The Miss Italian Politics’ Trendy, Sex & The City, Manolo Blahnik a gogo’, e l’Etica va a remengo!

The Miss Italian Politics’ Trendy, Sex & The City, Manolo Blahnik a gogo’, e l’Etica va a remengo!

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Manolo Blahnik_sandali stiletto

Manolo Blahnik_sandali stiletto2

I nostri Politici sono delle donne da spettacolo, che non perseguono la tutela del bene pubblico e dei cittadini, ma solo i loro interessi ed il loro senso dell’ostentazione e dell’arroganza. Continua lo sperpero di danaro pubblico, senza che neppure questo Governo, come il precedente, ponga mano nei fatti alla riforma della Spesa della P.A., cominciando dalla Politica e dai pubblici dipendenti in esubero, almeno 500.000.

 

 

Oggi, prendo spunto dallo schifo delle auto bleu, e ovviamente questo mio sfogo fa’ seguito alle recenti notizie che riguardano l’indegno comportamento  del Presidente della Regione Veneto, Galan ( CEN-DES LS.CIVICHE ), e la sua Giunta , che hanno rinnovato il parco macchine con l’acquisto di super auto blu, ” dettando le caratteristiche delle vetture: Brand straniero e di massimo livello, misure, cilindrata, navigatore, ed eliminando le Thesis”.

 

  • Veneto: 2007 Spesa auto bleu di Galan e giunta per 13 auto di lusso: 436.800 euro più Iva, ovvero 524.160 euro, 40.320 euro l’anno a macchina  (benzina e spese per autista escluse) ! L’anno scorso e anche nel 2004, il costo del noleggio complessivo per le vecchie 15 Lancia Thesis ( versione executive 2.400 turbodiesel, da 185 cavalli, per 75 mila chilometri l’una) e’ stato pari a 424.800 euro Iva compresa. L’incremento di spesa complessiva prevista nel 2007 (con 2 macchine in meno rispetto agli anni precedenti, capito che onesti!!!) e’ quindi pari al +23.38%, una follia per un paese dove la poverta’ e l’ingiustizia imperano

 

 

I Costi del funzionamento, dei noleggi o spese per l’acquisto, in uno con quelle degli autisti secondo le ultime stime del sito Contribuenti e del quotidiano La Stampa, e da me corretti indicano un totale annuo: dai 25,00 / 38,00 miliardi di euro (14,35 miliardi di euro + 7,749/20,78  miliardi di euro + 2,91 miliardi di euro ) ai 32,15 / 45,00 miliardi di euro (21,5 miliardi di euro +  7,749/20,78 miliardi di euro + 2,91 miliardi di euro ). In pratica nella ipotesi minima una Finanziaria corposa, in quella massima (Se queste autovetture fossero comprate e non prese a nolo) una finanziaria e mezza

 

Nel mio palazzo a Roma, zona trieste, palazzo che per la cronaca e’ a non piu’ di 30 metri da quello di Bertinotti (attico e superattico) ed a circa 200 metri da quello di Fini, e’ agevole osservare un via vai di auto bleu, come credo capiti anche a voi di osservare, non soltanto in virtu’ della presenza dei 2 politici sopra ricordati, ma anche perche’ vi abita uno dei tanti porta borse di zona, un emerito “nessuno” a livello di politici di serie A, ed un emerito “idiota” (basta scambiarci 2 parole, non capisce nulla di nulla) raccomandato da chissa’ chi.

 

  • Bene ha l’auto bleu 24h/24h per 365 giorni all’anno, a disposizione, non solo e soltanto per lui, ma, anche per la moglie e la figlia con prole, onde recarsi con agilita’, nel mentre si mostra con arroganza il proprio potere, dal parrucchiere, piuttosto che al mare a Fregene, o per andare al mercato etc, il tutto mentre il soggetto in questione e’ stato gia’ recapitato al Ministero; ecco e’ uno schifo tutto cio’, e’ davvero fastidioso questo utilizzo e ostentazione arrogante del “poteruncolo” oltre che dannoso economicamente .

 

Ho naturalmente scritto una lettera di protesta indignata al Presidente del Consiglio; risposta…il silenzio assoluto.

 

 

 

Lo spreco totale:  circa 150.000 auto blu (secondo sitme che peccano in difetto, c’e’ infatti chi dice siano 198.596 e financo oltre 500.000 comprese quelle degli enti locali, leggere in calce gli articoli) esistenti in Italia dei ministeri e degli enti pubblici non territoriali (escluse quelle delle Regioni e degli altri enti locali quindi) e che sonon a disposizione di tutti, politici, segretari, sottosegretari etc, e spesso delle di loro mogli e figlie per andare a fare la spesa piuttosto che andare dal parrucchiere etc; e’ una vergogna. Ebbene di queste auto blu che, tutto compreso, ci costano ciascuna circa 70 mila euro all’anno, inclusi autista e benzina,  solo nelle regioni, ne esistono, in media, una per ogni assessorato, più altre a disposizione dei dirigenti e funzionari.  Nella maggior parte dei casi sono stati stipulati contratti di leasing o indette gare d’appalto per la fornitura del parco auto. Bene, nonostante tutto questo, le note spese per i movimenti fuori sede di assessori e funzionari abbondano, e costituiscono un’altra entrata individuale nascosta. Luigi Cappugi, consulente del governo Berlusconi, meno di due anni fa aveva stimato l’ammontare della spessa complessivamente pari a 10,5 miliardi di euro l’anno per le sole automobili dei ministeri e degli enti pubblici non territoriali.

 

Ebbene per questo fottio di auto blu e’ prevista dai nostri virtuosi politici un’ampia gamma con costi folli  (benzina e spese per autista escluse):

 

  • dalle meno costose di cilindrata 1800/2000 con costi di circa 24.000 euro l’anno a macchina;

  • alle mediane con costi di circa 28.333 euro l’anno   a macchina ( di cilindrata alta ma al contempo con Marchio di medio livello, tipo Lancia Thesis versione executive 2.400 turbodiesel, da 185 cavalli );

  • a quelle con costi alti ma  “non altissimi”,  come quelle volute da Galan (e i suoi 12 assessori ) et similia, auto  da appena 300 chilometri l’ora, con costi di circa 40.320 euro l’anno a macchina; il tutto come ricordava il Corriere, con una tale precisione nei dettagli che nel bando della gara d’appalto per il noleggio mancano soltanto i colori della tappezzeria o le preferenze sulle casse acustiche; ” Galan (e i suoi 12 assessori ) vogliono 13  «grandi berline» a noleggio «a lungo termine» per 24 mesi che facciano 60 mila chilometri e abbiano come «cilindrata: 3.000 c.c. circa» e «alimentazione diesel» e «trazione integrale» e «lunghezza non inferiore a 480 cm» e «larghezza non inferiore a 180 cm. (riferita alla vettura senza retrovisori)». E poi vogliono, «a pena di esclusione dalla gara», il navigatore satellitare e la «selleria in pelle» e il «climatizzatore automatico» e i «sensori di parcheggio» e la «presa accendisigari posti posteriori» e i «cristalli laterali e lunotti scuri» e la «tendina parasole lunotto posteriore».  La scelta si restringe a una manciata di macchine di lusso dell’Audi, della Bmw, della Mercedes”

  • alle piu’ onerose come quelle di Berlusconi e compagnia cantando tanto per intenderci, con costi di circa 50.000 euro l’anno a macchina. 

 

 

Nella maggior parte dei casi sono stati stipulati contratti di leasing o indette gare d’appalto per la fornitura del parco auto. Le note spese per i movimenti fuori sede di politici al Governo, all’opposizione, o a livello locale di assessori e funzionari,  abbondano, e costituiscono un’altra entrata individuale nascosta.

 

 

 

Auto blu per tutti, con autista a disposizione ventiquattrore su ventiquattro per qualsivoglia tratta e per 365 giorni all’anno. Ne esistono, in media, una per ogni assessorato, più altre a disposizione dei dirigenti e funzionari in ogni ente locale, dalle regioni ai comuni, nonche’ quelle dei baroni delle Universita’:

 

 

  • Il Quirinale ne ha in garage 40, mentre alla Casa Bianca le auto di servizio sono 5, a disposizione solo per il percorso casa-ufficio e viceversa. Non è ammessa nemmeno la deviazione per andare a prendere il figlio a scuola;

  • Al ministero dell’Economia 8.954  auto bleu;

  • Al ministero dell’Interno le autovetture di servizio risulterebbero essere 22.967

  • Ente Croce Rossa, 5.097 auto blu;

  • Ministero di Grazia e Giustizia, 3.404 auto;

  • Nella Pubblica Istruzione, tanto per citare alcuni esempi, il numero di auto blu  assegnate all’Università di Pisa e’ di 124, le stesse  assegnate all’Università di Firenze, 60 assegnate all’Università La Sapienza di Roma, e di 40 auto dispone la misconosciuta Università della Tuscia;

  • Ministero dei Trasporti, 629 auto blu;

  • Ministero dei Lavori Pubblici 380 auto blu;( Fabrizio Di Ferdinando sulla Padania….” Strano che il fustigatore Di Pietro, quando occupò quella poltrona, non si sia premurato di far cessare quel malcostume, lui così pronto a stigmatizzare il comportamento degli altri ed a chiudere un occhio sul proprio. Ma forse non se ne accorse nemmeno, dal momento che di auto blu lui non ne aveva bisogno…..”);

  • Ente Autonomo Acquedotto Pugliese, 321 auto di Stato;

  • Ministero della Ricerca Scientifica, appena 12 auto blu.

 

 

 

Insomma abbiamo dei virtuosi politici, virtuosismo alla Sex & The City, che si comportano come delle super Veline VIP dello spettacolo, dai falsi comunisti che vestono solo cachemire, a tutti, nessuno escluso, che, come Galan, vogliono solo sandali stiletto di Manolo Blahnik, il numero uno in assoluto nel mondo, nonche’ osannate dalla generazione Sex & The City, i cui costi vanno da un minimo di 2.500 euro ai 15.000 euro a paia.

Per inciso non ho nulla contro il cachemire e tanto meno per chi adora farne uso, ma mi sta poco simpatico e trovo poco credibile nonche’ un falso populista colui che predica dalla mattina alla sera di essere un comunista vero dalla parte dei poveri..ecco un comunista vero non puo’ avere tutti gli abiti, calze comprese di cachemire, e tanto meno un attico e super attico di 300 mq in una delle zone piu’ costose di Roma, nonche’ villa con piscina in Umbria; insomma visto che non riesce , legittimamente e umanamente, a rinunciare al benessere di lusso, la smettesse di fare politica come comunista, e sciogliesse una volta per tutte il partito nonche’ i privilegi dei Sindacati, sarebeb un primo passo rilevante che a catena ne porterebeb con se’ tanti altrettanto rilevanti per il paese, dove grazie a Dio, sia il comunismo vero che il fascismo vero sono, in barba alle strumentalizzazioni di casta, morti e sepolti da anni!

E come dice l’autore di quell’articolo sul Corriere della Sera, G.A. Stella, ” Chi governa deve riflettere, pensioni e stipendi che lievitano, auto blu e altri privilegi… se fossi un politico mi vergognerei». E allora? «Cittadini svegliatevi. Dovete far sentire la vostra voce, ribellarvi. E se gli amministratori si comportano in questo modo, lo strumento della gente per cambiare le cose è di non votarli più”.

