I segreti del mercato dell’Oro Nero – Seconda parte

I segreti del mercato dell’Oro Nero – Seconda parte

The Oil price and supply

 

 

I segreti del mercato dell’Oro Nero – Prima parte

 

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International Energy Agency

http://www.iea.org/

Prices

http://www.bloomberg.com

 

2006 Oil cost was $62,9  a barrel (media delle quotazioni petrolifere a fine anno) 

2005 $52,8  a barrel

2004  $38,6  a barrel

2003 30,7

2002 26,7

2001 26,5

2000 32,0

1999 20,2

1998 14,8

1997 23,0

 

 

Crude Oil prices in the past 200 years seasonally adjusted

 

Click here: [url=http://www.forbes.com/business/2005/11/01/oil-prices-1861-today-real-vs-nominal_flash.html]link-Energy Information Administration [/url]

Commodities     


Crude oil (NYMEX) (per barrel) $87.40 $87.61 -$0.21 7.03% 43.16%

Heating oil (per gallon) $2.3189 $2.3387 -$0.0198 3.62% 45.12%
Natural gas (per million BTU) $7.4580 $7.3670 $0.0910 8.56% 18.40%
Unleaded gasoline (per gallon) $2.1466 $2.1737 -$0.0271 3.79% 33.99%

 

Gold $762.30 $762.00 $0.30 1.64% 19.48%
Copper $3.5960 $3.6860 -$0.090 -1.21% 25.25%
Silver $13.7500 $13.6580 $0.09 -1.22% 5.59%

 

 

Principali Piazze dove si vende il petrolio – The 15 International Mercantile Exchange  are:

 

 

 

Chicago Mercantile Exchange (USA)

Chicago Board of Trade (USA)

New York Board of Trade (USA)

New York Mercantile Exchange (USA)

Winnipeg Commodity Exchange (Canada)

International Petroleum Exchange (UK)

London Metal Exchange (UK)

IntercontinentalExchange (UK)

Sydney Futures Exchange (Australia)

Fukuoka Futures Exchange (Japan)

Central Japan Commodity Exchange (Japan)

Osaka Mercantile Exchange (Japan)

The Tokyo Commodity Exchange (Japan)

Tokyo Grain Exchange (Japan)

Yokohama Commodity Exchange (Japan)  

 

 

 

Summary of Weekly Supply Petroleum Data

 

Energy Information Administration

Crude Oil (Excluding SPR) = scorte di greggio

Total Motor Gasoline =    benzina

Distillate Fuel Oil = gasolio da riscaldamento e diesel 

 

SPR = riserva americana

 

http://www.eia.doe.gov

OIL_1_STOCKS INVENTORIES WEEKLY


 

 

 

OIL LOCATION AREA REFINERY

 

OIL_B_LOCATION AREA REFINERY

 

 

OIL PERSIAN GULF EXPORT BY COUNTRY

 

OIL_PERSIAN GULF EXPORT BY COUNTRY

 

Top World Oil Producers

1) Saudi Arabia
2) Russia
3) United States
4) Iran
5) Mexico
6) China
7) Norway
Otto) Canada
9) Venezuela
10) United Arab Emirates
11) Kuwait
12) Nigeria
13) United Kingdom
13) Iraq (tied with U.K.)

 


 

 

Il gallone conversione tratta dal sito 

(http://www.nwml.gov.uk/consumer/units.asp)

 

Il gallone Si misura in modo diverso negli Stati Uniti e in Gran Bretagna. Il sistema di misurazione utilizzato negli Stati Uniti (Sistema Imperiale o inglese) prevede per 1 gallone :

  • 1 Gallon americano (3,785 litri) = 3.785411784 : La media di $1,77 a gallone  $0.46 = €0.38 a litro = 780 lire tiene conto del prezzo delle benzine normali (1,74 dollari a gallone ) e di quelle arricchite (1,84 dollari a gallone per lamidgrade e 1,92 dollari a gallone per la premium).  

  • 1 Gallon in Gran Bretagna = 4,54609 litri

 

2007 Oil cost: 29 OTT – Il record intraday del petrolio WTI Cushing Spot Nymex Future Spot on the New York Mercantile Exchange  was $93.2 per barrel.  E’ la prima volta nella sua storia – Il precedente era stato toccato il 26 OTT a $92.2 per barrel e stracciando il record di 78,40 dollari toccato nel luglio del 2006.  Nuovo record per il petrolio a causa delle tensioni che potrebbero portare ad un’invasione della Turchia nel Nord Iraq, un paese che detiene le terze maggiori riserve petrolifere mondiali dopo Arabia Saudita e Iran. A gennaio 2007 per un barile di greggio erano infatti necessari sui 56 dollari al barile contro gli oltre 92 dollari attuali. Nel 2008, secondo alcuni economisti, il barile potrebbe raggiungere i 100 dollari. A $88.00 a barrel cut economic growth by -1 percent . When the economy is creating 200,000 new jobs a month, the U.S. can tolerate $65 to $70 a barrel oil.

A $93.2 per barrel e’ il record di tutti i tempi, anche se raffrontato al precedente recordo nel 1980 (inflation-adjusted, average monthly price that U.S. refiners paid for imported crude oil) quando tocco’ $79,1, $87 a barrel in real terms, stripping out inflation  e nel 1981 ($78,9) dopo la rivoluzione Iraniana del 1979. 

2007 29 OTT A Londra, il barile di Brent del Mare del Nord ha anch’esso fatto segnare un record storico, raggiungendo 90,0 dollari al barile – Il precedente era stato toccato il 25 OTT a 88,28 dollari al barile

 

Media delle quotazioni petrolifere a fine anno

2007 Oil cost was $68,35  a barrel (media delle quotazioni petrolifere a fine anno) +8.66% from  $62,9 at the close in 2006. Ipotesi sulla base della considerazione che se il greggio dovesse mantenersi nell’ultimo scorcio del 2007 sui livelli attuali, sopra ai 90 dollari al barile, quest’anno il conto petrolifero annuale si chiuderebbe con una media a 68,35 dollari al barile

  • 2006 Oil cost was $62,9  a barrel (media delle quotazioni petrolifere a fine anno) +19.12% from  $52,8 at the close in 2005.
  • 2005 $52,8  a barrel (media delle quotazioni petrolifere a fine anno)+36.78 percent from  $38,6 at the close in 2004
  • 2004  $38,6  a barrel +25.73% from 2003
  • 2003 30,7
  • 2002 26,7
  • 2001 26,5
  • 2000 32,0
  • 1999 20,2
  • 1998 14,8
  • 1997 23,0

 

 

 

PETROLIO: 2007 ANNO NERO, MAI COSI’ CARO DA SHOCK ’80

 

 

 

Soltanto nell’ultimo anno il greggio sui mercati internazionali ha messo a segno un rincaro di oltre il 65%, superando anche i livelli dei grandi shock petroliferi degli anni ’80, gli anni dell’Austerity che videro gli italiani costretti in bicicletta (nel 1980  un barile di greggio al netto dell’inflazione si attestò in media d’anno quota 36 dollari al barile che attualizzato ai corsi odierni della moneta (indicizzato cioé all’inflazione) equivarrebbero a 78-79 dollari ). Se il greggio dovesse mantenersi nell’ultimo scorcio del 2007 sui livelli attuali, sopra ai 90 dollari, quest’anno il conto petrolifero annuale si chiuderebbe con una media a 68,35 dollari al barile, il livello cioé più alto dall’inizio degli anni ’80.

 

L’oro nero mette così a segno un rialzo di quasi 42 dollari un rincaro intorno all’85% negli ultimi tre anni rispetto alla quotazione attuale di 92 dollari: nell’estate del 2004 il greggio era infatti intorno ai 49 dollari. pari cioé a quasi un raddoppio delle quotazioni.

 

 

Nel 2003 il petrolio valeva 30 dollari al barile, per raggiungere i 40 nel 2004, i 70 nel 2005, e gli 80 nel settembre 2007

 

 

L’aumento del prezzo del greggio e’ tollerabile quando originato da una crescita della domanda o da un’accelerazione dell’economia; nel caso in cui sia legato ad una riduzione delle scorte, allora diventa preoccupante. 

 

 

Ma se il petrolio salisse a 100 dollari? A questo punto ci sarebbero gravi problemi. Bisogna evitare in tutti i modi di arrivarci. Il fatto è che mentre la domanda di energia cresce, l’offerta non si sviluppa in analoga misura perché gli investimenti nella ricerca degli idrocarburi ristagnano, fra nazionalismi, guerre, disarmi ingenui, gelosie internazionali. E ci si trastulla con le energie verdi, mentre soltanto un massiccio programma elettronucleare e un coraggioso rilancio del carbone possono risolvere il problema.

 

 

Ecco una cronologia con le principali tappe delle quotazioni a partire dall’estate 2004, quando la guerra in Iraq e gli scontri con i ribelli in Nigeria lo spinsero per la prima volta sopra i 50 dollari.

 

2004 – 20 agosto: a New York il Wti sfiora i 50 dollari al barile, raggiungendo i 50.1 

2005 – 27 settembre: a New York sfonda la soglia dei 50 dollari 

2005 – 7 luglio: Wti supera quota 62 dollari, il Brent vola a 60

2006 – 30 agosto: effetto-Katrina con il barile vicino a 70 dollari

2006 – 13 aprile: la questione nucleare Usa-Teheran spinge il Brent ai massimi di 70 dollari

2006 – 5 luglio: a New York sfonda anche quota 75 dollari

2006 – 13 luglio: ancora un nuovo massimo. A New York nuovo record di 76 dollari. Brent sopra quota 75 dollari.

2007 – 31 luglio: il greggio sale a 78,40 dollari a New York

2007 – 1 agosto: tocca il nuovo record storico spingendosi a 78,73 dollari dopo che il dipartimento Usa per l’energia annuncia che la settimana precedente le scorte sono calate di 6,5 milioni di barili.

2007 – 12 settembre: il barile tocca quota 80 dollari al barile. Pesa il calo delle scorte Usa e la delusione degli operatori dopo che l’Opec ha aumentato la sua produzione di soli 500 mila barili

2007 – 18 settembre: il prezzo del barile si spinge a New York sopra 81 dollari sulle attese di un intervento sui tassi in seguito alla crisi subprime

2007 – 4 ottobre: l’oro nero torna sotto gli 80, indebolito da prese di profitto e dai timori che il rallentamento dell’economia globale potrà avere sulla domanda di greggio

2007 -15 ottobre: nuova fiammata sopra gli 85 dollari, mentre si fa sempre più concreta l’ipotesi di un attacco turco contro le basi del Pkk nel nord Iraq

2007 -17 ottobre: il barile vola sopra gli 89 dollari a New York dopo il via libera del Parlamento turco ad una mozione che concede carta bianca all’esercito di Ankara per un’eventuale invasione del Nord Iraq -18 ottobre: Le previsioni più rialziste si confermano: il petrolio vola sopra i 90 dollari, segnando un nuovo record e facendo ipotizzare che si possano raggiungere i 100 dollari. A causare la nuova fiammata contribuisce il dollaro ai minimi record contro l’euro, che ha innescato una corsa alle materie prime come investimento difensivo.

2007 -19 ottobre: il barile vola sopra gli 90.02 dollari

2007 – 25 ottobre: spinto dalle tensioni geopolitiche e l’andamento in ribasso delle scorte americane, il barile torna ad un nuovo massimo a 90,60 dollari. E’ massimo anche per il Brent che a Londra segna 88,28 dollari al barile

2007 – 26 OTT – Il record intraday del petrolio WTI Cushing Spot Nymex Future Spot on the New York Mercantile Exchange  was $92.22 per barrel.  E’ la prima volta nella sua storia –

Rispetto all’euro, bisogna considerare il fatto costituito dalla perdita di potere di acquisto del dollaro, in cui si esprime la quotazione del petrolio. Questo conto i paesi produttori lo fanno, anche se con un po’ di malafede ed esagerazione, in quanto le monete asiatiche, nelle loro parità di cambio, non hanno seguito l’euro, ma il dollaro, mediante metodi poco ortodossi di manipolazione monetaria.

 

 

 

Ecco una tabella che mostra le medie delle quotazioni petrolifere dagli anni ’70, prezzi in dollari attualizzati ai corsi odierni in euro:

 

ANNO – DOLLARI A BARILE – CAMBIO EURO-DOLLARO – EURO A BARILE

 

1970 9,70 1,0191 9,50

1971 11,9 1,0469 11,4

1972 12,9 1,1218 11,5

1973 16,7 1,2302 13,6

1974 48,7 1,1938 40,8

1975 43,0 1,2404 34,7

1976 44,8 1,1164 40,1

1977 44,4, 1,1417 38,9

1978 42,0 1,2721 33,0

1979 53,9 1,3706 39,3

1980 79,1 1,3890 56,9

1981 78,9 1,0878 72,5

1982 68,4 0,9803 69,8

1983 57,5 0,8911 64,5

1984 53,0 0,7888 67,2

1985 48,2 0,7623 63,2

1986 25,6 0,9842 26,0

1987 29,7 1,1542 25,7

1988 23,8 1,1824 20,1

1989 26,7 1,1000 24,3

1990 32,3 1,2753 25,3

1991 27,0 1,2403 21,8

1992 25,0 1,2957 19,3

1993 21,5 1,1698 18,4

1994 20,0 1,1857 17,0

1995 21,6 1,2935 16,7

1996 25,2 1,2526 20,1

1997 23,0 1,1305 20,3

1998 14,8 1,1230 13,2

1999 20,2 1,0658 19,0

2000 32,0 0,9236 34,6

2001 26,5 0,8956 29,6

2002 26,7 0,9456 28,2

2003 30,7 1,1312 27,1

2004 38,6 1,2439 31,0

2005 52,8 1,2441 42,4

2006 62,9 1,2556 50,1

2007 68,35 1,366 50,0 

 

 

2007 $68,35 / €50,0 – Ipotesi sulla base della considerazione che se il greggio dovesse mantenersi nell’ultimo scorcio del 2007 sui livelli attuali, sopra ai 90 dollari al barile, quest’anno il conto petrolifero annuale si chiuderebbe con una media a 68,35 dollari al barile, il livello cioé più alto dall’inizio degli anni ’80, ed analizzando i prezzi in euro il 2007 dovrebbe chiudersi con un barile a quota 50 euro ad un cambio atteso in media d’anno a 1,366 per ogni biglietto verde. Vale a dire all’incirca la stessa quotazione dell’anno scorso quando a fronte di un barile, in media d’anno, a 62,9 dollari, ed al cambio euro-dollaro a 1,2556 si pagavano per un barile 50 euro. Per ritrovare comunque un prezzo dell’oro nero sopra quota 50 euro, bisogna risalire alla metà degli anni ’80, quelli cioe’ dello shock petrolifero.

 

Dal punto di vista europeo, quindi il petrolio a 88 dollari, al cambio euro/dollaro attuale (1.43), ha lo stesso prezzo in euro (€61.53 al barile) di quando il petrolio a 80 dollari al cambio euro/dollaro di 1,3 euro costava per l’Europa la stessa cifra, ovvero €61.53 al barile. La rivalutazione dell’euro del dieci per cento compensa quindi soltanto il rialzo del petrolio della stessa percentuale. Ne consegue che l’Europa puo’ si’ reggere un prezzo del petrolio di 88 dollari il barile, ma non ne trae alcun vantaggio rispetto a quando il petrolio era  a 80 dollari (cosa che e’ dimostrata anche dal raffronto del prezzo medio di chiusura nel 2006 tanto del petrolio quanto dell’euro/dollaro, in raffronto e quello ipotizzato nel 2007: 2006 $62,9 al barile a €/$ 1,2556 €50,1 al barile – 2007 68,35 al barile a €/$ 1,366  €50,0 al barile )

 

 

Il 20 Maggio 2007 il Kuwait ha abbandonato il peg che lega al dollaro le monete petrolifere dell’area, e così  pare che faranno a breve anche gli altri paesi del GCC, a favore di un paniere di monete, in cui l’euro ha un ruolo crescente. In pratica, per il commercio del greggio, si sta sostituendo un nuovo petroeuro, al posto del tadizionale petrodollaro, con, in proiezione, una forte diminuzione di domanda di dollaro, a favore dell’euro e con la prospettiva di spostare molti investimenti, ora in dollari (si parla nell’immediato di circa 1600 mld di dollari, detenuta dai più ricchi cittadini dei paesi GCC) in area Euro, e quindi a scapito del dollaro che si svalutera’ molto.

 

Che il Kuwait abbia abbandonato il peg che lega al dollaro le monete petrolifere dell’area non ha alcuna rilevanza finale sul cross rate euro dollaro; per quanto attiene al secondo profilo (per il commercio del greggio, si sta sostituendo un nuovo petroeuro) sono tutte balle, gli arabi come gli asiatici comprano treasuries americani perche’ rendono di piu’ non obbligazioni europee, e sempre sara’ cosi’ nel futuro:

I movimenti del cross rate lo fanno di fatto solo 5 monete nel mondo…dollaro, ,euro, yuan, yen, e sterlina..e tutte e 5 hanno interesse a che il dollaro non si svaluti oltre 1,4/1,45..ed hanno interesse a che il petrolio sia prezzato in dollari
l’economia mondiale si muove con l’import degli usa, e l’export asiatico, europeo inglese e per il petrolio dei paesi arabi….un euro forte ed un prezzo del petrolio in euro non conviene a nessuno

Sul caro-greggio gioca dunque  il supereuro, ma non a favore dei conti dei paesi consumatori di area euro (Italia in prima linea) per l’appunto.

Marco Montanari

 

 

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