Il settore Auto negli Stati Uniti ed in Europa Parte Prima : Marchi storici in difficolta’, avanzano le Tigri asiatiche

 

 

Il settore Auto

Parte prima

 

Nella Seconda parte: General Motors Corporation e Ford Motor Company sulla scia della bancarotta protetta del Chapter 11.  

 


 

 

Il settore delle vendite Auto e Truck, camion leggeri,  negli Stati Uniti  rappresenta 1/5 del totale delle vendite al dettaglio americane (U.S. retail sales ) ovvero i c.d. consumi che rappresentano a loro volta i due terzi dell’aggregato PIL (GDP) . Le vendite Auto  annualizzate sono circa 2 milioni in meno di quelle di truck in genere.  Nei giorni immediatamente successivi alla scoppio della guerra all’ Iraq il settore delle vendite Auto e Truck negli Stati Uniti scese di circa l’ -8,0%, una contrazione molto meno pesante rispetto al crollo del -25% registratosi all’ indomani dell’ attacco terroristico alle Torri Gemelle.  Il settore delle vendite Auto e Truck negli Stati Uniti e’ in piena crisi da almeno 5 anni, come in Europa del resto, con un crollo senza soluzione di continuita’ degli storici marchi americani che sono schiacciati dai costi enormi del lavoro, della copertura assicurativa sanitaria dei dipendenti e dei costi per i pensionati, in uno con il crescente aumente dei costi energetici , dei materiali di base e del trasporto, e tutto cio’ a beneficio della sempre piu’ aggressiva competizione asiatica, giapponese in particolare, non soverchiata dai suddetti costi enormi per il lavoro, le pensioni e per l’assicurazione sanitaria dei dipendenti. Non escludo che nei prossimi anni sia Ford sia GM sia Fiat possano finire nelle mani dei Giapponesi le prime 2, e dei Cinesi quella italiana; del resto e’ difficile competere oggi nella globalizzazione in mercati a  bassissimi margini operativi come quello del settore auto e quello delle compagnie aeree. Non potra’ mai essere colmato il vantaggio dettato dal  minor costo del lavoro ed assicurativo sanitario che hanno i cinesi ed i giapponesi, quindi queste industrie saranno sempre piu’ destinate a divenire i loro cavalli di battaglia.

 

Produttori auto, 2006. Entro fine anno, secondo la Frankfurter Allgemeine, la Repubblica popolare avrà strappato alla Germania il posto di terzo produttore mondiale di auto dopo Usa e Giappone. E come fecero nipponici e coreani decenni addietro, i cinesi cominciano a pensare all’export anche in Europa. La Cina scavalcherà il Giappone per diventare il secondo mercato automobilistico al mondo entro il 2010. In seguito, forse già dal 2015, Pechino toglierà lo scettro anche all’America, assumendo la leadership internazionale delle quattro ruote.

Un altro modo di intuire il potenziale di quest’area geografica, è guardare al misero parco auto esistente: Nel 2002 c’erano circa 5 vetture ogni mille abitanti in Cina. Per fine decennio, la cifra dovrebbe salire a 16 vetture ogni mille abitanti, si tratta di numeri piccini che denotano un alto margine di sviluppo e diffusine nel futuro: per raffronto, in Italia abbiamo circa 560 auto ogni mille abitanti. I produttori europei e americani fanno del loro meglio per incentivare le vendite.

L’anno prossimo, poi, in Cina le tasse all’importazione dovrebbero calare nel rispetto degli accordi con il Wto, offrendo uno sgravio aggiuntivo agli acquirenti. Acquirenti che non sono più soltanto aziende e istituzioni come accadeva negli anni ’90, ma anche compratori individuali favoriti dalla diffusione del credito al consumo. Diverse stime suggeriscono che almeno il 20% dei cinesi acquista l’auto grazie a un finanziamento. Le autorità di Pechino hanno reso meno rigida la disponibilità di capitali, sicché è lecito attendersi una diffusione costante dei prestiti. Almeno a guardare quanto accade in un mercato maturo come quello degli Stati Uniti, nel quale non il 20%, bensì l’80% di chi diventa proprietario di un autoveicolo paga la macchina a rate.

Se è facile pronosticare uno sviluppo torrenziale per l’industria automobilistica in Cina, ben più difficile è individuare i cavalli su cui scommettere. La morìa dei costruttori è infatti sorprendente. Nel 1992 si registravano oltre 600 fabbricanti di veicoli. Oggi si sono già ridotti a un manipolo di sopravvissuti. Gli altri sono andati gambe all’aria, sopraffatti soprattutto dalla guerra dei prezzi. Insomma qualcosa di simile all’esperienza americana dell’ultimo secolo. Negli Stati Uniti sono rimasti solo i tre grandi di Detroit ma molti hanno dimenticato che all’inizio dell’era dell’automobile si contavano 2.000 produttori. Le aziende passano dalle stelle alle stalle nel giro di una stagione. Prendete per esempio Volkwagen.  Nel recente passato la casa tedesca era profittevole, soprattutto in Cina; ora perde soldi e quote commerciali. La verità è che ogni parte del mondo ama il proprio stile, ed è difficile imporre modelli nati per un pubblico diverso. Le case automobilistiche lo hanno capito e vogliono spostare anche la progettazione, non solo la produzione, in Cina. La sfida dei prossimi anni sarà durissima.

 

Del resto l’ uso continuativo degli incentivi finanziari sono la spia della crisi sul mercato dell’ auto americano ( Nel 2003, i prezzi sono andati giù dell’8% e nel 2004 del 13%), ma in guardia perche’ cio’ riguarda anche l’Europa. Gli incentivi come “i bassi tassi di interesse sui prestiti in uso per stimolare l’ acquisto di auto stanno avendo sul mercato un impatto maggiore di quello della Block Exemption Regulation varato dalla Commissione Europea, volta a riformare il settore delle vendite e servizi di assistenza delle automobili. La domanda di auto nuove diminuisce di anno in anno anche nella maggior parte dei paesi europei, le immatricolazioni sono crollate in Europa del 14% nei paesi del Centro ed Est Europa (che in teoria doveva rappresentare i nuovi mercati). Pagare i consumatori per incentivarli a comprare un prodotto non é una strategia profittevole nel lungo termine. I principali produttori di autovetture hanno generato collettivamente un reddito netto pari a $34,6 miliardi nel 2004, pari al -20% in meno di quanto essi hanno speso negli incentivi per il mercato. I programmi di incentivi, peraltro, non sono solo complicati da amministrare, ma possono portare i concessionari a dover assumere del personale ad hoc per gestirli. Inoltre l’abbassamento dei prezzi sul nuovo si ripercuote anche sui prezzi e quindi sul mercato dell’usato, perché quando il prezzo di una nuova autovettura è scontato, il suo valore di rivendita diminuirà. Di conseguenza, i produttori vedono aumentare sempre più le difficoltà di attrarre clienti a vendere auto nuove e i generosi incentivi sono sempre più usati semplicemente per svuotare i piazzali e showrooms, con promozioni comunemente usate che includono assicurazioni gratuite, accessori e servizi, contributi e sconti fedeltà. Il margine di profitto di molti produttori e componentisti può solo subire notevoli pressioni dal sistema degli incentivi. Alcune case potrebbero essere costrette a richiedere il sostegno indiretto dei governi qualora gli attuali modelli di business si rivelassero non più sostenibili. E questo significherebbe inevitabilmente ricorrere al’ utilizzo del denaro dei contribuenti. Gli incentivi di oggi potrebbero di conseguenza diventare le tasse di domani. Se e’ vero infatti com’e’ vero che pochi governi vorrebbero veder scomparire l’ industria automobilistica nazionale, che occupa un rilevate numero di lavoratori senza cercare di sostenerla, e’ altrettanto vero che i governi non sono in grado di offrire sussidi finanziari diretti senza violare le norme Ue, e potrebbero stimolare il mercato indirettamente. Ad esempio negli anni ’90 un elevato numero di paesi ha usato l’ incentivo della rottamazione delle vetture usate. Tuttavia, anche questo non può durare a lungo e quindi l’ industria automobilistica europea sta vivendo un’ esperienza simile a quella Usa in cui troppi stabilimenti producono troppe auto per pochi clienti.

Fiat in termini di capitalizzazione di Borsa, vale 10,78 miliardi di euro, pari a circa $13,8 miliardi all’attuale cross rate €/$, contro i $16,5 miliardi della General Motors e $15,1 miliardi  Ford Motor. Appena fino 5 anni fa’, General Motors valeva ben 7 volte di più di Fiat come capitalizzazione di borsa e Ford Motor valeva ben 5 volte e mezza di più  della casa torinese. E si’ che anche la Fiat non e’ che versi in acque tranquille nonostante il recupero degli ultimi 2 anni, anzi direi il contrario, presto dovrebbe essere assorbita dai cinesi o da una delle big giapponesi nonostante il vergognoso assistenzialismo statale, diretto, indiretto oggi alla luce delle normative Ue che proibiscono quello diretto,  di cui Fiat ha abusato per 40 anni ai danni del contribuente, che ci e’ costato decine di miliardi di euro, direi forse 30, come del resto l’Alitalia, seppur in misura minore, altro  scandalo vergognoso del modo di fare e intendere l’industria e la gestione aziendale nel nostro paese che non poco hanno contribuito ai tanti mali che oggi viviamo in ogni settore della vita quotidiana. Risultano ben lontane tanto l’altro colosso dell’auto Usa, la tedesco-americana DaimlerChrysler, forte di una capitalizzazione di $52,8 miliardi quanto le nuove big del mercato mondiale e americano le giapponese Toyota Motor forte di una capitalizzazione di $172,0 miliardi , Honda Motor forte di una capitalizzazione di $60,4 miliardi e Nissan Motor forte di una capitalizzazione di $48,3 miliardi .

 

AUTO USA: Industry sales annual rate:

  • 2000: 17.4 million
  • 2003: 17.2 million
  • 2004: 17.1 million
  • 2005: 17.0 million  

 

 

U.S. Overall domestic and import cars and light-duty trucks sales in August , came in at a seasonally adjusted, annualized rate of 16.1 million units  (down -4.73% from a year earlierhigh of 16.9 million). Analysts were forecasting that industry sales should be to a seasonally adjusted annual rate of 16.6 million vehicles. (  in July 2005  rose to a Seasonally adjusted of  18.8 million annual rate the highest level since  a record 21.7 million set October 2001 – in  October  2005 – 14.7 million 7-year low since August 1998).  The U.S. light vehicle (cars and light-duty trucks ) annual average  sales  has been 17 million this decad, but some analysts expect the market to soften in coming months as consumers feel the pinch from higher interest rates and a slowing housing market. Sales in 2006  for the industry will be around 16.5 million unit annual rate, from Sales in 2005 matched 17.0 million a year earlier 2004.

 

 

Auto sales  5.5 million annual rate.  Truck sales  7.5 million annual rate.   

 

General Motors Corp. in termini di capitalizzazione di Borsa, vale  appena $16,5 miliardi. Appena fino 5 anni fa’, GM valeva ben 7 volte di più di Fiat come capitalizzazione di borsa.   

 

Market Maker     Volume   % Chng           Share       Share Yr-to Date    

GM*                  363,521      + 3.8%         24.2%               24.5

Saab                     3,168       +11.9             0.2                   0.2

 

General Motors Corporation posted a +3.8% gain, its first monthly rise since January, yet said it would cut North American production -12 percent in the fourth quarter, signaling weak demand in the months ahead. The world’s No. 1 automaker sold 363,521 passenger cars and light trucks, up from 349,806 a year earlier before adjusting for the additional selling day last month compared to a year earlier. Total vehicle sales were flat after that seasonal adjustment.  Market share rose to a 24.2% for the month

 

 

Ford Motor-Group. Ford Motor Company in termini di capitalizzazione di Borsa, vale  appena e $15,1 miliardi .  Appena fino 5 anni fa’,Ford valeva ben 5 volte e mezza di più  della casa torinese.

 

 

Market Maker     Volume   % Chng           Share       Share Yr-to Date     

Ford-Group       254,000     -11.6            17.0                 17.9

Ford                  238,019     -14.9            16.0                16.9

Land Rover            3,671     -22.4              0.2                 0.3

Jaguar                   1,704     -37.7              0.1                 0.1

Volvo                   10,606       -5.7              0.7                 0.7

 

 

Ford Motor Group  Co., struggling to restore profits, continued to lose ground in the U.S. market in August as flagging truck demand caused sales to drop -11.6% . Ford Market share fell to 16.0 percent for the month.  Ford’s decline was its seventh consecutive monthly drop and one of the industry’s worst showings.  Ford last month said it was cutting fourth-quarter production in North America by 21 percent to help clear dealer lots. The cuts will affect 10 plants in the region, including four factories that make F-Series trucks. Ford posted a $1.44 billion net loss in the year’s first half. Ford-Group held off

 

 

Daimler Chrysler AG, la tedesco-americana,  forte di una capitalizzazione di $52,8 miliardi.

 

Market Maker             Volume   % Chng           Share       Share Yr-to Date     

DaimlerChrysler AG   199,767        -3.2          13.4                    14.3

Chrysler                    179,165       -4.2         12.0                    12.9

Mercedes- Benz           20,602       +6.9          1.4                     1.8   

 

 

DaimlerChrysler AG reported a -3.2 percent drop in sales, its fifth straight decline. Its sales total of 199,767 vehicles included a 4.2 percent decline for the U.S.-based Chrysler group and a 6.9 percent gain for Mercedes- Benz. Chrysler Market share fell to 12.0 percent for the month.

 

U.S. market share  GM, Ford and DaimlerChrysler ‘s Chrysler ( 24.2% + 16.0% + 12.0%)  fell to 52.2 percent, a decline from 61.7 percent a year earlier ( and from 70% in the 1999).  I tre produttori Usa complessivamente hanno continuato a perdere quota di mercato a favore dei concorrenti asiatici Toyota, Honda e Nissan.

 

 

Toyota Motor Corp.’s U.S. sales (cars more light truck), rose +12.6 percent in August, led by gains for the company’s fuel-efficient passenger cars that use less gasoline, such as the subcompact Yaris and the Prius hybrid.  Toyota continued to see impressive sales of its cars that in August were up 19% to 114,142, not far behind GM’s 156,000 autos and well ahead of Ford and Chrysler’s numbers cars. Ford-Group held off Toyota as the No. 2 seller of cars and trucks, tallying 254,000 vehicles to Toyota‘s 240,178, but Ford versus

Toyota lost again selling 238,019 vehicles to Toyota‘s 240,178. Toyota in July had passed Ford as second in the U.S. for the first month ever.  Toyota Motor Corp. pulled ahead of Ford Motor Co. in July to rank as the No. 2 automaker in the U.S. for the first time, and also pulled ahead of DaimlerChrysler in U.S. sales this year through July. Toyota‘s market share in the U.S. rose to a record 16.2% for the month

 

  • Toyota Motor Corp forte di una capitalizzazione di $172,0 miliardi.

 

Market Maker             Volume   % Chng           Share       Share Yr-to Date 

   
Toyota                      240,178      +12.6             16.2                16.0  

 

Toyota as the No. 2 seller of cars and trucks, tallying 254,000 vehicles to Toyota‘s 240,178, but Ford versus Toyota lost again selling 238,019 vehicles to Toyota‘s 240,178.

Toyota in July had passed Ford as second in the U.S. for the first month ever.  Toyota continued to see impressive sales of its cars. August sales cars alone were up 19% to 114,142, not far behind GM’s 156,000 autos and well ahead of Ford and Chrysler’s numbers.

 

 

Honda Motor Co.’s U.S. sales were down -6.7% selling  151,253 vehicles. Honda Motor’s market share in the U.S. fell to a 10.2 percent for the month

 

  • Honda Motor forte di una capitalizzazione di $60,4 miliardi.
  •  

Market Maker             Volume       % Chng           Share       Share Yr-to Date   

Honda                      151,253         -6.7                 10.2                  9.2

 

 

Nissan Motor Co.‘s  vehicles sales were down -6.3%, selling 89,848 vehicles, the 10th decline in the past 11 months. Sales of the main Nissan brand rose 0.3 percent on demand for the new Versa compact hatchback and midsized Frontier pickup. The premium Infiniti brand had a 24 percent decline. Nissan Motor’s market share in the U.S. fell to a record 6.0% for the month 

 

  • Nissan Motor forte di una capitalizzazione di $48,3 miliardi .

Market Maker             Volume       % Chng           Share       Share Yr-to Date   

Nissan                        89,848          -6.3                 6.0                 6.1  

 

 

 

The other Asian Firms’ market share in the

 

Hyundai Motor Co., South Korea’s largest automaker, sold 44,635 cars and light trucks, up +2.1% percent from a year ago. Hyundai’s market share in the U.S. rose to a 3.0% for the month

 

U.S. Market Maker       Volume       % Chng         Share       Share Yr-to Date     

Hyundai-Grp                                                          4.7   Hyundai                     44,635           +2.1               3.0                 2.9 Kia                             25,114          +1.5               1.7                 1.7  

 

 

 

  • Mazda              1.5  
  • Subaru             1.2  
  • Mitsubishi         0.7  
  • Suzuki              0.6 
  • Isuzu                0.0 

 

Total   U.S. market share of Toyota, Honda, Nissan and other Asian companies raised their U.S. market share for the month boost their market share (Toyota 16.2%; Honda Motor 10.2%; Nissan 6.0% = 32.4% )   to 41.1% from 34.0% a year earlier ( and from 26% in the 1999),  prendendo come discriminante il fatto che talora trattasi di marchi nati nel continente asiatico e non considerando invece il fatto che alcuni dei marchi asiatici siano stati comprati nel frattempo dai big americani od europei (diversamente la market share nel mercato americano sarebbe cosi’ suddivisa:  U.S 52.2%, Asian share is 32.4% and  Europeans is 15.4%   Euro Market

 

Maker      Volume       % Chng           Share       Share Yr-to Date     

  • BMW                         25,673            -14.4                1.7                1.8
  • Audi                            7,115               -0.9                0.5                0.5
  • Porsche                       2,397           -15.6                 0.2                0.2
  • Volkswagen               23,420              -2.3                1.6                1.4

 

 

E’ notizia di oggi che Ford, in crisi da anni, abbia dato nei fatti il saluto finale alla Aston Martin dichiarandosi pronta a mettere in vendita il marchio britannico che produce auto di lusso dai prezzi elevati (oltre 100mila dollari, gli altri  marchi pregiati inclusi nella divisione Ford Premier Automotive sono Jaguar, Land Lover e Volvo presto in vendita anche loro credo). Il gruppo Usa compro’ una quota di maggioranza di Aston nel 1987 e nel 1994 tutta l’azienda. L’opportunità di aumentare capitale e generare valore, in un momento di pesante passivo per il gruppo Usa, detta dunque l’addio alla storica auto di 007, non piu’ presente negli ultimi films, infatti, in Casino Royale, viene tradita in favore della Fiat Panda che e’ tutto dire. Insomma, i tempi cambiano, nel cinema come nell’industria, e anche la Ford sembra accorgersene. 

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