I 5 simboli del doloso sottosviluppo Italiano!

I 5 simboli del doloso sottosviluppo Italiano: La Politica tutta o quasi, i Sindacati,  la Chiesa , l’Informazione, e alcuni Giudici di alcuni Tribunali Fallimentari e Civili in uno con i “loro” Liquidatori!

 

Natale_6

Un cagnolino Natalizio, immagine pura della bonta’ e dedicato soprattutto alla ritrovata pace di Welby

chiesa tribunali e uffici

Fonte: http://nochiesa.blogspot.com

 

 

Oggi mi soffermo solo sulla Chiesa e la politica: Nel maxi-emendamento due commi “nascosti”  – il 603 e 604 – sfuggiti ai più, stanziano fondi pubblici  non programmati , cento milioni di euro agli atenei privati invece che alla pubblica universita’; e’ uno schifo, sempre piu’ soldi a chi soldi ne ha gia’, mentre a chi non ne ha, cioe’ alla pubblica istruzione e ricerca, ovvero agli studenti normali che non hanno scelta tra universita’ pubblica e privata, il nulla. Ma da che parte sta questo Governo?

 

Sta con le solite lobbies di potere se qualcuno non l’avesse ancora capito, tra le quali la piu’ potente e dannosa, la chiesa. E’ inaccettabile che le linee politiche della Finanziaria vengano decise da colpi di mano o attraverso vergognosi sotterfugi a danno della ricerca e della pubblica istruzione in questo caso.

 

I 5 simboli analizzati in questa mia risentita alterazione , sono per l’appunto i massimi simboli da cui discende il malaffare, la dolosa negligenza ed imperizia di ogni altro campo della societa’ nonche’ la disgregazione dei valori della famiglia! E sono i massimi simboli perche’ sono i massimi detentori per default e logica di cio’ che dovrebbe essere l’etica, la giustizia, la trasparenza, la solidarieta’ la preveggenza sul sociale e sull’economia.

 

” I firmatari dei commi che portano cento milioni alle università private sono due noti senatori della Margherita: Luigi Lusi, segretario amministrativo del partito e vicinissimo a Rutelli, e Luigi Bobba noto come esponente della linea teodem all’interno del suo partito. I fondi sono destinati a tutti i collegi universitari che abbiano la finalità di ospitare studenti e che siano iscritti ai registri delle prefetture, criteri poco selettivi per ricevere complessivamente cento milioni di euro l’anno nei prossimi tre anni. E’ scontato che la maggioranza dei collegi ai quali andranno i fondi sono di natura religiosa. “

 

Come al solito la Chiesa fa’ schifo, continua a dare pessimi esempi d’etica, e “ruba soldi” ai cittadini onesti che pagano le tasse e quindi anche le loro evasioni fiscali, i loro foschi affari universitari, la loro sottrazione di immobili all’uso comune di chi ne ha bisogno affittandoli a persone appartenenti alle solite categorie dei “protetti”, cioe’ i ricchi o benestanti delle libere professioni o del pubblico impiego, ovvero ai raccomandati dalla politica e dai sindacati, o dalla finanza, o dalla magistratura o dal clero ad ogni livello!

 

E’ ora di  fare chiarezza e piazza pulita anche nei rapporti cittadini, stato e chiesa; parliamo della dannosa invadenza ecclesiastica nel vivere civile, Chiesa sempre piu’ colorata di una falsa democrazia basata su valori che loro per primi non rispettano; che la Chiesa iniziasse a pagare l’Ici,  a rilasciare ricevuta o fattura quando affitta le migliaia di appartamenti agli studenti; iniziasse a rendere pubblici i bilanci dello Ior, da sempre crocevia di sporchi affari e riciclaggio!  E last but not at least  che apra i suoi supermercati vaticani ai poveri non ai soliti privilegiati gia’ ricchi o benestanti!

 

Solo quando la Chiesa fara’ tutto questo saremo un paese sicuramente avanti e si comincera’ non solo ad essere credenti ma anche ad adorare la Chiesa e il Vicariato.

Io nei paesi musulmani non ci vado, proprio per il delirio religioso strumentale che c’e’ e strumentalizzato dalla  politica , ma voglio che nel mio paese almeno la chiesa applichi le regole a tutti anche sui funerali negati e che non rompesse con anacronistiche richieste di sacrificio all’essere umano, ogni 3 per 2, facendoci regredire e non sviluppare.


 

La chiesa e la politica stanno sostituendo se stessi , i loro inganni, i loro privilegi la loro mancanza assoluta di buon senso ed etica alla realta’ della societa’ e delle cose, che va/nno da un’altra parte! Prima o poi dovranno adeguarsi alla ns realta’!

 

La politica non solo difende il primato della Chiesa in patria, ma lo strumentalizza e ne fa mezzo svilente di arricchimento e privilegi per pochi ed a danno di tutti i cittadini, solo verso l’estero piu’ di tanto non difende a testa alta il primato della Chiesa per meri motivi di terrorismo e di investimenti del mondo finanziario non cattolico in italia, e ho detto tutto.

Ecco da dove ripartire, la Chiesa faccia la Chiesa, e non venisse a romperci ogni 3 per 2 con falsi moralismi sui valori e sulla vita e la morte (povero Welby, costretto ad un’agonia di 9 anni solo perche’ siamo nel paese della Chiesa, e che solo grazie ai radicali ha potuto trovare serenita’ in un’altra vita); oggi come ieri la Chiesa e’ non cosi’ raramente uno dei peggiori esempi d’etica , civilta’ e legalita’.

 

La Politica tutta ( in prima fila, Berlusconi, Previti e compagnia cantando, da una parte e, Bertinotti, Mastella e Rutelli dall’altra)   i Sindacati,  la Chiesa , l’Informazione, e alcuni Giudici di alcuni Tribunali Fallimentari e Civili in uno con gli squali Liquidatori loro amici ( nella gestione delle Procedure Concorsuali dei grossi gruppi caduti in disgrazia, gestione che dovrebbe essere prioritaria ed all’insegna della trasparenza e legalita’ sia per tranquillizzare i tanti piccoli risparmiatori e creditori “uccisi nei loro diritti” sia per riacquistare la fiducia dell’investitore straniero che scappa dall’italia), ecco i 5 simboli del doloso sottosviluppo Italiano!

