Lo sporco Capitalismo Italiano ed il c.d. LBO ( Leverage buyout ) acquisto e/o fusione a debito

LO SPORCO CAPITALISMO ITALIANO E il c.d. LBO  ( LEVERAGE BUYOUT )  ACQUISTO e/o FUSIONE A DEBITO

INDEBITAMENTO_1

 

 

 

 

 

 

Anche Telecom faceva parte di quella tabellina del Sole 24 Ore; ci meravigliamo che questo capitalismo da strapazzo italiano stia fallendo giorno dopo giorno oltre che come immagine nei suoi primi 5 gruppi industriali? Io no come sapete dalla premessa del mio web-site; uno dei tanti mali di chi fa’ impresa in Italia e’ la mancanza oltre che di etica ( quindi sono persone che cercano solo di fregare il risparmiatore) di cultura di fare impresa, la’ dove anche gli imprenditori ed industriali si mettono a fare i finanzieri per giunta con pessime basi di studio e preparazione di economia finanziaria, su tutte il pessimo utilizzo della leva finanziaria in sede di acquisto o fusione con altra societa’ che poi ha ripercussioni sulla vita intera della societa’ proprio in quel rapporto tra debiti finanziari netti e capitale netto: mi riferisco al c.d. LBO ( LEVERAGE BUYOUT /  ACQUISTO O FUSIONE A DEBITO), cosi’ sara’ piu’ chiara la situazione di Telecom, Autostrade, Fiat e Alitalia (sebbene per quest’ultima non si tratta di pessimo uso della leva finanziaria ma di pessimo management, pessimo uso dei soldi regalati dallo Stato, cioe’ da noi, e di una valanga di personale in esubero (di terra uffici amministrativi compresi) incapace, scortese e raccomandato).

 

 

 

 

LEVERAGE BUYOUT che e’ cosa diversa dalla normale LEVA FINANZIARIA, ovvero dal contrarre debiti in proprio per fare investimenti di mezzi, ricerca e personale, proprio perche’ e’ usata  (societa’ acquirente) senza indebitarsi in proprio ma per far indebitare la societa’ acquisita che presta allo stesso tempo le garanzie patrimoniali con i propri assets. Apparentemente diverso il caso di acquisizione con fusione, in quanto i debiti contratti per il merger risultano dal bilancio consolidato unico e quindi anche in capo all’acquirente, ma sono sempre e solo garantiti nella gran parte dalla societa’ acquisita con assets suoi, non dell’incorporante. Normalmente in Italia tali operazioni di acquisto o fusione avvengono facendo indebitare la societa’ target ,che al contempo fornisce le garanzie patrimoniali , per un importo pari circa al 70% del valore dell’intera operazione! Purpose of leveraged buyouts is to allow companies to make large acquisitions without having to commit a lot of capital. In an LBO, there is usually a ratio of 70% debt to 30% equity  in Europe and in the U.S. there is usually a ratio of 30% (maximum 50%) debt to 70% equity .

 

 

 

 

Trattasi di societa’ che hanno insomma immensi debiti se rapportati al capitale netto, non a caso tutte queste societa’ (tranne Alitalia come detto ,in rosso sgorgante di debito ed inefficienza per altri motivi ) hanno fatto uso, in sede di acquisizioni o merger , di una grossa leva finanziaria di debito, spesso garantita per giunta con i beni della societa’ acquisita e non con i propri, della societa’ acquirente, quindi lasciando intatto il pregresso livello di debito della societa’ target, anzi peggiorandolo, e loro (acquirenti o incorporanti) non si sono fatti carichi ne’ di esborsi di capitale per investimenti ne’ per ripianare i debiti, e “con 2 euro e 2 azioni” hanno controllato e gestito finanziariamente questi gruppi industriali in maniera scellerata, ed oggi, come non mai perche’ indifferibili, i nodi vengono al pettine.

 

 

 

Tutto cio’ e’ la conseguenza di un intollerabile, illegittimo e spesso illegale  filo di continuità che ha legato  e lega da decenni l’autarchia lobbistica, e corporativa, italiana (nella gestione aziendale) con la politica (in evidente conflitto d’interessi con il bene del paese) che nulla ha fatto per creare delle regole severe e volte ad un vero libero ed efficiente mercato finanziario ed industriale, ma che al contrario ha garantito, in cambio di voti, poltrone e altri benefits, un assistenzialismo indecente ( dai governi democristiani, alla illegalita’ evidente del governo Berlusconi, alla scarsa cultura di mercato della sinistra), con la logica conseguenza di produrre  insieme al conflitto d’interessi endemico, tutto questo capitalismo sporco che oggi sta crollando perche’ e’ vissuto in un paese senza regole finanziarie.

 

 

Come ho fatto per la Ford, GM, e Fiat (presto anche Alitalia) vediamo il rapporto tra l’indebitamento finanziaro netto ed il Capitale Netto o mezzi propri di Telecom che, ricordo, non deve mai superare 1 ovvero il 100% del capitale netto (massimo 2 ma e’ gia’ un elemento non positivo) ed e’ buona cosa che sia compreso tra 0,0 e 0,7,  infatti se un gruppo ha debiti superiori a circa 2 volte il Capitale Netto puo’ dirsi che il suo  livello di rating presumibilmente sara’ al disotto di Baa3 o BBB- ed e’ a rischio di perdere lo status di investment grade.

Total Debt/Equity (MRQ) e LT Debt/Equity (MRQ) di  Telecom Italia, capitalizzazione di $ 72.9 billion , e’ pari a 1.775 ovvero il 177.5% dal 239.5% al 31 marzo 2005. Cio’ significa che il debito finanziario netto  or NET DEBT  della societa’ ($ 57.3 billion) rappresenta il 177.5% del capitale netto della stessa.

http://www.investor.reuters.com/business/BusCompanyBenchmarks.aspx?ticker=TI.N&target=%2fbusiness%2fbuscompany%2fbuscompcpfake%2fbuscompbench

 

 

 

SENSO POSITIVO DI LEVA FINANZIARIA E LEVA OPERATIVA

 

 

 

 

 

Nel 2001 le societa’ americane in particolare erano in crisi perche’ non potevano adoperare i 2 strumenti tipici di politica aziendale per ridurre i costi ed aumentare la redditivita’, ovvero:

 

 

 

LA LEVA FINANZIARIA : indebitarsi per fare investimenti infrastrutturali e nuova tecnologia, e per acquisizioni e merger, indebitamento quasi mai oltre il 30% in America per tali operazioni (QUINDI AUMENTARE COSTI FISSI DA AMMORTIZZARE); normalmente una societa’ si indebita in investimenti infrastrutturali e nuova tecnologia quando l’interesse a debito e’ inferiore all’interesse di produttivita’ di quell’investimento o merger nel ciclo produttivo; Borrowing costs for takeovers has declined since 2002 till 2004.

 

 

 

LA LEVA OPERATIVA : diminuire o aumentare i costi variabili (TRA CUI il costo lavoro licenziando o assumendo personale nell’aumentare pero’ al contempo il fatturato il piu’ possibile) e ammortizzare meglio i costi fissi in un ciclo economico espansivo; tutto cio’ non era possibile, cioe’ le societa’ non riuscivano oggettivamente ad agire con la leva operativa assumendo personale perche’ non potevano aumentare il fatturato, gli utili, non potendo agire con la LEVA FINANZIARIA, ovvero investire ( non potendo usare gli impianti a pieno regime perche’ prima dovevano smaltire le scorte consistenti). Fino al marzo 2000 le societa’ hanno investito in nuova tecnologia, in infrastrutture piu’ del dovuto, e piu’ del dovuto hanno acquisito altre societa’ (Leva Finanziaria) oltre il normale ciclo produttivo; dopo lo scoppio della bolla si son trovate con un esubero di scorte e di personale e nell’impossibilita’ di fare nuovi investimenti, non potendo quindi diluire i costi fissi, dovevano limitarsi ad agire sui costi variabili licenziando (Leva Operativa), ma mai indebitandosi ancor di piu’ aumentando per l’appunto le operazioni di acquisto o di fusione a debito come invece avviene in Italia con percentuali ribaltate. Naturalmente ogni cittadino ha 2 strumenti fondamentali per far si’ che le regole vengano fatte per tutti e per bene, il voto politico ed il potere commerciale di scelta; bene non fate contratti con la Telecom ne’ con la Tim, o date disdetta di quelli attuali, vendete tutte le azioni ed obbligazioni Telecom e Tim se le perdite sono contenute nel 3/4%, e passate a Fastweb, Vodafone etc; fastweb ha un invidiabile rapporto debiti/capitale sotto al 35% mi pare. Stesso discorso con Alitalia, Fiat etc…volate con altre compagnie che costano la meta’ e non scioperano, comprate una macchina giapponese, vanno meglio e costano meno.

 

 

 

 

Marco Montanari

 

 

 

Termini inglesi utili al caso di acquisto o fusione a debito esterno.

 

 

 

A leveraged buyout (or LBO, or highly-leveraged transaction (HLT), or “bootstrap” transaction) occurs when a financial sponsor gains control of a majority of a target company’s equity through the use of borrowed money or debt often on the back of the target company.

 

 

A leveraged buyout is essentially a strategy involving the acquisition of another company using a significant amount of borrowed money (bonds or loans) to meet the cost of acquisition. Not so much in U.S. , but often in Europe and mainly in Italy, the assets of the company being acquired are used as collateral (garanzia) for the loans in addition to the assets of the acquiring company. The purpose of leveraged buyouts is to allow companies to make large acquisitions without having to commit a lot of capital. In an LBO, there is usually a ratio of 70% debt to 30% equity  in Europe and in the U.S. there is usually a ratio of 30% (maximum 50%) debt to 70% equity .

 

 

Debt is that which is owed; usually referencing assets owed, but the term can cover other obligations. In the case of assets, debt is a means of using future purchasing power in the present before a summation has been earned. Some companies and corporations use debt as a part of their overall corporate finance strategy.

 

 

A debt is created when a creditor agrees to loan a sum of assets to a debtor. In modern society, debt is usually granted with expected repayment; in many cases, plus interest. Historically, debt was responsible for the creation of indentured servants. A more common form in modern society of indentured servants, or bonded labour, in which workers are paid only with accommodation and sustenance, no money, as they have to pay their employers for previous debt and so obtaining a cancellation of the debt, or for transportation to a desired country. (Debt bondage or debt slavery is a well-known form of indenture; this is sometimes known as peonage in the USA. However, the word peon is used more generally in Latin American history, and may in some cases imply free labour.) In some cases, indentured workers may receive small cash payments or other benefits. Indenture is still common in developing countries. An Indentured Servant is a bonded labourer – a labourer under contract to work for an employer for a specific amount of time. Typically the employer provided little or no monetary pay, but was responsible for accommodation, food, other essentials, training and when applicable passage to a new country. Upon completion of the term of the contract the labourer sometimes received a lump sum payment such as a parcel of land and was free to farm or take up trade of his own. In other words indentured servants are very poor people obligated to forced labor for a fixed number of years, often in exchange for passage to the New World or other benefits. The term comes from the medieval English “indenture of retainer” — a contract written in duplicate on the same sheet, with the copies separated by cutting along a jagged (toothed, hence the term “indenture”) line so that the teeth of the two parts could later be refitted to confirm authenticity.

 

 

Corporate finance is a specific area of finance dealing with the financial decisions corporations make and the tools as well as analyses used to make these decisions.

 

 

The discipline may be divided among long-term and short-term decisions and techniques. Capital investment decisions comprise the long-term choices about which projects receive investment, whether to finance that investment with equity or debt, and when or whether to pay dividends to shareholders. Short-term corporate finance decisions are called working capital management and deal with the balance of current assets and current liabilities; the focus here is on managing cash, inventories, and short-term borrowing and lending (e.g., the credit terms extended to customers).

 

 

The primary goal of Corporate finance is to enhance corporate value, without taking excessive financial risks. This is achieved by ensuring that return on capital, a function of working capital management, exceeds cost of capital, a function of previous capital investment decisions. Corporate finance is closely related to managerial finance, which is slightly broader in scope, describing the financial techniques available to all forms of business enterprise, corporate or not.

 

 

Return on capital, also known as Return On Invested Capital (ROIC) is defined as NOPLAT / INVESTED CAPITAL, usually expressed as a percentage.

 

 

INVESTED CAPITAL represents the total investment, i.e. cash, that shareholders and debtholders have made in a company. It is calculated as: Invested capital = Operating Net Working Capital + Net PP&E + Capitalized Operating Leases + Other Operating Assets + Operating Intangibles – Other Operating Liabilities – Cumulative Adjustment for Amortization of R&D

 

 

 

 

NOPLAT = Net Operating Profit Less Adjusted Tax – used to normalise effects of company’s capital structure. It’s the net profit with a few costs backed out (alcuni costi non sono considerati , TIRATI INDIETRO), cost of interest and depreciation (accrual accounting of capital expenditures).

 

 

Capital expenditures (“CAPEX”) are expenditures used by a company to acquire or upgrade physical assets such as equipment, property, industrial buildings. In accounting, a capital expenditure is added to an asset account (i.e. capitalized), thus increasing the asset’s basis (i.e. the cost or value of an asset as adjusted for tax purposes).

 

 

An ongoing question of the accounting of any company is whether certain expenses should be capitalized or expensed. Costs that are expensed in a particular month simply appear on the financial statement as a cost that was incurred that month. Costs that are capitalized, however, are amortized over multiple years. Most ordinary business expenses are clearly either expensable or capitalizable, but some expenses could be treated either way, according to the preference of the company

 

 

NOPLAT is Used in preference to Net Income as it normalises the effects of capital structure (debt vs. equity). Though an analyst should make thorough adjustments to account for amortization, intertemporal tax differences, taxes on nonoperating income, and other adjustments, sometimes the following simple back-of-the-envelope formula is employed to show de-levered profits by removing the effects of a debt tax shield: Operating earnings before interest = After-tax operating profit + [ Interest paid * (1 – tax rate)]

 

 

 

When the ROIC is greater than the cost of capital (usually measured as weighted average cost of capital), the company is creating value. When it is less than the cost of capital, value is destroyed.

The cost of capital for a firm is a weighted sum of the cost of equity and the cost of debt (the financing decision). Firms finance their operations by three mechanisms: issuing stock (equity), issuing debt (and so typically issuing bonds and notes, borrowing from a bank is equivalent for this purpose  ) (those two are external financing), and reinvesting prior earnings (internal financing).

The weighted average cost of capital (WACC) is used in finance to measure a firm’s cost of capital. It has been used by many firms in the past as a discount rate for financed projects, since the cost of the financing seems like a logical price tag to put on it. Corporations raise money from two main sources: equity and debt. Thus the capital structure of a firm comprises three main components: preferred equity, common equity and debt (typically bonds and notes). The WACC takes into account the relative weights of each component of the capital structure and presents the expected cost of new capital for a firm

 

 

 

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