Il banchiere amico dei poveri

Il banchiere amico dei poveri

Nobel pace a Yunus e Grameen Bank per lotta alla povertà

http://www.grameen-info.org/

 

 

L’obiettivo della Grameen Bank (in bengalese significa banca rurale) è la totale eradicazione della povertà nel mondo, non il profitto per chi ne fa parte.

 

Si tratta della prima e più grande banca etica esistente al mondo, nata con il compito di prestare soldi solo a chi non ha mezzi di sussistenza.  L’economista Muhammad Yunus nel ricevere un Nobel per la pace con motivazioni miste economiche e di solidarieta’ per i poveri, ha forse raggiunto un nobel ancora piu’ prestigioso di quello prettamente economico e per cosi’ dire piu’ accademico, infatti il primo spesso contiene anche riconoscimenti di valore economico per i servigi resi all’umanita’ intera, il secondo non contiene mai il primo. Non a caso la grandiosita’ di Yunus ha fatto si’ che lo strumento del “microcredito”, e’ diventato oggi un  sistema che è  utilizzato in tutto il mondo, non sempre con pari risultati, questo e’ vero, ma ha sminuito cmq la rilevanza della banca mondiale, dei politici tutti, e delle teorie di bush in primis, agli occhi del mondo. 

 

E grazie a Yunus con grossi sforzi e piccoli passi prende piede pian piano nel mondo la consapevolezza che : “La pace duratura non potrà essere raggiunta se grandi masse di popolazione non troveranno i modi per uscire dalla povertà. Il microcredito è uno di questi modi. Lo sviluppo dal basso serve a far avanzare la democrazia e i diritti umani”. E soprattutto grazie a Yunus, in percentuale sempre meno privati ricorrono oggi alle tradizionali banche di aiuto per il terzo mondo, men che meno alla banca mondiale o a fantomatiche organizzazioni umanitarie, fonte di corruzione e sprechi (perche’ poi non arrivano a chi ne ha bisogno, si fermano prima, intascate da qualcuno o investite in attività che non hanno ricadute durature sulle comunità) ma si recano sul posto e donano i loro danari direttamente alle cooperative dei poveri riuniti. 

 

 

La Grameen Bank

 

La Grameen Bank è stata fondata nel 1976.  Dal 1995 la Grameen non riceve più contributi da donatori. La banca si finanzia con i depositi dei suoi azionisti, gli stessi beneficiari dei prestiti. I depositi rappresentano il 123 per cento dei prestiti. La Grameen è sempre stata in attivo, con l’eccezione degli anni 1983, 2001 e 1992.

  • La banca offre anche corsi di formazione permanente e di aggiornamento per tutti i clienti, e l’assistenza di un pool di consulenti che si adoperano affinché le iniziative imprenditoriali abbiano successo.

  • La Grameen Foundation, nata dalla banca, è stata fondata nel 1997 e ha una rete globale di 52 partner in 22 paesi che hanno aiutato circa 11 milioni di persone in Asia, Africa, Americhe e Medio Oriente. La Grameen Foundation  è diventata una specie di holding, cui fanno capo diciassette istituzioni nei campi delle comunicazioni, dell’informatica, dell’abbigliamento, dell’istruzione. Sul sito dell’organizzazione ci sono, oltre i dati, tutti i discorsi che Yunus ha tenuto nei principali convegni nel mondo.

  • La Grameen Bank Secondo dati aggiornati ad agosto 2006, ora conta 6,6 milioni di clienti, il 97 per cento dei quali donne. Ha 2.226 filiali, con oltre 18mila dipendenti, e serve praticamente tutti i 71.371 villaggi del paese, il Bangladesh, indipendente dal 1971, che è classificato tra i paesi del Quarto mondo. Ha 120 milioni di abitanti su una superficie che è la metà di quella italiana. Il 90% della popolazione è analfabeta e circa il 40% vive in condizioni di estrema povertà.

  • Il prestito medio è di 309 dollari. E come Yunus ha previsto, la percentuale di insolvenza è minima.

  • I prestiti concessi prevedono interessi di quattro tipi. Non si richiedono garanzie patrimoniali, ma personali, poco più di una promessa. Se presti una grossa somma è difficile ti verrà restituita, se ne presti una piccola, sostieni e consigli il tuo debitore e gli dai la possibilità di reinvestire gli interessi minimi che hai preteso, otterrai un profitto individuale e collettivo.

