Caro Belpietro , sul tasso di disoccupazione i conti sono altri

 

 

Nota della redazione: Di seguito riportiamo un significativo stralcio di una lettera indirizzata ieri dal dott. Montanari al giornalista Maurizio Belpietro per contestare le sue affermazioni a ‘Porta a Porta’ circa il tasso della disoccupazione. Ringraziamo il dottor Montanari, consulente finanziario indipendente, per aver dato l’opportunita’ anche ai nostri lettori di chiarirsi le idee sui dati e sulle possibili mistificazioni mediatiche a tale riguardo.

Il tasso di disoccupazione e’ in calo e’ vero, ma solo se si fa’ un’analisi erronea dello stesso come fai anche tu, ovvero depurando e separando il dato stesso dal contesto vero nel quale quei numeri devono essere sempre analizzati, letti ed esternati al pubblico: il contesto vero di quei numeri e’ che non vanno mai separati dall’analisi contemporanea della Forza lavoro, del c.d. Hidden Unemployment rate, e implicitamente dall’analisi del PIL e della produttivita’ entrambi espressione di molti elementi tra cui per l’appunto la forza lavoro, come Prodi ti accennava ed invitava a comprendere.

a.. Negli ultimi 10 anni il tasso di crescita della produttivita’ in Italia non e’ andato oltre l’+1%. Se poi consideriamo il secondo elemento (che interagisce con il primo) che forma il tasso di crescita del PIL Reale, ovvero la forza lavoro (influenzato dalla dinamica della natalita’ e dall’Hidden Unemployment rate) osservando che in media perderemo l’-1% della forza lavoro nazionale nei prossimi 30 anni, la situazione paese si fa’ grigissima; quindi a meno di una massiccia immigrazione o di un aumento nel livello della produttivita’ (poco probabile), l’Italia si avvia ad un periodo in cui il tasso di crescita del PIL Reale sara’ nullo 0%, e avremo un PIL Nominale nel massimo esattamente equivalente all’inflazione (ovvero pari ad un misero +2.2%) poiche’ il secondo termine della sommatoria (PIL Reale) e’ nullo.

L’andamento del tasso di disoccupazione è dato dalla divisione dei disoccupati per il numero della forza lavoro, es in america: 7,661 milioni di disoccupati diviso 150,093 milioni della forza la voro = 5.1%, al quale si deve aggiungere il tasso nascosto dei disoccupati. E vengo a spiegarti il perche’, nonostante il tasso ufficiale della disoccupazione diminuisca, con al contempo un aumento dei nuovi posti di lavoro (inoltre piu’ spesso precari che non fissi ), in realta’ quel tasso puo’ nascondere e nasconde spesso (anche in America e’ cosi’ oggi) una disoccupazione reale maggiore, com’e’ per l’appunto in Italia, dove diminuisce incredibilmente la Forza Lavoro (-1% annuo negli ultimi anni, sia per una decrescente natalita’ sia per una debordante crescita dei c.d. Discouraged workers che escono definitivamente dalla Forza lavoro, seppur come disoccupati, e che pertanto non vengono conteggiati ne’ nella forza lavoro ne’ come disoccupati), e dove aumenta sensibilmente propria la quota del c.d. Hidden Unemployment. Questa l’ipotesi nella quale rientra il caso Italiano.

The Unemployment rate. Se l’andamento del tasso di disoccupazione registra un apparente ribasso (da + 10,0% a +7,91%) e al contempo i payrolls (i nuovi posti di lavoro nel settore non agricolo, cioe’ quello industriale e dei servizi che e’ maggiormente rappresentativo del totale) aumentano per esempio di +600.000, in apparenza tutto va bene come credi tu, perche’ sei portato a dire che vi sono meno disoccupati -600.000, ma in realta’ analizzando i dati reali [(disoccupazione ufficiale + Forza Lavoro + Hidden Unemployment ( all’interno del quale troviamo anche i Discouraged workers )] il tasso di disoccupazione reale puo’ essere aumentato, ed e’ aumentato in Italia, nell’esempio in oggetto al 12.07%, e i disoccupati reali sono aumentati perche’ e’ al contempo diminuita la forza lavoro ( nell’esempio 1 milione, ed è quindi aumentato l’Hidden Unemployment, ed è diminuito a zero il PIL la cui causa principale e’ per l’appunto il forte rallentamento della produttivita’ e il il forte rallentamento della forza lavoro.

Esempio: fatto il tasso iniziale ufficiale di disoccupazione al 10% di un paese, ovvero 2.5 milioni di disoccupati su un totale di Forza lavoro iniziale a 25 milioni, diciamo che nel periodo successivo i disoccupati ufficiali diminuiscano di -600,000 (quindi +600,000 nuovi posti di lavoro) arrivando a 1.9 milioni; ma se nel medesimo periodo successivo, come si e’ verificato anche in italia, la forza lavoro passa a 24 milioni, tu vedrai che, benche’ apparentemente il tasso di disoccupazione ufficiale e’ diminuito al 7.91%, quello reale e’ in aumento, perche’ al tasso ufficiale dei disoccupati dovrai aggiungere quelli usciti dalla forza lavoro (nell’esempio 1 milione pari ad un aggiuntivo 4.16% di Hidden Unemployment calcolato sulla nuova diminuita forza lavoro a 24 milioni), tra i quali vi sono anche i discouraged workers, e che, pur essendo disoccupati, non vengono come tali conteggiati ufficialmente, ma che invece nelle analisi corrette, degli economisti o dalle agenzie di rating, che riguardano la macro economia o il rating paese, vanno ad aggiungersi ai 1.9 milioni portando il totale dei disoccupati a 2.9 milioni che rapportati alla nuova diminuita forza lavoro a 24 milioni, fa’ aumentare il tasso della disoccupazione reale del paese al 12.07% e non al al 7.91%.

E tutto cio’ [(disoccupazione ufficiale + Forza Lavoro + Hidden Unemployment (all’interno del quale troviamo anche i Discouraged workers)] ti e’ indispensabile anche per comprendere altre apparenti discrasie tra il tasso di disoccupazione ed i nuovi posti di lavoro, che alla luce delle tue analisi parziali non potresti mai capire, ovvero quando si verifica una divergenza solo apparente tra il dato sui nuovi posti di lavoro (non farm pay rolls) ed il tasso di disoccupazione (the unemplyment rate); per esempio quando il tasso di disoccupazione cala nonostante una diminuzione dei nuovi posti di lavoro, o quando il tasso di disoccupazione aumenta nonostante un aumento dei nuovi posti di lavoro, la divergenza solo apparente dipende sia dal diverso campione di riferimento su cui i due dati sono calcolati, sia, e, soprattutto, dall’analizzare o meno quei fattori di cui ti parlavo, cioe’ dall’analizzare o meno una diminuzione od aumento della forza lavoro che rappresenta una variabile importante nella rilevazione del tasso di disoccupazione, e dall’analizzare o meno una diminuzione od aumento dell’Hidden Unemployment.

Apparenti discrasie:

1.. Per esempio: se l’andamento del tasso di disoccupazione registra un rialzo (da + 10,0% a +10,2%) nonostante i payrolls ( i nuovi posti di lavoro nel settore non agricolo) aumentino per esempio di +300,000, vuol dire che in tal caso il The Unemployment rate è stato influenzato da un evento negativo rappresentato dal fatto che vi è stato un forte abbandono di lavoratori dalla forza lavoro ( per esempio 4 milioni) con la conseguenza di far cresecere il numero dei disoccupati ( reali, cioe’ disoccupati ma non conteggiati perche’ sono fuori dalla Forza lavoro e quindi fuori dai conteggi della massa della forza lavoro=Hidden unemployed ) ; 5 milioni disoccupati iniziali / su una forza lavoro di 50 milioni e The Unemployment rate al 10% ; nel periodo successivo vi saranno 300,000 disoccupati ufficiali in meno, cioe’ 4.7 milioni, ma su una forza lavoro diminuita a 46 milioni, che da un tasso di disoccupazione ufficiale al 10.2% al quale inoltre si aggiungeranno i 4 milioni dell’Hidden Unemployment.

2.. Per esempio: se l’andamento del tasso di disoccupazione registra un rialzo (da + 10,0% a +11,17%) nonostante i payrolls ( i nuovi posti di lavoro nel settore non agricolo) aumentino per esempio di +300,000, puo’ vuol dire anche che in tal caso il The Unemployment rate è stato influenzato da un evento positivo (seppur il tasso dei disoccupati sia aumentato) rappresentato dal fatto che vi è stato un forte ritorno di lavoratori ricompreso nel novero della forza lavoro pur risultando i nuovi arrivati a tutti gli effetti nella condizione ancora di senza-lavoro, con la conseguenza di far crescere anche il tasso di disoccupati: 5 milioni disoccupati iniziali / su una forza lavoro di 50 milioni e The Unemployment rate al 10% ; nel periodo successivo vi saranno 300,000 disoccupati ufficiali in meno, cioe’ 4.7 milioni, ma su cui si aggiungono 1 milione di nuovi entrati nella forza lavoro seppur ancora disoccupati, ma conteggiati, portando il totale disoccupati a 5.7 milioni su una forza di 51 milioni, che da un tasso di disoccupazione al 11.17%

 

 

Nel salutarti son certo che ora capirai il tutto.

Caro Belpietro , sul tasso di disoccupazione i conti sono altri


da Marco Montanari

http://www.osservatoriosullalegalita.org/05/interventi/055disoccupaz.htm

 

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