per il paese e per cambiare lo status quo ante che tanti danni ha fatto ma che in realta’ nulla si vuole cambiare.

Mi viene in mente cio’ che accadeva nella marina Borbonica prima dell’unita’ d’Italia del 1861, allorche’ i capitani dei vascelli impartivano un preciso comando ai marinai in occasione delle ispezioni istituzionali onde dare la netta sensazione ai superiori che avrebbero compiuto le ispezione medesime che tutto era rigidamente efficiente su quel vascello: ” chi sta a prora vada a poppa, chi sta a poppa vada a prora, e chi nun tene nulla a fa’ s’arremeni a ca e a la’”.

E’ cio’ che spesso si verifica nella politica Italiana, e mai come sotto questo governo, cosi’ proteso a salvare se stesso, nel suo massimo rappresentante ed amici di cordata, da conflitti e abusi grossi come le dolomiti, che gridano una civile vendetta per aver cosi’ profondamente ed arrogantemente profanato le nostre Istituzioni e tutte le persone serie ed oneste che ancora vivono in questo paese incivile.

Vorrei pertanto, proseguire, la trasparente, competente e solidale opera informativa avviata dall’ OSSERVATORIO SULLA LEGALITA’ E SUI DIRITTI, opera fatta dai tanti e validi contributi di tutti i collaboratori dello stesso, con particolare riguardo a cio’ che e’ stato attivato in riferimento al “dizionario dei crack finanziari”, e, per quanto mi e’ possibile, a fare ulteriori considerazioni che spero condividerete.

Barbara Spinelli sulla Stampa ha descritto benissimo in poche parole quanto cerco di dire io da anni e qui ancora con argomentazioni che, mi perdonerete, non hanno certamente il pregio della sintesi, ma non sono un giornalista e scrivo di getto; bene questa giornalista ha scritto: “l’analfabetismo morale delle classi dirigenti”. Vengo al punto: di fronte alla delinquenziale attivita’ posta in essere da quanti, politici, imprenditori, banchieri, organi di controllo esterni ed interni, Governatore della Banca d’Italia, ed alcuni giudici soprattutto delle fallimentari, persone tutte che in altri termini hanno avuto ed hanno a che fare con i crack degli ultimi anni, i cittadini onesti pretendono misure forti di prevenzione, repressione, quindi anche pene edittali elevate per i reati commessi da questi signori; pretendono un sistema che in presenza di comportamenti ingannevoli, colposi o dolosi delle banche coinvolte, preveda una forte, agile e rapida responsabilita’ civile delle stesse (prima ancora che giudiziale, extragiudiziale, le banche dovrebbero essere le prime a risarcire i risparmiatori traditi, ancor prima di qualsiasi attivita’ giudiziaria, onde poi rivalersi loro (le banche) ove ne abbiano titolo contro l’imprenditore che truffa (un po’ cio’ che avviene quando si ha un incidente in auto nel rapporto tra le 2 diverse assicurazioni).

Pretendono insomma un sistema di ristoro giudiziario ed extragiudiziario che li possa agevolare nel riprendere quanto prima il danaro a loro “rubato” in tempi rapidi in forza di class action e di leggi chiare e garanti dei piu’ deboli; pretendono un sistema di responsabilita’ individuali sia penali che civili di tutti questi signori che sia di rapido accertamento e svolgimento, compresi quei giudici liquidatori che violano la legge in sede di procedure concorsuali nelle quali finiscono le societa’ a seguito del crack (vedasi la recente condanna della curatrice fallimentare, Carmen Gocini, condannata mesi fa in primo grado a otto anni di carcere per aver sottratto in un decennio al Tribunale milanese 35 milioni di euro poi riciclati parte nella banca della Lega e parte nella ex «Radio 101» dei fratelli Angelino e Caterino Borra).

I reati sono tutti gravissimi in materia finanziaria, oltre ai reati di Market abuse (INSIDER TRADING e AGGIOTAGGIO nelle sue 3 diverse manifestazioni, 1.”Information Based Manipulation 2. “Action Based Manipulation” 3. “Trade Based Manipulation”) si parla di corruzione, falsi in bilancio, truffa, di associazione o concorso in associazione per delinquere di tipo mafioso, d’appropriazione indebita…false comunicazioni sociali etc…. con le potenti lobbies che corrompono i politici, i giudici.

Avete letto piu’ notizie approfondite sul seguito dei responsabili e delle connivenze a tutti ilivelli nei crack Federconsorzi, Cirio e Parmalat? No, se non che almeno il solito Geronzi sia stato rinviato a giudizio! Ed e’ li’ che invece dovrebbe partire la pulizia essendo la matrice originaria dello schifo oggi propagato anche a Fiorani & Co., condannando i responsabili che fan parte del gotha della finanza, della politica, degli imprenditori, e di alcuni giudici e liquidatori: e’ lo sporco potere che da anni impera in Italia con principale promanazione da Roma, Geronzi, Tanzi Cragnotti, Fazio, Greco and Co.; sono tutti liberi e taluno ancora al suo posto, tutti ancora con gran parte delle loro barche delle loro ville dei soldi rubati e infagottati!

Ricordiamoci che Geronzi era l’amico fraterno di fazio e che solo dopo aver rifiutato la fusione con la BPL di Fiorani e’ diventato nemico, e solo dopo quella rottura il Ministro la Malfa ha cambiato spartito nella lettura Fazio, prima era contro Fazio, ieri pro, oggi non puo’ che adeguarsi; il vero obiettivo di La Malfa era ed e’ Geronzi!). Ci si limita a rispondere che sono stati casi isolati e che soprattutto i sistemi di controlli interni alle aziende hanno fallito: ma ci rendiamo conto di come ci prendono per il SEDERE…?????

I casi sono stati tutt’altro che isolati (in seguito vi prospettero’ un parallelo quantitativo e qualitativo tra gli scandali in Italia ed in America dove sono quotate circa 8.000 societa’ alcune anche in double listing, a fronte delle 309 circa in italia). In questa dannosa dolosa omertà ed insabbiamento a tutto tondo da Federconsorzi, a Cirio, a Parmalat, la costante non è stato tanto e solo il fallimento dei controlli interni (al di la’ ovviamente che siamo in presenza di delinquenti), ma soprattutto la connivenza e la voluta inefficienza dei controlli esterni a tutti i livelli, governatore e societa’ di revisione in primis, Banche che emettevano Bond per seconde, e molti Politici per terzi; dopo vengono i controlli interni che si sa’ “per natura” addomesticabili piu’ agilmente dalla societa’ madre alla quale gli stessi fanno riferimento.

E invece il Governo cosa fa, con questa legge sul falso in bilancio e con la pregressa proposta di disciplina degli illeciti penali fallimentari dell’art. 16 del Progetto di riforma organico delle procedure concorsuali, elaborato dalla Commissione Trevisanato? Quasi nulla di tutto cio’ di cui un paese civile ed i risparmiatori tutti (italiani e stranieri) avrebbero bisogno, nulla per tutelare la loro fiducia; al contrario rende deboli le sanzioni (che dovrebbero prevedere invece 10/15/30 anni di galera oltre che ingenti risarcimenti come in america), continua a rendere i Liquidatori e i Giudici delegati liberi arbitri ed impuniti, e complica subdolamente i cardini legali a che si possa dire sussistente la fattispecie di reato formulata, in poche parole a mero titolo di esempio, se ” solo 59.000 risparmiatori” vengono fregati nulla di rilevante (e’ quello che loro chiamano ” inasprimento del reato di «nocumento o di attentato al risparmio” e’ un’ulteriore tutela dei furbi e di chi delinque ed una fregatura per i risparmiatori.

Si considera, infatti, «grave» quando il danno abbia riguardato «un numero di risparmiatori superiore allo 0,1 per mille 59.545, contro lo 0,5 per mille del testo del Senato, della popolazione risultante dall’ultimo censimento Istat, 59.545.000 , o se abbia distrutto o ridotto il valore di titoli di un’entità complessiva superiore allo 0,1 per mille del pil contro lo 0,5 per mille del Senato).

Negli Stati Uniti giustamente il profilo dell’etica e della morale e’ un must, e non esiste la “modica quantità” nel falso in bilancio, cioè quella “furbetta” attenuante inserita nella legge italiana sulla tutela del risparmio che introduce il reato veniale di “falsetto” (se i dati truccati rappresentano una piccola parte del fatturato aziendale). Non esistono negli Usa i fantasiosi indicatori della normativa italiana – il crac in percentuale del Pil, la quota di popolazione ingannata – per stabilire se ci sia danno grave per i risparmiatori. Il consumatore e’ un dogma da loro, il cittadino prima dei potenti, non che siano santi, ma almeno cercano di essere decenti!

Certamente un piccolo passo nella previsione almeno di indifferibili nuove norme per la nomina e per il mandato a termine del Governatore, e per una limitata discrezionalita’ (6 anni, e la nomina avverrà «da parte del capo dello Stato su indicazione del governo e sentito il consiglio superiore di Bankitalia. Attualmente invece è prevista la proposta del governo su indicazione del consiglio superiore di Bankitalia e con decreto finale da parte del capo dello Stato. E’ stato previsto di istituire un incarico a tempo anche per i membri del Direttorio della Banca centrale).

Ma ben poco riguardo all’effettiva tutela concreta dei risparmiatori contro gli altri soggetti complici delle truffe, nulla riguardo all’effettiva sanzione a carico di chi truffa, delinque, e unico aspetto positivo il passaggio della sola concorrenza bancaria per gli abusi di posizione dominante e per le intese restrittive della concorrenza dalla Banca d’Italia all’Antitrust (prima in via esclusiva di competenza della Banca d’Italia); mentre viene introdotta la duplice ed equivoca attribuzione congiunta Banca d’Italia/Antitrust, in materia sempre di concorrenza ma in ambito di concentrazioni e fusioni bancarie (prima in via esclusiva di competenza della Banca d’Italia).

Questa duplicazione di responsabilita’ (e non in via esclusiva all’Antitrust come era invece auspicabile fosse introdotto) e’ stata anticipata anche ieri sera da Tremonti a Ballaro’, sara’ foriera di equivoci e parcellizzera’ le responsabilità tra Banca d’Italia e Antitrust in materia di concorrenza sulle concentrazioni e fusioni bancarie, avremo due Organi che si rimpalleranno le responsabilita’ ( un po’ come avviene nella sanita’ creando cattedre su cattedre, reparti su reparti, multilateralita’ degli stessi senza distinzione chiara delle singole responsabilita’ dei medici), e in un ambito oggi cosi’ discusso dopo i soprusi di Fazio a danno delle banche straniere e degli azionisti delle banche italiane target dell’opa straniera, e a favore di BPL e Unipol ovvero Fiorani & Co, ed e’ un male quindi che alla Banca d’Italia non rimanga soltanto la funzione di presidio della stabilità del sistema finanziario esercitata naturalmente sotto il coordinamento della Banca Centrale Europea ma anche parte delle competenze sulla concorrenza.

Il governo ha infatti deciso che: passerà all’Antitrust la vigilanza sulla concorrenza bancaria per gli abusi di posizione dominante e per le intese restrittive della concorrenza, passerà dalla Banca d’Italia all’Antitrust; non anche la vigilanza sulle concentrazioni e fusioni bancarie che sara’ oggetto di attribuzione congiunta all’Antitrust e Banca d’Italia.

Il governo ha pero’ cancellato, in questa legge sul risparmio, l’inasprimento introdotto dal Senato e ha riproposto la versione approvata in prima lettura dalla Camera, ed ha reso ancor piu’ labile e dannosa la tutela per il risparmiatore/creditore chirografario o privilegiato con la proposta di disciplina degli illeciti penali fallimentari dell’art. 16:

1.. Gli anni di reclusione per chi fa false comunicazioni sociali scendono da un massimo di cinque anni a un massimo di due. Pene più lievi per le false comunicazioni sociali in danno delle società, dei soci o dei creditori: le pene scendono dalla forbice 2-6 anni prevista dal Senato a quella sei mesi-tre anni prevista nel testo originario

2.. Ritorna la norma secondo la quale non si va in carcere se le false dichiarazioni non comportano una variazione del risultato economico di esercizio inferiore al 5% o una variazione del patrimonio netto inferiore all’1%. Non si rischia più il carcere se le voci di bilancio falsificate differiscono dalle voci corrette fino al 10%

3.. Alcune considerazioni stralcio (da tesi e ricerche de ilfallimento.it) in merito alla pregressa proposta di disciplina degli illeciti penali fallimentari dell’art. 16 del Progetto di riforma organico delle procedure concorsuali, elaborato dalla Commissione Trevisanato: minima riduzione delle pene edittali: le pene per la bancarotta fraudolenta sono ridotte a da 2 ad 8 anni;da 3 a 10 anni; sostanziale approccio conservativo del testo di tale articolo; dall’aver prescelto, per individuare l’area del rischio penale, il criterio della contemporaneità della condotta con lo stato d’insolvenza o la situazione di concreto pericolo d’insolvenza, anziché introdurre il criterio del nesso di causalità tra le condotte ed il verificarsi del dissesto ed il dolo specifico.

Appare inoltre del tutto chiaro che enormi saranno le difficoltà di interpretazione del concetto di concreto pericolo dello stato di insolvenza: quali potranno essere le manifestazioni pratiche di questo concreto pericolo (ovviamente nel caso che l’insolvenza non sia ancora manifestata)? Forse l’elevatezza del debito rispetto all’attivo od al patrimonio, o fatti di ritardati pagamenti, o quali altre ancora? Le varie e diverse interpretazioni giurisprudenziali che ne potranno derivare, probabilmente spesso in contraddizione fra di loro, non faranno altro che accrescere ancora una volta quello che è una delle più deleterie caratteristiche del nostro sistema giuridico: l’incertezza del diritto!

Per quanto riguarda il curatore e gli altri organi delle procedure, non sono state invece previste norme penali specifiche, essendosi ritenute sufficienti le norme penali di diritto comune, previste per i pubblici ufficiali. Non può non apparire evidente lo squilibrio di una tale posizione, a fronte del gravissimo appesantimento delle sanzioni previste per altri soggetti per le condotte che ricadano nell’area penale fallimentare a fronte di quelle previste dalle norme penali comuni, per fatti che segnano sostanzialmente un ugual disvalore. Appare evidente come ciò altro non sia che l’espressione di una difesa corporativa degli interessi di una ben determinata categoria quale quella del curatore e degli altri organi delle procedure (e che potrà aver riflessi anche su posizioni penali esistenti – si veda il caso Federconsorzi). E su altri profili nulla o poco il governo ha deciso:

a.. Sulla proprietà di Bankitalia una moratoria di tre anni

b.. La natura del sistema giudiziario italiano, sclerotizzato, non sempre trasparente nella gestione, e poco adatto a chi domanda giustizia finanziaria. Il ddl risparmio, non comprende inoltre, la class action, azione collettiva che riunisce le istanze dei risparmiatori e che negli Stati Uniti ha messo in ginocchio i “furbetti” anche spallati

c.. Un altro aspetto omesso nella riforma da considerare è l’onere dei legali. Nelle cause finanziarie americane gli avvocati sono pagati in base a quanto fanno recuperare al cliente; tale meccanismo sfronda le citazioni (solo i legali fiduciosi di vincere vanno in tribunale) e invoglia i clienti alla battaglia giudiziaria. Potrebbe essere uno spunto per il legislatore, quando prenderà corpo la riforma degli ordini professionali da molti reclamata

d.. Un’ulteriore notazione, a riforma varata, gli attuali poco più di 8.000 dipendenti sono un numero eccessivo. Già alla fine del 2002, nelle altre banche centrali europee c’erano già meno della metà dei dipendenti di Bankitalia (fatta eccezione per la Germania). Si andava da poco meno di 1000 ai circa 3000 della Spagna. Della concorrenza si occupa una divisione con 25 dipendenti; della trasparenza occasionalmente alcuni dipendenti, che hanno di solito altri incarichi. Ha ragione anche Vincenzo Donvito presidente Associazione Difesa Consumatori Utenti, nel dire che “occorre anche capovolgere il metodo delle nomine politiche ai vertici degli istituti di credito, piuttosto che di merito, e creare le condizioni perche’ una selezione per il merito sia possibile”

Ecco cosa i mercati internazionali hanno gia’ “processato in parallelo” al sistema-Italia. Il loro processo giustamente ha scadenze rapide, e la sua sentenza sta gia’ infliggendo pene pesanti che saranno pagate dall’economia italiana e soprattutto dalle persone oneste come me e tanti altri: ed è fuorviante definire il caso Parmalat come la Enron europea perché il problema non è europeo, è italiano. Un titolo di The Guardian evocava quella “malattia chiamata rischio-Italia”. Il Financial Times avvertiva che un buco di dieci miliardi di euro vale lo 0,8% del Pil italiano. E commentava: “Le dimensioni del crack Enron per l’economia americana al confronto erano peanuts, noccioline”! Insomma, un investimento in Germania, o in Francia , e’ diverso da uno in Italia , benche’ abbiamo la stessa moneta!

I motivi per cui l’Italia non è eguale alla Francia o alla Germania hanno radici antiche. Il caso Federconsorzi, Parmalat e Cirio ce lo han ricordato definitivamente, tutti scandali legati anche ai Tribunali Fallimentari, Giudici, Liquidatori, Imprenditori spesso coincidenti con se stessi in ogni crack, Aziende splitatte e rivendute al doppio. La vicenda Parmalat e Cirio Tanzi e Cragnotti dunque affondano le loro radici nell’Italia della Prima repubblica e di Tangentopoli, e sulle ceneri della loro madre… Federconsorzi…. il pesce puzza dalla testa ed e’ da li’ che occorre iniziare a far pulizia, sono ancora tutti in giro riciclati o in qualche isolotto o villa a godersi l’impunita’!

Oggi negli Stati Uniti un buco da un milione di dollari basta per far scattare dodici anni di carcere e si puo’ arrivare a 20. L’Italia di Berlusconi si è mossa nella direzione opposta: con leggi più lassiste, oltre che con l’esempio personale del magnate-presidente del Consiglio che ha di fatto reso possibile lo stralcio dei suoi processi per falso in bilancio. Il risultato, come ricorda il Financial Times, è che nell’indice internazionale sulla “percezione della corruzione” stilato annualmente da Transparency International, il nostro paese è al penultimo posto tra i paesi dell’Unione europea. Questo indice della corruzione include tra i suoi criteri l’efficacia delle leggi e della loro applicazione e trasparenza da parte della Magistratura, e l’affidabilità delle imprese. Il risultato, conclude lo stesso Financial Times, lo pagherà il contribuente italiano: se il premio di rischio per investire in BoT torna a salire, la pressione fiscale dovrà compensare il maggior costo del debito pubblico.

C’è da augurarsi che abbia torto. Ma scommettere sull’indulgenza, l’ingenuità o la dabbenaggine dei mercati sarebbe azzardato, in queste ore in cui San Vittore è tornato ad essere un simbolo del capitalismo italiano. La magistratura deve essere autonoma ma non impunita se sbaglia, deve garantire tutti, e occorre l’attuazione del precetto costituzionale della ragionevole durata del processo. E’ caduta la coesione sociale, perché la gente vede che ognuno fa i fatti suoi calpestando quelli altrui, e i crack italiani confermano purtroppo che da noi, a differenza che nei paesi civili, ci sono due modi di essere ricchi: avere un sacco di soldi oppure avere un sacco di debiti!

E invito tutti i cittadini onesti come noi, nel contribuire a far pulizia di questo schifo, con una legittima e legale rivolta fatta di scelte commerciali, di investimenti (vi diro’ poi i dati sul risparmio gestito in italia che si aggiunge alla roulette russa in re ipsa nell’investire su qualsiasi societa’ italiana, io sono anni che non compro nulla in Italia, solo america e paesi europei) e con il voto politico….se poi nulla cambiera’ lasceremo il paese. Vedremo se Prodi terra’ fede a quanto formalmente dichiarato tempo fa’ promettendo pulizia e giustizia, io so che per ora neppure lui risponde se gli i pongono dei dubbi.

Il Professore: “Al governo solo per cambiare in profondità” “Se vinciamo – ha proseguito il leader dell’Unione – il nostro non può essere un governo di ordinaria amministrazione. Se torno, è per cambiare l’Italia. Non possiamo dare al riformismo un significato generico. “Il paese deve essere certo che sarà guidato da competenza, equità ed etica”. Prodi spiega che serve un “patto di rispetto reciproco fra i cittadini e la politica”. Il governo che verrà dovrà ottenere quella proroga e presentare un piano triennale credibile, capace al tempo stesso di risanare la finanza e insieme rilanciare l’economia , è necessaria più concorrenza, a partire dalle assicurazioni e dai servizi bancari (che attualmente hanno costi fuori dagli standard europei), rendere rapida trasparente ed efficiente la giustizia

I casi sono stati tutt’altro che isolati, ecco un parallelo quantitativo e qualitativo tra gli scandali in Italia ed in America dove sono quotate circa 10.000 societa’ alcune anche in double listing, a fronte delle 500 circa in italia.

ITALIA

1.. Crack Federconsorzi ha coinvolto 17.000 lavoratori-creditori privilegiati e creditori chirografari per un totale di 2,32 miliardi di euro persi.

2.. Crack Cirio ha coinvolto 35.000 risparmiatori per un totale di 1,25 miliardi di euro persi.

3.. Crack Parmalat ha coinvolto 135.000 risparmiatori per un totale di 10 miliardi di euro persi.

4.. Crack Bipop ha coinvolto 73.500 risparmiatori per un totale di alcuni miliardi di euro persi.

5.. Bond Argentini ha coinvolto circa 300.000 risparmiatori italiani per un totale di 12,63 miliardi di euro persi pari al 15,6% degli 81 miliardi di dollari in default.

6.. Crack Giacomelli ha coinvolto 6.500 risparmiatori per 250 milioni di euro persi.

7.. Crack del Risparmio Gestito, particolarmente nel caso My Wai-For You ha coinvolto 100.000 risparmiatori per 1,35 miliardi persi.

8.. Crack Banca del Salento

9.. Crack Finmatica ha coinvolto 25.000 risparmiatori per 350 milioni di euro persi.

10.. CRACK FINPART

11.. CRACK CREDIEURONORD BARATTO BANKITALIA LEGA .

12.. SCANDALO BANKITALIA Bpi/Fazio/Concertisti_Antoveneta SCANDALO BANKITALIA Unipol/Fazio/Concertisti_Bnl.

13.. SCANDALO nella scalata alla Popolare di Crema

a.. IMI/SIR e LODO MONDADORI “Statute of Limitations Saves Berlusconi” cosi’ testualmente riportava mi pare il NY Times il Fri Dec 10, 2004 02:49 PM ET – “Italian Prime Minister Silvio Berlusconi escaped conviction in a major corruption trial on Friday after a court invoked a statute of limitations that meant time had run out to sentence him for bribery”.

b.. Mediaset: irregolarità nell’ acquisto di diritti cinematografici.

 

I furfanti son tutti liberi e con barche e ville, tranne qualcuno.

Risparmiatori/creditori: Soddisfatto solo il 4,5% dei truffati per un totale di appena qualche centinaio di milione di euro a fronte delle decine di miliardi di euro di truffe perpetrate ai loro danni. Il 95,5% non ha più visto un quattrino. I risibili dati sulla soddisfazione dei risparmiatori negli scandali, Cirio e Parmalat in primis, sono anche dovuti alla sostanziale impunita’ sistemica delle responsabilita’ delle banche in via extragiudiziale, ed alla natura del sistema giudiziario italiano, sclerotizzato, non sempre trasparente nella gestione, e poco adatto a chi domanda giustizia finanziaria, inoltre privo del sitema della class action.

 

AMERICA

In America e’ stata rapidissima e molto severa la nuova legge contro i crack; nel 2002 a pochi mesi dal primo grave crack della Enron, e’ stata approvata la Sarbanes-Oxley Act La norma ‘anti melemarce’ , che ha istituito ferree regole antitruffa. Quella legge contiene un forte inasprimento delle pene per il falso in bilancio. Una su tutte: l’inasprimento della pena massima per il falso in bilancio, passata da 5 a 20 anni, il minimo è 12 anni di carcere contro un massimo in Italia di 3 anni per false comunicazioni.

Le pene non sono spauracchi virtuali agitati per placare l’opinione pubblica. La Commissione di controllo sulle aziende quotate varata in forza della norma ‘anti mele marce’ Sarbanes-Oxley ha approvato una proposta di legge destinata ad imporre ai revisori dei conti delle imprese scambiate sul mercato la certificazione della propria attività e la verifica del proprio operato con gli organi di controllo. Tutti gli amministratori delegati delle società vengono obbligati a “rifirmare” i bilanci delle loro imprese per garantirne la correttezza.

Può sembrare superfluo, in realtà questa nuova firma aggiunge un particolare peso di responsabilità personale alla luce della Sarbanes-Oxley. Dopo aver rifirmato nessuno può dire “non sapevo”, nessun chief executive può tentare di sottrarsi alla sanzione penale e patrimoniale in caso di irregolarità nei conti. Oggi negli Stati Uniti un buco da un milione di dollari basta per far scattare dodici anni di carcere e si puo’ arrivare a 20. La Sarbanes-Oxley è solo un anello nella catena di reazioni provocate dagli scandali finanziari.

La sequenza delle contromisure prese negli Stati Uniti è più lunga. E’ fulmineo lo smantellamento e la scomparsa di Arthur Andersen, la società di certificazione dei bilanci che ha garantito i conti contribuendo a ingannare i mercati. Si crea una authority per esercitare il controllo sui revisori dei conti. Si proibisce a queste società di auditing di offrire consulenze. La stesura dei bilanci viene sottoposta a norme più stringenti, i margini “interpretazione” delle regole vengono ridotti. I tempi di comunicazione dei conti al mercato vengono accorciati di un terzo. I dirigenti delle società quotate devono rivelare più rapidamente le compravendite di azioni proprie.

L’etica degli affari fa la sua parte. Senza aspettare i verdetti dei tribunali le banche americane licenziano i tre più celebri analisti finanziari, le star di Wall Street che consigliavano i risparmiatori: Quattrone, Grubman, Blodget. Perde il posto il grande capo dell´autorità di vigilanza, il presidente della Sec Harvey Pitt, pur essendo stato un “protetto” di Bush. La stessa fine tocca al presidente del New York Stock Exchange, Richard Grasso.

Si scatena in parallelo l’azione della magistratura. In particolare si distingue il procuratore generale di New York, Elliot Spitzer. Incastra per conflitto d´interesse tutte le grandi banche americane – da Citigroup a Merrill Lynch – colpevoli di aver rifilato ai propri clienti titoli-bidone, e le colpisce con multe record da 1,8 miliardi di dollari.

Negli Stati Uniti non esiste la modica quantità nel falso in bilancio, cioè quell´attenuante inserita nella legge italiana sulla tutela del risparmio che introduce il reato veniale di “falsetto” (se i dati truccati rappresentano una piccola parte del fatturato aziendale). Non esistono negli Usa i fantasiosi indicatori della normativa italiana – il crac in percentuale del Pil, la quota di popolazione ingannata – per stabilire se ci sia danno grave per i risparmiatori. E la conseguenza della trasparenza americana in materia, e’ stata che un certo numero di imprese europee quotate a New York ha provveduto al delisting, cioè di togliersi dal listino della Borsa newyorkese, o hanno rinunciato a quotarsi a Wall Street per non dover passare esami di trasparenza così severi.

Le nuove norme Sarbanes Oxley Act sono rigidissime. Qualcuno si è allarmato, perché questo “eccesso” di rigore può danneggiare la piazza finanziaria di New York a vantaggio di Borse straniere. L´America preferisce correre questo rischio, pur di ristabilire la fiducia dei suoi risparmiatori. Ed è entrata in vigore una nuova versione degli international accounting standard, ossia delle regole contabili internazionali. Inoltre, il procuratore generale di New York, Eliot Spitzer, spinto dalle preoccupazioni del pubblico ha indirizzato una attenzione particolare alle operazioni delle compagnie quotate a Wall Street con particolare interesse per il collocamento al pubblico di obbligazioni a tasso di interesse esageratamente elevato rispetto alle informazioni date sui rischi impliciti per i sottoscrittori di quei prodotti finanziari.

In America sono quotate circa 8.000 societa’ alcune anche in double listing, a fronte delle 300 circa in italia; sono pochissimi, per quanto gravi, i crack verificatasi in proporzione all’immensita’ del sistema: 1.. Enron, 2.. Worldcom, 3.. Adelphia Communications, 4.. Tyco, 5.. Cendant 6.. Qwest
Le societa’ , i ceo, e le banche in uno con le societa’ di revisione coinvolte hanno gia’ pagato ,dopo circa 3 anni, risarcimenti per circa 15 miliardi di dollari complessivi, e diversi protagonisti di quella stagione di scandali finiscono già dietro le sbarre nel 2003-2004:

1.. Enron Andrew Fastow il direttore finanziario di Enron patteggia 10 anni di carcere dopo essere stato riconosciuto colpevole di aver provocato il dissesto finanziario della società, finita in bancarotta ACCORDO RISARCIMENTO DA 356 MLN DLR PER FONDI PENSIONE dunque, i risarcimenti previsti per gli ex dipendenti che hanno aderito ai piani pensionistici

2.. Adelphia Communications John Rigas, il fondatore, è stato condannato a 15 anni di reclusione, dopo essere stato riconosciuto colpevole di aver provocato il dissesto finanziario della società, finita in bancarotta e di recente rilevata per 17,6 miliardi di dollari da una cordata composta da Time Warner e Comcast. Condanna per frode, manipolazione dei bilanci e altri reati. Il giudice distrettuale Leonard Sand della Corte di Manhattan, nel pronunciare la condanna, ha osservato che Rigas, se non avesse avuto 80 anni e problemi di salute, avrebbe ricevuto “una punizione ben più grande”. Adelphia, il quinto operatore via cavi degli Stati Uniti, è fallita a giugno del 2002 a causa, come accertato nel corso delle indagini, dal sistematico saccheggio delle casse della società da parte di John Rigas e di suo figlio Timothy, ex capo della finanza, con un ammanco stimato in 2,3 miliardi di dollari

3.. Adelphia Communications Timothy Rigas, – condanna per frode, manipolazione dei bilanci e altri reati -condannato a 20 anni di reclusione per il ruolo di direttore finanziario ricoperto nella società, fondata dal padre, immigrato di origine greca, nel 1952 con una licenza di appena 300 dollari e diventata un colosso del settore dopo una nutrita serie di acquisizioni

4.. Adelphia Communications, MICHAEL RIGAS COLPEVOLE SI AGGIUNGE A PADRE E FRATELLO, DECISIONE SU PENA IL 3 MARZO 2006

5.. Tyco Dennis Kozlowsky, l’ex amministratore delegato, e il suo braccio destro Mark Swartz, ex ad e direttore finanziario di Tyco, riconosciuti colpevoli di una frode ai danni della società di oltre 2 miliardi. Gli ex manager rischiano ora fino a 25 anni di carcere in base all’imputazione più pesante addebitata loro, quella di furto aggravato e appropriazione indebita. Sentenza di colpevolezza a giugno 2005. Settembre 2005 KOZLOWSKY VERRA’ CONDANNATO 25 ANNI / E BRACCIO DESTRO SWARTZ 25 ANNI RISARCIRANNO 134 MILIONI. Kozlowsky, 58 anni e Swartz, 44, erano già stati imprigionati a giugno scorso, dopo un processo durato quattro mesi su 22 capi d’accusa, tra cui furto aggravato, falsificazione dei bilanci e cospirazione. I due, protagonisti di spicco della stagione degli scandali finanziari Usa, sono stati riconosciuti colpevoli di aver sottratto 137 milioni di dollari come indebite compensazioni e di essersi intascati altri 410 milioni da vendite di azioni ‘gonfiate’ attraverso la manipolazione dei bilanci. I due top manager potranno riguadagnare la libertà per buona condotta, ma solo dopo aver scontato otto anni e quattro mesi di reclusione. Oltre alla prigione Kozlowsky e Swartz dovranno tirare fuori a titolo di risarcimento circa 134 milioni di dollari. In più l’ex amministratore delegato dovrà sborsare 70 milioni di dollari, mentre l’ex direttore finanziario ne dovrà tirare fuori altri 35 milioni. Leader nella produzione di circuiti elettronici, Tyco produceva profitti ogni anno per 40 miliardi di dollari e contava 250 mila impiegati

6.. WorldCom Bernard Ebbers Ceo 25 anni di carcere PAGA 5 MLN PER CHIUDERE CAUSA CIVILE MA TRASFERIRA’ IN UN FONDO ASSET PER 25-40 MLN – Il 63enne professore di educazione fisica diventato manager di successo è stato riconosciuto colpevole a marzo di reati che variano dalla cospirazione alla frode fiscale fino alla truffa per il crac da 11 miliardi della WorldCom, il secondo operatore di telefonia sulla lunga distanza americano), rischiava fino a 85 anni di carcere. La società è andata in bancarotta, migliaia di piccoli investitori e dipendenti sono finiti sul lastrico, mentre adesdso si consolano con gli oltre 6 miliardi di dollari recuperati finora a vario titolo da tutti i soggetti coinvolti nella vicenda, dalle banche d’affari (Citigroup e JpMorgan in testa) fino alla società di revisione, ArthurAndersen, e agli ex manager. Dalle banche altri 1 miliardo e mezzo di dollari di risarcimento ai piccoli azionisti imposto a WorldCom. Falsificazioni che sarebbero state sollecitate dall’ex numero uno della compagnia a partire dal 2000. Il giudice Barbara Jones ha detto prima di leggere la sentenza : “Ebbers è stato l’istigatore della frode”. Bernard Ebbers, Il Telecom Cowboy – il soprannome di cui era orgoglioso negli anni ruggenti, ha accettato di chiudere una class action con il pagamento immediato di 5 milioni di dollari e il conferimento di tutti isuoi averi – circa 25-40 milioni – a un fondo un trust che provvederà a liquidare progressivamentele posizioni in sospeso degli investitori danneggiati dal cracWorldCom. La sentenza chiude nel peggiore dei modi l’avventura di Ebbers nella finanza mondiale, costata al professore di educazione fisica fattosi manager anche il ranch canadese – con tanto di lupi, orsi e alci liberi nei 200 mila metri quadrati del Douglas Lake – tra le vette della British Columbia, il più grande appezzamento di terra privato del Canada

7.. WORLDCOM: SCOTT SULLIVAN CONDANNATO A 5 ANNI DI CARCERE – Scott Sullivan, ex direttore finanziario della ex Worldocm, è stato condannato oggi a 5 anni di reclusione per le responsabilità avute nella frode da 11 miliardi di dollari emersa nel 2002, si e’ dichiarato colpevole ed ha ha ottenuto una riduzione della pena in cambio della testimonianza. Il manager, riconosciuto dalla corte come “l’architetto della frode”, ha beneficiato “dell’ampia e costruttiva collaborazione” data nella complessa opera di ricostruzione deifatti e delle frodi contabili. Sullivan è stato soprattutto il grande accusatore dell’ex numero uno Bernard ‘Bernie’ Ebbers, condannato appena poche settimane fa a una pena di 25 anni carcere. Ha ottenuto una riduzione della pena in cambio della testimonianza

8.. CENDANT, 10 ANNI CARCERE A EX VICEPRESIDENTE – Condanna a 10 anni di carcere per Kirk Shelton, l’ex vicepresidente di Cendant, riconosciuto colpevole di aver orchestrato insieme all’ex presidente Walter Forbes una delle maggiori truffe contabili della storia americana. Nel 2002 la società americana attiva nel settore immobiliare e turistico era finita nel mirino della Securities and Exchange Commission che aveva avviato una inchiesta per frode contabile mirata a gonfiare i ricavi. Shelton è stato anche condannato a sborsare 3,3 miliardi di dollari come risarcimento all’azienda che a suo tempo fu costretta a pagare 3,2 miliardi di dollari per chiudere il contenzioso legale con gli investitori. All’inizio del dicembre del 2002, il Grand Jury federale di Newark, nel New Jersey, aveva formalmente accusato Walter Forbes e Kirk Shelton per i reati di insider trading e frode destinata a gonfiare irregolarmente i profitti della società nel corso degli ultimi dieci anni

9.. QWEST USA: EX AD QWEST A GIUDIZIO PER INSIDER TRADING JOE NACCHIO RISCHIA CARCERE A VITA E MULTA MILIONARIA 20 Dicembre 2005 21:15 WASHINGTON Rinvio a giudizio per insider trading nei confronti dell’ex numero uno di Qwest Communications Joe Nacchio, che dovrà difendersi da ben 42 capi d’accusa. Lo ha reso noto la procura di Denver, nel Colorado, alla conclusione di indagini partite circa tre anni fa. Nacchio, nel dettaglio, è ritenuto il responsabile di una cattiva e fraudolenta gestione della compagnia di Tlc, presente in 14 Stati, che nei primi anni Novanta ha gonfiato i bilanci societari per 3 miliardi di dollari in termini di ricavi. Secondo le ricostruzioni, Nacchio avrebbe ceduto nel 2001 azioni di Qwest per 100,1 milioni di dollari ben sapendo che la società versava in cattive condizioni e che vantava risultati ben al di sotto di quelli comunicati agli investitori. Gli inquirenti puntano a recuperare 100 milioni di dollari,mentre l’ex manager 56enne rischia, in caso di condanna, il carcere a vita e ammende milionarie. Ogni imputazione può essere infatti sanzionata con 10 anni di carcere e con una multa di 1 milione di dollari

10.. Si manda in carcere la star Martha Stewart, regina delle trasmissioni tv per casalinghe, condannata per insider trading: i magistrati teorizzano apertamente che la celebrità è un´aggravante. Nessuno contesta le loro sentenze

11.. il procuratore generale di New York, Elliot Spitzer Incastra per conflitto d´interesse tutte le grandi banche americane – da Citigroup a Merrill Lynch – colpevoli di aver rifilato ai propri clienti titoli-bidone, e le colpisce con multe record da 2,0 miliardi di dollari

 

Marco Montanari

 

 

L’intervento per esteso lo trovate se siete interessati in:

 

Legge sul risparmio monca su alcuni aspetti fondamentali
21 dicembre 2005

http://www.osservatoriosullalegalita.org/05/acom/12dic3/2101marcorisparmio.htm

Il Risparmio dolosamente tradito dalla politica : la Class Action
25 maggio 2006

http://www.osservatoriosullalegalita.org/06/acom/09set3/2525marclassaction.htm

Class action : facile , veloce , gratuito
25 settembre 2006

http://www.osservatoriosullalegalita.org/06/docum/varie/010marcoclassaction.htm

U.S.: Le Lobbies contro la Legge che protegge i risparmiatori
31 ottobre 2006

http://www.osservatoriosullalegalita.org/06/acom/10ott3/3100marcousa.htm

 

 

L’etica in politica e in finanza deve essere un must
17 agosto 2005

http://www.osservatoriosullalegalita.org/05/interventi/041eticapolitica.htm

Bancopoli : lettera ai politici del centrosinistra
09 gennaio 2006

http://www.osservatoriosullalegalita.org/06/acom/01gen1/0955marcobancopoli.htm

E ora le priorita’ : legalita’ competitivita’ e conflitto d’interessi

25 aprile 2006

9 marzo 2008

https://wallstreetrack.wordpress.com/2008/03/09/e-ora-le-priorita-legalita-competitivita-e-conflitto-dinteressi/#more-25

http://www.osservatoriosullalegalita.org/06/interventi/04apr/24votopriorita.htm

Finanziaria : ma l’Italia necessita di etica e legalita’
23 ottobre 2006

http://www.osservatoriosullalegalita.org/06/acom/10ott3/2300marcofin.htm

Il Paese dei furbetti : crack , banche , finanziarie e vittime
18 dicembre 2005

http://www.osservatoriosullalegalita.org/05/inchieste/012marcomanipul2.htm

Crack in Italia e in America : sentenze e numeri a confronto
22 dicembre 2005

http://www.osservatoriosullalegalita.org/05/acom/12dic3/2244marcocrack.htm

Calciopoli , bancopoli , crack : Italia Argentina 1 a 1 ?
22 maggio 2006

http://www.osservatoriosullalegalita.org/06/acom/05mag3/2200marcofurbetti.htm

Index of economic freedom : Italia agli ultimi posti
17 gennaio 2007

http://www.osservatoriosullalegalita.org/07/acom/02gen2/1722marcomanipul.htm

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