Dollaro, Petrolio, Oro e le altre Commodities

 

 

 

 

Dollar

 

 

 

Supply Petroleum Data

 

 

 

 

 

 

 

International Energy Agency

http://www.iea.org/

 

Crude Oil (Excluding SPR) = scorte di greggio

Total Motor Gasoline = benzina

Distillate Fuel Oil = gasolio da riscaldamento e diesel 

SPR = riserva americana

 

 

Crude Oil prices in the past 200 years seasonally adjusted

http://www.forbes.com/business/2005/11/01/oil-prices-1861-today-real-vs-nominal_flash.html

http://www.forbes.com/2008/05/13/oil-prices-1861-today-real-vs-nominal_flash2.html

Il prezzo in tempo reale dei futures al Chicago Board of Trade

http://www.wallstreetitalia.com/articolo.asp?ART_ID=443424

 

 

I segreti del mercato dell’Oro Nero – Seconda parte

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2007/10/29/i-segreti-del-mercato-delloro-nero-seconda-parte/]link- segreti del mercato dell’Oro Nero – Seconda parte [/url]

I segreti del mercato dell’Oro Nero – Prima parte

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2007/05/21/i-segreti-del-mercato-delloro-nero-prima-parte/]link- segreti del mercato dell’Oro Nero – Prima parte [/url]

 

 

 

Performance For the year 2008

Dow  is  nearly ……………………………- 4.96 %
S&P 500 is nearly ………………………. – 4.59 %
Nasdaq Composite is nearly ………….. – 8.00 %
Nasdaq 100 is nearly …………………… – 8.26 %

 

 

Distance from their all-time closing highs hit on Oct. 2007

Dow Jones industrials had lost 1.592 points ( –11.21% ) –14,198
S&P 500 had lost 175.00 points ( –
11.10% ) –1,576.09
Nasdaq Composite  had lost 421.57 points ( –14.73% ) — 2,861.51
Nasdaq 100 had lost 326.19 points ( –14.56% ) — 2,239

 

 

 

Performance For the year 2007

Dow  is  nearly ………………………………+ 7.24 %
S&P 500 is nearly ………………………… + 4.24 %
Nasdaq Composite is nearly …………….+10.73 %
Nasdaq 100 is nearly ……………………. +18.24 %

 

 

2007 – The Market’s Closing

2007 : Dow Jones a 13.264,82 S&P 500 a 1.468,36 Nasdaq a 2.652,28 Nasdaq 100 a 2.085,25 Sox a 410

2007 Max:  Dow Jones a 14.198 S&P 500 a 1.576 Nasdaq a 2.861 Nasdaq 100 a 2.239 Sox a 549

2006 : Nasdaq a 2.395  Il Dow Jones a 12.368  L’S&P 500 a 1.408,5 Nasdaq 100 a 1.763,50

Closing at  January 11

 

 

 

 

 

Petrolio, nuovo record

Oil cost

January 2, 2008

WTI on the New York Mercantile Exchange  was at $100.05 per barrel

January 3, 2008

Brent on the London Mercantile Exchange  was at $98.38 per barrel

Crude Oil (Excluding SPR) = scorte di greggio
Total Motor Gasoline =    benzina
Distillate Fuel Oil = gasolio da riscaldamento e diesel 

 

 

Le quotazioni petrolifere sono espresse in dollari per barile ( 1 barile è equivalente a 42 galloni USA, ovvero a 158,76 litri di greggio, pari a circa 135 chili, ovvero 1 Gallone americano = 3.78 litri ) ed il suo impiego come misurazione standard risale al 19° secolo, quando l’oro nero era effettivamente immagazzinato in barili di legno di tale capienza. Il vecchio ‘barile’ è pero’ fisicamente estinto e sopravvive solo come unità di misura standard dell’industria petrolifera, anche se i barili d’acciaio comunemente usati ai giorni nostri in realtà contengono 55  galloni ( 207,9 litri)

I vecchi barili di legno sono stati il mezzo più comune per stoccare e trasportare il petrolio solo veramente all’inizio della storia di questa industria quando Edwin Drake cominciò a pompare il petrolio in Pennsylvania, era il 1859, e usava dei barili di legno, gli stessi utilizzati per trasportare altri generi, come sale, ostriche o whisky.

Il barile più comunemente usato per il petrolio era quello da 40 galloni americani (circa 151 litri), la stessa dimensione di quelli per il whisky (spesso venivano utilizzati proprio vecchi barili da whisky).

Nel 1870 la misura di un barile di petrolio venne fissata in 42 galloni, come già era per il barile di aringhe o quello di lardo. Allora il petrolio costava circa 10 centesimi di dollaro al gallone.

 

 

Da cosa dipendono le quotazioni del petrolio? Perché ci sono differenze di prezzo da un paese all’altro? Sfogliando i listini si trovano differenti quotazioni, tutte comunque espresse in dollari statunitensi, perche’?

 

L’Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio (OPEC), che detiene circa il 75% delle riserve mondiali di petrolio, ha facoltà di negoziare con le compagnie petrolifere produzione e concessione e quindi il prezzo del greggio (calcolato su un barile).

A parte il fatto inoltre che tale risorsa è trattata sui mercati di diversi continenti e quindi sono possibili disallineamenti tra questi, bisogna sottolineare che non tutto il petrolio è uguale.

Tutti i futures principali  “paper oil”, sono contratti con scadenza a tre mesi e a seconda dei casi possono prevedere alternativamente la consegna fisica a scadenza (physically settled) franco oleodotto o raffineria, oppure il regolamento attraverso compensazioni in denaro tra il prezzo future pattuito e il prezzo del greggio a consegna immediata sul mercato (cash settled).

Anche sul sito di Borsa italiana è possibile monitorare l’andamento di alcuni strumenti derivati, come Covered Warrant, Leverage ed Investment Certificates, aventi come sottostante il petrolio Brent o il WTI (visualizzare, in tutti e tre i casi, il contenuto della tendina “Altro”). Questi strumenti permettono di “scommettere” sull’andamento del prezzo del petrolio e dunque investire sulla convinzione che il prezzo del petrolio possa salire o, viceversa, scegliere.

Il cosiddetto “paper oil”, il petrolio finanziario, quello cioè sottostante ai contratti derivati, si divide essenzialmente in 4 tipologie:

  • il “light crude” ed il “brent”. In entrambe i casi si tratta della migliore qualità di petrolio, quella più apprezzata dall’industria della raffinazione.

  • Il Light crude è un greggio caratterizzato dalla bassa presenza di zolfo (che non può superare lo 0.42% in termini ponderali): si tratta quindi dello standard più pregiato, che consente pochi scarti in fase di lavorazione ed è quello da cui si riesce a ricavare la maggior quantità possibile di benzine e di carburante per aviazione. Il contratto future sul Light Crude è regolarmente quotato dal 1983 al NYMEX, il New York Mercantile Exchange; sulla stessa piazza sono trattati anche una serie di derivati (futures ed opzioni) che hanno come sottostante lo spread tra il Light Crude e i petroli di qualità inferiore sotto citati. Al NYMEX viene scambiato anche il future sul greggio del Dubai, la cui qualità è analoga a quella del Light Crude e del Brent.

  • Il Blent Brent (abbreviato correntemente in Brent) è il petrolio a basso contenuto di zolfo estratto dalla piattaforma continentale del Mare del Nord; anche in questo caso si tratta di greggio di altissimo standard molto apprezzato dai raffinatori. All’International Petroleum Exchange (IPE) con sede a Londra è invece quotato – sempre in dollari – il future che ha come sottostante il Brent. Questo derivato copre circa due terzi delle contrattazioni mondiali di petrolio finanziario. Su tale mercato è anche trattato il contratto di opzione legato allo spread tra il Brent e il Light Crude.

  • il greggio del Dubai, la cui qualità è analoga a quella del Light Crude e del Brent.

Vi sono altre tipologie di petrolio quotate sui mercati americani, ma la loro importanza finanziaria è decisamente più ridotta. I principali sono:

 

  • il West Texas Intermediate-Midland (WTI),

  • il West Texas Sour,

  • il Light Louisiana Sweet,

  • il Canadian Bow River (prezzato ad Alberta),

  • il Mars Blend

Sono comunque tutti greggi meno pregiati e la loro importanza per gli analisti finanziari riguarda soprattutto il differenziale di prezzo (o spread) tra questi e il Light Crude, differenziale che ovviamente tende a ridursi in previsione di carenza di offerta.

 

Il Brent , il petrolio di riferimento europeo, a Londra  il 3 gennaio 2008 è salito a 98,38 dollari al barile, nuovo record storico. Il picco del Brent e’ il valore piu’ alto raggiunto da quando e’ attivo il mercato dei futures (1988).

Il petrolio americano più pregiato – Lo Sweet Light Crude, il 2 gennaio 2008 ha segnato il record di tutti i tempi a $100.09 per barrel, vicino al record di sempre se raffrontato al precedente shock petrolifero nel 1979 durante la rivoluzione iraniana (ll barile volava a 20 dollari,  che aggiustato per l’inflazione (in real terms, stripping out inflation  or inflation-adjusted, the average monthly price that U.S. refiners paid for imported crude oil) significa oltre 101 dollari a barrel).  Ma Nel 1974, un altro shock aveva fatto volare le quotazioni: l’embargo dell’Opec durante la guerra del Kippur. Il petrolio per battere il proprio record in termini reali, cioé tenendo conto dell’inflazione e del tasso di cambio, deve superare quota 102 dollari al barile.  Ecco di seguito una tabella che riporta, nelle quotazioni dell’epoca, le principali soglie raggiunte dal greggio sul mercato statunitense.

  • Il precedente record era stato toccato il 21 NOV a $99.29 per barrel, il 6 NOV a $96.44 per barrel,  il 31 OTT a $94.53 per barrel , il 29 OTT a $93.8 per barrel ed  il 19 OTT a $90.02 per barrel e il 16 OTT a $89,78 (Il precedente era stato toccato a New York il 12 OTT a $86,38) e stracciando il record di 78,40 dollari toccato nel luglio del 2006.  Nel corso del 2007, i prezzi del greggio hanno messo a segno un balzo del 57%. E pensare che tre anni fa, a fine 2004, il barile quotava esattamente la metà: 50 dollari al barile. A gennaio 2007 per un barile di greggio erano necessari sui 56 dollari al barile. Negli ultimi otto anni il costo effettivo del petrolio è aumentato di oltre il 400%.

Ad alimentare gli acquisti sulle quotazioni del greggio sono stati anche i rinnovati episodi di violenza in Nigeria e i timori che l’Opec potrebbe non essere in grado di soddisfare la sua quota di domanda globale di greggio entro il 2024. Altro fattore che incide sull’ennesima fiammata dei prezzi è rappresentato dalla chiusura di alcuni porti del Messico da cui il petrolio viene esportato, a causa delle cattive condizioni del tempo. Si prevede infatti un calo delle scorte di greggio negli Usa per la settima settimana di fila. Il rapporto del Dipartimento dell’Energia Usa verra’ diffuso domani.

Nel 2008, secondo alcuni economisti, il barile potrebbe raggiungere i 100 dollari. Ma se il petrolio salisse a 100 dollari? A questo punto ci sarebbero gravi problemi. Bisogna evitare in tutti i modi di arrivarci. Il fatto è che mentre la domanda di energia cresce, l’offerta non si sviluppa in analoga misura perché gli investimenti nella ricerca degli idrocarburi ristagnano, fra nazionalismi, guerre, disarmi ingenui, gelosie internazionali. E ci si trastulla con le energie verdi, mentre soltanto un massiccio programma elettronucleare e un coraggioso rilancio del carbone possono risolvere il problema.

L’Istituto economico Diw prevede che il prezzo del petrolio raddoppiera’, arrivando a 200 dollari, entro i prossimi dieci anni. Le riserve di greggio saranno sempre piu’ scarse e pertanto piu’ care’, ha detto l’esperta del Diw, Claudia Kemfert, al quotidiano ‘Berliner Zeitung’. A suo avviso, ‘nei prossimi 5 anni e’ possibile che il prezzo del greggio arrivi a 150 dollari. A $88.00 a barrel just cut economic growth by -1 percent . When the economy is creating 200,000 new jobs a month, the U.S. can tolerate $65 to $70 a barrel oil, but at  $95 a barrel the economy should create about 300,000 new jobs a month

Il greggio si e’ mantenuto anche nell’ultimo scorcio del 2007 sopra ai 90 dollari, e il conto petrolifero annuale si chiude con una media a 70,0 dollari al barile, il livello cioé più alto dall’inizio degli anni ’80:

  • 2007 Crude oil (NYMEX) (per barrel) $96.00 +57.25% from  $61,05 at the close in 2006, e  $70.00  a barrel (media delle quotazioni petrolifere a fine anno), +11.28% from  $62,9 media delle quotazioni petrolifere a fine 2006

  • 2006 Oil cost was $62,9  a barrel (media delle quotazioni petrolifere a fine anno) +19.12% from  $52,8 media delle quotazioni petrolifere a fine anno 2005.

  • 2005 $52,8  a barrel (media delle quotazioni petrolifere a fine anno) +36.78% from  $52,8 media delle quotazioni petrolifere a fine anno 2004

  • 2004  $38,6  a barrel +25.73% from 2003

  • 2003 30,7

  • 2002 26,7

  • 2001 26,5

  • 2000 32,0

  • 1999 20,2

  • 1998 14,8

  • 1997 23,0

 

 

Details:

 

1970: il prezzo ufficiale del petrolio saudita viene fissato, secondo le cifre del ministero statunitense dell’Energia, a 1,80 dollari al barile

1974: embargo dell’Opec durante la guerra del Kippur provoca il primo shock petroliero. Il prezzo del barile supera i 10 dollari.

1979: la rivoluzione iraniana rappresenta il secondo shock petrolifero. Il barile vola a 20 dollari. che aggiustato per l’inflazione (in real terms, stripping out inflation  or inflation-adjusted, average monthly price that U.S. refiners paid for imported crude oil) significa oltre 101 dollari a barrel.

1980: la guerra Iran-Iraq spinge le quotazioni del greggio sopra i 30 dollari.

All’inizio del 1981 il prezzo raggiungerà i 39 dollari al netto dell’inflazione che attualizzato ai corsi odierni della moneta, indicizzato cioé all’inflazione, equivarrebbero a 80 dollari al barile

1990: con la guerra nel Golfo il barile tocca e supera i 40 dollari.

2003: Nel 2003 il petrolio valeva i 30,7 dollari al barile (media delle quotazioni petrolifere a fine anno)

2004: Nel 2004 il petrolio valeva i 38,6 dollari al barile (media delle quotazioni petrolifere a fine anno) per raggiungere i 50 dollari al barile, pesano i timori di scarsi approvvigionamenti.

2005: Vengono infrante le soglie psicologiche dei 60 e 70 dollari al barile, anche a causa dell’uragano Katrina che ha creato problemi nel Golfo del Messico.

2007: anno in cui il petrolio raggiunge i 90 dollari e chiude l’anno sfiorando i 100.

  • In settembre il barile supera gli 80 dollari.

  • In ottobre prima infrange i 90 dollari al barile, poi si piazza fra i 94 e i 95.

  • In novembre vola a un passo dai 100 dollari al barile, toccando il record storico a 99,29.

2008: il 2 gennaio la volata del greggio, che tocca i 100 dollari al barile, in seguito alle tensioni in Nigeria

 

 

Rispetto all’euro, bisogna considerare il fatto costituito dalla perdita di potere di acquisto del dollaro, in cui si esprime la quotazione del petrolio.

 

 

 

Rispetto all’euro, bisogna considerare il fatto costituito dalla perdita di potere di acquisto del dollaro, in cui si esprime la quotazione del petrolio. Questo conto i paesi produttori lo fanno, anche se con un po’ di malafede ed esagerazione, in quanto le monete asiatiche, nelle loro parità di cambio, non hanno seguito l’euro, ma il dollaro, mediante metodi poco ortodossi di manipolazione monetaria.

Ecco una tabella che mostra le medie delle quotazioni petrolifere dagli anni ’70, prezzi in dollari attualizzati ai corsi odierni in euro al 31 dicembre di ciascun anno:

 

ANNO – DOLLARI A BARILE – CAMBIO EURO-DOLLARO – EURO A BARILE

1970 9,70 1,0191 9,50

1971 11,9 1,0469 11,4

1972 12,9 1,1218 11,5

1973 16,7 1,2302 13,6

1974 48,7 1,1938 40,8

1975 43,0 1,2404 34,7

1976 44,8 1,1164 40,1

1977 44,4, 1,1417 38,9

1978 42,0 1,2721 33,0

1979 53,9 1,3706 39,3

1980 79,1 1,3890 56,9

1981 78,9 1,0878 72,5

1982 68,4 0,9803 69,8

1983 57,5 0,8911 64,5

1984 53,0 0,7888 67,2

1985 48,2 0,7623 63,2

1986 25,6 0,9842 26,0

1987 29,7 1,1542 25,7

1988 23,8 1,1824 20,1

1989 26,7 1,1000 24,3

1990 32,3 1,2753 25,3

1991 27,0 1,2403 21,8

1992 25,0 1,2957 19,3

1993 21,5 1,1698 18,4

1994 20,0 1,1857 17,0

1995 21,6 1,2935 16,7

1996 25,2 1,2526 20,1

1997 23,0 1,1305 20,3

1998 14,8 1,1230 13,2

1999 20,2 1,0500 19,2

2000 32,0 0,9000 35,5

2001 26,5 0,8800 30,1

2002 26,7 1,0500 25,4

2003 30,7 1,1880 25,8

2004 38,6 1,3600 28,3

2005 52,8 1,1818 44,6

2006 62,9 1,3170 47,7

2007 70,0 1,4721 47,5

2007 $70,0 / €47,5 – Vale a dire appena poco di meno dell’anno scorso (nonostante il forte guadagno dell’euro sul dollaro) quando a fronte di un barile, in media d’anno, a 62,9 dollari, ed al cambio euro-dollaro di fine anno a 1,317, si pagavano per un barile 47,7 euro. Per ritrovare comunque un prezzo dell’oro nero sopra quota 50 euro (nella sua enorme differenza ai prezzi attuali in euro, non vale anche per il dollaro lo stesso livello record), bisogna risalire alla metà degli anni ’80, quelli cioe’ dello shock petrolifero.

Dal punto di vista europeo, quindi il petrolio ai prezzi attuali di 96 dollari al barile, al cambio euro/dollaro attuale (1.469), ha lo stesso prezzo in euro (€65.35 al barile) di quando il petrolio a 85 dollari al cambio euro/dollaro di 1,3 euro costava per l’Europa la stessa cifra, ovvero €65.38 al barile. La rivalutazione dell’euro del 13% compensa quindi soltanto il rialzo del petrolio della stessa percentuale. Ne consegue che l’Europa puo’ si’ reggere un prezzo del petrolio di 90 dollari il barile, ma non ne trae alcun vantaggio rispetto a quando il petrolio era  a 80 dollari (cosa che e’ dimostrata anche dal raffronto del prezzo medio di chiusura nel 2006 tanto del petrolio quanto dell’euro/dollaro, in raffronto e quello del 2007: 2006 $62,9 al barile a €/$ 1,317 –  €47,7 al barile – 2007 70,0 al barile a €/$ 1,4721  – €47,5 al barile )

Sul caro-greggio gioca dunque il supereuro, ma  a favore dei conti dei paesi produttori che hanno abbandonato il peg con il dollaro nei pagamenti, e non a favore dei paesi consumatori di area euro (Italia in prima linea) per l’appunto.

 

 

 

PETROLIO: 2007 ANNO NERO, MAI COSI’ CARO DA SHOCK ’80

Tre miliardi e mezzo di cinesi e indiani ci contendono le risorse naturali

Nel 2003 il petrolio valeva 30,7 dollari al barile (media delle quotazioni petrolifere a fine anno), per raggiungere i 38,6 dollari al barile (media delle quotazioni petrolifere a fine anno) nel 2004, i 70 nel 2005, e gli 80 nel settembre 2007

Soltanto nell’ultimo anno il greggio sui mercati internazionali ha messo a segno un rincaro di oltre il +57.0%, vicino ai livelli dei grandi shock petroliferi della meta’ degli anni ’80, gli anni dell’Austerity che videro gli italiani costretti in bicicletta (all’inizio del 1981 il prezzo raggiungse i 39 dollari al barile al netto dell’inflazione che attualizzato ai corsi odierni della moneta, indicizzato cioé all’inflazione, equivarrebbero a 80 dollari al barile ).

L’oro nero mette così a segno un rialzo di quasi 47 dollari un rincaro intorno al 95.9% negli ultimi tre anni e mezzo rispetto alla quotazione attuale di 96 dollari: nell’estate del 2004 il greggio era infatti intorno ai 49 dollari pari cioé a quasi un raddoppio delle quotazioni (Nel 2004 il petrolio valeva i 38,6 dollari al barile come media delle quotazioni petrolifere a fine anno, per raggiungere poi nell’estate i 50 dollari al barile

L’aumento del prezzo del greggio e’ tollerabile quando originato da una crescita della domanda o da un’accelerazione dell’economia; nel caso in cui sia legato ad una riduzione delle scorte, allora diventa preoccupante. 

Se il petrolio schizza a 100 dollari il barile per mesi, la valuta americana precipita in una débacle vertiginosa: e il futuro che ci arriva addosso è come una locomotiva impazzita. Il futuro appartiene a Cindia, e la rapidità con cui lo sviluppo asiatico cambia il pianeta impone scelte urgenti.

Proprio mentre la compagnia petrolifera cinese PetroChina diventa la regina mondiale delle Borse, con una capitalizzazione superiore ai big americani Exxon e General Electric messi insieme, l’Agenzia internazionale per l’energia (Aie) pubblica un rapporto allarmante sul peso di Cindia nella crisi energetica. L’Aie ci avverte che entro il 2030, cioè in soli 23 anni, i cinesi avranno sette volte più automobili di oggi (270 milioni), il loro consumo di energia sarà più che raddoppiato. Già fra tre anni la Cina avrà superato gli Stati Uniti per il consumo di petrolio: appena due anni fa, la domanda americana era ancora superiore di un terzo. L’India segue dappresso la Cina, la sua domanda di energia sarà più che raddoppiata entro il 2030, e la maggior parte di quel fabbisogno aggiuntivo dovrà essere importato. A causa di Cina e India, “i giganti emergenti dell’economia mondiale e dei mercati internazionali dell’energia”, l’Aie ci avverte che i consumi di petrolio, gas e carbone in un ventennio cresceranno oltre il 50% rispetto ai livelli odierni. Se la situazione di oggi è così tesa da sospingere il greggio a 100 dollari il barile, quanto spenderemo nei prossimi anni per continuare a usare l’automobile? I paesi petroliferi dovranno aumentare la produzione a 116 milioni di barili al giorno entro il 2030, cioè 32 milioni di barili in più. A quella data, sostiene l’Aie, il prezzo nominale del greggio potrebbe toccare i 159 dollari. Ma esisteranno ancora riserve sufficienti? A quale costo di estrazione? Già oggi una delle cause del caro-petrolio è la carenza di infrastrutture per estrarre, trasportare e raffinare “l’oro nero”. Per rispondere alla spaventosa impennata dei consumi mondiali bisogna investire altri 22 mila miliardi di dollari nelle infrastrutture per l’approvvigionamento: tutti costi che verranno scaricati sull’utente finale, il consumatore.

Secondo l’Aie se non saranno prese misure per frenare i consumi, le emissioni di gas effetto serra potrebbero aumentare del 57% entro il 2030 (+1,8% all’anno) riscaldando così il clima di almeno il 3%. Secondo il documento pubblicato oggi a Parigi dall’agenzia che cura gli interessi energetici dei paesi industrializzati dell’Ocse, la domanda di petrolio, che resterà di gran lunga la principale fonte di energia per i prossimi 25 anni, balzerà dagli 84 milioni di barili al giorno a 116 mbg. Il forte incremento della domanda sarà concentrato al 74% nei paesi in via di sviluppo, di cui il 45% per la Cina e e l’India. L’Aie è però moderatamente ottimista sull’evoluzione del prezzo del petrolio che prevede attestarsi ai 159 dollari nominali a barile nel 2030, cioé circa 62 dollari di oggi una volta sottratta l’inflazione. A patto però, avverte l’Aie, che vengano effettuati investimenti da 22.000 miliardi di dollari. Altrimenti, precisa, una crisi energetica accompagnata da una fiammata dei prezzi del greggio è sempre possibile. Quanto alle conseguenze sul clima, se le misure ‘verdi’ attualmente prese in considerazione nel mondo saranno applicate, l’aumento delle emissioni di gas a effetto serra potrebbe essere limitate all’1% annuo invece dell’1,8%. Si tratta però dello scenario più ottimista dell’Aie. Se nessun provvedimento sarà preso la Cina rimarrà di gran lunga il paese che emette più CO2, davanti agli Stati Uniti, India (a partire del 2015) e poi Russia e Giappone. Nel suo documento l’Aie ribadisce che la misura più efficace è quella del risparmio di energia

Dietro al comportamento isterico dei mercati ci sono interessi potenti in azione, hedge fund e finanza derivata scommettono sull’instabilità, capitali speculativi amplificano il rincaro petrolifero e il ribasso del dollaro. Ma la speculazione opera sulla base di uno scenario reale: tre miliardi e mezzo di cinesi indiani e altri popoli asiatici ci contendono le risorse naturali sempre più scarse; le riserve petrolifere mondiali sono sotto una pressione inaudita; l’effetto economico è brutale, l’impatto sull’ambiente è pauroso.

Senza la cooperazione di Cindia anche il terremoto valutario è difficile da affrontare. Il crollo del dollaro è il risultato di anni in cui l’America è vissuta al di sopra dei suoi mezzi, accumulando deficit commerciali verso l’Asia. Il peso dei debiti americani è la mina vagante che genera un’instabilità finanziaria mondiale. La banca centrale cinese è il più grosso creditore di Washington, con 1.500 miliardi di dollari di riserve investiti in larga parte in Treasuries and Note americani. Mentre cascano come birilli tutti i capi delle grandi banche americane travolti dagli scandali dei mutui subprime, la Federal Reserve deve curare il malato lasciando scivolare i tassi e il dollaro. Pechino ha adottato una tattica abile nel breve periodo, pericolosa nel lungo termine. Ha sganciato la sua moneta dalla parità fissa col dollaro, ma “pilota” il cambio in modo da rivalutarlo molto lentamente rispetto alla moneta Usa. Di conseguenza la valuta cinese e altre valute asiatiche di paesi satelliti si deprezzano quotidianamente rispetto all’euro. Tutto l’onere dell’aggiustamento del dollaro si scarica così sull’euro, amplificandone la forza e creando le premesse per altri squilibri. Da questa impasse non si esce finché ci si culla nell’illusione che il mondo sia ancora un condominio America-Europa.

 

 

 

Secondo alcune stime di tecnici del settore, da un barile si ricavano circa 50 litri di benzina e 50 litri di gasolio. I carburanti da soli rappresentano il 87.0% del barile di petrolio:

  • il 23% diventa gasolio auto mentre

  • il 22% diventa benzina

  • il 20% diventa  olio combustibile per utilizzi industriali o per la produzione elettrica

  • il 10% diventa  gasolio riscaldamento

  • il  7% diventa kerosene, il cosiddetto jet-fuel per i trasporti aerei commerciali e militari

  • il  5% diventa gpl auto e riscaldamento

  • il  5% è destinato ai bitumi (il materiale, ad esempio, per realizzare gli asfalti)

  • il  3% del barile serve per i lubrificanti

  • il  5% è destinato all’uso delle raffinerie, gli impianti cioè di trasformazione dell’oro nero in prodotti lavorati

Un barile di petrolio al mese per italiano – In Italia consumiamo mediamente 5 litri di petrolio al giorno per persona, ossia circa un barile di petrolio al mese. Il consumo di petrolio annuale medio per una famiglia di 4 persone in Italia si aggira quindi intorno a 7.760 litri. Quasi 2.000 Euro ai prezzi del 2005.

Tenuto conto che un barile nel contiene 158,76 litri, in termini energetici il suo valore è di circa 1.650 chilowattora. Tenuto conto che il consumo medio mensile di una famiglia è di 225 chilowattora, un barile di petrolio corrisponde, all’incirca, ai consumi familiari in sette mesi e mezzo.

Dal petrolio raffinato si ricavano circa una ventina di prodotti, e se energia per l’elettricità, benzina e gasolio fanno la parte del leone, dal barile il petrolio arriva nelle case sotto forma di bottiglie e oggetti di plastica, polistirolo fino ad alcuni tessuti di abbigliamento, come il polyestere.

Da un barile di petrolio, infatti si possono ricavare ben 1.750 bottiglie di plastica da un litro e mezzo, quelle comunemente usate per acqua minerale e bibite. Servono all’incirca 2 chili di petrolio per fare 1 kg di plastica per alimenti (Pet). Quindi da un barile di petrolio si ricavano circa 70 chili di Pet. Tenuto conto che una bottiglia da un litro e mezzo pesa circa 40 grammi, da un barile si possono produrre qualcosa come 1.750 bottiglie.

 

 

 

 

Oro


Janyary 14, 2008

Sul Comex a New York  i futures con consegna a febbraio salgono  a $915.9 l’oncia

January 14, 2008

A Londra, con consegna immediata sale a $914.3 l’ oncia

January 14, 2008

In Asia  i futures con consegna a febbraio salgono  a $900.6 l’oncia

e quello a consegna immediata e’ salito fino a $898,70 l’oncia.

Secondo alcuni analisti, il prezzo dell’oro dovrebbe toccare rapidamente i $1.000 l’oncia, tenuto conto anche del fatto che se si dovesse tenere conto della rivalutazione in base all’andamento dell’inflazione negli ultimi 28 anni la quotazione arriverebbe a circa $2.200.

  • Le condizioni rialziste per l’oro, i metalli e le commodities ci sono tutte. A partire dal calo del biglietto verde, con l’euro balzato sopra 1,49 dollari e vicinissimo al record dello scorso novembre. A favorire gli acquisti di metalli preziosi sono anche le previsioni fosche sull’andamento dell’inflazione negli Stati Uniti a dicembre 2007, che potrebbe aver registrato il maggiore rialzo dal lontano 1981. La corsa dell’oro, infatti, iniziata nei giorni scorsi e arrivata sopra i 900 dollari, nasce dall’allarme sulla recessione americana e soprattutto dalla possibile conseguente riduzione dei tassi di interesse Usa  prospettata dal presidente della Fed Ben Bernanke per fine mese (che intende prendere ulteriori misure per “assicurare” l’economia statunitense da un eccessivo rallentamento). Tanto da assegnare una probabilità del 44% per un taglio dei tassi addirittura di tre quarti di punto percentuale il 30 gennaio (escluso soltanto una settimana fa), e del 58% per una sforbiciata da mezzo punto percentuale che porterebbe i tassi al 3,75%. Tutti attendono l’audizione di Bernanke al Congresso, in agenda domani, e una banca d’investimento di prima linea come Deutsche Bank oggi ha azzardato che entro fine trimestre la divisa europea possa arrivare a valere 1,55 dollari.

  • Sommato al rally dei prezzi petroliferi (il barile è tornato a salire e sfiora i 94 dollari), ciò si traduce in un’erosione del potere d’acquisto del dollaro che ha spinto molti investitori a puntare sui tradizionali beni-rifugio. I preziosi, innanzitutto, ma anche il mais e la soia, che hanno segnato un balzo di circa il 50% negli ultimi cinque mesi grazie al loro crescente status di carburanti alternativi al greggio.

  • Il prezzo dell’ oro segue di pari passo quello del petrolio e dell’ euro. L’ apprezzamento dell’ euro di conseguenza favorisce gli acquisti di oro, i quali a loro volta sono fondamentalmente sostenuti dal rischio-inflazione connesso al deprezzamento del biglietto verde. L’ oro infatti è un bene rifugio nei periodi di tensione geopolitica e di spinte inflazionistiche, il cui prezzo è denominato in dollari.

Londra – January 14, 2008 – A Londra nuovo record storico con acquisti trainati dal dollaro debole e dal petrolio ancora in rialzo, L’oro con consegna immediata ha toccato gli  $914.3 l’ oncia (una misura che corrisponde a 28,35 grammi), sopra gli 850 dollari toccati il 21 gennaio 1980, e polverizzando il record precedente di $891.7 l’oncia segnato il 9 gennaio 2008. Il fixing a Londra avviene due volte, alle 10.30 ed alle 15.00.

New York – January 14, 2008 – Al Comex di New York nuovo record storico, i futures sull’oro con consegna a febbraio hanno segnato $915.9 l’oncia (una misura che corrisponde a 28,35 grammi), polverizzando il record precedente di 873 dollari del 21 gennaio 1980 (anche in quell’occasione trainato dal rialzo del petrolio e dalla debolezza del dollaro). 

Asia – January 14, 2008 – Oro ai massimi sui mercati asiatici. Il metallo prezioso a consegna immediata e’ salito fino a $898,70 l’oncia. Quello con consegna a febbraio ha segnato i $900,60.

 

 

Altri metalli

 

Platino – 14 january 2008  – PLATINUM Apr (NYMEX) Massimo storico anche per il platino, a $1.592.0 l’oncia .

Argento Mar (NYMEX) – 14 january 2008  Silver 5000 oz a New York e’ salito al nuovo massimo di sempre CBOT SILVER Mar (NYMEX) – $16,59 l’oncia – i massimi da 26 anni da febbraio 1981.

Palladio Mar (NYMEX) –  14 january 2008  – $388.2 all’oncia – Il palladio quotava all’oncia $ 200 nel 2000.

Copper Rame, Mar (NYMEX) –  14 january 2008  –  $3.35 alla libbra/ pound – on the Comex division of the New York Mercantile Exchange – Il 17 aprile 2006 raggiungeva quota $8,800 la tonnellata $4.28 alla libbra/ pound (2052 libre = 1 tonnellata) il livello più alto dal 3 marzo del 1989

 

COMMODITIES AGRICOLE

Intanto restano alte le tensioni anche sul prezzo del mais, utilizzato per produrre energia alternativa al petrolio, ma anche il la soia. Entrambe le commodities hanno segnato un balzo di circa il 50% negli ultimi cinque mesi grazie al loro crescente status di carburanti alternativi al greggio.

January 14, 2008 – Il  mais, sempre più richiesto come bio-carburante alternativo agli idrocarburi, è salito a $5,15 a bushel, segnando un record (se si considerano i contratti futures ad alta liquidità).

January 14, 2008 – Il grano ha segnato un rialzo a $9,3925 a bushel, vicino ai 10,095 dollari raggiunti lo scorso 17 dicembre 2007 sulla scia della mancanza di piogge che ha danneggiato coltivazioni in Canada e Cina. Wheat prices (frumento) for March delivery close at $9.3925 a bushel on the benchmark Chicago Board of Trade market in the US — On December 18, 2007  Wheat prices for March delivery, the most-active contract, for the first time hit a record $10.095 a bushel on the benchmark Chicago Board of Trade market in the US after earlier rising the exchange-imposed daily limit of 30 cents in after – hours electronic trading on the Chicago Board of Trade — about double the price of a year ago — as Grain (grano) prices soar and as traders worried about tight world supplies and the United Nations called for urgent steps to aid poor nations that are being pummeled by shrinking food stockpiles and historic cost run-ups.

 

January 14, 2008 – La soia ha segnato il record a $13,415 a bushel, ed e’ stato in rialzo del 78% nel corso del 2007.

 

Dal 2005 al 2007

Il prezzo dello zucchero è sceso del -21%

Il prezzo del grano è salito del +185%

Il prezzo del mais è salito del +105%

Il prezzo della soia è salito del +93%

Il prezzo del succo d’arancia è salito del +63%

 

COMMODITIES AGRICOLE

AGRICULTURAL / FARM COMMODITIES

 

The increase in soft commodity prices is really the next stage in that process

Intanto restano alte le tensioni anche sul prezzo del grano, utilizzato per produrre energia alternativa al petrolio; Wheat prices (frumento) for March delivery close at $9.42 a bushel on the benchmark Chicago Board of Trade market in the US — On December 18, 2007  Wheat prices for March delivery, the most-active contract, for the first time hit a record $10.09 a bushel on the benchmark Chicago Board of Trade market in the US after earlier rising the exchange-imposed daily limit of 30 cents in after – hours electronic trading on the Chicago Board of Trade — about double the price of a year ago — as Grain (grano) prices soar and as traders worried about tight world supplies and the United Nations called for urgent steps to aid poor nations that are being pummeled by shrinking food stockpiles and historic cost run-ups.

 

Un noto economista americano: Adesso vedo opportunità più interessanti nelle commodity agricole basandomi sulla semplice formula della Domanda e offerta.

  • Le scorte di derrate sono ai minimi. La domanda, al contrario sale, infatti va di pari passo con il maggior reddito disponibile.

  • Se conosco gli agricoltori, ovunque sia possibile, sradicheranno la canna da zucchero, optando per colture più profittevoli, e così facendo abbasseranno l’offerta.

  • Molti terreni nei Paesi emergenti risultano inquinati o destinati all’urbanizzazione

  • Le acque appaiono in condizioni pessime.

  • L’introduzione delle carni nella dieta comporta la moltiplicazione nell’uso dell’acqua e delle granaglie.

  • Infine, rispetto al prezzo dei prodotti energetici, quelli agricoli sono ai minimi degli ultimi due secoli.

Ha delle preferenze in particolare? Sì, lo zucchero e il cotone, per gli specialisti. Nei prossimi 10 anni la domanda cinese di zucchero dovrebbe schizzare alle stelle. Le stime dell’Ocse sono impressionanti. L’uso come base per l’etanolo è ormai una realtà industriale.

Sottolineo infine come nei passati due anni, il prezzo dello zucchero sia sceso del -21%, contro un rialzo del +185% per il grano (le quotazioni del grano, wheat, utilizzato per produrre energia alternativa al petrolio,  hanno raggiunto i $9.42 a bushel – unità di misura – on the benchmark Chicago Board of Trade market in the US.  ), del +105% per il mais, del +93% per la soia. Se conosco gli agricoltori, ovunque sia possibile, sradicheranno la canna da zucchero, optando per colture più profittevoli, e così facendo abbasseranno l’offerta.

 

 

 

Food and Fiber

COTTON – COTONE

SUGAR – ZUCCHERO

WHEAT – GRANO/FRUMENTO

CORN – MAIS

MAIZE – MAIS

SOYABEANS – SOIA

BARLEY – ORZO

OATS – AVENA

RICE – RISO

COCOA – CACAO

ORANGE JUICE

MILK – LATTE

 

 

Grains and Oilseeds

WHEAT

HARD RED SPRING WHEAT

HARD RED WINTER WHEAT

CORN – MAIS

OATS – AVENA

RICE – RISO

 

 

CONVERSION TABLE

 

WEIGHTS

WHEAT AND SOYABEANS

1 bushel Wheat or Soyabeans

= 60 lbs
= 27.216 kg
= 0.0272 metric tons

Bushels to metric tons

= bu. x 0.027216

One metric ton equals:

36.74371 bu of Wheat or Soyabeans
Wheat: bu./acre x 0.06725 = metric tons/hectare

MAIZE – MAIS

1 bushel Maize or Sorghum

= 56 lbs
= 25.4012 kg
= 0.0254 metric tons

Bushels to metric tons

= bu. x 0.025400

One metric ton equals:

39.3679 bu of Maize or Sorghum
Maize: bu./acre x 0.06277 = metric tons/hectare

BARLEY – ORZO

1 bushel Barley

= 48 lbs
= 21.772 kg
= 0.0218 metric tons

Bushels to metric tons

= bu. x 0.021772

One metric ton equals:

45.9296 bu of Barley
Barley: bu./acre x 0.05380 = metric tons/hectare

OATS – AVENA

1 bushel Oats

= 32 lbs
= 14.515 kg
= 0.0145 metric tons

Bushels to metric tons

= bu. x 0.014515

One metric ton equals:

68.8944 bu of Oats
Oats: bu./acre x 0.03587 = metric tons/hectare

OTHER

1 kilogram = 2.204622 pounds
1 quintal = 100 kg
1 metric ton = 10 quintals = 1 000 kg

ACREAGE EQUIVALENTS

1 hectare = 2.4710 acres
1 square mile = 640 acres (259 hectares)

1 acre

= 0.404694 hectares
= 43.560 square feet
= 4.4800 square yards

$/€ – €/$

 

 

Performance For the year 2007 :

Currencies

Name — Year to date chg –

Euro in U.S. dollars 1.4721 11.77%
U.S. dollar in euros € 0.6793 -10.53%
U.S. Dollar Index 76.235  -8.86%

At the end of 2006 the Euro in U.S. dollars was at 1.317
At the end of 2006 the U.S. dollar in euros was at 0.7593
At the end of 2006 the U.S. Dollar Index was at 83.65

$/€ – €/$

On November 23, 2007

€/$ 1.497

The U.S. dollar dropped to an all-time low since January 1999

November 23, 2007 –  $/€ — 0.6680  ($/€  -12.02%) —  €/$ –1.497  (€/$  +13.66%) – 2006 $/€  0.7593 €/$ 1,3170) – On November 23, 2007 the dollar  €/$ dropped to 1.497 an all-time low since January 1999 (The euro debuted in January 1999 at about $1.17) since On November 21, 2007 the dollar dropped to 1.4870 since On November 20, 2007 the dollar  dropped to 1.4832 since On November 9, 2007 the dollar  dropped to 1.4752 and since On November 7, 2007 the dollar dropped to 1.4730 since On November 7, 2007 the dollar dropped to 1.4704 since On November 6, 2007 the dollar dropped to1.4570 since On November 2, the dollar dropped to 1.4528 since On october 31, dropped to 1.4504 and  since  on October 30 dropped to 1.444 and  since  on October 29 dropped to 1.44381 and  since  on October 26 dropped to  1.4397 since  on October 22 dropped to 1.4348 since  on October 18 dropped to  1.4319 since on October 18 dropped to  1.4310 since October 1, when it dropped to  1.4283 – The previous minimum were 1,3987 set on september 18 2007 and  $1.3666  set Dec. 30, 2004 – Gli alchimisti dei grafici ricordano che la prossima soglia da sfondare è quella di 1,50 dollari. Il Fmi ha dichiarato di stimare il Dollaro al cambio di 1.5 e’ cmq sopravvalutato di circa il 20%, anche se non tutti i membri della ricerca sono concordi. The U.S. currency may weaken to between $1.48 and $1.50 against the euro by year-end. The dollar’s drop against the euro this year boosted the competitiveness of U.S. exports, helping shrink the nation’s trade deficit.

Il dollaro quando ancora l’euro non era una realtà aveva raggiunto nel 1992 i minimi a 1,4557 dollari sul cd euro ‘sintetico’,  l’ ECU, l’ allora unità di conto europea, vale a dire un valore teorico in grado di determinare i rapporti di cambio fra la futura divisa comune europea e le altre. Il record odierno a 1,4797 dollari è appunto storico in quanto ha superato i valori della valuta ‘sintetica’ del 1992 (the synthetic euro, a theoretical value that estimates where the currency would have traded before its inception ).

November 23, 2007 – The U.S. Dollar Index, The U.S $ INDEX New York Board of Trade’s Dollar Index measuring its value against the euro, yen, British pound, Canadian dollar, Swedish krona and Swiss franc, fell to 74.484 (-10.95% – The U.S. Dollar Index was at 83.65 in the 2006 ) – Year to Date  On November 23, 2007 The Fed’s dollar index dropped to 74.484 the lowest since the index started in March 1973 since On November 21, 2007 The Fed’s dollar index dropped to 74.916 and since On November 9, 2007 when dropped to 74.978 – Max at 85.43  on 01/26/07

November 23, 2007 – €/$ 1.497  ( $/€  0.6680) – ( €/$  +13.66%) ($/€  -12.02%) – 2006 €/$ 1,317 $/€  0.7593  –  On November 23, 2007 The euro rose to 0,6680 per dollar or 1,497 dollar per euro  an all-time highest close (2006 $/€  0.7593 €/$ 1,3170) (0,7593 – 0,6912/0,6912 or 1,44671 – 1,317/1,317  €/$ =  +9.85%  – $/€ (0,6912 – 0,7593/0,7593 or 1,317 – 1,44671/1,44671) $/€ = -8.96% )- Dall’aprile del 2006 la valuta europea ha guadagnato sul biglietto verde  il 20.72%, passando dai circa 1,24 dollari dell’aprile 2006. The euro debuted in January 1999 at about $1.17.

 

2007 — €/$ 1,4721   ( +11.77% ) $/€ 0.6793 (-10.53%)

DOLLAR INDEX 76.235  (-8.86%)

2006 — €/$ 1,3170    (+11.44% )  $/€ 0.7593 (-10.25%)

DOLLAR INDEX 83,65

2005 — €/$ 1,1818  ( -13.10% ) $/€ 0.8461 (+15.08%)

DOLLAR INDEX 91,17

2004 — €/$ 1,36  ( +14.47% ) $/€ 0.7352  (-12.65%)

A fine giugno 2004, quando la politica monetaria della Federal Reserve cambiò di segno, passando da espansiva (tassi in calo) a restrittiva (tassi in rialzo), bastavano 1,2199 dollari per acquistare un euro, mentre ora ne occorrono circa 1,4721

2003 — €/$ 1,188 ( +13.14% ) $/€ 0.8417  (-11.61%)

2002 — €/$ 1,05 ( +19.31% ) $/€ 0.9523 (-16.19%)

1 gennaio 2002: arriva nelle tasche dei cittadini di Eurolandia e l’ indomani supera 0,90 dollari da 0,88 di dicembre 2001

2001 — €/$ 0,88  (-2.22%) $/€ 1.1363 ( +2.27% )

2000 — €/$ 0,90  (-14.28%) $/€ 1.111 ( +16.66% )

Il 24 febbraio: l’ euro aggancia la parità per l’ ultima volta. La riconquisterà solo il 15 luglio 2002

26 ottobre 2000

il valore massimo del dollaro

€/$ 0,823

$/€ 1.215

1999

€/$ $1,05

$/€ 0.9523

1 gennaio 1999: nasce l’ euro e vale 1,16675  dollari – $/€ 0.8570

4 gennaio 1999: 1 giorno di scambi sale a  1,18850  dollari

31 dicembre 1999: vicino alla parità col dollaro

 

 

 

U.S./CHINESE YUAN

January 8, 2008

7.2435

Year to Date  Max 7.8196  on 01/08/07 

China’s Yuan On January 8, 2008 Rised (at 7,2435) the highest since 7.3055 hit On December 27, 2007, and the most since End of Dollar Link on Bank Signal: Yuan Rises on Speculation China to Cut Trade Surplus. Nuovo record storico dello Yuan sul dollaro dal 21 luglio 2005, giorno della prima rivalutazione decisa dal Governo di Pechino, dopo che nel maggio 2006 aveva gia’ rotto la soglia psicologica di 8  Yuan per 1 dollaro. On January 8, 2008 The currency rose to 7,2435 per dollar the highest close, Y/$=  +11.96%  ( $/Y = -10.68% ), since the first day, after the end of a fixed exchange rate, in July 21 2005 when it roses to  8,11, and  the yuan brings its gains versus dollar to the highest close, Y/$=  +14.30%  ( $/Y = -12.51% ), since the day before the end of a fixed exchange rate in July 20 2005 when it was linked at 8,28  per dollar (quando era a cambio fisso con il dollaro); at  8,11 per dollaro il 21 luglio 2005 lo yuan fu’ infatti rivalutato subito  da 8,28 per dollaro del +2.09%, Y/$=  +2.09%  ( $/Y = -2.05% ), cambio fisso in vigore fino al giorno prima della sua rivalutazione, ovvero sino al 20 luglio 2005. 

 

 

U.S./CHINESE YUAN

December 27, 2007

7.3055

Year to Date  Max 7.8196  on 01/08/07 

China’s Yuan On December 27, 2007 Rises (at 7,3055) the highest since 7.3480 hit on december 13, 2007, and the most since End of Dollar Link on Bank Signal: Yuan Rises on Speculation China to Cut Trade Surplus. Nuovo record storico dello Yuan sul dollaro dal 21 luglio 2005, giorno della prima rivalutazione decisa dal Governo di Pechino, dopo che nel maggio 2006 aveva gia’ rotto la soglia psicologica di 8  Yuan per 1 dollaro. On december 27, 2007 The currency rose to 7,3055 per dollar the highest close, Y/$=  +11.01%  ( $/Y = -9.92% ), since the first day, after the end of a fixed exchange rate, in July 21 2005 when it roses to  8,11, and  the yuan brings its gains versus dollar to the highest close, Y/$=  +13.33%  ( $/Y = -11.76% ), since the day before the end of a fixed exchange rate in July 20 2005 when it was linked at 8,28  per dollar (quando era a cambio fisso con il dollaro); at  8,11 per dollaro il 21 luglio 2005 lo yuan fu’ infatti rivalutato subito  da 8,28 per dollaro del +2.09%, Y/$=  +2.09%  ( $/Y = -2.05% ), cambio fisso in vigore fino al giorno prima della sua rivalutazione, ovvero sino al 20 luglio 2005.

Other Currencies  

Name — Year to date chg –

British pound in U.S. dollars $1.9972 1.92%
U.S. dollar in British pounds  £0.5007 -1.88%
U.S. dollar in yen  112.30  -5.65%
U.S. dollar in Canadian dollars $0.981-15.79%
Canadian dollar in U.S. dollars $1.019 18.80%

 

Commodities 

Name — Year to date chg –

$CRB CRB INDEX 358.51 -1.27 -0.35% +16.68%

Year High and Low 361.95 284.61 

Energy

Crude oil (NYMEX) (per barrel) $96.00 52.62%

Heating oil (per gallon) $2.637065.03%
Natural gas (per million BTU) $7.3860 17.26%
Unleaded gasoline (per gallon) $2.4597 53.53%

Gold & Metals

Gold $842.70 32.08%
Copper $3.0720 7.00%
Silver $14.8950 14.56%

Treasurys     

13-week Treasury bill 3.080% -36.95%
5-year Treasury note yield 3.522% -25.08%
10-year Treasury note yield 4.096% -13.04%
30-year Treasury bond yield 4.514%  -6.31%

 

 

 

Marco Montanari

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