Il bilancio dell’Unione europea: come vengono spesi i nostri soldi

 

Il bilancio dell’Unione europea: come vengono spesi i nostri soldi

2006–2008 Operating budgetary balances i.e. excluding administrative expenditure and TOR, and including UK correction

Per capire come funziona il bilancio dell’Ue e per quali scopi vengono utilizzati i fondi Ue

 

http://ec.europa.eu/italia/htool/bilancio/

 

 

http://europa.eu/abc/budget/index_it.htm

 

Link utili

 

Il bilancio in cifre

 

http://ec.europa.eu/budget/publications/

budget_in_fig_en.htm

 

Financial reports

 

http://ec.europa.eu/budget/publications/

fin_reports_en.htm

 

 

2006

Total   EUR 106.5 billion rettificato a EUR 121.2 billion

EU-25   EUR 97.44 billion rettificato a EUR 112.9 billion

I Beneficiari e contribuenti dei finanziamenti europei (pag 22 e seguenti)

EUROPA_BILANCIO_0_2006_4

EUROPA_BILANCIO_0_2006_3

EUROPA_BILANCIO_0_2006_1

EUROPA_BILANCIO_0_2006_2

EUROPA_BILANCIO_0_2006_0

EUROPA_BILANCIO_0_2005

EUROPA_BILANCIO_RIFLESSI INDEBITAMENTO

 

 

http://ec.europa.eu/budget/library/

publications/fin_reports/fin_report_06_en.pdf

http://ec.europa.eu/budget/library/publications/

budget_in_fig/dep_eu_budg_2006_it.pdf

 

http://www.europarl.europa.eu/comparl/

budg/budg2006/procedure/default_en.htm

 

 

2007

Total   Budget at €126.5 billion +4.37% rispetto all’anno precedente

EUROPA_BILANCIO_0_2007_1

EUROPA_BILANCIO_0_2007

EUROPA_BILANCIO_0_2007_2

EUROPA_BILANCIO_0_2007_3

http://ec.europa.eu/budget/publications/budget_

in_fig_en.htm

 

http://ec.europa.eu/budget/library/publications/

budget_in_fig/dep_eu_budg_2007_it.pdf

 

http://ec.europa.eu/budget/library/publications/

budget_in_fig/syntchif_2007_2_it.pdf

 

 

http://eur-lex.europa.eu/budget/data/D2007_

VOL1/EN/index.html

 

http://eur-lex.europa.eu/JOHtml.do?uri=

OJ:L:2007:077:SOM:IT:HTML

 

Il bilancio 2007 è il primo basato sul nuovo quadro finanziario pluriennale ed è il primo dell’Unione europea allargata di 27 Stati membri. At € 126.5 billion di stanziamenti d’impegno, che rappresentano l’1,08% del RNL della Comunità.

 

2008

Proposed Total   Budget at €129.2 billion +2.1% rispetto all’anno precedente

EUROPA_BILANCIO_1_2008

http://ec.europa.eu/budget/index_en.htm

http://ec.europa.eu/budget/budget_detail/

next_year_en.htm

Growth and employment at the heart of EU spending

 

1997–2006 Operating budgetary balances

i.e. excluding administrative expenditure and TOR, and including UK correction)

 

 

Istat

24 maggio 2005

 La stima dei trasferimenti (dei finanziamenti che l’Italia riceve dall’Unione Europea) dello Stato alle imprese, con un impatto negativo sull’indebitamento netto, per gli anni dal 2000 al 2004, rispettivamente di 1.116, 1.995, 1.135, 843 e 882 milioni di euro.

(pagg 4 e 7)

http://www.astrid-online.it/Economia-

e/ISTAT—Co/RevConti24.5.05.pdf

 

 

I finanziamenti europei funzionano poco e male ad oggi, vanno spesso a chi non ne avrebbe bisogno e che spesso non ha neppure una reale intenzione di produrre e sviluppare alcuna attivita’ meritoria!

 

 

POLITICA  L’inchiesta

Così la Casta spese i soldi del terremoto

 

Arricchirsi con il terremoto

Soldi a pioggia ai Comuni del Molise dopo il sisma del 2002. Anche a quelli non colpiti

Alcuni dei fondi (per un totale di 123 milioni di euro) che servivano per ricostruire i centri colpiti sono andati a tutt’altro. O meglio: ci sono denari per 136 Comuni del Molise. E quanti sono i Comuni della regione? 136, ovviamente.

MARCO CASTELNUOVO

 

http://www.lastampa.it/redazione/

cmsSezioni/politica/200710articoli/26662

girata.asp

 

2006

Total   Budget at €106.5 billion rettificato lo scorso mese a €121.2 billion

EU-25   Budget  at € 97.44 billion

I Beneficiari e contribuenti dei finanziamenti europei (pag 22 e seguenti)

 

Allocation-recipient by Member State In absolute terms, in 2006 France is the largest recipient of EU expenditure ahead of Spain (which was first in 2003, 2004 and 2005, but is second in 2006 on account of lower Structural Funds payments). As in 2004 and 2005, Germany is in third position, Italy in fourth and then follow the UK, Greece and Belgium (when including administrative expenditure). Poland is in eighth position, as in 2005, yet with a much higher share of total allocated expenditure (5.4 % in 2006, as compared to 4.2 % in 2005). Then follow, as in 2004 and 2005, Portugal, Ireland and the Netherlands. Hungary is then in 12th position, up from 15th position in 2005

 

 

Spain is by far the largest recipient of EU structural actions expenditure in 2006, just as in 2001–05, but at a much lower level than in recent years. Then follow Italy, Germany (Germany was second and Italy third in 2004 and 2005), Greece, the United Kingdom, Portugal and France. Poland remains in eighth position, as in 2004 and 2005 yet with a much higher share of total structural actions allocated expenditure (6.0 % in 2006, as compared to 2.4 % in 2005)

 

 

Allocation of EU-25 and Total Budget expenditure: L’Italia e’ il quarto maggior beneficiario dei finanziamenti europei (dopo Francia, Spagna e Germania) tra i membri dell’Ue-25; esattamente € 10.92 billion,   l’11.2% dell’EU-25 Budget expenditure 2006 at € 97.44 billion nonche’ il 10.25% del Total Budget expenditure 2006 at €106.5 billion;

 

EU-25 Contribution to the Budget expenditure and Traditional own resources collected on behalf of the EU in 2006:

 

  • Contribution to the Budget expenditure: L’Italia con € 11.93 billion, lo 0.808% del proprio Pil, come somma stanziata e’ il terzo maggior contribuente delle casse europee (dopo Germania e Francia e prima dell’UK) tra i membri dell’Ue-25; il 13.66% (in rapporto all’EU-25 Budget expenditure 2006 rettificato JHA adjustment at € 87.33 billion),  il 12.24% (in rapporto all’EU-25 Budget expenditure 2006 non rettificato at € 97.44 billion) e l’11.2% (in rapporto al Total Budget expenditure 2006 at €106.5 billion );

  • Traditional own resources collected on behalf of the EU: a cio’ si deve aggiungere cio’ che il nostro paese stanzia come proprie risorse raccolte autonomamente, ovvero € 1.57 billion, con il che’ si ha un totale di contributi pari a € 13.5 billion come somma stanziata.

