In Italia abbiamo una grossa fetta della classe politica allo sbaraglio, e’ cieca con o senza connivenza!

In Italia abbiamo una grossa fetta della classe politica allo sbaraglio, e’ cieca con o senza connivenza!

 

 

In Italia abbiamo un’intera classe politica allo sbaraglio, (tranne poche eccezioni tra le quali sicuramente il grande Marco Pannella, Donatella Poretti e Daniele capezzone unici politici Italiani che si sono resi con sommo onore e amore per i cittadini artefici di una eccelsa proposta di legge AC 1443 Poretti-Capezzone sulla Class Action http://www.aduc.it/dyn/classaction.html), e’ cieca, spesso incompetente, arrogante, ignorante, talvolta, non cosi’ raramente, corrotta e/o comunque di fatto convivente e connivente con le c.d. rendite da posizione delle lobbies. In America non sono Santi, ma hanno un minimo d’Etica, di decenza e un pragmatismo senza eguali.

 

In America non vi sono parlamentari o consiglieri federali condannati, li’ si dimettono se sono stai eletti; e non vi sono membri di commissioni delicatissime quali quelle contro il terrorismo o la criminalita’ che hanno ricevuto condanne passate in giudicato. In America il solo fatto di essere indagati li fa’ dimettere!

 

Gli Americani (Politici e Popolo) adeguano la politica alla realtà, in Italia il popolo non conta piu’ un c….o, e i Politici fanno e disfano a loro interesse ogni cosa, surrogando la realtà con la politica, cioe’ con se stessi. Gli Americani sono veloci nella burocrazia e nella gestione della cosa pubblica rendendo partecipi i cittadini, in Italia il popolo non conta piu’ un c….o, e i Politici dolosamente se ne sbattono del popolo e perdono tempo e soldi nelle inutili sedute fiume di Camera e Senato per accontentare tutte le corporazioni, da quella dei dipendenti pubblici a quelle privatistiche delle varie lobbies che da sempre rappresentano i loro referimenti, l’imprenditoria, la finanza, l’avvocatura, i liberi professionisti in generale e i commercianti. Con il risultato di continuare a fare leggi oscene, o a non farle proprio.

 

La Politica quasi tutta ( in prima fila seppur per motivi diversi, Berlusconi, Previti e compagnia cantando, da una parte e, Bertinotti, e Mastella dall’altra)   i Sindacati, l’Informazione, la Chiesa , alcuni Giudici di alcuni Tribunali Fallimentari e Civili ( nella gestione delle Procedure Concorsuali dei grossi gruppi caduti in disgrazia, gestione che dovrebbe essere prioritaria ed all’insegna della trasparenza e legalita’ sia per tranquillizzare i tanti piccoli risparmiatori e creditori “uccisi nei loro diritti” sia per riacquistare la fiducia dell’investitore straniero che scappa dall’italia): 5 simboli del doloso sottosviluppo Italiano!

 

E poi milioni di vertici, migliaia di correnti, portaborse e sottosegretari, 160.000 mila auto blu per tutti ( portavoce, e sottosegretari compresi nonche’ le di loro mogli onde andare dal parrucchiere al centro senza intoppi e con arroganza); e ancora la concertazione su tutto e con tutti soprattutto con i dannosi Sindacati protettori degli insiders (dipendenti pubblici e dipendenti privati dei grossi gruppi industriali, che di certo rappresentano la categoria di lavoratori dipendenti gia’ di per se’ maggiormente tutelata dalla legge anche senza l’ulteriore tutela dei sindacati che di fatto rende tali categorie immuni e fuori dalle regole del mercato, ovvero l’efficienza e la concorrenza) e al contempo nei fatti contro i disoccupati e gli outsiders che davvero avrebbero bisogno di tutele sindacali; e poi l´indulto esteso e indegno, ma con sofferenza dicono oggi, la legge sulle intercettazioni per bloccare i magistrati onesti e parare se stessi, e poi la prescrizione di fatto per i reati contabili, e ancora taxi sì e taxi no, liberalizzo ma proteggo e quindi non liberalizzo un c…o!

 

Il pragmatismo, e l´efficacia degli americani (accompagnati da un minimo di decenza e trasparenza ) non intasa di raccomandati e fannulloni i palazzi del Parlamento, del Senato,  e dei vari Uffici ed enti Governativi e/o Federali; da noi si arruolano altri 300.000 pubblici dipendenti invece di licenziarne contestualmente almeno 720.000 tra i fannulloni nonche’ raccomandati dai sindacati e dalla politica; iniziando magari da subito, la prossima settimana, con 72.000 ( il 2% del totale dei dipendenti del Pubblico Impiego, circa 3.600.000); questa semplice manovra farebbe risparmiare circa 3 miliardi di euro di costo all’anno, e si potrebbe eliminare l’ICI sulla prima casa a tutte le famiglie (circa 2,5 miliardi di euro di gettito annuale).

 

E che dire dell’indegno commercio illegale di lavoratori, oltre che precari vessati nei loro diritti costituzionali, commercio che molte societa’ cooperative pongono in essere senza che nessuno nella e della politica si muova? Ho trovato su un blog una rilevantissima denuncia di una lavoratrice di Lazio Service S.p.A, che riporto qui, e in calce il servizio completo della Gabanelli:

 

” La trasmissione Report , della bravissima Gabanelli, ha denunciato la piaga delle esternalizzazioni, cioe’ l’abitudine di alcune amministrazioni di appaltare a cooperative esterne la fornitura di lavoratori (che e’ cosa illegale in Italia per quanto riguarda i pubblici dipendenti), tra le quali cooperative soprattutto Lazio Service S.p.A, Presidente del C.d.A.e’  l’avv. Sergio Scicchitano nonche’ liquidatore Federconsorzi e dirigente eletto nell’Idv nel 2005 (nemico e divoratore dei cittadini e della loro vita ); lavori e servizi esternalizzati senza verificare che poi nei fatti il trattamento sindacale dei lavoratori ( 8 ore al giorno senza ferie, con contributi dimezzati e con uno stipendio massimo di 800 euro al mese ma che nella media e’ di 500 euro) fosse stato applicato da Lazio Service S.p.A; il tutto con ingenti guadagni illeciti della societa’ che paga i contributi in misura pari alla meta’ di qulli dovuti.

 

Lazio Service S.p.A. e’ un veicolo di illecita fornitura di lavoratori ( in quanto non si puo’ per legge fornire lavoratori agli enti pubblici, ma e’ possibile solo la gestione di apparati o della struttura; nel pubblico impiego si accede solo per concorso, e mai e’ consentito contrattualizzare taluno come metalmeccanico pagando meno contributi e adibirlo invece a mansione superiore!) stipendiati come metalmeccanici in media 500 euro netti al mese senza ferie e con contributi dimezzati, ma operanti come amminsitrativi, che e’ vietato dalla legge, al posto dei pubblici dipendenti della regione pagati senza far nulla, che e’ vietato dalla legge.

 

Come ha spiegato in studio Milena Gabanelli,   queste societa’ guadagnano due volte, Lazio Service S.p.A , e Praxi, con doppio pagamento dell’Iva da parte della Regione cioe’ dei cittadini, e con retribuzioni piu’ che dimezzate ai poveri precari e sfruttati lavoratori.

 

 

Perche’ il Presidente Marrazzo e il sindaco Veltroni   non fanno nulla, non rescindono ogni rapporto con Lazio Service S.p.A e con il suo presidente  !! Perche’ i Politici e i media non ne parlano? Situazioni e fatti come minimo foschi.”

 

In italia il  sistema del welfare rimane rigidamente clientelare: dai dati di un’indagine Censis-Forum è emerso che, “  per poter accedere alle prestazioni ospedaliere, il 55,5 per cento degli italiani ha dovuto far ricorso a conoscenze e quasi il 9 per cento ha dovuto far regali anche in denaro”. E nella rappresentazione degli interessi del corpo elettorale prevale una logica di “microclientelismo localistico.

 

Stesso cancro nella giustizia di molti tribunali civili e fallimentari, dove impera la rendita da posizione dei liquidatori come detto , spesso aiutati da conniventi giudici delegati.

 

Il pragmatismo e l´efficacia degli americani contro il collateralismo, la contiguita’, i conflitti d’interesse, le rendite da posizione degli italiani. Da quella parte c´è la velocità e da questa la lentezza, i brogli, il falso moralismo della Chiesa, l’Alitalia, le Ferrovie, crack prossimi a quelli gia’ certi.

 

” La privatizzazione di Alitalia si trasforma in una pantomima”: e’ questo il titolo del commento che il Financial Times dedicava pochi giorni fa’  all’annunciata uscita del Governo italiano dal capitale della linea aerea.

 

” Secondo il quotidiano della City, “l’ultimo tentativo dell’Italia di salvare la sua compagnia di bandiera ha tutti gli ingredienti della Commedia dell’Arte”. Il Ft spiega infatti che la cessione del 30,1% del capitale e il conseguente obbligo di Opa hanno allontanato tutti. Per questo motivo, conclude “fino a quando il Governo manterrà il suo approccio per cui chiunque acquista Alitalia può cambiare tutto purché non cambi niente, rischia di finire preso a torte in faccia, nella migliore tradizione della Commedia dell’Arte.”

 

Eppure di soldi lo Stato ne prende a valanghe ogni anno, chi lo spreca, chi lo ruba? L’azionista Stato infatti per le sue partecipazioni nelle spa, quest’anno, ha incassato assegni per circa 2,25 miliardi di euro in virtù delle sue quote nel capitale di Enel, Eni, Cassa Depositi e Prestiti, Poste Italiane e Finmeccanica:

 

  • La cedola più cospicua è arriva dall’Eni: il gruppo petrolifero ha infatti distribuito ai propri azionisti una cedola, a far conto sull’esercizio 2005, di 1,1 euro ad azione che per Via XX Settembre si è tradotto in un maxi-assegno da 900 milioni di euro a fronte di una quota del 20,3% detenuta nel capitale del ‘cane a sei zampe’;

  • Altri 593 milioni di euro sono arrivati, invece, dai dividendi Enel a fronte del 21,8% di quota ancora detenuta direttamente dal Ministero dell’Economia nella società elettrica;

  • Al terzo posto, tra le cedole più ricche incassate dal Tesoro quest’anno, c’é poi quella relativa a Cassa Depositi e Prestiti che quest’anno, in virtù di una quota di circa il 70%, ha visto Cdp staccare un assegno di circa 560 milioni.

 

Tra gli atri dividendi incassati quest’anno,  ci sono poi le cedole distribuite da Poste Italiane (circa 100 milioni di euro) e Finmeccanica (70 milioni di euro).

 

Ed e’ gravissimo quel che il centro sinistra non stia facendo per combattere davvero l’evasione: come ho scritto spesso un modo semplice e immediato per far emergere l’evasione esiste. Sarebbe sufficiente consentire a tutti di dedurre dall’imponibile il costo sostenuto per ogni bene o servizio acquistato. Il sommerso non avrebbe più ragione di esistere e gran parte dell’evasione fiscale sarebbe recuperata. Verrebbe a cadere una situazione diffusa di complicità. Se i cittadini potessero già ora dedurre le spese, la Finanziaria avrebbe potuto potenziare i servizi sociali e investire in infrastrutture senza chiedere ai cittadini neppure un euro, anzi riducendo le tasse. Perchè non si è mai fatto? La risposta è che anche gli evasori votano e dispongono, da sempre, di una rappresentanza numerosa in Parlamento.

 

STUDI SETTORE, ACCERTAMENTO SE SI SFORA DEL 20% LE CONTESTAZIONI DEL FISCO NON SARANNO PIU’ AUTOMATICHE: E ad abundantiam, e come al solito, anche il centro sinistra e’ venuto a patti con i commercianti e  i professionisti (da cui proviene grossa parte dell’elusione e dell’evasione, altro che balle sui doppi lavoristi dipendenti) di fatto rendendo l’evasione  e l’elusione come prima, cioe’ vile prassi di tutti, tanto i controlli della Gdf non partiranno mai: “  L’ accertamento, ossia la richiesta di maggiori imposte da parte del fisco, scatterà per artigiani, commercianti e professionisti solo se dichiareranno un importo inferiore al 20% di quello che emerge dagli studi di settore o se l’ importo dell’ evasione presunta è di almeno 50.000 euro.

 

 

La contestazione del fisco, in pratica, non sarà più automatica ma scatterà sopra una certa soglia. E’ quanto prevede l’ emendamento del governo alla legge Finanziaria che alleggerisce di fatto l’ impatto dei controlli in base agli studi di settore. In particolare è previsto che la valutazione di coerenza economica dei valori degli studi, partirà nel 2006, ma riguarderà solo gli elementi di significativa rilevanza per il settore valutato. E questa la chiamate lotta all’evasione??????? Che schifo!!! La lotta all’evasione non può più essere rimandata, non è soltanto un problema di giustizia sociale, ma della stessa sopravvivenza dello Stato!

 

E sempre in finanziaria, tanto per tutelare il ceto medio basso vero?!!, hanno inserito soldi freschi con sangue certo dei soliti noti, i poveracci: “Aumento a 65 euro della tariffa per le revisioni auto. Dopo l’aumento del bollo auto anche per le auto di piccola cilindrata e per i motorini, si è deciso di aumentare del 62% la tariffa per la revisione dell’auto.”!

 

E per fare piazza pulita parliamo anche della dannosa invadenza ecclesiastica nel vivere civile, Chiesa sempre piu’ colorata di una falsa democrazia basata su valori che loro per primi non rispettano; che la Chiesa iniziasse a pagare l’Ici, ed a rilasciare ricevuta o fattura quando affitta le migliaia di appartamenti agli studenti; e rendesse pubblici i bilanci dello Ior, da sempre crocevia di sporchi affari e riciclaggio! Ecco da dove ripartire, la Chiesa faccia la Chiesa, e non venisse a romperci ogni 3 per 2 con falsi moralismi sui valori e sulla vita e la morte (povero Welby, costretto ad un’agonia solo perche’ siamo nel paese della Chiesa); oggi come ieri la Chiesa e’ non cosi’ raramente uno dei peggiori esempi d’etica , civilta’ e legalita’.

 

In America non si dice ” paghiamo un difetto di comunicazione”, oppure “non abbiamo saputo far arrivare il nostro messaggio”. In Italia ad oggi continua a mancare non solo una democrazia vera ma soprattutto la verità, l’etica e la giustizia.

 

Marco Montanari

 

 

” Grazie all’intervento dell’Assessora Regionale al Lavoro Alessandra Tibaldi La cooperrativa Begonia ha ritirato il provvedimento disciplinare attivato ingiustamente e illegittimamente dal Presidente a carico di una dipendente Eleonora Bussa; Eleonora Bussa che non e’ una lavoratrice di Lazio Service S.p.A. , ma nella sua situazione ci sono decine di dipendenti della Lazio Service come ha denunciato la Gabanelli, e’ stata raggiunta da una lettera di sospensione dal servizio a tempo indeterminato per un’intervista rilasciata alla trasmissione Report. Lo ha reso noto con soddisfazione l’Assessora Regionale al Lavoro Alessandra Tibaldi “Sono felice – ha detto Tibaldi – dell’esito positivo di questa vicenda, perché era indecoroso quanto avvenuto, ed è necessario invece un percorso di reinternalizzazione progressiva di tutti i servizi a gestione diretta che stiamo per avviare a tutto raggio, di con la conseguente stabilizzazione dei lavoratori, e l’esclusione di tutte queste cooperative fasulle da detti rapporti.”

 

 

Lazio Service S.p.A ” Il Senatore Villone, ci spiega qual è il meccanismo che porta un amministratore a ricorrere all?esternalizzazione senza bisogno di far girare le mazzette.

 

Per riassumere: non si utilizzano i dipendenti pubblici, si ricorre sempre e di più a società esterne, ad esempio Lazio Service S.p.A società esterna alla regione, creata nel 2002, doveva fornire servizi di assistenza e manutenzione, e invece fornisce impiegati che svolgono le stesse funzioni dei dipendenti pubblici, e, addirittura, con il contratto di metalmeccanico nei fatti violando il trattamento sindacale degli operatori che vi lavorano ( per 8 ore al giorno senza ferie, con contributi dimezzati e con uno stipendio massimo di 800 euro al mese ma che nella media e’ di 500 euro) con ingenti guadagni di Lazio Service S.p.A . In modo più o meno spinto, è una prassi consolidata a cui ricorrono tutte le regioni e comuni, e rientra nel costo della politica.

 

MASSIMO VILLONE- Senatore DS : Allora supponiamo che io sia uno eletto a funzione di governo, un sindaco, un presidente di provincia, un governatore, ho avuto una campagna elettorale complicata, difficile, costosa, ho avuto i miei ambienti di riferimento, amici, sostenitori, squadre di volontari, imprenditori vicini a me, adesso si aspettano che io dia delle risposte, niente di illecito, beninteso, ma c?è l?imprenditore che vuole il sostegno all?impresa, l?associazione di volontari che vuole l?affidamento del servizio sociale, tutta?allora io che faccio, mi rivolgo al dirigente, dirigente messo là da una giunta precedente, persona per bene, rigorosa, onesta, pignolo, spacca il capello in quattro, osserva le virgole, dice che la Pubblica Amministrazione non deve fare nessun favoritismo, dirigente come tutti i cittadini vorrebbero naturalmente, però per me è un problema.

 

Che cosa posso fare? Lascio lì il dirigente però riorganizzo l?amministrazione. Prendo pezzi degli uffici, li sposto, faccio un altro dipartimento, un?altra area. Le cose che mi interessano le metto da un?altra parte quindi il dirigente sta là ma non si occupa più delle cose mie. A capo di questa nuova struttura metto un nuovo dirigente, un esterno assunto a contratto, naturalmente un amico mio. Nei procedimenti che mi interessano, che producono gli atti che mi interessano metto un comitato di esperti. Naturalmente, nel comitato di esperti lì sono tutti amici miei. Posso fare ancora un?altra cosa: prendo un pezzo di attività che mi interessa, lo esternalizza per così dire. Lo metto in una società a partecipazione pubblico -privato, in una spa nella quale io partecipo come ente.

 

Mi nomino il presidente, mi nomino i consiglieri di amministrazione, in tutto o in parte, revisori, sindaci e quindi sempre amici miei, beninteso, gente di cui mi fido e poi come effetto collaterale se devono svolgere questa attività magari fanno un po? di assunzioni, faccio assumere quei 30/40 giovanotti che mi hanno dato una mano ad attaccare i manifesti in campagna elettorale. In tutto questo non c?è nessun illecito diciamo. Io non firmo una carta, non tocco nessuno, non ci sono tangenti, non ci sono mazzette, si orienta l?amministrazione verso un risultato che quello della produzione del consenso.

 

 

 

BERNARDO IOVENE (fuori campo) Facciamo un esempio. Una società esterna della regione Lazio, Lazio Service S.p.A, ha il compito di trovare una collocazione ai disoccupati e cassaintegrati, mentre i funzionari pubblici che hanno le stesse mansioni sono inutilizzati.

 

 

MASSIMO CECCHINI- funzionario pubblico “ Lazio Lavoro” Il bello è che non è che è stata tolta a noi la competenza e affidata ad un altro, è stata affidata anche ad un altro, e su questo il ministero del lavoro…

 

BERNARDO IOVENE Di fatto voi non lo fate lo fanno loro, di fatto.

 

MASSIMO CECCHINI- funzionario pubblico “Lazio Lavoro” Di fatto c’è uno scontro continuo su chi deve fare le cose, percui ci pestiamo i piedi, c’è rivalità poi alla fine succede che in questi casi nessuno combina niente. Insomma questo è quello che si verifica.

 

BRUNO PRESTAGIOVANNI – Consigliere Regionale AN Se vuole facciamo una lista di tutti i dirigenti delle società nominate oggi dal presidente Marrazzo, andiamo a vedere chi erano fino a qualche mese fa …

 

BERNARDO IOVENE Perché si fa così, perché cosi deve essere?

 

BRUNO PRESTAGIOVANNI – Consigliere Regionale AN Ma no, non è che così deve essere, perché può darsi anche che persone che hanno la tessera di partito in tasca abbiano una professionalità.

BERNARDO IOVENE (fuori campo) Che la giunta di turno accontenti i suoi non è una novità, basterebbe limitarsi ai numeri che servono. Ad esempio nel 2003, Lazio Lavoro aveva richiesto 40 consulenti con competenze specifiche di informatica e  statistica.

 

BERNARDO IOVENE Invece Lazio Service S.p.A, ve ne ha mandato 120…

 

CHIARA DE CAMILLIS – funzionario pubblico “Lazio Lavoro” Sì, sì

 

BERNARDO IOVENE E come sono stati scelti?

 

CHIARA DE CAMILLIS – funzionario pubblico “Lazio Lavoro” Eh infatti sono tutta una serie di cose non regolari e su questo ha indagato la Guardia di Finanza…

 

BERNARDO IOVENE Cioè non regolari che vuol dire?

 

CHIARA DE CAMILLIS – funzionario pubblico “Lazio Lavoro” Non regolari, erano con forme clientelari, chiaramente dalla precedente amministrazione regionale…

 

BERNARDO IOVENE (fuori campo) E’ stato trovato un documento interno con una lista delle 120 persone da assumere con a fianco il riferimento politico. Sotto inchiesta sono finiti l’allora direttore dell’assessorato al lavoro, Franco Schina, finito in carcere per un’altra indagine e l’ex assessore Simeoni oggi deputato di Forza Italia per il quale, sempre per un’altra indagine, il parlamento ha negato l’arresto. Prestagiovanni e’ stato assessore dal 2003 fino al 2005, e non compare nella lista degli sponsor politici. Ma come, c’erano persone da sistemare e non gli hanno detto niente?

 

BRUNO PRESTAGIOVANNI – Consigliere Regionale AN No, che detto tra noi adesso se ne scoprono delle belle!

 

BERNARDO IOVENE Cioè?

 

BRUNO PRESTAGIOVANNI – Consigliere Regionale AN Eh, m’hanno fregato! Perché io c’ero che vanno a rubà dalla roba mia?!

 

BERNARDO IOVENE Non gli hanno detto niente che c’era qualcuno da sistemare?

 

BRUNO PRESTAGIOVANNI – Consigliere Regionale AN No m’hanno fregato!

 

BERNARDO IOVENE (fuori campo) Avrebbe potuto sistemare un po’ dei  suoi, ma non gliel’hanno detto! Infatti scorrendo la lista individua tante persone riconducibili a  Forza Italia.

 

BRUNO PRESTAGIOVANNI – Consigliere Regionale AN La maggioranza si questi sta tutta con Forza Italia

 

BERNARDO IOVENE Tutta forza Italia?

 

BRUNO PRESTAGIOVANNI – Consigliere Regionale AN Sì.

 

BERNARDO IOVENE (fuori campo) A raccomandare le 120 persone c’e’ un assessore non identificato, Storace, un giornalista del messaggero, funzionari della regione e addirittura 2 preti don Alvaro e don Mario.

 

BERNARDO IOVENE Senta e questi 120 non avevano la professionalità che voi avevate chiesto dei 40?

 

CHIARA DE CAMILLIS – funzionario pubblico “Lazio Lavoro” In buona parte no, in buona parte no.

 

BERNARDO IOVENE E lei a quel punto che cosa ha fatto si è dimessa?

 

CHIARA DE CAMILLIS – funzionario pubblico “Lazio Lavoro” Io mi sono dimessa dall’incarico, da lì è partita la denuncia, è intervenuta la Guardia di Finanza…

 

BERNARDO IOVENE Cioè lei si è dimessa e poi ha anche denunciato?

 

CHIARA DE CAMILLIS – funzionario pubblico “Lazio Lavoro” Sì, sì.

 

BERNARDO IOVENE (fuori campo) Insomma grazie al funzionario, persona per bene, rigorosa, onesta  e pignola, come diceva il senatore Villone, se illecito c’e’ stato  si saprà. intanto il lavoro, importante, con 3 volte le persone che servivano, non e’ stato finito.

 

CHIARA DE CAMILLIS – funzionario pubblico “Lazio Lavoro” E quindi era un intervento serio che presupponeva professionalità serie. Purtroppo non siamo riusciti a farlo.

 

BERNARDO IOVENE (fuori campo) E a proposito di funzionari, sempre la giunta Storace, nel 2002, ha promosso centinaia di dipendenti, senza concorso, avvalendosi di una legge della regione del 1996,   a dirigenti, nell’infornata c’era anche chi aveva  solo la terza media.

 

BERNARDO IOVENE Quanta gente è stata promossa?

 

ROBERTA BERNARDESCHI- Sindacato Dirigenti Regionali 483 persone alla dirigenza.

 

 BERNARDO IOVENE Cioè più i 180?

 

ROBERTA BERNARDESCHI- Sindacato Dirigenti Regionali Più i 180 per cui siamo arrivati a 700 e rotti dirigenti.

 

BERNARDO IOVENE Cioè avevate più dirigenti di tutta Italia…

 

ROBERTA BERNARDESCHI- Sindacato Dirigenti Regionali Avevamo più dirigenti che tutta Italia esatto, alcuni di questi soggetti hanno preso lo stipendio dirigenziale, e sono stati incentivati ad andare in pensione percui praticamente, senza aver fatto neppure un giorno da dirigente si sono presi buonuscita dirigenziale, pensione dirigenziale e pure un pacco di mensilità di incentivo all’esodo…

 

BERNARDO IOVENE Una lotteria praticamente! Il Santo chi è, chi bisognava ringraziare?

 

ROBERTA BERNARDESCHI- Sindacato Dirigenti Regionali All’epoca La giunta Storace, però nel silenzio complessivo di tutti praticamente.

 

BRUNO PRESTAGIOVANNI – Consigliere Regionale AN Però lì dovremmo interrogarci su che ruolo ha svolto la politica in questa vicenda,

 

BERNARDO IOVENE Cioè?

 

BRUNO PRESTAGIOVANNI – Consigliere Regionale AN Tutti. Perché secondo me Storace ha avuto pressioni da tutte le forze politiche, nessuno escluso…sull’allargamento.

 

BERNARDO IOVENE Però è entrato dentro di tutto in questa promozione, no?

 

MARCO DI STEFANO- Assessore Risorse Umane Regione Lazio Sono ogni 6 dipendenti circa 1 dirigente. Volevo solo precisare che i dirigenti in questo momento stanno andando molto in pensione e siamo credo scesi sotto i 400 dirigenti in questo momento.

 

ROBERTA BERNARDESCHI- Sindacato Dirigenti Regionali In parte è stata una scelta consapevole per giustificare sempre di più il ricorso ad esperti esterni e attraverso l’esternalizzazioni a cosiddette Società per Azione. A queste società sono state poi appaltati tutta una serie di servizi che prima venivano svolti all’interno.

 

BERNARDO IOVENE (fuori campo) Ad esempio Lazio Service è una società esterna alla regione, creata nel 2002, doveva fornire servizi di assistenza e manutenzione, e invece fornisce impiegati che svolgono le stesse funzioni dei dipendenti pubblici, e, addirittura, con il contratto di metalmeccanico nei fatti violando il trattamento sindacale degli operatori che vi lavorano ( per 8 ore al giorno senza ferie, con contributi dimezzati e con uno stipendio massimo di 800 euro al mese ma che nella media e’ di 500 euro) con ingenti guadagni illeciti di Lazio Service S.p.A . Come ha spiegato in studio Milena Gabanelli, la motivazione e’ che queste societa’ guadagnano due volte Lazio Service S.p.A , e Praxi con doppio pagamento dell’Iva da parte della Regione cioe’ dei cittadini.
 

BERNARDO IOVENE Avete le chiavi inglesi qua dentro?

 

DIPENDENTE 1- LAZIO SERVICE No, questo è il pranzo per fortuna…almeno si mangia!

 

BERNARDO IOVENE Che cosa fate?

 

DIPENDENTE 1- LAZIO SERVICE Lavori amministrativi essenzialmente.

 

BERNARDO IOVENE Col contratto da metalmeccanico?

 

DIPENDENTE 1- LAZIO SERVICE Eh…è quello che da più sicurezze sindacali, così ci hanno detto a Lazio service, invece ci hanno fregato.

 

BERNARDO IOVENE Assunti con Lazio service?

 

DIPENDENTE 2- LAZIO SERVICE Si si uguale, stessa storia.

 

BERNARDO IOVENE Stessa storia?

 

DIPENDENTE 2- LAZIO SERVICE Si si proprio identico.

 

BERNARDO IOVENE E il contratto?

 

DIPENDENTE 2- LAZIO SERVICE Metalmeccanico.

 

BERNARDO IOVENE Sempre metalmeccanico?

 

DIPENDENTE 2- LAZIO SERVICE Si.

 

BERNARDO IOVENE Chiavi inglesi ne hai da qualche parte?

 

DIPENDENTE 2- LAZIO SERVICE No.

 

BERNARDO IOVENE Che mansioni ha?

 

DIPENDENTE 3- LAZIO SERVICE Amministrativo.

 

BERNARDO IOVENE Amministrativo però è assunto con un contratto come?

 

DIPENDENTE 3- LAZIO SERVICE Metalmeccanico.

 

BERNARDO IOVENE (fuori campo) Anche a Viterbo, in questo settore decentrato dell’agricoltura troviamo metalmeccanici che fanno gli agronomi. Eppure qua dentro gli agronomi ci sono, entrati per regolare concorso!

 

BERNARDO IOVENE E’ un agronomo?

 

AGRONOMO REGIONE LAZIO Io sono agronomo, lavoro qui però sono entrato per concorso e non sono entrato come sono chiamato quindi sono messo in disparte. Qui il lavoro viene dato, non si sa perché, principalmente alcuni lavori ai precari. 

 

BERNARDO IOVENE E non si sa perché.

 

BERNARDO IOVENE (fuori campo) L’ambiente è piccolo e la gente mormora…e si sa che un po’ di quelli assunti qui hanno fatto campagna elettorale e ovviamente preferiscono non parlare.

 

BERNARDO IOVENE Con che tipo di contratto è stato assunto? Non vuoi rispondere?

 

DIPENDENTE 1 No.

 

BERNARDO IOVENE Non siete stati assunti?

 

DIPENDENTE 2 Guarda non mi fare domande a me ti prego perché proprio non mi va di rispondere.

 

BERNARDO IOVENE (fuori campo) Sono in 173, tutti inquadrati come metalmeccanici, però il settore è agricolo e le mansioni sono amministrative. Ma il sindacato lo sa?

 

BERNARDO IOVENE Come sindacato Lei non lo sa cosa fanno realmente questi metalmeccanici?

 

FRANCESCO SIMEONI- Segretario Generale CISL Lazio Assolutamente no.

 

BERNARDO IOVENE Ma come, lo sanno tutti e Lei non lo sa? Lo sanno tutti…

 

FRANCESCO SIMEONI- Segretario Generale CISL Lazio E se lo sanno tutti è inutile che…lavoreranno, lavoreranno, svolgeranno mansioni.

 

BERNARDO IOVENE Si ma non come metalmeccanici, non come metalmeccanici.

 

FRANCESCO SIMEONI- Segretario Generale CISL Lazio E questo andiamolo a vedere. Questo lo stiamo facendo, stiamo facendo questo tipo di verifiche e alla fine della verifica casomai ci rivediamo e ne parliamo.

 

BERNARDO IOVENE Cioè Lei fa il sindacalista, no? Se io privato ho un’azienda e mi occupo di agricoltura e assumo dei lavoratori col contratto di metalmeccanici lo posso fare?

 

CANIO CALITRI- Segretario Generale FIOM Lazio Secondo me no.

 

BERNARDO IOVENE (fuori campo) E allora perché alla regione è permesso?

 

BRUNO PRESTAGIOVANNI – Consigliere Regionale AN Il contratto dei metalmeccanici, come vi ho spiegato, viene richiesto in maniera esplicita dalle organizzazioni sindacali.

 

BERNARDO IOVENE Veramente?

 

BRUNO PRESTAGIOVANNI – Consigliere Regionale AN E questa è la risposta ufficiale che io ho avuto come assessore.

 

BERNARDO IOVENE (fuori campo) Alla Fiom, per fortuna, non si nascondono.

 

CANIO CALITRI- Segretario Generale FIOM Lazio Come sindacato, al di là della provenienza, devo tutelare la condizione di quel lavoratore, in quel momento e rispetto a…

 

BERNARDO IOVENE Ho capito. Però Lei contesta o no come sono stati presi questi qua?

 

CANIO CALITRI- Segretario Generale FIOM Lazio Ma io contesto si!

 

BERNARDO IOVENE Cioè questi lavoratori servono realmente?

 

BRUNO PRESTAGIOVANNI – Consigliere Regionale AN E altrimenti perché dovremmo assorbirlo questo personale? Per quale motivo dovrebbero essere assunti?

 

BERNARDO IOVENE E glielo devo suggerire io perché?

 

BRUNO PRESTAGIOVANNI – Consigliere Regionale AN Per mera clientela? Se c’è stata qualche assunzione, come Lei definisce clientelare, è stata fatta male! Se Lei si aspettava che io dichiarassi durante l’intervista che “Lazio Service” faceva assunzioni clientelari, sarei scemo, no!

 

BERNARDO IOVENE (fuori campo) Certamente! Ognuno fa il suo mestiere. Ad ogni modo anche con la nuova giunta, Lazio Service ha continuato a sfornare precari, dall’assessorato al personale ci scrivono che sono 99, noi abbiamo sentito che sono 300.

 

ALESSANDRA TIBALDI – Assessore al Lavoro Regione Lazio No, non credo che siano 300. Sapevo intorno ai 200 e non eludo il numero. Lo so perché l’ho sentito in commissione lavoro.

 

BERNARDO IOVENE Come sono stati chiamati questi 200? Cioè, avete messo i vostri?, Cioè diciamo, adesso è arrivato Marrazzo e ha messo i suoi e prima c’era Storace e metteva i suoi?

 

ALESSANDRA TIBALDI – Assessore al Lavoro Regione Lazio Guardi, abbiamo tentato di seguire un criterio di individuazione delle professionalità…

 

BERNARDO IOVENE Però Lei è brava insomma a girare intorno…

 

ALESSANDRA TIBALDI – Assessore al Lavoro Regione Lazio La ringrazio. Non sono brava, le ho detto…

 

MARCO DI STEFANO- Assessore Risorse Umane Regione Lazio Da quando ci siamo noi, sono chiamate attraverso una società di ricerca

 

 

 

 

Sergio Scicchitano Presidente del Consiglio di Amministrazione di Lazio Service S.p.A.

http://www.lazioservice.com

http://www.lazioservice.com/scicchitano/curriculum.pdf  

 

 

 

 

Lazio Service S.p.A diretta dal Presidente del Consiglio di Amministrazione l’avv. Sergio Scicchitano nonche’ liquidatore Federconsorzi e dirigente eletto nell’Idv nel 2005

 

Liquidatore  della FEDERCONSORZI IN C.P, FEDERAZIONE ITALIANA DEI CONSORZI AGRARI S.P.A.;

 

 

 

Tanti altri piccoli ex lavoratori Federconsorzi sono stati umiliati ed annullati dal liquidatore Scicchitano che non esegue sentenze passate in giudicato dal 1997 e 2004, a beneficio delle Banche grosse. (Sicuramente queste: R.G. N. 86598/92 SENTENZA DI CONDANNA DEL 4/11/96 PASSATA IN COSA GIUDICATA EMESSA DAL PRETORE  DEL LAVORO  DI ROMA dott GUIDO ROSA CONTRO LA LIQUIDAZIONE DELLA FEDERAZIONE ITALIANA DEI CONSORZI AGRARI; R.G. 206237/02 SENTENZA DI CONDANNA N. 11013/04 ESECUTIVA EMESSA  DALLA 4 SEZ. DEL TRIBUNALE DEL LAVORO DI ROMA GIUDICE CASTALDO N DATA 12/5/04 CONTRO LA LIQUIDAZIONE DELLA FEDERAZIONE ITALIANA DEI CONSORZI AGRARI )

 

Con decreto del Presidente della Regione Lazio in data 07.04.2006 è stato nominato Presidente del Consiglio di Amministrazione di di “Lazio Service S.p.A.”; una delle più grandi realtà aziendali nel settore dei servizi attinenti alla gestione delle risorse umane nel Lazio.

 

 

I risultati ufficiali, che fino a pochi giorni fa riportava anche il sito dell’idv, oggi stranamente scomparsi, con tanto di carica ricoperta da Scicchitano sono quelli del sito ufficiale del comune (riportati anche nel curriculum di Scicchitano che testualmente dice……Nelle elezioni politiche del 2001 è stato Candidato al Senato della Repubblica Italiana riportando un grande successo; lo stesso conseguito nelle ultime regionali 2005 ) e Scicchitano e’ stato nominato dirigente del lazio a roma con 1712 voti a fronte dei 999 di Giovanni Loreto COLAGROSSI, eletto anche lui:

k

– Regionali 2005 SCICCHITANO SERGIO NICOLA ALDO ITALIA DEI VALORI CON DI PIETRO eletto:

 

Click here: [url=http://www.servizi.comune.roma.it/elezioni/2005/regionali/e042005/prefl17.htm]link-Regionali 2005 SCICCHITANO  [/url]

 

Promozione e programmi della Lista Di Pietro Italia dei valori: questo appariva sino ad agosto 2006, forse e’ stato rimosso dalla carica di partito – agosto 2006 – ELETTI LAZIO SERGIO SCICCHITANO

 

Click here: [url=http://www.italiadeivalori.it/organizzazioni_sedi/eletti/eletti_prov.php?regione=LAZIO&prov=RM]link-Regionali 2005 SCICCHITANO  [/url]

e) LAZIO: affidamento ad un apposito “Ufficio Esecutivo regionale” – composto (allo stato e salvo implementazioni) da …… Sergio Scicchitano, Liquidatore Federconsorzi

 

Carica : Amministratore 

Comune : ROMA 

SERGIO SCICCHITANO 


      Indirizzo e Città : Via E. ……….. 4
      00195 Roma (RM)
      Tel e fax : 335/62……… cell.
      06/3723………. tel.
      06/3725………. tel.
      06/3725……… fax

http://www.studiolegalescicchitano.it/menu.html

 

 

– Elezioni Politiche del 13 maggio 2001 -Senato della Repubblica I RISULTATI ELETTORALI. LISTA DI PIETRO, SCICCHITANO, SERGIO NICOLA ALDO, 17-09-1955 Collegio: 10, n. 5 eletto:

 

 

Click here: [url=http://politiche.interno.it/politiche/retro/liste-candidati/senato_S212.htm]link-Senato 2001 SCICCHITANO  [/url]

Click here: [url=http://politiche.interno.it/politiche/retro/senato010513/S212010.htm]link-Senato 2001 SCICCHITANO  [/url]

 

 

 

Class Action AC 1443 Poretti-Capezzone :

 

 

Legge sul risparmio monca su alcuni aspetti fondamentali


 

 

 

 

Il Risparmio dolosamente tradito dalla politica : la Class Action

 

 

 

Class action : facile , veloce , gratuito

 

 

Class action :

 

 

 

 

SENTENZA N. 277 ANNO 2005

 

LA CORTE COSTITUZIONALE
I giudici hanno ravvisato notevoli spunti di  illegittimita’ costituzionale della norma regionale:
La Lazio Service non può assumere!

 

http://wai.cortecostituzionale.it


 l’“esternalizzazione” dei servizi di supporto alle strutture di diretta collaborazione del Consiglio regionale, come attuata dalla norma impugnata, lede i principi costituzionali del concorso pubblico, dell’eguaglianza tra i cittadini e del buon andamento delle amministrazioni pubbliche, e pertanto viola gli artt. 3, primo comma, 51, primo comma, e 97, commi primo e terzo, della Costituzione
 
 
Legge finanziaria 2004 della Regione Lazio (n. 2/2004), art. 31, la norma in questione disciplinava criteri e modalità per lo svolgimento di servizi interni al Consiglio regionale, tramite la costituzione di una società esterna, denominata Lazio Service S.p.A., e il “supporto”, da questa fornito, alle strutture di collaborazione con il Consiglio stesso. In parole povere, l’art. 31 avrebbe consentito il reclutamento (“con contratto a tempo indeterminato”) di personale pari ai “collaboratori esterni” dell’apparato consiliare, senza aggravi finanziari apparenti per l’amministrazione erogatrice. Orbene, i Giudici della Consulta hanno ravvisato nella normativa all’esame notevoli spunti di irragionevolezza. In primo luogo, l’assenza di vantaggi economici a beneficio della Regione. In secondo luogo, l’accensione di rapporti di lavoro a tempo indeterminato, a fronte del passato sistema di rapporti di lavoro di diritto privato con scadenza alla fine della legislatura. In terzo luogo, il venir meno, con l’ingaggio operato da Lazio Service S.p.A., della motivazione “fiduciaria” e sostanzialmente “politica” che collegava le strutture regionali a detti collaboratori esterni. Secondo la Corte, a parte l’indubitabile aggravio finanziario e il pericoloso straripamento nelle competenze Statali in tema di ordinamento civile, tutto ciò avrebbe vulnerato il buon andamento della pubblica amministrazione (art. 97 della Costituzione). Niente da fare, dunque, per Lazio Service S.p.A. e per i suoi progetti di assunzione. (19 agosto 2005)
 

Composta dai Signori: Presidente: Piero Alberto CAPOTOSTI; Giudici: Fernanda CONTRI, Annibale MARINI, Franco BILE, Giovanni Maria FLICK, Francesco AMIRANTE, Ugo DE SIERVO, Romano VACCARELLA, Paolo MADDALENA, Alfio FINOCCHIARO, Alfonso Quaranta, Franco GALLO,

 

 

ha pronunciato la seguente

 

 

SENTENZA

 

nel giudizio di legittimità costituzionale degli artt. 6 e 31 della legge della Regione Lazio 27 febbraio 2004, n. 2 (Legge finanziaria regionale per l’esercizio 2004), promosso con ricorso del Presidente del Consiglio dei ministri, notificato il 7 maggio 2004, depositato in cancelleria il 17 successivo ed iscritto al n. 55 del registro ricorsi 2004.

 

 

Visto l’atto di costituzione della Regione Lazio;

 

udito nell’udienza pubblica del 24 maggio 2005 il Giudice relatore Franco Bile;

 

uditi l’avvocato dello Stato Maurizio Fiorilli per il Presidente del Consiglio dei ministri e gli avvocati Pietro Pesacane e Massimo Camaldo per la Regione Lazio.

 


 
 
Ritenuto in fatto

 

 

Con ricorso notificato il 7 maggio 2004, depositato il successivo 17 maggio, il Presidente del Consiglio dei ministri ha impugnato – in riferimento agli artt. 3, primo comma, 51, primo comma, e 97, commi primo e terzo, della Costituzione – l’art. 31 della legge della Regione Lazio 27 febbraio 2004, n. 2 (Legge finanziaria regionale per l’esercizio 2004), oltre all’art. 6 della medesima legge, in riferimento agli artt. 117 e 119 della Costituzione.

 

 

In base a tale norma, l’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale affida, con apposita convenzione, alla società Lazio Service s.p.a., costituita ai sensi dell’art. 12 della legge regionale 10 maggio 2001, n. 10, i servizi di supporto alle proprie strutture di diretta collaborazione di cui al titolo II del regolamento di organizzazione del Consiglio stesso, approvato con deliberazione dell’Ufficio di presidenza del 29 gennaio 2003, n. 3; la società garantisce a tali strutture un numero di unità di personale pari a quello dei collaboratori esterni all’amministrazione regionale ad esse destinati secondo il citato regolamento; in sede di prima applicazione della norma, la società assume il personale appena indicato con contratto a tempo indeterminato, con priorità per i lavoratori occupati con contratto a tempo determinato alla data del 31 dicembre 2003 presso le strutture in esame; questo personale è assunto con qualifica e trattamento pari a quello posseduto presso la Regione.

 

 

Secondo il ricorrente, l’“esternalizzazione” dei servizi di supporto alle strutture di diretta collaborazione del Consiglio regionale, come attuata dalla norma impugnata, lede i principi costituzionali del concorso pubblico, dell’eguaglianza tra i cittadini e del buon andamento delle amministrazioni pubbliche, e pertanto viola gli artt. 3, primo comma, 51, primo comma, e 97, commi primo e terzo, della Costituzione, <<specie se si considera l’eventualità di una futura legge la quale immetta il personale di che trattasi nei ranghi della Regione>>.

 

 

In prossimità dell’udienza il Presidente del Consiglio dei ministri ha depositato una memoria illustrativa delle riferite argomentazioni.

 

 

La Regione Lazio, in persona del Presidente della Giunta, si è costituita concludendo per l’inammissibilità o comunque l’infondatezza del ricorso. L’inammissibilità è prospettata sotto il profilo dell’inidoneità dei parametri invocati, estranei al riparto di competenze. Nel merito, la Regione ritiene che la norma persegua legittimamente la finalità di stabilizzare il personale in questione, in conformità alla normativa statale diretta a favorire la stabilizzazione degli addetti a lavori socialmente utili. Del resto, rileva la Regione, il personale precario di cui si discute non è assunto dall’amministrazione regionale, soggetta alla regola del pubblico concorso, ma da una società di diritto privato.

 

 

Nella memoria depositata in prossimità dell’udienza, la Regione cita la giurisprudenza costituzionale sulle deroghe che il principio del concorso pubblico può subire in particolari casi; e riferisce che la Lazio Service s.p.a. è stata costituita nel giugno 2001, con capitale sociale rappresentato da 8000 azioni ordinarie nominative, di cui 4080 detenute dalla Sviluppo Lazio s.p.a. (Agenzia regionale per gli investimenti e lo sviluppo) e 3920 dalla Società Italia lavoro s.p.a., per la durata quinquennale prevista dall’art. 12, comma 3, della legge regionale n. 10 del 2001.

 

 

 

Considerato in diritto

 

 

1. – Il Presidente del Consiglio dei ministri ha impugnato – in riferimento agli artt. 3, primo comma, 51, primo comma, e 97, commi primo e terzo, della Costituzione – tra l’altro l’art. 31 della legge della Regione Lazio 27 febbraio 2004, n. 2 (Legge finanziaria regionale per l’esercizio 2004), che disciplina l’affidamento alla società Lazio Service s.p.a. dei servizi di supporto alle strutture di diretta collaborazione del Consiglio regionale, previste dal titolo II del regolamento di organizzazione del Consiglio stesso, approvato con deliberazione dell’Ufficio di presidenza n. 3 del 29 gennaio 2003.

 

 

2. – L’eccezione di inammissibilità – sollevata dalla Regione sotto il profilo che i parametri invocati sono estranei al riparto di competenze – è infondata.

 

 

Questa Corte ha infatti ripetutamente affermato che, anche nell’assetto derivato dalla riforma del Titolo V della II parte della Costituzione, lo Stato può impugnare le leggi regionali in via principale deducendo come parametro qualsiasi norma costituzionale, pur se estranea al riparto delle competenze legislative (sentenze n. 274 del 2003 e n. 162 del 2004).

 

 

3. – Nel merito la questione è fondata.

 

 

 

4. – I servizi cui si riferisce la norma impugnata sono previsti dall’art. 37 della legge regionale 18 febbraio 2002, n. 6, relativo alle <<strutture di diretta collaborazione con gli organi di indirizzo politico>>. Il primo comma di tale articolo stabilisce che il Presidente del Consiglio regionale, i componenti l’Ufficio di presidenza, nonché i gruppi consiliari si avvalgono per l’esercizio delle proprie funzioni, di strutture di diretta collaborazione con compiti di segreteria; il terzo comma estende tale previsione ai Presidenti delle commissioni consiliari permanenti e speciali ed al Presidente del Collegio dei revisori dei conti; il quarto comma demanda al regolamento di organizzazione del Consiglio di disciplinare, tra l’altro, il limite massimo del personale da assegnare alle strutture in esame, precisando che esso è scelto tra dipendenti regionali, dipendenti di altre pubbliche amministrazioni in aspettativa, fuori ruolo o comando, ed esterni all’amministrazione regionale assunti a tempo determinato con contratti di diritto privato.

 

 

A sua volta il ricordato regolamento di organizzazione definisce al titolo II gli organici di tali strutture, ed in particolare prevede all’art. 11 che i collaboratori esterni alla pubblica amministrazione sono assunti su richiesta nominativa del rispettivo organo politico, per una durata massima di 5 anni che non può comunque oltrepassare la data di scadenza della legislatura.

 

 

5. – La norma impugnata – come risulta dalla sua formulazione letterale – si ricollega all’art. 12 della legge regionale 10 maggio 2001, n. 10, secondo cui la Regione (attraverso l’Agenzia regionale per gli investimenti e lo sviluppo del Lazio – Sviluppo Lazio s.p.a.) promuove la costituzione di una società di servizi ai sensi dell’art. 10, comma 1, del decreto legislativo 1° dicembre 1997, n. 468, e di essa si avvale per “esternalizzare” lo svolgimento di attività di servizio effettuate al suo interno, anche impegnando lavoratori socialmente utili, all’uopo stipulando con la società una convenzione di durata quinquennale.

 

 

Inserendosi in questo quadro normativo e riprendendo in parte il modello dall’art. 12 della legge regionale n. 10 del 2001, la norma impugnata prevede (commi 1 e 2) la costituzione, ai sensi di tale articolo, di una singola società di servizi denominata Lazio Service s.p.a., alla quale l’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale affida, con apposita convenzione, una specifica tipologia di servizi, quelli di supporto alle strutture di diretta collaborazione del Consiglio stesso.

 

 

In particolare, la norma prevede che dalla data di stipula della convenzione la società garantisce a tali strutture un numero di unità di personale pari a quello dei collaboratori esterni alla pubblica amministrazione ad esse assegnati in base al regolamento citato (comma 3); e, in sede di prima applicazione, assume con contratto a tempo indeterminato questo personale, con priorità per i lavoratori occupati con contratto a tempo determinato alla data del 31 dicembre 2003 presso le medesime strutture (comma 4), che sono assunti dalla società con qualifica e trattamento pari a quello posseduto presso la Regione (comma 7). La disciplina è completata dal comma 5, che modifica l’art. 37, comma 4, della ricordata legge regionale n. 6 del 2002, eliminando il riferimento agli <<esterni all’amministrazione regionale>> dall’elenco delle categorie nell’ambito delle quali deve essere scelto il personale da assegnare alle strutture in esame.

 

 

Infine, il comma 6 dispone che agli oneri connessi alle attività oggetto della convenzione si provvede con gli stanziamenti del capitolo di bilancio del Consiglio regionale concernente le spese del personale, per un importo non superiore agli oneri già previsti per il personale esterno alla pubblica amministrazione.

 

 

6. – Il Presidente del Consiglio dei ministri censura nella norma impugnata non la decisione della Regione Lazio di “esternalizzare” lo svolgimento di attività di servizio effettuate al suo interno, ma quella di sottoporre a siffatto trattamento un particolare tipo di servizi e le concrete modalità con le quali l’operazione è realizzata.

 

 

Ai fini della verifica della fondatezza del ricorso rileva anzitutto che – essendo gli oneri connessi alle attività oggetto della convenzione a carico del bilancio del Consiglio regionale, sia pure entro il limite prima indicato – la manovra prevista dal censurato art. 31 non arreca alla Regione, sul piano economico, alcun particolare vantaggio.

 

 

Si impone poi la considerazione che i soggetti esterni alla pubblica amministrazione destinati ai servizi di supporto alle strutture in esame, di cui la norma impugnata prevede l’“esternalizzazione”, sono per definizione legati con rapporto fiduciario particolarmente intenso agli organi di indirizzo politico della Regione, come è eloquentemente comprovato dal ricordato art. 11 del regolamento di organizzazione del Consiglio, in base al quale tali collaboratori esterni sono assunti per una durata massima di 5 anni, che non può mai oltrepassare la scadenza della legislatura.

 

 

Pertanto, la norma impugnata comporta che dal 1° gennaio 2004 la fine della legislatura non determina più, come per il passato, la cessazione del rapporto di lavoro di diritto privato dei soggetti esterni addetti alle strutture di diretta collaborazione del Consiglio regionale, ormai divenuti dipendenti a tempo indeterminato della società Lazio Service s.p.a. E in conseguenza preclude agli organi di vertice dei Consigli regionali nelle legislature successive di potersi valere, per la durata del mandato, di collaboratori di loro fiducia, diversi dai dipendenti della società, se non accettando che il nuovo personale così assunto si aggiunga ad essi, con inevitabile aggravio del bilancio regionale, che già sostiene gli <<oneri connessi alle attività oggetto della convenzione>>.

 

 

Siffatti rilievi valgono da soli a porre in luce come l’art. 31 della legge della Regione Lazio n. 2 del 2004 – a prescindere dall’intrinseca irragionevolezza del suo contenuto e dalla sua incidenza sull’ordinamento civile di competenza esclusiva dello Stato – introduca una modalità di organizzazione degli uffici di vertice del Consiglio regionale che ne pregiudica il buon andamento, in violazione del precetto di cui all’art. 97, primo comma, della Costituzione.

 

 

La norma impugnata deve pertanto essere dichiarata costituzionalmente illegittima, con assorbimento di ogni altro profilo di censura.

 

 

per questi motivi

 

LA CORTE COSTITUZIONALE

 

 

riservata a separata pronuncia la decisione sull’ulteriore questione di legittimità costituzionale dell’art. 6 della legge della Regione Lazio 27 febbraio 2004, n. 2, sollevata dal Presidente del Consiglio dei ministri con il ricorso in epigrafe;

 

 

dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 31 della legge della Regione Lazio 27 febbraio 2004, n. 2 (Legge finanziaria regionale per l’esercizio 2004).

 

 

Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 7 luglio 2005.

 

F.to:a

 

Piero Alberto CAPOTOSTI, Presidente

 

Franco BILE, Redattore

 

Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere

 

Depositata in Cancelleria il 15 luglio 2005.

 

Il Direttore della Cancelleria

 

F.to: DI PAOLA

 


 

 

Annunci

I commenti sono chiusi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: