Divergenze economiche e di politica monetaria tra l’Europa e gli USA

 

 

Europa e USA 

 

BANCA CENTRALE

TASSO overnight INTERBANCARIO DI RIFERIMENTO

ULTIMA MANOVRA
Federal Reserve (
USA) FED FUNDS
5,25%  +0,25%  il 29/06/2006
Banca Centrale Europea European Central Bank’s Refinance rate 3,00% +0,25%  il 03/08/2006
Bank of Canada OVERNIGHT rate 4,25% + 0,25%  il 28/06/2006
Bank of England (UK) REGNO UNITO base lending rate 4,75% +0,25%   il 03/08/2006
Banca del Giappone OVERNIGHT 0,25% -0,15%  il 11/06/2006

Banca della Svizzera TASSO  MASSIMO 1.50%                 +0,05%  il 15/06/2006
Banca centrale svedese TASSO REPO 2,50% +0,25%  il 29/08/2006

Banca centrale del Brasile TASSO SELIC 17,25%  
Banca centrale Danese TASSO DI SCONTO 3,25%  

Banca centrale Russia TASSO RIFINANZIAMENTO 11,50% -0,5%  il 28/06/2006
Banca centrale Australiana la Reserve Bank TASSO CASH 5,75% +0.25% il 28/06/2006

Banca centrale Cinese – People’s Bank of China;Tasso di riferimento ad 1 anno sui prestiti; mentre il tasso sui depositi ad 1 anno si attesta al 2.52% 6,12% +0.27% il 18/08/2006

 

 

Un piccolo vademecum spiega il perche’ spesso le politiche monetarie e dei tassi di riferimento (e quindi tutta l’economia ed il mercato del lavoro) divergano in Europa rispetto a quanto accade in America, il che’ spiega anche il perche’ il paese a stelle e strisce arriva sempre primo: la Fed manterrà il costo del denaro invariato (5.25% ) almeno fino alla fine dell’anno, mentre la Bce lo farà salire almeno di 50 basis points entro la fine dell’anno (dall’attuale 3.0% ). La diversità di politica fra Fed e Bce si spiega soprattutto con la diversa elasticità macroeconomica dettata anche dal fatto che la Fed non deve mettere d’accordo “capocce diverse” e spesso orientate da interessi contrapposti e fuori da un vero libero mercato, come avviene invece per la Bce che deve contemperare tanti paesi cosi’ diversi e spesso miopi nella tutela del loro giardinetto:

  1. la differenza fra Bernake e Trichet dipende da una diversa valutazione del pericolo d’ inflazione. Quella a cui guarda la Fed è l’inflazione strutturale, al netto del costo del petrolio e del cibo, e considerandola non allarmante adotta una politica monetaria espansiva (riduzione o mantenimento dell’attuale tasso relativo al  costo del danaro) mentre la Bce cura l’inflazione immediata inclusiva del petrolio e del cibo, cosi’ la Bce in presenza di un inflazione apparentemente alta, perche’ non depurata dalle voci petrolio e cibo, adotta una politica monetaria restrittiva (alzare il costo del danaro) di natura preventiva che rende meno facile la crescita del Pil;
  2. il tasso d’inflazione monitorato particolarmente dalla Fed The  Core PCE (quello core cioe’ depurato dalle voci petroli e cibo) riferito alla spesa personale che Bernake monitora da vicino per orientarsi nella sua strategia di politica monetaria non è preoccupante , ad agosto aumentata solo del +0,1% e con declinazione annua nel 2Q al 2,9% ( The  Core PCE – The personal consumption expenditures price index – Excluding energy and food is a key measure of inflation pressures based on personal consumption expenditures that Fed Chairman Bernake is known to monitor during the 2Q  rose at   2,9% annual pace). Poi ci sono gli altri 2 indicatori dell’inflazione core americana, The core Chain price Deflator of GDP gross domestic product price index , a measure of prices tied to the report, during the 2Q  rose by +3.0% annual pace, e The PCI Gross domestic purchases the price index for gross domestic purchases, which measures prices paid by U.S. residents, excluding food and energy  during the 2Q  rose by +2.9% annual pace. In europa  l’inflazione, che al  livello di core e’ fra il 2,3% e il 2,5%, supera la soglia del 2% in maniera meno sensibile di quella americana, ma è considerata preoccupante in presenza di una crescita del pil ai massimi auspicabili fra il 2,2 e il 2,8 ed in presenza di quelle caratteristiche cui accennavo sopra (in Italia è ferma al 2,2%);
  3. il mercato del lavoro negli Usa è flessibile e meritocratico, mentre quello europeo è rigido e in alcuni paesi, Italia e Francia, spesso non meritocratico; il tasso di disoccupazione Usa (4,7%) è circa la meta’ di quello Europeo (9,2%)  e,  il mercato del lavoro in America è flessibile mentre in Europa è rigido;
  4. la crescita del GDP (Pil Usa ) e’ prevista nell’ordine del 2,8% per il 2006 ed è sotto il livello massimo potenziale (3.2% media ultimi dieci anni)  dopo anni di crescita elevata che ha determinato bassa disoccupazione (4,7%) senza far crescere troppo l’inflazione core (2,9%) . Gli Usa possono crescere di più anche pur in presenza di un’inflazione (alta per i parametri europei) e con un minor rischio di inflazione futura, anche quando stanno per toccare il tetto del pieno impiego del lavoro, proprio per l’elasticita’ di cui vi dicevo. La crescita del pil europeo viceversa, prevista tra il 2,2% e il 2,8%,  ha raggiunto il picco, ed ha prodotto un’inflazione ( fra il 2,3% ed il 2,5% ) pericolosa per un’Europa non flessibile. L’Europa come dicevo non è nelle stesse condizioni soprattutto a causa della rigidita’ del mercato del lavoro, in particolare non lo e’ l’Italia , seppur in ripresa momentanea del Pil (crescita tra l’1,5% ed il 2,0%), ma in piena crisi industriale, strutturale, infrastrutturale, e d’immagine politico ed etica con ogni governo, la’ dove  la disoccupazione scesa al 7.9% circa non deve far gioire essendo frutto di nuovo lavoro soprattutto part time con contestuale fuoriuscita dei disoccupati dalla forza lavoro perche’ scoraggiati ( dalla non meritocrazia del settore lavoro grosso tumore italiano pieno di nullafacenti nel settore pubblico e pieno di raccomandati non cosi’ raramente incapaci in quello privato), con il che’ il tasso di disoccupazione apparentemente e’ sceso ma in realta’ e’ salito in quanto vi sono per l’appunto gli scoraggiati che non vengono piu’ conteggiati come disoccupati della forza lavoro disponibile, pur essendolo ….disoccupati; e poi anche la Germania, con la disoccupazione al 10% ed una crescita tra il 2% ed il 2,5%.

 

 

 

Marco Montanari 

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