Class Action: E’ perfettibile, ma meglio del nulla che avevamo sino ad oggi

Class Action: E’ perfettibile, ma meglio del nulla che avevamo sino ad oggi

 

 

Approvata, dopo altre due ore di discussione e per un errore di Fi Roberto Antonione , la class action, l’azione risarcitoria collettiva a tutela dei consumatori.

 

«Art. 53-bis. (Disciplina dell’azione collettiva risarcitoria a tutela dei consumatori) –  Dopo l’articolo 140 del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, è inserito il seguente: “Art. 140-bis – (Azione collettiva risarcitoria).

 

 

 

 

 

Non e’ una legge perfetta questa class action risarcitoria collettiva a tutela dei consumatori (e investitori), ma meglio del nulla che avevamo sino ad oggi e che ci avvicina agli altri Paesi evoluti! E come tutte le cose che esistono potra’ essere migliorata se vi sara’ la trasparenza di farlo dai futuri dirigenti politici. Insomma io nella vita ho umilmente sempre imparato che e’ meglio avere 4 mura su cui poter appoggiare un telo, che nulla…ne’ mura ne’ tetto!

 

 

L’articolo 53 bis che istituisce e disciplina in Italia l’azione collettiva risarcitoria a tutela dei consumatori è passato nella sua versione originale. Manzione ha rinunciato all’ultima correzione che voleva introdurre. L’articolo 53 bis introduce nel Codice del Consumo (Dlgs 206/2005) l’articolo 140-bis, tutto dedicato all’azione collettiva risarcitoria. Ecco i principali profili di tutela introdotti ex novo:

 

 

1 – Con un’aggiunta dell’ultimo minuto per la quale si allarga la possibilità dei ricorsi collettivi nella cause giudiziarie ( contro aziende, produttori e societa’ per azioni anche nel settore bancario) vedendo legittimate a promuovere l’azione risarcitoria non solo la maggior parte di associazioni di consumatori, utenti e vittime riconosciute (sono 16) dal Cncu (Consiglio nazionale consumatori utenti)  presso il ministero dello Sviluppo economico, ma anche altre associazioni  dei consumatori e utenti (anche quelle degli investitori) che saranno individuate con decreto del ministro della Giustizia, entro 180 giorni, sentito il dicastero dello Sviluppo economico. Prima che il decreto diventi operativo sarà sottoposto al parere delle commissioni competenti di Camera e Senato.

 

2 – Le associazioni abilitate potranno cosi’ fare cio’ che fino ad oggi era precluso,  ovvero richiedere (singolarmente o collettivamente) al tribunale del luogo ove ha la residenza il convenuto la sua condanna al risarcimento dei danni e la restituzione delle somme dovute direttamente ai singoli consumatori interessati, in conseguenza di atti illeciti (commessi nell’ambito di contratti per adesione e che l’utente non può discutere e modificare), di pratiche commerciali illecite o di comportamenti anticoncorrenziali.

 

3 – Nel caso in cui in cui sia riconosciuto il torto, anche parziale, del soggetto chiamato a rispondere di irregolarità, questi è condannato al pagamento delle spese legali. In ogni caso, il compenso dei difensori del promotore dell’azione collettiva non può superare il 10% del valore della controversia.

 

 

 

 

 

 

Sintesi del Segretario del SITI, Dott. Domenico Bacci –

Ecco il perché dell’inadeguatezza del testo Manzione“:

 

 

 

 

Lo strumento è del tutto depotenziato poiché riguarda all’Art.1 , gli atti illeciti extracontrattuali (ecc.), purché “….messi in atto dalle società fornitrici di beni e servizi nazionali e locali” . La Mafia la ‘Ndrangheta ed il Racket , il crimine organizzato e tutti i soggetti non societari ringrazieranno per non essere soggetti passivi dello strumento della Class Action ……Sempre all’ Art. 1 “che ledano i diritti di una pluralità di consumatori o di utenti.” Le Vittime del Vajont sono morti quali Cittadini e non in quanto consumatori od utenti: è forse giusto lasciare i loro familiari privi di tale strumento di tutela?! E gli obbligazionisti Parmalat e Cirio rientrano nella categoria consumatori/utenti o semmai più propriamente in quella di investitori/risparmiatori?!

 

L’ articolo 1 bis allarga, come richiesto dal nostro Coordinamento, la legittimazione ad ulteriori associazioni di consumatori ed altri soggetti portatori di interessi collettivi, ma solo previo A) decreto del Ministro della Giustizia,(Mastella) B) di concerto con il Ministro dello sviluppo economico,(Bersani) C ) sentite le competenti Commissioni parlamentari ( di Camera e Senato ?! ). Basta che l’associazione non sia in sintonia con uno di tali 4/6 enti che la legittimazione salta …… E che succede alle Associazioni che si costituiranno all’indomani del decreto? Non sarebbe meglio far decidere direttamente al Giudice ( che peraltro lo fà già benissimo ) chi abbia di volta in volta legittimazione attiva nel caso concreto? e se ci sono più soggetti che propongono la Class Action , chi decide chi sarà il Dominus? E chi decide la strategia legale se ci sono più soggetti contemporaneamente legittimati?

 

L’Art. 5 prevede che anche la ” …sentenza di condanna di cui al comma 3…” passi per una Camera di Conciliazione . Ma se c’è già una sentenza di condanna, cosa dovrebbe restare da conciliare …?

 

L’Art. 6 prevede il solito meccanismo bifasico che costringe i danneggiati, a Class Action vinta, ad intraprendere ulteriore azione legale. Nessun beneficio o facilitazione economica per il cittadino e nessuno sgravio del carico della Giustizia  a meno che non si decida di consentire ai cittadini di intervenire direttamente nella Class action proposta, ottenendo una sentenza immediatamente esecutiva(affollamento delle Corti). ”  (ANSA)

 

 

 

 

Rimango attonito nel leggere che certe persone possano (per meri fini di bottega) manipolare cio’ che questa legge comporta, seppur nei suoi auspicabili ulteriori e futuri miglioramenti. Le eccezioni sull’inadeguatezza del testo Manzione mosse dal Segretario del SITI, Dott. Domenico Bacci, sono meramente strumentali, prive di fondamento e logica alcuna, infatti:

 

– 1 – e’ ovvio che all’Art.1 tra gli  gli atti illeciti extracontrattuali ( o la diffusione di messaggi pubblicitari ingannevoli …che ricodo  rende nulli i contratti nei confronti di tutti i singoli consumatori o utenti nel ….ecc….purché “….messi in atto dalle società fornitrici di beni e servizi nazionali e locali) non siano ricomprese la Mafia la ‘Ndrangheta, il Racket , il crimine organizzato e tutti i soggetti non societari di stampo criminale, in quanto avverso gli stessi non vi e’ una norma di ordine civilistico (e quindi non possono per default essere soggetti passivi dello strumento della Class Action) che possa tutelare il quisque de populo non essendo individuata la persona giuridica “criminalita’”; pertanto avverso gli atti illeciti (compresi quelli per cosi’ dire extracontrattuali ) della criminalita’ si agisce con denuncia in sede penale con contestuale costituzione di parte civile allorche’ verra’ individuata la persona responsabile, ed il PM d’ufficio si attivera’. Va da se’ infatti che le attivita’ commerciali non hanno il bollino rosso per indicare ai consumatori quali di esse sono solo teste di legno della criminalita’ organizzata; e pertanto nel resto dei casi, allorche’ la criminalita’ si sia data una parvenza di personalita’ giuridica apparente nel nome di un terzo prestatore d’opera, il consumatore potra’ avvalersi della class action avverso tale prestatore; in seguito, ed in corso di procedimento civile, allorcche’ venga fuori la proprieta’ criminale dell’impresa si procedera’ anche penalmente.

 

– 2 – se solo il Bacci facesse opera di reale informazione leggerebbe che nella legge sulla class action e’ previsto quanto invece lui dichiara nn essere previsto; infatti  le 1910 Vittime del Vajont sono morti non solo quali cittadini ma anche al contempo come utenti di servizi pubblici erogati sotto forma di infrastrutture carenti ed inosservanti delle regole sulla sicurezza (errata costruzione della diga del Vajont, che determinò la frana del monte Toc nel lago artificiale. La sera del 9 ottobre 1963 si elevò un immane ondata, che seminò ovunque morte e desolazione); pertanto le Vittime del Vajont (in questo caso i di loro parenti ovviamente) sarebbero oggi compiutamente protetti da questa nuova legge avverso atti illeciti extracontrattuali, o di comportamenti anticoncorrenziali, messi in atto dalle società fornitrici di servizi nazionali e locali, che hanno leso i diritti di una pluralità ddi utenti.

 

 

E anche gli obbligazionisti Parmalat e Cirio sarebbero stati oggi tutelati da questa legge, che infatti dice che ” con decreto del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, sentite le competenti Commissioni parlamentari, saranno individuate le ulteriori associazioni di consumatori, investitori e gli altri soggetti portatori di interessi collettivi legittimati ad agire ai sensi del presente articolo. Con un’aggiunta dell’ultimo minuto si allarga quindi la possibilità dei ricorsi collettivi nella cause giudiziarie ( contro aziende, produttori e societa’ per azioni anche nel settore bancario) vedendo legittimate a promuovere l’azione risarcitoria non solo la maggior parte di associazioni di consumatori, utenti e vittime riconosciute (sono 16) dal Cncu (Consiglio nazionale consumatori utenti)  presso il ministero dello Sviluppo economico, ma anche altre associazioni  dei consumatori,utenti ed investitori che saranno individuate con decreto del ministro della Giustizia, entro 300 giorni (e non più 180 come inizialmente previsto), sentito il dicastero dello Sviluppo economico. Prima che il decreto diventi operativo sarà sottoposto al parere delle commissioni competenti di Camera e Senato.

 

 

– 3 – E’ ovvio che tali ulteriori soggetti debbano rispondere alla tutela di interessi notoriamente diffusi e a rischio di prepotenza contrattuale o extracontrattuale del contraente piu’ forte e non ad interessi per quanto legittimi ma di una persona soltanto; a questo mira la class action per sua logica definizione, tutela in un’unica azione processuale i diritti diffusi in capo a diversi cittadini spesso violati senza tutela. Quindi Queste associazioni hanno da oggi tutto il tempo (entro 300 giorni ) di costituirsi legittimamente prima del decreto.La macchina della giustizia e’ gia’ talmente ingolfata che di certo nn si poteva pretendere che tutto cio’ lo facesse di volta in volta il giudice.

 

Se ci sono più soggetti che propongono la Class Action, ci saranno dei termini temporali quali la prima notifica per esempio che configureranno il Dominus, e’ ovvio, come avviene in ogni causa civile ai fini della prescrizione. Cosi’ com’e’ ovvio che la strategia legale se ci sono più soggetti contemporaneamente legittimati, sara’ decisa insieme tanto dalle associazioni quanto dai legali, com’e’ ovvio che avvenga in tutte le cause! Dice infatti la legge de quo che ” 3. L’atto con cui il soggetto abilitato promuove l’azione collettiva di cui al comma 1 produce gli effetti interruttivi della prescrizione ai sensi dell’articolo 2945 del codice civile, anche con riferimento ai diritti di tutti i singoli consumatori o utenti conseguenti al medesimo fatto o violazione.”

 

– 4 – Cosi’ come meramente pretestuoso e priva di alcuna rilevanza e’ l’eccezione che il Segretario del SITI muove alla non necessita’ che a seguito della sentenza di condanna vi sia una possibile passi per una Camera di Conciliazione . Infatti la legge spiega l’utilita’ di questa Camera di Conciliazione che e’ di assoluta tutela per i cittadini ai fini di una piu’ celere giustizia concreta ed a costi minori, periti non lasciando la determinazione del quantum ad  improbabili e collusi periti di una sola parte o d’ufficio: ” In relazione alle controversie di cui al comma 1, davanti al giudice può altresì essere sottoscritto dalle parti un accordo transattivo nella forma della conciliazione giudiziale. E contestualmente alla pubblicazione della sentenza di condanna di cui al comma 4 ovvero della dichiarazione di esecutività del verbale di conciliazione, il giudice, per la determinazione degli importi da liquidare ai singoli consumatori o utenti, costituisce presso lo stesso tribunale apposita Camera di Conciliazione, composta in modo paritario dai difensori dei proponenti l’azione di gruppo e del convenuto e nomina un conciliatore di provata esperienza professionale iscritto all’albo speciale per le giurisdizioni superiori che la presiede. A tale Camera di Conciliazione tutti i cittadini interessati possono ricorrere singolarmente o tramite delega alle associazioni di cui al comma Essa definisce, con verbale sottoscritto dalle parti e dal presidente, i modi, i termini e l’ammontare per soddisfare i singoli consumatori o utenti nella loro potenziale pretesa. Con la sentenza di condanna il giudice determina i criteri in base ai quali deve essere fissata la misura dell’importo da liquidare in favore dei singoli consumatori o utenti. La sentenza di condanna di cui al comma 4, ovvero l’accordo transattivo di cui al comma 5 debbono essere opportunamente pubblicizzati a cura e spese della parte convenuta, onde consentire la dovuta informazione alla maggiore quantità di consumatori e utenti interessati.

 

 

5- Questo dice la nuova legge che elide in radice le strumentali e capziose critiche poste:” In caso di inutile esperimento della composizione di cui al comma 7, il singolo consumatore o utente può agire giudizialmente, in contraddittorio, al fine di chiedere l’accertamento, in capo a se stesso, dei requisiti individuati dalla sentenza di condanna di cui al comma 4 e la determinazione precisa dell’ammontare del risarcimento dei danni riconosciuto ai sensi della medesima sentenza. La sentenza di condanna di cui al comma 4, unitamente all’accertamento della qualità di creditore ai sensi dei commi 7 e 8, costituisce ai sensi dell’articolo 634 del codice di procedura civile, titolo per la pronuncia da parte del giudice competente di ingiunzione di pagamento, richiesta dal singolo consumatore o utente, ai sensi degli articoli 633 e seguenti del medesimo codice di procedura civile.”

 

La sentenza e’ di condanna, non di accertamento! Non e’ vero quindi che la legge preveda il solito meccanismo bifasico che costringe i danneggiati, a Class Action vinta, ad intraprendere ulteriore azione legale, e’ vero il contrario come testualmente dice la legge!!! E gli enormi benefici sia di tempi sia di costi tanto per i cittadini quanto per gli ingranaggi della Giustizia (enorme sgravio del carico della Giustizia per la riunione a monte di processi simili) sono evidenti, cosa che ripeto ad oggi non vi era!!! Vi sono enormi tutele sotto il profilo della terzieta’ di chi e come stabilisce il quantum !

 

Quidi la sentenza e’ di condanna e ove il quantum richieda ulteriori analisi tecniche a cio’ provvedera’ la Camera di Conciliazione in tempi stretti ed in osservanza ed in esecuzione di quanto con la sentenza di condanna il giudice ha determinato come criteri in base ai quali deve essere fissata la misura dell’importo da liquidare (cd esecuzione dell’obbligo di dare)


 

Camera di Conciliazione che svolgera’ dunque le funzioni di cio’ che oggi svolge il giudice dell’esecuzione dell’obbligo di dare fare o non fare, ed in cio’ emerge la grande rilevanza della legge che in tal modo evita proprio il solito meccanismo bifasico che costringe i danneggiati, a Class Action vinta, ad intraprendere ulteriore azione legale esecutiva presso altro giudice!

 

Il giudice, per la determinazione degli importi da liquidare ai singoli consumatori o utenti, costituisce presso lo stesso tribunale apposita Camera di Conciliazione, composta in modo paritario dai difensori dei proponenti l’azione di gruppo e del convenuto e nomina un conciliatore di provata esperienza professionale iscritto all’albo speciale per le giurisdizioni superiori che la presiede.

 

Si vede che alcune associazioni non si rendono conto dell’enorme tutela che tale legge prevede per il consumatore, nn conoscono evidentemente i tempi ed i procedimenti che occorrerebbe instaurare senza tale legge in sede civile o fallimentare dopo una sentenza di condanna avverso l’ostilita’ e la temerarieta’ delle grandi societa’ di beni o serviziLe spese legali , e non solo le spese processuali , anche per la parte in capo ai consumatori-utenti-investitori, sono accollate in capo al convenuto condannato, ovvero la società fornitrice di beni e servizi nazionali e locali !

Dice infati la legge sulla class action

 

http://www.ilsole24ore.com/

 

 

Con la sentenza di condanna il giudice determina i criteri in base ai quali deve essere fissata la misura dell’importo da liquidare. Davanti al giudice può altresì essere sottoscritto dalle parti un accordo transattivo nella forma della conciliazione giudiziale. Contestualmente alla pubblicazione della sentenza di condanna ovvero della dichiarazione di esecutività del verbale di conciliazione, il giudice, per la determinazione degli importi da liquidare ai singoli consumatori o utenti, costituisce presso lo stesso tribunale apposita Camera di Conciliazione, composta in modo paritario dai difensori dei proponenti l’azione di gruppo e del convenuto e nomina un conciliatore di provata esperienza professionale iscritto all’albo speciale per le giurisdizioni superiori che la presiede. A tale Camera di Conciliazione tutti i cittadini interessati possono ricorrere singolarmente o tramite delega alle associazioni di cui al comma 1.

 

 

Legge istitutiva della class action CHE NON INCIDE MINIMAMENTE LA COSTITUZIONE essendo fatta salva ogni ed eventuale azione individuale (l’unica cosa che prima di ieri vi era..sigh!

 

 

E se anche Confindustria si esprime negativamente vuol dire che qualcosa di buono ha introdotto. E’ pertanto fantascienza pensare che si e’ trattato di un accordo sottobosco, e non di un errore (senza il quale sarebbe infatti finita pari a 157/157 e quindi non approvata), in quanto tutte le lobbies non volevano questa legge sulla class action, quindi in primis FI!

 

 

E nel quadro generale e’ auspicabile focalizzare l’attenzione su cio’ che veramente e’ manchevole anche in questa finanziaria; la cosa davvero indegna non e’ questa Class Action che e’ discreta e meglio del nulla che avevamo fino ad oggi, ma il fatto che anche in questa finanziaria non vi e’ alcuna manovra di sviluppo per il paese, non vi e’ alcuna manovra di reale e sufficiente abbattimento dei costi della politica, della macchina pubblica , del debito pubblico, della pressione fiscale, tranne alcune piccole e risibili determinazioni, nessuna imponente forma di vera lotta all’evasione e corruzione! Non vi e’ alcuna manovra di reale sviluppo del welfare, delle pensioni, della casa, della famiglia, delle infrastrutture, dei finanziamenti alla ricerca! Mentre al contrario si riservano circa altri 2 miliardi di euro ai dipendenti della pubblica amministrazione!

 

 

 

Marco Montanari

 

 

 

 

 

 

 

 

 

FINANZIARIA: CLASS ACTION; CONFINDUSTRIA, UN ATTO OSTILE
di ANSA – (ANSA) – ROMA, 15 NOV –

 

“Il testo approvato dal Senato in materia di class action rappresenta un atto grave di ostilità all’impresa”. Così Confindustria commenta il via libera all’emendamento da parte di Palazzo Madama. Per gli industriali, il provvedimento “costituirà un nuovo pesante disincentivo a investire nel nostro paese che già è agli ultimi posti in Europa per attrazione di capitali stranieri. E’ un provvedimento rozzo che espone le aziende italiane e i loro lavoratori a gravi rischi”.

 

 

Confindustria: la class action è un atto di ostilità verso le imprese 
 
 

 

http://www.ilsole24ore.com/

 

 

 

Il testo approvato dal Senato sulla class action è un atto grave di ostilità all’impresa e sarà un disincentivo nell’attrazione di capitali stranieri. «È un provvedimento rozzo – dice un comunicato di Confindustria – che espone le aziende italiane e i loro lavoratori a gravi rischi. E i benefici per i consumatori saranno sostanzialmente risibili». Un testo definito «rudimentale», che metterà le imprese nelle condizioni di subire ricatti di ogni tipo, che presenta chiari profili di incostituzionalità, perché legittima associazioni ad agire per conto di singoli senza averne il diritto. La Costituzione prevede infatti la sola titolarità del singolo ad agire se danneggiato. «Si consente la possibilità di agire come soggetto collettivo ad associazioni da individuare – scrive Confindustria – senza stabilire alcun parametro in termini di rappresentatività. E contrariamente agli ordinamenti di altri paesi non si definisce la platea nei cui confronti l’eventuale provvedimento del giudice produrrà effetti». Azioni che, anche se basate sul nulla, potrebbero portare, in caso di società quotate, a turbative di mercato con conseguenze pesanti a danno dei risparmiatori e dei piccoli azionisti.

 

Un «capolavoro negativo», dunque, che renderà ancora più complicata e difficile la vita a migliaia di piccole, medie e grandi imprese. «È grave – chiude il comunicato – che la maggioranza di governo abbia anteposto logiche di puro equilibrio parlamentare alle ragioni del mondo produttivo accogliendo una proposta improvvisata ed estemporanea che nulla c’entra con la legge finanziaria. Con una fretta sospetta, evitando qualsiasi dibattito e qualsiasi confronto, si è voluto approvare un provvedimento che rappresenta una pesante minaccia per gli unici soggetti che possono assicurare la crescita economica».

 

 

 

FINANZIARIA: CLASS ACTION; CONSUMATORI, GRAZIE BERSANI
di ANSA – (ANSA) – ROMA, 15 NOV –

 

 

“Una conquista non solo per i consumatori, ma per il mercato e per uno sviluppo economico equilibrato del Paese”. Questo il commento del Movimento Consumatori e del Movimento Difesa del Cittadino all’ approvazione dell’emendamento sulla class action. “E’ una svolta decisiva – si legge in una nota – verso una migliore tutela dei diritti dei consumatori e anche uno stimolo per le aziende ad operare nell’offerta di beni e servizi senza clausole vessatorie, senza pubblicità ingannevoli e all’insegna della qualità e della trasparenza – affermano Lorenzo Miozzi presidente del Movimento Consumatori e Antonio Longo, presidente del Movimento Difesa del Cittadino. “Siamo grati anzitutto al ministro Bersani che si batte dall’inizio della legislatura per la class action e le liberalizzazioni; un riconoscimento va anche a questo Governo e ai senatori Manzione e Bordon che hanno trovato il modo giusto per proporre l’emendamento”.

 

 

Class action, Adusbef: Confindustria dovrebbe sostenerla
(Reuters)

 

Invece di criticarla, la Confindustria dovrebbe sostenere la norma che introduce in Italia la possibilità di risarcimenti collettivi, la cosiddetta class action, secondo il presidente Adusbef Elio Lannutti. L’associazione degli imprenditori, secondo il rappresentante dei consumatori, nel criticare l’emendamento alla Finanziaria approvato ieri, “ha perso una buona occasione per appoggiare un’azione di civilità”. “La class action è uno strumento di civiltà giuridica. Con uno strumento di deterrenza come questo si cacceranno i truffatori e rimarrano le imprese più oneste”, ha aggiunto Lannutti a margine di una conferenza stampa sui mutui.  Il ministro della Giustizia, d’intesa con quello dello Sviluppo economico, ha il potere di aumentare, tramite decreto, la platea dei soggetti ricorrenti. Confindustria ha definito il testo approvato dal Senato “un atto grave di ostilità” alle imprese, perché le mette nelle condizioni di “subire ricatti di ogni tipo”. In particolare, secondo gli imprenditori, queste azioni, nel caso di società quotate, potrebbero portare a turbative di mercato. Il ministro dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani, dopo aver salutato con soddisfazione l’approvazione della norma, ha detto che il testo del Senato è “suscettibile di un miglioramento” per scoraggiare abusi nei ricorsi.

 

 

 

 

 

 

CLASS ACTION: CGIL; OK NORME, INCOMPRENSIBILE CONFINDUSTRIA
di ANSA-(ANSA) – ROMA, 16 NOV –

 

 

“Erano norme che si aspettavano già da diverse legislature, ma che la pressione delle varie lobbies, era riuscita sinora ad affossare”. Lo afferma la segretaria confederale della Cgil, Nicoletta Rocchi, commentando l’introduzione della class action. Per la sindacalista, le critiche di alcuni ambienti, innanzitutto della Confindustria, “magari argomentate sul piano delle imperfezioni sempre migliorabili, non convincono assolutamente e tradiscono interessi non legittimi della parte più arretrata dei loro associati. “Il fatto di aver istituito la class action prima che la rendesse obbligatoria la Comunità Europea – fa rilevare Rocchi – è un merito e non un difetto, come spesso ci capita nell’applicazione delle Direttive europee”. La segretaria confederale osserva che nelle norme “ci sono garanzie perché si persegua l’effettiva ed equa tutela del consumatore e che queste non si traducono in azioni punitive per le aziende, come viene immotivatamente paventato” e sottolinea che si tratta di garanzie “ancora maggiori rispetto ad altri paesi dove da tempo sono in vigore tali norme”. Ancora più incomprensibile appare, per la Rocchi, l’atteggiamento di Confindustria se si considera che “nel tutelare il consumatore, la “class action” garantisce insieme la trasparenza del mercato, la lealtà dei comportamenti e la correttezza delle informazioni, alla base di ogni sana concorrenza. A vantaggio, perciò, di tutti i corretti operatori del mercato, a cominciare dalle stesse imprese”. (ANSA).

 

 

 

CLASS ACTION: CITTADINANZATTIVA, ESTENDERLA ANCHE A P.A.
di ANSA-(ANSA) – ROMA, 16 NOV –

 

“Gli ambiti di applicazione della class action devono coincidere con quelli di cui tratta il codice del consumo. Per questo chiediamo che l’azione collettiva venga applicata non solo nei contratti di massa stipulati con le imprese, ma anche nei confronti della Pubblica Amministrazione, per danni ambientali e alla salute”. Lo afferma il vice segretario generale di Cittadinanzattiva, Giustino Trincia. “Sono almeno dieci anni che ci battiamo per colmare con l’azione collettiva il gap tra l’Italia e i Paesi più avanzati sul versante della tutela dei diritti dei cittadini consumatori. Ora potremo verificare sia alla Camera, ed eventualmente poi al Senato, le forze politiche che sono a favore o contrarie a rafforzare la tutela dei diritti dei consumatori rendendo definitiva o meno la class action nel nostro Paese”, prosegue Trincia sottolineando la norma è perfettibile.(ANSA).

 

 

 

CLASS ACTION: GIOVANI LEGALI, BENE MA LEGGE PERFETTIBILE
di ANSA-(ANSA) – ROMA, 16 NOV –

 

L’Anpa-Giovani legali italiani “accoglie con moderato ottimismo la nuova normativa che introduce la cd “class action” anche in Italia, dopo che ciò era già avvenuto in Danimarca, Francia, Portogallo e Francia. Non è sicuramente la più auspicabile delle leggi possibili in materia, ma è sempre meglio una legge perfettibile che la stasi assoluta”. E’ quanto afferma l’associazione in una nota, sottolineando di condividere il tetto del 10% da applicarsi alle parcelle degli avvocati, in modo che queste azioni collettive non siano strumentalizzate economicamente. “Quali possibili miglioramenti – aggiunge l’associazione – é auspicabile una maggiore tutela per le imprese, che comunque saranno obbligate, dalle class action, a migliorare i propri servizi, ed una più chiara indicazione delle associazioni legittimate ad agire”.(ANSA).

 

 

CLASS ACTION:ALTROCONSUMO,PASSAGGIO STORICO PER CONSUMERISMO
di ANSA-(ANSA) – ROMA, 16 NOV –

 

 

 

 

 

“Un passaggio storico per il consumerismo in questo Paese. Uno strumento per garantire una più efficace, anche se migliorabile, tutela dei consumatori nelle controversie di massa, la cui importanza è già stata riconosciuta dalla Commissione europea”. Lo afferma Altroconsumo, commentando l’approvazione, in Finanziaria, della class action. “La nuova normativa non introduce nuovi diritti dei consumatori, ma mira solo a rendere più facilmente esercitabili quelli già esistenti in caso di violazione, eliminando in parte la necessità e gli ostacoli delle cause individuali (particolarmente gravose in caso di controversie di basso valore economico)”, sottolinea il presidente di Altroconsumo, Paolo Martinello, precisando che l’azione risarcitoria collettiva è molto diversa dalla class action americana, è già stata introdotta in diversi Paesi europei e non sarà uno strumento che mette a rischio aziende e lavoratori. Al contrario, permetterà finalmente ai consumatori di giocare un ruolo attivo e, affiancandosi alla vigilanza e al controllo da parte delle autorità pubbliche, renderà più efficiente il mercato e favorirà lo sviluppo economico. Per Altroconsumo l’azione collettiva risarcitoria potrà essere utilizzata, per esempio, per ottenere più facilmente: la restituzione da parte della banca di una commissione illegittimamente addebitata sui conti correnti di migliaia di utenti; il risarcimento dei danni causati ai risparmiatori da una frode finanziaria e da un prodotto difettoso, da una pratica commerciale sleale, da un comportamento anticoncorrenziale (per esempio un aumento di prezzo dovuto ad un cartello); il rimborso del prezzo pagato e dei danni causati da disservizi come il black out energetico, i viaggi organizzati annullati, i voli cancellati. (ANSA).

 

 

CLASS ACTION: ADUSBEF, LA AVVIEREMO PER I BOND ARGENTINI
di ANSA

 

“Avvieremo immediatamente, una volta approvata la norma, le azioni di classe sui 450.000 risparmiatori truffati dai bond argentini, ai quali le banche hanno appioppato quei titoli ben sapendo che l’Argentina andava verso il disastro economico e il fallimento, scaricando i titoli che avevano nel loro portafoglio”. Lo annuncia il presidente dell’Adusbef, Elio Lannutti, che replicando alle critiche del presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, sulla class action risponde: “Mi stupisce ancora una volta che Confindustria, associazione fra le imprese serie e credibili, difenda con questa posizione inspiegabile l’illegalità e i professionisti della frode, invece di espellerli anche dall’associazione, perché non c’é ragione in un mercato serio e corretto di difendere coloro che praticano illegalità e truffe a danno cittadini-consumatori e delle imprese più corrette”.

 

 

 

CLASS ACTION: ADUC; E’ BUFALA, COLPA PURA DI CONFINDUSTRIA
di ANSA-(ANSA) – ROMA, 16 NOV –

 

 

 

“Con questa class action ci vorranno 20 anni prima di aver definitivamente ragione ed ottenere un risarcimento. Una bufala. I cittadini che volessero costituirsi in associazione per la tutela dei loro diritti non potrebbero farlo. Per esempio i danneggiati Parmalat non potrebbero ricorrere in quanto tali, anche con una loro associazione”. Lo sostiene il segretario dell’Aduc, Primo Mastrantoni, sottolineando che “ci si potrà rivolgere alle associazioni di consumatori che devono essere riconosciute dal Governo e ne prendono le sovvenzioni, e quei nuovi soggetti che il Governo riterrà degni di promuovere l’azione. Insomma più che una azione giudiziaria collettiva avremo una azione giudiziaria controllata. Bel risultato!”. Pur non ritenendo adeguata la norma approvata in Finanziaria e relativa alla class action, l’Aduc critica l’atteggiamento di Confindustria: “Grazie all’ottusità della loro posizione di è ottenuto questo risultato. Forse la loro protesta fa parte del gioco, sta di fatto che invece di ragionare su esigenze dei consumatori hanno fatto muro contro qualsiasi normativa in merito. Se solo avessero letto e ponderato la proposta di legge sulla class action, predisposta dall’Aduc e presentata dai deputati Poretti e Capezzone (1), si sarebbero accorti che le garanzie per i cittadini e per gli imprenditori marciano insieme”. Con le norme in Finanziaria “si è persa una occasione – conclude Mastrantoni -. L’unico dato positivo è che se ne parla. E’ l’Italia di Arlecchino e Pulcinella”. (ANSA).

 

 

 

CLASS ACTION: CODACONS FUORI DAL CORO, E’ UNA SCHIFEZZA
di ANSA
16 NOV

 

“Purtroppo l’Italia avrà la class action all’italiana, ossia una schifezza”. Il Codacons prende le distanze dalle altre associazioni dei consumatori, che ieri avevano applaudito l’approvazione della class action da parte del Senato. Secondo il Codacons, infatti, “ben lungi dall’essere un’azione collettiva dei consumatori simile a quella americana, il Senato ha approvato un pastrocchio. Non c’é danno punitivo ed i consumatori potranno avere un risarcimento solo se giovani, visto che dovranno aspettare almeno 20 anni prima di poter avere una liquidazione dei danni. Almeno tre, infatti, i giudizi, con almeno tre gradi l’uno, per un totale di nove processi. Evidentemente il Parlamento è in mano alle lobby economiche, alle banche, alle assicurazioni, alle compagnie telefoniche. Una sconfitta per il Paese e per i consumatori”.

 

 

CLASS ACTION: ASSOCIAZIONI ESCLUSE, STRUMENTO DEPOTENZIATO

Lo afferma il coordinamento delle associazioni esponenziali di tutela di interessi collettivi specifici escluse dal ddl Bersani sulla class action

di ANSA-(ANSA) – ROMA, 16 NOV –

 

Le società estere “sono esenti” dall’esercizio della class action e questo crea “una ingiustificabile disparità di trattamento”. Lo afferma, in una nota, il coordinamento delle associazioni esponenziali di tutela di interessi collettivi specifici escluse dal ddl Bersani sulla class action. La norma approvata in Senato sulla class action è – secondo il coordinamento – non adeguata perché l’applicazione della class action è limitata “agli atti illeciti anche extracontrattuali , purché messi in atto dalle società fornitrici di beni e servizi. Quindi, la mafia, il racket e tutti i soggetti non societari non saranno perseguibili”. Inoltre si “fa riferimento alla tutela dei soli diritti di una pluralità di consumatori o di utenti. Riconosceranno i tribunali legittimazione attiva ai soggetti colpiti (ad es. Vittime Vajont , Vittime della Strada, Vittime della violenza su Donne e Minori ma anche gli azionisti Cirio e Parmalat) non in quanto propriamente consumatori ed utenti?” La norma, inoltre, prevede che la “sentenza di condanna passi per una Camera di Conciliazione. Ma se c’é già una sentenza di condanna, non c’é più nulla da conciliare: meglio rendere la sentenza immediatamente esecutiva per i cittadini che si siano costituiti direttamente in giudizio nella Class Action”, aggiunge il coordinamento che critica anche “il solito meccanismo bifasico (previsto nel ddl Bersani e nella Bozza Maran) che costringe i danneggiati, a Class Action vinta, ad intraprendere ulteriore azione legale. Nessun beneficio per il cittadino e nessuno sgravio del carico della Giustizia, a meno che non si decida di consentire ai cittadini di intervenire direttamente nella Class action proposta, ottenendo una sentenza immediatamente esecutiva”. (ANSA)

 

 

ADUC – Associazione Diritti Utenti e Consumatori

 

PETIZIONE SULLA CLASS ACTION

http://www.aduc.it/dyn/classaction.html

 

PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA
DEGLI ONOREVOLI DONATELLA PORETTI E DANIELE CAPEZZONE

 

AC 1443 Poretti-Capezzone

 

 

http://www.aduc.it/dyn/parlamento/arti.php?id=149901

 

 

 

 

 

 

CLASS ACTION

 

http://www.ilsole24ore.com/

 

 

Dopo l’articolo 53, inserire il seguente:

«Art. 53-bis. (Disciplina dell’azione collettiva risarcitoria a tutela dei consumatori)

2. Dopo l’articolo 140 del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, è inserito il seguente:

“Art. 140-bis – (Azione collettiva risarcitoria).

 

 

 

 

– 1. Le associazioni dei consumatori e degli utenti di cui al comma 1 dell’articolo 139 e gli altri soggetti di cui al comma 2 del presente articolo, fermo restando il diritto del singolo cittadino di agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi conformemente a quanto previsto dall’articolo 24 della Costituzione, possono richiedere singolarmente o collettivamente al tribunale del luogo ove ha la residenza il convenuto, la condanna al risarcimento dei danni e la restituzione delle somme dovute direttamente ai singoli consumatori o utenti interessati, in conseguenza di atti illeciti commessi nell’ambito di rapporti giuridici relativi a contratti cosiddetti per adesione, di cui all’articolo 1342 del Codice Civile, che all’utente non è dato contrattare e modificare, di atti illeciti extracontrattuali, di pratiche commerciali illecite o di comportamenti anticoncorrenziali, messi in atto dalle società fornitrici di beni e servizi nazionali e locali, sempre che ledano i diritti di una pluralità di consumatori o di utenti.

 

 

2. Con decreto del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, sentite le competenti Commissioni parlamentari, sono individuate le ulteriori associazioni di consumatori, investitori e gli altri soggetti portatori di interessi collettivi legittimati ad agire ai sensi del presente articolo.

 

3. L’atto con cui il soggetto abilitato promuove l’azione collettiva di cui al comma 1 produce gli effetti interruttivi della prescrizione ai sensi dell’articolo 2945 del codice civile, anche con riferimento ai diritti di tutti i singoli consumatori o utenti conseguenti al medesimo fatto o violazione.

 

4. Con la sentenza di condanna il giudice determina i criteri in base ai quali deve essere fissata la misura dell’importo da liquidare in favore dei singoli consumatori o utenti.

5. In relazione alle controversie di cui al comma 1, davanti al giudice può altresì essere sottoscritto dalle parti un accordo transattivo nella forma della conciliazione giudiziale.

 

6. La definizione del giudizio rende improcedibile ogni altra azione ai sensi del presente articolo nei confronti dei medesimi soggetti e per le medesime fattispecie.

 

7. Contestualmente alla pubblicazione della sentenza di condanna di cui al comma 4 ovvero della dichiarazione di esecutività del verbale di conciliazione, il giudice, per la determinazione degli importi da liquidare ai singoli consumatori o utenti, costituisce presso lo stesso tribunale apposita Camera di Conciliazione, composta in modo paritario dai difensori dei proponenti l’azione di gruppo e del convenuto e nomina un conciliatore di provata esperienza professionale iscritto all’albo speciale per le giurisdizioni superiori che la presiede. A tale Camera di Conciliazione tutti i cittadini interessati possono ricorrere singolarmente o tramite delega alle associazioni di cui al comma 1. Essa definisce, con verbale sottoscritto dalle parti e dal presidente, i modi, i termini e l’ammontare per soddisfare i singoli consumatori o utenti nella loro potenziale pretesa. La sottoscrizione del verbale rende improcedibile l’azione dei singoli consumatori o utenti per il periodo di tempo stabilito dal verbale per l’esecuzione della prestazione dovuta.

 

8. In caso di inutile esperimento della composizione di cui al comma 7, il singolo consumatore o utente può agire giudizialmente, in contraddittorio, al fine di chiedere l’accertamento, in capo a se stesso, dei requisiti individuati dalla sentenza di condanna di cui al comma 4 e la determinazione precisa dell’ammontare del risarcimento dei danni riconosciuto ai sensi della medesima sentenza.

 

9. La sentenza di condanna di cui al comma 4, unitamente all’accertamento della qualità di creditore ai sensi dei commi 7 e 8, costituisce ai sensi dell’articolo 634 del codice di procedura civile, titolo per la pronuncia da parte del giudice competente di ingiunzione di pagamento, richiesta dal singolo consumatore o utente, ai sensi degli articoli 633 e seguenti del medesimo codice di procedura civile.

 

10. La sentenza di condanna di cui al comma 4, ovvero l’accordo transattivo di cui al comma 5 debbono essere opportunamente pubblicizzati a cura e spese della parte convenuta, onde consentire la dovuta informazione alla maggiore quantità di consumatori e utenti interessati.

 

11. Nelle azioni collettive aventi ad oggetto prodotti o servizi venduti attraverso contratti conclusi secondo le modalità previste dall’articolo 1342 del codice civile, la diffusione di messaggi pubblicitari ingannevoli, accertati dall’autorità competente, rende nulli i contratti nei confronti di tutti i singoli consumatori o utenti nel periodo di diffusione del messaggio stesso. La nullità può essere fatta valere solo dal promotore dell’azione di gruppo.

 

12. In caso di soccombenza, anche parziale, del convenuto, lo stesso è condannato al pagamento delle spese legali. In ogni caso, il compenso dei difensori del promotore della azione collettiva non può superare l’importo massimo del 10 per cento del valore della controversia”.

 

13. Le disposizioni di cui al presente articolo diventano efficaci decorsi 180 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge».

 

 

 

Sì all’introduzione della class action in Italia
di Nicoletta Cottone

 

http://www.ilsole24ore.com/

 

 

Sì all’introduzione della class action in Italia. Una norma così importante che passa per un errore del senatore di Forza Italia Roberto Antonione. Il via libera dell’aula di Palazzo Madama arriva dopo una discussione animatissima con 158 sì, 40 no e 116 astenuti . Antonione sbaglia a votare e scoppia in un pianto irrefrenabile,. «Con la confusione che c’era mi sono sbagliato e ora sto pensando addirittura se non sia il caso di dimettermi dal mandato…». Si dispera il senatore: «Saremmo stati pari, e per un voto, il mio, invece è passato». Senza errore sarebbe stato 157 a 157. Al Senato, infatti, le astensioni valgono come voti contrari. L’emendamento introduce nella Finanziaria l’articolo 53-bis, che istituisce e disciplina in Italia l’azione collettiva risarcitoria a tutela dei consumatori. Manzione esulta in aula con le braccia in alto a pugni chiusi, come un centravanti saluta i tifosi dopo aver segnato un goal. «È una riforma epocale – dice il relatore alla Finanziaria Giovanni Legnini (Ulivo) – che ci avvicina all’Europa e agli altri Paesi evoluti».

 

L’articolo introduce nel Codice del Consumo (Dlgs 206/2005) l’articolo 140-bis, tutto dedicato all’azione collettiva risarcitoria. Le associazioni dei consumatori e degli utenti possono richiedere singolarmente o collettivamente al tribunale del luogo ove ha la residenza il convenuto, la condanna al risarcimento dei danni e la restituzione delle somme dovute direttamente ai singoli consumatori interessati, in conseguenza di atti illeciti.

 

Il Governo, entro 180  dovrà emanare un decreto del ministro della Giustizia, sentito il dicastero dello Sviluppo economico, per individuare una platea oltre alle 16 associazioni riconosciute dal Cncu (Consiglio nazionale consumatori utenti) come soggetti in grado di esercitare l’azione risarcitoria. Prima che il decreto diventi operativo sarà sottoposto al parere delle commissioni competenti di Camera e Senato. L’articolo precisa che in caso di soccombenza anche parziale del convenuto, lo stesso é condannato al pagamento delle spese legali. In ogni caso, il compenso dei difensori del promotore dell’azione collettiva non può superare l’importo massimo del 10 per cento del valore della controversia.

 

Mentre si discute l’emendamento Manzione-Bordon in aula scoppia la bagarre. Forte scambio di battute tra il presidente del Senato Franco Marini e il capogruppo azzurro Renato Schifani nella concitata fase della contestazione da parte Cdl della class action. Marini ha ricordato che ieri «avevamo fatto un patto tra gentiluomini e ci si è accordati che i lavori si sarebbero svolti in modo ordinato per consentire la chiusura stasera». Schifani ha replicato: «il nostro accordo era che si votasse anche domani mattina, noi avevamo chiesto questo». Per Marini, però, si tratta di una «forma di ostruzionismo».

 

Forza Italia non ci sta a introdurre la class action in finanziaria. Quando il presidente Marini annuncia che «adesso si passa al voto», si alza nell’emiciclo qualche fischio dai banchi dell’opposizione. Tutti in piedi, dai banchi azzurri, a protestare. Il più convinto, Maurizio Sacconi prima sbatte i giornali sul banco, poi si toglie una scarpa e la sbatte sul banco. Udc, An e Forza Italia avevano annunciato l’astensione dei rispettivi gruppi dal voto sull’emendamento Manzione-Bordon che introdurrebbe la class action nell’ordinamento giudiziario italiano

 

 

 

Vedi anche:

 

 

 

Legge sul risparmio monca su alcuni aspetti fondamentali

 

https://wallstreetrack.wordpress.com/2006/08/30/22/

 

 

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2006/09/25/il-risparmio-dolosamente-tradito-dalla-politica-la-class-action/]link-Class Action [/url]

 

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Legge sul risparmio monca su alcuni aspetti fondamentali

 

http://www.osservatoriosullalegalita.org/05/acom/12dic3/2101marcorisparmio.htm

 

Legge sul risparmio monca su alcuni aspetti fondamentali.

 

http://www.adusbef.it/consultazione.asp?Id=3959&T=A

Il Risparmio dolosamente tradito dalla politica : la Class Action

http://www.osservatoriosullalegalita.org/06/acom/09set3/2525marclassaction.htm

 

Class action : facile , veloce , gratuito

http://www.osservatoriosullalegalita.org/06/docum/varie/010marcoclassaction.htm

 

 

Crack in Italia e in America : sentenze e numeri a confronto

http://www.osservatoriosullalegalita.org/05/acom/12dic3/2244marcocrack.htm

 

Finanziaria : ma l’Italia necessita di etica e legalita’

http://www.osservatoriosullalegalita.org/06/acom/10ott3/2300marcofin.htm

 


Finanziaria e debito pubblico : problemi di etica e informazione

 

http://www.osservatoriosullalegalita.org/06/acom/10ott1/0822marcofinanziaria.htm

 

USA : le lobby contro la legge che protegge i risparimatori

http://www.osservatoriosullalegalita.org/06/acom/10ott3/3100marcousa.htm

 

 

L’etica in politica e in finanza deve essere un must

 

http://www.osservatoriosullalegalita.org/05/interventi/041eticapolitica.htm

 

Bancopoli : lettera ai politici del centrosinistra

 

http://www.osservatoriosullalegalita.org/06/acom/01gen1/0955marcobancopoli.htm

 

E ora le priorita’ : legalita’ competitivita’ e conflitto d’interessi

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Il Paese dei furbetti : crack , banche , finanziarie e vittime

 

http://www.osservatoriosullalegalita.org/05/inchieste/012marcomanipul2.htm

 

Calciopoli , bancopoli , crack : Italia Argentina 1 a 1 ?

 

http://www.osservatoriosullalegalita.org/06/acom/05mag3/2200marcofurbetti.htm

 

 

Index of economic freedom : Italia agli ultimi posti

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Caro Belpietro , sul tasso di disoccupazione i conti sono altri …

http://www.osservatoriosullalegalita.org/05/interventi/055disoccupaz.htm

 

 

 

Caro Belpietro , e questa e’ la verità sulla libertà di stampa

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RSF e Freedom House su liberta’ di stampa in Italia

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