  • La posizione netta dell’Italia verso l’Unione europea ( differenza tra gli accrediti pervenuti ed i versamenti effettuati al Bilancio comunitario in un determinato periodo; se la differenza è positiva il Paese si definisce beneficiario netto; in caso contrario, si tratterà di un contribuente netto) registra (Expenditure: € 10.92 billion; Contribution: € 11.93 billion; Traditional own resources collected on behalf of the EU: € 1.57 billion) un saldo positivo rispettivamente pari a + €1,01 miliardi di euro, e pari a + €2,58 miliardi di euro, dovuto alla posizione di contribuente netto assunta verso l’Unione europea. 

 

Il bilancio dell’UE costa meno di 0,70 euro al giorno a persona

Il bilancio dell’UE non può superare i massimali concordati da tutti i paesi membri, corrispondenti all’1,24% del reddito nazionale lordo dell’Unione. Ciò equivale a un contributo di 0,70 euro al giorno a carico di ciascun cittadino europeo. In realtà il contributo effettivo nel 2006 corrisponderà a circa 0,65 euro al giorno.

L’amministrazione dell’UE: molto più piccola di quanto si creda! Secondo i sondaggi di opinione, un quarto dei cittadini ritiene (erroneamente) che la parte più consistente del bilancio dell’UE sia spesa per l’amministrazione. In realtà le spese amministrative dell’Unione nel 2006 ammonteranno a 6,7 miliardi di euro, cioè meno del 6% della spesa totale dell’UE.

Migliorare la qualità dell’occupazione: il Fondo sociale europeo – Grazie al Fondo sociale europeo, l’Unione stanzierà nel 2006 circa 11,6 miliardi di euro per promuovere il miglioramento della qualità dell’occupazione e delle condizioni di lavoro. Questi fondi serviranno a finanziare progetti finalizzati, tra l’altro, allo sviluppo delle risorse umane, a una migliore integrazione sul luogo di lavoro e alla parità tra uomini e donne. I fondi saranno inoltre utilizzati per modernizzare e migliorare i sistemi di formazione e d’istruzione.

Aiutare le regioni meno prospere nel settore dell’ambiente e dei trasporti. Nel 2006, grazie al Fondo di coesione, sarà disponibile una dotazione di 6 miliardi di euro per attuare 200 progetti nel settore dell’ambiente e dei trasporti, con l’obiettivo di aiutare le regioni dei paesi europei meno prosperi a rispettare le norme ambientali e ad accrescere la competitività regionale migliorando il proprio accesso alle principali reti di trasporto. In concreto, i progetti riguarderanno gli impianti di trattamento delle acque reflue e le strade di accesso che collegano tali regioni alle reti transeuropee. Grazie ad un migliore accesso ai mercati sarà possibile ridurre i costi di trasporto e aumentare in tal modo la competitività delle imprese locali.

 

 

Il bilancio dell’UE non può essere in deficit – Tutte le spese devono essere coperte dalle entrate annuali del bilancio dell’UE. Nel 2006 le entrate dell’UE ammonteranno a circa 112 miliardi di euro, mentre il totale
dei fondi impegnati nell’ambito delle diverse politiche è leggermente superiore. La differenza è dovuta principalmente alla procedura di bilancio dell’UE, in base alla quale la Commissione europea impegna, cioè blocca, l’importo totale necessario per un progetto pluriennale nel corso del primo anno. I pagamenti veri e propri, tuttavia, sono frazionati in più versamenti nel corso del periodo interessato dal progetto.

 

2007

Total   Budget at €126.5 billion +18.77% rispetto all’anno precedente

 

 

Il bilancio 2007 è il primo basato sul nuovo quadro finanziario pluriennale ed è il primo dell’Unione europea allargata di 27 Stati membri. At € 126.5 billion di stanziamenti d’impegno, che rappresentano l’1,08% del RNL della Comunità.

 

 

 

Sustainable growth
Investing in competitiveness
Fostering cohesion across regions
 

A global player
Promoting sustainable development, peace and security around the world
 
 Citizenship, freedom, security and justice
Protecting health and consumer rights; encouraging public dialogue
Making Europe a safer place to live

  Natural resources
Fostering rural development and protecting the environment (11%)
Reforming Europe’s agriculture and ensuring high quality (34%)
 

Other expenditure including administration

 

The European Parliament adopted the European Union budget for 2007 on 14 December 2006. This first budget of the new financial programming period 2007-2013 devotes more funds to competitiveness and cohesion in EU-27. The 2007 budget will be spent through a new generation of EU programmes and a new set of financial rules, designed to ensure a more effective and transparent use of the EU funds.

 

The adopted budget amounts to EUR 126.5 billion in commitment appropriations, an increase of 5.0% compared to 2006. It corresponds to 1.08% of the EU Gross National Income (GNI).

 

The payment appropriations will amount to EUR 115.5 billion, or an increase of 7.6% in nominal terms. It represents a level of only 0.99% of EU-27 GNI.

 

Competitiveness and cohesion: Building Europe’s growth potential and fostering prosperity across EU regions.

 

Transforming the EU economy into a knowledge-based economy requires extensive investment in education and training (Lifelong learning programme), research (7th Research framework programme), innovation (Competitiveness and innovation programme – CIP), as well as transport and energy networks (TEN-Transport and TEN-Energy).

 

In 2007, the EU budget will allocate, among others, EUR 5.5 billion to research (+3.1% from 2006), EUR 1 billion to energy and transport networks (+32.9%) and EUR 0.9 billion to education and training (+31%). Funds for innovation will increase by 53.6% to reach EUR 0.4 billion.

 

Nearly EUR 45.5 billion (+14.8%) will be available to foster prosperity across Europe’s regions and boost innovation and competitiveness. Of this total, EUR 35.3 billion financed through the European Regional Development Fund and partly from the Cohesion Fund (+16.8%) will be disbursed under the convergence objective to the least developed regions in the EU-27.

 

Commitments: EUR 54.9 billion. Payments: EUR 44.9 billion.

 

Natural Resources: Modernising agriculture, stronger rural development and clean environment.

 

In accordance with the reform of the Union’s agriculture, the total amount for direct aids and market measures will remain roughly stable (+0.6%) in 2007 at EUR 42.7 billion in commitments. Rural Development expenditure, however, will see a boost of 3% to reach EUR 12.4 billion in commitments. Funds for the protection of the environment will also grow considerably – by 17.9% in commitment terms, amounting to more than EUR 0.2 billion.

 

Commitments: EUR 56.3 billion. Payments: EUR 54.7 billion.

 

Citizenship, Freedom, Security and Justice.

 

The EU support in the field of freedom, security and justice will grow by 12.8% to reach a total of over EUR 0.6 billion. The allocations for Citizenship, including culture, youth and public health, will amount to some EUR 0.6 billion, a level comparable to 2006.

 

Commitments: EUR 1.2 billion. Payments: EUR 1.2 billion.

 

The EU as a Global Player: Stability, peace and prosperity beyond our borders.

 

Aid for the candidate countries and potential candidates in the Western Balkans will be gathered under one single pre-accession instrument. Taking into account the accession of Bulgaria and Romania, the total amount available for the remaining candidates and potential candidates will increase considerably – by 6.5% to reach EUR 1.2 billion.

 

A total of EUR 1.4 billion (+11.1%) will be used in fostering development in the neighbouring countries to east and south. For all other developing regions (ACP, Asia and Latin America), the EU budget foresees EUR 2.2 billion in commitments. This amount is somewhat lower than in 2006, which was marked by the EU’s exceptionally high contributions to reconstruction efforts in the tsunami-hit areas, Iraq and Afghanistan, but long term support to developing regions is in fact increasing.

 

Commitments: EUR 6.8 billion. Payments: EUR 7.4 billion.

 

The compensations, foreseen in the accession treaties to ensure that new Member States retain a positive budgetary balance during the first years of accession, are fixed at EUR 0.4 billion, only for Bulgaria and Romania. The EU-10 will no longer benefit from these compensations in 2007.

 

The administrative costs to all EU institutions will amount to EUR 6.9 billion, corresponding to 5.5% of the total commitments in the budget

 

BILANCIO GENERALE
DELL’UNIONE EUROPEA
PER L’ESERCIZIO 2007

Click here: [url=http://ec.europa.eu/budget/library/publications/budget_in_fig/syntchif_2007_2_it.pdf]link- Il bilancio 2007 è il primo basato sul nuovo quadro finanziario pluriennale che si estende fino al 2013 [/url]

 

Il bilancio 2007 è il primo basato sul nuovo quadro finanziario pluriennale che si estende fino al 2013 ed è il primo bilancio dell’Unione europea allargata di 27 Stati membri. Il bilancio 2007 prenderà a carico una nuova generazione di programmi che si concentrano sulle priorità fondamentali dell’Unione, in particolare la crescita sostenibile e l’occupazione.

Il bilancio per il 2007 prevede 126,5 miliardi di euro di stanziamenti d’impegno, che rappresentano l’1,08%
dell’RNL della Comunità, ossia un aumento del 5% rispetto al bilancio 2006. Un margine di 1,85 miliardi di euro rimane disponibile al di sotto del massimale del nuovo quadro finanziario. Sono stati decisi stanziamenti di pagamento per 115,5 miliardi di euro, ossia lo 0,99% dell’RNL, il che rappresenta un aumento del 7,6% rispetto al 2006. Si tratta di una valutazione realistica del fabbisogno di pagamenti per un anno in cui saranno avviati numerosi nuovi programmi.  Le principali priorità dell’Unione europea rimangono la crescita e l’occupazione. La strategia di Lisbona ha indicato la strada da percorrere per realizzare la crescita e aumentare l’occupazione, cosa di cui tengono conto sia la struttura che le risorse del bilancio 2007. Per quanto riguarda gli impegni, 54,9 miliardi di euro, ossia il 15,4%, sono direttamente destinati alle attività essenziali all’attuazione della strategia di Lisbona, attraverso programmi come il Programma quadro per l’innovazione e la competitività (PIC), le reti transeuropee (TEN) per i trasporti e l’energia, la formazione durante l’intero arco della vita e il settimo programma-quadro per la ricerca. Il nuovo Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione fornirà un sostegno supplementare, fino ad un massimo di 500 milioni di euro all’anno, destinato ad aiutare i lavoratori gravemente colpiti dalla globalizzazione. Gli impegni per i Fondi strutturali e di coesione, con un importo di 45,5 miliardi di euro, aumentano del 14,8% e tutti gli Stati membri partecipano pienamente alla nuova generazione di programmi.

 

La conservazione e gestione delle risorse naturali dell’Unione continua a ricevere un sostegno apprezzabile. Gli impegni per lo sviluppo rurale passeranno a 12,4 miliardi di euro (+3%) e il sostegno del bilancio alla politica ambientale aumenterà del 17,9%. La spesa agricola e gli aiuti diretti restano relativamente stabili a 42,7 miliardi di euro.

Il bilancio 2007 finanzierà il lancio di una nuova generazione di programmi necessari alla realizzazione di uno spazio europeo di libertà, sicurezza e giustizia, segnatamente per quanto attiene ai diritti fondamentali e alla giustizia, alla sicurezza e tutela delle libertà, alla solidarietà e alla gestione dei flussi migratori. Gli impegni aumentano del 12,8%, passando a 623,8 milioni di euro. Sul tema della cittadinanza, la Commissione propone una serie di programmi volti a promuovere una migliore comprensione dell’Unione europea tra i suoi cittadini e a rispondere alle loro preoccupazioni quotidiane.

Per il 2007 vengono stanziati 623,2 milioni di euro per il miglioramento della salute e della protezione dei consumatori, per programmi destinati a favorire la cultura e la diversità europee e per azioni nel campo della comunicazione.

L’UE allargata ha un ruolo crescente da svolgere in quanto partner mondiale e per il 2007 sono previsti
complessivamente 6,8 miliardi di euro destinati alle politiche di preadesione, di vicinato, di cooperazione allo sviluppo, agli aiuti umanitari, alla democrazia e ai diritti umani, alla politica estera e di sicurezza comune e allo strumento di stabilità. Per i beneficiari ciò costituisce un aumento del 4,5%.
 

2008

Total   Budget at €129.2 billion +2.1% rispetto all’anno precedente

 

Growth and employment at the heart of EU spending

 

Sustainable growth

1a. Competitiveness for growth and employment

1b. Cohesion for growth and employment
Growth and employment at the heart of EU spending

Cohesion and Competitiveness for growth and employment
 Direct aids and market related expenditure
 
 Rural development
 The EU as a global partner
 
 Citizenship, freedom, security and justice
 
 Total Administrative expenditure
 Compensations for Bulgaria and Romania

For the first time, spending on growth and employment policies will represent the highest share of the budget, ahead of agriculture and natural resources. This is the key message sent by the Commission in its budget proposals for 2008. At € 129.2 billion in commitment appropriations, the budget increases by 2% compared to 2007. Payment appropriations are set at EUR 121.6 billion, a 5.3% increase.

 

 

The Commission adopted the Preliminary Draft Budget (PDB) for 2008 – the first step in the budgetary procedure before the budget is finally approved by the European Parliament and the Council.


Commitment appropriations in the PDB are at the level of 1.03% of EU Gross National Income (GNI), and payment appropriations at 0.97% of GNI. Spending on growth and employment policies increases by +4.2% compared to 2007, to reach 44.2% of the budget, against 43.6% for the protection and management of natural resources, including the Common Agricultural policy

 

More than EUR 57 billion to boost growth and employment. The renewed Lisbon Strategy remains at the core of EU policy. EUR 57.2 billion will be spent on policies related to growth and employment (heading 1), i.e. 2.3 billion more (+4.2%) than in 2007. In particular, research expenditure will increase by some 11%, investments in trans-European energy and transport networks by 14%, and lifelong learning programmes by 9% (with 63,5% increase for Erasmus Mundus). Moreover, the new programmes to support cohesion across Europe will kick-in, boosting expenditure in this field by almost EUR 1.4 billion, or 3.1%, of which Cohesion Fund devoted to big infrastructural projects will increase by more then 14% in 2008.

 

Proposed expenditure on the preservation and management of natural resources (heading 2) amounts to EUR 56.3 billion, stable compared to 2007. This stability should not mask the gradual shifts taking place within this policy area: market related expenditure and direct aid to farmers decrease by only 0.5% to EUR 42.5 billion, whilst rural development programmes continue to grow to reach more than EUR 12.5 billion, a 1.6% increase. Expenditure in the EU’s main environmental protection programme, Life+, increases by 11% to reach EUR 267 million. Many other EU policies support the environment, notably research expenditure.

 

Expenditure on freedom, security and justice (heading 3a) increases by a strong 10.8%, to reach EUR 691 million. The most significant increase concerns the management of migration flows, at 24%, reaching more than EUR 390 million.

 

Citizenship programmes (heading 3b) reach almost EUR 600 million, an increase of 11% when compared to 2007 if one excludes two items exceptionally financed in 2007 (the transition facility for Romania and Bulgaria, and the mobilisation of the Solidarity Fund to help various Member States affected by unforeseeable natural disasters). In particular, the public and health and consumer protection programme increases by 15%, the Europe for citizens programme by 18% and the Media programme by almost 21%.

 

External relation actions (heading 4) will help sustain the EU’s influence on the global stage with programmes worth more than EUR 6.9 billion, a 1.5% increase compared to 2007. The funding of the Common and Foreign Security Policy exceeds the EUR 200 million threshold, an increase of 26%, whilst development cooperation continues to represent the biggest budgetary item at EUR 2.2 billion, a 1.9% increase.

 

Finally, EUR 7.3 billion (5.6% of the budget), is earmarked for administration costs (heading 5). Administrative costs for the Commission are set to increase less than the rest of the budget, at 4.1%, including new posts necessary for recent enlargements.
  Calendar for the discussion and approval of the budget:

 

  • 13/07: Conciliation meeting between the EU Council and the European Parliament. A first reading of the budget by the Council establishes the Draft Budget.

  • 22-25/10: EP plenary and Parliament’s first reading.

  • 23/11 : Conciliation meeting between the Council and Parliament, and the Council’s second reading.

  • 10-13/12: EP plenary and Parliament’s second reading; the final adoption of the EU budget.
     

 

Roma insieme a Parigi sono i maggiori contribuenti netti ( i trasferimenti netti dai paesi ricchi versi quelli più poveri) allo ‘sconto’ al bilancio Ue in favore di Londra che nel 2002 è stato di 4,9 milioni di euro.

UK unico paese a beneficiare da 19 anni di uno ‘sconto’ sul bilancio europeo – sembra incoraggiare Bruxelles ad insistere su questa strada. Di seguito, la partecipazione percentuale di ogni stato membro al pagamento dell’assegno britannico nel 2001 e nel 2002.  L’Italia è particolarmente interessata alle nuove idee in quanto, in termini assoluti, si situa tra i grandi contribuenti Ue, subito dietro Germania e Regno Unito. L’assegno britannico scontato oggi trova meno giustificazioni di ieri. Il calcolo dello sconto, estremamente semplificato è il seguente: Bruxelles calcola la differenza tra i fondi Ue versati a Londra e i contributi di Londra alle casse dell’ Ue; poiche’ contributi di Londra  sono maggiori di quanto la stessa non riceva dai fondi Ue, L’Ue rimborsa a Londra i due terzi del saldo netto negativo per Londra e a favore dell’Ue. I fondi provengono dagli altri partner europei, ma non in modo lineare. Di fatto, la partecipazione al pagamento dello sconto britannico conquistato nel 1984 dall’allora premier Margaret Thatcher, è già stato rimesso a più riprese in discussione. Quattro paesi Ue – Germania, Olanda, Austria e Svezia – hanno ottenuto al vertice di Berlino nel 1999 di limitare la loro partecipazione al 25% del dovuto. La riduzione dei 4 paesi è scattata dal 2002 e ne hanno fatto le spese soprattutto i bilanci di Parigi e Roma, la cui partecipazione è passata rispettivamente dal 22,7% al 30,5% e dal 18,7% al 26,4%.

Bilancio europeo

 

PAESI PARTEC.2001 PARTEC.2002

 

FRANCIA                 22,7%   30,5%
ITALIA                     18,7%    26,4%
GERMANIA             19,8%      7,2%
SPAGNA                   9,7%    14,3%
BELGIO                    4,1%      5,7%
DANIMARCA             2,7%      4,0%
GRECIA                    2,0%      2,9%
FINLANDIA               2,1%       2,8%
PORTOGALLO         1,8%       2,7%
IRLANDA                  1,6%       2,3%
OLANDA                   6,5%       1,7%
SVEZIA                     3,6%       1,4%
AUSTRIA                  3,4%        O,7%
LUSSEMBURGO      0,3%        0,4%

 

 

I trasferimenti (dei finanziamenti che l’Italia riceve dall’Unione Europea) dello Stato alle imprese, hanno avuto nel passato un impatto negativo sull’indebitamento netto, ti rimetto gli unici dati pubblicati che risalgono a tutto il 2004, e precisamente per gli anni dal 2000 al 2004, rispettivamente un impatto negativo sull’indebitamento netto di 1.116 milioni di euro, 1.995 milioni di euro, 1.135 milioni di euro, 843 e 882 milioni di euro.

(pagg 4 e 7)

http://www.astrid-online.it/Economia-e/ISTAT—Co/RevConti24.5.05.pdf


 

Per capire come funziona il bilancio dell’Ue e per quali scopi vengono utilizzati i fondi Ue

 

Caratteri generali

 

 

 

 

L’analisi dell’Italia in rapporto al Bilancio generale dell’Unione europea si articola in tre momenti principali:

  • Contribuzione italiana al Bilancio generale dell’Unione europea – Il primo capitolo sui contributi versati dall’Italia all’Unione europea nel periodo di riferimento evidenzia i versamenti italiani analizzati sulla base delle risorse proprie. Le risorse proprie costituiscono prelievi operati sui singoli bilanci nazionali e si suddividono in risorse proprie “aggiuntive”, rappresentate da IVA e PNL, ed in risorse proprie “tradizionali”, costituite dai prelievi operati sui dazi doganali riscossi, sulla produzione di zucchero e isoglucosio e sulle importazioni di prodotti agricoli.

  • Riflessi finanziari delle politiche comunitarie in Italia – Nel secondo capitolo si considera l’analisi di quelle linee di finanziamento del Bilancio dell’Unione europea destinate alla Politica Agricola Comune e alle politiche strutturali di coesione economico-sociale. L’analisi viene differenziata per ciclo di programmazione, fondo interessato al finanziamento e Obiettivo di programmazione.

  • La posizione netta dell’Italia – L’ultimo capitolo esamina la situazione finanziaria dell’Italia nei confronti dell’Unione europea, sintetizzando le informazioni analizzate nei capitoli precedenti al fine di fornire la posizione netta del Paese.

 

Utilizzando solo l’1% della sua ricchezza globale all’anno, l’UE costruisce il nostro avvenire comune e svolge un ruolo di primo piano sulla scena mondiale. Ogni spesa è decisa solo se è giustificata dal fatto che un investimento a livello dell’UE è più redditizio di quello che potrebbe essere realizzato dai governi nazionali. L’obiettivo è quello di far fronte alle sfide che si presentano oggi alla nostra società, per assicurare ai cittadini europei un’esistenza migliore. Le spese dell’UE sono quindi essenzialmente destinate a ridurre le disparità di reddito e di condizione sociale, a promuovere la mobilità resa possibile dall’apertura delle frontiere interne, a garantire libertà, sicurezza e giustizia all’interno delle frontiere dell’UE e a salvaguardare la diversità culturale. Una parte rilevante dei finanziamenti è diretta oltre le frontiere dell’Unione europea, che per il suo peso economico e politico ha assunto un ruolo di primo piano sulla scena mondiale.

 

Bilancio generale dell’Unione europea: Documento giuridico-contabile che prevede ed autorizza preventivamente, ogni anno, le entrate e le spese della Comunità. Nel Trattato che istituisce la Comunità europea – parte quinta, titolo II, articoli da 268 a 280 – sono enunciate le disposizioni finanziarie che stabiliscono i principi generali che inquadrano la procedura di bilancio (unità, universalità, annualità, equilibrio, specializzazione), il finanziamento del bilancio (il peculiare sistema delle risorse proprie), lo svolgimento della procedura di bilancio (autorità competenti e relative scadenze), l’esecuzione ed il controllo del bilancio (principio della buona gestione finanziaria), nonché ulteriori disposizioni. Le grandi categorie di spese dell’Unione europea sono articolate secondo una apposita classificazione per rubrica (o categoria): la tabella delle cosiddette prospettive finanziarie che, nella attuale programmazione 2000-2006, successivamente al Consiglio europeo di Berlino del 24 e 25 marzo 1999, costituisce un quadro di riferimento – ancorché aggiornato in considerazione dell’ampliamento dell’Unione – contenuto nell’Accordo interistituzionale del 6 maggio 1999 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione. La complessa procedura per l’esame ed approvazione del bilancio generale della Comunità è descritta, oltre che nel richiamato Trattato, anche in un articolato Regolamento finanziario: le cosiddette Autorità di bilancio sono individuate nel Parlamento europeo e nel Consiglio, mentre alla Commissione è attribuito un ruolo di competenza nell’esecuzione del bilancio


I finanziamenti che l’Italia riceve dall’Unione Europea (EU) sia come contributi a favore dell’agricoltura (FEOGA Garanzia) e sia per gli interventi a favore delle aree sottosviluppate (Fondi strutturali), figurano nei Conti nazionali per competenza economica, con la registrazione dei flussi in uscita del Conto del Resto del Mondo nel momento in cui avviene l’effettiva erogazione da parte della UE ed in entrata dei conti dei beneficiari (imprese e amministrazioni pubbliche). Vale a dire che, pur se i finanziamenti comunitari sono gestiti dalla Tesoreria dello Stato e quindi sono registrati nei conti di cassa dello Stato, in contabilità nazionale figurano direttamente nei conti dei beneficiari e che l’ammontare dei flussi registrati nelle uscite del Conto del Resto del Mondo è pari alla somma delle corrispondenti voci in entrata del Conto delle imprese e del Conto delle Amministrazioni pubbliche.

Poiché nei conti di cassa del MEF, elaborati per la determinazione del fabbisogno del settore pubblico, sono considerati tutti i movimenti dei conti correnti di tesoreria attivati sia per la gestione dei finanziamenti comunitari che per quelli relativi alla compartecipazione nazionale a tali programmi, in ciascun anno possono verificarsi delle differenze tra quanto viene erogato dalla UE e quanto viene incassato dai beneficiari. Inoltre possono verificarsi delle differenze tra la stima di competenza del contributo netto dell’Italia al finanziamento del bilancio UE e quanto, nello stesso anno, la UE preleva effettivamente dal conto corrente di tesoreria ad essa intestato.

 

Tali differenze incidono quindi sulla determinazione del fabbisogno di cassa, ma non incidono sull’indebitamento netto e sui conti delle imprese che registrano i finanziamenti per competenza economica. Nel 2004 la nuova impostazione del conto di cassa elaborato dalla Ragioneria Generale dello Stato(RGS) ha evidenziato tutte le operazioni di tesoreria attivate per la gestione dei finanziamenti comunitari, distinguendole da quelle di pertinenza dello Stato. L’elaborazione di informazioni più dettagliate rispetto al passato da parte della RGS ha permesso la costruzione del conto di cassa secondo la nuova impostazione anche per il periodo 2000-2003. E’ stato, quindi, possibile quantificare in modo più puntuale la quota di compartecipazione nazionale ai programmi comunitari e la differenza tra la valutazione di cassa dei finanziamenti comunitari che influenza il fabbisogno del settore pubblico rispetto alle valutazioni di competenza dei conti nazionali. Tale attribuzione più precisa ha permesso di migliorare la stima dei trasferimenti dello Stato alle imprese, con un impatto negativo sull’indebitamento netto, per gli anni dal 2000 al 2004, rispettivamente di 1.116, 1.995, 1.135, 843 e 882 milioni di euro. (pagg 4 e 7)

Gli interventi – finanziamenti europei a sostegno del lavoro sono distinti in 2 voci ma  sono cmq di modesta entita’ considerando che si riferiscono ai 25 paesi dell’UE:

  • “competitivita’  regionale per la crescita e l’occupazione”…mi pare che siano 9.4 miliardi di euro nel 2007 (il 7.43% dei finanziamenti europei del 2007 – Budget at € 126.5 billion) che seppur in aumento quantitativo sono invece in diminuzione percentuale (sul totale del budget) rispetto all’anno precedente di 9 miliardi di euro nel 2006 (l’8.45% dei finanziamenti europei del 2006 – Budget at € 106.5 billion)

  • “convergenza, coesione per la crescita e l’occupazione”…mi pare che siano 45.48 miliardi di euro nel 2007 (il 35.95% dei finanziamenti europei del 2007 – Budget at € 126.5 billion) che seppur in aumento quantitativo sono invece in diminuzione percentuale (sul totale del budget) rispetto all’anno precedente di 45 miliardi di euro nel 2006 (il 42.25% dei finanziamenti europei del 2006 – Budget at € 106.5 billion)

  • Le risorse finanziarie per gli interventi sul welfare che il protocollo cui ti riferisci dice di voler reperite all’interno dei finanziamenti comunitari del PON-FSE ( PON Programma Operativo Nazionale  – FSE Fondo Sociale Europeo) sono una sciocchezza, perche’ quelle risorse comunitarie sono risibili se comparate alla montagna di soldi che occorrono all’italia per rilanciare in maniera durevole, produttiva e meritocratica il mondo del lavoro ( e tutelare la forma previdenziale dei lavoratori piu’ deboli e usurati) con alti profili di efficienza e di equità per l’appunto. Il Governo stanzierà una quota dell’extragettito, pari a circa 700 milioni di euro, in direzione di un primo intervento sugli ammortizzatori sociali, al di la’ di cio’ che verra’ stanziato a livello europeo. Somma irrisoria, occorrono almeno 2 miliardi di euro e almeno per dieci anni!

    Il peso di ciascuno stato in base alla popolazione

     

     

    Click here: [url=http://www.europamica.it/Database/europamica/europamica.nsf/pagine/84FBCDBCEBC52BA0C1256F1E003A7EA4?OpenDocument]link- Il peso di ciascuno stato in base alla popolazione[/url]


     

    Da dove vengono questi soldi?

     

    Click here: [url=http://www.europarl.europa.eu/news/public/focus_page/034-12348-310-11-45-905-20061106FCS12347-06-11-2006-2006/default_p001c004_it.htm]link-Da dove vengono questi soldi?  [/url]

     

    Il contributo dei “contribuenti netti”

     

     

    Click here: [url=http://www.europarl.europa.eu/news/public/focus_page/034-12348-310-11-45-905-20061106FCS12347-06-11-2006-2006/default_p001c005_it.htm]link-Il contributo dei contribuenti netti [/url]

     

    Nel 2006, poco più del 20% delle entrate totali dell’Ue proverranno dalla Germania, il 16.4% dalla Francia, il  13.7% dall’Italia, il 12.4% dal Regno Unito e l’8.9% dalla Spagna. Queste sono entrate dell’Ue attribuite agli Stati membri in termini assoluti.
     
    Spesso, nei dibattiti pubblici, si parla di contribuenti netti, ovvero quegli Stati che danno di più in termini di contributi all’Ue rispetto a quanto ne ricevono in termini di aiuti e fondi.

    È per questo che si dice che alcuni Stati membri contribuiscono più di altri, in termini netti e pro capite, al finanziamento dell’Unione europea (Germania, Francia, Italia, Olanda, Regno Unito e Svezia).
     
    Contrapporre, però, i contributi apportati ai vantaggi ricevuti in termini finanziari da un determinato Stato, facendoli passare come “bilancio netto”, è quantomeno un esercizio improprio e controverso per diverse ragioni. Analizziamone il perché.
     
    Innanzitutto, una parte considerevole del bilancio non ritorna agli Stati membri, ma serve per sostenere azioni nei Paesi terzi. Inoltre, i fondi comunitari possono cofinanziare, ad esempio, un progetto di infrastrutture in un’area meno sviluppata, che viene così contabilizzato come contributo al Paese di quella regione. A implementare i progetti, poi, sono spesso le imprese di altri Paesi europei, a cui é stato assegnato l’appalto e a cui andranno una parte considerevole dei fondi comunitari.
     
    Non va dimenticato, inoltre, che l’Unione europea è prima di tutto e  per natura, una comunità fondata sulla solidarietà fra gli Stati che la compongono, e che secondo il Trattato si impegnano a “rafforzare l’unità delle economie e assicurarne uno sviluppo armonioso, riducendo le differenze esistenti nelle varie regioni…”.
     
    Che dire poi dei dazi doganali, parte delle entrate dell’Ue, prelevati dal Paese dove un dato bene entra fisicamente e quindi attribuiti a quel Paese, anche se in realtà i dazi sono pagati dal consumatore finale, che spesso si trova in un altro Paese. Solo per fare un esempio, pensate alle macchine coreane o al petrolio, importati attraverso i porti di Rotterdam e Anversa, ma che sono destinati ad altri Paesi.

     

     

     

    Bilancio Ue
     

     

    Il Bilancio dell’Unione europea

     

    Commissione bilancio – Parlamento europeo
    Bilancio annuale 2006
    Prospettive finanziarie 2007-2013

     

     

    Click here: [url=http://www.europamica.it/database/europamica/europamica.nsf/pagine/B9CBC29FCBEB3904C12570890046C997?OpenDocument]link-Prospettive finanziarie 2007-2013  [/url]

     

    Marco Montanari

     

     

     

     

    GLOSSARIO

     

    Click here: [url=http://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/Attivit–i/Rapporti-f/Le-Pubblic/Situazione/Archivio-T/I-Trimestre-2005—Situazione-trimestrale-dei-flussi-finanziari.pdf]link-GLOSSARIO [/url]

     

     


     

    [ A ]


     

    Accrediti dell’Unione europea Risorse che l’Unione europea trasferisce all’Italia per il finanziamento delle politiche comunitarie

     

    Attuazione finanziaria Lo stato di realizzazione degli interventi, misurato rapportando il valore degli impegni e dei pagamenti ad una certa data al costo totale, al livello di aggregazione prescelto (intervento, anno, asse, misura, operazione)

    [ B ]

    Bilancia commerciale Saldo tra esportazioni ed importazioni in un dato periodo di tempo

     

    Bilancio generale dell’Unione europea Documento giuridico-contabile che prevede ed autorizza preventivamente, ogni anno, le entrate e le spese della Comunità.

    BRS Bilancio Rettificativo e Suppletivo della Comunità europea: progetto di Bilancio redatto per recepire modifiche di varia entità al Bilancio Generale iniziale decise successivamente all’approvazione di quest’ultimo. Tale progetto deve essere adottato previa discussione.

     

    Budget E’ la previsione degli elementi di costo individuati da ciascuna struttura organizzativa secondo la rispettiva natura. Tale previsione è estesa temporalmente all’anno solare: per migliorare l’azione di controllo sottesa a tale procedimento, il budget può essere effettuato per periodi temporali inferiori (in genere semestrali o quadrimestrali) e, comunque, va aggiornato in relazione all’evoluzione della gestione.

    [ C ]

    CdP Complemento di Programmazione


     

    CECA Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio


     

    Consumi finali nazionali Componente rientrante nel calcolo del Prodotto Interno Lordo ai prezzi di mercato, risulta essere la somma delle voci “Spesa delle famiglie residenti” (costituita, a sua volta, dalla somma delle voci “Spesa sul territorio economico”, “Spesa per beni durevoli”, “Spesa per beni non durevoli”, “Spesa per servizi”, “Saldo della spesa turistica”) e “Spesa della Pubblica Amministrazione e delle Istituzioni Sociali Private”.

    [ D ]

    Dati destagionalizzati Dati depurati delle fluttuazioni stagionali dovute a fattori meteorologici, consuetudinari, legislativi, ecc.

    DOCUP Documento Unico di Programmazione

    [ E ]

    EQUAL Iniziativa Comunitaria finanziata dal FSE per la lotta contro le discriminazioni e le disuguaglianze nel mercato del lavoro

     

    EUROSTAT Ufficio Europeo di Statistica

    [ F ]

    FEOGA Fondo Europeo Agricolo di Orientamento e Garanzia

     

    FEOGA Garanzia Sezione del Fondo Europeo Agricolo di Orientamento e Garanzia tradizionalmente destinata al sostegno dei mercati agricoli (PAC); le risorse sono destinate a vari comparti: in misura prevalente, seminativi, carni bovine, prodotti lattiero-caseari; seguono olio d’oliva, zucchero, prodotti ortofrutticoli, carni ovine e caprine, tabacco e vino. Oggi il FEOGA sezione Garanzia finanzia anche le misure di sviluppo rurale.

    FESR Fondo Europeo di Sviluppo Regionale


     

    Fondi strutturali Strumenti finanziari cui è affidato il perseguimento della finalità dell’Unione europea di rafforzare e mantenere la convergenza nello sviluppo dei Paesi membri


     

    Fondo di Rotazione per l’attuazione delle politiche comunitarie Istituito dalla legge 16 aprile 1987, n. 183 (art. 5) con amministrazione autonoma e gestione fuori bilancio, si avvale di appositi conti correnti infruttiferi, aperti presso la tesoreria centrale dello Stato, cui affluiscono entrate (versamenti di risorse a vario titolo) e dal quale sono disposte le uscite in favore degli interventi cofinanziati


     

    FSE Fondo Sociale Europeo

    [ I ]

    IGRUE Ispettorato Generale per i Rapporti finanziari con l’Unione europea

     

    Impegni, pagamenti Nella contabilità di Stato, fasi in cui si articola la spesa (impegno, liquidazione, ordinazione, pagamento). L’impegno consiste nell’accantonamento delle somme occorrenti per determinate spese che comporta, finché sussiste, l’indisponibilità di tali somme per altri fini (la somma impegnata per un determinato scopo non può dunque essere utilizzata per scopi diversi). Rappresenta la condizione per la legittimità del pagamento in quanto attraverso l’impegno lo Stato assume l’obbligo di pagare, ed è vincolato dallo stanziamento di bilancio. Nel monitoraggio degli interventi strutturali impegni e pagamenti misurano lo stato di avanzamento finanziario dei programmi e sono rilevati a livello del beneficiario finale, pertanto devono desumersi: per i regimi di aiuto, dagli atti amministrativi di concessione degli aiuti e dai mandati di pagamento emessi dall’amministrazione centrale o locale responsabile in favore degli aventi diritto; per le altre misure, dalle obbligazioni giuridicamente vincolanti assunte con atti amministrativi (decreti, delibere) dal soggetto pubblico più a valle nel procedimento o con contratti privatistici di concessione dei lavori da organismi privati committenti, e dai titoli di spesa emessi dagli stessi soggetti

     

    Iniziativa comunitaria Forma di intervento strutturale adottata su iniziativa della Commissione europea, al di fuori degli obiettivi prioritari di sviluppo, per intervenire su problemi di particolare interesse per la Comunità


     

    INTERREG III Iniziativa Comunitaria finanziata dal FESR per il rafforzamento della coesione economica e sociale attraverso l’Unione europea, e in particolare l’integrazione delle regioni remote e di quelle che confinano con i paesi candidati all’adesione

     

    Investimenti fissi lordi Componente rientrante nel calcolo del Prodotto Interno Lordo ai prezzi di mercato, risulta essere la somma degli investimenti nelle voci “Macchinari, attrezzature e prodotti vari”, “Mezzi di trasporto” e “Costruzioni”

    [ L ]

    LEADER + Iniziativa Comunitaria finanziata dal FEOGA per lo sviluppo rurale integrato e sostenibile


     

    [ M ]

    Monitoraggio Nella programmazione strutturale comunitaria, il processo di osservazione del grado di attuazione dei programmi dal punto di vista finanziario, fisico e procedurale, attraverso indicatori opportunamente individuati

    [ O ]

    Obiettivo 1 E’ finalizzato allo sviluppo e adeguamento strutturale delle regioni arretrate. Le Regioni ammissibili sono quelle il cui PIL pro capite è inferiore al 75% della media comunitaria. Nel periodo di programmazione 2000/2006, le Regioni ammissibili per l’Italia sono quelle del Mezzogiorno: Sardegna, Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata, Campania, Molise (in regime transitorio)


     

    Obiettivo 2 E’ finalizzato alla riconversione economica e sociale delle zone caratterizzate da difficoltà strutturali. Nel ciclo di programmazione 2000/2006 raggruppa i precedenti obiettivi 2 e 5b e riguarda le zone in fase di trasformazione economica, tra cui si distinguono le zone industriali, urbane, rurali e dipendenti dalla pesca. Sono ammesse ai finanziamenti dell’Obiettivo 2 le Regioni del Centro-Nord d’Italia: Abruzzo, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Umbria, Valle d’Aosta, Veneto, le province autonome di Trento e Bolzano


     

    Obiettivo 3 E’ finalizzato all’adattamento e ammodernamento delle politiche e dei sistemi di istruzione, formazione e occupazione. Nella fase di programmazione 2000/2006 raggruppa i precedenti obiettivi 3 e 4. Interviene su tutto il territorio dell’Unione europea, tranne che nelle Regioni dell’Obiettivo 1. Nel periodo di programmazione 2000/2006 le Regioni ammissibili per l’Italia sono quelle del Centro-Nord: Abruzzo, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Umbria, Valle d’Aosta, Veneto, le province autonome di Trento e Bolzano


     

    Obiettivo 4 Non presente nell’attuale periodo di programmazione, era finalizzato ad agevolare l’adattamento dei lavoratori ai mutamenti industriali e all’evoluzione dei sistemi di produzione. Interveniva su tutto il territorio dell’Unione europea. Nel periodo di programmazione 1994/1999 le Regioni ammissibili per l’Italia erano: Abruzzo, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Umbria, Valle d’Aosta, Veneto, le province autonome di Trento e Bolzano


     

    Obiettivo 5a Non presente nell’attuale periodo di programmazione, era finalizzato a promuovere lo sviluppo rurale accelerando l’adeguamento delle strutture agrarie nel quadro della politica agricola comune (PAC). Interveniva su tutto il territorio dell’Unione europea. Nel periodo di programmazione 1994/1999 le Regioni ammissibili per l’Italia erano: Abruzzo, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Umbria, Valle d’Aosta, Veneto, le province autonome di Trento e Bolzano


     

    Obiettivo 5b Non presente nell’attuale periodo di programmazione, era finalizzato a promuovere lo sviluppo rurale favorendo lo sviluppo e l’aggiustamento strutturale delle zone rurali. Interveniva su tutto il territorio dell’Unione europea tranne che nelle Regioni dell’Obiettivo 1. Nel periodo di programmazione 1994/1999 le Regioni ammissibili per l’Italia erano: Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Umbria, Valle d’Aosta, Veneto, le province autonome di Trento e Bolzano


     

    Obiettivi prioritari di sviluppo Finalità principali perseguite dall’Unione europea per il tramite dei fondi strutturali allo scopo di promuovere uno sviluppo armonioso, equilibrato e duraturo all’interno dei Paesi membri


     

    [ P ]

    PAC Politica Agricola Comune, varata per istituire un mercato unico dei prodotti agricoli e una solidarietà finanziaria tra gli Stati membri della Comunità attraverso il FEOGA – sezione garanzia. La PAC rappresenta uno dei principali campi di intervento dell’Unione europea, in cui il territorio rurale costituisce l’80 per cento dell’estensione complessiva.


     

    PECO Paesi dell’Europa Centrale ed Orientale


     

    PIC Programma di Iniziativa Comunitaria


     

    Politiche di coesione Rappresentano uno dei principali campi d’azione dell’Unione uropea, alla cui realizzazione sono destinate ingenti risorse del bilancio comunitario, principalmente attraverso i fondi strutturali. Le finalità di queste politiche, fissate dai trattati, consistono nel rafforzare la coesione economica e sociale degli Stati membri dell’UE, ed in particolare ridurre il divario tra i livelli di sviluppo delle varie regioni e il ritardo delle regioni meno favorite


     

    PON Programma Operativo Nazionale


     

    POR Programma Operativo Regionale


     

    Posizione netta Per ciascun membro dell’Unione, è data dalla differenza tra le risorse ricevute in accredito ed i versamenti effettuati al bilancio comunitario ad una certa data; se la differenza è positiva il Paese si definisce beneficiario netto; in caso contrario, si tratterà di un contribuente netto (1.1 ricevuti 3.8 dati a trimestre)

    PPA Parità dei Poteri d’Acquisto. Metodo di aggiustamento usato per consentire confronti internazionali del PIL


     

    Programmazione finanziaria La definizione di programmi pluriennali di sviluppo rappresenta uno dei principi basilari delle politiche strutturali comunitarie. Dal punto di vista finanziario, la programmazione si sostanzia nello stanziamento di risorse comunitarie, nazionali ed eventualmente dei privati suddivise nelle annualità e negli assi prioritari in cui si articola il PO (programma operativo). Nel CdP (Complemento di Programmazione) gli stanziamenti assegnati sono articolati nelle misure di attuazione dei corrispondenti assi prioritari del PO


     

    Prospettive finanziarie Quadro di riferimento della disciplina di bilancio interistituzionale dell’Unione uropea a partire dalla riforma del 1988. Le Prospettive Finanziarie indicano, in stanziamenti d’impegno, l’ampiezza e la composizione delle spese prevedibili della Comunità, per un determinato arco temporale pluriennale.


     

    Provvedimenti di cofinanziamento nazionale Decreti dell’IGRUE mediante i quali si dispone l’assegnazione delle risorse del cofinanziamento statale a carico della legge n. 183/87.

    [ Q ]

    QCS Quadro Comunitario di Sostegno

    [ R ]

    Ragionerie provinciali/Uffici Centrali del Bilancio Uffici di Ragioneria di Stato che ricevono e immettono i dati contabili al sistema informativo R.G.S.


     

    Risorse proprie (tradizionali, aggiuntive) Mezzi finanziari di partecipazione al Bilancio comunitario da parte di tutti gli Stati dell’Unione europea, si distinguono in risorse proprie tradizionali e aggiuntive. Le prime comprendono dazi doganali sui prodotti importati dagli Stati non appartenenti alla Comunità, prelievi sulle importazioni agricole, contributi alla produzione e all’ammasso di zucchero e derivati, che affluiscono direttamente al Bilancio Comunitario (a meno di una quota del 25% trattenuta dagli Stati membri a compensazione dei costi di riscossione); le seconde sono costituite da una percentuale dell’IVA e una percentuale del PNL, definita “risorsa complementare” in quanto destinata a coprire la differenza fra la quota complessiva delle entrate previste per il Bilancio Comunitario e la quota coperta dalle altre risorse

    [ S ]

    SAISA Servizio Autonomo per gli Interventi nel Settore Agricolo


     

    SFOP Strumento Finanziario di Orientamento alla Pesca


     

    [ U ]

    UE Unione europea


     

    URBAN Iniziativa Comunitaria finanziata dal FESR per la rivitalizzazione dei quartieri urbani in crisi; interessa le città di Carrara, Caserta, Crotone, Genova, Milano, Misterbianco, Mola di Bari, Pescara, Taranto, Torino

    [ V ]

    Valore aggiunto ai prezzi di mercato Differenza tra produzione totale e consumi intermedi di beni e servizi utilizzati nel processo produttivo


     

    Variazione delle scorte e oggetti di valore Componente rientrante nel calcolo del Prodotto Interno Lordo ai prezzi di mercato, risulta essere la differenza tra il valore delle entrate e delle uscite di magazzino. Nel calcolo della voce sono comprese le materie prime, i prodotti intermedi, i prodotti in corso di lavorazione ed i prodotti finiti.


     

    Versamenti al Bilancio Comunitario Risorse che l’Italia versa a titolo di partecipazione all’Unione europea e che alimentano le entrate del Bilancio Comunitario

     

     

     

     

     

    Financial reports

     

    http://ec.europa.eu/budget/publications/

    fin_reports_en.htm

     

    http://europa.eu/scadplus/leg/it/s27000.htm

    http://ec.europa.eu/budget/prior_future/

    fin_framework_en.htm

    http://eur-lex.europa.eu/budget/www

    /index-it.htm

    http://www.europa.eu/pol/financ/index_it.htm

     

    http://www.europarl.europa.eu/activities/

    expert/committees/presentation.do?

    committee=1235&language=IT

     

    http://www.europarl.europa.eu/comparl/budg/

    default_en.htm

     

     

     

     

     

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