Qualita’ della vita, Felicita’ e Povertà infatile: 3 Indici

3 Indici

 

 

 

 

Happy planet index

Nef, New economics foundation

ITALIA 66° – Usa 150° 

 

www.neweconomics.org

www.happyplanetindex.org

 

La classifica dei Paesi più felici

 

Vanuatu 68.2
Colombia 67.2
Costa Rica 66.0
Dominica 64.6
Panama 63.5
Cuba 61.9
Honduras 61.8
Guatemala 61.7
El Salvador 61.7
Saint Vincent and the Grenadines 61.4
Saint Lucia 61.3
Vietnam 61.2
Bhutan 61.1
Samoa (Western) 61.0
Sri Lanka 60.3
Antigua and Barbuda 59.2
Philippines 59.2
Nicaragua 59.1
Kyrgyzstan 59.0
Solomon Islands 58.9
Tunisia 58.9
São Tomé and Principe 57.9
Indonesia 57.9
Tonga 57.9
Tajikistan 57.7
Venezuela 57.5
Dominican Republic 57.1
Guyana 56.6
Saint Kitts and Nevis 56.1
Seychelles 56.1
China 56.0
Thailand 55.4
Peru 55.1
Suriname 55.0
Yemen 55.0
Fiji 54.5
Morocco 54.4
Mexico 54.4
Maldives 53.5
Malta 53.3
Bangladesh 53.2
Comoros 52.9
Barbados 52.7
Malaysia 52.7
Palestine 52.6
Cape Verde 52.4
Argentina 52.2
Timor-Leste 52.0
Belize 52.0

 

Trinidad and Tobago 51.9
Chile 51.3
Paraguay 51.1
Jamaica 51.0
Nepal 50.0
Mauritius 49.6
Mongolia 49.6
Uruguay 49.3
Ecuador 49.3
Uzbekistan 49.2
Grenada 49.0
Austria 48.8
India 48.7
Brazil 48.6
Iceland 48.4
Switzerland 48.3
Italia 48.3
Iran 47.2
Ghana 47.0
Bolivia 46.2
Netherlands 46.0
Madagascar 46.0
Cyprus 46.0
Algeria 45.9
Luxembourg 45.6
Bahamas 44.9
Papua New Guinea 44.8
Burma 44.6
Belgium 44.0
Slovenia 44.0
Oman 43.9
Germany 43.8
Croatia 43.7
Lebanon 43.6
Taiwan 43.4
Haiti 43.3
Syria 43.2
Spain 43.0
Hong Kong 42.9
Saudi Arabia 42.7
Gambia 42.5
Cambodia 42.2
Albania 42.1
Jordan 42.0
New Zealand 41.9
Japan 41.7
Congo 41.6
Egypt 41.6
Turkey 41.4
Denmark 41.4
Brunei Darussalam 41.2
Georgia 41.2
Korea 41.1
Bosnia and Herzegovina 41.0
Senegal 40.8
Azerbaijan 40.7
Gabon 40.5
Libya 40.3
United Kingdom 40.3
Laos 40.3
Benin 40.1
Canada 39.8
Pakistan 39.4
Ireland 39.4
Poland 39.3
Norway 39.2
Macedonia 39.1
Israel 39.1
Namibia 38.4
Sweden 38.2
Romania 37.7
Hungary 37.6
Guinea 37.4
Finland 37.4
Mauritania 37.3
Kazakhstan 36.9
Togo 36.9
Kenya 36.7
Czech Republic  36.6
France 36.4
Armenia 36.1
Singapore 36.1
Slovakia 35.8
Greece 35.7
Tanzania 35.1
Guinea-Bissau 35.1
Portugal 34.8
Eritrea 34.5
Bahrain 34.4
Australia  34.1
Mali 33.7
Mozambique 33.0
Cameroon 32.8
Djibouti 32.7
Ethiopia 32.5
Bulgaria 31.6
Nigeria 31.1
Moldova 31.1
Burkina Faso 30.1
Lithuania 29.3
United States of America 28.8
Cote d’Ivoire 28.8
Rwanda 28.3
Sierra Leone 28.2
United Arab Emirates 28.2
Angola 27.9
South Africa 27.8
Sudan 27.7
Uganda 27.7
Kuwait 27.7
Latvia 27.3
Niger 26.8
Malawi 26.7
Zambia 25.9
Central African Republic 25.9
Belarus 25.8
Qatar 25.5
Botswana 25.4
Chad 25.4
Turkmenistan 24.0
Equatorial Guinea 23.8
Lesotho 23.1
Russia 22.8
Estonia 22.7
Ukraine 22.2
Congo, Dem. Rep. of the 20.7
Burundi 19.0
Swaziland 18.4
Zimbabwe 16.6