 

Pessimo davvero il post di Grillo, come ormai spesso capita. Trovo davvero offensivo per chi legge e per i Radicali (che non a caso non sono l’Idv, suo partito prediletto e protetto, ricco a sua dire di virtu’ in ogni dove a 360 gradi, e ci sarebbe da discutere) e qualunquista, non sorretto dai fatti ne’ dal diritto, ma ormai Grillo e’ proteso solo a fare marketing di se stesso e del suo partito prediletto nonche’ il bastion contrario per default svilendo e dileggiando sempre cio’ che altri partiti diversi dall’Idv propongono e diffondono, anche quando sono iniziative sacrosante o uniche, come quella per Welby o la Class Action contro quei liquidatori dei grandi crack che Grillo e l’Idv invece proteggono avendo il piu’ potente tra essi , all’interno dell’Idv, ovvero l’eletto Idv nel Lazio 2005, avv. Scicchitano, Crack Federconsorzi, nonche’ Presidente C.d.A. di Lazio Service S.P.A., vedere post e servizio Report della Gabanelli. Ma di che parla Grillo e Di Pietro, di quale legalita’, etica e solidarieta’ con i poveri cristi?!.

I Radicali a differenza di Grillo e dell’Idv, hanno depositato una proposta di legge sulle Class Action davvero eccelsa, e si sono battuti per Welby per spirito di umano dolore. 

La morte assistita di Welby e’ un’nterruzione assistita di cure aggressive, disumane che a nulla portavano, e che ai sensi dell’art. 32 della costituzione si ha il diritto di non volere, e non è quindi un suicidio assistito, ne’ un omicidio del consenziente, non e’ un reato rinunciare alle cure seppur cio’ dovesse portare a morte probabile o certa, e’ previsto dalla costituzione, e il medico ha solo immesso della sostanza antidolorifica e anestetica nelle vene onde consentire a chi rifiuta legalmente le cure di non soffrire per il venir meno di quelle cure. Non e’ stato inniettato veleno!!!

La morte assistita di Welby non e’ un nuovo reality, prodotto e diretto da Bonino & Pannella. Non Ci si iscrive in punto di morte. Non Si diventa star nel momento del trapasso. Ma e’ per l’appunto un simbolo che aiutera’ migliaia di persone ad avere meno ostacoli di quanti non ne abbia avuti lui

 

 

Grazie Marco Pannella, grazie Donatella Poretti, grazie Daniele Capezzone, gli unici politici davvero dalla parte del cittadino, prima con la class action, oggi per avere messo da parte la dannosa e arrogante falsa moralita’ e moralismo della chiesa e dei politici servi della stessa!

 

Buon Natale a tutti, ma non all’insegna della Chiesa, ma in omaggio ad un sentimento privato di fede, la religione non dovrebbe mai essere una cosa pubblica e men che meno strumentale alla politica, com’e da noi per Casini, Mastella, Fini, rutelli etc….e sembra anche per Grillo!  In Italia la politica strumentalizza e dileggia nei fatti l’intelligenza dei cittadini usando falsi simboli per mere lotte pro corporazioni privilegiate. RESET!

 

Marco Montanari

Dal blog Grillo

22 Dicembre 2006
Stelle morenti
http://www.beppegrillo.it/

”  Ho deciso di parlare anch’io di Welby. Di fare anch’io la mia piccola pornografia della morte. Per permettere a tutti coloro che lo desiderano di commentare una volta per tutte su Welby. Un commento come nei quaderni per i defunti nell’androne di casa. Poi lasciamolo in pace per sempre. Insieme a chi è nella sua condizione.

La televisione ha un nuovo reality, prodotto e diretto da Bonino & Pannella. Si chiama: ‘Erano stati famosi’. Ci si iscrive in punto di morte. Si diventa star nel momento del trapasso. Stelle morenti. Stelle di una TV endoscopica. Migliaia di Piergiorgio Welby, esclusi dai provini, vedono che uno di loro, assediato dai media, è alla fine staccato dal respiratore.

La morte assistita di Welby è un suicidio assistito, un omicidio del consenziente, un reato grave. Ma i radicali sono come Lourdes… dove ci sono le sfighe ci sono pure loro. Un mio amico, Primario di un reparto (con televisione) per pazienti in coma, ha due ricoverati come Welby. Mi ha detto che non sa più come fare! Non è facile dire che Welby non era depresso e anche il contrario. Ci vuole la fascia protetta per i disperati, potranno vedere solo la pubblicità e la messa della domenica mattina. La dignità è finita per sempre, da quando la morte ha perso la sua privacy.  “

 

 

 

Riporto delle parole che trovo illuminanti e sacrosante di una donna su un Blog “Utopia”:

 

 

 

 

Il papa ha deciso di tornare in Vaticano e non mi pare che avesse macchine attaccate. Welby ha solo chiesto che quella macchina gli venisse staccata e  quel medico non ha fatto che questo,sedandolo per evitargli un’ulteriore sofferenza. Welby, una vita percorsa nel sociale, ha voluto regalare anche la sua morte a chi DEVE riflettere .

 

Qui siamo in presenza di due diverse coscienze: quella dei medici del Gemelli che hanno lasciato ALLA DOLCE MORTE addirittura un papa; quella del medico curante di Welby la cui coscienza gli ha impedito di assecondare la volontà del paziente…e questo medico NON E’ DA CONDANNARE.

Da Welby è andato un medico iscritto ad un’associazione che si occupa da tempo di questo aspetto…etico…etica professionale. Ora è tutto affidato alla coscienza del SINGOLO medico…PARE ma così NON E’. IL PAPA ha potuto decidere e i medici non hanno osteggiato la sua decisione; a Welby non è stato consentito.

 

I suoi DIRITTI sono stati NEGATI….diritti…diritti umani…diritti personali…In VATICANO ad un uomo è stato concesso di morire in pace. In ITALIA ad un uomo NON è stato concesso di morire in pace…e si muore UNA SOLA VOLTA. (Voglio concentrarmi, è la prima volta che muoio ha detto Welby).

Sento sciacalli che dicono che chi ha posto fine ad una vita, il medico, deve renderne conto alla giustizia…quale giustizia? Una giustizia che permette ad uno (guarda caso non è mai UNO QUALUNQUE)e nega ad un altro (che SEMPRE è UNO QUALUNQUE)? Una giustizia che ha a che fare con leggi ad personam…SHIT! SILENZIO!!! Che la facciano ‘sta legge se i medici non riescono da soli a decidere e hanno bisogno della legge…ma il giuramento di IPPOCRATE (e non d’ipocrita) COSA DICE? “di astenermi dall’ “accanimento” diagnostico e terapeutico.”

Dal blog di Grillo, iscritti come minimo increduli ed esterrefatti  con Grillo sia per il post su Welby e i Radicali, sia per quello di dileggio e offesa agli Intillimani!

La cessazione di una terapia, ha offerto la possibilita’ di discutere di accanimento terapeutico e di sacra ed inviolabile libertà di determinare il proprio destino. Non mi sembra si sia mai discusso di eutanasia, anche perchè sarebbe difficile trovare un nesso con questo particolare caso.

 

E’ vero che in nessun caso che riguardi la sfera privata in maniera cosi’ intima ci si possa auspicare un intervento con mano di ferro, da parte dello stato: si tratterebbe semplicemente di riconoscere le varie opzioni che una persona potrebbe praticare, in bilico tra vita e morte, prognosi infausta e sofferenza.

Nessuno propugnerebbe ed accetterebbe una legge che obbliga a cessare, d’ufficio, l’accanimento terapeutico: ma uno stato moderno, laico, deve valutare anche questa eventualita’ e rispettare ALLA LUCE DEL SOLE”, la scelta consapevole del singolo. Questo, per me, dovrebbe valere anche per l’eutanasia, che, viene gia’ praticata , clandestinamente, da sempre.

 

Sono sinceramente sconcertato per il passato silenzio assordante della Politica su temi cosi’ importanti. Ha ragione napolitano: il divario è siderale, l’autoreferenzialita’ è ai massimi livelli.

 

I cattolici sono come il prezzemolo, dovunque ti giri te li ritrovi a fare sentire la loro (non diciamo: a cercare di imporre la loro). Io non vedo dove sta il problema. Welby era vivo solo perchè UN MEDICO (non Dio) gli aveva messo il respiratore che lo teneva vivo, e senza quel respiratore, lo abbiamo visto, la vita per lui non era possibile. E poi vorrei vedere chi riuscirebbe a stare per tutto quel tempo prigioniero di un corpo immobile, che non risponde più alla tua volontà, ai tuoi desideri, mentre invece ha la voglia di vivere, andare, volare… forse in questa situazione la vera vita è la morte, che ti libera da ogni sofferenza e costrizione materiale.

 

I cattolici certe volte sono religiosi da quattro soldi, non hanno il senso della spiritualità, della compassione (nel senso etimologico del termine), storicamente hanno sempre dato valore alla sofferenza e vorrebbero che ancora oggi si soffrisse con il corpo come alcuni secoli fa si tormentava il corpo col cilicio. Che sia un caso che in Italia ancora non si dà la giusta importanza alla terapia contro il dolore? Comunque, a me sembra che hanno molto meno rispetto per la vita quelli che sostengono quella schifezza che sta andando avanti in Iraq dal marzo 2003…là sì che si manda la gente a morire (suicidio involontario????) e si uccide, e si parla di fuoco amico, di bombe intelligenti e cavolate simili. Però poi certi discorsi altosonanti vengono conclusi con un ipocrita God Bless You. Che ogni volta che God lo sente, secondo me lo prenderebbe a calci in culo.

 

 

LA CHIESA E’ UN’AZIENDA, NON LA PAROLA DI CRISTO. LA CHIESA NON FA NIENTE X NIENTE, CRISTO FACEVA TUTTO X NIENTE. LA CHIESA HA NEGATO IL FUNERALE AD WELBY, MA NEL PRIMO “900 NON NEGO’ IL FUNERALE AL GENERALE CADORNA. IL GENERALE CADORNA ERA QUELLO CHE ASSIEME AL RE, NELLA PRIMA GUERRA MONDIALE FECE 600.000 MORTI, UNA GUERRA INUTILE E STUPIDA COME IL GENERALE CADORNA, MESSO IN UNA VIA A MILANO, UN EROE, L’ITALIA E LA CHIESA HA QST EROI. ALLORA NOI NON FAREMO IL FUNERALE ALLA CHIESA QND SARA’ MORTA, L’IGNOREREMO COMPLETAMENTE, ALMENO CHE CI VENGA IN TASCA QUALCOSA

 

La chiesa cattolica non ha negato la SEPOLTURA in una chiesa di Roma, assieme a santi, vescovi, ecc. a Enrico de Pedis… capo della Banda della Magliana. Non era un santo ma… forse pagava bene.

 

Io non penso come grillo che la morte abbia perso la sua dignità. Penso invece che la battaglia portata avanti da Welby abbia fatto capire a milioni di italiani diverse cose.

 

  • 1) Esiste un vuoto legislativo che ha innescato un macrabo balletto Kafkiano tra Magistratura, medicina e politica  ( quest’ultima come nelle migliori tradizioni italiane NON PERVENUTA)

  • 2) Esiste una realtà tragica ai più fino a ieri sconosciuta o impercettibile che necessita assolutamente di maggiore attenzione e sensibilità. Essa deve essere affrontata in modo laico e razionale, senza false ipocrisie dettate dallo spirito di appartenenza religiosa o politica.

  • 3) Va fatta una seria riflessione all’interno del mondo medico scientifico ed accademico circa l’utilizzo di tecniche e strumenti atti soltanto al prolungamento dell’agonia, nonché alle terapie del dolore, oggi di fatto limitate da una legislazione miope ed assurda.

 

Welby denunciando la sua condizione ha dato la possibilità ai nostri coglions seduti in parlamento di intervenire in un campo molto delicato. Adesso sta a loro dare o meno dignità alla sua morte… ho paura però che i nostri cari ineletti anche questa volta non sapranno dare una risposta, tutto finirà nel dimenticatoio fino alla comparsa di un altro Welby.

 

 

Come al solito, la mancanza totale di CARITA’, da parte della chiesa cattolica, nei momenti di vero sconforto è VERGOGNOSA. ” Metti in pratica ciò che predichi”. Come fanno a lasciare una famiglia così credente senza “il conforto della chiesa” in un momento così?

  • Il Sindaco Leoluca Orlando partecipa al funerale di Salvatore Cimino, sucida. Il rito ha luogo presso la cappella del Cimitero dei Rotoli

  • Padre Giovanni Scarpitta celebra i funerali di un giovane suicida (Rituale per un suicida: http://www.qumran2.net/s/parolenuove/commento_5022.htm )

  • Funerali religiosi per il caporal maggiore Nardone suicidatosi in Kosovo

  • Funerali religiosi per Edoardo, primogenito degli Agnelli, morto suicida

  • Funerali religiosi per Luigi Tenco, il vescovo diede il permesso

  • Funerali religiosi anche per Fabrizio de André nella Basilica di Santa Maria Assunta in Carignano a Genova

  • Funerali religiosi solenni per il sindaco di Roccaraso, Valentini, suicida

  • Gabriele Cagliari si suicida in carcere, solenne cerimonia funebre nella chiesa di San Babila

  • Il primario del Niguarda Francesco Mercuriali suicida dopo essere stato accusato di corruzione: funerali religiosi a Santa Barbara a San Donato

  • Poggi Longostrevi sucida dopo l’accusa di corruzione alle USSL: funerali religiosi

  • Don Mario Bisaglia fratello di un onorevole della Dc viene trovato annegato e la sentenza è suicidio, eppure il rito viene celebrato solennemente in Duomo.

 

 

“Le leggi sono come le ragnatele le mosche piccole ci rimangono impigliate mentre quelle grosse le sfondano”

 

Per valutare lo Stato Vaticano nella Storia, basta dire che NELLO STATO VATICANO VIGEVA LA PENA DI MORTE SINO ALL’ALTRO IERI (è stata abolita da Paolo VI). Dopo la breccia di Porta Pia, mi sa che dobbiamo prendere provvedimenti più seri.

 

La Chiesa è la meno seria delle delle Istituzioni. Ha regole tanto rigide che, come avviene per la Sacra Rota o per le amicizie con i potenti, sono ferree solo quando il Papa (o i Vescovi e il Vicariato in generale) lo vuole; nei casi più generali sono fin troppo flessibili secondo le circostane e secondo le persone. Ora sì, ora no. E non certo per pietà cristiana, quanto piuttosto per opportunismo politico e come esercizio arbitrario di potere.

 

RESET. Quando si potra’ mettere fine anche al concordato fra stato e chiesa, questa chiesa (quanto ci costa) che fa di tutto per attirarsi le antipatie della sua gente, che non vuole capire, che è sempre piu’ integralista che non vede, che è diventata un covo di pederasti, che non permette alla gente di morire come cazzo vuole, che…ha visto pochi mesi fa’ l’ex cerimoniere del Papa in via di Belle Arti a Roma con gli omosessuali uomini accoppiarsi e scappare alla Polizia. RESET

 

Il 31 gennaio scorso il CSM ha comminato la sospensione cautelare dalle funzioni e dallo stipendio al giudice di Camerino Luigi Tosti perché si è rifiutato di tenere le udienze sia perché il Ministro di Giustizia ha omesso di rimuovere i crocifissi cattolici dalle aule sia perché, soprattutto, lo ha discriminato negandogli il pari diritto di esporre il proprio simbolo, cioè la menorà ebraica.

La motivazione dell’ordinanza è stata comunicata al diretto interessato il 20 dicembre, cioè a distanza di ben undici mesi. “Il Consiglio Superiore della Magistratura -commenta con un misto di soddisfazione e di sconcerto il dott. Tosti- ha affermato che la mia pretesa di ottenere la rimozione dei crocifissi dalle aule giudiziarie è pienamente fondata, dal momento che la circolare fascista del Ministro Rocco deve ritenersi tacitamente abrogata sin dal 1948 per incompatibilità con la Costituzione repubblicana, innanzitutto perché si tratta di

“un atto amministrativo privo di fondamento normativo e, quindi, contrastante con il principio di legalità dell’azione amministrativa, desumibile dagli articoli 97 e 113 della Costituzione, dal quale deriva che ogni atto amministrativo deve essere espressione di un potere riconosciuto all’Amministrazione da una norma”, tant’è, soggiunge il CSM, che per poter esporre i simboli nazionali negli uffici pubblici il legislatore ha dovuto emanare ben due leggi.

In secondo luogo, poi, il CSM riconosce che la circolare fascista “appare in contrasto con il principio costituzionale di laicità dello Stato e con la garanzia della libertà di coscienza e di religione, essendo pacifico (in tal senso Cassazione, Sezione Unite, 18.11.1997, n. 11432 e Sez. Disciplinare 15.9.2004, Sansa) che nessun provvedimento amministrativo può limitare diritti fondamentali di libertà, al di fuori degli spazi eventualmente consentiti da una legge ordinaria conforme a costituzione.

Ne consegue, da un lato, che in materia religiosa lo Stato deve essere equidistante, imparziale e neutrale e, dall’altro, che l’ordine delle questioni religiose e quello delle questioni civili debbono rimanere separati, con la conseguenza che in nessun caso il compimento di atti appartenenti alla sfera della religione possa essere oggetto di prescrizioni obbligatorie o che si ricorra ad obbligazioni di ordine religioso per rafforzare l’efficacia di precetti statali: la religione e gli obblighi morali che ne derivano non possono essere imposti come mezzo al fine dello Stato.

La libertà di coscienza (espressamente riconosciuta anche dall’art. 9 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e dall’art. 10 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea) e la libertà di religione debbono essere lette come affermazione non solo positiva, di tutela delle convinzioni o della fede professata, ma anche in senso negativo, come tutela di chi rifiuti di avere una fede e, pertanto, deve essere garantita sia ai credenti che ai non credenti, siano essi atei o agnostici.

Dal carattere “fondante” della libertà di coscienza deriva anche che nelle valutazioni costituzionali relative ai profili dell’eguaglianza in materia religiosa il dato quantitativo, l’adesione più o meno diffusa a questa o a quella confessione, non può essere rilevante. Alla luce dei rilievi ora svolti appare convincente la tesi dell’incolpato secondo la quale l’esposizione del crocifisso nelle aule di giustizia, in funzione solenne di “ammonimento di verità e giustizia”, costituisce un’utilizzazione di un simbolo religioso come mezzo per il perseguimento di finalità dello Stato.

Del pari persuasiva sembra l’affermazione che l’indicazione di un fondamento religioso dei doveri di verità e giustizia, ai quali i cittadini sono tenuti, può provocare nei non credenti “turbamenti, casi di coscienza, conflitti di lealtà tra doveri del cittadino e fedeltà alle proprie convinzioni” e pertanto può ledere la libertà di coscienza e di religione.”

Il CSM “boccia” poi esplicitamente le sentenze del TAR del Veneto e del Consiglio di Stato che hanno legittimato l’esposizione dei crocifissi nelle scuole per la loro supposta valenza “culturale”: “anche a poter condividere la tesi del significato meramente culturale del crocifisso -chiarisce il CSM- il problema della libertà di coscienza e del pluralismo si sposterebbe dal terreno esclusivamente religioso a quello appunto culturale, ma non sarebbe risolto, in quanto dai principi costituzionali in precedenza individuati deriva che l’amministrazione pubblica non può scegliere di privilegiare un aspetto della tradizione e della cultura nazionale, sia pure largamente maggioritaria, a discapito di altri minoritari, in contrasto con il progetto costituzionale di una società “in cui hanno da convivere fedi, culture e tradizioni diverse” (Corte Cost., n. 440 del 1995)”.

In buona sostanza, dunque, dalla motivazione del CSM emerge che l’esposizione dei soli crocefissi nelle aule giudiziarie e, in genere, nei pubblici uffici, così come imposta dalla Madrepatria -cioè dal Vaticano e dalla Chiesa Cattolica- alla sua Colonia -cioè alla Repubblica Pontificia Italiana- calpesta il principio supremo di laicità delineato dalla Costituzione italiana e, quindi, l’obbligo costituzionale dei giudici di essere imparziali, calpesta il diritto dei cittadini, garantito sia dalla Costituzione che dalla Convenzione sui diritti dell’Uomo, di essere giudicati da giudici imparziali, calpesta i diritti fondamentali e costituzionali alla libertà di coscienza e di religione, che appartengono a me e a qualsiasi cittadino della Repubblica Pontificia, e, infine, calpestano il diritto costituzionale e fondamentale all’eguaglianza, senza distinzione di religione, dei cittadini non cattolici, atei o agnostici.

Se la motivazione del CSM mi conforta e mi riconcilia con la Giustizia italiana, non mi conforta affatto constatare che l’unico giudice che abbia avuto, in Italia, il coraggio e la determinazione di rifiutarsi di calpestare la Costituzione e di difendere i diritti alla libertà religiosa e alla non discriminazione religiosa di tutti i cittadini italiani e, in particolare, dei non cattolici e dei non credenti, sia stato condannato, come un criminale, a sette mesi di reclusione e sia stato allontanato dalla Magistratura con ignominia per ristabilirne il supposto “prestigio” ed il supposto “decoro”.

Mi conforta ancor meno l’accusa disciplinare, mossami dalla Procura Generale presso la Corte di Cassazione, di aver “gettato sconcerto” nell’opinione pubblica italiana per “aver osato obbedire” ai precetti impostimi dalla Costituzione e per aver osato difendere il diritto alla non discriminazione religiosa che mi appartiene e che appartiene a tutti i cittadini italiani. Non mi conforta constatare che i Ministri della Giustizia di questa Repubblica Pontificia pratichino costantemente il crimine della discriminazione religiosa ai danni dei cittadini non cattolici, seguendo supinamente le direttive del Papa e della Chiesa Cattolica, e cioè esponendo il solo simbolo delle “Superiore” religione cattolica, senza che nessun Pubblico Ministero si premuri di incriminarli.Auguro ai sudditi italiani di festeggiare con serenità la prossima ricorrenza della vera natività del Dio Mitra e quella, anche se falsa, della natività del suo emulo Gesù Cristo.”

Luigi Tosti

Fonte: http://nochiesa.blogspot.com

 

 

IL TESORETTO
DELLA CEI

 

 tra tutti i “tesoretti” sembra l’unico davvero ben custodito

 

di Paolo Pagliaro

 

 direttore dell’agenzia giornalistica 9Colonne

 

23 Aprile 2007 

 

http://www.wallstreetitalia.com/articolo.asp?ART_ID=459659

 

 

 

 

Quest’anno, con la dichiarazione dei redditi, i contribuenti italiani si accingono a trasferire dalle casse dello Stato a quelle della Chiesa cattolica circa un miliardo di euro. Un finanziamento pubblico irragionevole. A tanto ammonta – milione più, milione meno – il valore dell’8 per mille di pertinenza Cei calcolato sul totale del gettito Irpef. Cinque volte di più che nel 1990.

 

  • Si potrebbe pensare che la cattolicissima Italia abbia deciso di aderire plebiscitariamente all’invito a sottoscrivere che le viene rivolto, ogni anno a primavera, attraverso gli schermi tv, l’affissionistica e le inserzioni pubblicitarie della Conferenza episcopale. Ma in realtà non è così. I contribuenti che decidono di destinare a qualcuno l’8 per mille (le opzioni possibili, comprendono, oltre allo Stato e alla Chiesa cattolica, la Chiesa Valdese, i luterani, le comunità ebraiche, gli avventisti e le Assemblee di Dio) non superano il 40 per cento e quelli che barrano la crocetta “chiesa cattolica” in calce alla dichiarazione dei redditi sono poco più del 30 per cento della popolazione. Il resto, cioè la stragrande maggioranza, decide di non scegliere. In apparenza. Perché in realtà sceglie, eccome.

  • Il sistema dì ripartizione indicato dalla legge numero 222 del 1985 – effetto del nuovo Concordato firmato l’anno prima da Craxi e Casaroli – prevede infatti che anche la quota dell’8 per mille di chi non ha espresso una preferenza sia ripartita tra i soggetti concorrenti «in proporzione alle scelte espresse dagli altri contribuenti». I cittadini che non esprimono la loro scelta, non fanno per questo calare l’ammontare di risorse che viene suddiviso fra le sette destinazioni e che è sempre uguale all’8 per mille. Dunque, esattamente come accade alle elezioni, chi vota decide anche per gli astenuti: e quindi il grosso va alla Cei, che ottiene un finanziamento quasi triplo rispetto ai consensi espliciti ottenuti a suo favore. Un gruppo di deputati radicali guidato da Maurizio Turco ha calcolato che se la ripartizione dei fondi pubblici avesse tenuto conto dei soli cittadini che avevano espresso una scelta, come parrebbe logico, nel 2006 lo Stato avrebbe potuto incassare (o risparmiare) 614 milioni di euro.

  • Più o meno quel che serve per finanziare decorosamente un anno di ricerca scientifica pubblica. La Chiesa non ne avrebbe peraltro sofferto più di tanto, visto che il meccanismo dell’8 per mille era nato principalmente per garantire il sostentamento del clero, impegno che nel 1990 assorbiva il 70 per cento degli introiti ma che nel 2005 è precipitato al 32 per cento (315 milioni su 984 incassati). Il resto viene utilizzato per gli scopi più diversi: dalle “esigenze di culto” (47,2 per cento) ai finanziamenti alla catechesi, dai tribunali ecclesiastici alla costruzione di nuove chiese, dalle manutenzione degli immobili agli aiuti al terzo mondo e alle opere di carità. Attività, queste ultime, che assorbono circa solo il 20 per cento del totale. Impostazione ben diversa da quella, ad esempio, della Tavola Valdese, che l’anno scorso ha finanziato oltre duecento progetti sociali, assistenziali e culturali confermando una scelta consolidata: nessun fondo dell’8 per mille è stato utilizzato per finalità di culto.

  • Già neI 2001 il professor Carlo Cardia, che oggi ha modificato il suo punto di vista ed è in prima linea contro il pericolo di «ritorsioni censorie da parte di certi settori laici», riassumeva così la situazione: «La Cei ha la disponibilità annua di diverse centinaia di miliardi per finalità (esigenze di culto della popolazione, interventi caritativi a favore della collettività nazionale o di Paesi del terzo mondo) che sono chiaramente “secondarie” rispetto a quella primaria del sostentamento del clero.

  • E, lievitando così il livello del flusso finanziario, si potrebbe presto giungere al paradosso per il quale è proprio il sostentamento del clero ad assumere il ruolo di finalità secondaria rispetto alle altre, in primis  le finalità di culto  . Tutto ciò porterebbe a vere e proprie distorsioni nell’uso del denaro da parte della Chiesa cattolica e, più in generale, riaprirebbe il capitolo di un finanziamento pubblico irragionevole che potrebbe raggiungere la soglia della incostituzionalità se riferito al valore della laicità quale principio supremo dell’ordinamento».

  • In realtà il dubbio che il meccanismo messo in piedi potesse produrre effetti decisamente “irragionevoli” doveva essere sorto quasi subito, se è vero che nel 1992 si sentì il bisogno di istituire una commissione governativa “avente il compito di procedere alla revisione dell’importo deducibile ed alla valutazione del gettito della quota Irpef al fine di predisporre eventuali modifiche”. Rinnovata nel 2004, la commissione (composta da Francesco Margiotta Broglio, Carlo Cardia, Paolo Pugliesi e Anna Cardini) scade il prossimo 30 novembre. Nelle interrogazioni presentate la scorsa settimana alla Camera, Maurizio Turco e i suoi colleghi Beltrandi, Capezzone e D’Elia chiedono al governo che fine abbia fatto la commissione, cosa abbia prodotto, «se esistano i verbali dei lavori, se siano pubblici o, in caso contrario, «se siano accessibili almeno ai deputati ovvero a chi siano riservati».

  • Ma c’è un’altra domanda a cui la pattuglia della Rosa nel pugno vorrebbe si desse risposta: perché lo Stato «rinuncia sistematicamente» a pubblicizzare l’utilizzo dei fondi dell’8 per mille ad esso Stato destinati e soprattutto perché non organizza una campagna «che incentivi i contribuenti ad esprimere le loro scelte a favore dello Stato, in costanza di propaganda da parte degli altri soggetti concorrenti?».

  • Non è un caso che la percentuale dei cittadini che firmano per lo Stato sia passata dal 23 per cento del 1990 all’8,3 dell’anno scorso. Questo silenzio, scrivono i deputati, «rappresenta un palese danno economico al bilancio dello Stato e favorisce un abnorme arricchimento degli altri soggetti». Le soluzioni possibili, concludono Turco e gli altri, sono due: rideterminare l’aliquota Irpef in una misura inferiore all’8 per mille oppure limitare la ripartizione alle somme indicate dai soli cittadini che hanno espresso una scelta. Sono proposte elementari e soprattutto ragionevoli, considerati anche gli altri benefici fiscali – ultimo quello relativo all’Ici – e i finanziamenti diretti di cui gode il sistema ecclesiastico. Ma tra tutti i “tesoretti” di cui si discute in questi giorni, quello della Cei sembra l’unico davvero ben custodito.

 

 

 

 

Vatican crime rate ‘soars’

 

http://news.bbc.co.uk/2/hi/europe/2639777.stm

 

 

The world’s smallest country – the Vatican – has one of the highest crime rates in the world, a report said.
The report, for the year 2002, was presented to the pontifical court by the state’s Chief Prosecutor, Nicola Picardi.

 

 

 

CRIME FACTS

 

 

Population: Just over 500

 

Size: 0.44 sq km (108 acres)


 

 

397 civil offences – crime rate of 87.2%

 

608 criminal offences – crime rate of 133.6%

 

Mr Picardi said that criminal offences per capita were more than 20 times higher than in neighbouring Italy.

 

St Peter’s Basilica and the Vatican museums provide a kind of earthly paradise for pickpockets, the report said. Other crimes included embezzlement, fraud and insulting the police and civil servants.

 

The last time a serious crime was committed in the Vatican was in 1998 when a disgruntled Swiss Guard shot dead his commander and his commander’s wife before killing himself.

 

Low clear-up rate

 

 

The Vatican – the headquarters of the Roman Catholic Church and home to Pope John Paul II – has a population of just over 500, not all holding Vatican citizenship. the statistics showed that in 2002 there were 397 civil offences and 608 penal offences.

 

  • Mr Picardi said that petty theft – purse snatching, pickpocketing and shoplifting – was the most widespread of crimes affecting millions of tourists who visit the city state every year.

  • The perpetrators – like the victims, tourists to the Vatican – were rarely caught, the report said, with 90% of complaints never leading to a prosecution.

  • But, taken statistically, the figures paint a picture of rampant criminality in the Holy See, with 87.2% of the population committing a civil offence, and penal offences running at a staggering 133.6%.

  • “The statistics show that there is a notable increase in litigation and in the complexity of cases, with consequences internationally and above all, for the public,” Mr Picardi said.

  • As a result, there was a backlog of cases in before the courts, which had to deal with a record 239 cases last year, with 110 still unresolved into 2003.

  • But jail is not an option in the Vatican – which has no prison facilities. Anyone receiving a jail term would be sent to Italy to serve their sentence – with the Vatican having to pay the Italian state for the costs involved.

 

 

 

 

 

 

Click here: [url=http://www.repubblica.it/2007/06/sezioni/esteri/ue-ici-chiesa/ue-ici-chiesa/ue-ici-chiesa.html]link-Sconti alla Chiesa sull’Ici – la Ue ora processa l’Italia [/url]

 

Sconti alla Chiesa sull’Ici – la Ue ora processa l’Italia

 

Sarà aperta una pratica d’infrazione per violazione delle norme sulla concorrenza
Sotto tiro negozi e alberghi “collegati” a luoghi sacri

di CURZIO MALTESE

 

 


C’E’ CHI in Italia è abituato a ottenere privilegi da qualsiasi governo e autorizzato a non pagare il fisco, ma sul quale nessuno osa moraleggiare. Pena l’accusa di anticlericalismo. L’anomalo rapporto fra Stato italiano e clero è invece finito da tempo sul tavolo dell’Unione europea, che si prepara a mettere sotto processo il nostro Paese per i vantaggi fiscali concessi alla Chiesa cattolica, contrari alle norme comunitarie sulla concorrenza. Oltre che alla Costituzione, meno di moda. Al centro del caso è l’esenzione del pagamento dell’Ici per le attività commerciali della Chiesa. La storia è vecchia ed è tipicamente italiana.

 

Varato nel ’92, bocciato da una sentenza della Consulta nel 2004, resuscitato da un miracolo di Berlusconi con decreto del 2005, quindi decaduto e ancora recuperato dalla Finanziaria 2006 come omaggio elettorale, il regalo dell’Ici alla Chiesa è stato in teoria abolito dai decreti Bersani dell’anno scorso.


Molto in teoria, però. Di fatto gli enti ecclesiastici (e le onlus) continuano a non pagare l’Ici sugli immobili commerciali, grazie a un gesuitico cavillo introdotto nel decreto governativo e votato da una larghissima maggioranza, contro la resistenza laica di un drappello di mazziniani radicali guidati dall’onorevole Maurizio Turco.

 

I resistenti laici avevano proposto di limitare l’esenzione dell’Ici ai soli luoghi senza fini commerciali come chiese, santuari, sedi di diocesi e parrocchie, biblioteche e centri di accoglienza. Il cavillo bipartisan ha invece esteso il privilegio a tutte le attività “non esclusivamente commerciali”.

 

Basta insomma trovare una cappella votiva nei paraggi di un cinema, un centro vacanze, un negozio, un ristorante, un albergo, e l’Ici non si paga più. In questo modo la Chiesa cattolica versa soltanto il 5 o 10 per cento del dovuto allo Stato italiano con una perdita per l’erario di almeno 400 milioni di euro ogni anno, senza contare gli arretrati.

 

Il trucco o se vogliamo la furbata degli italiani non è piaciuta a Bruxelles, da dove è partita una nuova richiesta di spiegazioni al governo. Il ministero dell’Economia ha rassicurato l’Ue circa l’inequivocabilità delle norme approvate, ma subito dopo ha varato una commissione interna di studio per chiarirsi le idee.

 

L’affannosa contraddizione è stata segnalata all’autorità europea dall’avvocato Alessandro Nucara, esperto in diritto comunitario, e dal commercialista Carlo Pontesilli, due professionisti di simpatie radicali che affiancano e assistono il drappello dell’orgoglio laico.

 

A questo punto la commissione per la concorrenza europea avrebbe deciso di riesumare la pratica d’infrazione già aperta ai tempi del governo Berlusconi e poi archiviata dopo l’approvazione dei decreti Bersani. In più, la commissione ha chiesto al governo Prodi di fornire un quadro generale dei favori fiscali che l’Italia concede alla Chiesa cattolica, oltre all’esenzione Ici.

 

Che cosa potrà succedere ora? Un’infrazione in più o in meno probabilmente non cambia molto. L’Italia dei monopoli, dei privilegi e delle caste è già buona ultima in Europa per l’applicazione delle norme sulla concorrenza e naviga in un gruppo di nazioni africane per quanto riguarda la trasparenza fiscale. Quale che sia la decisione dell’Ue, i governi italiani, di destra e di sinistra, troveranno sempre modi di garantire un paradiso fiscale assai poco mistico alla Chiesa cattolica all’interno dei nostri confini. Magari tagliando ancora sulla ricerca e sulla scuola pubblica.

 

E’ triste constatare però che senza le pressioni di Bruxelles e la lotta di una minoranza laicista indigena, l’opinione pubblica non avrebbe neppure saputo che gli enti religiosi continuano a non pagare l’Ici almeno al 90 per cento. Nonostante l’Europa, la Costituzione, le mille promesse di un ceto politico senza neppure il coraggio di difendere le proprie scelte.

 

Nonostante le solenni dichiarazioni di Benedetto XVI e dei vescovi all’epoca dei decreti Bersani: “Non ci interessano i privilegi fiscali”.


Nonostante infine siano passati duecento anni da Thomas Jefferson (“nessuno può essere costretto a partecipare o a contribuire pecuniariamente a qualsivoglia culto, edificio o ministero religioso”) e duemila dalla definitiva sentenza del Vangelo: “Date a Cesare quel che è di Cesare”.

 

 

 

 

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2007/03/03/levasione-fiscale-causa-primaria-dellaumento-della-spesa-della-pa-e-della-pressione-fiscale/]link-Spesa PA e L’Evasione Fiscale[/url]

 

 

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2007/03/15/i-costi-dellevasione-della-inefficienza-della-pa-e-della-corruzione-tra-la-politica-e-le-lobbies-criminalita/]link-Costi dell’evasione, della inefficienza della P.A. e della corruzione tra la Politica e le lobbies-criminalita’ [/url]

 

 

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2006/10/09/litalia-tra-i-peggiori-paesi-al-mondo-per-la-corruzione-anche-nellexport-bribe-payers-index-bpi-2006/]link-La corruzione fuori dall’agenda politica [/url]

 

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2007/06/10/stipendi-dei-parlamentari-e-uno-schifo-reset/]link-Stipendi dei Parlamentari [/url]

 

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2007/02/04/pensioni-dei-parlamentari-e-uno-schifo-reset/]link-Pensioni dei Parlamentari [/url]

 

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2006/10/20/italia-debito-pubblico-rating-problema-dei-dipendenti-pubblici-e-degli-enti-inutili-ovvero-della-spesa-della-pa/]link-declino Italia [/url]

 

 

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2006/08/30/lenorme-buco-del-debito-pubblico-italiano-di-cosa-si-tratta-e-di-chi-e-la-responsabilita-primaria/]link-debito pubblico [/url]

 

 

 

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2006/10/24/perche-litalia-bilanci-alla-mano-e-un-paese-allo-sbando/]link-declino Italia [/url]

 

 

 

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2006/10/19/crollo-dei-consensi-per-il-governo-18-in-3-mesi-e-intanto-le-agenzie-di-valutazione-finanziaria-declassano-litalia/]link-declino Italia [/url]

 

 

 

 

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2006/10/03/litalia-in-mano-a-bertinotti-ed-ai-sindacati-e-soltanto-apparentemente-diversa-non-anche-migliore-di-quella-di-berlusconi/]link-sindacati e bertinotti Italia [/url]

 

 

 

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2006/12/06/il-declino-dellitalia-che-viaggia-con-il-ciuccio-e-la-scoppola/]link-declino parametri internazionali [/url]

 

 

 

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2006/12/20/the-governments-policy-is-missingits-coming-soon-like-one-of-our-tourism-portal-web/]link-conflitto d’interessi [/url]

 

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2006/12/17/in-italia-abbiamo-una-grossa-fetta-della-classe-politica-allo-sbaraglio-e-cieca-con-o-senza-connivenza/]link-evasione e altri nodi del paese [/url]

 

 

 

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2006/12/21/i-5-simboli-del-doloso-sottosviluppo-italiano-la-politica-tutta-o-quasi-i-sindacati-la-chiesa-l%e2%80%99informazione-e-alcuni-giudici-di-alcuni-tribunali-fallimentari-e-civili-in-uno-con-i-lo/]link-I 5 simboli del doloso sottosviluppo Italiano: su tutti la Chiesa! [/url]

 

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2006/08/30/giustizia-e-la-riforma-dellordinamento-giudiziario-ecco-i-veri-problemi//]link-Giustizia Civile e Fallimentare e la dolosa lentezza dei processi[/url]

 

 

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2007/03/10/giustizia-e-la-riforma-dell%e2%80%99ordinamento-giudiziario-ecco-i-veri-problemi-parte-seconda/]link-la riforma dell’Ordinamento Giudiziario e’ indecente [/url]

 

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2007/02/23/processi-lenti-e-non-sempre-chiari-who-judges-the-judges/]link-Giustizia Civile e Fallimentare e la dolosa lentezza dei processi[/url]

 

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2007/03/24/cosi-la-pubblica-amministrazione-getta-i-soldi-on-line/]link-Sperpero e ruberie della pubblica amministrazione [/url]

 

 

 

 

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2007/01/30

/indicatori-internazionali-quadro-generale/]

link-La corruzione fuori dall’agenda politica [/url]

 

 

Click here: [url=http://www.osservatoriosullalegalita.org

/06/acom/10ott3/2300marcofin.htm]

link-Finanziaria e 4 nodi [/url]

 

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/

2006/09/29/185/]

link-declino Italia [/url]


 

 

 

Annunci

I commenti sono chiusi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: