Calciopoli , bancopoli , crack : Italia Argentina 1 a 1 ?

Calciopoli , bancopoli , crack : Italia Argentina 1 a 1 ?
di Marco Montanari*

http://www.osservatoriosullalegalita.org/06/acom/05mag3/2200marcofurbetti.htm

 

Come ebbe ad intuire Adam Smith alla fine del settecento riferendosi al capitalismo: ” Può far progredire l’essere umano, ma se non si dà una forte connotazione etica e morale il capitalismo si trasforma solo in un fabbricante di miseria!”

Iniziai a scrivere tempo fa sulla rilevanza primaria dell’Etica (inderogabile ed indifferibile ai fini del ripristino della legalita’, della meritocrazia, della fiducia dei consumatori e degli stranieri che scappano dall’Italia, e quindi ai fini del rilancio del sistema economico del ns Paese), nella Politica, nella Finanzia, nel settore sanitario ed in quello della magistratura e delle libere professioni soprattutto qulle forensi Notai inclusi, e su cio’ che la stessa dovrebbe rappresentare in ciascuno di noi nelle nostre quotidiane scelte politiche, affettive, amicali e commerciali.

Oggi sappiamo, dopo l’ulteriore schifo – annunciato da almeno 10 anni – scoppiato nel calcio (la 4° o 5° industria del Paese con 5 miliardi di euro di fatturato), che essa latita anche nello sport. E se si arriva a rubare nello sport, e se si arriva a constatare che anche quell’industria era in mano a dei cialtroni di bassa lega, significa che siamo alla frutta marcia, che nessuno controlla piu’ nessuno (tranne la santa, pulita e benedetta Magistratura, penale, non anche quella civile delle fallimentari). L’ho sempre detto, io voglio essere intercettato come principio, perche’ sono pulito e non ho nulla da nascondere, e perche’ e’ l’unico mezzo che oggi abbiamo di fare pulizia in questo stato di assoluta carenza di vigilanza di legiferazione e di sanzioni da parte della Politica.

E dopo i furbetti del quartierone (Craxi, Berlusconi, Previti, Dell’Utri, Andreotti, Geronzi, Cragnotti, Tanzi), vennero quelli del quartierino (Geronzi, Fazio, Ricucci, Fiorani) ed oggi quelli di borgata rileccati (Carraro, Galliani, Moggi padre e figlio, Giraudo, Geronzi padre e figlia, De Mita figlio, Biscardi etc) ai quali io non farei gestire neppure un banchetto al mercato del pesce. Ecco cosa e’ avvilente, che gente di questo tipo abbia dettato legge in Italia e rubato soldi con la connivenza di parte della Politica, diciamolo chiaramente, sono anni che certe cose sono sotto gli occhi dei tifosi e piu’ in generale delle persone pulite. E tutto cio’ lo si e’ fatto crollare solo grazie alla Magistratura, perche’ il sistema calcio sia in Italia, come in Argentina, e’ il primario “ammortizzatore sociale”, serve cioe’ ad evitare che vi siano rivoluzioni civili, oltre ad essere un enorme bacino elettorale.

Va da se’ che occorre un azzeramento totale dei vertici ad ogni livello, ma soprattutto occorrerebbe mutare completamente regime nel calcio, ovvero, stabilire con legge la contrattazione collettiva dei diritti TV, stabilire organi di controllo esterni ed autonomi formati anche da giudici e arbitri stranieri, ridurre drasticamente gli stipendi dei giocatori, anche dell’80%, stabilire che tutte le societa’ di A debbano avere nel massimo un tetto di spesa anno su anno per gli emolumenti del parco giocatori e del personale aziendale, per esempio 50 milioni di euro, solo allora prevarra’ la meritocrazia anche nello sport.

Ma riprendo il parallelo con l’Argentina, perche’ ad essa ci avviciniamo e, dopo questo crack anche nel calcio, siamo sempre piu’, economicamente e finanziariamente, in libertà vigilata, sia a causa della situazione industriale, infrastrutturale e di altre decine di parametri internazionali che ci vedono in acque nere, sia per il semplice fatto che il debito pubblico italiano, vicino al 110% del PIL, essendo espresso in euro, costituisce parte integrante del debito pubblico dell’Unione europea, e ne rappresenta addirittura il 25% del totale. Il basso profilo di etica e competenza (insieme alla loro illegalita’) di alcuni degli uomini politici italiani al Governo soprattutto negli ultimi anni, ci sta rendendo confinanti al paese argentino.

Come ebbe ad intuire Adam Smith alla fine del settecento in quel bellissimo testo che è la “Nascita delle nazioni” , riferendosi al capitalismo :” Può far progredire l’essere umano, ma se non si dà una forte connotazione etica e morale il capitalismo si trasforma solo in un fabbricante di miseria”. Ecco, ci stiamo arrivando, non siamo ancora all’ultima stazione ma alla penultima credo, dipende da NOI imporre un nuovo mood di etica, trasparenza, di non violazione delle regole, e per chi le viola pretendere politici e giudici che applichino sanzioni uguali per tutti. Anche nella mia lunga battaglia per ripristinare l’etica e la legalita’ in molti settori oggi in mano a pochi senza concorrenza e senza legalita’ spesso, i c.d. sistemi di cartello del win to win sono monopoli di fatto, o delle oligarchie che operano impunite spesso nella Sanita’, in taluni Tribunali civili che decidono le sorti dei grandi e medi gruppi industriali caduti in disgrazia, in moltissimi tribunali fallimentari con collusioni tra controllori e controllati, giudici e liquidatori, corruzioni, abusi, omissioni d’ufficio, con annullamento dei diritti creditorii dei piccoli risparmiatori ex lavoratori, le c.d. rendite da posizione una delle maggiori e dolose cause dell’interminabile ed illecita ostruzione a che i procedimenti siano celeri.

Da circa 5 anni sono convinto, anzi sicuro, di una cosa, l’Italia purtroppo sta marciando a grandi passi verso l’Argentinizzazione. In ambedue i casi c’è un potere fatto di vecchie generazioni che fa e disfa quello che vuole, in ambedue i casi c’è una classe sempre piu’ ridotta che guadagna troppo e altre sempre piu’ diffuse che sono sul lastrico, in ambedue i casi c’è un popolo che ha visto i suoi diritti calpestati barbaramente e che purtroppo, a differenza di quel che e’ accaduto in Francia, non ha fatto praticamente NULLA per tutelare i propri diritti e la giustizia, …e perchè? Perchè si è distrutta la cultura e l’istruzione per far posto all’informazione spazzatura televisiva e non, si e’ diffuso l’ideale della ricchezza facile protetta per tutti e garantita, quando invece si sono varate solo leggi ruffiane del tipo falso in bilancio, ex-Cirielli eccetera.

Ho sempre combattuto, nel mio piccolo, varie battaglie per la difesa dei diritti di tutti, e credevo e mi auguravo che molte molte altre persone la pensassero come me e che si sarebbe potuto creare un moto naturale immenso che si allineasse a quello che in Argentina chiamano “primero mundo”, cioe’ a delle realtà sia etiche che morali ineliminabili e tese a far progredire ogni Paese e migliorare la condizione dei piu’. Il tutto magari anche con aiuti e spinte da organi ufficiali come solo l’Osservatorio devo dire fa’ in maniera apartitica e per tutti (e non come qualche falso paladino politico o qualche comico di fiancheggiamento alla politica cerca di far credere, in quanto sono i primi che sono schierati e non agiscono per tutti ne’ con trasparenza verso tutti). E invece ,con grande sorpresa, siamo meno di quanto mi aspettassi, almeno di quelli che indignati tirano fuori la voce, e mi son visto crollare (sia in Italia negli ultimi 5 anni come in Argentina nel passato) proprio il mio mondo e a velocità serrata.

Bisogna cominciare a pensarci seriamente, per non cadere completamente nel baratro, visto che stiamo al limite, diffondere quotidianamente la cultura della legalita’, dell’etica (a partire da quando siamo al ristorante piuttosto che dal parrucchiere) e dell’azione per contrastare un sistema che rischia di divorarci tutti quanti. L’Argentina ha avuto due grandi presidenti (Ilia e Frondizi) che nei brevi periodi di democrazia hanno tentato di farla uscire dal baratro, ma sono caduti ed il popolo, annichilito dalla demagogia peronista (uguale a quella berlusconiana), non ha fatto nulla per difenderli. Il popolo era abituato ad avere tutto il superfluo (a caro prezzo) ed ha creduto di poter fare a meno dell’etica e della morale ma sopratutto di uno Stato garante delle regole. L’hanno pagata cara, anzi carissima, a causa del regime militare o finto popolare ed hanno perso una generazione intera di gente pensante laica, che poteva farla progredire. Un bel mattino si sono svegliati e si son trovati senza un soldo in banca e con un’inflazione galoppante, hanno reagito ma la fiamma del cambiamento è durata poco. Ecco….hanno smesso di pensare, come noi negli ultimi 5 anni soprattutto. Pensare che all’inizio del secolo scorso in Argentina le camice di classe avevano i bottoni di diamante cioè un diamante un bottone, ed erano piuttosto diffuse!

L’Argentina è, come ogni altro paese, oggi invasa da prodotti cinesi visto che lo stipendio medio è intorno ai 200 euro e dunque non alto da poter produrre concorrezialmente con la Cina. L’ Argentina si è deindustrializzata, come l’Italia, benche’ ancora non siamo a quel livello senza ritorno, ma se i nostri politici non capiscono che occorre spostare e puntare tutto sulla legalita’ a 360° e mutare il target economico onde passare a produrre Pil nei servizi (compresi quelli bancari) in maniera concorrenziale e di livello elevato ( e non in un sistema come quello attuale di cartello del c.d. win to win privo di concorrenza), anziche’ continuare a salvare industrie di base, dei trasporti o dell’auto, buttando soldi pubblici, societa’ decotte e senza futuro in quanto e’ ormai da anni che agiscono fuori mercato per la concorrenza irraggiungibile dei paesi asiatici. E pensare che a differenza di noi l’Argentina è ricca di materie prime (ma paradossalmente forse sara’ questo a salvarci, siamo poco appetibili per gli sciacalli: siamo visti meglio come consumatori, per cui ci faranno rimanere a galla, finchè gli conviene ma l’incombente globalizzazione sta cambiando gli equilibri mondiali, e la nostra parte di consumatori dei beni americani ed europei la stanno pian piano sostituendo con la crescente capacita’ di consumo dei popoli asiatici, e si vedra quali sbilanciamenti senza ritorno cio’ comporterà).

Il crollo argentino si deve a fattori sia propriamente storici che socioeconomici. Nazione ricchissima, la terza per ricchezza procapite negli anni cinquanta , la degressione dell’Argentina inizia con il crollo di Peron, il dittatore demagogo anche se da una parte ha favorito lo sviluppo sociale ed ha portato le classi piu’ povere ad esserlo di meno, la sua demagogia ha creato l’immagine dello Stato come di un papà buono che risolve tutti i problemi… ma cosi’ non era, e caduto lui si sono aperti due grossi vuoti, il primo nelle casse dello Stato, abbondantemente sfruttate per la costruzione del sogno, l’altro a livello politico perchè il suo non allinearsi nè con gli USA nè con l ‘URSS ha portato i primi ad accaparrarsi il Paese ovviamente per manu militare. Si sono succeduti così a brevi parentesi di democrazia, regimi militari dei piu’ biechi appoggiati apertamente sia dagli USA che dalla Chiesa.

Una volta conquistato come si mette in ginocchio un paese? Semplice, mettendo in ginocchio la sua economia (non ci volle molto, dato che la politica peronista l’aveva resa asssolutamente fuori mercato come lo e’ il nostro in gran parte) trasformadolo in paese importatore di beni, poi si foraggia l’estabilishment politico (già storicamente corrotto ) attraverso un giochino che, riprodotto ed esportato, ha generato la fregatura dei Tango Bond. Dato che l’Argentina non produceva piu’ nulla di economicamente valido non poteva esportare nemmeno la carne, perchè i capi di bestiame erano affetti da afta. Chiaro che per campare bisogna importare massicciamente, ma come? Semplice, attraverso ingenti prestiti del Fondo Monetario che ufficialmente servono per lo sviluppo del Paese, ma che in pratica si dividono in mazzette gigantesche. E’ ovvio che così si va verso l’iperinflazione, difatti in varie epoche ma specialmente nel periodo che va dall’1979 al 1982 spedire dall’Argentina una lettera in italia costa diversi milioni di pesos.

E l’iperinflazione porta al crollo e per evitarlo totalmente si attua la fase due del giochino: ci si indebita ancora di piu’ con l’FMI e parte dei Fondi (sempre per il famoso sviluppo) sostengono una parità di cambio con il dollaro che così viene artificialmente rafforzato, facendo saltare completamente l’economia locale ma al tempo stesso, attraverso sistemi di vendita con forti rateizzazzioni in pesos, la classe media vive l’illusione di un certo benessere, quella ricca chiede ingenti prestiti allo stato per le attività piu’ fasulle cambia i pesos uno ad uno con il dollaro, spedisce tutto in banca a Miami e poi, quando il sistema fa BUM vede i suoi debiti praticamente azzerati dovendo ripagare la stessa cifra non piu’ con il rapporto di uno ad uno ma con quello di un dollaro a diecimila pesos. I poveri invece crepano di fame.

Questo processo si è ripetuto due volte, una in epoca militare l’altra in epoca menemista. Eh sì, perchè l’illusione della ricchezza passata ha fatto si che nel 1988 i peronisti tornassero al potere, non piu’ in divisa ma in doppiopetto (come quelli di Berlusconi) e con il carisma mediatico di Carlos Saul Menem. E la storia si ripete papale papale, solo che quando il sistema fa BUM lui non c’è, se la spassa in Cile con l’ex miss mondo Balocco e godendosi i milioni di Euro “faticosamente” guadagnati non con le televisioni ma con una gestione del potere che ha portato:
1) l’industria ed altri settori nevralgici dell’economia nelle mani di multinazionali straniere che hanno fatto guadagni giganteschi fino al BUM. Basti dire che fino al 1999 i bilanci di Telecom Italia si reggevano solo per i guadagni di telecom Argentina;
2) il sistema monetario al collasso, ma sopratutto quello bancario dato che, non avendo lo Stato soldi, i crediti erano sulle spalle delle banche molte delle quali hanno chiuso i battenti, lasciando sul lastrico un sacco di persone, meno la classe alta che ancora una volta ha fatto guadagni enormi.

Il declino Argentino a livello macroeconomico si colora del cosiddetto “Washington Consensus” cioe’ un insieme di ricette di politica economica, improntate al modello neoliberale e che consente ai tassi di cambio delle monete di assorbire parte di qualsiasi choc esterno; fu pensato, alla fine degli anni ’80, per l’America latina, con i suoi paesi soffocati da deficit di bilancio, imprese statali decotte, inflazione rampante, anche se, poi, Fmi e Tesoro americano, lo hanno applicato indiscriminatamente in tutto il mondo, a cominciare dall’Asia; e ha anche funzionato, nella prima metà degli anni ’90, risanando bilanci, domando l’inflazione, rilanciando lo sviluppo. Ma in gran parte era illusione ottica: i bilanci, in Argentina, si risanavano solo apparentemente grazie agli introiti irripetibili delle privatizzazione selvaggia degli anni Novanta. Le radici della profonda crisi in cui versa il Paese Argentina a livello microeconomico invece vanno ricercate nell’evasione fiscale messa in atto sia dai grandi ricchi del paese sia e soprattutto dalle grandi corporate pubbliche interessate dal processo di privatizzazione voluto dalle Istituzioni sovranazionali.

Il presidente argentino Nestor Kirchner ha evidenziato la necessità di procedere alla pianificazione di un programma di austerità basato sulla persecuzione degli evasori fiscali. Kirchner ha inoltre puntato il dito sia contro le grandi aziende oggetto della privatizzazione selvaggia degli anni Novanta sia contro il sistema bancario, reo di aver messo in atto cartelli e favoritismi al limite della legalità. In particolare, la corruzione che ha permesso di speculare a tutto campo sull’economia argentina, risiederebbe negli esecutivi delle aziende pubbliche soggette al processo di privatizzazione. Si è trattato, di un processo di privatizzazione che, lungi dal migliorare la qualità dei servizi offerti al pubblico, ha permesso alle mele marce del sistema di riciclarsi con una rapidità che è stata fatale per il paese.

Ci ricorda niente tutto cio’ anche in Italia?

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