Sanita’ e Politiche Sociali: alcune riflessioni per eliminare le vergogne attuali

 

 

La vergogna dell’Umberto  I  in uno con il malsano settore della sanita’ in italia, ha sempre la stessa origine, sperpero di soldi pubblici, corruzione, moltitudine di  dipendenti pubblici, incapacita’ dirigenziale e manageriale; e la matrice comune di tutto cio’ e ‘ come sempre che tutto nasce da una pessima classe politica dirigenziale, di ogni colore, e soprattutto dal colpevole e doloso fiancheggiamento dei Sindacati .

L’Ospedale romano e’ una struttura fatiscente, ha personale in esubero, e troppe deleghe a societa’ cooperative per la fornitura di lavoratori sottopagati e con risparmio dei contributi da parte delle cooperative fornitrici (a Roma impera Lazio  Service S.p.A comandata dall’onnipresente e potentissimo rappresentante di varie lobbies, l’avv. Scicchitano; fornitura di lavoratori che e’ illegale in quanto per legge si puo’ solo gestire un servizio ma non fornire lavoratori alla pubblica amministrazione sia essa statale o regionale, e’ vietato, solo per concorso si accede al pubblico impiego) !

 

1500 medici per 1200 posti letto, 4500 amministrativi per un fabbisogno di 2500, e per l’appunto una valanga di precari forniti da Lazio  Service S.p.A e altre cooperative. Nel 1995 i primari erano  325, un’enormita’, si sono fatte cattedre per i soliti figli di papa’, raccomandati e spesso dei ciucci. E’ una gestione politicizzata e sindacalizzata. Fu fatta anni fa’ una legge indegna anche questa , per cui gli amministrativi dello stesso livello, se lavoravano all’interno del Policlinico, percepivano il 25% in più di paga, e ci fu’ la discesa degli unni all’Umberto I.

 

Per far si’ che la sanita’ possa essere improntata ai principi di equita, moralita’, etica, trasparenza ed economicita’ occorre apportare in campo sanitario un assoluto cambio di regime, mi spiego:

 

1 – cambio di mentalita’, ci vuole etica e trasparenza oltre al necessario inserimento normativo della esclusività del rapporto di lavoro:   da noi prevale, anche in questo campo cosi’ delicato e preminente, la cultura del privilegio, del baronato, ognuno coltiva il proprio orticello  (si creano reparti per fare un primario, si parcellizzano le responsabilità in modo che tutti comandino ma nessuno sia realmente responsabile, si lottizzano i posti letto e, soprattutto, che non si denunciano gli errori o le terapie sbagliate per non rischiare di offendere un altro medico, mettendo a rischio la salute di un malato e perdendo l’occasione di evitare il ripetersi degli errori in futuro) e non tollera (arrivando ad intralciare il lavoro dei medici onesti, bravi e fuori da ogni lobbies di potere) chi (mosca bianca tra i colletti bianchi) cerca di fare le cose con trasparente meritocrazia e con l’unico obiettivo di rendere il proprio servizio ai propri simili…malati ( e non pazienti…basta co sto saccente …pazzzzienti !…che sa’ tanto di fredda superiorita’ e distanza dalle persone) ; in italia in particolare ( per via della detta e distorta, furba mentalita’) la duplicita’ di incarichi (pubblico e privato nella stessa persona) va eliminata, dove inoltre la burocrazia fa’ comodo ai baroni; occorre importare il modello organizzativo e scientifico degli Stati Uniti, con la differenza di voler mantenere, qui da noi, il servizio sanitario nazionale per tutti; quindi e’ necessario soltanto riformare profondamente la natura ed il rapporto di lavore dei medici; va eliminato dunque quello che e’ l’ostacolo insormontabile sino ad oggi, ovvero la diffusa ritrosia al cambiamento ed una grande, egoistica e miope abilità nel voler difendere invece i propri interessi in quanto tali piccoli ed a scapito dell’interesse comune, che nel nostro caso è la cura dei malati;

2 – esclusività del rapporto di lavoro: occorre regolamentare per legge l’esclusività del rapporto di lavoro: ogni medico dovra’ decidere tassativamente (o privato o pubblico) e, se decidera’ di essere un dipendente del servizio sanitario nazionale potra’ svolgere la propria attività professionale solo nell’ambito ospedaliero ed universitario (e per questo ricevera’ compensi adeguati, molto ben pagato quindi e, andranno riviste al rialzo le attuali cifre remunerative) e non potra’ svolgere attività privata ;

3 – multidisciplinarità: nei centri ospedalieri quindi ogni paziente verra’ seguito contemporaneamente da tutti gli specialisti senza trasferimenti e visite supplementari. Non si spreca tempo, si migliora la qualità dell’assistenza grazie al confronto tra i vari esperti che così ampliano anche le loro competenze. In Italia la divisione degli ospedali in reparti causa disguidi, scarsa comunicazione tra i medici, difficoltà di coordinamento e minore efficacia delle terapie;

4 – responsabilità affidate agli infermieri : dovranno aumentare le loro competenze e responsabilita’;

5 – standard di sicurezza: occorre risolvere i problemi tecnici nel raggiungere gli standard di sicurezza e di affidabilità delle attrezzature; basti pensare che capita ancora di leggere che vengono eseguiti in italia trapianti con una temperatura esterna che sfiora i quaranta gradi e che durante l’intervento sia saltato l’impianto di climatizzazione. Un disastro, senza la temperatura giusta in sala operatoria è a rischio la salute del malato e la funzionalità dell’organo;

6 – aumentare di molto le risorse statali e regionali alla ricerca:  i ricercatori più giovani, ancora agli inizi della carriera, spesso sono un nulla nel mare della raccomandazione, e nella pochezza delle risorse economiche;

7 – formare e assumere manager economici, legali ed esperti informatici senza i soliti manipolati ed infiniti concorsi: occorre che tutte le strutture ospedaliere siano snelle, in diretto contatto con tutte le universita’, in ogni campo, quindi consentire ai direttori degli ospedali di fare semplici e dirette richieste alle competenti facoltà per avere segnalazioni meritocratiche dei migliori allievi;

8 – togliere ogni delega di fornitura lavoro a societa’ cooperative del tipo Lazio Service S.p.A. il cui Presidente del c,d.a. e’ l’avv. Scicchitano un noto liquidatore della Federconsorzi nonche’ dirigente dell’Idv, che non brilla per etica ed equita’. E’ indegno questo commercio illegale di lavoratori, oltre che precari vessati nei loro diritti costituzionali, commercio che molte societa’ cooperative pongono in essere senza che nessuno nella e della politica si muova.

 

Ho trovato su un blog una rilevantissima denuncia di una lavoratrice di Lazio Service S.p.A, che riporto qui, rifacentesi al  servizio completo della Gabanelli .

 

Dal web, leggo e riporto:

Lazio Service S.p.A e SERGIO SCICCHITANO

http://beppegrillo.meetup.com/boards/view/viewthread?thread=2431128&listpage=80

 

La trasmissione Report , della bravissima Gabanelli, ha denunciato la piaga delle esternalizzazioni, cioe’ l’abitudine di alcune amministrazioni di appaltare a cooperative esterne la fornitura di lavoratori (che e’ cosa illegale in Italia per quanto riguarda i pubblici dipendenti), tra le quali cooperative soprattutto Lazio Service S.p.A, il cui Presidente  e’  l’avv. Sergio Scicchitano.

Sergio Scicchitano, Presidente del c.d.a. Lazio  Service S.p.A, avvocato personale dell’ex Pm Antonio Di Pietro, e dal 20 luglio 2006 membro del Cda dell’Anas con Di Pietro ministro delle Infrastrutture. Candidato nel 2001 al Senato e capolista, nel 2005, alle regionali del Lazio, Scicchitano è il liquidatore giudiziale della Federconsorzi, il cui crac coinvolse 15mila risparmiatori. A dirla tutta, nel 2002, Scicchitano viene anche nominato dal comune di Roma delegato per la tutela dei consumatori. Carlo Rienzi, presidente del Codacons, non la prende bene: «La nomina di Scicchitano è illegale, rappresenta il pagamento di un debito politico da parte di Veltroni all’Idv per il suo appoggio politico». Voto di scambio, per dirla coi Pm di Napoli.

Lavori e servizi esternalizzati senza verificare che poi nei fatti il trattamento sindacale dei lavoratori ( 8 ore al giorno senza ferie, con contributi dimezzati e con uno stipendio massimo di 800 euro al mese ma che nella media e’ di 500 euro) fosse stato applicato da Lazio Service S.p.A; il tutto con ingenti guadagni illeciti della societa’ che paga i contributi in misura pari alla meta’ di qulli dovuti

Lazio Service S.p.A. e’ un veicolo di illecita fornitura di lavoratori ( in quanto non si puo’ per legge fornire lavoratori ma solo la gestione di apparati o della struttura) stipendiati come metalmeccanici in media 500 euro netti al mese senza ferie e con contributi dimezzati, ma operanti come amminsitrativi, che e’ vietato dalla legge, al posto dei pubblici dipendenti della regione pagati senza far nulla, che e’ vietato dalla legge.

 

Come ha spiegato in studio Milena Gabanelli,   queste societa’ guadagnano due volte, Lazio Service S.p.A , e Praxi, con doppio pagamento dell’Iva da parte della Regione cioe’ dei cittadini, e con retribuzioni piu’ che dimezzate ai poveri precari e sfruttati lavoratori.

 

Perche’ il Presidente Marrazzo e il sindaco Veltroni   non fanno nulla, non rescindono ogni rapporto con Lazio Service S.p.A e con il suo presidente  !! Perche’ i Politici e i media non ne parlano? Situazioni e fatti come minimo foschi.”

 

9 – e last but not at least, quale naturale conseguenza della prima premessa di cui sopra, riduzione del personale medico di almeno un 20% (dei primari di almeno il 50%) e di quello amministrativo di quasi il 50%. Con il che’ fuori i Sindacati e la Politica anche da qui.

 

 

Oggi i Sindacati, a differenza di 50 anni fa’ quando ebbero indiscussi meriti in contesti totalmente diversi ai fini della tutela dei lavoratori, sono dannosi in quanto protettori solo degli insiders (dipendenti pubblici e dipendenti privati dei grossi gruppi industriali, che di certo rappresentano la categoria di lavoratori dipendenti gia’ di per se’ maggiormente tutelati dalla legge anche senza l’ulteriore tutela dei sindacati che di fatto rende tali categorie immuni e fuori dalle regole del mercato, ovvero l’efficienza e la concorrenza) e al contempo nei fatti i Sindacati agiscono avverso i disoccupati e gli outsiders piu’ bravi e non raccomandati dalla lobby dei Sindacati che davvero avrebbero invece bisogno di tutele sindacali!

 

Il governo ha approvato questo disegno di legge di riforma: Più gravi le conseguenze dei reati amministrativi. I dipendenti corrotti verranno licenziati anche se scelgono il patteggiamento (http://www.repubblica.it/2007/01/sezioni/cronaca/pa-norme-corrotti/pa-norme-corrotti/pa-norme corrotti.html ); siamo alle solite, il governo doveva fare un disegno di legge di riforma in maniera completamente opposta, ovvero:

 

a- i corrotti o chi sara’ responsabile per concussione e peculato, che lavorano per lo Stato, le Regioni, le Province o i Comuni verranno licenziati anche se scelgono il patteggiamento, ovvero tutti i  dipendenti pubblici (tra i quali devono essere considerati anche i politici allorche’ i cittadini cosi’ si esprimeranno a seguito di un referendum da indire entro e non oltre 90 giorni, in cio’ modificando la norma costituzionale di cui all’art. 67 che recita “Ogni membro del Parlamento rappresenta la nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato ) ;

 

b- dal mese prossimo per motivi d’interesse pubblico saranno accompagnati per 10 anni alla pensione con assegni pari alla meta’ dello stipendio attuale 500,000 pubblici dipendenti con eta’ compresa tra i 54/64 anni con licenziamento collettivo per giusta causa ( cioe’ l’efficienza della res pubblica e il rientro dal debito e dal deficit pubblico).

 

Quello in itinere e’  un disegno di legge di riforma  monco come sempre, che nulla cambia per risolvere il problema della spesa pubblica fuori controllo e dell’etica in chi ci governa, ed e’ tanto per dare fumo agli occhi agli elettori imbelviti.

 

I corrotti che fanno danni al paese non sono le poche decine dei dipendenti pubblici, ma i politici; quelli che tra i pubblici dipendenti recano danni ingenti al paese sono invece le centinaia di migliaia di nullafacenti e raccomandati dalla politica e dai sindacati, questi andrebbero licenziati in tronco in virtu’ dell’interesse pubblico, e in questo senso si doveva fare la legge!

 

Solo cosi’ verranno eliminati, o almeno ridotti al minimo, i disonesti nella sanita’ e soprattutto solo cosi’ avremo una sanita’ di serie A.

 

Solo cosi’ si potra’ creare una sana competizione (una gara per fare meglio, con una generale spinta al miglioramento, con benefici per tutti, dei malati per primi ) tra pubblico e privato, tra pubblico e pubblico, tra privato e privato, ed eliminare la promiscuita’ tra pubblico e privato, dove inoltre spesso il medico privilegia i propri interessi nel privato a danno del pubblico (pubblico riservato con i guanti soltanto a coloro che seppur potenti, da malati, lo prediligono alla clinica dove), dimenticandosi della propria etica, entra a far parte di un giro solo di soldi, scardinato dalla sua vera missione, e, cosi’ svilente della propria opera.

 

Sino a che prevarrà la cultura del privilegio personale, sino a quando si creeranno ostacoli a chi sa far bene invece di cercare di far meglio che poi è l’interesse del malato, sino a quando non si dara’ luce alla meritocrazia, nulla potra’ migliorare per i malati, che in questo delicato campo non rispondono alla normale regola economica di “clienti”, della domanda e dell’offerta…non fanno il prezzo e non scelgono il servizio o il prodotto.

 

 

Marco Montanari

 

 

 

 

Milena Gabanelli e BERNARDO IOVENE +Lazio Service S.p.A+MASSIMO VILLONE Senatore DS

Circa a 3/4 di pagina trovate il servizio intero:

http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E1069143,00.html

 

 

 

Come ha spiegato in studio Milena Gabanelli, la motivazione e’ che queste societa’ guadagnano due volte Lazio Service S.p.A , e Praxi con doppio pagamento dell’Iva da parte della Regione cioe’ dei cittadini. In modo più o meno spinto, è una prassi consolidata a cui ricorrono tutte le regioni e comuni, e rientra nel costo della politica.

 

 

Il Senatore Villone, ci spiega qual è il meccanismo che porta un amministratore a ricorrere all’esternalizzazione senza bisogno di far girare le mazzette.

 

 

MASSIMO VILLONE- Senatore DS : Allora supponiamo che io sia uno eletto a funzione di governo, un sindaco, un presidente di provincia, un governatore, ho avuto una campagna elettorale complicata, difficile, costosa, ho avuto i miei ambienti di riferimento, amici, sostenitori, squadre di volontari, imprenditori vicini a me, adesso si aspettano che io dia delle risposte, niente di illecito, beninteso, ma c’è l’imprenditore che vuole il sostegno all’impresa, l’associazione di volontari che vuole l’affidamento del servizio sociale, tutta, allora io che faccio, mi rivolgo al dirigente, dirigente messo là da una giunta precedente, persona per bene, rigorosa, onesta, pignolo, spacca il capello in quattro, osserva le virgole, dice che la Pubblica Amministrazione non deve fare nessun favoritismo, dirigente come tutti i cittadini vorrebbero naturalmente, però per me è un problema.

 

 

 

Che cosa posso fare? Lascio lì il dirigente però riorganizzo l?amministrazione. Prendo pezzi degli uffici, li sposto, faccio un altro dipartimento, un?altra area. Le cose che mi interessano le metto da un’altra parte quindi il dirigente sta là ma non si occupa più delle cose mie. A capo di questa nuova struttura metto un nuovo dirigente, un esterno assunto a contratto, naturalmente un amico mio. Nei procedimenti che mi interessano, che producono gli atti che mi interessano metto un comitato di esperti. Naturalmente, nel comitato di esperti lì sono tutti amici miei. Posso fare ancora un’altra cosa: prendo un pezzo di attività che mi interessa, lo esternalizza per così dire. Lo metto in una società a partecipazione pubblico -privato, in una spa nella quale io partecipo come ente.

 

 

 

Mi nomino il presidente, mi nomino i consiglieri di amministrazione, in tutto o in parte, revisori, sindaci e quindi sempre amici miei, beninteso, gente di cui mi fido e poi come effetto collaterale se devono svolgere questa attività magari fanno un po’ di assunzioni, faccio assumere quei 30/40 giovanotti che mi hanno dato una mano ad attaccare i manifesti in campagna elettorale. In tutto questo non c’è nessun illecito diciamo. Io non firmo una carta, non tocco nessuno, non ci sono tangenti, non ci sono mazzette, si orienta l’amministrazione verso un risultato che quello della produzione del consenso.

 

 

 

BERNARDO IOVENE (fuori campo)

Facciamo un esempio. Una società esterna della regione Lazio ha il compito di trovare una collocazione ai disoccupati e cassaintegrati, mentre i funzionari pubblici che hanno le stesse mansioni sono inutilizzati.

 

MASSIMO CECCHINI- funzionario pubblico “ Lazio Lavoro”

Il bello è che non è che è stata tolta a noi la competenza e affidata ad un altro, è stata affidata anche ad un altro, e su questo il ministero del lavoro…

 

BERNARDO IOVENE

Di fatto voi non lo fate lo fanno loro, di fatto.

 

MASSIMO CECCHINI- funzionario pubblico “Lazio Lavoro”

Di fatto c’è uno scontro continuo su chi deve fare le cose, percui ci pestiamo i piedi, c’è rivalità poi alla fine succede che in questi casi nessuno combina niente. Insomma questo è quello che si verifica.

 

BRUNO PRESTAGIOVANNI – Consigliere Regionale AN

Se vuole facciamo una lista di tutti i dirigenti delle società nominate oggi dal presidente Marrazzo, andiamo a vedere chi erano fino a qualche mese fa …

 

BERNARDO IOVENE

Perché si fa così, perché cosi deve essere?

 

BRUNO PRESTAGIOVANNI – Consigliere Regionale AN

Ma no, non è che così deve essere, perché può darsi anche che persone che hanno la tessera di partito in tasca abbiano una professionalità.

 

BERNARDO IOVENE (fuori campo)

Che la giunta di turno accontenti i suoi non è una novità, basterebbe limitarsi ai numeri che servono. Ad esempio nel 2003, Lazio Lavoro aveva richiesto 40 consulenti con competenze specifiche di informatica e  statistica.

 

BERNARDO IOVENE

Invece ve ne hanno mandato 120…

 

CHIARA DE CAMILLIS – funzionario pubblico “Lazio Lavoro”

Sì, sì

 

BERNARDO IOVENE

E come sono stati scelti?

 

CHIARA DE CAMILLIS – funzionario pubblico “Lazio Lavoro”

Eh infatti sono tutta una serie di cose non regolari e su questo ha indagato la Guardia di Finanza…

 

BERNARDO IOVENE

Cioè non regolari che vuol dire?

 

CHIARA DE CAMILLIS – funzionario pubblico “Lazio Lavoro”

Non regolari, erano con forme clientelari, chiaramente dalla precedente amministrazione regionale…

 

BERNARDO IOVENE (fuori campo)

E’ stato trovato un documento interno con una lista delle 120 persone da assumere con a fianco il riferimento politico. Sotto inchiesta sono finiti l’allora direttore dell’assessorato al lavoro, Franco Schina, finito in carcere per un’altra indagine e l’ex assessore Simeoni oggi deputato di Forza Italia per il quale, sempre per un’altra indagine, il parlamento ha negato l’arresto. Prestagiovanni e’ stato assessore dal 2003 fino al 2005, e non compare nella lista degli sponsor politici. Ma come, c’erano persone da sistemare e non gli hanno detto niente?

 

BRUNO PRESTAGIOVANNI – Consigliere Regionale AN

No, che detto tra noi adesso se ne scoprono delle belle!

 

BERNARDO IOVENE

Cioè?

 

BRUNO PRESTAGIOVANNI – Consigliere Regionale AN

Eh, m’hanno fregato! Perché io c’ero che vanno a rubà dalla roba mia?!

 

BERNARDO IOVENE

Non gli hanno detto niente che c’era qualcuno da sistemare?

 

BRUNO PRESTAGIOVANNI – Consigliere Regionale AN

No m’hanno fregato!

 

BERNARDO IOVENE (fuori campo)

Avrebbe potuto sistemare un po’ dei  suoi, ma non gliel’hanno detto! Infatti scorrendo la lista individua tante persone riconducibili a  Forza Italia.

 

BRUNO PRESTAGIOVANNI – Consigliere Regionale AN

La maggioranza si questi sta tutta con Forza Italia

 

BERNARDO IOVENE

Tutta forza Italia?

 

BRUNO PRESTAGIOVANNI – Consigliere Regionale AN

Sì.

 

BERNARDO IOVENE (fuori campo)

A raccomandare le 120 persone c’e’ un assessore non identificato, Storace, un giornalista del messaggero, funzionari della regione e addirittura 2 preti don Alvaro e don Mario.

 

BERNARDO IOVENE

Senta e questi 120 non avevano la professionalità che voi avevate chiesto dei 40?

 

CHIARA DE CAMILLIS – funzionario pubblico “Lazio Lavoro”

In buona parte no, in buona parte no.

 

BERNARDO IOVENE

E lei a quel punto che cosa ha fatto si è dimessa?

 

CHIARA DE CAMILLIS – funzionario pubblico “Lazio Lavoro”

Io mi sono dimessa dall’incarico, da lì è partita la denuncia, è intervenuta la Guardia di Finanza…

 

BERNARDO IOVENE

Cioè lei si è dimessa e poi ha anche denunciato?

 

CHIARA DE CAMILLIS – funzionario pubblico “Lazio Lavoro”

Sì, sì.

 

BERNARDO IOVENE (fuori campo)

Insomma grazie al funzionario, persona per bene, rigorosa, onesta  e pignola, come diceva il senatore Villone, se illecito c’e’ stato  si saprà. intanto il lavoro, importante, con 3 volte le persone che servivano, non e’ stato finito.

 

CHIARA DE CAMILLIS – funzionario pubblico “Lazio Lavoro”

E quindi era un intervento serio che presupponeva professionalità serie. Purtroppo non siamo riusciti a farlo.

 

BERNARDO IOVENE (fuori campo)

E a proposito di funzionari, sempre la giunta Storace, nel 2002, ha promosso centinaia di dipendenti, senza concorso, avvalendosi di una legge della regione del 1996,   a dirigenti, nell’infornata c’era anche chi aveva  solo la terza media.

 

BERNARDO IOVENE

Quanta gente è stata promossa?

 

ROBERTA BERNARDESCHI- Sindacato Dirigenti Regionali

483 persone alla dirigenza.

 

BERNARDO IOVENE

Cioè più i 180?

 

ROBERTA BERNARDESCHI- Sindacato Dirigenti Regionali

Più i 180 per cui siamo arrivati a 700 e rotti dirigenti.

 

BERNARDO IOVENE

Cioè avevate più dirigenti di tutta Italia…

 

ROBERTA BERNARDESCHI- Sindacato Dirigenti Regionali

Avevamo più dirigenti che tutta Italia esatto, alcuni di questi soggetti hanno preso lo stipendio dirigenziale, e sono stati incentivati ad andare in pensione percui praticamente, senza aver fatto neppure un giorno da dirigente si sono presi buonuscita dirigenziale, pensione dirigenziale e pure un pacco di mensilità di incentivo all’esodo…

 

BERNARDO IOVENE

Una lotteria praticamente! Il Santo chi è, chi bisognava ringraziare?

 

ROBERTA BERNARDESCHI- Sindacato Dirigenti Regionali

All’epoca La giunta Storace, però nel silenzio complessivo di tutti praticamente.

 

BRUNO PRESTAGIOVANNI – Consigliere Regionale AN

Però lì dovremmo interrogarci su che ruolo ha svolto la politica in questa vicenda,

 

BERNARDO IOVENE

Cioè?

 

BRUNO PRESTAGIOVANNI – Consigliere Regionale AN

Tutti. Perché secondo me Storace ha avuto pressioni da tutte le forze politiche, nessuno escluso…sull’allargamento.

 

BERNARDO IOVENE

Però è entrato dentro di tutto in questa promozione, no?

 

MARCO DI STEFANO- Assessore Risorse Umane Regione Lazio

Sono ogni 6 dipendenti circa 1 dirigente. Volevo solo precisare che i dirigenti in questo momento stanno andando molto in pensione e siamo credo scesi sotto i 400 dirigenti in questo momento.

 

ROBERTA BERNARDESCHI- Sindacato Dirigenti Regionali

In parte è stata una scelta consapevole per giustificare sempre di più il ricorso ad esperti esterni e attraverso l’esternalizzazioni a cosiddette Società per Azione. A queste società sono state poi appaltati tutta una serie di servizi che prima venivano svolti all’interno.

 

BERNARDO IOVENE (fuori campo)

Ad esempio Lazio Service è una società esterna alla regione, creata nel 2002, doveva fornire servizi di assistenza e manutenzione, e invece fornisce impiegati che svolgono le stesse funzioni dei dipendenti pubblici, e, addirittura, con il contratto di metalmeccanico.

 

BERNARDO IOVENE

Avete le chiavi inglesi qua dentro?

 

DIPENDENTE 1- LAZIO SERVICE

No, questo è il pranzo per fortuna…almeno si mangia!

 

BERNARDO IOVENE

Che cosa fate?

 

DIPENDENTE 1- LAZIO SERVICE

Niente, lavori amministrativi essenzialmente.

 

BERNARDO IOVENE

Col contratto da metalmeccanico?

 

DIPENDENTE 1- LAZIO SERVICE

Eh…è quello che da più sicurezze sindacali, così ci hanno detto.

 

BERNARDO IOVENE

Assunti con Lazio service?

 

DIPENDENTE 2- LAZIO SERVICE

Si si uguale, stessa storia.

 

BERNARDO IOVENE

Stessa storia?

 

DIPENDENTE 2- LAZIO SERVICE

Si si proprio identico.

 

BERNARDO IOVENE

E il contratto?

 

DIPENDENTE 2- LAZIO SERVICE

Metalmeccanico.

 

BERNARDO IOVENE

Sempre metalmeccanico?

 

DIPENDENTE 2- LAZIO SERVICE

Si.

 

BERNARDO IOVENE

Chiavi inglesi ne hai da qualche parte?

 

DIPENDENTE 2- LAZIO SERVICE

No.

 

BERNARDO IOVENE

Che mansioni ha?

 

DIPENDENTE 3- LAZIO SERVICE

Amministrativo.

 

BERNARDO IOVENE

Amministrativo però è assunto con un contratto come?

 

DIPENDENTE 3- LAZIO SERVICE

Metalmeccanico.

 

BERNARDO IOVENE (fuori campo)

Anche a Viterbo, in questo settore decentrato dell’agricoltura troviamo metalmeccanici che fanno gli agronomi. Eppure qua dentro gli agronomi ci sono, entrati per regolare concorso!

 

BERNARDO IOVENE

E’ un agronomo?

 

AGRONOMO REGIONE LAZIO

Io sono agronomo, lavoro qui però sono entrato per concorso e non sono entrato come sono chiamato quindi sono messo in disparte. Qui il lavoro viene dato, non si sa perché, principalmente alcuni lavori ai precari. 

 

BERNARDO IOVENE

E non si sa perché.

 

BERNARDO IOVENE (fuori campo)

L’ambiente è piccolo e la gente mormora…e si sa che un po’ di quelli assunti qui hanno fatto campagna elettorale e ovviamente preferiscono non parlare.

 

BERNARDO IOVENE

Con che tipo di contratto è stato assunto? Non vuoi rispondere?

 

DIPENDENTE 1

No.

 

BERNARDO IOVENE

Non siete stati assunti?

 

DIPENDENTE 2

Guarda non mi fare domande a me ti prego perché proprio non mi va di rispondere.

 

BERNARDO IOVENE (fuori campo)

Sono in 173, tutti inquadrati come metalmeccanici, però il settore è agricolo e le mansioni sono amministrative. Ma il sindacato lo sa?

 

BERNARDO IOVENE

Come sindacato Lei non lo sa cosa fanno realmente questi metalmeccanici?

 

FRANCESCO SIMEONI- Segretario Generale CISL Lazio

Assolutamente no.

 

BERNARDO IOVENE

Ma come, lo sanno tutti e Lei non lo sa? Lo sanno tutti…

 

FRANCESCO SIMEONI- Segretario Generale CISL Lazio

E se lo sanno tutti è inutile che…lavoreranno, lavoreranno, svolgeranno mansioni.

 

BERNARDO IOVENE

Si ma non come metalmeccanici, non come metalmeccanici.

 

FRANCESCO SIMEONI- Segretario Generale CISL Lazio

E questo andiamolo a vedere. Questo lo stiamo facendo, stiamo facendo questo tipo di verifiche e alla fine della verifica casomai ci rivediamo e ne parliamo.

 

BERNARDO IOVENE

Cioè Lei fa il sindacalista, no? Se io privato ho un’azienda e mi occupo di agricoltura e assumo dei lavoratori col contratto di metalmeccanici lo posso fare?

 

CANIO CALITRI- Segretario Generale FIOM Lazio

Secondo me no.

 

BERNARDO IOVENE (fuori campo)

E allora perché alla regione è permesso?

 

BRUNO PRESTAGIOVANNI – Consigliere Regionale AN

Il contratto dei metalmeccanici, come vi ho spiegato, viene richiesto in maniera esplicita dalle organizzazioni sindacali.

 

BERNARDO IOVENE

Veramente?

 

BRUNO PRESTAGIOVANNI – Consigliere Regionale AN

E questa è la risposta ufficiale che io ho avuto come assessore.

 

BERNARDO IOVENE (fuori campo)

Alla Fiom, per fortuna, non si nascondono.

 

CANIO CALITRI- Segretario Generale FIOM Lazio

Come sindacato, al di là della provenienza, devo tutelare la condizione di quel lavoratore, in quel momento e rispetto a…

 

BERNARDO IOVENE

Ho capito. Però Lei contesta o no come sono stati presi questi qua?

 

CANIO CALITRI- Segretario Generale FIOM Lazio

Ma io contesto si!

 

BERNARDO IOVENE

Cioè questi lavoratori servono realmente?

 

BRUNO PRESTAGIOVANNI – Consigliere Regionale AN

E altrimenti perché dovremmo assorbirlo questo personale? Per quale motivo dovrebbero essere assunti?

 

BERNARDO IOVENE

E glielo devo suggerire io perché?

 

BRUNO PRESTAGIOVANNI – Consigliere Regionale AN

Per mera clientela? Se c’è stata qualche assunzione, come Lei definisce clientelare, è stata fatta male! Se Lei si aspettava che io dichiarassi durante l’intervista che “Lazio Service” faceva assunzioni clientelari, sarei scemo, no!

 

BERNARDO IOVENE (fuori campo)

Certamente! Ognuno fa il suo mestiere. Ad ogni modo anche con la nuova giunta, Lazio Service ha continuato a sfornare precari, dall’assessorato al personale ci scrivono che sono 99, noi abbiamo sentito che sono 300.

 

ALESSANDRA TIBALDI – Assessore al Lavoro Regione Lazio

No, non credo che siano 300. Sapevo intorno ai 200 e non eludo il numero. Lo so perché l’ho sentito in commissione lavoro.

 

BERNARDO IOVENE

Come sono stati chiamati questi 200? Cioè, avete messo i vostri?, Cioè diciamo, adesso è arrivato Marrazzo e ha messo i suoi e prima c’era Storace e metteva i suoi?

 

ALESSANDRA TIBALDI – Assessore al Lavoro Regione Lazio

Guardi, abbiamo tentato di seguire un criterio di individuazione delle professionalità…

 

BERNARDO IOVENE

Però Lei è brava insomma a girare intorno…

 

ALESSANDRA TIBALDI – Assessore al Lavoro Regione Lazio

La ringrazio. Non sono brava, le ho detto…

 

MARCO DI STEFANO- Assessore Risorse Umane Regione Lazio

Da quando ci siamo noi, sono chiamate attraverso una società di ricerca

 

MILENA GABANELLI IN STUDIO

Allora Marrazzo è arrivato in Regione e si è trovato una massa di dirigenti con cui fare i conti. Ce n’erano talmente tanti che ognuno dirigeva se stesso. Un po’ sono stati trasferiti e altri pian piano vanno in pensione. Intanto Per selezionare il personale adesso ci si rivolge ad una società che si chiama Praxi  che seleziona il personale e fattura alla società Lazio Service, che, a sua volta, fattura alla Regione. Nel reclutamento l’Iva su ogni singolo lavoratore si paga due volte.

 

ROBERTA BERNARDESCHI- Sindacato Dirigenti Regionali

“Lazio Service” fino al 2002 non esisteva e fino al 2002 veniva svolto tutto all’interno. Poi, Lazio service viene creata e noi abbiamo nel 2002 che riceve mandati per 2 milioni 582 mila euro. Nel 2006 siamo arrivati adesso a 46 milioni 555 mila euro.

 

BERNARDO IOVENE (fuori campo)

Quel che non si capisce è se questi lavoratori servono o no! Ma adesso il problema è cosa farne, la decisione è: stabilizziamoli.

 

TONINO D’ANNIBALE- Amministratore delegato Lazio Service

Stiamo parlando della stabilizzazione di 1.000 lavoratori che Storace, la maggioranza di centro-destra, ha reclutato e che risentono ovviamente, proprio perché è assunzione diretta, di una certa dose di clientelismo. Questo non lo nascondiamo, non lo abbiamo nascosto e continuiamo a dirlo.

 

BERNARDO IOVENE (fuori campo)

Il nuovo amministratore delegato di Lazio Service alle passate elezioni regionali era nella lista dei DS, ma non è stato eletto.

 

BERNARDO IOVENE

Diciamo che questo posto glielo ha dato la Giunta insomma perché non è stato eletto?

 

TONINO D’ANNIBALE- Amministratore delegato Lazio Service

No, no. Questa è una cattiveria che Lei poteva risparmiarsi perché questa nomina arriva evidentemente per un curriculum

 

BERNARDO IOVENE

Certamente, certamente, ci mancherebbe altro…

 

TONINO D’ANNIBALE- Amministratore delegato Lazio Service

Assolutamente no, questa davvero poteva risparmiarsela perché è gratuita.

 

BERNARDO IOVENE

No dico, perché magari queste società servono proprio a questo: a non far riciclare i politici che non vengono eletti insomma, il clientelismo…

 

TONINO D’ANNIBALE- Amministratore delegato Lazio Service

Non credo assolutamente. Questa continua ad essere una volgarità, una sua interpretazione…

 

BERNARDO IOVENE

No…scusi, non è che quando siamo all’opposizione parliamo di questa società in un modo e poi quando siamo al governo in un altro insomma…

 

TONINO D’ANNIBALE- Amministratore delegato Lazio Service

Assolutamente no! Io ne parlo al governo con un impegno di governo che ho preso, che ho assunto perché evidentemente chi mi ha nominato, chi mi ha indicato ha un programma. Preso questo incarico ci siamo dimessi dagli incarichi di lavoro privato che avevamo.

 

BERNARDO IOVENE

Queste società…, cambiata la Giunta, cambiano anche i Consigli d’Amministrazione di queste società.

 

ALESSANDRA TIBALDI – Assessore al Lavoro Regione Lazio

Si.

 

BERNARDO IOVENE

Avete messo i vostri?

 

ALESSANDRA TIBALDI – Assessore al Lavoro Regione Lazio

Su alcuni non abbiamo messo nessuno. Guardi questo è molto normale, soprattutto in una fase di transizione tra la famosa gestione ordinaria…

 

BERNARDO IOVENE

E’ normale…uno non viene eletto e gli si da un posto…

 

ALESSANDRA TIBALDI – Assessore al Lavoro Regione Lazio

No, no, no,non ho detto questo. Vedo abbastanza normale che si individui tra figure, che indipendentemente, perché in alcuni casi non hanno partecipato alle elezioni regionali, figuri, in qualche modo assicurino come dire, una omogeneità insomma politica, di valori e di orientamento.

 

MASSIMO VILLONE- Senatore DS

Questo siccome non ci sono più partiti che organizzano il consenso, ognuno il consenso se l’organizza per sé. Quindi è chiaro che l’assessore, il presidente, il sindaco, ha interesse a fare la società mista perché spesso la società mista significa organizzazione di pacchetti di voti a suo personale sostegno.

 

BERNARDO IOVENE (fuori campo)

60 società esterne tutte con Consigli di Amministrazione nominati dalla politica. La giunta Marrazzo ha ereditato questa situazione dalla precedente di Storace ed oggi per queste società si pensa ad una riorganizzazione.

 

BERNARDO IOVENE

Cioè spesso non hanno neanche i titoli questi dirigenti, cioè…

 

MASSIMO VILLONE- Senatore DS

E certo, spesso non hanno neanche i titoli ma non stanno là per…non stanno là per i titoli, stanno là per altri motivi…mi pare di averli anche spiegati quindi è chiaro che…se avessero un titolo non sarebbero là probabilmente

 

BERNARDO IOVENE

Poi devono chiamare i consulenti per fare il lavoro perché praticamente non hanno le competenze per cui insomma…

 

MASSIMO VILLONE- Senatore DS

E tutti vissero felici e contenti…

 

BERNARDO IOVENE (fuori campo)

Anche i direttori sanitari delle Asl sono dipendenti dalla politica. La nuova giunta, nel Lazio,   ha sostituiti quelli nominati dalla vecchia, perché per 3 anni non hanno presentato i bilanci.

 

BERNARDO IOVENE

Mi faccia capire bene, cioè, per quanti anni non hanno presentato i bilanci?

 

IVANO PEDUZZI- Consigliere Regione Lazio

Nel 2003, 2004 e 2005 noi…

 

BERNARDO IOVENE

Cioè questi hanno gestito i nostri soldi…

 

IVANO PEDUZZI- Consigliere Regione Lazio

I soldi della collettività…

 

BERNARDO IOVENE

E non hanno presentato i bilanci?

 

IVANO PEDUZZI- Consigliere Regione Lazio

Abbiamo dovuto ricostruire nel 2006 tutti i bilanci diciamo precedenti con i nuovi dirigenti sanitari che hanno trovato appunto quello che hanno trovato…4 milioni e mezzo di euro di buco sanitario, insomma.

 

BERNARDO IOVENE (fuori campo)

Torniamo dentro al Consiglio Regionale. Negli ultimi anni c’è stato l’aumento dei consiglieri, poi quello degli assessori, da 12 a 16. E sull’aumento e l’inefficienza delle commissioni il consigliere Brancati ha alzato un polverone convocando la stampa e annunciando le dimissioni.

 

ANTONIETTA BRANCATI- Consigliere Regionale Lazio

No, io mi sono dimessa da una commissione permanente. Da Vicepresidente della Commissione degli Affari Comunitari e Internazionali, che è la seconda commissione consigliare permanente.

 

BERNARDO IOVENE

Che cosa ha fatto questa commissione?

 

ANTONIETTA BRANCATI- Consigliere Regionale Lazio

Mah, questa commissione si dovrebbe occupare di diritto internazionale ma…

 

BERNARDO IOVENE

Senta ma qual è il vantaggio di avere tante commissioni?

 

ANTONIETTA BRANCATI- Consigliere Regionale Lazio

Beh, il vantaggio di avere tante commissioni è palese! Avere una struttura di supporto, impiegati interni ed esterni all’amministrazione, macchina di servizio, e quindi insomma…una poltrona da occupare.

 

BERNARDO IOVENE

Il consigliere Brancati che si è dimessa perché dice che la sua commissione…

 

PAOLA BRIANTI- Pres. Comm. Affari Comunitari e Internazionali

Si è dimessa?

 

BERNARDO IOVENE

Ha detto che si è dimessa.

 

PAOLA BRIANTI- Pres. Comm. Affari Comunitari e Internazionali

A me non è arrivata nessuna lettera.

 

BERNARDO IOVENE

A no?

 

PAOLA BRIANTI- Pres. Comm. Affari Comunitari e Internazionali

No. Non so, ufficialmente…ah, si è dimessa?

 

BERNARDO IOVENE

Così ci ha dichiarato.

 

PAOLA BRIANTI- Pres. Comm. Affari Comunitari e Internazionali

A me non è arrivata nessuna comunicazione ufficiale, però può darsi che arrivi. Mi dica.

 

BERNARDO IOVENE

Per cui insomma è tutta una montatura…

 

PAOLA BRIANTI- Pres. Comm. Affari Comunitari e Internazionali

Ah, non mi permetto! No, no, non mi permetto di dire questa cosa, questa è una cosa che non permetterò mai di dire. Dico solo che, come è vero, che a me, io sono la Presidente della Commissione, non…

 

BERNARDO IOVENE

Doveva dare le dimissioni a lei e non le ha date?

 

PAOLA BRIANTI- Pres. Comm. Affari Comunitari e Internazionali

Ufficialmente non mi è arrivato nulla, quindi…

 

BERNARDO IOVENE

Lei non si  sente qui a far niente diciamo…

 

PAOLA BRIANTI- Pres. Comm. Affari Comunitari e Internazionali

Ah ah ah…no, no!

 

BERNARDO IOVENE (fuori campo)

Non sappiamo se c’è una facile speculazione, quel che è certo che a 2 mesi dalla sue annunciate dimissioni alla stampa il vicepresidente Brancati non si è dimessa. La polemica sulle commissioni inutili ha investito anche i ministeri, il nuovo Ministro della Funzione Pubblica polemicamente ha abolito la Commissione sulla Semplificazione Amministrativa istituita dal suo predecessore Baccini.

 

LUIGI NICOLAIS – Min. Riforme e Funzione Pubblica

Avevamo qui una commissione che ci costava circa 1 milione e mezzo all’anno, cosa che abbiamo subito eliminato perché una commissione così costosa per un certo numero di riunioni, abbastanza poche, non era giustificato. Perché non è giustificata mai una spesa di questo genere per una ventina di persone.

 

BERNARDO IOVENE

Da chi era presieduto?

 

LUIGI NICOLAIS – Min. Riforme e Funzione Pubblica

Questo qua era stato istituito dal ministro Baccini. Ma ha svolto un certo lavoro negli anni passati. Ha analizzato quali erano le procedure per semplificare diciamo la Pubblica Amministrazione, qualche iniziativa è stata presa, ma non erano iniziative tali da giustificare una spesa così elevata.

 

BERNARDO IOVENE

Volevamo sapere come mai?

 

MARIO BACCINI- Vice Presidente del Senato UDC

Questo chi l’ha detto?

 

BERNARDO IOVENE

Il Ministro Nicolais.

 

MARIO BACCINI- Vice Presidente del Senato UDC

Nicolais? Ah, il ministro della Funzione Pubblica, si. Mi sembra che risponda a verità, è stato un taglio di trasferimento perché si è spostata questa commissione dalla Funzione Pubblica a Palazzo Chigi, si chiama con un altro nome…quindi mi sembra un taglio di competenze, cioè il Ministro Nicolais immagino non si sia ancora accorto che gli hanno svuotato un po’ il ministero.

 

BERNARDO IOVENE (fuori campo)

La Commissione per la Semplificazione è passata dalla Funzione Pubblica alla Presidenza del Consiglio e adesso si chiama Unità per la Semplificazione. Il numero di persone è sempre quello, ma, innanzitutto è prevista per decreto una riduzione delle spese del 25% e poi gli esperti appartenenti alla pubblica amministrazione non avranno un compenso aggiuntivo, come avveniva per la commissione di Baccini

 

MARIO BACCINI- Vice Presidente del Senato UDC

Mi dica.

 

BERNARDO IOVENE

No, insomma in questa commissione c’era il suo capo segreteria, il suo capo gabinetto, il suo capo dipartimento venivano pagati due volte.

 

MARIO BACCINI- Vice Presidente del Senato UDC

Intanto devono ancora prendere i soldi…

 

BERNARDO IOVENE (fuori campo)

Li prenderanno però! Comunque un po’ di commissioni sono state tagliate in tutti i ministeri per un risparmio di 43 milioni di euro. Sono state considerate prive di perdurante utilità. Il Ministero della Salute ne ha tagliate 36.

 

MONICA BETTONI- Capo segreteria tecnica del Ministro della Salute

Riteniamo che certe commissioni non avevano, secondo noi, a nostro giudizio per cui ci assumiamo la responsabilità, necessità di esistere dentro il Ministero della Salute. Il fatto che stiano qui dentro da cosa era determinato? Dal fatto che probabilmente servivano per fregiarsi in tutta la buona fede, per carità, ma di un titolo: “ Io faccio parte della Commissione per anni” e per fare un po’ di clientela…tanto siamo fuori dal microfono, no?

 

BERNARDO IOVENE

No, no, no, dentro al microfono stiamo.

 

MONICA BETTONI- Capo segreteria tecnica del Ministro della Salute

Comunque…per fare un po’ di clientela!

 

BERNARDO IOVENE

Senta, però Lei che adesso è capo segreteria, cioè è stata nominata anche Lei direttamente dal Ministro. Cioè Lei non è stata eletta e il Ministro le ha dato questo posto diciamo?

 

MONICA BETTONI- Capo segreteria tecnica del Ministro della Salute

Beh, innanzitutto io il posto ce l’ho perché io sono un medico del servizio sanitario nazionale, quindi non sono fra quei personaggi cosiddetti politici che hanno bisogno di essere sistemati.

 

BERNARDO IOVENE (fuori campo)

Resta il fatto che i bocciati alle elezioni, vengono promossi. Era successo per  Storace, bocciato dagli elettori come presidente della regione, fu promosso, dai partiti, subito dopo, Ministro della Salute. Comunque sono state tagliate molte scatole cinesi. Per esempio Formez, di proprietà dello stato ma di natura privata, aveva 15 società.

 

LUIGI NICOLAIS – Min. Riforme e Funzione Pubblica

E in assemblea del Formez di chiedere l’uscita del Formez da tutte queste società in modo da riportare nell’ambito della società madre, Formez, tutte le iniziative che potevano interessare la Funzione Pubblica. Questo ci ha permesso immediatamente un risparmio di circa 2 milioni di euro all’anno.

 

MARIO BACCINI- Vice Presidente del Senato UDC

Vabbè, d’altra parte, si, il Ministro attuale della Funzione Pubblica ha fatto bene perché l’ha fatto su mia direttiva. E’ un bravo ragazzo, prendo atto che è efficiente.

 

BERNARDO IOVENE

In questa società però insomma c’erano uomini di partito, insomma anche legati all’UDC…

 

MARIO BACCINI- Vice Presidente del Senato UDC

Ma va…e che è una notizia questa? Io spero che ci sia qualcuno dell’UDC, anzi…speriamo che raddoppino!

 

BERNARDO IOVENE (fuori campo)

La spesa grossa e critica è quella delle consulenze. Per il  2006 il precedente governo ha messo in bilancio di spendere in consulenze 1 miliardo di euro, ma i sindacati non sono riusciti ad avere dati specifici su come sono stati utilizzati questi soldi.

 

GIANFRANCO CERASOLI- UIL Beni Culturali

L’affidamento all’esterno va motivato, non puo’ essere fatto un affidamento così. Come in realtà poi avviene.

 

BERNARDO IOVENE (fuori campo)

E dire che le consulenze hanno gia’ subito tagli nel 2004 dal Governo Berlusconi e un ulteriore 20% e’ stato imposto dal nuovo Governo, ma basterebbe applicare la legge che obbliga a controllare, prima di dare un  incarico esterno, che ci siano le competenze interne, per avere un grosso risparmio.

 

GIANFRANCO CERASOLI- UIL Beni Culturali

In realtà gli affidamenti vengono dati, vengono dati in violazione della legge e poi non succede niente, nonostante le denunce che noi facciamo.

 

RAFFAELE BONANNI- Segretario Generale CISL

Fanno spoil sistem che significa che uno comanda lui, toglie quelli di prima, almeno in America, e si mette i suoi. Invece qua sono tre generazioni di politici che passano, ognuno si porta i suoi e però lascia quelli di prima. I costi della politica sono più alti, si fanno province a non finire, si fanno consulenze, si fanno esternalizzazioni e ogni volta quello che sanno dire che gli impiegati pubblici non vanno? Be’ non vanno, non vanno i politici che dirigono l’impiego pubblico. 

 

MILENA GABANELLI IN STUDIO

Il Governo Berlusconi già nel 2004 aveva dato un taglio alle consulenze dei ministeri, e il nuovo governo ha imposto un’altra riduzione del 20%. Sta di fatto che La legge dice “ prima di dare un incarico esterno bisogna controllare se per caso non ci siano le competenze interne”, e quando si usa il denaro pubblico bisognerebbe avere il pudore di osservarla. A Milano il sindaco Letizia Moratti, appena eletta ha reclutato 49 nuovi dirigenti. Non sono pochi, quindi vuol dire che o prima erano messi male oppure si porta i suoi. Di sicuro i dirigenti entrati con concorso, e che quindi non dovrebbero rispondere a nessun partito, ma solo fare il loro mestiere, devono sloggiare.   

 

BERNARDO IOVENE (fuori campo)

A Milano l’amministrazione Moratti ai dirigenti dipendenti del Comune, che avevano l’età’ minima pensionabile, ha dato 2 possibilità : andarsene in pensione con gli incentivi, oppure non sarebbe stato garantito la continuità dell’incarico e quindi dello stipendio.

 

BASILIO RIZZO- Consigliere Comune di Milano Lista Fo

Togliendoti l’incarico e spostandoti in un’altra cosa ti fanno pesare non solo sullo stipendio di un anno o due che magari tu potresti sopportare, ma ti grava per tutta la pensione, è chiaro che quella è un’offerta truffaldina alla quale tu non puoi dire di no.

 

MILENA GABANELLI IN STUDIO

La signora Moratti ha deciso di non discuterla neanche con noi, perché sull’argomento non ha accettato l’intervista. Ad ogni modo è bene sapere che ogni comune può prendere dirigenti esterni, ma in una certa percentuale. Milano, secondo l’esposto fatto alla corte dei Conti ne poteva prendere 10, invece ne ha pressi 49. Cambiamo regione. I dirigenti dell’  Emilia Romagna sono  considerati l’eccellenza della pubblica amministrazione, ma anche qui quelli che sono arrivati sui 58 anni sono invitati a liberare la sedia. Qui però non gli hanno detto al telefono “fra 2 giorni è meglio per voi se ve ne andare” gli hanno dato tempo fino a natale, per lettera.  Il responsabile di questa pensata e’ l’assessore Gilli.

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