Lavoro e Nuovi Occupati Le Menzogne del centro destra

 

 

Confronto di 4 anni

centro sinistra 1997/2001

centro destra 2002/2005

 

Periodo / Occ Tot / Aumento Occ / Occ al netto Regolarizz. / Aumento Occ al netto Regolarizz

4Q 1996 20.328 _________ 20.288 ___________

4Q 1997 20.384 _________ 20.302 +0.014

4Q 2001 21.604 +1.220 21.311 +1.009

4Q 2005 22.561 +0.957 21.911 +0.600

 

 

Il governo Berlusconi vanta mirabolanti risultati nella creazione di posti di lavoro (un milione e mezzo) e si fregia del merito di aver ridotto drasticamente la disoccupazione nel Mezzogiorno, attribuendosene il merito. La crescita dell’occupazione è di gran lunga più modesta di quella decantata dal Governo. Del resto sarebbe paradossale un incremento così vistoso in presenza di una fase di prolungata stagnazione della produzione. Infatti:

la crescita dell’occupazione, al netto degli effetti contabili della regolarizzazione dei lavoratori immigrati, si è fermata alla fine del 2003, proprio al momento dell?approvazione della legge Biagi. Gli ultimi dati mostrano un arretramento degli occupati, della partecipazione al mercato del lavoro e del tasso di occupazione.

 

4Q 1997 20.384 _________ 20.302 +0.014

4Q 2001 21.604 +1.220 21.311 +1.009

4Q 2005 22.561 +0.957 21.911 +0.600

 

Tra il 4Q 1997 e il 4Q 2001 , l’occupazione in Italia è aumentata di +1.220.000 1 milione e 220 mila persone , +1.009.000 al netto delle 293.000 mila Regolarizzazione degli immigrati del periodo considerato.

Tra il 4Q 2001 e il 4Q 2005 , Durante il Governo Berlusconi l’occupazione in Italia è aumentata di +957.000 mila unità (non del milione e mezzo propagandato dal Governo) , +600.000 mila al netto delle 650.000 mila Regolarizzazione degli immigrati del periodo considerato, come ci spiega il Bollettino economico della Banca d’Italia il dato sulla crescita dell’occupazione negli ultimi 4 anni include la regolarizzazione di 650 mila lavoratori immigrati. Dopo la loro regolarizzazione, questi lavoratori sono entrati progressivamente nelle statistiche del mercato del lavoro come se fossero nuovi occupati, aumentando la popolazione residente e gonfiando  ma solo apparentemente  la crescita dell’occupazione tra il 2001 e il 2005. Ciò spiega perché il rapporto tra occupati e popolazione lavorativa (tasso di occupazione) sia rimasto costante invece di crescere, nonostante cioe’ l’occupazione sia apparentemente cresciuta.


Al netto di questo effetto contabile, il Bollettino della Banca d’Italia evidenzia come l’occupazione abbia pressoché smesso di crescere 3 anni fa, proprio dall’approvazione della legge Biagi che sembra aver moltiplicato il numero dei contratti atipici più che i posti di lavoro. Gli ultimi dati ci riportano alla realtà, mostrando come, con l’indebolirsi dell’effetto delle regolarizzazioni pur ancora presente, tra il 4Q 2005 ed il 1Q 2006 , si siano persi posti di lavoro e i tassi di attività e di occupazione, tra i più bassi in Europa, si siano ridotti.

Quindi Depurati dalle regolarizzazioni, che hanno gonfiato i dati ISTAT in maniera completamente indipendente dall’effettiva data di entrata nel mercato del lavoro di questi lavoratori extracomunitari, risulta che il centrosinistra ha creato 1,009 milioni di posti di lavoro al netto delle regolarizzazioni e che il centro-destra ne ha creati solo 600.000, mentre ha regolarizzato un numero maggiore di immigrati. Inoltre La riduzione del tasso di disoccupazione nel Mezzogiorno è il risultato della perdita della speranza di trovare un impiego. Negli ultimi 3 anni nel Mezzogiorno neanche la regolarizzazione dei lavoratori immigrati è stata sufficiente a determinare una crescita, se pur meramente contabile, dell’occupazione: da inizio 2003 gli occupati si sono infatti ridotti di 50 mila unità. La riduzione del tasso di disoccupazione nel meridione (di cui si vanta il Governo) dal 16,8% del primo trimestre 2003 al 14,5% dell’ottobre 2005, è infatti dovuta alla rinuncia alla ricerca di un lavoro da parte di molta gente al Sud, convinta delle scarsissime opportunità di trovarne uno. Le persone in cerca di un impiego, nonostante il calo di disoccupazione, sono infatti diminuite di 120 mila unità, ovvero 120 mila persone, soprattutto donne hanno perso la speranza di trovare un lavoro.

 

 

Marco Montanari

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