 

 

Vi riporto in calce i recenti articoli in materia pubblicati dal Corriere della Sera, dal Giornale e dalla Padania.

 

 

Marco Montanari

 

 

 

 

 

Corriere della Sera

Regione rinnova il parco macchine. E non è un’eccezione

Super auto blu in Veneto, l’ira dei vescovi

Eliminate le Thesis, Galan e la sua Giunta hanno dettato le caratteristiche delle vetture: misure, cilindrata, navigatore

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/01_Gennaio/07/stella.shtml

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/01_Gennaio/06/stella.shtml

 

Il Veneto   Il governatore e gli assessori regionali del Veneto, nell’incessante dedizione al bene collettivo, hanno deciso di rinnovare il parco macchine puntando al risparmio. E così, rinunciando parsimoniosi a Bentley, Rolls Royce e fuoriserie con sedili di zibellino e maniglie d’oro, si sono accontentati d’una flotta di auto superlusso da 300 chilometri l’ora. Fatto sta che la spesa, 436.800 euro più Iva, ha fatto arrabbiare non solo i cittadini ma anche i vescovi di Rovigo, Padova e soprattutto quello di Vittorio Veneto. Il quale ha invitato la gente a «ribellarsi» contro «questa corsa di politici e amministratori a chi arraffa di più». Certo, la progressiva e inarrestabile voglia di auto blu sempre più potenti, più costose, più luccicanti, non riguarda solo il Veneto.

 

 

  • Ciò che colpisce, nel caso di questi giorni, sollevato dal Corriere del Veneto, è il tipo di auto che il forzista Giancarlo Galan e i suoi 12 assessori hanno ritenuto di scegliere. Eliminate le «vecchie» 15 Lancia Thesis ( versione executive 2.400 turbodiesel, da 185 cavalli, costo del noleggio complessivo nel 2004 per 75 mila chilometri l’una: 424.800 euro) e scartate come pidocchiose utilitarie tutte le auto dai 1.800 ai 2.500 centimetri cubici altrove utilizzate anche da re, regine e capi di governo, la giunta regionale di Venezia ha infatti delineato le auto di suo gusto. Con una tale precisione nei dettagli che nel bando della gara d’appalto mancano soltanto i colori della tappezzeria o le preferenze sulle casse acustiche.

  • Interpretando a modo loro la legge europea, che non consente di pretendere questa o quella marca, gli amministratori veneti spiegano tutto ma proprio tutto. Vogliono 13 «grandi berline» a noleggio «a lungo termine» per 24 mesi che facciano 60 mila chilometri e abbiano come «cilindrata: 3.000 c.c. circa» e «alimentazione diesel» e «trazione integrale» e «lunghezza non inferiore a 480 cm» e «larghezza non inferiore a 180 cm. (riferita alla vettura senza retrovisori)».

  • E poi vogliono, «a pena di esclusione dalla gara», il navigatore satellitare e la «selleria in pelle» e il «climatizzatore automatico» e i «sensori di parcheggio» e la «presa accendisigari posti posteriori» e i «cristalli laterali e lunotti scuri» e la «tendina parasole lunotto posteriore» e via così. Risultato: non c’è una sola auto italiana che risponda a quelle caratteristiche. Di più: la scelta si restringe a una manciata di macchine di lusso dell’Audi, della Bmw, della Mercedes.

  • Vi chiederete: che se ne fanno di macchine che corrono a trecento all’ora se il Veneto è ormai immensa area urbana coi limite di velocità a 50 e se da Padova a Bassano i navigatori prevedono una media di 41 chilometri l’ora perché ogni giorno è intasata da 65 mila auto e tir e se la tangenziale di Mestre è quotidianamente invasa da 140 mila veicoli con punte di 180 mila e se insomma le strade sono spesso un enorme ingorgo? Non potevano, il governatore e i suoi dodici apostoli, accontentarsi di ciò che altrove soddisfa ministri e presidenti?

  • No, risponde la delibera. La trazione integrale, ad esempio, servirà a «migliorare in modo significativo la sicurezza attiva» e assicurare non solo «un migliore comfort» grazie al «controllo del beccheggio e del rollio» ma anche «una miglior conduzione e controllo del veicolo anche in condizioni di strada con scarsa aderenza».

  • Basti ricordare che la Regione Campania ha speso nel 2004 per la gestione dell’intero parco automezzi (furgoni compresi) e le «tessere viacard con servizio Telepass» 2 milioni 120 mila euro: 312.410 più di quelli che aveva speso due anni prima.

  • O che la «virtuosa» Lombardia, per le sole macchine di servizio, è arrivata a sborsare nel 2005 10 volte di più che nel 2000: un milione e 250 mila euro contro 154 mila nel 2000.

  • Per non dire di chi dovrebbe dare il buon esempio: Palazzo Chigi. Dove, come abbiamo già scritto, le auto blu a disposizione della presidenza e di pochi ministri senza portafoglio sono 115. Nove in meno rispetto agli ultimi tempi del governo Berlusconi, ma sempre una enormità. Per una spesa che nel solo 2005 è stata di 2 milioni e 152 mila euro: più del doppio rispetto ai 940 mila euro del 2001.

  • Caso strepitoso quello di Franco Borghetto, il leggendario autista di Carlo Bernini, presidente della Regione prima di diventare ministro dei trasporti. Arrivò a farsi pagare, in un solo mese di febbraio, la bellezza di 382 ore di straordinario. Che sommate alle 144 contrattuali facevano 19 ore al giorno, sabati e domeniche compresi. .

 

 

Chi governa deve riflettere, pensioni e stipendi che lievitano, auto blu e altri privilegi… se fossi un politico mi vergognerei». E allora? «Cittadini svegliatevi. Dovete far sentire la vostra voce, ribellarvi. E se gli amministratori si comportano in questo modo, lo strumento della gente per cambiare le cose è di non votarli più.

 

Corriere della Sera

Auto blu: e Galan se la prende con i vescovi

Il governatore ai tre prelati che lo hanno criticato: taglierò i fondi per il sociale

 

Invettiva del presidente della Regione sul caso delle 13 nuove supervetture per la giunta: «Quei monsignori sono dediti al peccato dell’ira e dell’arroganza»

 

 

 

Basta prediche o la Regione taglierà sulle «emergenze» che stanno a cuore alla Chiesa. Giancarlo Galan ha risposto così ai vescovi veneti che gli rinfacciavano scandalizzati d’avere stanziato 436.800 euro più Iva per prendere per sé e gli assessori 13 auto blu extra-lusso.

 

  • I soldi pubblici li amministra o no lui? E lui li dà a chi gli pare. Quindi, se c’è da risparmiare, comincerà dal «sociale». La furente invettiva del governatore forzista, vergata sotto il titolo «La befana delle auto blu, il cronista fifty-fifty del giornale filoprodiano e quei tre vescovi dediti al peccato dell’ira e dell’arroganza», è un documento politico da conservare.

  • Dopo avere attaccato il Corriere e chi ci scrive sia pure stando sul generico (forse perché memore della condanna a pagare 260 mila euro a due giornalisti della Rai bollati come soviet, offesa affannosamente negata in tribunale spiegando che i soviet erano «espressione di quella democrazia reale che ancora oggi viene rimpianta da molti» e «l’aggettivo sovietico non ha certo valenza diffamatoria») il presidente dice tre cose:

  • 1) Che la vecchia autoblu lui l’ha spremuta «fino a quando il mezzo ha raggiunto i 300 mila chilometri».

  • 2) Che quella delle autoblu esageratamente lussuose è «una storiella» così come sono «falsità demagogiche» le rivelazioni del Corriere del Veneto sulla grandeur delle sedi regionali a Bruxelles e a Roma.

  • 3) Che dietro le denunce c’è (e ti pareva) un «burattinaio» impegnato in una «campagna d’inverno, probabilmente organizzata per anticipare le prossime scadenze elettorali in Veneto». Opinioni. Da archiviare sotto la voce «complotti e complottardi» insieme a lamentele esattamente rovesciate quali quelle di governatori di sinistra come Antonio Bassolino o Agazio Loiero. E facili da confutare ricordando come dentro la stessa maggioranza di centro-destra veneta sia stato un pezzo della Lega (e prima ancora della sinistra o dei giornali) a sollevare «perplessità» intorno sia alle nuove autoblu sia alla decisione di comprare una sede regionale da 4,3 milioni di euro a Bruxelles e di cercarne una (di prestigio, vicino al Parlamento e di almeno 700 metri quadri per un costo stimato in oltre 7 milioni) sul Tevere.

  • La parte più interessante dello sfogo galaniano, però, è quella in cui il governatore azzurro attacca i vescovi di Padova (Antonio Mattiazzo), di Rovigo (Lucio Soravito De Franceschi) e di Vittorio Veneto (Giuseppe Zenti), che avevano osato criticare la decisione della giunta di varare una gara per il noleggio a lungo termine di 13 nuove autoblu con richieste così esigenti (3.000 di cilindrata, trazione integrale, lunghezza non inferiore a 480 cm, navigatore satellitare, selleria in pelle, climatizzatore automatico, cristalli laterali e lunotti scuri) da restringere di fatto la scelta alle grandi berline extra-lusso, tutte straniere. Scelta che, insieme col recente aumento delle pensioni dei consiglieri regionali, monsignor Zenti aveva bollato come una «corsa a chi arraffa di più» contro la quale la gente deve «ribellarsi».

  • Liquidati i vescovi come «dediti al peccato dell’ira e dell’arroganza», Galan chiude con parole che, se fosse trapanese e non padovano, gli guadagnerebbero una vignetta con la coppola. Testuale, su carta intestata: «Ai tre vescovi che il quotidiano filo-prodiano presenta e fa parlare come persone in preda all’ira e al più savonaroliano livore, farò pervenire nei prossimi giorni una proposta di rigoroso e severo risparmio, da attuarsi a spese del sociale e di tutte quelle altre emergenze, urgenze e necessità di tipo solidaristico che la Regione del Veneto meglio e più di altre Regioni finanzia da anni».

  • Cosa, cosa? Vuol dire che per mettere in riga chi critica il rifiuto di normali, belle e dignitose berline nel nome delle auto più costose sul mercato dopo le Bentley, le Rolls Royce e le Porche Carrera, lui andrà per dispetto a risparmiare sui fondi alle organizzazioni no-profit, ai centri che aiutano i disabili, alle associazioni che assistono gli anziani o i ragazzi alla deriva? Abbiamo capito bene? Pare di sì. Tanto più che il governatore chiude augurandosi minacciosamente una rivolta di chi rischia questi nuovi tagli contro gli improvvidi moralizzatori: «Sono certo che dal restante mondo cattolico del Veneto verrà data a quei tre vescovi la risposta che si meritano». E adesso stiamo a vedere. Ma è possibile che lo scontro, fra la giunta veneta e un pezzo della Chiesa, sia solo all’inizio

 

Il Giornale

La Repubblica fondata sulle auto blu

Paolo Granzotto

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=93644&START=0

Mi hanno detto che la signora Irene Pivetti è titolare del diritto a vita di avere l’auto blu. Mi sembra che tale auto sia stata anche modificata per permettere alle carrozzine di entrarvi. Mi dà conferma che il fatto è vero, dottor Grazotto? E mi chiedo fino a quando certi privilegi? L’auto blu dovrebbe coprire solo il tempo di lavoro parlamentare come avviene per il Presidente della Camera; nell’esercito la figura dell’attendente è stata tolta da un pezzo.

  • Sì, è così, caro Conti. Irene Pivetti fu presidente della Camera dal ’94 al ’96. Aveva trentun’anni quando le circostanze l’obbligarono a lasciare l’incarico. Da allora, come tutti i suoi predecessori si avvantaggia – e se ne avvantaggerà per tutto il resto della vita, che noi le auguriamo lunghissima e felice – dei rilevanti tornaconti che si usa concedere agli ex di rango. Nella fattispecie, auto blu con autista a disposizione ventiquattrore su ventiquattro per qualsivoglia tratta e per 365 giorni all’anno.

  • Oltre a ciò un ufficio perfettamente attrezzato e fornito d’ogni moderna diavoleria, un assistente e due segretarie. Il titolare della sultanesca regalia può naturalmente chiedere una macchina (blu) che si adatti alle sue esigenze e così fece Irene Pivetti una volta diventata mamma: reclamò, ottenendolo, un modello che potesse comodamente alloggiare il passeggino e altri marchingegni per l’infanzia. Andò peggio al caro Oscar Luigi Scalfaro: forte della sua doppia condizione di ex – ex presidente della Camera ed ex capo dello Stato – ne sollecitò due, di auto blu. Forse facendogli presente che non gli sarebbe stato possibile depositare il solenne popò su entrambe contemporaneamente, quella volta l’ufficio apposito rispose picche.

  • Secondo il ministero del Tesoro risultano in servizio – e quindi pagate da noi contribuenti – almeno 200mila auto blu. Che nella migliore delle ipotesi e senza considerare gli straordinari significa 600 autisti. Solo il Quirinale ne ha in garage una quarantina mentre alla Casa Bianca che non è esattamente un Quirinale del Terzo mondo, le auto di servizio si riducono a cinque, a disposizione solo per il percorso casa-ufficio e viceversa. Non è ammessa nemmeno la deviazione per andare a prendere il figlio a scuola. Da noi, l’auto è ad personam e ad libitum, il titolare ci può fare quello che vuole e dove vuole, di giorno come di notte, per motivi istituzionali, per svago o per diporto: fornita di tutti i contrassegni richiesti, sfreccia allegramente nelle corsie preferenziali, parcheggia dove non sarebbe lecito e – per motivi di sicurezza, mi raccomando – non tiene in gran conto dei limiti di velocità. Una pacchia.

  • In quanto poi al servizio di chauffeur a vita, ossia finché morte non sopraggiunga, ha pratica solo in Italia (dove fra l’altro gli ex di rango possono inoltre usufruire – a vita – della flotta aerea di Stato che consente loro di volare a destra e a manca con agi che il passeggero Alitalia non riesce manco a immaginare, nemmeno se si imbottisse di Lsd). Non importa l’età, la durata dell’incarico, l’aver o no ben meritato. Per fare un esempio, a Tommaso Morlino e Giovanni Malagodi bastò occupare lo scranno più alto del Senato per poche settimane (12 maggio – 11 luglio 1983 il primo, 22 agosto – primo luglio 1987 il secondo) per vedersi attribuiti i servizi di cui sopra. Neanche Jean Bedel Bokassa, imperatore del Centrafrica, giunse a tanto. Noi, ci siamo giunti subito: fatta la Repubblica, fatte le auto blu.

 

 

La Padania

 

Finalmente in vendita buona parte delle 160mila vetture a disposizione dei “papaveri di Stato”
Auto blu, è finita (forse) la pacchia
L’Ente acquedotto pugliese ne ha ben 321, e 124 l’università di Pisa

 

di Fabrizio Di Ferdinando

http://old.lapadania.com/1998/aprile/14/140498p06a1.htm

Auto blu, è finita la pacchia. Scatta la direttiva Prodi che farà dimagrire il parco di “auto blu” dello Stato, e ne rivoluzionerà i sistemi di gestione. Il provvedimento è stato pubblicato finalmente sulla Gazzetta Ufficiale, e prevede, tra l’altro, una parziale vendita dei 160 mila veicoli del parco auto statale, la ricollocazione degli autisti che risulteranno in eccesso, anche con forme di mobilità volontaria, e infine l’affidamento del servizio stesso a ditte private di autonoleggio.

 

  • L’avvio dell’operazione di vendita e di riduzione delle auto dei “grand commis” di Stato, finalizzato a ridurre la spesa pubblica, arriva dopo l’esito dell’analisi tecnico-economica del ministero del Tesoro, prevista nel collegato alla finanziaria del 1997. Già all’inizio di aprile il Ministero dei Trasporti, attraverso la Motorizzazione Civile dal quale dipende il servizio, aveva fatto uscire sui giornali annunci per la gara di appalto di 104 auto di 2000 di cilindrata dotate di una serie di optional adatti agli illustri passeggeri: climatizzatore, Abs, airbag, vetri elettrici e autoradio.Il prezzo base per questa prima tranche di servizio di “auto blu”, da dare in mano ai privati, è stato fissato in 3,7 miliardi di lire per le sole autovetture.

  • Nella direttiva del presidente del Consiglio si fissano i parametri a cui amministrazioni ed enti dovranno attenersi, e i criteri di vendita delle auto blu.Le amministrazioni, con specifici concorsi, sceglieranno le società specializzate a cui affidare la vendita delle auto, mentre l’utilizzo delle autovetture noleggiate sarà regolamentato da precise norme di comportamento. L’uso delle auto noleggiate non sarà più individuale, ma cumulativo, e dovrà essere programmato. Le auto cioè saranno a disposizione non dei singoli, ma degli uffici, e dovranno essere prenotate, per coordinare le diverse esigenze. Il loro utilizzo inoltre dovrà essere “razionalizzato” con percorsi in parte o del tutto coincidenti, che porti comunque alla riduzione del chilometraggio complessivo nell’arco dell’anno.

  • Per arrivare al contenimento della spesa sarà comunque ridotto il numero delle autovetture di servizio e ridefinito il fabbisogno di personale da adibire alla guida. Molti autisti “comandati” a tale servizio faranno rientro nelle amministrazioni di appartenenza, tranne alcuni autisti della Polizia, per “ineludibili motivi di sicurezza”. L’operazione non potrà durare più di dodici mesi: entro il 31 dicembre di quest’anno il ministero del Tesoro riferirà al Parlamento sull’attuazione del programma con una relazione che dovrà indicare, fra l’altro, dati sulla riduzione di spesa.

  • Con questo provvedimento si dovrebbe non solo porre fine alla spesa dissennata per le auto di servizio, ma anche al malcostume per cui le stesse erano considerate, più che un mezzo di lavoro, uno “status simbol” di cui si fregiavano i satrapi governativi. E troppo spesso usate non per esigenze d’ufficio, ma personali, come accompagnare a scuola i figli dei “papaveri” di Stato o le loro mogli a far la spesa. Per le loro necessità private i dirigenti statali dovranno d’ora in poi servirsi delle loro auto, come tutti i normali cittadini.

  • E’ solo una goccia nel mare dei privilegi statali, ma è un inizio. Il rischio è naturalmente che tutto ciò rimanga solo sulla carta, o che si dia luogo a una riduzione fittizia, di facciata, mentre i “grand commis” e i loro portaborse continueranno sottobanco a usare auto di Stato, magari non blu, magari giustificate con qualche altro alibi.Dall’elenco approntato dal Ministero del Tesoro emergono dati sconcertanti sull’abuso delle quattroruote, sempre lussuose, pagate dai contribuenti.

  • A far la parte del leone è l’Ente Croce Rossa, con ben 5.097 auto blu, un numero assolutamente inspiegabile e ingiustificabile, a meno che non si ipotizzi che anche il soccorso nei casi di emergenza fosse portato con quei tipi di auto.

  • Segue, nella poco commendevole classifica, il ministero di Grazia e Giustizia, con 3.404 auto, motivate con la necessità di sicurezza dei giudici. Sì ma possibile che vi siano ben oltre tremila magistrati a rischio e bisognosi di protezione? O non sarà piuttosto che le tante toghe d’ermellino o di porpora o di altro genere ritengono indispensabile l’auto blu per sancire il loro rango e il loro prestigio, e che un qualsiasi pretore ritenga una «deminutio» il fatto di non avere l’auto con l’autista che gli apre lo sportello? Un fiore all’occhiello, insomma, ma pagato dai cittadini.

  • Spicca poi, nel settore della Pubblica Istruzione, il numero delle vetture assegnate all’Università di Pisa: ben 124, come quella di Firenze, e più del doppio dell’Università La Sapienza di Roma assai più grande e anche più importante di quella di Pisa, e di ben 40 auto dispone la misconosciuta Università della Tuscia. Che se ne fa un tempio della cultura di 124 auto? Per portare a casa i baroni della cattedra? E non potrebbero gli esimi docenti servirsi di mezzi proprio – che certamente i lauti stipendi consentono loro – oppure dei mezzi pubblici come tutti? O forse la cultura deve essere garanzia di privilegio, invece che di civiltà?

  • Segue, di gran lunga staccato, ma primo fra i ministeri, il ministero dei Trasporti, che per far onore al suo nome allinea nei garage ben 629 auto blu, tallonato dal Ministero dei Lavori Pubblici con 380 auto.

  • Strano che il fustigatore Di Pietro, quando occupò quella poltrona, non si sia premurato di far cessare quel malcostume, lui così pronto a stigmatizzare il comportamento degli altri ed a chiudere un occhio sul proprio. Ma forse non se ne accorse nemmeno, dal momento che di auto blu lui non ne aveva bisogno, visto che gli amici lo fornivano di Mercedes.

  • Gratis. Grida vendetta anche la pletora di macchine dell’Ente Autonomo Acquedotto Pugliese, che dispone di ben 321 auto di Stato. Che frenetica attività svolge mai l’Ente Acquedotto, quali innumerevoli tragitti devono compiere i suoi funzionari al servizio indefesso della comunità, per avere un così grande bisogno di veicoli?Il fanalino di coda di questa fiera delle vanità lo regge il ministero della Ricerca Scientifica, appena 12 auto specchio della scarsa importanza attribuita a quel dicastero, che è invece l’unico che dovrebbe essere sviluppato e potenziato, come in tutti i Paesi civili. Altra cenerentola è il ministero del Commercio con l’Estero, che dovrebbe dare una mano ai privati nelle loro esportazioni, facilitare le imprese nella acquisizione di nuovi mercati. Ma siccome si tratta appunto di favorire il privato anziché la grande mangeria pubblica, siccome si tratta di qualcosa che rischierebbe di essere davvero utile ai cittadini, il potere centrale si guarda bene dal dotarlo dei mezzi necessari.

Meglio dare cinquemila auto all’Ente Croce Rossa, che potranno servire a portare al pronto soccorso i capi e capetti statali colti da choc alla notizia della fine della cuccagna

CONTRIBUENTI.IT

 

AUTO BLU / NUOVO RECORD MONDIALE

 

Triplicato il parco auto in due anni passando da 198.596 a 574.215 unità

 


9.05.2007

http://www.contribuenti.it/news/view.asp?id=2476

In soli due anni, in Italia, si è passati da 198.596 auto blu a 574.215, triplicando di fatto gli automezzi, con annessi e connessi. Nuovo record mondiale. E’ quanto emerge dallo studio condotto da Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani con “Lo Sportello del Contribuente” che ha analizzato il parco auto esistente presso lo Stato, Regioni, Province, Comuni, Municipalità, Comunità montane, Enti pubblici, Enti pubblici non economici e Società misto pubblico-private.

 

 

Dopo la legge del 1991 che limitava l’uso esclusivo delle auto blu ai soli Ministri, Sottosegretari e ad alcuni Direttori generali, si sono sempre proposte regolamentazioni e tagli, mai effettuati.

 

 

 

La classifica dei paesi che utilizzano le “auto blu” vede oggi

 

 

 

  1. l’Italia al comando con 574.215

  2. USA con 73.000,

  3. Francia con 65.000,

  4. Regno Unito con 58.000,

  5. Germania con 54.000,

  6. Turchia con 51.000,

  7. Spagna con 44.000,

  8. Giappone, con 35.000,

  9. Grecia con 34.000

  10. Portogallo con 23.000

 

 

 

“In Italia gli amministratori pubblici hanno superato ogni limite – sostiene Vittorio Carlomagno, presidente Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – Basterebbe una norma che stabilisse il limite di cilindrata delle auto blu per ridurre drasticamente il parco auto, incrementando di fatto l’utilizzo di prestigiose utilitarie italiane come la Grande Punto.”

 

 

L’Italia ha il record mondiale
di vetture di servizio
 

Mettendole in fila si arriverebbe da Roma a Mosca
PAOLO BARONI
ROMA

 
 
http://www.lastampa.it/redazione/default.asp

 

 

La spesa per le auto bleu

 

I Costi del funzionamento, dei noleggi o spese per l’acquisto, in uno con quelle degli autisti secondo le ultime stime del sito Contribuenti e del quotidiano La Stampa, e da me corretti indicano un totale annuo: dai 25,00 / 38,00 miliardi di euro (14,35 miliardi di euro + 7,749/20,78  miliardi di euro + 2,91 miliardi di euro ) ai 32,15 / 45,00 miliardi di euro (21,5 miliardi di euro +  7,749/20,78 miliardi di euro + 2,91 miliardi di euro ). In pratica nella ipotesi minima una Finanziaria corposa, in quella massima (Se queste autovetture fossero comprate e non prese a nolo) una finanziaria e mezza

 

  • Solo per gli autisti che per cautela paghiamo come un impiegato, ovvero 25 mila euro l’anno,  senza calcolare tassa di possesso e assicurazione, la spesa annua ammonta dai 14,35 miliardi di euro se fossero solo 574.000 autisti, ai 21,5 miliardi di euro se fossero 861.000 autisti ;

  • Benzina (20 euro al giorno),  i pedaggi (152 euro al mese di media, 5 euro di media al giorno) e 1,36 euro di media al giorno per lavare a mano all’incirca 50 volte l’anno tutte e 574.215 , la spesa annua ammonta dai 2,91 miliardi di euro;

  • Se queste autovetture fossero tutte prese a nolo (contratto che per due anni comprende anche le spese per la tassa di possesso e l’assicurazione, come prevedono le convenzioni della Consip, l’agenzia del Tesoro che cura gli acquisti collettivi per la pubblica amministrazione, ma non anche la spesa per gli autisti benzina pedaggi e lavaggi ovviamente ) partendo dai 1.125 euro al mese indicati per una Bmw 525D si arriverebbe a spendere 7,749 miliardi l’anno per tutte le 574.215 auto;

  • Mentre per comperare tutte le 574.215 auto, partendo dai 36.200 euro spuntati dalla Consip per una Lancia Thesis 2.4 Jtd con cambio automatico, si arriverebbe a quota 20,78 miliardi di euro;

  • Il totale annuo fa’: dai 25,00/38,00 miliardi di euro (14,35 miliardi di euro + 7,749/20,78  miliardi di euro + 2,91 miliardi di euro ) a i32,15/45,00 miliardi di euro (21,5 miliardi di euro +  7,749/20,78 miliardi di euro + 2,91 miliardi di euro )

 

Numeri esagerati? Forse. Allora dimezziamoli: i conti restano comunque altissimi, sia quelli di acquisto che quelli di gestione, e suggeriscono una sola cosa: che bisogna tagliare. Con più decisione di quanto si sia fatto in passato, quando Luigi Cappugi, in qualità di consulente del governo Berlusconi, arrivò a suggerire di usare i taxi ed in contemporanea di dimezzare il parco pubblico per risparmiare almeno 4,8 miliardi di euro l’anno, e poi la sua proposta cadde nel vuoto; e di quanto si sta facendo oggi. Non è un mistero infatti che, nonostante il giro di vite impresso a tutte le spese dal nuovo governo, i risultati stentino ad arrivare.

 

Al ministero dell’Economia, in prima fila della battaglia del rigore, la spesa per auto blu (in base ad indiscrezioni sui calcoli fatti dalla Ragioneria) è scesa da quota 1,176 milioni del 2004 ai 535 mila euro previsti per il 2007.

 

Un conto è l’auto, che non è più blu ma sempre più spesso grigia, ed un altro conto sono gli optional. Che lo Stato (o gli enti locali) come i privati devono pagare a parte. Colori «speciali», sirene, lampeggianti, e per le auto «di servizio» delle forze dell’ordine anche scritte e bande adesive: per tutto c’è un prezzo.

 

Ad esempio, personalizzare una vettura con i cosiddetti «colori di istituto», dal blu «ministeriale» al rosso dei Vigili del fuoco, al verde «militare», in base ai listini della Consip (l’agenzia del Tesoro che si occupa di effettuare le gare tra i vari fornitori, e quindi di acquistare le auto di Stato) costa tra i 330 ed i 400 euro. Più o meno come la vernice metallizzata per l’auto di un normale cittadino privato. La personalizzazione della vettura, con scritte, scudetti grandi e piccoli, e bande adesive rifrangenti (sulle fiancate, il cofano, il lunotto, ecc.) fa invece aumentare di altri 630 euro la fattura finale. Dotare l’auto di sirene e lampeggianti occorrono invece cifre ben più alte, che si avvicinano a quelle di un impianto di aria condizionata: in questo caso i «pacchetti» offerti oscillano tra i 1.090 ed i 2.090 euro. Nel primo caso si può avere batteria «potenziata» (necessaria per far funzionare gran parte degli accessori), faro stroboscopico, sirena bitonale, tappetini in gomma ed estintore da 2 kg. Nel secondo caso invece la dotazione, che riguarda soprattutto le vetture delle forze dell’ordine, prevede l’aggiunta di fari esterni orientabili, la predisposizione per la ricetrasmittente compresa antenna e comandi vari.

 

 

Per le auto «di rappresentanza», le grandi berline destinate a ministri, sottosegretari, big del Parlamento, sindaci ed assessori vari, gli accessori non cambiano molto e prevedono anche qui la super-batteria, il faro flash stroboscopico «a profilo aerodinamico e supporto magnetico per installazione amovibile», sirena bitonale nascosta sotto il cofano, tappetini ed estintore «completo di staffe, solidamente installato nel portabagagli o eventualmente in altra posizione da concordare con l’amministrazione». Il tutto per 1400 euro in più. \ Fanno status e tutti le vogliono, dal ministro che magari la preferisce tedesca e superaccessoriata all’ultimo dei dirigenti, che la usa anche per fare la spesa con la moglie o per mandare una semplice lettera da un capo all’altro della città. Se le mettessimo tutte in fila, una davanti all’altra, la riga disegnata sulla carta geografica partirebbe da Roma e terminerebbe 400 chilometri più a Est di Mosca. Mentre in strada possono arrivare a formare un unico serpentone lungo 2.756 chilometri che da Roma arriva addirittura a Lisbona. I costi di gestione valgono una mezza Finanziaria, altrettanto il loro acquisto. Mentre per il loro lavaggio occorre requisire addirittura una diga.

 

Se queste cifre sembrano esagerate è solo perché è assolutamente esagerato il numero delle «auto blu» che circolano in Italia. Secondo le stime di Contribuenti.it, che negli ultimi due anni ha battuto a tappeto l’intero Paese, oggi le autovetture «blu» assegnate d’ufficio a politici, amministratori e dirigenti pubblici sono addirittura il triplo rispetto a due anni fa: ovvero 574.215 anziché 198.596. Numeri da record del mondo o solamente cifre un poco sovrastimate? «Se consideriamo che solo le auto dell’apparato statale sono all’incirca 200 mila e a queste aggiungiamo quelle di Comuni, Province, Comunità montane, consorzi, enti ed aziende pubbliche – risponde il direttore dell’associazione Vittorio Carlomagno – vediamo che si arriva esattamente a questa cifra. Il problema è che in Italia negli ultimi tempi gli amministratori pubblici, approfittando del federalismo e del decentramento dei poteri, hanno proprio superato ogni limite».

 

Le nostre 574 mila e passa autovetture pubbliche, se raffrontate alle 73 mila degli Usa, le 65 mila della Francia o le 54 mila della Germania, sono davvero tante. Ed a cascata producono altri numeri da paura. Calcolando una lunghezza media di 4 metri e 80 (misura a metà strada tra un’Alfa 159 ed un’Audi A8) se per assurdo le mettessimo tutte in fila in linea andremmo da Roma a Mosca ed anche oltre, oppure da Madrid ad Ankara. Impilate una sull’altra formerebbero invece una «torre» alta 862 chilometri, 97 volte l’Everest, 1.694 volte la quota del grattacielo più alto del mondo, il «Financial center» di Taipei. E poi non parliamo del parcheggio, dramma quotidiano di ogni italiano: messe in bell’ordine berline, station wagon e supercar occupano all’incirca 746 ettari, l’equivalente di 1065 campi da calcio, oppure dell’intera isola di Ponza. Per produrle una fabbrica come quella dell’Alfa Romeo di Pomigliano dovrebbe lavorare ininterrottamente per quasi 4 anni. Mentre per rifornirle di benzina (diciamo 30 euro di pieno al giorno?) se ne vanno all’incirca 3,2 miliardi di litri di benzina all’anno. Il che significa che oltre 2000 delle 24 mila pompe attive in Italia dovrebbero lavorare in esclusiva per loro.

 

 

Un esercito di autisti Se la logica è quella di un autista per vettura per farle circolare tutte e 574 mila occorre aver a disposizione una «squadra» che corrisponde all’intera popolazione di una provincia grande come quella di Taranto, bambini ed anziani compresi. Se invece ci allarghiamo un poco e calcoliamo 1 autista e mezzo per vettura, arriviamo a quota 861 mila, che corrispondono agli abitanti di Torino o dell’intera provincia di Genova. Un vero esercito, più grande di quello turco che (tanto per fare un altro esempio) conta «appena» 680 mila effettivi. Anche la voce pulizia ha il suo peso: per lavare a mano, all’incirca 50 volte l’anno, tutte e 574.215 queste auto si consumano ben 11,4 milioni di metri cubi d’acqua. Un vero e proprio fiume. O se vogliamo la metà della capienza attuale di una grande diga come quella di Ridracoli, che assicura l’acqua ad un milione di romagnoli e a tutti i turisti della riviera. Non parliamo poi di schiume e detersivi e del loro potere inquinante.

 

 

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