 

 

Paese più felice?  La felicità nel mondo secondo l’HPI. L’arcipelago Vanuatu , Poco più di duecentomila abitanti, un’economia basata sull’agricoltura e sul turismo, un Prodotto interno lordo pro capite inferiore ai tremila dollari. Vanuatu è un piccolo stato, un arcipelago, che si trova nel sud dell’Oceano Pacifico, 1.750 chilometri a est dell’Australia, 500 chilometri a nord-est della Nuova Caledonia. Ed è la nazione più felice al mondo. Così dicono i risultati di un’analisi che ha portato alla compilazione dell’Happy planet index, un nuovo indice legato alla misurazione del progresso globale. La pubblicazione è scaricabile dalle pagine web della Nef, New economics foundation, che l’ha redatta e che ha creato un sito apposito (www.happyplanetindex.org). La ricerca si basa sulla misurazione dell’Happy planet index. L’Italia è al 66/mo posto. I Paesi in verde sono i più felici, quelli in rosso i più infelici.

La Nef è un think-tank, cioè un gruppo d’opinione, con sede a Londra, che si occupa di economia, ambiente e temi sociali. O meglio, stando alla definizione che compare sul sito della fondazione, si tratta di un “think and do tank”, come a dire che l’organizzazione dà molto peso all’azione oltre che al pensiero. Promuove infatti soluzioni innovative che mettano in discussione i “classici” misuratori economici, quali il Pil, e forniscano una visione maggiormente accurata rispetto ai concetti di progresso e di ricchezza (o povertà) delle nazioni. L’Hpi di cui scriviamo è l’iniziativa più recente della Nef. Ne emerge che le persone possono vivere a lungo, vite felici, senza depauperare la Terra. Questo nuovo indice internazionale, che prende in considerazione 178 Paesi ed è focalizzato su impatto ambientale e benessere, mostra un ordine mondiale ben differente da quello sostenuto dai leader del globo. Gli Stati Uniti, per esempio, occupano la 150esima posizione della classifica.

L’indice è frutto di un’indagine che ha messo a confronto le risorse utilizzate da un dato Paese con l’aspettativa di vita e la felicità dei suoi abitanti. La “rivelazione” è che alti livelli di consumismo non producono necessariamente altrettanto alti livelli di benessere (inteso come soddisfazione in relazione alla propria esistenza), e che è possibile avere al contrario una vita felice anche se frugale. Nel complesso, la strada che il nostro pianeta deve percorrere perché i suoi abitanti abbiano vite decorose nel limite della disponibilità delle risorse terrestri è ancora lunga. Ma l’auspicio della Nef è che l’Hpi mostri ai governi di tutto il mondo come aggiustare il tiro, rispetto agli indicatori e agli obiettivi di progresso: come dire se hai la mappa sbagliata, difficilmente raggiungerai la tua destinazione.

 

Quality of Life Index

QUALITA’ DELLA VITA

2007

 

ITALIA 8°

 

International Living

 

http://www.internationalliving.com

 

 

La classifica della rivista Usa International Living tiene conto di diversi fattori, primi fra tutti quelli che secondo il buon senso comune economico sono condizioni irrinunciabili per vivere bene: costo della vita (poche tasse e prezzi bassi), opportunità di lavoro e di investimento. Insomma, tutto ciò che può aiutare a scegliere dove mettere radici o ricominciare una nuova vita. Ma ci sono poi gli altri parametri, ovvero clima, liberta’, sanità, infrastrutture, sicurezza, cultura e tempo libero (arti, cucina, moda)

Nove, dunque, le categorie considerate dal rapporto “Quality of Life 2007”, secondo le quali sono stati giudicati 193 Paesi nel mondo per costo della vita,  economia, ambiente, libertà, sanità, infrastrutture, sicurezza, cultura e tempo libero e clima.

 

  1. Francia, è imbattibile per quanto riguarda i prezzi e consumi (Parigi non è “cheap” ma risulta comunque più abbordabile di altre capitali europee), la capacità d’impresa e il mercato, la produzione agricola, il sistema sanitario, il cui primato mondiale è riconosciuto persino dall’Oms  e, non ultimo i beni artistici e le bellezze paesaggistiche, le specialità gastronomiche e i trasporti (fiore all’occhiello i treni ad alta velocità). A tutto ciò si aggiunga il fatto che la qualità della vita nelle regioni francesi sembra essere ben distribuita tra città e campagne.

  2. Australia, seconda classificata nel rapporto del 2006, quest’anno conquista una posizione grazie ai suoi spazi sconfinati e al clima generoso, che ne fanno un posto ideale per giovani alla ricerca di una “sede” definitiva. La natura, i divertimenti e le attività culturali coronano il ritratto di un Paese dove l’easy life diventa un traguardo raggiungibile.

  3. Netherlands

  4. Nuova Zelanda al quarto posto 

  5. Stati Uniti  quinto posto 

  6. Switzerland

  7. Denmark

  8. Italy: I tempi cambiano e con loro anche i miti considerati oggi buoni motivi per vivere in Italia, che si piazza all’ottavo posto per qualità della vita: la pizza e il mandolino, le gondole, la Ferrari, l’Opera, il gelato, e le borse di Prada. Per fortuna, oltre ai marchi che sono l’orgoglio del mercato italiano, la rivista americana assegna al Bel Paese anche il primato della cultura e delle arti. Ma tra gli ingredienti fondamentali compaiono anche la buona cucina, la varietà dei paesaggi e la nostra storia. Insomma, Italia patria della “dolce vita” più che del vivere bene e che resta un po’ in disparte rispetto ad altri Paesi del Nord Europa che brillano tra i primi dieci posti classifica per meriti attuali e di piu’ ampia portata economico soaciale che non per meriti storici o di mero benesere della pancia e degli occhi: Francia davanti a tutte, seguita da Olanda, Svizzera, Danimarca e, il Lussemburgo. We give 100 points (that is, a perfect score) to Italy in the Culture and Leisure category. This country, in its history, has given us Michaelangelo, Raphael, and Botticelli. Pizza, gondolas, and scarlet Ferraris. Opera, ice cream, and Prada handbags. OK, they’ve given us the Mafia, too, but who isn’t tempted by the charms of Italy, Europe’s most intriguing and seductive country?

Studio condotto dall’Unicef – Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia – sui paesi industrializzati del

La classifica dei Paesi migliori per i bambini (tra quelli industrializzati)

 

1) Olanda
2) Svezia
3) Danimarca
4) Finlandia
5) Spagna
6) Svizzera
7) Norvegia
8) Italia
9) Irlanda
10) Belgio
11) Germania
12) Canada
13) Grecia
14) Polonia
15) Repubblica Ceca
16) Francia
17) Portogallo
18) Austria
19) Ungheria
20) Stati Uniti
21) Regno Unito

 

 

 

 

  • Dei 21 paesi studiati, solo in nove Stati, tutti nel Nord Europa, la povertà infatile è scesa sotto il 10%. Ma rimane al 15% in tre paesi dell’Europa meridionale (Italia, Spagna e Portogallo” e in tre paesi anglosassoni (Inghilterra, Irlanda e Usa). Una volta cresciute le ragazze fanno sesso non protetto e rimangono più facilmente incinte e hanno minori aspirazioni a migliorare. A guidare la classifica dei paesi in cui i bambini vivono meglio è:

    • 1) Olanda

    • 2) Svezia

    • 3) Danimarca

    • 4) Finlandia

    • 5) Spagna

    • 6) Svizzera

    • 7) Norvegia

    • 8) Italia

    • 9) Irlanda

    • 0) Belgio

  • Lo studio dimostra che la ricchezza del prodotto interno lordo spesso non coincide con la migliore qualità di vita dei bambini. Ad esempio gli Stati Uniti d’America che sono lo Stato più potente e ricco del mondo in questa speciale classifica si fermano al penultimo posto.

    Il Regno Unito e gli Usa sono agli ultimi due posti per la qualità della vita dei bambini dove i bambini sono più infelici e più in pericolo. Non solo i più piccoli che vivono nei due paesi sono i primi a iniziare a bere e a fumare, ma è negli Usa e nel Regno Unito che il tasso della povertà infantile raggiunge le percentuali più alte

  • Il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia ha usato 40 diversi parametri per stabilire il livello di vita dei bambini che vivono nelle 21 nazioni economicamente più sviluppate. I bambini che crescono in Inghilterra sono esposti a maggiori rischi come alcool, droga e sesso non protetto rispetto ai coetanei che vivono nelle altre nazioni. L’Inghilterra si trova all’ultimo posto su alcuni indicatori come la povertà, le privazioni, la salute e la sicurezza, le relazioni sociali, i rischi e il sentimento di benessere. Il paese anglosassone è messo meglio per quanto riguarda l’istruzione, mentre il peggior piazzamento in questo campo è raggiunto proprio dagli Usa

 

 

 

 

 

 

Marco Montanari

Annunci

I commenti sono chiusi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: