Stipendi Pubblici: ai Magistrati gli aumenti piu’ vistosi

 

 

 

STATALI: CORTE CONTI, STIPENDI PUBBLICI IN 5 ANNI +12,8%

AI (10.429 ) MAGISTRATI GLI AUMENTI PIU VISTOSI – +26,2%

 

DATI SULLE RETRIBUZIONI DEI MAGISTRATI DA ME INTEGRATI E CALCOLATI, AI FINI DELLA QUANTIFICAZIONE AL NETTO DELLE STESSE, APPLICANDO IL VECCHIO REGIME FISCALE PRIMA DELLA RIFORMA DEL 2006/2007 ED INCROCIANDO I VALORI PUBBLICATI DALLA CORTE E DA UN  MAGISTRATO CON QUELLI DELL’EURISPES E DELL’ISTAT

 

I dati elaborati sia dalla Corte sia dal sottoscritto provengono dai conti annuali della Ragioneria Generale dello Stato, dall’Istat, dall’Eurispes e dai conti forniti da un Magistrato nel 2003, e riguardano 9.811 enti.

 

La retribuzione del magistrato

I dati elaborati da un Magistrato 

Anno 2003 prima dell’ultimo aumento del 2006 non ancora reso reperibile in rete da parte delle istituzionali autorita’

A CURA DI ALE GRASSO

(UDITORE D.M. 18/01/2002)

http://www.associazionemagistrati.it/public/File/retribuzione%20.pdf

http://www.associazionemagistrati.it/strutture/giovani/retribuzione%20.pdf

 

I dati elaborati dalla Corte dei Conti 

 

http://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/Servizi-e-/SICO/Pubblicazi/index.asp

 

STATALI: CORTE CONTI, STIPENDI PUBBLICI IN 5 ANNI +12,8%

AI MAGISTRATI GLI AUMENTI PIU VISTOSI +26,2%

 

Sale la spesa per la dirigenza che ha registrato nel quinquennio un incremento del 17,4%, a fronte di un aumento della consistenza pari all’1,1%, con una crescita delle retribuzioni medie pari a circa il 13% “nonostante il consistente slittamento dei rinnovi contrattuali”.

Per quanto concerne poi la spesa complessiva del personale di magistratura è passata, nel periodo 2001-2005, da 924,5 milioni a 1,166 miliardi di euro, con un incremento percentuale pari al 26,2%.

La spesa per retribuzioni dei professori e ricercatori universitari è cresciuta del 21,4%.

Quanto al personale della carriera diplomatica, la spesa complessiva per retribuzioni è aumentata nel quinquennio del 21%

 

16/20 maggio 2007

La Stampa

Mia Economia

La Repubblica

(9Colonne.it)

ANSA

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/200705articoli/21781girata.asp

http://miaeconomia.leonardo.it/economia/fisco/fisco_news/corte_dei_conti_frenare_gli_stipendi_statali

http://www.repubblica.it/2007/01/sezioni/economia/statali/corte-conti/corte-conti.html

 

http://www.corteconti.it/Ricerca-e-1/Comunicati/COMUNICATO-STAMPA1.doc_cvt.htm

http://www.corteconti.it/Ricerca-e-1/Comunicati/COMUNICATO-STAMPA1.doc

http://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/SICO/index.asp

 

 

Dati Istat ed Eurispes

Pubblici Dipendenti

Dati pubblicati nel 2007 e riferentisi al 2003 – 2004 -2005 -2006

 

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/06/italia_pubblici-dipendenti_2003_numero_dato-pubblicato-nel-2007_0.gif

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/06/italia_pubblici-dipendenti_2003_numero_dato-pubblicato-nel-2007_1.gif

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/06/italia_pubblici-dipendenti_2003_numero_dato-pubblicato-nel-2005_2.gif

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/06/italia_pubblici-dipendenti_2003_numero_dato-pubblicato-nel-2005_3.gif

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/06/italia_pubblici-dipendenti_2003_numero_dato-pubblicato-nel-2005_4.gif

 

 

2005

Pubblici Dipendenti sono 3.630.000

2003

Pubblici Dipendenti sono 3.540.496

 

 

 

2006

 

Retribuzioni lorde  del personale pubblico 111,65 miliardi di euro

 

Totale costo del lavoro  del personale pubblico (che sono 3.630.496 al 2005) voce contenuta nelle spese correnti per consumi finali delle Amministrazioni pubbliche) nel 2006 hanno registrato un aumento del +4,1%  a  162,999 miliardi di euro rispetto ad una crescita del +4,5% a  156,6 miliardi di euro dell’anno precedente ( calcolando anche gli aumenti retributivi determinati dal rinnovo dei contratti per il biennio 2004-2005, sottoscritti in massima parte nel 2006).

 

 

 

2005

 

Retribuzioni lorde  del personale pubblico 101,7 miliardi di euro, 107,23 miliardi di euro se si considerano anche gli aumenti retributivi determinati dal rinnovo dei contratti per il biennio 2004-2005, sottoscritti in massima parte nel

 

Totale costo del lavoro  del personale pubblico 148,7 miliardi ,156,6 miliardi di euro se si considerano anche gli aumenti retributivi determinati dal rinnovo dei contratti per il biennio 2004-2005, sottoscritti in massima parte nel 2006

 

 

Il personale della magistratura comprende le seguenti categorie:

 

  • Magistratura Ordinaria;

  • Consiglio di Stato e TAR;

  • Avvocatura dello Stato;

  • Corte dei Conti;

  • Magistratura Militare.

 

 

La retribuzione media e’ di 73.697 euro lordi annui.

 

L’erogazione dell’adeguamento triennale delle retribuzioni, come disciplinato dalla legge 19 febbraio 1981, n. 27. Tale incremento interessa fino al 1999, solo le voci relative allo stipendio, comprensivo dell’anzianità economica, ed alla “indennità speciale” stabilita in misura unica (ad eccezione della qualifica di ingresso) per tutto il personale. A partire dal 2000 il meccanismo di adeguamento triennale interesserà, per effetto delle modifiche introdotte con la legge finanziaria 488 del 1999, anche l’indennità integrativa speciale.

 

E’ interessante notare che trattandosi di personale non destinatario di particolari emolumenti accessori e non interessato di recente da riforme della struttura retributiva, il trattamento economico presenta una struttura tradizionale. Infatti , se si considerano le voci retributive relative a stipendio, indennità integrative e tredicesima mensilità, comuni a tutte le categorie di pubblici dipendenti, si nota che per il personale di magistratura tali voci rappresentano l’88,62% della retribuzione.

 

Tra le componenti retributive presenta particolare rilievo la voce “stipendio” che costituisce da sola oltre il 70% della retribuzione media. Nell’ambito di tale voce ha una grande incidenza l’anzianità per classi e scatti di stipendio la quale assume sempre più peso man mano che si avanza nella carriera, per effetto dei meccanismi di riporto dell’anzianità maturata nella qualifica di provenienza e della molteplicità dei passaggi.

 

 

Il personale in forza al 31.12.06 è di 10.429 unità. La variazione più significativa riguarda il personale dei TAR e Consiglio di Stato che cresce, in controtendenza la magistratura militare, ove si verifica una diminuzione dovuta a cessazioni non reintegrate da assunzioni.

 

Benché il 32,7% del personale sia costituito da donne nelle due qualifiche apicali (Primo presidente di Corte di Cassazione e Presidente) sono presenti solo uomini , mentre nella qualifica di Presidente di Sezione, che si raggiunge attraverso il normale sviluppo di carriera, le donne rappresentano solo il 7,1%. Il rapporto si inverte, a favore del sesso femminile, nelle qualifiche iniziali (es. uditore giudiziario dopo 6 mesi con il 55% di presenze) e presenta un sostanziale equilibrio in quelle intermedie (es.: referendario  48,8%). Si registra pertanto un significativo aumento delle donne a livello di ingressi più recenti destinato, se la tendenza si consolida, a mutare significativamente nel futuro la composizione della categoria.

 

Il totale dei cessati ammonta a 232 unità; il 59,48% delle cessazioni avviene per limite di età ed interessa le figure di vertice (75,42% il personale con qualifica di Presidente di sezione). Solo il 5,56% dei cessati per limiti di età riveste la qualifica di Consigliere. Infatti tenuto conto che il limite di età per la cessazione dal servizio è di 70 anni, elevabile a 72, tutto il personale interessato ha modo di raggiungere il vertice della carriera (corrispondente alla qualifica di Presidente di Sezione).

 

Nella distribuzione territoriale, la più alta concentrazione si verifica nel Lazio (21,43% dell’intera categoria ed in tale ambito è presente in tale regione il 100% del personale con le due qualifiche apicali). Seguono la Campania (12,62%), la Sicilia (10,82%) e la Lombardia (10,64%).

 

 

La Corte rileva, che  il contenimento della spesa per i dipendenti pubblici deve costituire una priorita’ delle politiche retributive, per gli effetti che si proiettano sulla finanza pubblica e sul sistema economico in cui è inserito il nostro Paese.

 

 

Per la Corte dei Conti l’incremento della spesa per le retribuzioni del personale pubblico in servizio, sia dei comparti statali che non statali e del personale in regime di diritto pubblico è stato del +12,8% ( incrementi compresi tra il 12% ed il 16% ) tra il 2001 e il 2005, pari a 11,5 miliardi di euro. Secondo la Corte all’aumento della spesa per le retribuzioni non coincide con una crescita del personale impiegato nella pubblica amministrazione ove il dato complessivo registra tra il 2001 e il 2005 una “modesta riduzione” di circa -28.000 unità dovuta ad una riduzione di 40.000 unita’ del settore statale, compensata, in parte, da un aumento nel settore non statale di 12.000 unita’. In particolare, sono cresciuti i contratti a tempo determinato, quelli di formazione, i rapporti di lavoro interinale, mentre il part time ha rallentato il ritmo di crescita:

 

 

Il costo del lavoro per le retribuzioni sostenuto dalla pubblica amministrazione inerente al personale complessivamente impiegato (che include, oltre agli stipendi, altre voci come indennita’ di missione , formazione etc.) è passato dai 130 miliardi di euro del 2001 ai 148,7 miliardi di euro del 2005 (+14,4%);La Corte aggiunge tuttavia che il dato di spesa relativo al 2005 non contiene, se non limitatamente a pochi comparti, gli aumenti retributivi determinati dal rinnovo dei contratti per il biennio 2004-2005, in quanto sottoscritti in massima parte nel 2006;

Nel 2001, la spesa per le retribuzioni del personale pubblico è stata pari a 90,2 miliardi di euro, nel 2002 salita a 94,3 miliardi di euro, nel 2003 a 96,3 miliardi di euro, nel 2004 a 99,9 miliardi di euro e, infine, nel 2005 a 101,7 miliardi di euro. La Corte aggiunge tuttavia che il dato di spesa relativo al 2005 non contiene, se non limitatamente a pochi comparti, gli aumenti retributivi determinati dal rinnovo dei contratti per il biennio 2004-2005, in quanto sottoscritti in massima parte nel 2006;

personale impiegato nel settore statale tra il 2001 e il 2005, infatti, si è registrata una riduzionegraduale delle unità in servizio -2%, che erano di 2.027.526 nel 2001 e risultano essere 1.987.267 nel 2005;

personale impiegato nel settore non statale (servizio sanitario, enti locali, università etc), invece, si è verificato nel quinquennio un aumento dello +0,7%, erano 1.631.082 nel 2001 e sono passate a 1.643.201 a fine 2005;

personale appartenente all’aggregato corpi di polizia (+19,8%), e consistente la riduzione di personale nelle forze armate che, nel periodo 2001-2005, è pari al -8,6%; un insegnante di scuola media superiore, che alla fine della sua carriera guadagna meno di 1.800 euro al mese nette;

sale, invece, la spesa per la dirigenza tra il 2001 e il 2005, che ha registrato nel quinquennio un incremento del +17,4%, a fronte di un aumento della consistenza pari all’1,1%, con una crescita delle retribuzioni medie pari a circa il +13% “nonostante il consistente slittamento dei rinnovi contrattuali”;

per quanto concerne poi la spesa complessiva del personale di magistratura è passata, nel periodo 2001-2005, da 924,5 milioni a 1,166 miliardi di euro, con un incremento percentuale pari al +26,2%;

la spesa per retribuzioni dei professori e ricercatori universitari è cresciuta del +21,4%;

quanto al personale della carriera diplomatica, la spesa complessiva per retribuzioni è aumentata nel quinquennio del +21% e nel contempo si registra una crescita della spesa per retribuzioni accessorie.

 

 

La retribuzione del magistrato

Anno 2003 prima dell’ultimo aumento del 2006 non ancora reso reperibile in rete da parte delle istituzionali  autorita’

 

 

L’attuale trattamento economico della magistratura è basato su passaggi di grado retributivo svincolati dal conferimento di funzioni superiori. Tale sistema dà luogo ad un percorso economico sostanzialmente ancorato all’anzianità di servizio. Evidenzio che la retribuzione del magistrato è formata essenzialmente dai seguenti elementi:

  • – stipendio

  • – indennità integrativa speciale

  • – indennità giudiziaria

 

 

Al lordo ed al netto di tutte le ritenute, trattenute et similia

 

http://borsa.corriere.it/CalcFin/Default.aspx

 

I passaggi si articolano nel seguente modo:

 

 

1 – L’uditore giudiziario (Due anni da uditore ) dopo sei mesi dalla nomina consegue un primo aumento, in realtà articolato in due fasi: dal settimo mese aumentano le sole voci “stipendio” e “indennità integrativa speciale”; dall’inizio delle funzioni (insomma da quando si va nella prima sede di  destinazione) aumenta pure (raddoppia) “l’indennità giudiziaria”.

 

UDITORE
GIUDIZIARIO

 

Primi 6 mesi

 

Al netto di tutte le ritenute, trattenute et similia,
la retribuzione netta è di
€ 1.680,50  il 68.21% del Lordo € 2.463,4

 

Lordo Stipendio € 1382,25 (lordi)

 

Ind. Integr. Spec.€ 665,32 (lordi)

 

Indennità Giudiziaria € 415,87(lordi)

 

 

 

UDITORE
GIUDIZIARIO

 

DOPO 6 MESI senza funzioni

 

Al netto di tutte le ritenute, trattenute et similia,
la retribuzione netta è di

 

€ 1.820,77 il 67.54% del Lordo  € 2.695,7

 

Stipendio € 1601,15 (lordi)
Ind. Integr. Spec. € 678,69 (lordi)
Indennità Giudiziaria € 415,87 (lordi)

 

 

 

UDITORE
GIUDIZIARIO

 

DOPO 6 MESI con funzioni

 

Al netto di tutte le ritenute, trattenute et similia,
la retribuzione netta è di

 

€ 2.198,75  il 70.68% del Lordo  € 3.110,8

 

Stipendio € 1601,15 (lordi)
Ind. Integr. Spec. € 678,69 (lordi)
Indennità Giudiziaria € 831,00 (lordi)

 

 

 

Con le funzioni l’uditore giudiziario inizia a percepire integralmente l’indennità giudiziaria, che quindi raddoppia giungendo a € 831,00 circa lordi, per un netto di circa € 756,00 (contro il netto dei primi 6 mesi pari ad € 378,02).

 

 

 

MAGISTRATO DI TRIBUNALE

2 – 2 anni dopo la nomina ad uditore si diviene giudice di tribunale al primo livello retributivo (“grado settimo”) : da questo momento in poi aumentano sempre solo le voci “stipendio” e “indennità integrativa speciale”, rimanendo invariata nel corso della carriera “l’indennità giudiziaria”.I l successivo passaggio stipendiale, come indicato, è quello determinato dal conseguimento della qualifica di magistrato di tribunale. Al riguardo va precisato che la L.2.4.1979, n.97 recante “Norme sullo stato giuridico dei magistrati e sul trattamento economico dei magistrati ordinari”, all’art.1 dispone che :”La nomina a magistrato di tribunale ha luogo al compimento di due anni dalla nomina ad uditore giudiziario, con delibera del CSM….In ogni caso, per la nomina a magistrato di tribunale è necessario che l’uditore abbia effettivamente esercitato le funzioni giurisdizionali per non meno di un anno; ma la nomina ha comunque decorrenza, ad ogni effetto, dal compimento di due anni dalla nomina ad uditore.”

 

Considerato che il tirocinio senza funzioni dura in genere almeno 18 mesi, al compimento del secondo anno dalla nomina ad uditore non sarà ancora maturata l’anzianità di funzioni necessaria per la nomina a magistrato di tribunale: ai fini retributivi la conseguenza è che allo scoccare del secondo anno dalla nomina ad uditore si continua a percepire la retribuzione da uditore; una volta ottenuta la nomina a magistrato di tribunale, oltre alla corrispondente retribuzione si percepirà, in un’unica soluzione, anche la somma corrispondente alla differenza tra la retribuzione da magistrato e quella da uditore (oltre interessi) non corrisposta per il periodo successivo al compimento del secondo anno dalla nomina ad uditore .

 

 

RETRIBUZIONI AL LORDO

 

MAGISTRATO DI TRIBUNALE

2 anni dopo la nomina ad uditore

(“grado settimo”)

 

Al netto di tutte le ritenutetrattenute et similia,
la retribuzione netta è di

 

€ 2.220,89 il 67.0% del Lordo  € 3.314,77

 

Stipendio £. 3.977.062
Ind. Integr. Spec. £. 1.179.915
Indennità Giudiziaria £. 1.472.572

 

3 – I giudici di tribunale con 3 anni di anzianità nel grado + Due anni da uditore  (5 dall’inizio di carriera) raggiungono un secondo livello retributivo (“grado sesto”).

 

 

RETRIBUZIONI AL LORDO

 

MAGISTRATO DI TRIBUNALE

DOPO 3 ANNI DI NOMINA

+ Due anni da uditore  (5 dall’inizio di carriera)

 

(“grado sesto”)

 

Al netto di tutte le ritenutetrattenute et similia,
la retribuzione netta è di

 

€ 2.877,87 il 67.0% del Lordo  € 4.295,34

 

Stipendio £. 5.850.757
Ind. Integr. Spec. £. 1.267.344

 

Indennità Giudiziaria £. 1.472.572

 

 

 

4 – MAGISTRATO DI CORTE DI APPELLO – I giudici di tribunale con 11 anni di anzianità (13 dall’ingresso in carriera) divengono Consiglieri di corte d’appello (“grado quinto”).

 

 

RETRIBUZIONI AL LORDO

 

MAGISTRATO DI CORTE DI APPELLO

dopo  11 anni di anzianità  di MAGISTRATO DI TRIBUNALE (13 dall’ingresso in carriera)

 

(“grado quinto”)

 

Al netto di tutte le ritenutetrattenute et similia,
la retribuzione netta è di

 

€ 3.685,15 il 65.0% del Lordo  € 5.669,47

 

Stipendio £. 8.555.317
Ind. Integr. Spec. £. 1.311.051
Indennità Giudiziaria £. 1.472.572

 

 

 

5 – MAGISTRATO DI CORTE DI CASSAZIONE – I consiglieri d’Appello con 7 anni di anzianità (20 da inizio della carriera) vengono dichiarati idonei alle funzioni di cassazione  (“grado quarto” ).

 

RETRIBUZIONI AL LORDO

 

MAGISTRATO DI CORTE DI CASSAZIONE

 

I consiglieri d’Appello con 7 anni di anzianità (11 anni di anzianità  di MAGISTRATO DI TRIBUNALE – 20 da inizio della carriera) vengono dichiarati idonei alle funzioni di cassazione 

 

(“grado quarto” )

 

Al netto di tutte le ritenutetrattenute et similia,
la retribuzione netta è di

 

€ 4.315,59 il 65.0% del Lordo  € 6.639,37

 

Stipendio £. 10.451.415
Ind. Integr. Spec. £. 1.354.758
Indennità Giudiziaria £. 1.472.572

 

 

 

6 – I magistrati idonei alle funzioni di cassazione da otto anni (28 dall’inizio della carriera) vengono dichiarati idonei alle funzioni direttive superiori (“grado terzo”) (e ricevono il relativo stipendio).

 

 

 

RETRIBUZIONI AL LORDO

 

MAGISTRATO DI CORTE DI CASSAZIONE

NOMIN.


ALLE FUNZ. DIRETT. SUPERIORI

 

I magistrati idonei alle funzioni di cassazione da otto anni (28 dall’inizio della carriera) vengono dichiarati idonei alle funzioni direttive superiori

 

(“grado terzo”)

 

Al netto di tutte le ritenutetrattenute et similia,
la retribuzione netta è di

 

€ 4.806,19 il 61.0% del Lordo  € 7.879,00

 

Stipendio £. 12.861.898
Ind. Integr. Spec. £. 1.423.619
Indennità Giudiziaria £. 1.472.572

 

7 – PROCURATOREGEN.LE C/O CORTE CASSAZIONE o PRESID. TRIB. SUP.AA.PP.   o PRESID.AGG. CORTE SUPR.CASSAZ. – I magistrati idonei alle funzioni di cassazione con almeno 30 anni di anzianita’ dall’inizio della carriera  (“grado secondo”).

 

RETRIBUZIONI AL LORDO

 

PROCURATOREGEN.LE C/O CORTE CASSAZIONE
o
PRESID. TRIB. SUP.AA.PP.
o
PRESID.AGG. CORTE SUPR.CASSAZ.

 

 

 

I magistrati idonei alle funzioni di cassazione con almeno 30 anni di anzianita’ dall’inizio della carriera

 

(“grado secondo”)

 

Al netto di tutte le ritenutetrattenute et similia,
la retribuzione netta è di

 

€ 7.779,78 il 58.0% del Lordo  € 13.413,42

 

Stipendio £. 23.884.446
Ind. Integr. Spec. £ 1 469 825
Indennità Giudiziaria £. 1.472.572

 

 

8 – PRIMO PRESIDENTE DELLA CORTE DI CASSAZIONE – I magistrati idonei alle funzioni di cassazione con almeno 32 anni di anzianita’ dall’inizio della carriera (“grado primo”).

 

 

RETRIBUZIONI AL LORDO

 

PRIMO PRESIDENTE DELLA CORTE DI CASSAZIONE

 

 

 

I magistrati idonei alle funzioni di cassazione con almeno 32 anni di anzianita’ dall’inizio della carriera

 

(“grado primo”)

 

Al netto di tutte le ritenutetrattenute et similia,
la retribuzione netta è di

 

€ 8.545,7 il 57.8% del Lordo  € 14.784,9

 

Stipendio £. 26.589.090
Ind. Integr. Spec. £. 1.508.336
Indennità Giudiziaria £. 1.472.572

 

 

Gli stipendi dei politici sono parametrati per legge a quello del primo presidente di Cassazione. Ma poi il trucco sta nelle indennità aggiuntive. Il primo presidente di Cassazione guadagna quella cifra e basta. I politici hanno rimborsi spese di ogni tipo, mutue, facilitazioni pensionistiche, diarie giornaliere impressionanti.

 

E’ poi previsto un sistema di adeguamento (ancorato agli aumenti delle retribuzioni nel pubblico impiego) automatico della retribuzione (triennale e corrisposto con un articolato meccanismo di anticipi annuali), nonchè “scatti” retributivi biennali all’interno di ciascuna classe stipendiale.

 

Marco

 

dott. Marco Montanari

U.S. Equities Trader

mailto: marcomontanari@iol.it

 

 

 

 

 

Costituzionale | Anno giudiziario 2008

CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

Inaugurazione Anno Giudiziario 2008

Vincenzo Carbone

“Relazione sull’amministrazione della giustizia nell’anno 2007”

Roma, 25 gennaio 2008

http://www.altalex.com/index.php?idnot=40094

 

 

La giungla dei privilegi

In piedi entra la Corte

Stipendi folli, auto blu, biglietti gratis, poltrone assicurate, bonus faraonici. Dai politici ai manager, dai religiosi ai sindacalisti, tutti i benefici-scandalo. Che gli italiani vedono crescere sempre di più

 

Scritto il 22/03/07

http://www.spreconi.it/2007/03/la_giungla_dei_.html

 

 

Per i semplici componenti, 370 mila euro l’anno; oltre 444 mila per i presidenti. Questo il tetto massimo delle retribuzioni lorde di quasi tutte le Authority: telecomunicazioni, energia, antitrust e Consob. I compensi sono fissati per legge e sono identici agli stipendi di giudici e presidente della Corte costituzionale, a loro volta legati agli andamenti della retribuzione del primo presidente della Cassazione. Il calcolo dei compensi è semplice. Il primo presidente della Cassazione può arrivare a guadagnare fino a 246 mila 800 euro lordi l’anno, come (unica eccezione tra le autorità di garanzia) il Garante della privacy, il cui stipendio nel 2006 sarà in totale di 216 mila euro. I giudici della Corte costituzionale hanno diritto invece a uno stipendio superiore del 50 per cento all’appannaggio del primo presidente di Cassazione, cioè 370 mila euro. Mentre il presidente della Consulta incassa la stessa cifra (370 mila) maggiorata del 20 per cento. Totale: 444 mila euro lordi l’anno. Tutti i membri della Consulta hanno diritto all’auto blu e a una struttura di segreteria. Il presidente ha diritto anche ad utilizzare i voli di Stato. Gran parte dei membri della Consulta ne diventano prima o poi presidenti, poiché la scelta ricade ormai sempre sul giudice in carica da più tempo, magari per pochi mesi (negli ultimi sette anni sono stati dieci). I presidenti emeriti sono attualmente 16: ciascuno di loro ha diritto vita natural durante a un’auto blu con autista. Ma anche da defunti possono contare su un particolare onore: una delibera del Comune di Roma stabilisce che a tutti gli ex presidenti della Corte trapassati sia dedicata una strada nel quartiere Aurelio.

I magistrati italiani hanno stipendi in media con l’Europa. Il meccanismo più discusso, in ogni caso, è quello degli scatti automatici. In parte tutela la toga coraggiosa dagli ingranaggi più odiosi del potere e della politica, ma non sfugge a nessuno che consenta anche carriere garantite e spesso sganciate dal merito. E paradossalmente a guadagnare di più sono quelli sospettati dai colleghi di lavorare di meno, ovvero i magistrati amministrativi. Ci sono poi i doppi canali: il Csm poi può autorizzare incarichi remunerati come le docenze. E un malcostume più volte denunciato riguarda il numero crescente di magistrati che lasciano sguarniti uffici di periferia delicati per assieparsi al ministero con ricche diarie. La vera variabile poi è il prestigio. In Italia, il magistrato, specie se maneggia inchieste penali, è un vero vip; all’estero non lo conosce nessuno. Tutto qui? Alla fine, il privilegio forse più vistoso è quello delle ferie: due mesi e mezzo ogni estate. I pm che hanno in mano le inchieste più scottanti lavorano lo stesso, con pc e cellulare sempre acceso. Ma se un avvocato prova a cercare un magistrato della fallimentare a metà giugno, è facile che lo trovi intorno alla fine di settembre. La legge è uguale per tutti, i privilegi invece no.

 

 

Se giudici e politici ormai pari sono

CARLO FEDERICO GROSSO

Click here: http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=3619&ID_sezione=&sezione=

 

C’è analogia fra il clima politico del 1992 e quello del 2007, fra i tempi di Mani Pulite e l’antipolitica di oggi. Vi sono, tuttavia, alcune rilevanti differenze. Allora non tutto il mondo politico era travolto dall’ira popolare e c’era comunque una speranza di uscita democratica dalla degenerazione. Oggi tutti i partiti sembrano invece coinvolti nel discredito; una via d’uscita dalla crisi sembra pertanto molto più difficile. Si salvano, per il loro prestigio personale o istituzionale, talune grandi personalità, come il Capo dello Stato. Si assiste, d’altro canto, al successo popolare dell’antipolitico per eccellenza. Di quel Grillo, comico di professione, che sta cavalcando gli umori ancestrali della gente contro il potere ufficiale. Per altro verso, mentre all’epoca di Mani Pulite c’era una fiducia senza tentennamenti nel potere giudiziario e una procura della Repubblica che dettava l’agenda del Paese, oggi quella fiducia nella magistratura si è in larga misura sfrangiata. La gente è più avveduta, distingue, talvolta critica apertamente. Sicuramente non è più propensa a credere ciecamente alle iniziative giudiziarie. Al contrario, diffida della giustizia.

 

C’è inoltre una crisi in molti elettori di sinistra. Una parte di essi riteneva che con l’avvento del governo Prodi le tensioni fra politica e giustizia sarebbero scomparse. Alcune cose sono sicuramente cambiate: ad esempio, non ha più costituito intento dichiarato della politica porre limiti alla libertà di indagine, è cessato l’attacco sistematico al mondo giudiziario. Tuttavia, non si è giunti all’idillio. Le leggi vergogna non sono state abrogate, le risorse per il funzionamento della macchina giudiziaria non sono state reperite, il rapporto fra mondo politico e mondo giudiziario continua ad essere complicato. Lo dimostrano le iniziative e le accese discussioni di questi giorni.

 

Quali reazioni si sono, a loro volta, sviluppate contro l’antipolitica dilagante? C’è stato un grande agitarsi sui temi della riduzione del numero dei parlamentari, del contenimento dei consigli di amministrazione e dei consiglieri comunali e regionali, della riduzione delle prebende e dei privilegi, delle auto blu. È davvero sufficiente per riacquistare consensi? O ci vuole, a questo punto, ben altro?

 

Veniamo alle vicende che hanno infiammato i palazzi in quest’ultima settimana. Com’è noto, giorni fa Mastella, sulla base dei risultati di un’ispezione ministeriale, aveva chiesto al Csm di trasferire in via cautelare dal suo ufficio il pubblico ministero calabrese De Magistris, che sta conducendo importanti indagini penali che coinvolgono personalità politiche di rilievo fra cui il presidente del Consiglio. La ragione di tale iniziativa sarebbe individuabile in un’asserita sua incompatibilità ambientale e nella commissione di atti abnormi nell’esercizio della funzione giudiziaria. Non conoscendo gli atti, non sono in grado di esprimere giudizi sulla vicenda. Posso soltanto manifestare un generico stupore di fronte alla peculiarità dell’iniziativa del ministro e alle conseguenze che essa rischia di produrre sul terreno delle inchieste calabresi in corso. Attendo comunque le valutazioni del Csm, confidando che le procedure siano state regolari e che non si sia inteso colpire un magistrato scomodo chiedendo un trasferimento non giustificato.

 

L’iniziativa disciplinare assunta nei confronti di De Magistris era, comunque, destinata a suscitare reazioni. Esse si sono puntualmente manifestate, addirittura al di là di quanto era prevedibile. La televisione ha contribuito a enfatizzarle oltre misura. Si è, fra l’altro, assistito a inaccettabili giustizie sommarie televisive celebrate sull’onda della pressione popolare e alla sorprendente apparizione sul video di magistrati pronti a partecipare, sorridenti, allo spettacolo. È giusto che i magistrati, se indebitamente attaccati, si difendano. Vi sono tuttavia luoghi e modi a ciò deputati. Non ritengo che sia opportuno che qualcuno di essi si precipiti in televisione, coccolato dal conduttore e applaudito dagli spettatori, parli di se stesso e del coraggio con il quale difende legalità e diritti dei cittadini, di come contrasta le illegalità dello Stato e degli altri poteri, di come sia di conseguenza attaccato, ostacolato, delegittimato.

 

Per altro verso, un magistrato che, presentandosi a una trasmissione televisiva, accarezza i sentimenti già accesi della gente, solletica gli istinti e le rabbie degli ascoltatori, cerca il consenso popolare, è un magistrato che rischia di non giovare neppure alla categoria cui appartiene. Diventa un Masaniello, una caricatura, finisce per identificarsi pericolosamente con Grillo, si trasforma in una parodia. Se si trattasse, d’altronde, di una mera operazione di promozione della propria immagine sulla pelle dei cittadini amministrati, per cercare, magari, visibilità utile per altre avventure, la circostanza sarebbe altrettanto grave.

 

Ecco perché, come dicevo all’inizio, oggi il contesto nel quale ci ritroviamo è peggiore di quello del ’92. Allora c’era una Repubblica al tramonto, ma c’era speranza nel riscatto della politica, c’era fiducia nell’attività taumaturgica, moralmente ineccepibile, del potere giudiziario, c’era la certezza di uscirne in qualche modo. Oggi c’è una classe politica allo sbando, delegittimata nel suo insieme dai cittadini ma, anche, una magistratura che non sempre sembra all’altezza dei suoi compiti, che pare aver perso talvolta contezza del suo ruolo, che troppo spesso pasticcia. C’è, dunque, una Repubblica doppiamente infranta.

 

 

L’accusa di Tinti, procuratore a Torino:

«Magistrati, un’altra casta» , «Così le correnti si dividono i posti. Il merito non conta» 

Un blog per i «ribelli» che propongono: non votiamo alle elezioni dell’Anm

Vera Schiavazzi

25 settembre 2007

 

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2007/09_Settembre/25/magistrati_casta_correnti.shtml

 

 

 

 

«È accaduto nella magistratura qualcosa di molto simile a ciò che è accaduto all’esterno, nei palazzi della politica. Gruppi legittimi ma di natura privata, cioè le correnti, decidono su un bene pubblico, la giustizia, proprio come i partiti fanno nelle istituzioni». Bruno Tinti, procuratore aggiunto a Torino, uno dei magistrati italiani più esperti sul fronte della lotta ai reati finanziari, traccia nel suo libro fresco di stampa («Toghe rotte», per Chiarelettere, prefazione di Marco Travaglio) un affresco inquietante dei meccanismi che regolano l’autogoverno della sua categoria. Quei meccanismi che avrebbero dovuto preservarne l’autonomia dai «poteri forti» e che, invece, l’hanno trasformata in una Casta, con i propri rituali, i propri compromessi e le proprie spartizioni. E che ora suscitano polemiche all’interno della stessa magistratura, dando vita a nuovi gruppi e a una proposta- choc, l’astensione, in novembre, alle prossime elezioni dell’Associazione nazionale magistrati, il sindacato che rappresenta il 93% dei giudici italiani. C’è anche un blog (www.toghe.blogspot. com), al quale lo stesso Tinti partecipa, che racconta il malessere per «il male che le toghe fanno a se stesse».

 

LA LOTTIZZAZIONE — «Praticamente tutti i posti di potere sono ormai lottizzati dalle correnti – scrive Tinti – . Il sistema funziona più o meno così: a fare il presidente del Tribunale di Roncofritto ci mandiamo Michele, che è dei Gialli, così loro ci votano Luigi, che è dei nostri, a procuratore di Poggio Belsito. Alle prossime elezioni del Csm possiamo quindi candidare Carmelo…». Tinti descrive nei dettagli il funzionamento dei Consigli Giudiziari, i piccoli Csm regionali che a loro volta «pre-selezionano » i magistrati che poi il Consiglio superiore della magistratura dovrà scegliere per gli incarichi direttivi. «I candidati contattano i loro santi protettori. Le lodi si sprecano, ogni corrente sostiene il suo candidato, che certe volte è espertissimo e altre non ha mai ricoperto quel ruolo ma è proprio quello che si vuole, talvolta è il più anziano talvolta il meno anziano ma molto più bravo, e così via», spiega il magistrato torinese. E sul blog si trova il resto.

 

I RITARDI DEL CSM — A cominciare dalle parole di Mario Fresa, presidente della Commissione trasferimenti del Csm: «L’irragionevole durata delle pratiche del Csm nei concorsi si riverbera sulla irragionevole durata dei processi». Fresa cita il caso dei posti, rimasti a lungo scoperti, al Massimario della Cassazione (è l’ufficio che raccoglie le sentenze della Corte: in genere ci finiscono magistrati giovani, studiosi e appoggiatissimi da una corrente): «È parso evidente che le divisioni riguardavano schieramenti precostituiti, a prescindere dall’esame dei profili professionali… Il metodo che veniva seguito era quello della spartizione correntizia». C’è poi la proposta – citata e criticata sempre da Fresa – di assegnare nove posti di sostituto procuratore generale presso la Cassazione «secondo una sorta di favore ingiustificato a coloro che hanno ricoperto incarichi associativi (cioè a chi ha rappresentato le correnti, ndr) .

 

LO SFOGO ONLINE — Sul blog i magistrati si sfogano e ragionano a voce alta: «Molti di noi immaginano – ha scritto Pierluigi Picardi, consigliere di Corte d’Appello a Napoli – che se essi lavorano in maniera pazzesca sia così un po’ ovunque o credono che i casi di incapacità organizzativa o sfaticatezza siano marginali ma le cose non stanno così. Certi casi come quello di Bari dove un magistrato ha ritardi nel deposito delle sentenze anche di quattro anni ed è ancora al suo posto, non sono frequentissimi, ma se non riusciamo a colpire le situazioni più evidenti come si può immaginare di affrontare con rigore la normalità?». E ancora: «Il Csm non è in grado di decidere nemmeno su un caso clamoroso come quello di padre e figlio rispettivamente procuratore aggiunto e avvocato penalista; potrei continuare parlandovi di un Tribunale nel quale in un anno il collegio ha deciso 8 (dico otto) cause penali in tutto».

Nel giugno scorso, dieci sostituti procuratori generali di Roma hanno rivolto un appello al vicepresidente del Csm, il senatore Nicola Mancino, sul modo nel quale si intendevano nominare un procuratore aggiunto e un sostituto procuratore generale nella loro città: «La discrezionalità del Consiglio si va mutando in inaccettabile arbitrio».

 

L’AMMISSIONE. Antonio Patrono, membro del Csm e segretario generale di Magistratura Indipendente, la corrente «di destra», ha poi riassunto così le posizioni sulla lottizzazione interna: «Noi sosteniamo che il correntismo esiste ed è un problema da risolvere tutti insieme; Magistratura Democratica e il Movimento per la Giustizia (la «sinistra» e i «Verdi», ndr) sostengono che esiste ma loro ne sono immuni e riguarda solo gli altri; Unità per la Costituzione (il «centro», ndr) sostiene che forse nemmeno esiste e comunque non è un problema… ».

 

«COLLEGHI, NON VOTATE» — Sul blog dei «ribelli», nasce così una proposta che non ha precedenti nella storia della magistratura: astenersi in massa dal voto per il Consiglio direttivo dell’Associazione, che sarà rinnovato tra poco più di un mese, il 12 e 13 novembre. Come scrive Stefano Racheli, sostituto procuratore presso la Corte d’Appello di Roma, «una contestazione forte», capace di «rompere col sistema» e di far sentire la voce di una base non più divisa in correnti ma organizzata «come una rete, da persone che non appartengono a nessuno e che non vogliono creare nuove appartenenze ». È presto per dire quanti accoglieranno l’appello. Ma, certo, mai come ora le vecchie correnti (e anche quelle più recenti, come «Movimento per la giustizia» e «I Ghibellini – Articolo 3») appaiono in discussione.

 

SERIE A E SERIE B — Le correnti e i mali interni della magistratura non sono l’unico oggetto del lavoro che Bruno Tinti ha scritto con la collaborazione di tre, anonimi colleghi. La depenalizzazione del falso in bilancio e la constatazione che la maggior parte dei procedimenti per reati finanziari non possono nemmeno cominciare o si concludono con la prescrizione occupa un capitolo chiave: «Oggi in prigione finiscono solo i poveracci e qualche spacciatore di droga, per poco tempo, e i magistrati come me rischiano la disoccupazione». «E non c’è alcuna differenza tra un governo e un altro – conclude il procuratore torinese – . Da Mani Pulite in poi, la preoccupazione è stata una sola: rendere non punibile la classe dirigente di questo paese».

 

 

 

Toghe, al via il ricambio

 

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2007/09/toghe-ricambio.shtml?uuid=8107b77c-6b36-11dc-9aad-00000e25108c&DocRulesView=Libero&area=box04

 

Il grande rimpasto

 

Magistrati che cesseranno dalla funzione il 27 gennaio 2008 per effetto della riforma dell’ordinamento giudiziario

 

 http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=document&file=/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2007/09/Magistrati.pdf?uuid=7eac2ab2-6b3b-11dc-9aad-00000e25108c

 

 

 

 

La prova del budino è nel mangiarlo», recita un proverbio inglese. Ed è quel che si accinge a fare il Consiglio superiore della magistratura: «assaggiare » – ovviamente in senso metaforico – i vertici degli uffici giudiziari. Ogni 4 anni, Presidenti di Tribunali e di Corti, Procuratori generali e della Repubblica, Aggiunti, Presidenti di sezione verranno valutati per quel che hanno fatto sul campo di battaglia: chi avrà dimostrato di avere attitudini organizzative e gestionali potrà essere riconfermato per un altro quadriennio, altrimenti tornerà a fare il soldato semplice, lasciando il comando ad altri, anche più giovani. In ogni caso, dopo 8 anni di guida ininterrotta di un ufficio, bisognerà andarsene: chi vorrà proseguire la carriera dirigenziale fino alla pensione dovrà trasferirsi in un altro ufficio, un’altra città o addirittura un’altra Regione (sempre previa “prova del budino”); chi, invece, non se la sentirà di partire armi e bagagli per un’altra sede, andrà a rinforzare le truppe di magistrati semplici, magari in Cassazione. Insomma, una rivoluzione. Grande o piccola, vera o finta, si vedrà. C’è chi la considera una manna dal cielo e chi una sciagura; chi pensa che si risolverà in un giro di poltrone e chi, invece, in un’importante occasione di svecchiamento della magistratura. Una cosa è certa: la regola del budino, applicata all’universo immobile della giustizia, ha già provocato un terremoto perché tra quattro mesi ( il 27 gennaio 2008), in tutta Italia “salteranno” 140 posti direttivi e 182 posti semidirettivi. Poltrone occupate spesso da tempo immemorabile, come la Procura della Repubblica di Catanzaro, da 19 anni in mano a quel Mariano Lombardi di cui, nei giorni scorsi, il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, ha chiesto il trasferimento in via cautelare, insieme al sostituto pm Luigi De Magistris. Lombardi compirà 73 anni il 4 gennaio 2008 e per lui – come per altri 70 colleghi con funzioni direttive e semidirettive – si prospetta un pensionamento anticipato: essendo ormai prossimo ai 75 anni, non potrà più aspirare alla dirigenza perché non è in grado di garantire una permanenza minima di 4 anni, condizione indispensabile richiesta dalla riforma dell’ordinamento giudiziario per ambire alla guida di un ufficio.

