I Diversi Parametri nella Politica Monetaria della Fed e della Bce

I Diversi Parametri nella Politica Monetaria della Fed e della Bce

 

Tassi

U.S. – Fed’s overnight lending rate – 3.5% –

Zona Euro – Il tasso di rifinanziamento principale  (main refinancing operations, conosciuto pure come ‘Minimum Bid Rate’ ) 4.0% –

 TASSI FED_2

TASSI FED_1

IL PESO DELLA CRISI, I TASSI, GLI STIMOLI FISCALI ED IL VIX

IL VIX, l’indice di Volatilita’, e’ salito in apertura dei mercati americani di ieri, 22 gennaio 2008, ai massimi degli ultimi 7 anni, e non solo delle ultime 52 settimane, e cio’ denota forte pessimismo negli investitori ed una situazione di mercato d’ipervenduto..spesso un buon momento per comprare.

Il presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, stima in non oltre 500 miliardi di dollari le perdite legate ai mutui subprime. Poco prima, durante l’audizione, il numero uno della Fed aveva stimato in 100 miliardi di dollari, in base al quadro attuale, le perdite generate dal crollo dei mutui ad alto rischio. Nel comparto subprime – spiega ora Bernanke – ci sono qualcosa come 5 milioni di mutui del valore complessivo di mille miliardi di dollari. Mi pare un’esagerazione considerare che tutti i finanziamenti vadano in pignoramento – ha detto – mentre e’ allo stato attendibile una cifra di 100 miliardi di dollari.

VOLATILITY INDEXES

 

January 22, 2008

 

At the closing

CBOE VOLATILITY INDEX (Chicago Options:^VIX)  
Index Value: 31.01
Trade Time: 4:14PM ET
Change:  3.83 (14.09%)
Prev Close: 27.18
Open: 35.12
Day’s Range: 29.71 – 37.57
52wk Range: 9.70 – 37.50

CBOE NASDAQ VOLATILITY INDEX (Chicago Options:^VXN)  
Index Value: 35.63
Trade Time: 4:14PM ET
Change:  5.40 (17.86%)
Prev Close: 30.23
Open: 39.16
Day’s Range: 34.32 – 40.77
52wk Range: 14.54 – 34.94

At the opening

CBOE VOLATILITY INDEX (Chicago Options:^VIX)  
Index Value: 34.38
Trade Time: 9:46AM ET
Change:  7.20 (26.49%)
Prev Close: 27.18
Open: 35.12
Day’s Range: 34.38 – 36.48
52wk Range: 9.70 – 37.50

CBOE NASDAQ VOLATILITY INDEX (Chicago Options:^VXN)  
Index Value: 38.53
Trade Time: 9:47AM ET
Change:  8.30 (27.46%)
Prev Close: 30.23
Open: 39.16
Day’s Range: 38.53 – 40.77
52wk Range: 14.54 – 34.94

 

 

Fed taglia il tasso di riferimento al 3,5%

January 22, 2008

 

 

FOMC Policy Statement  or Announcement – Documento che accompagna la decisione della Federal Reserve Bank sul Fed’s overnight lending rate (Fed Funds), i tassi overnight, quelli seguiti per i finanziamenti delle banche a brevissimo termine.

FOMC Policy Minutes 20 giorni dopo lo Statement 

 

Bernanke ha dichiarato che la Fed al fine di rendere più trasparenti le decisioni di politica monetaria rilascerà le stime di crescita, di inflazione e di disoccupazione 4 volte l’anno (gennaio, aprile, giugno e ottobre) e queste saranno relative ai successivi tre anni. Le prossime stime saranno rilasciate con le minute del Fomc. 

 

Fed’s overnight lending rate – 3.5%

 

January 22, 2008 –  Fed’s overnight lending rate – Il FOMC (Federal Open Market Comettee), il braccio operativo della Federal Reserve, riunitosi a Washington, per arginare il sicuro crash di Wall Street a causa del deterioramento dell’economia Usa, in apertura,  con una manovra d’emergenza senza precedenti, a mercati aperti, nella continuazione della politica monetaria di tipo “molto accomodante” ha tagliato per la 4° volta di fila  ( dopo le 17 manovre restrittive adottate in oltre due anni, esattamente dal 25 giugno del 2003 quando i tassi erano all’1% al 29 giugno 2006 quando erano al 5.25%) il target sui Fed Funds, ovvero il tasso di riferimento di 75 basis points  (0.75%) al 3,5% ( il costo del denaro: i tassi overnight, Fed’s overnight lending rate), quello seguito per i finanziamenti delle banche a brevissimo termine – Prima decisione straordinaria pre-meeting dall’11 settembre 2001 – La Fed ha anticipato infatti le decisioni in programma nella riunione del FOMC del 29-30  gennaio prossimi.

 

La Fed ha tagliato di 75 basis points  (0.75%) sceso al 4,0% anche il tasso di sconto ( the discount rate il cosiddetto ‘discount window’ – il saggio al quale la Federal Reserve concede prestiti al sistema bancario. Il tasso di sconto ha assunto un’importanza crescente col tempo perché disciplina il saggio cui si applicano i prestiti di emergenza per i finanziamenti di maggiore ampiezza richiesti dalle banche alla banca centrale, visto che da metà novembre 2007 le condizioni del mercato del credito, di riflesso al balzo del tasso Libor e all’andamento dell’asset-backed commercial paper, sono peggiorate in modo considerevole)

 

  • Il taglio di 75 punti base e’ stato deciso nel corso di una riunione straordinaria dello stesso FOMC tenutasi durante la notte a larga maggioranza e con il solo voto contrario di William Poole, mentre era assente Frederic Mishkin.

  • Nel comunicato in cui e’ stata ufficializzata la decisione, la Fed spiega che mentre le condizioni di finanziamento sul breve periodo hanno segnato un miglioramento, al tempo stesso le piu’ generali condizioni dei mercati finanziari hanno continuato a deteriorarsi. La decisione conferma quanto gravi siano gli sbilanci e disequilibri sul mercato finanziario americano, per via della crisi creditizia innescata dal calo immobiliare e dai mutui subprime. Per fornire maggiore fiducia agli investitori e ai consumatori, la Fed potrebbe proseguire la politica monetaria di tipo accomodante nel tentativo di evitare la recessione. L’andamento dei futures indica al 74% la probabilita’ di ulteriore riduzione dei tassi di mezzo punto al 3,0% a fine gennaio e gli operatori puntano (70% la probabilita’) sui Fed Funds al 2,75% entro marzo ( in occasione della riunione del FOMC del 18 di quel mese). Se le previsioni si rivelassero azzeccate, a quel punto il differenziale fra costo del denaro europeo e statunitense salirebbe all’ 1,25%. Un po’ troppo per non alimentare a quel punto ulteriori preoccupazioni per la tenuta della congiuntura nel Vecchio Continente. La Bce è l’unica fra le maggiori centrali (Giappone a parte, che però ha un costo del denaro irrisorio) a non essersi finora mossa sulla strada dei tagli.

  • La decisione straordinaria è stata criticata dal presidente della Fed di St.Louis che, si legge nella nota della Banca centrale Usa, non riteneva che le condizioni attuali giustificassero un’azione prima dell’appuntamento ordinario, in programma per il 29-30 gennaio prossimi.

 

 

Passa la linea dura del Federal Open Market Committee per evitare il credit crunch. Il tasso “neutrale” dei Fed Fund, ossia quello che non è né espansivo né restrittivo, è sceso al  2.75%  by the year end. That’s the level economists see as “neutral,” meaning interest rates are neither so low that they stimulate too much the economy and also the import and so also the huge deficit nor so high they put the brakes on growth

 

Questa la cronologia degli interventi sui tassi deliberati dalla Federal Reserve (che ha visto diciassette rialzi consecutivi del costo del denaro Usa a partire dal 30 giugno 2004 quando è stato avviato il ciclo di politica monetaria restrittiva, sino al 29 giugno 2006 quando  il livello fu portato al 5,25%, dall’ 1,0% del 25 giugno 2003). Dal 18 settembre 2007 è stato avviato il ciclo di politica monetaria espansiva ed il livello e’ stato portato al 3,5% attuale:

 

  • 2003: 25 giugno 1,00;
  • 2004: 30 giugno 1,25; 10 agosto 1,5; 21 settembre 1,75; 10 novembre 2; 14 dicembre 2,25;
  • 2005: 2 febbraio 2,50; 22 marzo 2,75;  3 maggio 3; 30 giugno 3,25; 9 agosto 3,50; 20 settembre 3,75; 1 novembre 4; 13 dicembre 4,25;

  • 2006: 31 gennaio 4,5; 28 marzo 4,75; 10 maggio 5; 29 giugno 5,25; 20 settembre 5,25;  25 ottobre 5,25;

  • 2007: 9 maggio 5,25; 28 giugno 5,25;7 agosto 5,25; 18 settembre 4,75; 31 ottobre 4,5; 11 dicembre 4.25%;

  • 2008: 22 gennaio 2008 3,50%;

 

 

Si tratta non solo della prima decisione straordinaria pre-meeting dall’11 settembre 2001, ma anche del piu’ forte taglio dei tassi da parte della Fed degli ultimi 25 anni, l’ultimo di questa portata risale all’agosto 1982, quando venne decisa una riduzione di 100 basis points punti, pari all’1%.  E bisogna risalire molto più indietro, fino al 1984, per ritrovare un taglio dello 0,75% in un colpo solo. Neanche il 17 settembre 2001, quando l’America era sotto il trauma dell’attacco di Al Qaeda e Wall Street era stata chiusa in seguito alla strage delle Torri Gemelle, la Fed era intervenuta in un’unica mossa così pesante, seppur tagliò i tassi così all’improvviso, al di fuori delle riunioni programmate del consiglio direttivo, riducendo infatti i tassi di interesse complessivamente dell’1,5%, ma con tagli di mezzo punto percentuale in tre diverse sedute.

 

Alan Greenspan, che per molti anni fu il beniamino di Wall Street, si acquistò la fama di un mago capace di salvare i mercati finanziari dalle crisi più drammatiche. Fu decisivo il suo intervento nel 1998 quando in pochi mesi si seguirono la bancarotta di Stato della Russia e il crac dello hedge fund Ltcm. Poi la leggenda di Greenspan ebbe la sua consacrazione definitiva nei terribili eventi del 2001, a cui la Fed rispose con una lunga serie di ribassi del costo del denaro.

 

La decisione della fed ha in parte mitigato il forte ‘panic selling’ che aveva investito le borse mondiali ad inizio settimana (con cali compresi tra il 5% e il 7% da Londra a Sidney). Il recente sell-off sull’azionario ha spinto i listini verso una condizione di mercato “orso”, evidente nel forte ritracciamento dai massimi dello scorso anno, con il Dow Jones e l’S&P500 in ribasso del 16%, ed il Nasdaq giu’ del 19% dal top del 9 ottobre 2007.

 

 

Eurozona

Il tasso di rifinanziamento principale  (main refinancing operations, conosciuto pure come ‘Minimum Bid Rate’ ) al 4.0%

 

Bce – La Banca centrale europea nell’ultima riunione ha invece lasciato i tassi d’interesse invariati, mantenendo il tasso di rifinanziamento principale al 4% (main refinancing operations), conosciuto pure come ‘Minimum Bid Rate’ perché è la base per il rifinanziamento dei prestiti. E’, in altri termini, l’equivalente dei Fed Funds. Dal dicembre del 2005 la Bce ha operato 8  rialzi.

  • Quanto al marginal lending rate resta fermo al 5%, quello marginale sulle operazioni pronti contro termine, vale a dire l’equivalente del tasso di sconto Usa. L’Eurotower fa leva su un tasso fisso perché le banche possano prendere denaro in prestito dall’istituto centrale.

  • Quanto al tasso sui depositi overnight resta fermo al 3%.  

 

 

The Growth Package

 

 

January 24, 2008

Stimoli anti-recessione di $150 miliardi

INTESA BUSH – CONGRESSO

RIMBORSO FISCALE da $300 a $1.800 (per una coppia con 2 figli)

 

 

Venerdì 18 gennaio il presidente Georg W. Bush ha anticipato il varo di un pacchetto di misure di stimolo per l’economia pari all’1% del Pil, circa $140 miliardi, comprensiva di sgravi alle imprese per la nuova occupazione. I leader del Congresso hanno trovato un’intesa preliminare sulle misure di rilancio all’economia, come proposto dall’Amministrazione Bush, non ancora sufficiente però a spegnere del tutto gli attriti, in particolare sul fronte dei democratici. Anche la Casa Bianca preferisce parlare di schema di massima: “Non c’é un accordo finale ancora, ma si stanno facendo progressi”, rileva la portavoce Dana Perino. La speaker della Camera, la democratica Nancy Pelosi, e il leader della minoranza repubblicana, John Boehner, hanno raggiunto “un accordo di principio”, al termine delle riunioni conclusesi a tarda notte del 23 gennaio, sul disegno di legge di rimborsi alle famiglie da $100 miliardi, più $40 miliardi di sgravi fiscali alle aziende, piu’ altri $10 miliardi per le due agenzie governative.

 

 

I dettagli

 

 

1 –  I rimborsi fiscali  a favore dei cittadini e delle famiglie

 

 

I rimborsi fiscali (ovvero assegni diretti) a favore dei cittadini che appartengono alle fasce a basso e medio reddito, il piu’ efficace strumento. I Rimborsi saranno pagati entro 60 giorni dall’approvazione della legge, presumibilmente a fine maggio arriveranno gli assegni. Il rimborso riguardera’ 117 milioni di famiglie

 

 

a – Rimborso (rebate) di $300 per il singolo cittadino che nel 2007  ha dichiarato un reddito  lordo inferiore a $3.000  e che pertanto non era tenuto a pagare le tasse sul reddito;

 

b – Rimborso di $600 per il singolo cittadino che nel 2007 ha dichiarato un reddito lordo inferiore a $75.000; per il singolo cittadino che nel 2007 ha dichiarato un reddito superiore a $75.000 il rimborso sara’ gradatamente diminuito del 5% ogni $1.000 oltre i $75.000 di reddito;

 

c – Rimborso di $600  per la coppia di lavoratori sposata senza figli ( cui nel caso di prole si aggiunge un bonus di $300 per ogni bambino) che nel 2007 ha dichiarato un reddito  lordo inferiore a $6.000  e che pertanto non era tenuta a pagare le tasse sul reddito;

 

d – Rimborso di $1.200  per la coppia di lavoratori sposata senza figli ( cui nel caso di prole si aggiunge un bonus di $300 per ogni bambino) che nel 2007 ha dichiarato un reddito lordo inferiore a $150.000; per la coppia di lavoratori sposata senza figli ( cui nel caso di prole si aggiunge un bonus di $300 per ogni bambino) che nel 2007 ha dichiarato un reddito lordo superiore ai $150.000 il rimborso sara’ gradatamente diminuito del 5% ogni $1.000 oltre i $150.000 di reddito;

 

 

Il segretario al Tesoro Usa, Henry Paulson, prevede che le misure fiscali del pacchetto di sostegno all’economia possano diventare pienamente efficaci entro 60 giorni dalla loro approvazione. “I rimborsi fiscali – spiega in conferenza stampa – potranno diventare spediti ai beneficiari entro 60 giorni dal via libera alle misure”. Sulla base delle stime dei tecnici dell’Irs, il fisco americano, i rimborsi potrebbero essere definiti non prima di giugno inoltrato.”Temporanei, efficaci e robusti e incentivi” rilanceranno l’economia americana. Lo afferma il presidente George W. Bush, leggendo una dichiarazione a seguito dell’accordo tra i leader del Congresso sul pacchetto di misure d’aiuto, basati su gravi e rimborsi fiscali, per sostenere l’economia che, nonostante tutto, “si mantiene su basi solide”.

 

 

 

2 – Incentivi fiscali alle imprese

 

 

d – Le Grandi aziende potranno ottenere sgravi fiscali più ampi, potendo dedurre il 50% del prezzo pagato, nel corso del 2008, per acquistare nuovi macchinari al fine di poter sostenere gli investimenti;

e – Le Piccole aziende, le Pmi, potranno dedurre $250,000 sul prezzo pagato, nel corso del 2008, per acquistare nuovi macchinari al fine di poter sostenere gli investimenti; piu’ del doppio di quanto attualmente consentito ($112,000)

 

 

 

3 – Misure per diminuire i Pignoramenti

 

 

Con l’obiettivo di diminuire i Pignoramenti sono state previste misure a favore delle due piu’ grandi  agenzie (Fannie Mae e Freddie Mac) semipubbliche americane create dal governo ed attive nel finanziamento di prestiti ipotecari (o nel riacquistare i mutui erogati dalle banche) alla classe media americana, in cio’ aiutando dunque i possessori di case alle prese con ritardi nei pagamenti delle rate dei mutui ottenuti ed erogati sulla base di prezzi che oggi scendono e di tassi che oggi salgono. Il Congresso statunitense aveva creato le due Agenzie allo scopo di aumentare i prestiti-casa, attraverso il finanziamento diretto ai mutuatari oppure attraverso l’ acquisto di mutui dalle banche.

  • f – Il pacchetto include quindi temporaneamente il rialzo (nel riacquistare i mutui erogati dalle banche) del limite degli attuali $417.000 che le due agenzie semipubbliche, Fannie Mae e Freddie Mac, devono rispettare per riacquistare i mutui sui mercati erogando così nuova liquidità. L’accordo infatti prevede che tale limite venga innalzato a $729,750 con l’obiettivo di diminuire i Pignoramenti. Secondo Barney Frank, deputato democratico al vertice della commissione dei Servizi finanziari della Camera, il nuovo limite sarebbe pari al 125% del prezzo medio delle case delle aree metropolitane.

 

 

Freddie Mac assieme a Fannie Mae sono titolari oppure prestano garanzie per un volume pari a circa il 40% dei prestiti immobiliari in essere negli Usa, che ammontano a circa 11,5 trilioni di dollari (il trilione equivale a mille miliardi). In pratica, il guadagno che queste società conseguono deriva dalla differenza fra gli oneri legati al rendimento delle emissioni obbligazionarie collocate sul mercato e gli interessi percepiti sui crediti immobiliari. Fannie Mae, in particolare, alla data del 30 novembre 2004 era il secondo maggior debitore statunitense, dopo lo stesso Governo federale, con 957 miliardi di dollari. Freddie Mac assieme a Fannie Mae hanno aiutato ad abbassare i costi delle ipoteche ed han giocato un ruolo determinante nel fare degli Stati Uniti uno dei paesi con la più larga percentuale di proprietari privati della propria abitazione.

 

 

 

Il disappunto dei democratici sul piano

 

 

Il disappunto dei democratici sarebbe stato soprattutto sulla non previsione di rimborsi spese per i sussidi di disoccupazione o per i buoni pasto ( extension of unemployment benefits or provide additional food-stamp aid from the final stimulus package ) che per i democratici erano lo strumento più diretto per mettere risorse a disposizione delle persone, direttamente. Inoltre sostengono che il piano d’intervento di misure se voleva essere davvero robusto per sostenere e rilanciare la crescita economica, e dare il via libera ai consumi interni ed al contempo sostenendo gli investimenti dovesse essere aumentato di almeno il 2-3% del Pil (circa $300-$450 miliardi).

 

 

 

 

 

 

The Bush’s $150 billion stimulus plan package, or about 1 percent of U.S. gross domestic product.

Agreement on an economic stimulus package that would distribute rebate checks to 117 million families and give businesses incentives to invest in equipment. It could come in 60 days.

 

 

 

 

Under the plan, individuals would receive rebates of $300 up to $600 and couples could receive $1,200, plus $300 per child, Paulson said. Rebates $600 would be phased out for individuals earning more than $75,000 and Rebates $1,200 would be phased out for couples earning more than $150,000. Individuals must earn at least $3,000 to get a $300 rebate.

That is under the package, workers who reported income of at least $3,000 last year and paid no income taxes would be eligible for a check of $300 for individuals and up to $600 for married couples. They would also be eligible for the child rebates. The rebate plan would phase out for higher income people — individuals making more than $75,000 in adjusted gross income and married couples making more than $150,000. Paulson said that for every $1,000 over those income levels, the rebates would be reduced by 5%. One issue of contention was whether the rebates would be distributed only to those who paid income taxes or whether low-income people who do not earn enough to owe taxes would also receive cash. Democrats had sought to ensure that the rebates would be given to these workers as well. Paulson said the rebate checks may be mailed 60 days after the proposal becomes law, possibly in May.

Business Incentives – Two business incentives were included in the measure. One would allow large businesses to be able to immediately deduct 50 percent of the costs of the price of new equipment they purchase this year. Small businesses would be allowed to deduct $250,000 in purchases, more than twice the current limit of $112,000 for new equipment purchases.

 

The accord also seeks to address the growing number of housing foreclosures by including a provision allowing Fannie Mae and Freddie Mac, the largest U.S. mortgage finance companies, to temporarily buy mortgages of as much as $729,750, exceeding a $417,000 federal limit.

Some lawmakers protested that the measure doesn’t include more spending. Democrats sought to extend unemployment benefits or provide additional food-stamp aid. Representative Charles Rangel, a New York Democrat who heads the tax-writing House Ways and Means Committee, said he did “not understand, and cannot accept” the dropping of an extension of unemployment benefits from the final stimulus package. These are the families we need to protect in times of recession as they struggle to put food on their tables, clothes on their backs and keep a roof over their heads,” Rangel said in a statement. Rangel added, however, that he wouldn’t block the legislation from “moving forward.”

 

The 1st Growth Package

 

January 18, 2008

 

L’AMERICA AL TEST DEGLI STIMOLI ANTI-RECESSIONE

 

 

Fed e Casa Bianca in campo

Il segretario al Tesoro, Henry Paulson, annuncia che il valore del pacchetto di rimborsi fiscali è di 140 miliardi di dollari.

 

 

Il nuovo programma di «soccorso» del presidente, i provvedimenti saranno provvisori e rapidi e produrranno maggior deficit federale

 

Le linee guida del piano di stimolo all’economia intorno ai 140Mld$ con sconti fiscali (un rimborso fiscale una tantum di circa $800 da spedire direttamente a casa dei cittadini sotto forma di assegni), più del doppio dei $300 dell’analogo piano varato nel 2001, e di incentivi fiscali / norme fiscali che consentano alle aziende di dedurre dall’imponibile una parte considerevole di investimenti. Il presidente degli Stati Uniti ha lanciato ripetuti appelli al Congresso auspicando una proroga dei tagli alle tasse (destinati a scadere nel 2010). Un pacchetto totalmente inutile e inefficace, perchè non si rivolge agli americani più indebitati, prevedendo invece un rimborso fiscale una tantum per tutti. Sfortunatamente il piano Bush dà troppo poco ai 50 milioni di americani che più di tutti hanno bisogno di uno stimolo economico, oltre ad essere quelle che ributterebbero questi fondi nel circuito economico. Tra le categorie più in difficoltà in particolare gli anziani, gli afro-americani e gli ispanici.

 

1 –  I rimborsi fiscali (ovvero assegni diretti) a favore dei cittadini che appartengono alle fasce a basso e medio reddito, il piu’ efficace strumento. The plan, which is subject to revision, will include $800 rebates-rimborso for individuals and $1,600 for households.

2 – Incentivi fiscali tax breaks to encourage businesses to invest

3 – Proroga tagli fiscali. La riduzione fiscale del 2001 ha impedito che l’economia Usa entrasse pericolosamente in una forte recessione. Bush will leave out a demand that tax cuts passed in 2001 and 2003, scheduled to expire by the end of 2010, be made permanent

The White House and Congress are trying to hammer out a package quickly, with some Democrats saying it could come in 30 to 45 days.

The Bush’s $140 billion stimulus plan:

 

 

Bush called for an economic stimulus package in tax relief – a fiscal repayment ( that would be  a $800 rebates-rimborso for individuals, for everyone, and $1,600 for households, $800 rebates more than double of the $300 fiscal repayment got in the 2001 Plan) (un rimborso fiscale una tantum di circa $800 da spedire direttamente a casa dei cittadini sotto forma di assegni, piu’ del doppio dei $300 dell’analogo piano varato nel 2001) aimed at preventing a recession that is actually already here, that would equal about 1% ($139,7 billion ) of the country’s Current-dollar GDP when Unadjusted for price changes ($13,970.5 billion) and tax incentives / tax breaks to encourage businesses to invest rather than expanding federal government spending. Businesses would get a tax break that would allow them to deduct 50 percent of the price of new equipment they purchase this year. Small businesses would be able to deduct as much as $200,000 in equipment purchases, up from $112,000 now. Bush will leave out a demand that tax cuts passed in 2001 and 2003, scheduled to expire by the end of 2010, be made permanent. Letting Americans keep more of their money should increase consumer spending, Bush said Friday. Some economists faulted Bush’s plan for leaving out low- income Americans, most of whom pay little in income taxes but they likely would have been able to spend the bulk of any cash infusion they would have got, and for including tax breaks for businesses. Why exclude people who pay payroll taxes but not  pay income taxes? And what businesses need are customers, not subsidies for investment. A big part of the program should be focused on consumers, individuals, families, getting money to them because they will spend it. He said the results of an economic stimulus package in 2001 showed that people spent between a third and two-thirds of the money, and spent it quickly. The lesson here is that we need to move quickly.

 

 

 

COSTO DENARO IN EUROLANDIA-USA

 

 

Erano ormai più di tre anni che il costo del denaro negli Stati Uniti era più alto che nell’area euro. Ma dopo il taglio della Fed del 22 gennaio 2008 i tassi americani sono scesi sotto quelli europei per la prima volta dal 21 settembre 2004. A quei tempi la Bce era al 2% e  Fed all’1,75%, un gap di 25 punti base, minore di quello attuale di 50 punti base (  Bce al 4%  a cui l’Eurotower è ferma dal 6 giugno 2007 e  Fed al 3,5%). Per trovare un divario fra le due sponde dell’Atlantico pari a mezzo punto percentuale è necessario risalire al 10 agosto 2004, quando la Fed optò per il secondo di una serie di 17 rialzi, portando il costo del denaro dall’1,25% all’1,50% (  Bce al 2% )

 

 

 

Ecco di seguito una tabella che riporta l’andamento del costo del denaro nell’area euro e negli Usa dal 2003 a oggi  –

 

 TASSI FED dal 1999 al 2003

TASSI FED_0

 

 

— TASSI FED E BCE —

Dal 2003 al gennaio 2008 

6-03-2003  ——— 2,50% ———–1,25%

5-06-2003  ———- 2,00%  ——— 1,25%

25-06-2003  ———-2,00% ———–1,00%

30-06-2004  ——— 2,00%  ——— 1,25%

10-08-2004  ——— 2,00%  ——— 1,50%

21-09-2004  ——— 2,00%  ——— 1,75%

10-11-2004  ——— 2,00%  ——— 2,00%

14-12-2004  ——— 2,00%  ——— 2,25%

2-02-2005 ———— 2,00%  ———- 2,50%

22-03-2005  ———- 2,00%  ——— 2,75%

3-05-2005  ————- 2,00%  ——— 3,00%

30-06-2005  ———– 2,00%  ——— 3,25%

9-08-2005  ———— 2,00%  ——— 3,50%

20-09-2005  ———– 2,00%  ——— 3,75%

1-11-2005  ———— 2,00%  ——— 4,00%

3-11-2005  ————- 2,00%  ——— 4,00%

1-12-2005  ————- 2,25%  ——— 4,00%

13-12-2005  ———— 2,25%  ——— 4,25%

31-01-2006  ———— 2,25%  ——— 4,50%

2-03-2006  ————– 2,50%  ——— 4,50%

28-03-2006  ———— 2,50%  ——— 4,75%

10-05-2006  ———— 2,50%  ——— 5,00%

8-06-2006  ————– 2,75%  ——— 5,00%

29-06-2006  ———— 2,75%  ——— 5,25%

3-08-2006  ————– 3,00%  ——— 5,25%

5-10-2006  ————– 3,25%  ——— 5,25%

7-12-2006  ————– 3,50%  ——— 5,25%

8-03-2007  ————– 3,75%  ——— 5,25%

6-06-2007  ————– 4,00%  ——— 5,25%

18-09-2007  ———— 4,00%  ——— 4,75%

31-10-2007  ———— 4,00%  ——— 4,50%

11-12-2007  ———— 4,00%  ——— 4,25%

22-01-2008  ———— 4,00%  ——— 3,50%

 

 

 

 

 

Federal funds rate  Change and level, 1990 to present

 

Change (basis points)  – A basis point is 1/100 percentage point

 

http://www.federalreserve.gov:80/fomc/fundsrate.htm

http://www.federalreserve.gov/monetarypolicy/default.htm

 

 

Date  – Increase – Decrease – Level Federal Funds Rate (percent)

2008

January 22 … 75 ……….3.50

2007

December 11 … 25 ……..4.25
October 31 … 25 ………..4.50
September 18 … 50 …….4.75

2006

June 29 …….25 … ……….5.25
May 10 …..25 ……………..5.00
March 28 ….25 ………….. 4.75
January 31 …..25 ………. 4.50

2005

December 13 …25 ………. 4.25
November 1 ….25 ……….. 4.00
September 20 …..25 ……. 3.75
August 9 ….25 …………….. 3.50
June 30 ….25 ……………… 3.25
May 3 …….25 ……………… 3.00
March 22 …..25 …………… 2.75
February 2 ….25 ………….. 2.50

2004

December 14 …..25 ……….. 2.25
November 10 ….25 ………… 2.00
September 21 …..25 ………. 1.75
August 10 ….25 ……………… 1.50
June 30 ….25 ………………… 1.25

2003

June 25 … 25 …………………..1.00

2002

November 6 … 50 ………………1.25

2001

December 11 … 25 ……………..1.75
November 6 … 50 ………………..2.00
October 2 … 50 …………………..2.50
September 17 … 50 ……………..3.00
August 21 … 25 …………………..3.50
June 27 … 25 ……………………..3.75
May 15 … 50 ………………………4.00
April 18 … 50 ………………………4.50
March 20 … 50 ……………………5.00
January 31 … 50 …………………5.50
January 3 … 50 …………………..6.00

2000   

 

May 16 …..50 ……………………..6.50
March 21 ….25 ………………….. 6.00
February 2 …..25 ………………. 5.75

1999      

 

November 16 …..25 ……………. 5.50
August 24 …..25 …………………. 5.25
June 30 ….25 …………………….. 5.00

1998   

 

November 17 … 25 ………………..4.75
October 15 … 25 ……………………5.00
September 29 … 25……………….. 5.25

1997   

 

March 25 ….25 ……………………… 5.50

 

1996     

 

January 31 … 25 …………………….5.25

 

1995    

 

December 19 … 25 ……………………5.50
July 6 … 25 ………………………………5.75
February 1 50 …………………………. 6.00

1994   

 

November 15 …..75 …………………… 5.50
August 16 ….50 ………………………… 4.75
May 17 …….50 ………………………….. 4.25
April 18 …..25 ……………………………. 3.75
March 22 …….25 ……………………….. 3.50
February 4 …..25 ……………………….. 3.25

1992  

 

September 4 … 25 ……………………….3.00
July 2 … 50 …………………………………3.25
April 9 … 25 …………………………………3.75

1991      

 

December 20 … 50 ………………………..4.00
December 6 … 25 ………………………….4.50
November 6 … 25 …………………………..4.75
October 31 … 25 ……………………………5.00
September 13 … 25 ………………………..5.25
August 6 … 25 ………………………………..5.50
April 30 … 25…………………………………. 5.75
March 8 … 25 …………………………………6.00
February 1 … 50 ……………………………..6.25
January 9 … 25 ………………………………6.75

1990 

 

December 18 … 25 ………………………….7.00
December 7 … 25 ……………………………7.25
November 13 … 25…………………………. 7.50
October 29 … 25……………………………. 7.75
July 13 … 25 ………………………………….8.00

A basis point is 1/100 percentage point.

 

 

 

 

Tassi

I Diversi Riferimenti nella Politica Monetaria

Termini diversi caratterizzano Federal Reserve (- FOMC – Il Federal Open Market Comettee ) e Banca Centrale Europea in materia di politica monetaria e tassi d’interesse.

 

 

1

FEDERAL RESERVE –

FOMC  – Il Federal Open Market Comettee

Monetary  Policy Action

 

 

 

 

a – I Fed Funds, tagliati dalla Banca centrale americana al 3,5%, rappresentano i tassi overnight, il Fed’s overnight lending rate, quelli seguiti per i finanziamenti delle banche a brevissimo termine. La Fed controlla i tassi di interesse a breve termine, che non sono poi quelli (the discount rate il cosiddetto ‘discount window’ ) che vengono usati per i prestiti interbancari. Questi tassi infatti vengono stabiliti dal mercato. Le azioni della Fed hanno un valore simbolico, quando scendono incoraggiano il mercato mentre aggravano l’umore dell’economia quando salgono, sebbene ai fini della interpretazione dei fondamentali dell’economia americana sottostante alle manovre di politica monetaria sia l’esatto contrario.

  • The federal funds rate is the rate banks charge each other for overnight loans and is a major influence on bank prime rates and a host of consumer rates, including credit card rates and home equity lines of credit. The decision doesn’t mean borrowers’ rates will go down, but it gives them time to pay down debt or shop around for a better deal.

  •  Ad esempio assumendo di avere € 80, e di acquistare con essi uno zero coupon bond che rimborsa € 100 dopo un anno. Il tasso di interesse e’ calcolato sul Prezzo/Valore iniziale e attuale ponendo 80 come base  [(100-80)/80] , che da’ un tasso del 25%.

b – Il tasso di sconto – the discount rate il cosiddetto ‘discount window’ –  è sceso al 4%, ed è invece il saggio al quale la Federal Reserve concede prestiti al sistema bancario. The  rate Federal Reserve charges banks for direct loans . The rate is linked to the Fed’s overnight lending rate target. Fino a poco tempo fa aveva un’importanza più che altro simbolica, in quanto il riferimento era costituito dai Fed Funds, il tasso interbancario sul brevissimo termine. Il tasso di sconto ha assunto un’importanza crescente col tempo perché disciplina il saggio cui si applicano i prestiti di emergenza concessi dalla banca centrale al sistema bancario.

  • The discount rate is a percentage of the dollar amount of the transaction that a merchant is charged for each credit card transaction. Ad esempio assumendo di avere € 80, e di acquistare con essi uno zero coupon bond che rimborsa € 100 dopo un anno. Il tasso di sconto rappresenta lo sconto sul flusso di cassa futuro di 100.

  • Come si vede, nel Tasso di sconto, il Prezzo/Valore finale e’ si’ di 100  mentre il Prezzo/Valore iniziale e’ di 80, ma  il Prezzo/Valore finale viene calcolato, non sul  Prezzo/Valore iniziale e attuale, ovvero ponendo 80 come base [(100-80)/80] , ma sui flussi di cassa futuri 100 [(100-80)/100] , che da’ un tasso del 20%.

  • Il Tasso di interesse e’ invece calcolato sul Prezzo/Valore iniziale e attuale ponendo 80 come base  [(100-80)/80] , che da’ un tasso del 25%.

  • Quindi è evidente che per ogni tasso di interesse esiste un tasso di sconto e viceversa.

  • Citigroup, Bank of America, JP Morgan Chase e Wachovia nel 2007 hanno avuto direttamente dalla Federal Reserve prestiti da 500 milioni di dollari ciascuno in base al piano di finanziamenti erogati al tasso di sconto, il cosiddetto ‘discount window’.  La banca centrale statunitense è intervenuta sul tasso di sconto allo scopo di attenuare il differenziale fra questo stesso tasso ed i Fed Funds, che rappresentano appunto il riferimento per i mercati.

 

Se questa è stata logica ispiratrice di Bernanke, essa non si sarebbe discostata di molto da quella già adottata da Greenspan in situazioni analoghe giustificate dall’ex capo della Fed dicendo “Better more than wrong”.  “too much or too rapidly would better serve the economy than acting too little or too slowly”. In altri termini, di fronte a turbolenze forti di mercato, meglio errare per eccesso anzichè per difetto nell’implementazione di tagli dei tassi di riferimento. Gli effetti negativi di un “errore per eccesso” sono stati tenuti in conto e considerati tollerabili in un contesto di aspettative di inflazione contenute.

 

Ecco come leggere i 4 paragrafi che compongono il documento della FED o meglio del FOMC che accompagna la decisione sui tassi d’interesse:

 

 

  1. PRIMO PARAGRAFO      :  Contiene la decisione della Federal Reserve

  2. SECONDO PARAGRAFO: Enumera i problemi principali che, secondo la Fed, l’economia americana deve affrontare

  3. TERZO PARAGRAFO      : Contiene le preoccupazioni della Federal Reserve

  4. QUARTO PARAGRAFO   : Contiene un’analisi sul bilancio della situazione

 

 

2

BCE 

 

a – La Bce ha come punto di riferimento il tasso di rifinanziamento principale (main refinancing operations), ora fermo al 4%, conosciuto pure come ‘Minimum Bid Rate’ perché è la base per il rifinanziamento dei prestiti. E’, in altri termini, l’equivalente dei Fed Funds.

b – Quanto al marginal lending rate (al 5%), vale a dire l’equivalente del tasso di sconto Usa, l’Eurotower fa leva su un tasso fisso perché le banche possano prendere denaro in prestito dall’istituto centrale.

 

 

 

Intervenire immettendo liquidità –

Le Operazioni pronti contro termine

 

 

Intervenire immettendo liquidità  significa che le banche centrali, a tassi agevolati e/o speciali, danno soldi liquidi alle banche commerciali, con un prestito garantito, ricevendo  i loro titoli obbligazionari, a rischio in questo caso dei subprimes, quale garanzia.

E’ la tipica operazione pronti contro termine a tasso speciale e/o agevolato, in cui la Banca Centrale di un paese acquista titoli da una banca e accredita il controvalore sul conto giro di quest’ultima. Simultaneamente, si conviene che la banca riacquisterà i medesimi titoli ad una data prefissata.

Per la durata dell’operazione, la banca commerciale ottiene così dalla Banca Centrale un credito a breve termine in euro per il quale versa un interesse repo. La Banca Centrale riceve i titoli quale garanzia. Sotto l’aspetto economico si tratta dunque di un prestito garantito. La quantità di euro in possesso della banca (liquidità) aumenta durante il periodo convenuto; al suo termine si riduce nuovamente, a meno che la Banca Centrale non rinnovi l’operazione. Inversamente, vendendo titoli contro euro, la Banca Centrale ha la possibilità di ridurre la quantità di euro, cioè la liquidità.

Le operazioni pronti contro termine (o repo, dall’inglese «repurchase agreement») sono attualmente lo strumento di politica monetaria principale delle Banche Centrali per la gestione dei tassi d’interesse a corto termine e  dell’offerta di moneta. E il tasso applicato a queste operazioni chiama in causa cio’ che abbiamo appena visto sopra, ovvero:

Il tasso di sconto, ovvero il saggio al quale la banca centrale (Federal Reserve e Bce nel nostro caso, seppur con meccanismi diversi)  concede prestiti al sistema bancario. Il tasso di sconto ha assunto un’importanza crescente col tempo perché disciplina per l’appunto il saggio cui si applicano i prestiti di emergenza concessi dalla banca centrale al sistema bancario.

Con una differenza sostanziale pero’ tra quanto fatto dalla Fed e quanto fatto dalla Bce, la prima ricorrendo al tasso speciale uguale o superiore al tasso di sconto (the discount rate, il cosiddetto ‘discount window’, oggi al 4%), la seconda ricorrendo al  tasso di sconto fisso (marginal lending rate oggi al 5%), o a quello agevolato o infine talvolta anche al tasso speciale maggiorato:

 

 

Operazioni pronti contro termine, a tasso speciale, e a tasso agevolato e fisso

 

 

La Federal Reserve

Operazioni pronti contro termine a tasso speciale

 

 

Le banche possono avere carenze temporanee di liquidità, ad esempio quando i pagamenti non pervengono al momento previsto o quando esse non sono in grado di soddisfare le prescrizioni legali sulle riserve minime. Per superare le carenze di liquidità temporanee la la Banca Centrale offre uno strumento di finanziamento per bisogni straordinari di liquidità: questo strumento si basa su delle operazioni pronti contro termine a tasso speciale. Il tasso speciale d’interesse ( che corrisponde nel minimo al saggio del tasso di sconto, the discount rate, oggi al 4%) applicato a questo strumento di finanziamento dei bisogni straordinari di liquidità è anche di 2 punti percentuali superiore al tasso pronti contro termine overnight (I Fed Funds,  il Fed’s overnight lending rate, al 3,5%), ovvero il 5.5%. La differenza di tasso è tesa a evitare che le banche commerciali si servano di questo strumento come fonte permanente di rifinanziamento.

La Federal Reserve ha fatto questo sia nel 2007 che nel 2008 con una doppia operazione di rifinanziamento pronti contro termine con le banche commerciali rimaste a secco di liquidita’, operazione di rifinanziamento avvenuta  tramite il riacquisto da parte della banca centrale statunitense di titoli garantiti da prestiti immobiliari rimasti in mano alle banche commerciali, in considerazione della situazione creatasi a seguito della crisi del subprime

Ovviamente parte del danaro viene da banconote stampate ex novo. La Fed (come la Bce) potra’ inoltre come sempre intervenire nell’immetetre liquidita’, indirettamente se volete, ovvero con un  finanziamento abbassando il costo del danaro e del tasso di sconto, ovvero adottando  una politica monetaria espansiva.

 

 

 

La Bce

Operazioni pronti contro termine sia a  tasso fisso, sia a quello  agevolato sia al tasso speciale

 

 

 

Anche la Banca Centrale Europea ha fatto ricorso a queste operazioni di  prestito sia nel 2007 che nel 2008 con le banche commerciali rimaste a secco di liquidita’. Il tasso marginale dell’operazione applicato dalla Bce e’ stato pari alla misura del tasso di sconto fisso (marginal lending rate oggi al 5%) e solo talvolta applicando un tasso di sconto agevolato pari al 4,08%, o talora anche quello maggiorato speciale. 

In un’operazione pronti contro termine, a tasso agevolato, la Banca Centrale acquista come sempre titoli da una banca e accredita il controvalore sul conto giro di quest’ultima (averi in conto giro). Simultaneamente, si conviene che la banca riacquisterà i medesimi titoli ad una data prefissata. Il prestito garantito avviene ad un tasso inferiore al tasso di sconto. La Bce ha fatto questo, ha prestato danaro alle banche commerciali con un’operazione di rifinanziamento pronti contro termine  a tasso agevolato del 4% detta anche di fine tuning (operazioni di rifinanziamento a condizioni ottimali), piu’ basso di quanto normalmente avrebbe fatto, ovvero il 5%. Operazioni di fine tuning – Operazioni di finanziamento agevolato fatto dalla Banca Centrale alle banche commerciali, ogni mese con scadenze a tre mesi. Operazioni temporanee di regolazione puntuale.

 

Marco Montanari

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