Yuan currency or Renminbi: Vediamo i passaggi salienti della moneta cinese

Yuan currency or Renminbi – The  People’s Bank of China (PBoC)

 

 

 

Vediamo i passaggi salienti della moneta cinese:

 

 

 

 

 

 

 

E’ nota la disputa sul cross rate yuan/dollaro, che vede i maggiori paesi del mondo avanzare pressanti richieste alla Cina per una rivalutazione ampia della sua moneta, onde cancellare il suo eccesso d’export ed aumentare di contro l’import, sostenendosi, a ragione, che la Cina, paese in forte surplus, non puo’ continuare ad evitare il libero aggiustamento dello yuan sul mercato dei cambi, oggi ancorato verso il dollaro ad un range imposto e ristretto di +/- 0.5% e con le altre divise ad un range imposto sebbene meno ristretto di +/- 3.0%.

 

 

 

Si consideri pero’ che la Cina ha un pil eguale a quello italiano, ossia un ottavo di quello degli Usa e non basta certo l’espansione solo dei suoi consumi a controbilanciare una riduzione di quelli americani con un dollaro ancor piu’ debole e tanto meno non basterebbe a riportare in pareggio il grosso deficit commerciale americano . Infatti una diminuzione del  disavanzo della bilancia commerciale, basata solo sugli effetti indotti dalla variazione del tasso di cambio con lo yuan, appare del tutto improbabile da realizzare, perché l’alto volume di importazioni americane è in gran parte dipendente dal forte aumento delle delocalizzazioni di imprese manifatturiere americane. I flussi in uscita di dollari per l’acquisto di beni prodotti all’estero sono, infatti, comunque molto superiori a quelli in entrata per la vendita dei beni esportati (con un rapporto quasi di 2 a 1).       

 

 

 

 

 

November 7, 2007
U.S. Dollar in The China’s Yuan $/Y =7,4328
The China’s Yuan in U.S. Dollar Y/$= $0,13453

 

 

 

 

 

 

 

November 7, 2007 China’s Yuan Rises Most Since End of Dollar Link on Bank Signal (a 7,4328): Yuan Rises on Speculation China to Cut Trade Surplus: Nuovo record storico dello Yuan sul dollaro dal 21 luglio 2005, giorno della prima rivalutazione decisa dal Governo di Pechino, dopo che nel maggio 2006 aveva gia’ rotto la soglia psicologica di 8 Yuan per 1 dollaro. On November 7, 2007 The currency rose to 7,4328 per dollar the highest close, Y/$= +9.11% ( $/Y = -8.35% ), since the first day, after the end of a fixed exchange rate, in July 21 2005 when it roses to 8,11, and the yuan brings its gains versus dollar to the highest close, Y/$= +11.39% ( $/Y = -10.23% ), since the day before the end of a fixed exchange rate in July 20 2005 when it was linked at 8,28 per dollar (quando era a cambio fisso con il dollaro); at 8,11 per dollaro il 21 luglio 2005 lo yuan fu’ infatti rivalutato subito da 8,28 per dollaro del +2.09%, Y/$= +2.09% ( $/Y = -2.05% ), cambio fisso in vigore fino al giorno prima della sua rivalutazione, ovvero sino al 20 luglio 2005. The yuan has dropped -11% on a trade-weighted basis after inflation in the past five years.

 

Sulla crisi di fiducia” per il biglietto verde”, in Cina ci vanno ancora più pesanti: Cheng Siwei, un esponente politico di spicco, e Xu Jian, un vice direttore della banca centrale cinese, han segnalato che il Paese intende diversificare le proprie riserve, che ammontano a 1.400 miliardi di dollari, perché il dollaro sta “perdendo il suo status di valuta mondiale”, e saltare cosi’ su altre divise. “Favoriremo valute più forti e ci regoleremo di conseguenza”.

 

Proprio dalla Cina (primo detentore mondiale di riserve valutarie ) è arrivato il colpo fatale che ha innescato nuovi ordini di vendite ai danni del biglietto verde: nei cinque mesi ad agosto gli investitori cinesi hanno ridotto del 5% le loro attività investite nei titoli di Stato americani, portandole a 400 miliardi di dollari (sul totale delle proprie riserve riferentisi sia ai treasuries e notes americani che alla divisa americana e che ammontano a qualcosa come 1.400 miliardi di dollari ). Chinese investors have reduced their holdings of U.S. Treasuries by 5 percent to $400 billion in the five months to August.

 

Senza la cooperazione di Cindia anche il terremoto valutario è difficile da affrontare. Il crollo del dollaro è il risultato di anni in cui l’America è vissuta al di sopra dei suoi mezzi, accumulando deficit commerciali verso l’Asia. Il peso dei debiti americani è la mina vagante che genera un’instabilità finanziaria mondiale. La banca centrale cinese è il più grosso creditore di Washington, con 1.500 miliardi di dollari di riserve investiti in larga parte in Treasuries and Note americani. Mentre cascano come birilli tutti i capi delle grandi banche americane travolti dagli scandali dei mutui subprime, la Federal Reserve deve curare il malato lasciando scivolare i tassi e il dollaro. Pechino ha adottato una tattica abile nel breve periodo, pericolosa nel lungo termine. Ha sganciato la sua moneta dalla parità fissa col dollaro, ma “pilota” il cambio in modo da rivalutarlo molto lentamente rispetto alla moneta Usa. Di conseguenza la valuta cinese e altre valute asiatiche di paesi satelliti si deprezzano quotidianamente rispetto all’euro. Tutto l’onere dell’aggiustamento del dollaro si scarica così sull’euro, amplificandone la forza e creando le premesse per altri squilibri. Da questa impasse non si esce finché ci si culla nell’illusione che il mondo sia ancora un condominio America-Europa.

 

China’s yuan has gained more than 10 percent since the central bank started managing the currency against a basket of currencies including the euro, yen, South Korea’s won and the British pound.

 

China on May 18 2007 said it would allow the yuan to trade by up to 0.5 percent against the dollar either side of the central bank’s daily fixing rate, up from 0.3 percent previously fixed. La Cina amplia allo 0,5% precedente la banda di oscillazione dello yuan nei confronti del dollaro, con effetto a partire dal 21 maggio, spiegando che la decisione di rendere piu’ flessibili le quotazioni dello yuan serve a favorire la competitivita’ delle imprese e a migliorare la gestione dei cambi. Gains will help temper the export-led expansion that has flooded the banking system with cash, raising concern about a stock market bubble in the world’s fastest-growing major economy. The nation’s trade surplus, which ballooned 74 percent last year 2006 to a record $177.5 billion, drove the country’s foreign- exchange reserves to an all-time-high of $1.2 trillion, making it difficult for the government to slow growth.

 

The yuan never moved the maximum permitted under the previous daily limit of 0.3 percent. The biggest move this year against the dollar was a 0.22 percent gain on May 11. China can and should move faster to allow market forces to determine” the yuan’s value

 

China has kept its yuan currency (or renminbi) pegged around 8.28 to the dollar since 1995,  a rate  economists said is 20-30 percent undervalued, raising American manufacturers’ ire as its deficit widened while the China trade surplus with the United States swelled , amid protest that the Chinese policy gives it an unfair trade advantage.     

 

 

 

  • a)  The renminbi , its official jargon for yuan, era legato dal 1995 al dollaro in una fascia di oscillazione del + – 0,30% rispetto al valore base di 8,28 yuan per un dollaro;

  • b)  21 luglio 2005 -The ended its peg to the U.S. currency in July 2005.  Il nuovo regime valutario dello Yuan potrebbe così essere sintetizzato: viene avviato il processo di rivalutazione mantenendo però in essere sostanzialmente il peg, nella forma però di un “managed crawling ( avanzamento lento) peg”, ossia un regime in cui la parità verso il Dollaro è fissata ogni giorno in base a criteri con limitata possibilità di oscillazione. La PBoC nel comunicato ufficiale ha così definito il nuovo regime valutario: “managed floating exchange regime in un lento processo di liberalizzazione del mercato dei cambi che implica il ritorno della politica monetaria all’obiettivo di lotta all’inflazione. La ricomposizione delle riserve valutarie ad un regime di “managed crawling peg” anche verso un basket di valute, gradualmente vedrebbe presumibilmente aumentare il peso dell’Euro e dello Yen a svantaggio del dollaro: immediata rivalutazione del 2,1% dello Yuan , nei confronti del Dollaro, con la parità centrale portata da 8,28 a 8,11; la parità verso il Dollaro è fissata ogni giorno con banda di oscillazione per il Dollaro rimarrà quella dello + / – 0,3%; lo Yuan vedrà il suo valore definito rispetto ad un paniere di valute la cui composizione resta ignota, con possibilità di oscillazione all’interno del paniere di valute di +/- 1,5%;   The dollar has a 30 percent weighting in the basket, the yen and euro 20 percent each, and the South Korean won 10 percent; al termine di ciascuna giornata di contrattazioni, Pechino dichiarerà il valore di chiusura del cambio, valore che costituirà la nuova parità per le contrattazioni che avranno luogo il giorno successivo; le bande di oscillazione potranno essere riviste dalle autorità, sulla base degli sviluppi economici, finanziari e di mercato.

  • c)  Settembre 2005 ampliata la banda di oscillazione dello YUAN sull’EURO come sullo YEN e sul Dollaro di Hong Kong , al 3% dall’1.5%. La Cina ha reso nota oggi la composizione del “cestino” di monete al quale è legato il valore della valuta cinese, lo yuan. Le componenti principali del “cestino” sono il dollaro, l’ euro, lo yen e il won sudcoreano. Nel determinare il tasso di cambio, dello yuan vengono considerate anche le monete di Singapore, Gran Bretagna, Malaysia, Russia. Australia, Canada e Thailandia ( da vedere per le monete di Hong Kong ) . Ciascuna valuta avrà una propria parità nei confronti dello Yuan e al cambio sarà consentito di fluttuare all’interno di una banda di oscillazione del 3%, per il Dollaro rimarrà quella dello  +- 0,3%;

  • d) Novembre 2005 CAMBI: NUOVI PASSI AVANTI CINA PER PIU’ FLESSIBILITA’ , ATTRAVERSO SWAP DA 6 MLD DOLLARI E SISTEMA ‘MARKET-MAKER’ – La Cina ha segnalato ai mercati valutari di voler procedere nel cammino di uno yuan più flessibile in cui si è avviata dal 21 luglio scorso. Le due operazioni sono state quella di consentire un sistema di ‘market-making’ per lo yuan e di negoziare uno swap con dieci banche nazionali per un controvalore di sei miliardi di dollari. “Il market making è un passo significativo di un lungo viaggio nel rendere lo yuan più flessibile. Quanto allo swap, é il modo in cui la Banca centrale offre qualche indicazione delle sue stime relative alla rivalutazione dello yuan che si avrà in un anno”.  Il ‘market making’ consente non più solo alla Banca centrale cinese ma anche ai soggetti creditizi commerciali di quotare e scambiare la valuta nazionale contro le altre divise (nei riguardi del dollaro il range di oscillazione dovrà rimanere comunque contenuto nell’ ambito di un +- 0,3% rispetto al tasso giornaliero stabilito dalla Banca centrale). Quanto allo swap disposto dalla Banca centrale cinese, prevede la vendita di dollari per un controvalore di sei miliardi di dollari, alle altre banche al tasso corrente di cambio di 8,0810 yuan per dollaro e il conseguente riacquisto degli stessi al termine di dodici mesi scadenti nel dicembre 2006 al valore di 7,85 yuan, con la previsione, quindi, di un apprezzamento del +2,94% della valuta cinese a quella data al tasso di cambio da  8,081 per dollaro e +5,47% dal 8.28 iniziale; 

  • e)  Dicembre 2005 – La Cina fa un altro passo verso un sistema di cambi flessibili. Sotto la pressione internazionale per la svalutazione dello yuan, che da anni avvantaggia l’export cinese, la Banca popolare della Cina, ha deciso che d’ora in poi la divisa nazionale sarà scambiata sul mercato interbancario. Un sistema che non equivale alla determinazione del tasso di cambio da parte del mercato – infatti la banca centrale continuerà ad avere mani libere sull’interbancario riversando in esso moneta e così svalutando lo yuan. Ma si tratta comunque di un passo verso i tassi di cambio flessibili. A fare i prezzi della moneta cinese saranno una serie di selezionatissime banche internazionali come Hsbc e Citigroup, che scambieranno fra loro lo yuan come all’interno di un mercato ristretto. Sulla base di questi scambi, a cui avrà comunque accesso la Banca centrale cinese che si riserva la possibilità di intervenire iniettando o drenando yuan, si formerà un prezzo che la Banca stessa pubblicherà con il sistema del fixing, cioé una volta al giorno alle 9,15 ora di Pechino;

  • f) Settembre 2006: Nuovo record storico dello Yuan segna nuovo massimo sul dollaro, dopo che nel maggio 2006 aveva gia’ rotto la soglia psicologica di 8  Yuan per 1 dollaro,  toccando quota 7,915 , +2.46% from  8,11 per dollaro e +4.61% dal 21 luglio 2005 da 8,28 per dollaro, ovvero dalla sua rivalutazione del +2.096% a 8,11 da 8,28 per dollaro;

  • g) Novembre 2006: Yuan Rises on Speculation China to Cut Trade Surplus: Nuovo record storico dello Yuan segna nuovo massimo sul dollaro, dopo che nel maggio 2006 aveva gia’ rotto la soglia psicologica di 8  Yuan per 1 dollaro,  toccando quota 7,860 , +3.18% from  8,11 per dollaro e +5.34% dal 21 luglio 2005 da 8,28 per dollaro, ovvero dalla sua rivalutazione del +2.096% a 8,11 da 8,28 per dollaro. 

  • h) 18 gennaio, 2007: Yuan Rises on Speculation China to Cut Trade Surplus: Nuovo record storico dello Yuan sul dollaro dal 21 luglio 2005, giorno della prima rivalutazione decisa dal Governo di Pechino, dopo che nel maggio 2006 aveva gia’ rotto la soglia psicologica di 8  Yuan per 1 dollaro, toccando quota 7,775 ( minimo di giornata  a 7,750) +4.13% (+4.3%) from  8,11 per dollaro e +6.09% (+6.49%) dal 21 luglio 2005 da 8,28 per dollaro, ovvero dalla sua rivalutazione del +2.05% (+2.096%) a 8,11 da 8,28 per dollaro.  The yuan has dropped -10 percent on a trade-weighted basis after inflation in the past five years.

 

 

Marco Montanari

 

 

 

 

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