 

È stata la riforma dell’ordinamento giudiziario ad aver introdotto la regola del budino, ovvero la «temporaneità degli incarichi direttivi». C’è voluto mezzo secolo per rompere il tabù dell’inamovibilità dei dirigenti, difeso dalla componente più corporativa della magistratura, che ancora oggi preme per rinviare l’operatività della riforma, presagendo catastrofi perché sostiene che per gennaio 2008 il Csm non sarà in grado di sostituire i 322 «perdenti posto». Con la conseguenza che moltissimi uffici giudiziari rimarranno acefali e privi di una memoria che solo i “vecchi” capi potevano garantire. Un allarme in parte fondato, se si considera che il Csm riesce a coprire, in media, 100 posti direttivi all’anno. Tanto più che attualmente risultano scoperti già 164 posti, alcuni molto delicati, come la Procura di Reggio Calabria.

 

Ma a Palazzo dei Marescialli si stanno attrezzando per non perdere quest’opportunità offerta dalla riforma. E con l’aiuto del Ministero (e del Parlamento), sperano di farcela, senza stravolgerne lo spirito. Tant’è che ieri la Commissione incarichi direttivi, presieduta da Ezia Maccora, ha dato via libera al bando di concorso per i 140 direttivi che scadono a gennaio (più altri 17 in scadenza a giugno 2008), bocciando così la tesi sostenuta dai vertici torinesi, secondo cui i «perdenti posto» sarebbero solo i dirigenti ultrasettantunenni (29 invece di 140). La decisione della Commissione conferma dunque la volontà di seguire la strada della riforma. «La temporaneità degli incarichi direttivi – spiega la Maccora – è una rivendicazione storica della magistratura, una chance importante di mobilità positiva, rinnovamento, svecchiamento e controllo-verifica dell’attitudine direttiva. Spero che con un’intelligente cooperazione tra il Csm e il Legislatore, la riforma possa avere un avvio corretto che consenta di saggiarne le potenzialità».

 

Scorrendo i nomi dei magistrati «perdenti posto», non c’è dubbio che alcuni uffici perderanno grosse professionalità. A Torino, andranno via il Procuratore Marcello Maddalena e i due Aggiunti Maurizio Laudi e Bruno Tinti; Palermo perderà gli Aggiunti Guido Lo Forte, Sergio Lari e Paolo Giudici; Reggio Calabria, Salvatore Boemi; Milano; Ferdinando Pomarici; Firenze, Francesco Fleury. Tranne quest’ultimo (che ha già 71 anni), gli altri potranno concorrere per altri direttivi o semidirettivi, mettendo la loro professionalità ed esperienza al servizio di altri uffici. Se cambieranno funzioni – passando da una Procura a un Tribunale o a una Corte, e viceversa – dovranno cambiare anche città o addirittura Regione. Non sarà una scelta facile per chi ha più di 60 anni. Finora, il direttivo o il semidirettivo era considerato l’approdo della carriera; con la temporaneità, questa concezione potrebbe saltare. In ogni caso, per i più motivati e capaci, la prova del budino non dovrebbe essere un problema. Per molti altri sì. Sempre che il Csm non si lasci scappare questa occasione storica.

 

Arriva la pagella per i magistrati

 

Sentenze, ritmi di lavoro e indipendenza

di Giovanni Negri

 

5 ottobre 2007

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2007/10/pagella-giudici.shtml?uuid=8c4540fe-730c-11dc-840c-00000e25108c&DocRulesView=Libero&area=box02

 

 

Le verifiche 

 

http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=document&file=/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2007/10/le-verifiche-051007.pdf?uuid=dcb6e02a-730b-11dc-840c-00000e25108c

 

 

I parametri per le verifiche 

 

http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=document&file=/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2007/10/i-parametri-051007.pdf?uuid=fbb2b440-730b-11dc-840c-00000e25108c

 

 

Corrotti impuniti e felici

 

Nell’Italia delle tangenti, in 20 anni solo il 2 per cento ha pagato con il carcere. In alcune regioni non ci sono state condanne. E oggi nessuno indaga. I dati choc di uno scandalo
di Leo Sisti

 

 

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Corrotti-impuniti-e-felici/1808149&ref=hpstr1

 


 

L’antipolitica sono loro


di Leo Sisti

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/L-antipolitica-sono-loro/1808267

 

 

Tasso di condanne per centomila abitanti

Condanne per delitti di concussione e corruzione
Dati riferiti al periodo 1983-2002
Fonte: Casellario giudiziale centrale e elaborazioni di Davigo e Mannozzi.

Click here: [url=http://speciali.espresso.repubblica.it/attualita/corrotti-impuniti-e-felici/frameset.html]link- Grafico [/url]

Click here: [url=http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Senza-grazia-e-senza-giustizia/1765034&ref=hpstr1]link-Senza grazia e senza giustizia [/url]

 

 

Il Palazzo d’ingiustizia

di Riccardo Bocca

 

Click here: [url=http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Palazzo-dingiustizia/1807219]link-Palazzo d’ingiustizia [/url]

 

 

Lunedì 8 ottobre il Consiglio superiore della magistratura deciderà se trasferire il sostituto Luigi De Magistris dalla Procura di Catanzaro. Nell’attesa, l’atmosfera è pesante per tutti. E lo sarà ancora di più per una vicenda che vanta tra i protagonisti sia il ministro della Giustizia Clemente Mastella (cioè colui che ha chiesto di allontanare De Magistris), sia l’ex capo della Compagnia delle opere in Calabria Antonio Saladino: principale indagato del pm De Magistris nell’inchiesta ‘Why not’ sullo scippo dei fondi pubblici, ma anche manager smaliziato che al telefono si rivolge a Mastella con un amichevole “Clemente”, ricevendo in cambio un affettuoso “Tonì”.

 

Adesso, il guardasigilli Clemente e l’indagato Tonì si ritrovano in una storia delicatissima. Tema: il sostegno da parte delle istituzioni alla lotta contro la ‘ndrangheta. È questo il fulcro della convenzione firmata il 14 maggio scorso dai ministeri della Giustizia e dell’Interno. Un documento che ha concretizzato nel migliore dei modi il ‘Patto Calabria sicura’, siglato a febbraio da ministero dell’Interno, presidente della Regione Calabria e altre autorità locali. Nel testo si parla di “interventi urgenti nelle zone di Lamezia, Gioia Tauro e della Locride” per potenziare “le risorse umane e tecnologiche dell’apparato di prevenzione e contrasto anticrimine”. Si annuncia l’assunzione con “contratto di lavoro interinale di dieci mesi di 60 unità”. E si dice che i nuovi arrivi aiuteranno uffici giudiziari e procure varie “nell’archiviazione, formazione e predisposizione degli atti”.

 

Fin qui, tutto bene. Anzi benissimo, perché la convenzione di maggio indica anche i requisiti per gli aspiranti operatori. I candidati, si legge, devono avere almeno “il diploma di istituto di istruzione professionale, equipollente a quello di istruzione secondaria superiore”. Non devono essere stati “destituiti o cacciati per motivi disciplinari da una pubblica amministrazione”. E devono avere tenuto “una condotta irreprensibile come previsto per l’accesso alla magistratura”. Viceversa, non si fa cenno alle caratteristiche dell’agenzia di lavoro che sarà incaricata delle selezioni. E non si trova un rigo sulle procedure che la stessa azienda dovrà seguire. Si dice solo che la selezione dovrà avvenire con una procedura ispirata al “massimo dell’oggettività e della trasparenza”. Il che significa tutto e niente.

 

Anche per questo c’era curiosità, lo scorso 7 settembre. Quel giorno la Prefettura di Reggio Calabria ha annunciato la stipula del contratto con l’agenzia di lavoro Worknet spa. Ma non ha cancellato tutte le perplessità. Ad esempio: come si è giunti all’assegnazione? C’è stata una gara pubblica? E che condizioni sono state fissate dallo Stato? A rispondere è Luisa Latella, vice prefetto vicario a Reggio. La quale spiega che non c’è stata alcuna gara pubblica. Anzi: seguendo il decreto 163/2006, “la Prefettura ha attuato la trattativa privata plurima”. Ha cioè convocato a sua discrezione una serie di ditte. “Selezionate su Internet”, dice Latella. Dopodiché ha scelto soltanto “in base all’offerta più bassa”. Che era appunto quella di Worknet spa: un’azienda della filiera Gi Group, il cui amministratore delegato è Stefano Colli Lanzi, docente di Economia alla Cattolica di Milano.

 

Da parte sua, la direzione business di Worknet spa conferma. E va oltre. Per vincere, dice, ha presentato un ribasso del 22,77 per cento, con un’offerta finale di 1 milione 258 mila 816 euro. Il che sarebbe perfetto se la storia finisse qui. Invece la storia inizia qui. Nel momento in cui telefoniamo alla filiale di Reggio Calabria della Worknet spa, e poniamo due domande: chi è il capo di questa sede? E chi ha seguito, giorno per giorno, le selezioni dei 60 operatori giudiziari finite il 26 settembre? Le risposte sono esplosive. L’uomo forte della sede, spiega un dipendente al registratore, si chiama Bruno Idà. Un nome noto, in Calabria, da quando lo scorso inverno è stato arrestato in un’inchiesta sui traffici di carne avariata della cosca di ‘ndrangheta Iamonte. Lo stesso Idà, sostengono i lavoratori di Worknet spa, ha seguito le selezioni del ‘Patto Calabria sicura’ a Reggio. E sempre Idà è citato nell’inchiesta ‘Why not’ di De Magistris: in una telefonata tra Saladino e un’impiegata, dove si parla di un appuntamento a Milano con “Daniele e Dario alla Compagnia delle opere, venerdì”.

 

Riassumendo: l’assunzione di 60 elementi anti ‘ndrangheta, obiettivo della convenzione tra il guardasigilli Mastella e il sottosegretario agli Interni Marco Minniti (firmata anche dall’ex prefetto di Reggio Calabria Luigi De Sena, attuale vice capo della Polizia, e dal direttore generale del personale al ministero della Giustizia Carolina Fontecchia), sarebbe stata gestita in parte da un arrestato per sospetta mafiosità, in contatto con la Compagnia delle opere e quindi con Saladino. Ma c’è di più. Sempre alla Worknet avrebbe lavorato al ‘Patto Calabria sicura’ un’altra figura, femminile. “A coordinare le selezioni”, spiega un dipendente, “c’era anche Nadia Di Donna, del settore commerciale. Idà seguiva l’area di Reggio, lei quella di Lamezia e Catanzaro”. Una versione confermata dalla stessa Di Donna, la quale contattata dice: “È vero, ho seguito le selezioni. Però non posso rispondere ad altre domande. Devo chiedere l’autorizzazione al superiore… Scusi, ma sono stata assunta da un mese”.

 

A prima vista, una dipendente rispettosa del capo. Ma solo a prima vista. Gli investigatori la descrivono in tutt’altro modo: “(Di Donna) gestisce per conto di Antonio Saladino tutti i contratti del lavoro in affitto fra la Regione Calabria e la società Piazza del lavoro”, si legge negli atti, “con i vantaggi economici che vengono quantificati da loro stessi in un’altra conversazione”. Addirittura, mostrano le carte, “le attività decisionali (di varie società, ndr), a dispetto degli statuti e degli amministratori in carica, sono assunte di fatto dal Saladino, che amministra tutto avvalendosi della collaborazione e della consulenza di Nadia Di Donna. (Ad esempio), le dimissioni dei vari soci e facenti parte dei direttivi sono decise da questi due”.

 

Non deve stupire, quindi, se Saladino al telefono chiama Di Donna “Nadiuccia”. Ed è comprensibile che lei scivoli nel confidenziale “Tonino”. Funziona così, in terra di Calabria. Gli amici si aiutano, si alleano. A volte creano comitati d’affari. Comandano con massonerie coperte, come secondo l’accusa avrebbe fatto Saladino. E quando lo Stato italiano assume 60 collaboratori giudiziari, chi finisce a gestire la partita? Persone che in un modo o nell’altro compaiono nell’inchiesta ‘Why not’. Quella che tante rogne sta causando a De Magistris. E che rendono surreali le parole del deputato Ennio Morrone (Udc): “Il ministro della Giustizia Mastella”, ha detto il 24 settembre, “ha siglato una convenzione (.) per assumere 60 unità di personale amministrativo per gli uffici giudiziari di Lamezia, Palmi, Locri e delle Procure di Catanzaro e Reggio (.). Lo stesso Mastella si sta poi adoperando per rafforzare la magistratura delle parti della Calabria in cui ce n’è più bisogno (.). Sono iniziative di primaria importanza, che lanciano un chiaro segnale alla criminalità organizzata”. La speranza è che sia vero.

 

 

L’espresso risponde alle accuse di Mastella


Click here: [url=http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Lespresso-risponde-alle-accuse-di-Mastella/1809947&ref=hpsp

]link-L’espresso risponde alle accuse di Mastella [/url]

 

 

Il ministro della Giustizia Clemente Mastella ha dichiarato questa mattina, nel corso della sua conferenza stampa, che se le notizie che lo riguardano nell’articolo “Il palazzo dell’ingiustizia” sono veritiere, si dimetterà da deputato. In caso contrario, ha chiesto che si dimetta da giornalista Riccardo Bocca, autore dell’articolo.

 

“L’espresso” ribadisce i seguenti punti:

 

1) Nell’articolo si spiega che il ministro Mastella ha controfirmato con il ministero dell’Interno una convenzione nel “Patto Calabria sicura” per l’assunzione di 60 operatori per gli uffici giudiziari e le Procure delle zone di Lamezia Terme, Gioia Tauro e della Locride.

 

2) “L’espresso” ha spiegato che senza gara pubblica, ma con una trattativa privata multipla, l’incarico di selezionare il personale è stato affidato alla società Worknet Spa.

 

3) “L’espresso” ha svelato che il responsabile della filiale di Reggio Calabria, che ha svolto parte delle selezioni, si chiama Bruno Idà, arrestato lo scorso febbraio all’interno delle indagini sul traffico di carne infette del clan di ‘ndrangheta Iamonte, e presente nelle intercettazioni che riguardano il manager Antonio Saladino, indagato dal pm Luigi De Magistris nell’inchiesta Why not.

 

4) “L’espresso” ha specificato che le selezioni nelle filiali di Lamezia Terme e Catanzaro sono state seguite dall’ufficio commerciale della Worknet e da Nadia Di Donna, secondo gli investigatori braccio operativo di Antonio Saladino (che nelle intercettazioni la chiama «Nadiuccia»)

 

5) L’espresso” ha ricordato che in un’intercettazione il ministro Mastella chiamava amichevolmente Antonio Saladino «Tonì», e veniva da lui chiamato «Clemente».

 

Tale è la gravità dei fatti, che il prefetto di Reggio Calabria, Francesco Musolino, dopo l’anticipazione dell’articolo, ha dichiarato: «Le notizie recentemente acquisite mi inducono a prevedere immediatamente una radicale verifica delle procedure seguite per l’appalto in questione, non escludendo l’adozione anche di provvedimenti drastici fino alla rescissione del contratto». Quanto al ministro Mastella, ci aspettiamo che mantenga l’impegno preso in conferenza stampa.

 

Le toghe militari (103 giudici con le stellette) della Procura generale presso la Cassazione tengono in media 6 udienze l’anno

 

Giudici militari, viaggio premio  dopo 2 mesi e mezzo di ferie
Un terzo dei magistrati in Spagna per un convegno. Prevista anche una diaria di 80 euro 

 

La trasferta deliberata a luglio.

Gian Antonio Stella

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/09_Settembre/20/giudici_miltari_Ferie_Stella.shtml

 

 

Stremati da dieci settimane di pausa estiva, che per consuetudine comincia intorno al 10 luglio e si trascina fino all’ultima decade di settembre, i magistrati militari hanno deciso di tuffarsi di nuovo nel lavoro con un convegno internazionale. Nella bellissima Toledo. Dove, per attrezzarsi ad affrontare al meglio i mesi finali dell’anno quando sono attesi a volte perfino da tre udienze al mese (tre al mese!)ma  che tengono in media 6 udienze l’anno, sbarcano oggi in 32: un terzo di tutti i giudici con le stellette italiani. Perché mandare una delegazione di due o tre persone se tanto paga lo Stato? I viaggetti in comitiva, si sa, sono dalle nostre parti una passione antica. Basti ricordare certe migrazioni di massa a New York per il Columbus Day. O la trasferta di un gruppo di deputati regionali siciliani in Norvegia (con un codazzo di musicisti di un’orchestrina folk, trenta giornalisti, quattro cuochi, un po’ di mogli…) per vedere come i norvegesi avessero organizzato un mondiale di ciclismo: totale 120 persone. O ancora la spedizione di Bettino Craxi a Pechino («andiamo in Cina con Craxi e i suoi cari», ironizzò Giulio Andreotti) finita con mille polemiche sulla scelta di tornare con una sosta in India per far visita al fratello Antonio, discepolo del santone Sai Baba, e una strepitosa interrogazione parlamentare di Renato Nicolini con domande tipo: «Vuole il presidente dirci quali siano le attrazioni di Macao e di Hong Kong più consigliabili al turista italiano al fine di sprovincializzarne la mentalità? »

 

Va da sé che, con questi precedenti, i giudici con le stellette hanno deciso che non era proprio il caso di fare gli sparagnini. E appena hanno saputo che nell’antica capitale della Castiglia organizzavano un congresso internazionale, si sono dati da fare. Certo, il tema del simposio («La legge criminale tra guerra e pace: giustizia e cooperazione in materie criminali negli interventi internazionali militari») non è una leccornia. Ma Toledo è Toledo. L’Alcazar! Il fondaco dell’Alhóndiga! Il Castillo de San Servando! La Plaza de Zocodover! La casa e i quadri del Greco tra cui la celebre «sepoltura del conte di Orgaz»!

 

Fatto sta che la delibera del 5 giugno scorso era assai invitante: le spese del convegno (350 euro a testa, compresi il materiale didattico e i pasti all’Accademia di Fanteria), più le spese di viaggio e pernottamento, più il «trattamento di missione internazionale», più una indennità forfettaria giornaliera di un’ottantina di euro erano infatti a carico del ministero.

 

Un salasso? Ma no, avrebbe risposto la successiva delibera del 3 luglio. Nonostante Padoa Schioppa stia sempre lì a pianger miseria, diceva il documento, «sono state individuate disponibilità finanziarie che consentono di coprire la spesa per la partecipazione al predetto congresso di tutti i magistrati richiedenti». Tutti? Crepi l’avarizia: tutti. Cioè 32. Tra i quali l’unico (unico) invitato come relatore, Antonino Intelisano. Vi chiederete: costi a parte, come farà la Giustizia militare a reggere per ben tre giorni senza un terzo dei suoi pilastri, dato che i giudici, da Vipiteno a Lampedusa, sono 103? Rassicuratevi: reggerà. Anche quando presidiano il loro posto di lavoro, infatti, non è che i nostri siano sommersi da cataste di fascicoli come i colleghi della magistratura ordinaria. Anzi.

 

I giudici della Procura Generale Militare presso la Cassazione, per dire, hanno dovuto sobbarcarsi nel 2006 (assistiti da 35 dipendenti vari, per circa metà militari e circa metà civili) sei udienze: una ogni due mesi, da spartire in quattro. I tre del Tribunale di Sorveglianza militare, che contano su 32 assistenti a vario titolo e hanno competenza sull’unico carcere militare rimasto aperto, quello casertano di Santa Maria Capua a Vetere do ve sono recluse solo persone in divisa condannate dalla giustizia ordinaria per reati ordinari, hanno un solo detenuto militare per reati militari: Erich Priebke, condannato all’ergastolo per la strage delle Fosse Ardeatine.

 

Quanto ai dati complessivi, lasciano di sasso: i 79 magistrati «con le stellette» (in realtà non le portano per niente: sono giudici come gli altri solo che hanno scelto una carriera parallela) addetti ai nove tribunali sparsi per la penisola (Roma, La Spezia, Torino, Verona, Padova, Napoli, Bari, Cagliari e Palermo) e i loro 17 colleghi delle tre corti d’Appello (Roma, Napoli e Verona) sono chiamati infatti a lavorare sempre di meno. Al punto che nel 2006 hanno emesso, tutti insieme, un migliaio di sentenze su temi spesso irrilevanti se non ridicoli: circa 300 in meno dei verdetti penali (poi ci sono i civili) di un tribunale ordinario minore come quello di Bassano del Grappa.

 

Un esempio di carico di lavoro? Il presidente della Corte Militare d’Appello di Roma, Vito Nicolò Diana, quando dirigeva la sezione distaccata di Verona (dal 1992 a poco fa) aveva ottenuto non solo un alloggio di servizio nel cuore del centro storico della città scaligera (aiuto concesso solo ai militari che guadagnano stipendi assai minori) ma perfino il permesso di abitare nella capitale, in riva non all’Adige ma al Tevere. Insomma, una situazione assurda. Tanto che, dopo la prima denuncia del Corriere, i ministri della Difesa e della Giustizia, Clemente Mastella e Arturo Parisi, avevano scritto al giornale convenendo che si trattava d’un quadro «inaccettabile» e assicurando che «nel quadro del disegno di legge relativo alla riforma dell’Ordinamento Giudiziario» già approvato dal Consiglio dei ministri, erano stati decisi tagli drastici, «riducendo il numero complessivo degli Uffici Giudiziari Militari, giudicanti e requirenti, di ben due terzi: cioè da 12 a 4 (3 Tribunali e un’unica Corte d’Appello, senza Sezioni distaccate)». Bastarono tre giorni, però, perché il progetto venisse stralciato e quei buoni propositi fossero abbattuti come birilli dal vento delle proteste corporative.

 

Adesso, «per capire », vorrebbero fare una commissione di studio. La terza, dopo quella del 1992 varata dal ministro della Difesa Salvo Andò e quella del 2003/2004 presieduta dal procuratore generale Giuseppe Scandina. Nel frattempo la quota dei magistrati con le stellette che hanno tempo in abbondanza per gli incarichi extragiudiziari è salita al 36%, contro il 3% dei giudici ordinari. E il lavoro degli uffici, grazie a tutte le cose che sono cambiate a partire dall’abolizione del servizio di leva obbligatorio, ha continuato a calare, calare, calare. Fino a dimezzarsi quest’anno rispetto perfino al 2006. Benedetto Roberti, uno dei giudici che con Sergio Dini e pochi altri invoca da anni una riforma, ricorda che nel 1997, quando faceva il Gup a Torino, arrivò da solo a 1.375 sentenze. Sapete quante ne ha emesse quest’anno il giudice che fa quello stesso lavoro? Tenetevi forte: 28.

 

 

 

 

 

Beffa di Stato per i magistrati di frontiera. Rischiano la vita contro la criminalità.
Ma leggi e sentenze tolgono gli aiuti alla carriera

 

Gian Antonio Stella

 

Click here: [url=http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache

/2007/03_Marzo/25/stella_beffa_magistrati.shtml]

link-Beffa di Stato per i magistrati di frontiera [/url]

 

 

Rischiano la vita contro la criminalità. Ma leggi e sentenze tolgono gli aiuti alla carriera Beffa di Stato per i magistrati di frontiera  — Proprio un bel bidone hanno preso, i magistrati mandati a far la guerra alla mafia e alla ‘ndrangheta. Prima lo Stato li ha convinti a rischiar la pelle nelle zone di frontiera promettendo in cambio la precedenza nelle tappe successive della carriera, poi si è rimangiato tutto. Con una nuova leggina e infine con una sentenza del Tar del Lazio che dà ragione a 27 giudici che temevano d’essere scavalcati. Giudici quasi tutti comodamente seduti su poltrone, strapuntini e sofà ministeriali e romani.

 

Una figuraccia. Per capire la quale occorre fare un passo indietro, alla primavera del 1998. Siamo negli anni a ridosso delle uccisioni di Giovanni Falcone, di sua moglie Francesca Morvillo, di Paolo Borsellino e delle loro scorte. Nei tribunali siciliani sono appena stati celebrati o sono cominciati i processi per gli omicidi di altri tre giudici: Giangiacomo Ciaccio Montalto, Rosario Livatino e Antonino Saetta, assassinato col figlio Stefano. Le Procure siciliane sono al collasso: a parte i «giudici ragazzini» spediti sui fronti più caldi senza avere la statura e l’esperienza per annusare gli ambienti spesso infidi, sottrarsi alle pressioni, affrontare temi più esplosivi del tritolo, nessuno vuole andarsi a infognare in sedi pericolose e talvolta lontanissime.

Le regole sono chiare: un magistrato non può esser trasferito contro la sua volontà. Quindi il panorama è questo: in certe procure una parte dei giudici è anziana e non ha nessunissima voglia di rovinarsi il fegato o rischiare un attentato alla vigilia della pensione e un’altra fetta è troppo giovane per muoversi con la necessaria autorevolezza. Servirebbero professionisti già dotati di qualche esperienza. Ma le confessioni degli stessi Falcone e Borsellino sul senso di abbandono e di isolamento possono dissuadere anche gli animi più nobili e coraggiosi. Lo stesso accade in Calabria, lo stesso in Campania o in Puglia.

A quel punto il ministro della Giustizia Giovanni Maria Flick vara un disegno di legge che, sia pure col voto contrario della Lega e qualche distinguo di Forza Italia viene approvato dalla stragrande maggioranza.

All’articolo 5, la nuova norma (n. 133 del 4 maggio 1998) dice chiaro e netto: «Se la permanenza in servizio presso la sede disagiata del magistrato trasferito supera i 5 anni il medesimo ha diritto, in caso di trasferimento a domanda, ad essere preferito a tutti gli altri aspiranti».

Accettano questo contratto con lo Stato, trasferendo la famiglia o facendosi carico di cinque anni di pendolarismo e solitudine, un centinaio di magistrati. Che vanno finalmente a rimpolpare le sedi di frontiera sotto organico. Applausi. Bene. Bravi.

Appena la legge comincia a venire applicata nella seconda parte, cioè là dove tocca allo Stato risarcire i suoi servitori, ecco però che i colleghi che si vedono scavalcati cominciano a mugugnare: sì, ma, però… Finché nel decreto «omnibus» varato a ferragosto del 2005 dal governo Berlusconi (il quale mesi prima aveva dichiarato che «il 90% dei mafiosi sono in carcere e la criminalità organizzata è sotto controllo»), spunta dal nulla una sorpresa. È l’articolo «14 sexiesdecies» che al vecchio comma aggiunge una manciata di paroline: «Se la permanenza in servizio presso la sede disagiata del magistrato trasferito supera i cinque anni il medesimo ha diritto, in caso di trasferimento a domanda , ad essere preferito a tutti gli altri aspiranti, “con esclusione di coloro che sono stati nominati uditori giudiziari in data anteriore al 9 maggio 1998″». Ma come: tutto nullo? E quelli che avevano accettato traslochi altrimenti inaccettabili in cambio dell’impegno agli incentivi? Marameo.

Una presa in giro indecorosa. Sulla quale, mentre si levavano cori di proteste e minacce di dimissioni di massa da parte dei magistrati che si sentivano truffati, interviene il Csm. Che, avendo la responsabilità degli spostamenti di questo o quel giudice, stabilisce il 29 settembre 2005 che la modifica normativa non si applica a quanti erano stati trasferiti a sedi disagiate «prima» dell’entrata in vigore della nuova leggina.
Ma è solo la penultima puntata. Contro la decisione del Csm fanno ricorso al Tar del Lazio poco meno di una trentina di magistrati che temono di vedersi superati dai colleghi «disagiati». La faccenda finisce nelle mani del presidente del tribunale, Pasquale De Lise. L’uomo giusto, ricco com’è di esperienza, per capire questo genere di rimostranze. Basti dire che nel solo 1992, l’anno di grazia della sua carriera parallela di specialista in arbitrati, «arrotondò» lo stipendio di 245 milioni di lire con quello che lui chiamava, simpaticamente, «il guadagno legittimo di qualche soldo»: 848 milioni extra. Pari a 652 mila euro di oggi.

La sentenza, nel silenzio generale, è stata infine depositata. E dà ragione ai magistrati che avevano fatto ricorso. E dove lavorano questi servitori del bene pubblico che ritengono ingiusto non avere loro pure le stesse agevolazioni di chi ha a che fare con le cosche mafiose di Palma di Montechiaro o Africo Nuovo? Tre lavorano al tribunale di Latina (quante zanzare, d’estate!), uno alla procura di Napoli, uno a Rieti, un paio a Tivoli (che fresco, la sera!) e tutti gli altri sono sparsi tra i vari palazzi del potere giudiziario e politico romano. Dodici al ministero della Giustizia, uno a quello delle Finanze, uno al Csm, un paio alla Corte Costituzionale, tra cui Luca Varrone, figlio di quel potente consigliere di Stato di lunghissimo corso, Claudio Varrone, che dopo aver avuto nel solo ’92 arbitrati e incarichi extragiudiziari per 350 mila euro, fu collocato tempo fa (tra mille polemiche) ai vertici del Poligrafico dello Stato. Come piuttosto noto è il cognome anche di un’altra ricorrente, Noemi Coraggio, figlia di Giancarlo, presidente dell’Associazione Magistrati del Consiglio di Stato. Pure coincidenze, si capisce. Pure coincidenze. Ma resta una domanda. Se i magistrati bidonati urlano «andateci voi, a rischiare la pelle contro la mafia e la ‘ndrangheta!», cosa può rispondere lo Stato? Sta succedendo esattamente questo, in questi giorni, a Reggio Calabria: non ci vuole andare nessuno. Troppi bidoni, grazie.

 

 

 

 

Chi Evade deruba anche te!

Un saggio e pratico mezzo x combattere l’evasione soprattutto della criminalita’ organizzata

Chi ne condividera’ la ratio aiutera’ il paese

 

Noi italiani ci lamentiamo dell’evasione fiscale, eppure spesso chiudiamo un occhio. Segnala qui l’evasione o tentata evasione in cio’ aiutando le forze dell’ordine a combatterla ! “

 

http://www.evasori.info/segnala.cgi

 

al 19 Giugno 2008

6.323 segnalazioni per 5.115.053 euro

 

Ciascuno di noi ha messo la Gdf nelle condizioni di recuperare 808,95 euro evasi al fisco dai furbi, e dalla criminalita’, grazie alla preziosa e civile opera consultabile e duplicabile fatta di dati e mappe forniti dal sito evasori.info. Quasi lo stipendio di un operaio e ne siamo felici!

 


Il sito e’ stato rinnovato nel look, da qui i problemi di connessione sorti ai primi di giugno !

http://www.evasori.info/


 

 

 

Italia

Conti Economici

 

 

 

Evasione Fiscale 

La pressione fiscale a carico degli onesti

 

Senza lotta seria all’evasione, la pressione fiscale non potra’ mai diminuire dall’attuale  43,3% del 2007, sebbene il calcolo reale porti la pressione ad oltre il 50% – tra il  50,74%  ed il 52,8%

 

Questa e’ la piu’ grossa innovazione anti evasione: mi raccomando anche voi segnalate in massa

La Sogei, è il braccio informatico dell’amministrazione fiscale

153 segnalazioni per 50936 euro

http://www.evasori.info/segnala.cgi

 

Noi italiani ci lamentiamo dell’evasione fiscale, eppure spesso chiudiamo un occhio. Segnala qui l’evasione o tentata evasione, per esempio quando un commerciante non fornisce lo scontrino o un professionista esige un prezzo maggiore per la ricevuta fiscale: è facile (anche da telefonino!) e anonimo, anche per l’evasore. costruiamo insieme una mappa di questo fenomeno sociale!

 

 

 

Contribuenti Italiani

 

(Anno 2005)

(ultimi dati disponibili in riferimento alle dichiarazioni dei redditi presentate)

 

Contribuenti Italiani: 39.977.386

Contribuenti a reddito zero: 9.659.121

Evasorialmeno 4.000.000

 

Iscritti agli ordini e collegi professionali

2005

1.700.000

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/04/iscritti-agli-ordini-e-collegi-professionali-dal-1985-al-2005.jpg

 

 

2006/2007

Verifiche e Controlli risibili

Roma, 22 ottobre 2007

http://www.mef.gov.it/web/apri.asp?idDoc=18293

 

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/05/italia_evasione-fiscale_2007_2_top_controlli-e-verifiche-risibili.gif

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/05/italia_evasione-fiscale_2007_3_top_controlli-e-verifiche-risibili.gif

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/05/italia_evasione-fiscale_2007_4_top_controlli-e-verifiche-risibili.gif

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/05/italia_evasione-fiscale_2007_5_top_controlli-e-verifiche-risibili.gif

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/05/italia_evasione-fiscale_2007_6_top_controlli-e-verifiche-risibili.gif

 

 

 

 

2007/ maggio 2008

LA MAPPA DELL’EVASIONE/ELUSIONE FISCALE IN ITALIA

La CGIA Mestre su fonti varie stima: 

Imponibile evaso all’anno

€316 Miliardi

Imposte evase all’anno

€140-€150 Miliardi 

—————–

Sabato, 10 Maggio 2008

http://cgia.slowdata.com/files/docs/001415/EVASIONE%2010-5.doc

 

 

Le categorie

Stima dell’imponibile evaso

Le modalità

————–

 

ECONOMIA SOMMERSA

200 mld di €

Almeno 2.300.000 occupati svolgono un’attività  irregolare come lavoratori dipendenti

 

ECONOMIA CRIMINALE

 100 mld di €

In almeno 3 Regioni del Sud le organizzazioni criminali controllano l’economia di quei territori

 

GRANDI IMPRESE

10 mld di €

Il 50% delle società di capitali dichiara per più anni redditi negativi o pari a zero

 

LAVORATORI AUTONOMI E PMI

6 mld di €

Mancata emissione di scontrini, ricevute e fatture fiscali

 

TOTALE

Imponibile evaso all’anno

€316 Miliardi

Imposte evase all’anno

€140-€150 Miliardi 

—————–

 

 

Evasione giochi

Bingo e Slot – 2007

2007

€98 Miliardi  di euro di evasione

http://www.casadellalegalita.org/index.php?option=com_content&task=category&sectionid=5&id=29&Itemid=27

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/05/italia_evasione-fiscale_2007_1_top_giochi-slot-88-miliardi.gif

L’articolo sul colpo di spugna sui 98 miliardi di evasione (del Governo Prodi soprattutto per iniziativa di 2 deputati radicali, che han trovato facile rimessa in Parlamentonel centro destra. Del resto, come dimostra chiaramente l’elezione di Amedeo Laboccetta, le società concessionarie hanno molti amici nel mondo politico. In entrambi gli schieramenti)

http://www.casadellalegalita.org/index.php?option=com_content&task=view&id=3259&Itemid=63

Slot, colpo di spugna sui novanta miliardi
Scritto da Il Secolo XIX
mercoledì 14 maggio 2008

http://www.casadellalegalita.org/index.php?option=com_content&task=view&id=3259&Itemid=63

La Relazione sui 98 miliardi di euro di evasione
Scritto da Ufficio di Presidenza
sabato 17 maggio 2008

ORA PUBBLICHIAMO LA RELAZIONE INTEGRALE della Commissione d’inchiesta

http://www.casadellalegalita.org/index.php?option=com_content&task=view&id=3263&Itemid=1

—————–

 

 

2006

 

LA MAPPA DELL’EVASIONE/ELUSIONE FISCALE IN ITALIA

 

 Le dichiarazione dei redditi medi: e’ sconcertante!

 

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/05/italia_evasione-fiscale_2006_1_top.jpg

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/05/italia_evasione-fiscale_2006_2_top.jpg

 

—————–

 

2006-settembre 2007

 

Caccia agli evasori

Controlli incrociati sulle banche dati. Blitz nei mercati. Verifiche su credito e grandi imprese. Irruzioni contro il lavoro nero.

‘L’espresso’ ha seguito gli sceriffi del fisco.

Ecco come stanano i furbetti delle tasse

di Emiliano Fittipaldi

(06 novembre 2007)

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Caccia-agli-evasori/1854548&ref=hpstr1

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Caccia-agli-evasori/1854548&ref=hpsp

 

GRAFICI:

Bottino miliardario

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/05/italia_evasione-fiscale_2006_2007_0_top__.jpg

Serrande abbassate

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/05/italia_evasione-fiscale_2006_2007_1_top__.jpg

La Tassa piu’ giusta

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/05/italia_evasione-fiscale_2006_2007_2_top__.gif

 

 

2005

 

LA MAPPA DELL’EVASIONE/ELUSIONE FISCALE IN ITALIA

 

Il 24,16% (9.659.121 contribuenti) dei contribuenti italiani (39.977.386 sono le dichiarazioni presentate) non paga le tasse

Panorama, Italia a reddito zero

2005

16 maggio 2008

http://blog.panorama.it/economia/2008/05/16/redditi-un-quarto-degli-italiani-dichiara-zero/

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/05/italia_evasione-fiscale_2007_2_top__regioni-a-reddito-zero.jpg

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/05/italia_evasione-fiscale_2007_3_top__regioni-a-reddito-zero.jpg

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/05/italia_evasione-fiscale_2007_4_top__regioni-a-reddito-zero.jpg

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/05/italia_evasione-fiscale_2007_5_top__regioni-a-reddito-zero.jpg

 

 

 

2004

TOTALE

Imponibile evaso all’anno

€270 Miliardi

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/06/evasione-fiscale.jpg 

 

2004

TOTALE

Imponibile evaso all’anno

€230-245 Miliardi

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/03/italia_evasione-fiscale3.gif

 

 

Relazione al Parlamento sull’evasione

(Dati riferiti al 2004)

 

TOTALE dell’imponibile evaso

230-250 miliardi di euro

 

TOTALE delle imposte evase

100 miliardi di euro

 

 

Roma, 22 ottobre 2007

http://www.mef.gov.it/web/apri.asp?idDoc=18293

Secondo le stime dell’Istituto Centrale di Statistica (ISTAT), il valore aggiunto dell’economia sommersa, solitamente associata all’evasione, è stato nel nostro paese nel 2004 (l’ultimo anno di riferimento) tra il 16,6 per cento ed il 17,7 per cento dell’intero prodotto interno lordo (PIL); in altri termini, vi sono circa €230-250 miliardi di valore aggiunto non dichiarati (ISTAT, 2006). E l’evasione fiscale è (In termini di gettito, si tratta di almeno 7 punti percentuali di PIL di mancate entrate che, ai livelli attuali di PIL, corrispondono ad una perdita superiore ai €100 miliardi l’anno) anche maggiore raggiungendo il 21 per cento della base imponibile IRAP ed il 33 per cento della base imponibile dell’IVA. Questi livelli di evasione sono fino quattro volte superiori a quelli dei paesi europei più virtuosi. Gli esperti della Banca d’Italia (Zizza, 2002) mostrano che il sommerso durante il periodo tra il 1984 ed il 2000 si attesta tra il 14 ed il 18 per cento del PIL, non lontano dalle stime dell’ISTAT.

 

 

 

 

  Pressione Fiscale

La pressione fiscale a carico degli onesti  

Senza lotta seria all’evasione, la pressione fiscale non potra’ mai diminuire dall’attuale  43,3% del 2007, sebbene il calcolo reale porti la pressione ad oltre il 50% – tra il  50,74%  ed il 52,8%

 

Europa – Italia

Eurostat

1995 – 2005

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/03/italia_pressione-fiscale_4.gif

 

Eurostat

1995 – 2006

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/06/italia_europa_2006_conti-economici_7.gif

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/06/italia_europa_2006_conti-economici_6.gif

 

 

Pubblici Dipendenti

2003

3.540.000

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/03/italia_pubblici-dipendenti_2003-dicembre_4.gif

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/04/italia_pubblici-dipendenti_2003-dicembre_10.gif

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/04/italia_pubblici-dipendenti_2003-dicembre_4.gif

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/04/italia_pubblici-dipendenti_2003-dicembre_16.gif

 

Eurispes

2003

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/06/italia_pubblici-dipendenti_2003_numero_dato-pubblicato-nel-2005_4.gif

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/06/italia_pubblici-dipendenti_2003_numero_dato-pubblicato-nel-2005_3.gif

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/06/italia_pubblici-dipendenti_2003_numero_dato-pubblicato-nel-2005_2.gif

 

 

Fannulloni Assenteismo

 

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/04/italia_pubblici-dipendenti_2005_fannulloni-assenteismo.gif

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/04/italia_pubblici-dipendenti_scuola_scandalo.gif

 

 

Spesa pubblica

1990 – 2007

 

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/04/italia-debito-pubblico_2008_0000_debito-pil.gif

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/06/italia_pubblici-dipendenti_2003_numero_dato-pubblicato-nel-2007_00.gif

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/04/italia_debito_pil_2005_spesa-pubblica-amministrazione_1.gif

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/04/italia_debito_pil_2005_spesa-pubblica-amministrazione_2.gif

 

Banca D’Italia

2003 -2006

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/06/italia_europa_2006_conti-economici_1.gif

 

 

Eurostat

1980 – 2006

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/06/italia_europa_2006_conti-economici_5.gif

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/06/italia_europa_2006_conti-economici_6.gif

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/06/italia_europa_2006_conti-economici_2.gif

 

 

Debito Pubblico

 

Composizione

  2000 – 2007

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/03/italia-debito-pubblico_2008_0_mef_btp.jpg

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/03/italia-debito-pubblico_2008_0_composizione-debito.gif

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/03/italia-debito-pubblico_2008_00_composizione-debito.gif

 

 

 

Debito Pubblico – Pil

Europa Italia

Eurostat

 

1995 – 2007

 

 

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/04/eurostat_italia-debito-pubblico_pil_2007_1.gif

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/04/eurostat_italia-debito-pubblico_pil_2007_2.gif

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/04/eurostat_italia-debito-pubblico_pil_2007_3.gif

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/04/eurostat_italia-debito-pubblico_pil_2007_4.gif

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/04/eurostat_italia-debito-pubblico_pil_2007_5.gif

 

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/06/italia_europa_2006_conti-economici_9.gif

 

2003 – 2006

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/06/italia_debito-pil_-2003_2006_eurostat_principali-aggregati-di-finanza-pubblica_0.gif

 

 

Banca D’Italia

2003 -2007

 

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/04/italia-debito-pubblico_2008_00000_debito-pil.gif

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/03/italia-debito-pubblico_2008_top-00_debito-pil_mef.jpg

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/03/italia-debito-pubblico_2008_top-000_debito-pil_bdi-gennaio.gif

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/03/italia-debito-pubblico_2008_top-0_debito-pil_istat.gif

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/03/italia-debito-pubblico_2008_top-00_debito-pil_bdi-gennaio.gif

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/03/italia-debito-pubblico_2008_top-00_debito-pil_bdi.gif

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/06/italia_debito-pil_-2003_2007_istat_principali-aggregati-di-finanza-pubblica.gif

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/06/italia_europa_2006_conti-economici_8.gif

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/03/italia-debito-pubblico_2008_top-d_debito-pil_istat_dicembre-2007.gif

 

 

Mef

Ministero economia e finanza

Relazione unificata

2008

 

 

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/03/italia-finanza-pubblica_2008_relazione-unificata_mef_0.jpg

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/03/italia-finanza-pubblica_2008_relazione-unificata_mef_1.jpg

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/03/italia-finanza-pubblica_2008_relazione-unificata_mef_2.jpg

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/03/italia-finanza-pubblica_2008_relazione-unificata_mef_3.jpg

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/03/italia-finanza-pubblica_2008_relazione-unificata_mef_4.jpg

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/03/italia-finanza-pubblica_2008_relazione-unificata_mef_5.jpg

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/03/italia-finanza-pubblica_2008_relazione-unificata_mef_6.jpg

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/03/italia-finanza-pubblica_2008_relazione-unificata_mef_7.jpg

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/03/italia-finanza-pubblica_2008_relazione-unificata_mef_8.jpg

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/03/italia-finanza-pubblica_2008_relazione-unificata_mef_9.jpg

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/03/italia-finanza-pubblica_2008_relazione-unificata_mef_10.jpg

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/03/italia-finanza-pubblica_2008_relazione-unificata_mef_11.jpg

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/03/italia-finanza-pubblica_2008_relazione-unificata_mef_12.jpg

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/03/italia-finanza-pubblica_2008_relazione-unificata_mef_13.jpg

 

 

Istat

2007

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/03/italia-debito-pubblico_2008_top-b_debito-pil_istat.gif

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/03/italia-debito-pubblico_2008_top-a_debito-pil_istat.gif

 

 

Storico

 

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/03/italia-debito-pubblico_2008_00_debito-pil.gif

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/03/italia-debito-pubblico_2008_0_debito-pil.gif

 

 

 

Indebitamento – Pil

Banca D’Italia

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/03/italia-debito-pubblico_2008_top-0000_debito-pil_bdi-gennaio.gif

 

Eurostat  

1995 – 2006

 

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/06/italia_europa_2006_conti-economici_4.gif

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/06/italia_europa_2006_conti-economici_3.gif

 

 

   

Tassazione Rendite Finanziarie

 

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2006/09/tassazione-redditi-finanziari_2.doc

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2006/09/tassazione-redditi-finanziari_1.pdf

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/04/tassazione-rendite-finanziarie_3.gif

 

 

Salari

Eurispes

2000 – 2005

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/04/eurispes_salari_1.jpg

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/04/eurispes_salari_9.jpg

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/04/eurispes_salari_5.jpg

 

 

  Fondi comuni Italiani: Rendimenti e Costi

 

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/01/fondi-comuni-di-diritto-italiano_rendimenti_6.gif

 

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/10/fondi-comuni-di-diritto-italiano_rendimenti_0.gif

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/10/fondi-comuni-di-diritto-italiano_rendimenti_1.gif

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/10/fondi-comuni-di-diritto-italiano_rendimenti_2.gif

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/10/fondi-comuni-di-diritto-italiano_rendimenti_3.gif

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/10/fondi-comuni-di-diritto-italiano_rendimenti_4.gif

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/10/fondi-comuni-di-diritto-italiano_rendimenti_5.gif

 

 

 

Costo Conti Correnti nel Mondo

 

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2006/09/conto-corrente-costi-nel-mondo.gif

 

 

 

 

 

 

Some of My articles

http://blogsearch.google.com/

https://wallstreetrack.wordpress.com/

 

Tag: 1_finanza_analisi Macro
http://wordpress.com/tag/1_finanza_analisi-macro/
Tag: 2_Finanza_Bulls & Bears 
http://wordpress.com/tag/2_finanza_bulls-bears/
Tag: 3_il Risparmio Tradito
http://wordpress.com/tag/3_il-risparmio-tradito/
Tag: 4_Debito & Evasione 
http://wordpress.com/tag/4_debito-evasione/
Tag: E_Lavoro & Pensioni 
http://wordpress.com/tag/e_lavoro-pensioni/
Tag: 6_giustizia Ed Etica
http://wordpress.com/tag/6_giustizia-ed-etica/
Tag: 7_politica Ed Etica
http://wordpress.com/tag/7_politica-ed-etica/
Tag: 8_Sanita’ ed Etica
http://wordpress.com/tag/8_sanita-ed-etica/
Tag: 9_Libera Informazione 
http://wordpress.com/tag/9_libera-informazione/
Tag: A_Tutela degli animali 
http://wordpress.com/tag/a_tutela-degli-animali/
Tag: B_Tutela dell’Ambiente
http://wordpress.com/tag/b_tutela-dellambiente/

 

 

DECLINO ITALIA SENZA SPERANZA…CI VORREBBE UN AZZERAMENTO TOTALE DI TUTTA LA DIRIGENZA POLITICA

 

 

 

La classe politica dirigente nel suo totale ha troppo spesso dimostrato di avere un proprio tornaconto personale, i conflitti d’interesse sono all’ordine del giorno, la mancanza d’etica, trasparenza e meritocrazia pure.

Nella migliore delle ipotesi abbiamo una classe politica che e’ proprio ignorante, nel senso vero del termine, che ignora la cultura e la preparazione, ed e’ inetta ed incapace.

 

 

Ecco i veri problemi del Paese che questa classe politica dirigente nel suo totale non vuole affrontare

 

Giustizia e la Riforma dell’Ordinamento Giudiziario

Debito Pubblico e Declino Italia

I Costi della Politica e la sua mancanza d’Etica

La Corruzione tra le Lobbies, la Politica, la PA e la Criminalita’

L’enorme Spesa della PA e l’ inefficienza della PA

Pubblici Dipendenti Fannulloni – Sindacati protettori degli insiders

L’Evasione Fiscale ed i suoi Costi

 

 

 

 

Giustizia e la Riforma dell’Ordinamento Giudiziario

 

 

Ai fini della soluzione del problema Giustizia la soluzione (a detta dei maggiori studiosi del paese, su tutti Falcone, Borsellino, D’Avigo e Tinti, e non solo) va ricercata in primis in quello che e’ il primo e vero cancro della giustizia, ovvero nel processo civile (e non in quello penale); ed in seconda battuta (questo vale sia per il civile che per il penale) il problema e’ soprattutto dalla parte della domanda di giustizia, che va filtrata, e non tanto da parte dell’offerta!

Lo ricorda bene anche un grande giornalista come Luigi  Ferrarella del Corriere della Sera che nel suo ultimo libro ” FINE PENA MAI Il Saggiatore” sviluppa parte dei molti  temi  riguardanti la soluzione della giustizia affrontando proprio il cancro della domanda di giustizia!

 

I veri problemi della giustizia sono:

 

1 – Riformare il lato della domanda della giustizia, causa primaria dei lunghi ed oscuri processi, con l’eliminazione in primis delle rendite da posizione di avvocati e liquidatori con il che’ piu’ le cause durano piu’ loro guadagnano, ovvero:

– occorre introdurre sanzioni pecuniare molto severe tanto per chi promuove giudizi temerariamente quanto per coloro che ritardano di pagare il creditore dopo essere stati  condannati in 1° grado confidando nella lentezza dei processi sino al 3° grado e nell’esiguita’ degli interessi legali posti a suo carico sino alla soddisfazione del credito ( minori degli interessi offerti dai titoli di stato, per esempio, investimento cui il debitore nel frattempo e nelle more della giustizia ricorre come propria fonte di reddito..come dire una beffa per il creditore non soddisfatto);

occorre (sempre dal lato della domanda della giustizia)  riformare il sistema di “costruzione e giustificazione” delle parcelle degli avvocati, oggi collegate dannosamente al numero delle udienze e non al risultato come dovrebbe essere;

– occorre (sempre dal lato della domanda della giustizia) diminuire drasticamente il numero degli avvocati proprio per quanto detto ai punti precedenti, ovvero perche’ il loro numero abnorme determina nei fatti un incremento delle liti giudiziarie (non cosi’  rare quelle meramente temerarie) e quindi un allungamento dei tempi processuali: 26 gennaio 2008 – L’allarme del presidente del capoluogo lombardo: “A Roma sono iscritti all’Ordine tanti avvocati quanti nell’intera Francia. Il numero abnorme può inconsapevolmente determinare il rischio di un incremento delle liti giudiziarie e quindi, stante la carenza di risorse strutturali, un allungamento dei tempi processuali”.

 

 

2 – Processi rapidi e giusti, rendendo effettiva, celere ed accessibile a tutti l’azione per la responsabilita’ contro i giudici disonesti, o anche solo non terzi, parziali o negligenti;

3 – Riformare del diritto civile e fallimentare, che preveda forti sanzioni pecuniarie e penali sia  verso i liquidatori sia verso i GD;

4 – Riforma del Controllo sull’attivita’ dei giudici in generale che preveda un organo davvero terzo, popolare e professionale e non piu’ politicizzato com’e’ oggi il CSM che inoltre rincorre correnti partitiche anche all’interno della Magistratura, incio’ rendendo sempre irresponsabili i Giudici disonesti

 

 

Poi c’e anche il problema nel campo penale, ed in minima parte nel campo dell’offerta (mezzi e uomini).

Il problema nel campo penale  riguarda pero’ soprattutto i colletti bianchi nel concreto, non i normali cittadini, che in questo senso sono interessati solo sotto il profilo di vedere un’etica ed una giustizia anche contro i potenti.

La Giustizia insomma, ed i suoi problemi, non sono tanto e soltanto quelli di poche centinaia di persone, ma sono quelli che riguradano i milioni di cittadini italiani, e liriguardano soprattutto in sede civile, non penale! Ed e’ da qui che bisogna cominciare, e’ qui che i danni si fanno in capo al cittadino, in concreto, sulla sua pelle!

Il problema della riforma della giustizia, non e’ tanto e soltanto insomma quello (purtroppo solo populistico) di eliminare le leggi vergogna, indegne certamente e da eliminare, quanto quello invece di incidere i processi civili ed in sede fallimentare, e di rendere ben responsabili i giudici, e’ qui che si annida  il vero cancro della giustizia, denegata spessissimo con gravi danni a tutti i cittadini. Di questo si dovrebbe occupare chi ha davvero a cuore il futuro dei cittadini, del sistema Giustizia e dello Stato, e in parallelo ma in subordine delle leggi vergogna che vanno solo eliminate.

Non si risolvono i problemi della Giustizia interessandosi a curare i soli due lebbrosi del paese intero, e trascurando invece al contempo i milioni di ammalati di diabete per esempio.

 

 

 

Eurispes

Rapporto Italia

2008

Dati riferiti al

2007

http://www.eurispes.it/visualizzaRicerche.asp?val=4

 

 

LEGALITÀ

21. Fear of crime, ovvero il senso di insicurezza degli italiani

22. La permeabilità del crimine organizzato nelle province del Mezzogiorno

23. L’Italia criminale

24. Ecomafia e illecito ambientale: le attività del Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente

27. Reati contro la Pubblica amministrazione

Esplode l’Economia sommersa (549 miliardi di euro) e l’Economia criminale (176 miliardi di euro )

Insieme si arriva a 725 miliardi di euro di economia sommersa (con un’imposta evasa di 306,6 miliardi di euro), il 47.23% del pil a quota 1.535 miliardi circa

Il 54,6% dell’economia non osservata (Economia sommersa ) è rappresentato dal lavoro sommerso. Il flusso di denaro generato dal lavoro sommerso si è attestato a 300 miliardi di euro.

Il 28,4% dell’economia non osservata (Economia sommersa ) è rappresentato dall’evasione fiscale. Il flusso di denaro generato ad opera di aziende e imprese italiane si è attestato a 156 miliardi di euro

Il  16,9% dell’economia non osservata (Economia sommersa ) è rappresentato dalla cosiddetta economia “informale”. Il flusso di denaro generato dalla dalla cosiddetta economia “informale” si è attestato a 93 miliardi di euro

25 febbraio 2008

 

 

Eurispes

http://www.eurispes.it/

Dossier Eurispes: ‘Ndrangheta Holding 2008

Il giro d’affari della criminalità organizzata calabrese è di 43,79 miliardi di euro all’anno  

21 maggio 2008

http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=document&file=/art/SoleOnLine4/Italia/2008/05/eurispes-dossier-ndrangheta2008.doc?cmd=art

 

L’enorme fardello del Sommerso causa l’enorme  Pressione Fiscale a carico solo degli onesti contribuenti

https://wallstreetrack.wordpress.com/2008/06/19/lenorme-fardello-del-sommerso-causa-lenorme-pressione-fiscale-a-carico-solo-degli-onesti-contribuenti/

 

 

L’italia in mano alla criminalita’ organizzata: i politici dormono o fanno finta di dormire?

L’economia sommersa e l’Evasione Fiscale della criminalità organizzata

https://wallstreetrack.wordpress.com/2008/05/21/litalia-in-mano-alla-criminalita-organizzata-i-politici-dormono-o-fanno-finta-di-dormire/

 

 

ITALIA_EURISPES

2007

Giustizia al Collasso

Italia a rischio “deriva feudale
Un paese che oscilla tra spinte innovative e la conservazione dei privilegi acquisiti

Eurispes

2007

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2007/02/01/rapporto-delleurispes-2007-italia-giustizia-al-collasso/]link-Rpporto Eurispes – Giustizia italia al collasso  [/url]

http://www.eurispes.it/indiceRapportoItalia.asp?val=4

 

 

Rapporto Eurispes

2006

L’Italia non cresce più

http://www.rassegna.it

http://www.rassegna.it/2006/attualita/articoli/eurispes.htm

http://www.rassegna.it/2007/attualita/articoli/eurispes.htm

 

 

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2007/02/23/processi-lenti-e-non-sempre-chiari-who-judges-the-judges/]link-Giustizia Civile e Fallimentare e la dolosa lentezza dei processi[/url]

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2007/03/07/giustizia-e-la-riforma-dellordinamento-giudiziario-ecco-i-veri-problemi/]link-Giustizia Civile e Fallimentare e la dolosa lentezza dei processi[/url]

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2007/03/10/giustizia-e-la-riforma-dell%e2%80%99ordinamento-giudiziario-ecco-i-veri-problemi-parte-seconda/] link-Giustizia Civile e Fallimentare e la dolosa lentezza dei processi – Parte 2 – La riforma dell’Ordinamento Giudiziario e’ indecente  [/url]

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2007/03/15/i-costi-dellevasione-della-inefficienza-della-pa-e-della-corruzione-tra-la-politica-e-le-lobbies-criminalita/]link-Costi dell’evasione, della inefficienza della P.A. e della corruzione tra la Politica e le lobbies-criminalita’ [/url]

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2007/06/05/stipendi-pubblici-ai-magistrati-gli-aumenti-piu-vistosi/]link-Retribuzione dei Magistrati [/url]

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2007/01/30/indicatori-internazionali-quadro-generale/]link-La corruzione fuori dall’agenda politica – Indicatori Internazionali – Quadro generale [/url]

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2006/10/09/litalia-tra-i-peggiori-paesi-al-mondo-per-la-corruzione-anche-nellexport-bribe-payers-index-bpi-2006/]link-La corruzione fuori dall’agenda politica – Indicatori Internazionali [/url]

 

 

 

 

Debito Pubblico e Declino Italia

I Costi della Politica e la sua mancanza d’Etica

La Corruzione tra le Lobbies, la Politica, la PA e la Criminalita’

L’enorme Spesa della PA e l’ inefficienza della PA

Pubblici Dipendenti Fannulloni – Sindacati protettori degli insiders

L’Evasione Fiscale ed i suoi Costi

 

 

2008

 

L’italia in mano alla criminalita’ organizzata: i politici dormono o fanno finta di dormire?

L’economia sommersa e l’Evasione Fiscale della criminalità organizzata

https://wallstreetrack.wordpress.com/2008/05/21/litalia-in-mano-alla-criminalita-organizzata-i-politici-dormono-o-fanno-finta-di-dormire/

 

Competitivita’ nel mondo: Italia agli ultimi posti

https://wallstreetrack.wordpress.com/2008/05/17/competitivita-nel-mondo-italia-agli-ultimi-posti/

 

I killers dell’Italia: La Spesa, l’Inefficienza della PA e la Pressione Fiscale (elevatissima sia a causa dell’evasione sia proprio per l’enorme fardello della spesa pubblica e dei tanti, troppi fannulloni e corrotti lavoratori del pubblico impiego)

 

https://wallstreetrack.wordpress.com/2008/04/21/la-spesa-linefficienza-della-pa-e-la-pressione-fiscale-i-killers-dellitalia/

 

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2008/03/12/debito-pubblico-anno-2007/]link-Debito Pubblico 2007 [/url]

 

 

2007

 

 

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2007/03/03/levasione-fiscale-causa-primaria-dellaumento-della-spesa-della-pa-e-della-pressione-fiscale/]link-Spesa PA e L’Evasione Fiscale[/url]

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2007/03/15/i-costi-dellevasione-della-inefficienza-della-pa-e-della-corruzione-tra-la-politica-e-le-lobbies-criminalita/]link-Costi dell’evasione, della inefficienza della P.A. e della corruzione tra la Politica e le lobbies-criminalita’ [/url]

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2007/04/07/addio-tesoretto-i-sindacati-ed-i-pubblici-dipendentila-piu-cancerogena-delle-corporazione/]link-I Sindacati ed i pubblici dipendenti, la piu’ cancerogena delle corporazioni! Addio tesoretto [/url]

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2007/05/03/cosi-la-pubblica-amministrazione-getta-i-soldi-on-line/]link-Così la pubblica amministrazione “ruba” e getta i soldi [/url]

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2007/04/12/pensioni-dei-parlamentari-e%e2%80%99-uno-schifo-reset/]link-Pensioni dei Parlamentari [/url]

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2007/06/10/stipendi-dei-parlamentari-e-uno-schifo-reset/]link-Stipendi dei Parlamentari [/url]

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2007/09/24/la-casta-predica-bene-ma-razzola-malissimo/]link-La Casta predica bene ma razzola malissimo [/url]

 

 

 

Debito Pubblico e Declino Italia

I Costi della Politica e la sua mancanza d’Etica

La Corruzione tra le Lobbies, la Politica, la PA e la Criminalita’

L’enorme Spesa della PA e l’ inefficienza della PA

Pubblici Dipendenti Fannulloni – Sindacati protettori degli insiders

L’Evasione Fiscale ed i suoi Costi

 

 

 

2006

 

 

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2006/08/30/lenorme-buco-del-debito-pubblico-italiano-di-cosa-si-tratta-e-di-chi-e-la-responsabilita-primaria/]link-Debito Pubblico – Spesa PA esorbitante – Pubblici Dipendenti in eccesso – Declino Italia – Parte 1 [/url]

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2006/09/29/185/]link-Declino Italia – Italia un paese alla deriva Istituzionale e Dirigenziale [/url]

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2006/10/03/litalia-in-mano-a-bertinotti-ed-ai-sindacati-e-soltanto-apparentemente-diversa-non-anche-migliore-di-quella-di-berlusconi/]link-Sindacati e Bertinotti Italia [/url]

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2006/10/19/crollo-dei-consensi-per-il-governo-18-in-3-mesi-e-intanto-le-agenzie-di-valutazione-finanziaria-declassano-litalia/]link-L’assenza di ogni valore della politica – Parte 1 [/url]

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2006/10/20/italia-debito-pubblico-rating-problema-dei-dipendenti-pubblici-e-degli-enti-inutili-ovvero-della-spesa-della-pa/]link-Debito Pubblico – Spesa PA esorbitante – Pubblici Dipendenti in eccesso – Declino Italia Parte 2 [/url]

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2006/10/24/perche-litalia-bilanci-alla-mano-e-un-paese-allo-sbando/]link-Debito Pubblico – Spesa PA esorbitante – Pubblici Dipendenti in eccesso – Declino Italia Parte 3 [/url]

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2006/12/06/il-declino-dellitalia-che-viaggia-con-il-ciuccio-e-la-scoppola/]link-Declino Italia – L’assenza di ogni valore della politica – Parametri internazionali [/url]

Click here:  [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2006/12/17/in-italia-abbiamo-una-grossa-fetta-della-classe-politica-allo-sbaraglio-e-cieca-con-o-senza-connivenza/]link-L’assenza di ogni valore della politica – Parte 2 [/url]

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2006/12/20/the-governments-policy-is-missingits-coming-soon-like-one-of-our-tourism-portal-web/]link-Conflitto Interessi – L’assenza di ogni valore della politica – Parte 3 [/url]

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2006/12/21/i-5-simboli-del-doloso-sottosviluppo-italiano-la-politica-tutta-o-quasi-i-sindacati-la-chiesa-l%e2%80%99informazione-e-alcuni-giudici-di-alcuni-tribunali-fallimentari-e-civili-in-uno-con-i-lo/]link-I 5 simboli del doloso sottosviluppo Italiano: su tutti la Chiesa! Declino Italia [/url]

 

Vedi soprattutto:

 

Banche – Esuberi – Perdite e Svalutazioni – Riforme Istituzionali

 

 

The Final U.S. Growth Package

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2008/01/29/the-final-us-growth-package/#more-1582]link-The Final U.S. Growth Package [/url]

 

The delinquency rate & The New foreclosures (I Pignoramenti)

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2007/12/07/the-delinquency-rate-the-new-foreclosures-i-pignoramenti/]link-The delinquency rate & The New foreclosures (I Pignoramenti) [/url]

 

Immobili e To avert a cash crunch

I Pignoramenti in America: U.S. Montly Home Foreclosures and Bank Repossessions (REOs)

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2008/04/16/i-pignoramenti-in-america-us-montly-home-foreclosures-and-bank-repossessions-reos/]link- I Pignoramenti in America: U.S. Montly Home Foreclosures and Bank Repossessions [/url]

 

Vedi anche:

 

Crash_Immobili: U.S. Home Prices:nel 1 trimestre crollo dei prezzi

https://wallstreetrack.wordpress.com/2008/05/14/us-home-pricesnel-1-trimestre-crollo-dei-prezzi/

 

Home Price Data Showed Housing Solid Long-Term Investment

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2007/11/13/home-price-data-showed-housing-solid-long-term-investment/]link-Home Price Data Showed Housing Solid Long-Term Investment [/url]

Correlazione tra il Prezzo delle case ed i consumi
Click here: [url=
https://wallstreetrack.wordpress.com/2007/09/25/correlazione-tra-il-prezzo-delle-case-ed-i-consumi/]link-Correlazione tra il Prezzo delle case ed i consumi [/url]

Goldilocks economy, l’economia dai boccoli d’oro

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2007/09/19/goldilocks-economy-leconomia-dai-boccoli-doro/]link- Goldilocks economy, l’economia dai boccoli d’oro [/url]

To avert a cash crunch the Central Banks spill liquidity in the markets
Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2007/08/11/to-avert-a-cash-crunch-the-central-banks-spill-liquidity-in-the-markets/]link-To avert a cash crunch the Central Banks spill liquidity in the markets [/url]

Subprime Mortgages E’ in arrivo un grande  Crash? NO
Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2007/05/12/subprime-mortgages-e-in-arrivo-un-grande-crash-no/]link-Subprime Mortgages E’ in arrivo un grande  Crash? NO [/url]

Crollo-Crash dei mercati azionari americani?
Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2007/03/25/crollo-crash-dei-mercati-azionari-americani/]link-Crollo-Crash dei mercati azionari americani? [/url]

Il mercato americano (l’S&P 500) e’ in fase di Ipercomprato o Ipervenduto?

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2006/11/25/il-mercato-americano-lsp-500-e-in-fase-di-ipercomprato-o-ipervenduto/]link- IL MERCATO AMERICANO (L’S&P 500) e’ in fase di Ipercomprato o Ipervenduto? [/url]

Disequilibri Americani: Credit Bubble, ovvero Crack del Debito privato – Parte seconda 
Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2006/09/05/i-disequilibri-americani-credit-bubble-ovvero-crack-del-debito-privato-2/]link-Disequilibri Americani: Credit Bubble, ovvero Crack del Debito privato – Parte seconda [/url]

Disequilibri Americani: Credit Bubble, ovvero Crack del Debito privato – Parte prima

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2006/09/05/62/]link-L’indebitamento americano a livelli di guardia – Disequilibri Americani: Credit Bubble, ovvero Crack del Debito privato – Parte prima [/url]

 

 

 

 

 

L’etica in politica e in finanza deve essere un must
17 agosto 2005

http://www.osservatoriosullalegalita.org/05/interventi/041eticapolitica.htm

Bancopoli : lettera ai politici del centrosinistra
09 gennaio 2006

http://www.osservatoriosullalegalita.org/06/acom/01gen1/0955marcobancopoli.htm

E ora le priorita’ : legalita’ competitivita’ e conflitto d’interessi

25 aprile 2006

9 marzo 2008

https://wallstreetrack.wordpress.com/2008/03/09/e-ora-le-priorita-legalita-competitivita-e-conflitto-dinteressi/#more-25

http://www.osservatoriosullalegalita.org/06/interventi/04apr/24votopriorita.htm

Finanziaria : ma l’Italia necessita di etica e legalita’
23 ottobre 2006

http://www.osservatoriosullalegalita.org/06/acom/10ott3/2300marcofin.htm

Legge sul risparmio monca su alcuni aspetti fondamentali
21 dicembre 2005

http://www.osservatoriosullalegalita.org/05/acom/12dic3/2101marcorisparmio.htm

Il Risparmio dolosamente tradito dalla politica : la Class Action
25 maggio 2006

http://www.osservatoriosullalegalita.org/06/acom/09set3/2525marclassaction.htm

Class action : facile , veloce , gratuito
25 settembre 2006

http://www.osservatoriosullalegalita.org/06/docum/varie/010marcoclassaction.htm

U.S.: Le Lobbies contro la Legge che protegge i risparmiatori
31 ottobre 2006

http://www.osservatoriosullalegalita.org/06/acom/10ott3/3100marcousa.htm

Il Paese dei furbetti : crack , banche , finanziarie e vittime
18 dicembre 2005

http://www.osservatoriosullalegalita.org/05/inchieste/012marcomanipul2.htm

Crack in Italia e in America : sentenze e numeri a confronto
22 dicembre 2005

http://www.osservatoriosullalegalita.org/05/acom/12dic3/2244marcocrack.htm

Calciopoli , bancopoli , crack : Italia Argentina 1 a 1 ?
22 maggio 2006

http://www.osservatoriosullalegalita.org/06/acom/05mag3/2200marcofurbetti.htm

Index of economic freedom : Italia agli ultimi posti
17 gennaio 2007

http://www.osservatoriosullalegalita.org/07/acom/02gen2/1722marcomanipul.htm

 

Annunci

I commenti sono chiusi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: