Ecco gli aumenti dei prezzi in Europa – Italia (in 5 anni di euro) – e nel Mondo

 

 

 

The best of the year is:   TV LCD -50.9%

The worst of the year is:  LOTTO giocata minima +92.3%

 

Una pizza? Costa quasi il 50% in più.

 

Rincari Prezzi a Milano e Roma

 

 

 

 

Fonte Tabelle: Corriere della sera

 

 

La causa non e’ l’euro, ma la mancata gestione dello stesso, il mancato controllo sui prezzi da parte del governo berlusconi, la mancata doppia circolazione per almeno 2 anni……e naturalmente la disonesta’ di moltissimi commercianti, artigiani , liberi professionisti, grandi gruppi industriali.

 

 

GLI OMESSI CONTROLLI SUI PREZZI E LA DISONESTA’ DI MOLTI ITALIANI HANNO AVUTO EFFETTI DEVASTANTI SUI CONSUMI DELLE FAMIGLIE IN 5 ANNI DI EURO.

 

 

5 ANNI DI STANGATE, CHE HANNO PRODOTTO UN TRASFERIMENTO FORZOSO NEL SOLO 2005 DEL 4 PER CENTO DEL PIL (56.68 MILIARDI DI EURO) DALLE TASCHE DEI CONSUMATORI A QUELLE DI COLORO CHE DETERMINANO PREZZI E TARIFFE, CON DEVASTANTE EROSIONE DEI REDDITI E CON RINCARI DI SPESA NEL 2005 PARI A 1.176 EURO A FAMIGLIA, CON CONSUMI ANNUI PER FAMIGLIA MEDIA DI 4 PERSONE CHE SONO PASSATI DAI 27.139 euro DEL 2004 a 28.315 euro DEL 2005.

 

 

 

Negli ultimi cinque anni l’inflazione effettiva post euro, è stata il doppio circa di quella segnalata dall’Istat +11,7% che esclude alcuni beni e conteggia male il paniere di beni. I prezzi al consumo in media sono cresciuti del 20%, mentre per alcune categorie di beni e servizi la spinta verso l’alto è stata fino a 5 volte più forte, e che danno un’idea chiara di come in alcuni settori chiave la speculazione, scarsamente contrastata, abbia innalzato i listini in misura del tutto ingiustificata.

 

 

IMMOBILI

 

 

1999 / 2005  VARIAZIONE %

 

 

 

Dal gennaio 1999 al dicembre 2005, Si è assistito a un’incredibile moltiplicazione dei valori: Italia , i prezzi sono cresciuti in questo lasso di tempo in media del    65%, ma raddoppi e anche triplicazioni di valore per gli immobili più prestigiosi dei centri storici delle principali città. Questi sono dati statistici fatti di medie  e mediane, quindi spesso sono inferiori al mercato reale in quanto si basano sui valori dichiarati negli atti notarili.


 

  • IMMOBILI   Roma                          +78%

  • IMMOBILI   Milano                         +62%

  • IMMOBILI   Napoli                          +55% 

 

 

2007 l’aumento per l’acquisto di un immobile sarà del +5% rispetto al 2006 (2007 4.792 euro al metro quadrato contro i 4.564 del 2006), mentre il costo dell’ affitto registrerà un aumento del +2%, passando ai 1.081 euro previsti per il 2007 dai 1.061 euro medi mensili del 2006 .

2006 l’aumento per l’acquisto di un immobile e’ stato del +10% rispetto al 2005 a 4.564 al metro quadrato, mentre il costo dell’ affitto di un appartamento di 90 metri quadrati in una zona semi-centrale di una grande area urbana e’ stato del +3%, a 1.061 euro medi mensili

nel 2006 (+73,8%) dai 610 euro nel 2001 . Mentre per 70 metri quadrati  si è passati agli 850 euro del 2006 (+71,7%) dai 495 euro nel 2001.

 

  • Una corsa dei prezzi che negli ultimi sei anni ha visto aumentare fortemente (+46%) le annualità di reddito necessarie per l’acquisto di un appartamento: se infatti nel 2001, per comprare 90 metri quadrati in una zona semi-centrale di una grande area urbana occorreva spendere una somma pari a 15,3 anni di reddito, nel 2006 ne era necessaria una che sfiorava le 20 annualità (19,6). E l’ulteriore aumento del 2007 aggraverà ancora di più la situazione, confermando che l’emergenza abitativa continua ad essere un problema “gigantesco” per le famiglie italiane, anche in relazione all’aumento del costo del denaro, che rende i mutui più cari.

  • Problematica anche la situazione degli affitti come visto sopra, perché sebbene nel 2006 l’aumento del canone è stato inferiore rispetto all’incremento dei prezzi per l’acquisto, negli ultimi anni i rincari sono stati notevoli ( appartamento di 90 metri quadrati in una zona semi-centrale di una grande area urbana è passato ai 1.060 euro nel 2006 (+73,8%) dai 610 euro nel 2001 . Mentre per 70 metri quadrati  si è passati agli 850 euro del 2006 (+71,7%) dai 495 euro nel 2001)

 

 

Costo delle case: la città dove il costo delle case è il più alto al mondo è Londra, seguita da New York e Tokyo.

 

Londra        un metro quadrato costa in media 6.500 euro  Comprare un’abitazione nel centro costa in media fra 9.000 e 11.500 euro

Tokyo          un metro quadrato costa in media 6.400 euro  Comprare un’abitazione nel centro costa in media fra 7.800 e 11.500 euro

New York   un metro quadrato  costa in media 6.200 euro. Comprare un’abitazione nel centro costa in media fra 5.350 e 11.350 euro (tra  7.000 e 15.000 dollari)

Hong Kong  un metro quadrato costa in media 5.600 euro. Comprare un’abitazione nel centro costa in media fra 7.000 e 10.000 euro

Parigi           un metro quadrato costa in media   4.730 euro.

Milano          un metro quadrato costa in media 4.564 euro Comprare un’abitazione nel centro costa in media fra 8.500 e 10.500 euro

Roma           un metro quadrato costa in media 4.564 euro. Comprare un’abitazione nel centro costa in media fra 7.500 e 10.000 euro

Madrid         un metro quadrato costa in media 3.500 Comprare un’abitazione nel centro costa in media fra 3.500 e 4.700 euro

Barcellona   un metro quadrato costa in media 3.000 Comprare un’abitazione nel centro costa in media fra 3.000 e 4.500 euro

Berlino         un metro quadrato costa in media 2.500 euro

Tallin            un metro quadrato costa in media 1.500 euro Comprare un’abitazione nel centro costa in media fra 1.800 e 3.000 euro un metro quadrato

 

 

 

Prezzi degli Affitti

 

 

per un appartamento di 90 metri quadrati in una zona centrale

 

  • Londra        il costo di un metro quadrato tocca i 35.0 euro
  • Tokyo          il costo di un metro quadrato tocca i 32.0 euro
  • New York    il costo di un metro quadrato tocca i 30.0 euro
  • Hong Kong il costo di un metro quadrato tocca i 28.5 euro
  • Parigi          il costo di un metro quadrato tocca i 26.5 euro

 

 

Milano  il costo di un metro quadrato tocca  i 21.7 euro; il costo dell’ affitto di un appartamento di 90 metri quadrati in una zona semi-centrale e’ stato di 1.061 euro medi mensili nel 2006, 11.78 euro il costo di un metro quadrato  (+73,8%) dai 610 euro nel 2001 . Mentre per 70 metri quadrati  si è passati agli 850 euro del 2006 12.14 euro il costo di un metro quadrato  (+71,7%) dai 495 euro nel 2001.

Roma         il costo di un metro quadrato tocca  i 20.0 euro; il costo dell’ affitto di un appartamento di 90 metri quadrati in una zona semi-centrale e’ stato di 1.061 euro medi mensili nel 2006, 11.78 euro il costo di un metro quadrato  (+73,8%) dai 610 euro nel 2001 . Mentre per 70 metri quadrati  si è passati agli 850 euro del 2006 12.14 euro il costo di un metro quadrato  (+71,7%) dai 495 euro nel 2001.

 

  • Ginevra      il costo di un metro quadrato tocca i 19.4 euro
  • Madrid        il costo di un metro quadrato tocca i 16.0 euro
  • Barcellona  il costo di un metro quadrato tocca i 14.0 euro
  • Berlino        il costo di un metro quadrato tocca i 11.0 euro
  • Stoccolma  il costo di un metro quadrato tocca i   9,9 euro
  • Amsterdam il costo di un metro quadrato tocca i   9,7 euro
  • Bruxelles     il costo di un metro quadrato tocca i   7,9 euro
  • Tallin           il costo di un metro quadrato tocca i   5,0 euro.

 

 

 

Dal gennaio 1999 al dicembre 2005, Si è assistito a un’incredibile moltiplicazione dei valori: Il valore totale degli immobili residenziali nei paesi sviluppati è cresciuto a più di 70 trilioni negli ultimi 6  anni dai 30 trilioni di dollari : un incremento che è equivalente notano gli esperti al 100 per cento dei Pil di tutti i paesi messi insieme. Non v’è traccia di nulla di simile nel passato, neppure in relazione alle grandi bolle dei mercati azionari negli anni 20. 

 

  • Sud Africa,       i prezzi sono cresciuti in questo lasso di tempo del 244%

  • Irlanda              i prezzi sono cresciuti in questo lasso di tempo del 192%

  • UK                    i prezzi sono cresciuti in questo lasso di tempo del 154%

  • Spagna            i prezzi sono cresciuti in questo lasso di tempo del 145%

  • Australia          i prezzi sono cresciuti in questo lasso di tempo del  114%

  • Francia             i prezzi sono cresciuti in questo lasso di tempo del   87%

  • Svezia              i prezzi sono cresciuti in questo lasso di tempo del    84%

  • Stati Uniti         i prezzi sono cresciuti in questo lasso di tempo del    73%

  • Belgio              i prezzi sono cresciuti in questo lasso di tempo del      71%

  • Italia                 i prezzi sono cresciuti in questo lasso di tempo del    65%, ma raddoppi e anche triplicazioni di valore per gli immobili più prestigiosi dei centri storici delle principali città.

  • Nuova Zelandai prezzi sono cresciuti in questo lasso di tempo del    64%,

  • Germania,  i prezzi sono cresciuti in questo lasso di tempo del     0%,  ma raddoppi di valore per gli immobili più prestigiosi delle principali città

  • Giappone,  i prezzi sono cresciuti in questo lasso di tempo del  -28%,  ma raddoppi di valore per gli immobili più prestigiosi delle principali città

 

Il prezzo medio degli immobili residenziali a Manhattan ha raggiunto un nuovo record assoluto nel secondo trimestre 2006, 8.800 dollari al metro quadro, (tra  6.500 e 11.000 dollari) pari a $880.000 quattro volte la media nazionale americana. Il costo medio di una abitazione nuova e’ di  251,700 dollari, di una abitazione gia’ esistente  e’ di 218,000 dollari

 

 

Un appartamento medio a nel West o East Side, zona piu’ lussuosa di New York City , che nel 1990 veniva venduto a circa un milione di dollari vale ora circa 5 milioni e di norma rimane sul mercato meno di sessanta giorni rispetto ai 200 giorni del 1990. Ma occorre un reddito familiare medio annuo di almeno 60 mila dollari per acquistare una residenza nelle periferie più distanti. Nei grandi centri urbani il reddito minimo richiesto dalle banche supera i 180 mila dollari l’anno.

 

Nella tabella, il confronto dei prezzi al metroquadro in euro, arrotondati alle centinaia, nei segmenti residenziali Prime e Super Prime.

 

  • Prime-residenziale del lusso/ Superprime-superlusso:
  •  
  • LONDRA 19.200 48.000

  • NEW YORK 16.000 43.200

  • MONTECARLO n.d. 44.800

  • TOKYO 14.400 20.800

  • HONG KONG 11.200 32.000

  • SINGAPORE 9.600 25.600

  • DUBAI 3.200 8.300

  •  
  •  

 

 

ENERGIA

Ecco gli aumenti di prezzi in 5 anni di euro e Analisi Costi Bollette

 

LUCE +10,9%

GAS CASA +16%

 

Dei 38,68 miliardi di euro che ogni anno gli italiani pagano per le bollette elettriche, 4,96 miliardi ( il 12.92%) sfumano negli ‘oneri di sistema’, tutta una serie cioé di voci, prezzi e sovrapprezzi contenuti nella tariffa elettrica che nulla hanno a che vedere con la luce, cioe’ nulla hanno a che fare con il costo per produrla, trasportarla, gestirla e distribuirla. Una sorta di ‘obolo’ che pesa sulle bollette degli utenti italiani, da tempo nel mirino per essere tra le più alte nel confronto con gli altri paesi europei.

 

 

Scorrendo dagli ultimi dati disponibili su quelli che in gergo vengono definiti ‘extra-oneri del sistema’ si rileva così che gran parte della voce è costituita da capitoli tra i più disparati:

 

  1. dagli incentivi Cip6, riconosciuti alle fonti rinnovabili,

  2. dagli incentivi Cip6 fino a ieri riconosciuti a quelle assimilate (come ad esempio  gli inceneritori e la produzione elettrica da scarti di lavorazioni petrolifere). ( Cip6 , i contributi agli inceneritori che, senza la lotta dei Verdi e prima di molti ragazzi dei meetup, su tutti Max, ci sarebbero ancora: Il Consiglio dei Ministri ha ripristinato l’emendamento  scomparso al Senato – che esclude le fonti assimilate, tra queste gli inceneritori, dagli incentivi per le rinnovabili)

  3. dagli incentivi riconosciuti ai regimi tariffari speciali per alcune società come le Fs,

  4. dagli incentivi riconosciuti per la copertura degli sconti praticati ai clienti ‘interrompibili’, quelli cioé che accettano di vedersi staccare la fornitura in caso di emergenza di offerta.

  5. dagli incentivi riconosciuti per i certificati verdi, mirati alla produzione pulita di elettricità.

  6. dagli incentivi riconosciuti per un’altra parte della voce extra-costi, destinata agli oneri pregressi: ovvero a tutti quei rimborsi e coperture riconosciuti agli operatori per scelte di politica industriale del passato. Molte di queste voci di rimborso/costi per il cittadino – come nel caso dei cosiddetti stranded cost – sono legate a scelte di politica economica imposte agli ex monopolisti prima della liberalizzazione ed il cui recupero è divenuto impossibile con l’apertura del mercato. Tra queste sono comprese anche gli oneri nucleari. Mentre per anni gli italiani hanno pagato un ‘dazio’ per rimborsare le imprese elettriche, Enel in prima linea, per gli investimenti fatti e non recuperati con l’addio alla produzione atomica, decisa dal referendum del 1987, questa voce oggi si riferisce al solo programma di smaltimento del materiale potenzialmente radioattivo degli ex siti nucleari. Programma che é stato affidato alla Sogin, società del Ministero dell’Economia.

 

 

 

Ecco, secondo gli ultimi dati disponibili (riferiti al terzo trimestre del 2006), la struttura del prezzo dell’elettricità al netto delle imposte:

 

VOCE      MILIONI EURO            INCIDENZA % SU TOTALE

 

COSTI ENERGIA  27.280   70,5%

TRASMISSIONE     1.005     3,0%

DISTRIBUZIONE     4.617   11,5%

VENDITA E MISURA 812     2,0%

ONERI SISTEMA    4.966   12,9%

 

TOTALE 38.680 100,0%

 

 

 

ALTRE PRINCIPALI VOCI DI PRODOTTI

 

2001/2006  VARIAZIONE %

 

 

 

RISTORANTI E PIZZERIE  ( PASTI COMPRENSIVI DI VINO E DOLCE)……………..+45,6% 

 

 

 

CONTI CORRENTI:  In questi cinque anni, gli italiani hanno accantonato più denaro sui depositi bancari e postali: +19,9%, 896 miliardi (a giugno 2006) contro i 720 del 2001. È un segno diincertezza dei mercati, ma anche della paura di non farcela.

 

 

  • SERVIZI BANCARI ……………………….+32,0%

  • SERVIZI BANCOPOSTA ………………. +28,2%

  • BOLLETTINO C/C POSTALE……………+30,0%

  • PRELIEVO BANCOMAT ………………..+18,0%

 

 

 

La quota di automezzi con oltre 2.000 cc sul totale del parco veicolare è cresciuta senza strappi: dal 4,88% nel 2001 al 5,34% nel 2002, al 5,79% nel 2003 al 6,17% nel 2004, fino al 6,5% dell’anno scorso.

 

  • ASSICURAZIONI RC AUTO …………….. +13,9%
  • PEDAGGI AUTOSTRADALI …………….. +15,8%
  • CICLOMOTORI………………………………..+10,3%
  • AUTO…………….. ……………………………. +9,6%
  • MANUTENZIONE E RIPARAZIONE AUTO…+16%

 

 

 

OTHER PRICES:

 

  • ACQUA POTABILE……………..  16,8%

  • GAS CASA…………….. ………..+16,0%

  • LUCE…………….. ………………..+10,9%

  • CARBURANTI………………………+27,0%
  • GASOLIO AUTO…………………. +32.9%

  • BENZINA VERDE……………….. +25.6%

  • TRASPORTI AEREI………………+21,7%

  • TRENO EURO STAR…………….. 0,00%

  • TAXI…………….. …………………..+11,9%

  • DOMESTICA A ORE…………….. +6.6%
  • VINO…………….. …………………+10,9%
  • CARNE BOVINA…………….. ……+9,9%
  • PANE…………….. ………………….+9,0%
  • MOBILI…………….. ………………..+9,4%

 

CASA  RIPARAZIONE E MANUTENZIONE +11,7%

RIPARAZIONE ELETTRODOMESTICI +9;0%

 

OTHER PRICES:

 

  • ISTRUZIONE SECONDARIA…………..+25,5%   (ossia le tasse scolastiche)

  • AVVOCATI E COMMERCIALISTI +20,0%

  • MEDICI…………….. ………………………+18,0%

  • DENTISTI…………….. ………………….. +14,5%

  • CAUSA LEGALE SEP.CONSENSUALE +8.5%

  • SPESE ASSISTENZA…………………….+14,9%

  • SERVIZI MEDICI…………….. ……….. ….+13,9%

  • MEDICINALI…………….. …………………. -13,6%

  •  

  • SCATTO TELEFONICO …… 0.062 0.078. +25%
    TELEFONATE…. -5,7% ( per 4 minuti di chiamata fissa Telecom)

  •  

  • SMS (Tim)…………….. ……………………. -31.6%

  • PREZZI TELEFONI E CELLULARI………… -45%

  • PALESTRE…………….. …………………. +12,4%

  • STABILIMENTI BALNEARI……………… +21,5%

  • STADI E MANIFESTAZIONI SPORTIVE ..+9,5%

  • PACCHETTI VACANZA…………………….+21,1%

  • BAR…………….. ……………………………. +11,9%

  • ALBERGHI…………….. ……………………. +10,3%

  • GARAGE E PARCHEGGI………………….. +9,5%

 

UOMO:

 

  • LAVANDERIA PANTALONE………+57.0%

  • SCHIUMA DA BARBA ……………..+22,7%

  • Lamette barba…………………………+21,8%

  • SPAZZOLINO DA DENTI……………+38.1%

  • DEODORANTE STICK………………+34.7%

  • BAGNOSCHIUMA…………………….+26,2%

  • JEANS…… …………………………….+39.4%

  • POLO DI MARCA……………………..+16,1%

  • SCARPE DA UOMO…………………+11,3%

  • CAMICIE E MAGLIETTE…………….. +9,5%

  • CALZE UOMO  GAMBALE LUNGO BLEU COSTE LARGHE+24,0%

     

     

     

    DONNA:

     

     

    • CALZE AUTOREGGENTI E PER REGGICALZE …………..+34,0%

    • TANGA, PERIZOMA ………………..+33,0%

    • SCARPE DA DONNA……………….. +9,2%
      GAMBALETTI………………………….+34,0%

    • Assorbenti………………………………+21,1%

    • SPAZZOLINO DA DENTI……… ……+38.1%

    • DEODORANTE STICK………………..+34.7%

    • BAGNOSCHIUMA……………………..+26,2%

    • LAVANDERIA ABITO DONNA……….+72,4%

    • PARRUCCHIERE (taglio….. …………+49,0%

       

       

       

       

      OTHER PRICES:

 

PRODOTTI 2001/2006 VARIAZIONE %

 

 

  • LOTTO GIOCATA MINIMA…… 0.52 ………1.00……….+92.3%

  • ACCENDINO…… ………………..0.52 ………1.00 ……..+92.3%

  • PENNA A SFERA………………. 0.26 ………0.50 ……..+92.3%

  • LAVANDERIA CAPPOTTO……2.58 ………4.50 ………+74.4%

  • LAVANDERIA ABITO DONNA..2,32   …….4,00  ……..+72,4%

  • DETERSIVO PIATTI 1 L ………1.15 ………1.90 ……….+65.2%

  • SALE 1 KG……………………….. 0.47 ………0.75 …….+59.0%

  • LAVANDERIA PANTALONE…..1,91……….3,00 ……..+57.0%

  • PARRUCCHIERE MESSA IN PIEGA….9.81….15.0   +53,0%

  • SIGARETTE……………………… 2.17 ………3.30 ……..+52,0%

  • FUMETTI…………………………. 1.65 ……….2.50 ……..+52,0%

  • PARRUCCHIERE (taglio)……13,43………20,00….. …..+49,0%

  • PIZZA MARGHERITA…… ……3.36 ……….5.00 ……….+48.8%

  • UOVA CONFEZIONE DA 6…..1.09 ……….1.60 ……….+46.7%

  • RISO 1 KG…… ………………….1.52 ……….2.20 ……….+44.7%

  • CANDEGGINA 1 L…… ………..0.70………. 1.00 ……….+42.8%

  • FARINA 1 KG…………………… 0.57 ………..0.80 ………+40,0%

  • JEANS…… ………………………64.56 ………90.00 ……..+39.4%

  • QUADERNONE…… …………….1.08 ……….1.50 ……….+38.8%

  • LIMONI 1 KG…… ……………….1.37 ……….1.90 ………..+38.6%

  • SPAZZOLINO DA DENTI…… ..1.81 ………2.50 …………+38.1%

  • OLIO DI SEMI…… ………………1.39 ………1.90 …………+36.6%

  • COLLANT…… …………………….3.31 ………4.50 ………..+36,0%

  • DEODORANTE STICK……….. 2.30 ……….3.10 ………..+34.7%

  • DETERSIVO LAVATRICE…… .5.05 ……….6.80 ……….+34.6%

  • GAMBALETTI……………………..1.38 ……….1.85 ……….+34,0%

  • CALZE AUTOREGGENTI E PER REGGICALZE ………..+34,0%

  • TANGA, PERIZOMA …………………………………………..+33,0%

  • SCATOLETTA GATTO GRANDE..1.14 ……1.50 ………..+31.5%

  • CEREALI COLAZIONE…………1.83 ………..2.40 ………..+31.1%

  • BIRRA0,66 CL …………………..1.03 …………1.35 ……….+31,0%

  • BOLLETTINO C/C POSTALE…0.77 ………..1.00 ………..+30,0%

  • BIGLIETTO AUTOBUS………….0.77 ………..1.00 ………..+30,0%

  • SUPLLÌ (1)………………………….0.77 ………..1.00 ……….+30,0%

  • TONNO IN SCATOLA …………..7.09 ………..9.99 ………..+26.7%

  • BAGNOSCHIUMA………………..2.06 …………2.60 ……….+26,2%

  • DADO 10 PZ ……………………..1.19 …………1.50 ………..+26,0%

  • ASPIRINA………………………….2.79 ………….3.50 ……….+25.4%

  • SAPONETTA……………………..0.72 …………..0.90 ………+25,0%

  • LATTE FRESCO 1 l…………….1,08……………1,35…… ….+25,0%

  • CALZE UOMO  GAMBALE LUNGO BLEU COSTE LARGHE+24,0%

  • POMODORI PELATI……………1,13……………1,40………..+23,9%

  • MINESTRONE BUSTA…………2,19……………2,70……….+23,3%

  • NASELLO 1 kg………………….11,62………….14,30 ………+23,0%

  • SCHIUMA DA BARBA …………3,34…………….4,10………+22,7%

  • IMPIANTI DI RISALITA …………………………………………..+22,5%

  • Aceto 1 l……………………………0,98…………….1,20 ……..+22,4%

  • Lamette barba…………………….3,20……………3,90….. ….+21,8%

  • Zucchine al Kg……………………1,81…………….2,20………+21,5%

  • Banane al kg………………………1,65…………….2,00.. ……+21,2%

  • Assorbenti………………………….2,89………. …..3,50………+21,1%

  • Arance al kg……………………….1,24…………….1,50………+21,0%

  • Cinema (ridotto)………………….4,13……………..5,00………+21,0%

  • Ammorbidente…………………….3,25………….. ..3,90………+20,0%

  • Tovaglioli carta…………………..1,42……………..1,70…. ……+19,7%

  • Prosciutto crudo al kg…………20,65……………24,50……….+18,6%

  • Cacao polvere……………………0,76……………..0,90 ……….+18,4%

  • Tè…………………………………….1,60……. ………1,90………+18,0%

  • Prelievo Bancomat……………..1,70………………2,00.. ……..+18,0%

  • Quotidiano…………………………0,77….. …………0,90……….+17,0%

  • Crackers……………………………1,54…… ………..1,80……….+16,8%

  • Pane al Kg…………………………1,80………………2,10 ………+16,6%

  • Biscotti Privolat…………………..1,50……………..1,75…………+16,6%

  • Parmigiano Reggiano…………15,44…………….18,00.. ………+16,5%

  • Polo di marca……………………77,47……………90, 00………..+16,1%

  • Fettine di vitello al kg………….11,98……………13,90…………+16,0%

  • Yogurt……………………………….1,21……….. ……1,40……….+15,7%

  • Caffè…………………………………0,67. …………….0,77……….+15,0%

  • Teatro abb. (Rm)……………..191,60…………..220,00….. ……+14,8%

  • Dentifricio…………………………..2,01……. ……….2,30……….+14,4%

  • Cipolla al kg………………………..1,14………………1,30. …….+14,0%

  • Caffè…………………………………2,63.. ……………2,99……….+13,7%

  • Pomodori pachino……………….2,92………………3,30…. …….+13,0%

  • Patate al kg………………………..0,62………………0,70.. ……..+12,9%

  • Saponetta marsiglia……………..0,71………………0,80….. …..+12,6%

  • Zucchero 1 kg……………………..0,98………………1,10…. ……+12,2%

  • Panna cucina………………………1,16………………1,30.. …….+12,0%

  • Cinema……………………………….6,71…. ………….7,50………+11,7%

  • Sugo pronto…………………………2,06……………..2 ,30……….+11,6%

  • Teatro abb. (Mi)………………..130,14…………..145,00… ……..+11,4%

  • Shampoo…………………………….3,05……….. ……3,40……….+11,4%

  • Miele liquido…………………………3,15……….. ……3,50………+11,1%

  • Olio d’oliva l.1……………………….5,06………………5,60….. ….+10,6%

  • Pannolini…………………………….11,83………… …13,00………..+9,8%

  • Sottilette………………………………1,65…….. ………1,80………..+9,0%

  • Omogeneizzati………………………2,69…………… …2,90……….+7,8%

  • Spaghetti 1 kg ………………………0,84……………….0,90…… …+7,1%

  • Carta igienica………………………..3,41……………….3,60……….+5,5%

  • Mele Golden al Kg………………….1,42……………….1,50….. ….+5,6%

  • Coca cola……………………………..1,54…………….. .1,60………+3,8%

  • COMPACT DISC …………………20,14……………..19,90………..-1,2%

  • FRANCOBOLLO PRIORITARIA  0,62………………0,60.. ……….-3,5%

  • VIDEOCASSETTA………………..16,01… ………….15,00………..-6,6%

  • CLIMATIZZATORE CASA ……………………………………………..-6,0%

  • ACQUA MINERALE GASATA………………………………………..-7,0%

  • GIOCHI PLAYSTATION TV…………………………………………..-11.9%

  • DIVANO IKEA……………………………………………………………-35.8%

  • PREZZI PC………………………………………………………………..-38,6%

  • TV LCD…………………………………………………………………….-50.9%

 

 

 

E’ interessante notare, come il ribasso dei prezzi di un prodotto non sono assolutamente direttamente proporzionali con il fatturato e gli utili, onfatti come ben si puo’ vedere nonostante i beni offerti dal Gruppo IKEA ( DIVANO -35.8%, vendita di 80 milioni di armadi Ikea-marca-Billy, i più acquistati nei punti vendita di mezzo mondo i cui prezzi sono diminuiti del  -25.0%) siano in generale diminuti nel settore non alimentare, il suo fatturato e gli utili hanno raggiunto livelli record.

 

La stessa cosa avviene in genere nei mercati dove vi e’ reale concorrenza (a partire dai servizi bancari e quelli energetici), la’ dove sempre si verifica che i prodotti di migliore qualita’ ed a prezzi contenuti vendono di piu’ generando flussi di cassa, fatturati e utili maggiori per l’azienda.

 

IKEA (centrale operativa a Älmhult in Svezia), fondata nel 1943 è oggi presente in 34 Paesi con quasi 250 megastores. Il catalogo gratuito IKEA nel 2006 ha avuto una tiratura di 160 milioni di copie, la più alta nel mondo: IKEA, acronimo di Ingvar Kamprad, nome e cognome del suo fondatore e, Elmtaryd Agunnaryd, rispettivamente il nome della fattoria e del villaggio nel quale Kamprad viveva .

 

IKEA non essendo quotata in borsa, pur essendo una tra le 10 più grandi aziende del mondo, comunica a fine anno solamente il proprio fatturato, ma recentemente ad un festeggiamento di fine anno con i dipendenti all’ex principale azionista di riferimento, sino a giugno 2006,  e’ sfuggita l’entita’ degli utili netti relativi allo scorso anno e l’incremento relativo al 2006 degli stessi cossicche’ e’ stato possibile calcolare anche quelli dell’anno in corso:

  1. 1- fatturato 2006 è di 17,7 milardi di euro;

  2. 2- utile netto 2006 ammonta a 2,8 miliardi di euro pari al 15.81% del fatturato;

  3. 3- tasse da pagare pari a 708,4 milioni di euro, cifra che corrisponde al 25,3% degli utili secondo la normativa svedese.

     

    Il fondatore di IKEA, Ingvar Kamprad, ha 80 anni e vive in Svizzera, sarebbe l’uomo più ricco del mondo potendo contare su di un patrimonio di oltre 53 miliardi di dollari circa. Più ricco anche di Bill Gates, che secondo il magazine “Forbes” ha una fortuna personale che si aggira sui 47 miliardi di dollari.

 

 

Da notare che Kamprad dal 2006 non è più l’azionista principale di riferimento dell’azienda, quindi formalmente IKEA non dovrebbe essere inclusa nei calcoli della sua ricchezza da oggi in poi.

 

 

Cemento e calcestruzzo

 

Ecco gli aumenti di prezzi in 5 anni dal giugno 2001 ad agosto 2006;

Cement in tabella – e’ cresciuto di un + 31.8%Concrete products in tabella – e’ cresciuto di un + 31.5% 

Changes in Construction Costs  – Concrete products  – Asphalt 

 

Click here: [url=http://www.gbcnys.agc.org/public/Economist/06.10PPI.pdf]link-Changes in Construction Materials Prices -Concrete products-Cement-Asphalt [/url]

Click here: [url=http://concreteproducts.com/mag/concrete_powder_product_prices/]link-Changes in Construction Materials Prices -Concrete products-Cement-Asphalt [/url]

Click here: [url=http://www2.barchart.com/default.asp]link-The Reuters/Jefferies CRB Index-CRB Raw Industrials Sub-Index [/url]

Click here: [url=http://www2.barchart.com/indices.asp]link-The Reuters/Jefferies CRB Index-CRB Raw Industrials Sub-Index [/url]

Click here: [url=http://www.crbtrader.com/crbindex/]link-The Reuters/Jefferies CRB-CRB Raw Industrials Sub-Index [/url]

 

Monthly Charts and Data  (Updated December 4, 2006)

 

 

Come tutte le materie prime sono aumentati in maniera incredibile il prezzo medio del cemento e del calcestruzzo (rapportato al fatto che ovviamente si tratta di cemento e non di oro o platino) dal giugno 2001 ad agosto 2006; e precisamente il prezzo medio del cemento e del calcestruzzo – Cement in tabella – e’ cresciuto in 5 anni ad agosto 2006 di un + 31.8%, e  – Concrete products in tabella -e’ cresciuto in 5 anni ad agosto 2006 di un + 31.5%.

 

Ecco i prezzi del cemento e del calcestruzzo nel mondo, cioe’ nei principali mercati di  acquisto e vendita, gli Stati Uniti. A seconda del tipo di cemento e calcestruzzo (Cement – Concrete products  – Prestressed concrete – Ready mixed concrete) , con forti incrementi negli ultimi 3 anni fino a luglio 2006:

1 Cement prices, nei soli 3 anni 2004/2005/2006 e’ cresciuto del 30.6% in the 12 months leading up to August 2006.

2 Concrete products nei soli 3 anni 2004/2005/2006 e’ cresciuto del 27.8% in the 12 months leading up to August 2006.

3 Prestressed concrete products (showed the greatest price gains in 2006 against August 2005 levels at 17.1 percent), nei soli 3 anni 2004/2005/2006 e’ cresciuto del 29.1% in the 12 months leading up to August 2006.

4 Ready mixed concrete (also ringing up a double-digit increase in 2006 against August 2005 levels at 11.9 percent),  nei soli 3 anni 2004/2005/2006 e’ cresciuto del 32.2% in the 12 months leading up to August 2006.

 

Non a caso i maggiori indici settoriali delle materie prime , tutte, e’ salito, anche nel sottoindice dei materiali da costruzione: The Reuters/Jefferies CRB Index (che ha al suo interno anche il sottoindice CRB Raw Industrials Sub-Index)  solo nel 2006 chiudendo a 307,26 e’ calato del -7.4% dopo esser salito tra giugno  2001 , in area 205, fino ai recenti massimi ,di seduta non di chiusura  365.45 points in July of 2006, e luglio 2006 a 349.8 points del +70.63%.  IL CRB Raw Industrials Sub-Index e’ un sottoindice completo del CRB SPOT INDEX, delle materie prime (tra cui il cemento da costruzione Concrete products  ), solo nel 2006 chiudendo a 430,0 e’ calato del -2.4% dopo esser salito tra giugno  2001 , in area 245, fino ai recenti massimi,  444.00 points in November of 2006, del +81.22%. The commodity and construction materials boom began roughly in early 2002. In early 2002, the U.S. economy “had some of the lowest real interest rates in modern history”.  

Solo nella seconda meta’ dell’anno 2006 vi e’ stato un leggero calo , ma sempre prossimo agli alti livelli. E il motivo di questa forte crescita dei prezzi delle materie prime e’ dovuta al fatto che per 4 anni e mezzo i tassi d’interesse erano bassissimi e quindi la gente ha fatto mutui a non finire ed il mercato delel case ha fatto boom, e con esso quello dei prezzi da costruzione.  In general, the 12-month changes through 2003 show very modest increases and many decreases in price, similar to the overall PPI for finished goods, which fell 1.6% in 2001, rose 1.2% in 2002, and rose 4% in 2003. Beginning in 2004, however, numerous construction materials have had one or more periods of double-digit increases, whereas the finished-goods PPI has continued to rise at a 4-5% annual rate.

According to the PPI for construction materials and components (2001-2006), average prices for all concrete products combined were up 10.4 percent as of August 2006, over prices in the same month last year. Prestressed concrete showed the greatest price gains (17.1 percent), with ready mixed concrete also ringing up a double-digit increase (11.9 percent) against August 2005 levels. Cement prices, which experienced an 11.7 percent rise in all of 2005 over the prior year, saw an 11 percent uptick in the 12 months leading up to August 2006.

Several other construction materials saw even more dramatic upswings in prices, according to the PPI, including asphalt paving mixtures and blocks (up 39 percent); steel mill products (23 percent); and gypsum products (21 percent). The only construction input to decrease in price over the past 12 months was lumber and plywood, down 6.1 percent.

In an early fall Construction Inflation Alert, Associated General Contractors of America Chief Economist Ken Simonson warned that construction material prices might rise another 6 to 8 percent, with periods of 10 percent increases possible. The alert was made days after Simonson, responding to new Producer Price Index data from the Department of Commerce, cited double-digit increases in concrete product and portland cement prices over the past 12 months.

The extreme cost increases or volatility of some construction inputs are proving troublesome to contractors because they have been sudden, extreme and unexpected,” he says. “Private owners, public agencies that do budgeting and design, and contractors should all be aware that construction materials prices are likely to keep rising at a much faster rate than the 3 to 4 percent increase in the consumer price index or broad PPI for finished goods.

 

 

PRODUCT

CALENDAR YEAR PERCENT CHANGE….TO 08/06 OVER PAST 

 

 

 

 
  2001 2002 2003 2004 2005 1 mo. 3 mo. 1 yr.
Concrete products 2.5 -0.3 1.5 7.6 9.8 0.0 1.5 10.4
Concrete block and brick 2.3 1.6 3.2 4.7 8.1 -0.1 1.6 8.2
Concrete pipe 4.4 1.7 1.4 5.5 8.6 0.0 2.3 4.7
Ready mixed 2.5 -1.1 2.1 8.7 11.6 0.0 1.9 11.9
Precast products 0.7 0.3 2.5 6.0 6.4 0.1 -0.1 6.1
Prestressed concrete products 5.3 1.8 -0.2 8.2 3.8 -0.2 0.2 17.1
Brick and structural clay tile 5.3 1.9 0.7 3.0 9.5 -0.2 0.4 8.4
Construction sand/gravel/crushed stone 3.3 2.5 2.4 4.3 7.9 1.5 2.7 10.2
Cement 1.0 1.3 -1.1 7.9 11.7 0.3 0.7 11.0

 

The Reuters/Jefferies CRB Index

CRB Raw Industrials Sub-Index (CRB SPOT INDEX  )

 

 

Current Construction: Metals:Textiles and Fibers.Livestock and ProductsFats and OilsRaw Industrials CRB Raw Industrials Sub-IndexFoodstuffs  

The Reuters/Jefferies CRB Index (che ha al suo interno anche il sottoindice CRB Raw Industrials Sub-Index)  solo nel 2006 chiudendo a 307,26 e’ calato del -7.4% dopo esser salito tra giugno  2001 , in area 205, fino ai recenti massimi ,di seduta non di chiusura  365.45 points in July of 2006, e luglio 2006 a 349.8 points del +70.63%. The Reuters/Jefferies CRB Index ($CRB INDEX)   

 

   http://www2.barchart.com/default.asp

fine 2006  -7.40%   307.26     52wk Range     292.72 /      365.45

 

L’indice CRB, pubblicato dal Commodity Research Bureau (da qui l’acronimo CRB) http://www.crbtrader.com/ nasce nel 1957 come paniere di 28 diversi mercati future relativi alle merci e materiali per costruzione. Attualmente l’indice comprende 17 mercati divisi in 6 gruppi, tra i quali spiccano quello dell’energia (petrolio, combustibile da riscaldamento e gas naturale) e dei metalli preziosi (oro, platino ed argento), ma dove sono rappresentati anche tutti gli altri principali fattori produttivi (RAME/ ACCIAIO/ CEMENTO). 

The Reuters/Jefferies CRB Index offered a broad view of the overall performance in commodities and construction materials, touching an all-time intraday high of 365.45 points in july of 2006. Il trend rialzista del CRB non è in discussione fino al 2005 e parte dell’inizio 2006:  a 365  il grafico mostra una salita continua dai minimi .

The commodity and construction materials boom began roughly in early 2002. In early 2002, the U.S. economy “had some of the lowest real interest rates in modern history”.

IL CRB Raw Industrials Sub-Index e’ un sottoindice completo del CRB SPOT INDEX, delle materie prime (tra cui il cemento da costruzione Concrete products  ), solo nel 2006 chiudendo a 430,0 e’ calato del -2.4% dopo esser salito tra giugno  2001 , in area 245, fino ai recenti massimi,  444.00 points in November of 2006, del +81.22%. The commodity and construction materials boom began roughly in early 2002. In early 2002, the U.S. economy “had some of the lowest real interest rates in modern history”.  

Inflazione core , il  parametro guardato con attenzione dalla Bce e dalla Fed per orientarsi nella strategia di politica monetaria ai fini delle decisioni da adottare in materia di tassi:     

Europa

Total  Consumer Price Index (HICP, harmonised index) Excluding energy and food

U.S.

GDP REPORT

The  Core PCE – Excluding energy and food  -Appendix Table A.–Real Gross Domestic Product and Related Aggregates and Price Indexes: Percent Change From Preceding Period

 

Click here: [url=http://sdw.ecb.int/reports.do?currentNodeId=100000181]link-Consumer Price Index HICP [/url]

Click here: [url=http://www.ecb.int/stats/prices/hicp/html/index.en.html]link-Consumer Price Index HICP [/url]

Click here: [url=http://www.ecb.int/stats/keyind/html/sdds.en.html]link-Consumer Price Index HICP [/url]

Click here: [url=http://www.bea.gov/bea/newsrel/gdpnewsrelease.htm]link-The  U.S. Core PCE [/url]

Click here: [url=http://www.bea.gov/ ]link-The  U.S. Core PCE [/url]

Click here: [url=http://www.ecb.int/press/key/date/2001/html/sp010317.it.html]linkconcetto di crescita cumulata in economia Padoa-Schioppa [/url]   

 

La crescita cumulata (come spesso si usa in economia nel confrontare i dati dell’inflazione del pil etc)

 

 http://www.ecb.int/press/key/date/2001/html/sp010317.it.html)

 

dal giugno 2002 al 2006, dell l’inflazione core misurata dalle banche centrali in politica monetaria sia in europa sia negli U.S.:L’inflazione core media annua in Europa Consumer Price Index (HICP, harmonised index)  Total Excluding energy and food  a Novembre  2006 e’ all’ 1.6% in linea con l’anno intero (mentre e’ lievemente salito il dato grezzo all’1,8%  contro l’1,6% di ottobre): 2002  2.5%  2003   2.0% 2004    2.1% 2005    1.5%; la crescita cumulata e’ stata quindi attorno al 2.0% / 1.94% negli ultimi 5 anni, e’ quella diffusa dagli enti istituzionali, cioe’ quella core;  Per quanto riguarda l’italia L’inflazione core media e’ superiore a quella europea, a Novembre  2006 e’ all’ 1.8% in linea con l’anno intero (mentre e’ lievemente salito il dato grezzo all’2,0%  contro l’1,8% di ottobre): la crescita cumulata dell’inflazione core e’ stata attorno al 2.1% / 2.2% negli ultimi 5 anni, e’ quella diffusa dagli enti istituzionali, cioe’ quella core.  

Eurostat, l’ufficio europeo di statistica,  su base mensile, per il mese di novembre, indica un tasso d’inflazione core dell’indice europeo dei prezzi al consumo invariato.  

Ue-12, Il tasso di inflazione  HICP su base annua nel mese di novembre nella zona dell’euro è salito all’1,8%  contro l’1,6% di ottobre, mentre e’ rimasto stabile a 1,6% quello core. Nella zona dell’euro hanno registrato tassi annuali più elevati i prezzi per l’abitazione (3,6%), l’educazione (3,5%) e i prodotti alimentari (3,0%) mentre quelli più bassi sono indicati per le comunicazioni (-2,7%), il tempo libero e la cultura (-0,1%) così come i trasporti (0,8%). Il gas, rileva ancora Eurostat, ha avuto il più forte impatto sul tasso globale (+0,14 punti percentuali) seguito dalle verdure (+0,10).

Nell’Ue-25 invece il tasso annuale rilevato in novembre è stato del 2,1%, contro l’1,8% di ottobre, mentre e’ rimasto stabile a 1,9% quello core.

 

Quanto ai singoli paesi, i tassi d’inflazione su base annua sono stati rilevati a 

Malta (0,9%),

Repubblica Ceca (1,0%)

Cipro,  (con l’1,3%),

Polonia  (con l’1,3%),

Finlandia (con l’1,3%),

Italia è del 2,0%

Ungheria (6,4%),

Lettonia (6,3%)

Estonia (4,7%)

 

 

Stessa cosa negli stati uniti L’inflazione core media annua e’ stata attorno al 2.0% / 2.1% negli ultimi 5 anni(Over the year The  Core PCE index for gross domestic purchases Excluding energy and food  rose by +2.2% annual rate in 2006 from  rose by +2.0% annual rate in 2005 from rose by +2.0% in 2004 from rose by +1.4% in 2003).

The core price index  A key measure of inflation pressures based on personal consumption expenditures that Fed Chairman Alan Greenspan is known to monitor –  a measure of inflation  to consumer spending,   a measure favored by Fed policy makers, un parametro guardato con attenzione dalla Federal Reserve per orientarsi nella sua strategia di politica monetaria ai fini delle decisioni da adottare in materia di tassi. I prezzi del settore costruzioni costituiscono il 14% dell’indice The  Core PCE index .     

The  Core PCE – The personal consumption expenditures price index – Excluding energy and food  – The  Core PCE a measure of Inflation and prices riferito alla spesa personale used to adjust the figures.  The implicit core price deflator –  a key measure of inflation pressures based on personal consumption expenditures that Fed Chairman Alan Greenspan is known to monitor –  a measure of inflation  to consumer spending,   a measure favored by Fed policy makers, un parametro guardato con attenzione dalla Federal Reserve per orientarsi nella sua strategia di politica monetaria ai fini delle decisioni da adottare in materia di tassi.

 

 

Price indexes:

2003   2004   2005   I 02  II 02 III 02  IV 02   I 03  II 03 III 03  IV 03   I 04  II 04 III 04  IV 04   I 05  II 05 III 05  IV 05   2006   I 06      II 06   III 06 :

  Personal consumption expenditures   excluding food and energ

   1.4    2.0    2.1    1.2    1.1    1.3    1.8    1.6    2.5    2.5    1.7    2.3    2.4    1.9    1.6    2.5    2.1    2.7    2.2

 

In the 3Q increased at an annual rate of 2.2%. The measure is above  the central bankers’ forecast of 1.75 percent to 2 percent for the year.

Over the year The price index for gross domestic purchases rose by +2.2% annual rate in 2006 from  rose by +2.0% annual rate in 2005 from rose by +2.0% in 2004 from rose by +1.4% in 2003.

 

2002 —- 1.8

2003 —- 1.4

2004 —- 2.0

2005 —- 2.0

 

 

La Fed, per la prima volta, ha presentato le proprie previsioni sul PCE core e non più con riferimento all’indice generale . In tal caso per il 2005 gli scenari centrali sono all’interno dei seguenti range: 1,75-2.0%. Questa novità presenta due importanti implicazioni: 1.   1) ufficializzazione del fatto che il focus della Fed è sui dati core sui prezzi; 2.   2) evidenza dell’importanza del 2% come limite superiore del Pce core. Pertanto se nel frattempo i prezzi del petrolio dovessero registrare ancora un trend al rialzo, la chiave di lettura negativa potrebbe essere maggiormente riferita alla crescita del PIL .    

 

Marco Montanari

Annunci

I commenti sono chiusi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: