2007: Il brand più potente del mondo

2007

 

 

Il brand più potente del mondo

 

BRANDZ Top 100 Most Powerful Brands

 

Millward Brown Optimor (Wpp Group) and Financial Times

 

http://www.millwardbrown.com/Sites/millwardbrown/

BEST GLOBAL BRAND_2007_BRANDZ Top 100 Most Powerful Brands_1

BEST GLOBAL BRAND_2007_BRANDZ Top 100 Most Powerful Brands_4

BEST GLOBAL BRAND_2006_BRANDZ Top 100 Most Powerful Brands_1

 

 

 

 

 

Il brand più potente del mondo con una progressione annua del 77% è Google che domina con 66,4 miliardi di dollari, e stacca l’avversario di 11,4 miliardi di dollari, Microsoft (-11% a 54,9 miliardi) che subisce anche il sorpasso di General Electric (+11% a 61,8 miliardi). La Coca-Cola perde una posizione e si ferma a 44,1 miliardi (con una rivalutazione del 7%), appena 3 in più di China Mobile (+5%). I vertici sono dominati dalle compagnie hi-tech. Nel 2006 BRANDZ Top 100 Most Powerful Brands aveva eletto Microsoft, con un “valore” superiore ai 62 miliardi di dollari.

  • Secondo la particolarissima classifica di Millward Brown Optimor, che si basa su ricerche di mercato, dati finanziari e popolarità, il colosso di Mountain View ha mantenuto le promesse dello scorso anno e ha praticamente raddoppiato il suo peso di visibilità – contro Microsoft che ha perso per strada circa l’11%.

  • Google è certamente un brand fenomenale, nel senso che è molto chiaro a cosa si riferisca ed è percepito come vincente nonché come simbolo di innovazione, ha dichiarato Peter Walshe, direttore della multinazionale della consulenza e del marketing Millward Brown

Dietro alla cronaca del premio, però, si nascondono interessi finanziari ben più importanti. Di fatto, Millward Brown cerca di proporre agli investitori i brand che nel tempo potranno dare maggiori soddisfazioni. Google è una conferma. Perché, come sostiene l’editorialista finanziario Steven Pearlstein sul Washington Post, è “la quintessenza di una storia finanziaria di successo”. “Due brillanti giovani hanno iniziato con un’idea, e costruito un’azienda che è stata fatta crescere fino a diventare un juggernaut da 150 miliardi di dollari che ora domina Internet”, ha scritto Pearlstein. I risultati finanziari del primo trimestre hanno dimostrato ancor di più la solidità di questo strapotere: una crescita dei profitti del 69% e un incremento delle vendite del 63%. Il tutto mentre un valido antagonista come Yahoo annaspa in Borsa con un -12%.
 

  • Sulla base dei trend che emergono dalla ricerca, salgono di peso i Paesi emergenti, e l’attenzione ai temi della responsabilità sociale e dell’alimentazione sana. Così se da un lato Marlboro é il sesto brand al mondo (+2% a 39,1 miliardi, malgrado la campagna a livello mondiale contro i danni del fumo), dall’altro McDonald’s si rivaluta del 14% (a 33,1 miliardi) grazie alla introduzione di cibi più salutari, con l’uso di olii vegetali.

  • Nel ranking si distinguono per numero le società finanziarie, seguite a ruota da quelle ICT e dalla grande distribuzione. Ma, secondo Walshe, l’elemento più importante per un brand è senza dubbio l’innovazione, a prescindere dal settore di applicazione. Alle persone piacciono molto i marchi tecnologici, li considerano eccitanti e li ammirano, ha aggiunto l’esperto.Nella sottosettore dei beni di lusso, il brand Fendi è al nono posto (4,11 miliardi) e precede Armani (4,1 miliardi).

  • I marchi per le società, così come la reputazione per gli uomini, sono qualcosa di ‘immenso valore. Sono beni intangibili e spesso c’é la tentazione di fare qualcosa per incrementare sul breve col risultato di avere danni sul lungo periodo, si legge nel rapporto. In generale, reggono meglio la sfida del tempo quei marchi capacità di trasmettere innovazione associati a servizi percepiti come utili. Come nel caso di Google, che proprio oggi ha lanciato Web History, il nuovo servizio che consente agli utenti registrati di trattenere volontariamente la traccia di tutto quanto viene fatto sul web. Una sorta di archivio digitale che può essere attivato da chi è in possesso di un account Google, dopo avere scaricato la Google Toolbar e abilitato PageRank.
     

L’Italia come sempre e’ assente nella TOP 50, e piazza Tim e Gucci, rispettivamente al 75mo e 89mo posto con valori pari a 8,4 e 6,5 miliardi (infatti Fendi e Armani non sono piu’ marchi il cui capitale di maggioranza sia italiano).

 

 

Marco Montanari

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