Global Foreign Direct Investment (FDI) inflows

 

Collasso nei nuovi investimenti stranieri diretti in Italia

– Unione europea  – 2007 – crescita del +14.93%

– Italia – 2007 – calo del –28.31%

Global Foreign Direct Investment (FDI) inflows

Investimenti Diretti Esteri in entrata a livello globale  (IDE)

 

The World Investment Report 2008

Unctad

(United Nations Conference on Trade and Development)

Il rapporto annuale della Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo

a cura dell’ICE di New York

Riferimento dati

2007

8 Gennaio 2008 

http://www.unctad.org

Tables and figures

Table. FDI Inflows, by host region and major host economy

2006-2007

(Billions of dollars)

 Global Foreign Direct Investment (FDI)_IDE_0_2007_PUB 2008_1

Note: a – Preliminary estimates

Global foreign direct investment (FDI) inflows grew in 2007 to an estimated $1,537.9 billions, surpassing the previous record set in the year 2000, rising by +17.76% from  $1,305.9 billions in the 2006 UNCTAD investment experts said

World FDI inflows are projected on the basis of 105 economies for which date are available for part of 2007, as of 19 December 2007. Data are estimated by annualizing their available data, in most cases the first three quarters of 2007.

The proportion of inflows to these economies in total inflows to their respective region or subregion in 2006 is used to extrapolate the 2007 data

I dati preliminari dell’Unctad evidenziano un collasso nei nuovi investimenti stranieri diretti in Italia proprio quando questi afflussi si sono impennati altrove nell’Unione europea:

Global Foreign Direct Investment (FDI) inflows –  gli Investimenti Diretti Esteri in entrata a livello globale (IDE)

  • The European Union  – 2007 – (with $651.0 billions, +14.93%) as a whole continued to be the largest host region, attracting almost 42.33% of total FDI inflows in 2007;

  • Italia – 2007 – scivolano del -28.31% a $28.1 billion , da $39.2 billion nel 2006. L’Italia, oltre tutto, sta anche perdendo gli investimenti indiretti e l’interesse da parte dei fondi di private equity.

Ha osservato un esperto dell’Unctad – ” in Italia, soprattutto rispetto ad altri Paesi come la Francia e l’Inghilterra, il volume resta molto basso considerando che nel 2006 gli Investimenti Diretti Esteri in entrata a livello globale (IDE) erano cresciuti eccezionalmente del +96.9% a $39.2 billion, e che e’ stato un anno non ripetibile visto che buona parte dell’aumento fu dovuto (grazie ai profitti delle aziende statunitensi e delle maggiori potenze economiche a livello mondiale che avevano generato una forte liquidita’) all’acquisizione di banche italiane, come la Bnl rilevata da Bnp Paribas (Francia) per 11,87 miliardi di dollari e Antoveneta acquistata da Abn Amro (Olanda) per 4,54 miliardi di dollari. In altri settori, l’aumento di investimenti esteri fu’ molto modesto”.

Bnp Paribas lancia l’Opa su Bnl. Unipol lascia

4 febbraio 2006

Il Sole 24 Ore

L’aumento è stato generale poiché ha riguardato i Paesi sviluppati, i Paesi in via di sviluppo ed i Paesi ‘in transizione’ (The transition economies of South-East Europe + The Commonwealth of Independent States-CIS) che hanno registrato livelli record rispettivamente 1.001,9 miliardi di dollari, 438,4 miliardi di dollari e 97,6 miliardi di dollari.

Secondo l’Unctad lo sviluppo dei dei flussi mondiali di investimenti esteri diretti è dovuto in parte all’aumento dei profitti delle imprese in tutto il mondo e al conseguente aumento del valore delle azioni che ha accresciuto l’entità delle fusioni-acquisizioni internazionali. Il voluminoso rapporto dell’Unctad, sottolinea poi il ruolo sempre più importante dei fondi di Private Equity ed altri fondi collettivi di investimento nelle fusioni-acquisizioni a livello mondiale e si interroga sul loro impatto, dato che si tratta spesso di investimenti a breve termine. La quota di queste operazioni nel totale degli investimenti esteri è rimasta consistente, scrive l’Unctad aggiungendo inoltre che ad essere aumentati sono stati comunque anche gli impegni finanziari nella creazione di capacità, in particolare nei Paesi in via di sviluppo.

Circa il 30% degli investimenti esteri mondiali sono derivati dagli utili reinvestiti, una percentuale che sale al 50% nei paesi in via di sviluppo.

Financial Times

Gennaio 2008

ECONOMIA: FT, INVESTIRE IN ITALIA? SI GUIDA CON FRENO TIRATO

Un “terreno ostile” in cui si combatte contro “la burocrazia, l’antimperialismo e la corruzione” e che determina una “scarsezza di investimenti stranieri nell’ economia italiana”. “Alcune persone – continua il giornale – non hanno dubbi che l’ambiente finanziario e politico agisca come deterrente”. Tanto che i dati preliminari dell’Unctad evidenziano “un collasso nei nuovi investimenti stranieri diretti in Italia proprio quando questi afflussi si sono impennati altrove nell’Unione europea”: nel 2007, a fronte di una crescita del 15% nel Vecchio continente, l’Italia mostra un calo del 28%. L’Italia, oltre tutto, “sta anche perdendo gli investimenti indiretti” e l’interesse da parte dei fondi di private equity.

Il Financial Times ricorda così le vicende di At&t, che “si ritirò dall’investimento in Telecom Italia citando interferenze politiche dal governo”, quella della fusione Abertis-Autostrade “accantonata nel mezzo di un’imprevista riscrittura delle leggi che governano le concessioni autostradali”, o il caso dell’ australiana Macquarie “esclusa” dagli Aeroporti di Roma.

Tutto ciò, conclude il quotidiano della City, “alimenta lo spettro del nazionalismo economico” e  e  dice Gentiloni “la proliferazione di leggi e la straordinaria lentezza della giustizia civile”.

Financial Times

28/3/2007

Federation of European Securities Exchange

http://www.fese.be/en/

http://it.wikipedia.org/wiki/Corporate_governance

Gli investitori stranieri, secondo la Federation of European Securities Exchange, comprano azioni ovunque piuttosto che in Italia. (Financial Times 28/3/2007). La Borsa italiana ha la più bassa percentuale d’Europa di investimenti dall’estero: il 13%. Altrove, da Malta all’Estonia, è in media il 33%. In Italia ci sono il patto di sindacato, le scatole cinesi, il conflitto di interessi.

Global foreign direct investment (FDI) inflows grew

2007

Global foreign direct investment (FDI) inflows grew in 2007 to an estimated $1,537.9 billions, surpassing the previous record set in the year 2000 ( $1,411 billion), rising by +17.76% from  $1,305.9 billions in the 2006 when rose by +38% over the 2005 at  $946 billion.

The European Union (with $651.0 billions) as a whole continued to be the largest host region, attracting almost 42.33% of total FDI inflows in 2007.

The United States (among the developed countries that reached  $1,001.9 billions) UNCTAD investment experts said today, for the fourth consecutive year, regained its position as the leading host country for FDI in 2007, followed by the 3 other leading host country for FDI: the United Kingdom, France and the Netherlands.

  • FDI continued to rise in all of three groups of economies — in developed countries, developing economies and in South-East Europe and the Commonwealth of Independent States (CIS) — largely reflecting the high-growth propensities of transnational corporations (TNCs) and strong economic performance in many parts of the world. Increased corporate profits and an abundance of cash boosted the value of the cross-border mergers and acquisitions (M&As) that constitute a large portion of FDI flows, although the value of M&As in the latter half of 2007 declined.

  • The financial and credit crisis that began in the latter half of 2007 has not affected the overall volume of FDI inflows, UNCTAD economists said. Even with a slowdown of the United States economy, the depreciation of the US dollar may have helped to maintain high levels of FDI flows into the country, in particular from countries with appreciating currencies, such as Europe and developing Asia. While sub-prime loan problems have impinged on the lending capabilities of banks, new capital injections from various funds, including sovereign wealth funds, have helped alleviate some of the problems.

    However, several risks to the world economy — most of them not new — may have implications for FDI flows to and from developed countries in 2008, UNCTAD said. High and volatile commodities prices may cause inflationary pressures, and a tightening of financial market conditions cannot be excluded. The increasing probability of a recession in the United States and uncertainties about global repercussions if it occurs may lead to a more cautious attitude by investors. These considerations underline the need for caution in assessing future FDI prospects for developed countries.

Developed Economies $1,001.9 billions +16.8%  ($857.5 billion +45.26% nel 2006 da $590.3 billion nel 2005). Among developed economies:

Developing Economies $438.4 billions +15.7% ($379.1 billion +20.61% nel 2006 da $314.3 billion nel 2005).  The largest inflows to developing countries were to China, Hong Kong (China), Singapore, Brazil, Mexico and  Chile. Among developing economies:

Transition Economies of South-East Europe + The Commonwealth of Independent States – CIS – $97.6 billion +40.8% ($69.3 billion +67.96% nel 2006 da $41.2 billion nel 2005).

The World Investment Report focuses on trends in foreign direct investment (FDI) worldwide, at the regional and country levels and emerging measures to improve its contribution to development.

Every issue of the Report has:

  • Analysis of the trends in FDI during the previous year, with especial emphasis on the development implications.
  • Ranking of the largest transnational corporations in the world.
  • In-depth analysis of a selected topic related to FDI.
  • Policy analysis and recommendations.
  • Statistical annex with data on FDI flows and stocks for 196 economies.

 3 Groups of Economies

Developed Economies

– United States –

 – Japan –

 – Europe –

– European Union (25) –

– EU 15 –

France

Germany

Italy

Netherlands

United Kingdom

– New EU members (10) –

Czech Republic

Hungary

Poland

Developing Economies

– Africa –

Egypt

Marocco

South Africa

Sudan

Tunisia

– Latin America and the Caribbean –

Argentina

Brazil

Chile

Colombia

Mexico

Venezuela

– Asian and Oceania –

– West Asia –

Lebanon

Turkey

– South, East and South-East Asia

China

Hong Kong, China

India

Indonesia

Malaysia

Philippines

Singapore

Thailand

Transition Economies of South-East Europe + The Commonwealth of Independent States-CIS

Kazakhstan

Romania

Russian Federation

Marco Montanari

Vedi anche:

Global Foreign Direct Investment 2006

https://wallstreetrack.wordpress.com/2007/10/18/global-foreign-direct-investment-fdi-inflows/

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