  • La grandezza pragmatica ed etica di solidarieta’ di Yunus da un lato e la responsabilita’ di chi chiede in gruppo i prestiti dall’altra, e’ che dalla sua fondazione, la banca ha concesso prestiti per 5,72 miliardi di dollari, 5,07 dei quali ripagati prima della scadenza del debito, quindi con  una percentuale impressionante dell’ 88,63 per cento, e che a scadenza del debito ha avuto in media negli anni  una percentuale di refusione del 98,85 per cento, percentuale che gli istituti di credito ordinari si sognano, avendo infatti sofferenze in media pari al 10%. Il non avere sofferenze di bilancio per prestiti non restituiti ha reso questa banca etica assolutamnete indipendente dai circuiti malvagi della politica, della finanza ordinaria. 

  • La banca rovescia un consolidato pregiudizio sessista: punta sulle donne e sulle loro capacità imprenditoriali, scelta non facile in un paese musulmano tradizionalista; oltre il 96% dei clienti appartiene al sesso femminile. Il cliente tipico in genere utilizza il prestito per acquistare un bene che possa rendere subito, come del cotone da filare, una macchina per tessere, animali da cortile, sementi, una mucca da mungere. Grazie ai crediti della Grameen Bank molte donne hanno costituito società collettive per acquistare mulini per la lavorazione del riso. Il prestito viene poi restituito in piccole rate settimanali fino a quando la donna diventa autosufficiente: con il denaro ricavato dalla vendita del latte o del tessuto ha pagato il suo debito, è diventata proprietaria di qualcosa e, se vuole, può richiedere un altro prestito.

     

     

    Come evidenziano i dati Yunus fa’ da filtro, e “concorda” diciamo cosi’ gli interessi non sulla base di un suo ritorno economico, ma in base alle necessita’ sia del singolo gruppo che dell’intero numero dei clienti, 6.6 milioni, con l’unico fine di concordare interessi che rendano la banca autonoma dalla politica e dai circuiti finanziari ordinari, stabilendo interessi di varie tipologie ma che gia’ in partenza sono certi nella loro restituzione, in quanto derivano da calcoli economici di quella che sara’ la singola attivita’ intrapresa; quindi Il prestito medio è di 309 dollari concessi con 4 tipi di interessi certi nella loro refusione: Al tasso del 20% per chi ha un’attività produttiva che minimo rende sul campo agli stessi fruitori del prestito il 30% circa, dell’8% per finalità abitative se l’aumento di valore delle case e’ almeno del 12%, del 5% per gli studenti la’ dove chi studia in quei posti, al 100% trova un lavoro immediatamente, e senza interessi per i mendicanti. E come detto non si richiedono garanzie patrimoniali, ma personali, poco più di una promessa.

     

    La Grameen Bank mai e’ stata “aiutata “dalla banca mondiale, la quale non ha potuto far altro che prenderne atto dopo il suo successo, ma nulla ha sfruttato perche’ nulla Yunus ha consentito fosse sfruttato, anzi Yunus continua a parlare male della banca Mondiale. Per Yunus le attività dei maggiori istituti di credito mondiali e in particolare della Banca Mondiale sono uno spreco di risorse e alimentano la corruzione. Le grandi somme elargite dalle organizzazioni non arrivano a chi ne ha bisogno, si fermano prima, intascate da qualcuno o investite in attività che non hanno ricadute durature sulle comunità. La Banca mondiale parte dall’alto, Yunus è partito dal basso: la sua Grameen Bank è nata da persone che sono andate in giro per i villaggi bengalesi ad offrire soprattutto alle donne piccole somme di denaro per avviare attività imprenditoriali, e tutt’ora questo fa’ , solo che inzialmente i prestiti erano di appena 10/30 dollari a ciascuno, ora mediamente sono di 309 dolalri con una regola di gruppo a cascata formidabile. Yunus e’ una persona d’oro, e’ davvero un uomo illuminato, geniale, buono e pragmatico, lui si’ che vale senza se e senza ma! I numeri che ho riassunto, tradotti in vite umane significano aver salvato in 30 anni dalla morte sicura per fame o malattie centinaia di migliaia di persone!

     

    Yunus rende orgogliosi tutti gli uomini della terra di potersi definire tali; Yunus e’ uno dei massimi fautori in concreto della lotta al signoraggio del dollaro in senso lato con tutto cio’ che esso comporta per i paesi poveri, e lui sul campo, con amore ingegno e solidarieta’ , ha sconfitto in quei paesi , per quanto ha potuto e con risultati umani eccelsi, l’asservimento alla Politica e alle monete forti dei paesi poveri, facendosi lui filtro del cd cross rate delle valute, assicurando in tal modo a color che chiedono i prestiti liquidita’ costante, con potere d’acquisto costante e non quindi per importi di anno in anno in aumento e con contestuale perdita d’acquisto con conseguenziale rischio di strozzinaggio di fatto e/o impossibilita’ di restituzione del prestito; egli al fine della sussistenza della sua opera stabilisce in accordo interessi creditorii plausibili e ripagabili agilmente e piu’ o meno costanti, che mette poi a disposizione di coloro che chiedono il prestito iniziale per essere reinvestiti nella loro attivita’. La sua genialita’ sta proprio qui, funge da camera di compensazione della fluttuazione di valore del dollaro e degli interessi, e lui continua a prestare solo piccol e somme solo a gruppi minimo di 5/8 persone, sostiene e consiglia il suo debitore e gli da la possibilità di reinvestire gli interessi minimi che ha preteso.

    Sappiamo bene cosa significhi parlare in termini concreti e finanziari di Signoraggio (della politica e dei grandi gruppi industriali prima che dei banchieri….la consecutio e’ questa e non il contrario, non sono i banchieri a decidere ma i primi due gruppi), e Yunus e’ la reale espressione di lotta al signoraggio a tutela dei poveri.

    Chi non solo tenta ma porta un’etica nel mondo della finanza impiegando anche risorse economiche proprie agli inizi, oltre quelle psichice,  senza nessun lucro, e’ per definizione il massimo di etico che ci possa essere nel mondo oggi. Il sitema del microcredito di Yunus e della Grameen Bank non ha nulla di losco,  e’ pulito con prove oggettive, poi che vi siano alcune banche o associazioni che si spacciano per etiche e non lo sono, non solo e’ possibile, ma vero purtroppo.

     

    Il problema per aiutare il mondo non e’ tanto e soltanto chiedersi ” perchè si debba ricorrere a un prestito (ancorchè micro) quando si potrebbero (dovrebbero?) stampare le banconote in modo SOVRANO, creando magari un nuovo bussines”, il quesito vero e’: ha fatto del bene Yunus salvando centinaia di migliaia di vite umane in 30 anni senza lucrarci? Si lui l’ha fatto, e tanto deve bastare per omaggiarlo del massimo dei valori umani. Infatti per un singolo individuo, ancorche’ ricco e intelligentissimo, e’ molto molto piu’ difficile (oltre che spesso illegale allo stato delle leggi)) pensare da solo, senza l’aiuto di una politica “etica” di poter  stampare le banconote in modo SOVRANO, che non pragmaticamente mettere in atto il proprio piano di solidarieta’, senza chiedere nulla a nessuno dei potenti e senza violare alcuna legge; cosi’ fare dei prestiti senza lucro e’ legale ed ha come prima e immensa conseguenza anche quella di indebolire e combattere indirettamente l’egemonia del signoraggio dei Potenti e delle loro monete sui deboli.

     

     

    Marco Montanari

     


     

    Dal web:

     

     

     

    Il Bangladesh è uno dei paesi più poveri al mondo. Situato a est dell’India, si affaccia sul Golfo del Bengala, confina a Est con la Birmania per un piccolo tratto e per il resto è completamente circondato dal territorio indiano. Poichè la posizione geografica di questo stato corrisponde alla bassa valle del Brahmaputra e a gran parte del delta comune con il Gange esso è un paese soggetto a catastrofi naturali quali inondazioni, nubifragi, cicloni, entrambi causati spesso dai monsoni, carestie, che ogni volta che si verificano producono centinaia di migliaia di morti, e impoveriscono ulteriormente i sopravvissuti, distruggendo i loro pochi beni, ma le piaghe più gravi di questo paese sono la malnutrizione e la povertà strutturale. Nonostante un ammontare complessivo di trenta miliardi di dollari di aiuti internazionali, ricevuti dal momento della sua indipendenza, il Bangladesh non è ancora riuscito a intraprendere un cammino di sviluppo economico che gli consenta di uscire dal gravissimo stato di indigenza in cui si trova. Il 40 per cento della popolazione non riesce a soddisfare i bisogni alimentari minimi giornalieri, la malnutrizione fa si che peso e statura si mantengano sotto la media. Le donne in questo paese vivono meno degli uomini. Un’altra malattia gravissima di questo paese è l’analfabetismo che raggiunge il 90 per cento della popolazione. La densità di popolazione è molto elevata: 830 persone per chilometro quadrato. Molte persone vivono sulla strada in condizioni igieniche inesistenti e prive di riparo. L’economia del paese è prevalentemente agricola, l’alta produzione di riso e allevamento di bovini però non sono in grado di assicurarne l’autosufficienza alimentare. L’unica risorsa di dimensioni significative e che procura la metà della valuta estera di cui dispone questo paese, è la coltivazione della iuta, una fibra tessile usata soprattutto negli imballaggi, e l’attività industriale più significativa è appunto quella che si occupa della lavorazione e trasformazione di questa fibra. Il Bangladesh è infatti il terzo produttore di iuta al mondo.

     

    Il Bangladesh nasce come stato indipendente il 16 Dicembre del 1971, anno in cui riesce ad ottenere l’indipendenza dal Pakistan le cui forze di occupazione assediarono l’attuale Bangladesh per nove mesi . La struttura economica, già precaria, risultò ulteriormente danneggiata dalle perdite umane e materiali dovute al conflitto di indipendenza. A ciò si aggiungeva un sistema politico fragile il cui governo stentava a ristabilire l’ordine ed avviare la ricostruzione. Gli aiuti ricevuti dai paesi occidentali e dalle agenzie internazionali, sotto forma di aiuti finanziari ed assistenza tecnica , non raggiunsero gli obiettivi di fornire infrastrutture socio economiche tali da permettere al paese un “decollo”, dell’attività economica tale da sollevare le condizioni di vita delle grandi masse di popolazione sotto la soglia della povertà. I problemi della fame e della disoccupazione furono resi ancora più acuti, nel corso degli anni settanta, dalla forte crescita demografica, dal declino della produzione alimentare e dall’incapacità del settore industriale, corrotto e mal gestito, di impiegare la forza lavoro disponibile. A tutto questo si aggiungevano alcuni importanti fattori come la concentrazione della terra in poche mani e, in virtù di questo, l’impossibilità per i molti senza terra di migliorare il proprio status. La maggioranza della forza lavoro occupata era in realtà sottoccupata o, altrimenti, occupata solo per brevi periodi all’anno. I salari, dato lo stato dei settori produttivi erano troppo bassi. Le attività rurali non agricole, fortemente limitate dalla rigidità della domanda, dovuta al ristagno della produttività e del reddito nell’agricoltura, non riuscirono ad assorbire la forza lavoro in eccesso, e l’inadeguatezza delle infrastrutture avrebbe consentito una produzione solo per il consumo locale.

     

    Muhammad Yunus, un musulmano del Bangladesh di famiglia benestante, dopo gli studi in economia negli Stati Uniti, ritorna al suo paese nel 1972 per assumere l’incarico di direttore del Dipartimento di Economia dell’Università di Chittagong.

     

    A metà del 1974 una violenta inondazione colpì quasi tutto il paese, alla quale fece seguito una carestia che provocò la morte di centinaia di migliaia di persone. Gli aiuti governativi che seguirono mancarono completamente di raggiungere i più poveri e bisognosi. Addirittura il Bangladesh venne “dimenticato” dai paesi industrializzati, primo fra tutti gli Stati Uniti, per quel che riguardava gli aiuti internazionali ai paesi del Terzo Mondo. Le condizioni del Paese peggioravano di anno in anno, aggravate da una corruzione endemica e dalla sovrappopolazione e dalla povertà dilagante. Questo era il contesto in cui si inserì il progetto della Banca Grameen, proprio a metà degli anni settanta. L’esperienza decisiva della vita di Yunus è questa tremenda carestia del 1974. “Mentre la gente moriva di fame per strada, io insegnavo eleganti teorie economiche. Cominciai ad odiarmi per la mia arrogante pretesa di avere una risposta. Noi professori universitari eravamo tutti molto intelligenti ma non sapevamo assolutamente nulla della povertà che ci circondava. Decisi che proprio i poveri sarebbero stati i miei insegnanti. Cominciai a studiarli e a domandargli delle loro vite”. “Grameen è un messaggio di speranza, un programma che consentirà di mettere la povertà in un museo, che un giorno i nostri figli visiteranno. Allora ci chiederanno come abbiamo potuto che ciò accadesse così a lungo” ha detto Yunus.


    Analizzando i meccanismi che generano e perpetuano la povertà delle zone rurali, Yunus si rende conto che la povertà non era dovuta a pigrizia o a scarsa intelligenza ma alla mancanza di capitale e all’impossibilità di risparmiare una somma da investire. In tal modo ogni iniziativa, ogni volontà di riscatto, ogni progettualità veniva spenta sul nascere. A meno di chiedere soldi agli strozzini. Occorreva portare il credito anche a quelle persone che per la loro povertà non avevano accesso alle banche perché non potevano offrire garanzie. Dapprima l’economista cerca di convincere gli istituti di credito tradizionali ad aprire i loro sportelli ai poveri, ma si trova di fronte a un muro di rifiuti. Le banche ritenevano che i poveri non avrebbero mai restituito i soldi. Dopo mesi di trattative ottiene un affidamento di 300 dollari, con i quali provvede ad effettuare i primi prestiti; con sua grande sorpresa non vi è nessun problema al rientro dei crediti, anche perché chiede versamenti settimanali di pochi centesimi. Dopo due anni di trattative convince il governo a lasciar aprire una banca per i poveri. A differenza di una normale banca che è disposta a concedere prestiti solo a chi offre garanzia, la Grameen Bank presta denaro unicamente ai poveri. La banca pratica il microcredito, ossia presta piccole somme (anche di soli 25 dollari) per sostenere i progetti di sviluppo e la sussistenza di migliaia di famiglie. Il sistema delle garanzie è molto particolare: per ottenere un prestito non si richiedono garanzie patrimoniali, ma personali. Il credito viene erogato soltanto a gruppi, costituiti da un numero di persone che va da cinque a otto. Il denaro viene distribuito a rotazione, iniziando dal componente del gruppo più bisognoso; appena questo ha restituito la prima parte del prestito si può passare al secondo, e così via. La responsabilità del gruppo è solidale, e questo ha finora garantito un tasso di sofferenze inferiore all’1%, molto più basso di quello registrato dagli altri istituti di credito del Bangladesh.


    Yunus cominciò nel 1975 con il prestare 27 dollari a un gruppo di donne che facevano cesti, in modo da consentire loro di espandere l’attività. Le donne, fino a quel momento, ricevevano per il loro lavoro una somma talmente esigua che erano in grado a malapena di acquistare la materia prima per fare altri cesti e non riuscivano mai a realizzare profitti. Il prestito iniziale consentì loro di aumentare la produzione, gli introiti e restituire la somma. Fu l’inizio della Grameen Bank, poiché alcune delle donne divennero “ambasciatrici” in altri villaggi del sistema del microcredito. Uno dei punti centrali del modo di agire di Yunus è che si devono aiutare i poveri a provvedere a se stessi. Yunus lo dice chiaro nel suo libro Il banchiere dei poveri: non concede mai l’elemosina quando un mendicante gli tende la mano, perché quello non sarebbe un aiuto, al contrario innescherebbe un circolo vizioso. L’obiettivo della Grameen Bank è la totale eradicazione della povertà nel mondo, non il profitto per chi ne fa parte. “Grameen è un messaggio di speranza, un programma che consentirà di mettere la povertà in un museo, che un giorno i nostri figli visiteranno. Allora ci chiederanno come abbiamo potuto che ciò accadesse così a lungo” ha detto Yunus.

 

 

Grameen Bank e microcredito
un’idea semplice e rivoluzionaria

di Cristina Nadotti

http://ricerca.repubblica.it/result.jsp?orderby=1&filter=1&cut=1000&q=Grameen%2BBank%2B&pub=times&SITE=yahoo&query1=Grameen+Bank+

 

 


 

Annunci

I commenti sono chiusi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: