Debito Pubblico – Anno 2007

 

 

 

Il debito delle Amministrazioni pubbliche è risultato in aumento, ma si riduce in rapporto al Pil

Al 31 dicembre del 2007:

 

Debito Pubblico

PIL

Debito Pubblico / PIL

1.596,7 miliardi di euro

1.535,5 miliardi di euro

104.0% del PIL

 

 

 

La Banca d’Italia

I dati relativi al debito pubblico ed al fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche per l’anno 2007

Supplemento al Bollettino Statistico – Finanza pubblica n. 17 dell’11 marzo 2008

 

http://www.bancaditalia.it

Pubblicazioni Statistiche

http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/statistiche

http://www.bancaditalia.it/statistiche

Supplemento al Bollettino statistico

 

Roma, 11 marzo 2008

Vedi anche:

https://wallstreetrack.wordpress.com/2006/10/20/italia-debito-pubblico-rating-problema-dei-dipendenti-pubblici-e-degli-enti-inutili-ovvero-della-spesa-della-pa/

https://wallstreetrack.wordpress.com/2006/08/30/lenorme-buco-del-debito-pubblico-italiano-di-cosa-si-tratta-e-di-chi-e-la-responsabilita-primaria/

https://wallstreetrack.wordpress.com/2006/10/24/perche-litalia-bilanci-alla-mano-e-un-paese-allo-sbando/

 

 

 

 

 

 

Relazione unificata sull’economia e la finanza pubblica

Mef

13-03-2008

http://www.mef.gov.it/web/apri.asp?idDoc=18732 

 

 

ITALIA FINANZA PUBBLICA_2008_RELAZIONE UNIFICATA_Mef_1

ITALIA FINANZA PUBBLICA_2008_RELAZIONE UNIFICATA_Mef_2

ITALIA FINANZA PUBBLICA_2008_RELAZIONE UNIFICATA_Mef_3

ITALIA FINANZA PUBBLICA_2008_RELAZIONE UNIFICATA_Mef_4

ITALIA FINANZA PUBBLICA_2008_RELAZIONE UNIFICATA_Mef_5

ITALIA FINANZA PUBBLICA_2008_RELAZIONE UNIFICATA_Mef_6

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ITALIA FINANZA PUBBLICA_2008_RELAZIONE UNIFICATA_Mef_8

ITALIA FINANZA PUBBLICA_2008_RELAZIONE UNIFICATA_Mef_9

ITALIA FINANZA PUBBLICA_2008_RELAZIONE UNIFICATA_Mef_10

ITALIA FINANZA PUBBLICA_2008_RELAZIONE UNIFICATA_Mef_11

ITALIA FINANZA PUBBLICA_2008_RELAZIONE UNIFICATA_Mef_12

ITALIA FINANZA PUBBLICA_2008_RELAZIONE UNIFICATA_Mef_13

 

 

Debito pubblico/PIL: la riclassificazione dal 2003 al 2007 operata dalla BdI nel marzo 2008; i dati differiscono da quelli riportati nelle tabelle che sono state le utlime pubblicate in gennaio 2008

http://www.dt.tesoro.it/Aree-Docum/Debito-Pub/Ammontare-Titoli-di-Stato-e-Debito-Pubblico.doc_cvt.htm

 

2003  104.3% PIL

2004  103.8% PIL

2005  106.2% PIL

2006 106.5% PIL (rettificato dal 106.8% in Marzo 2008)

2007  104.0% PIL

 

 

Il Tesoro: previsioni al 2010 riviste nel marzo 2008 rispetto ai dati della tabella che e’ stata l’ultima pubblicata dalla BdI

 

Debito pubblico/PIL

2008  103.0% PIL

2009  101.0% PIL

2010  99.6% PIL

2011  97.1% PIL

 

Il rapporto tra deficit e Pil si attesterà quest’anno al 2,4% (dato rivisto al rialzo: la previsione precedente era del 2,2%). Pareggio atteso per il 2011

L’avanzo primario scenderà al 2,6% del Pil nel 2008 dal 3,1% del 2007; poi risalirà al 2,8% nel 2009, al 3,1% nel 2010 e al 3,4% nel 2011.

La  pressione fiscale scenderà al 43,1% del Pil nel 2008 dal 43,3% raggiunto nel 2007.

L’Italia crescera’ meno, più che dimezzato il Pil 2008, +0,6%. Dovrebbe andar meglio nel 2009, con una crescita dell’1,2%, e nel 2010, Pil +1,5%.

L’inflazione, secondo l’indice Nic (intera collettività), è stimata in rialzo al 2,6-2,7% medio nel 2008.

 

 

Anno

Debito Pubblico

PIL

Miliardi di euro

 

 

2002

1.367,169

1.295,226

 

2003

1.392,278

1.335,354

 

2004

1.442,997

1.390,539

 

2005

1.510,926

1.423,048

 

2006

1.575,6

1.479,0

 

2007

1.596,7

1.535,0

 

 

 

Debito pubblico/PIL: la riclassificazione dal 1999 al 2002

http://www.tesoro.it/web/cs/viewpre.asp?idc=2234&forPrint=y

 

 

1999 114.9%  PIL

2000 110.6%  PIL

2001  109.5% PIL

2002  106.7% PIL

 

 

 

 

Debito Pubblico Italiano in % sul PIL

1885 – 2000 Media storica

Media 78,9%

Media escluse Guerre 73.9%

 

 

Note sul debito pubblico italiano
dal 1885 al 1998

(dal 1999 al 2006 sono stati come sopra rettificati )

http://www.delpt.unina.it/stof/15_pdf/15_5.pdf

 

 

 

 

Debito Pubblico Italiano in % sul PIL serie storica dal 1993 al 1998

 

1993 118.2%  PIL

1994 124.3%  PIL

1995 123.8%  PIL

1996 122.7%  PIL

1997 120.2%  PIL

1998 116.4%  PIL

 

 

Debito Pubblico Italiano in % sul PIL serie storica dal 1972 al 1992

 

Quello che ha contribuito all’aumento del debito pubblico italiano: Andreotti (in migliaia di miliardi di lire di debito  fino al 1979, in milioni di miliardi di lire dal 1989 in poi fino al 2000, poi dal 2002 in euro)

 

 

1972 Governo Andreotti 42.614 mila miliardi di lire di debito…….53.1%

1973 Governo Andreotti-Rumor 53.246 mila miliardi di lire ………55.1%

1974 Governo Andreotti-Rumor ………………………………………..54.5%

1975 Governo Andreotti-Rumor ………………………………………..60.5%

1976 Governo Moro-Andreotti 102.446 mila miliardi di lire ……….58.5%

1977 Governo Andreotti 124.044 mila miliardi di lire ……………….58.3%

1978 Governo Andreotti 158.406 mila miliardi di lire ……………….63.3%

1979 Governo Andreotti-Cossiga 190.979 mila miliardi di lire ……62.4%

1980 Governo Andreotti-Cossiga  ………………………………………57.7%

1981 Governo Andreotti-Cossiga ………………………………………. 59.9%

1982 Governo Andreotti-Cossiga ………………………………………..64.7%

1983 Governo Andreotti-Cossiga ………………………………………..70.8%

1984 Governo ……………………………………………………………….  76.3%

1985 Governo  ………………………………………………………………. 82.7%

1986 Governo  ………………………………………………………………. 86.5%

1987 Governo  ………………………………………………………………. 90.6%

1988 Governo …………………………………………………………………92.9%

1989 Gov De Mita-Andreotti 1.141.658 milioni di miliardi di lire….. 95.8%

1990 Governo Andreotti 1.284.605 ………………………………………..97.2% 

1991 Governo Andreotti 1.449.147 ……………………………………..100.5%

1992 Governo Andreotti-Amato 1.633.770 …………………………….107.7%

 

 

 

 

 

 

Sono state apportate alcune revisioni ai dati relativi al debito e al fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche per gli anni precedenti. Le revisioni sono dovute, oltre all’ordinario aggiornamento delle fonti, all’inclusione fra gli strumenti di copertura del fabbisogno delle giacenze del conto ordinario detenuto dalle Ferrovie dello Stato presso la Tesoreria, d’accordo con il Ministero dell’Economia e delle finanze.

Al 31 dicembre del 2007 il debito delle Amministrazioni pubbliche è risultato in aumento e pari a 1.596,7 miliardi di euro (104% del PIL a 1.535,0 miliardi di euro), oscillando tra il nuovo record storico assoluto di 1.629,2 miliardi raggiunto a ottobre, ed un minimo di 1.590,79 miliardi segnato a gennaio. In termini relativi, il debito è aumentato dell’1,34% rispetto a fine 2006 quando lo stesso era pari a 1.575,6 miliardi di euro (106,5% del PIL, dato rettificato). Lo comunica la Banca d’Italia.

La crescita nominale del debito pubblico (21,12 miliardi di euro) riflette il fabbisogno delle Amministrazioni
pubbliche, risultato pari a 30,53 miliardi di euro  e l’emissione di titoli sotto la pari, che ha comportato un aumento del debito superiore al fabbisogno finanziato di 4,08 miliardi di euro.

Con riferimento alla ripartizione per sottosettori, il debito delle Amministrazioni centrali è cresciuto di 17,02 miliardi di euro, a 1.485,04 miliardi di euro; la sua incidenza sul PIL è diminuita al 96,7% dal 99,2%. Il debito delle Amministrazioni locali è aumentato di 3,57 miliardi di euro, a 111.7 miliardi di euro, rimanendo costante al 7,3% del PIL. Il debito delle Regioni ( passa da 48,3 a 48,4 miliardi), delle Province (da 8,8 a 8,9 miliardi) o dei Comuni (da 46,8 a 46,9 miliardi) e quello degli ”altri enti” passa da 9,1 a 7,5 miliardi.

La diminuzione delle attività detenute dal Tesoro presso la Banca d’Italia ha contenuto l’aumento del debito per 13.157 milioni; l’apprezzamento dell’euro ha ridotto il valore delle passività denominate in valuta estera di 333 milioni.

Nel 2007 il fabbisogno complessivo delle amministrazioni pubbliche è stato pari a 30,5 miliardi di euro  (2,0% del Pil). Nel 2006 era risultato pari a 54,3 miliardi di euro  (3,7% del Pil). Nei due anni il fabbisogno al netto delle dismissioni mobiliari è stato pari, rispettivamente, al 2,2 e al 3,7 per cento del PIL.

L’indebitamento netto rispetto al Pil è sceso nel 2007 all’1,9 per cento. È il dato più basso da 10 anni a questa parte, meno della metà del deficit del 2005 (4,2 per cento).

La pressione fiscale sul Pil ha raggiunto il 43,3 per cento del Pil, il dato più alto dal 1997, l’anno dell’Eurotassa. Il Ministero del Tesoro ha ieri contestato il dato sulla pressione fiscale. Oltre a non condividere nel merito le contestazioni, riteniamo istituzionalmente doveroso fare riferimento alle cifre ufficiali Istat.

Inizio d’anno positivo per le entrate tributarie. In particolare, segnala il Supplemento al Bollettino statistico della Banca d’Italia, gli incassi si sono attestati a gennaio 31,271 miliardi, in aumento del 10,33% rispetto ai 28,342 miliardi registrati nello stesso mese del 2007. Il gettito fiscale del 2007 e’ cresciuto del 4,8% passando a 409,7 miliardi dai 390,9 del 2006.

I conti pubblici sono indubbiamente migliorati in questa, pur breve, legislatura. Il risanamento è però avvenuto quasi interamente sul lato delle entrate con un forte recupero di base imponibile. Modestimmi o nulli invece  i risultati sulla spesa. In accelerazione anche la spesa corrente primaria, quella al netto degli interessi. Occorre intervenire davvero nel contenimento della crescita della spesa. A partire dal rinnovo del contratto del pubblico impiego e dal licenziamento di almeno 350.000 fannulloni e/o corrotti del pubblico impiego.

L’Italia è il Paese europeo con il rapporto debito/PIL più elevato, il doppio della soglia consentita dai criteri di Maastricht (60%).

 

 

Come diminuire per poi stabilizzare il debito pubblico

 

 

Quali sono le opzioni a disposizione di un governo che voglia stabilizzare e poi ridurre il rapporto debito/PIL? Si conoscono tre modi per raggiungere tale obiettivo:

1) Ridurre il deficit, cercando di ottenere un avanzo, comprimendo di molto le spese delle PA e aumentando di poco le imposte; questa è la via più difficile per la stabilizzazione del debito, in quanto aumentare le imposte è impopolare e ridurre la spesa è difficile, ma e’ la sola che l’Italia deve percorrere alla luce della gravita’ dei suoi conti.

2) Finanziare il debito con emissione di moneta. La Banca Centrale può acquistare titoli del debito pubblico e accrescere l’offerta di moneta. Tale politica, tuttavia, comporta un aumento dell’inflazione. E non e’ percorribile allo stato delle cose sia perche’ la Banca Centrale Europea non consente il finanziamento del debito con emissione di moneta sia per il continuo diminuire del potere d’acquisto dei redditi gia’ bassi del lavoro dipendente.

3) Ripudiare il debito, ovvero non rimborsare i titoli del debito pubblico. Solo governi in grossa difficoltà hanno fatto ricorso (vedi Argentina) a tale misura, in quanto è ritenuta un atto sleale, che lascia profonde tracce sulla reputazione di un governo. Tale misura è stata messa in atto talora in seguito a guerre e rivoluzioni, quando è stato possibile dare la colpa del debito a eventi esterni o a precedenti governi.

Tutti e tre questi metodi comportano una forma di tassazione; nel primo caso si tratta di un normale aumento delle imposte, nel secondo caso vengono tassati coloro che posseggono moneta e titoli non indicizzati, nel terzo caso vengono tassati i detentori di titoli del debito pubblico.

L’unica via oggi percorribile in Italia come detto è la prima, dato che i vincoli posti a livello europeo e l’esistenza della Banca Centrale Europea non consentono il finanziamento del debito con emissione di moneta.

La Spesa pubblica totale e corrente sostenuta dall’insieme delle amministrazioni pubbliche.

La voce degli interessi si trova fra le spese correnti dello Stato insieme alle altri voci che sono: spese per consumi collettivi (che servono a far fronte all’organizzazione e al funzionamento della P.A.) e spese per trasferimenti (alle famiglie, alle imprese, alle aziende autonome ecc. che hanno una funzione redistributiva).

Le Spese totali al netto degli interessi sono rappresentate dalle spese correnti – gli interessi + le spese in conto capitale.

 

PIL

 

 

Il Prodotto Interno Lordo (PIL) è il valore totale dei beni e servizi finali prodotti da un paese in un determinato periodo di tempo con i fattori produttivi impiegati all’interno del paese stesso. Se calcolato con i prezzi correnti si chiama PIL nominale , se calcolato con i prezzi costanti (quelli dell’anno base) è detto PIL reale

 

Il valore del Pil ai prezzi di mercato – a prezzi correnti (cd Pil nominale). Su tale misura va calcolato il rapporto debito/Pil

 

Che si differenzia dalla crescita del Pil espressa ai prezzi di mercatovalori concatenati anno di riferimento 2000 – o crescita a valori costanti (il cd Pil reale), non corretti per il numero dei giorni lavorativi, espressa ai prezzi dell’anno precedente.

 

 

Chi sono i detentori del debito pubblico?

Purtroppo non sono agilmente noti i dati relativi ai singoli detentori del debito pubblico, e le uniche informazioni che ho sono quelle relative ai valori macro tanto in riferimento ai mezzi di espansione del debito stesso quanto alla residenzialita’ ed alla istituzionalita’ o meno dei singoli detentori.

Sicuramente vi sono, come principali detentori, i maggiori paesi del mondo con grosse riserve sia in dollari che in euro, quindi Stati uniti, Cina, Giappone Regno unito etc…e sicuramente sia nella quota dei non residenti che dei residenti vi sono le maggiori Banche D’affari Internazionali ed i maggiori Specialisti in titoli di Stato, ovvero:

ABN Amro Bank N.V.

Barclays Bank

Bayerische Hypo und Vereinsbank AG

BNP Paribas

Calyon – Corp. Inv. Bank

Citigroup

CSFB

Deutsche Bank A.G.

Dresdner Bank A.G.

Goldman Sachs Int. Bank

HSBC France

ING Bank N.V.

JP Morgan Chase

Lehman Brothers

Merrill Lynch

Morgan Stanley

Nomura

Société Générale

UBS Investment Bank

Banca IMI S.p.A.

Monte dei Paschi di Siena Capital Services Banca per le Imprese S.p.A.)

 

 

Il debito pubblico

http://www.dt.mef.gov.it/Aree-Docum/Debito-Pub/index.htm

http://www.dt.tesoro.it/Aree-Docum/Debito-Pub/Presentazi/Linee-Stra/Linee-guida-2008.pdf

 

Composizione Titoli di Stato

http://www.dt.tesoro.it/Aree-Docum/Debito-Pub/Dati-Stati/Composizio/index.htm

 

Club Ambrosetti – The European House

Il debito pubblico: il dovere di governare

Gennaio 2007

http://webdoc.siemens.it/webdoc/download.asp?LibDir=CP-Portale&file=Lettere_Ambrosetti%5CLettera%20Club%20gennaio.pdf

 

Detentori del debito pubblico italiano per per macro-suddivisioni

http://www.dt.tesoro.it/Aree-Docum/Debito-Pub/Presentazi/Linee-Stra/Linee-guida-2008.pdf

Vedi anche:

https://wallstreetrack.wordpress.com/2006/10/20/italia-debito-pubblico-rating-problema-dei-dipendenti-pubblici-e-degli-enti-inutili-ovvero-della-spesa-della-pa/

https://wallstreetrack.wordpress.com/2006/08/30/lenorme-buco-del-debito-pubblico-italiano-di-cosa-si-tratta-e-di-chi-e-la-responsabilita-primaria/

https://wallstreetrack.wordpress.com/2006/10/24/perche-litalia-bilanci-alla-mano-e-un-paese-allo-sbando/

 

I titoli di Stato rappresentano circa il 79%

Grafico 9

Categorie di detentori di Titoli di stato

Elaborazione su dati Banca d’Italia-Relazione Annuale sul 2006- 31maggio 2007- Appendice

La distribuzione del debito a livello internazionale

Settore Estero 54%
Settore Privato 14%
Intermediari Finanziari 32%

Le altre passività lorde consolidate delle amministrazioni pubbliche costituite da depositi e prestiti, rappresentano circa il 21%

Il debito complessivo delle Pubbliche Amministrazioni italiane

http://www.dt.tesoro.it/Aree-Docum/Debito-Pub/Presentazi/Linee-Stra/Linee-Guida-della-Gestione-del-Debito-Pubblico—Anno-2007.pdf

 

 

Il debito pubblico è costituito da biglietti, monete e depositi, titoli diversi dalle azioni – esclusi gli strumenti finanziari derivati – e prestiti, secondo le definizioni del SEC 95. Al 31 dicembre 2007 Il debito pubblico è pari a €1.596,7 miliardi. Al 31 dicembre 2007 i titoli di Stato rappresentano per l’appunto circa il 79% del debito pubblico, ovvero il debito delle Amministrazioni Centrali è costituito a sua volta per circa il 79% da titoli di Stato

Il debito pubblico è pari al valore nominale di tutte le passività lorde consolidate delle Pubbliche Amministrazioni Italiane (amministrazioni centrali, enti locali e istituti previdenziali pubblici) – Le passività delle Amministrazioni Centrali, al 30 settembre 2006 risultavano pari circa al 94% del totale, che di quelle emesse dalle Amministrazioni Locali nell’ambito della loro sfera di autonomia che al 30 settembre 2006 risultavano pari circa al 6% del totale.

Per debito pubblico si intende il debito dello stato Italiano nei confronti di altri soggetti, individui, imprese, banche o soggetti stranieri ed italiani, la gran parte del quale (79%) coperto con l’emissione di titoli di Stato sottoscritti sia sul mercato interno (BOT, CTZ, CCT, BTP e BTP€I), sia sul mercato estero (programmi Global, MTN e Carta commerciale), sottoscrizioni destinate a coprire il fabbisogno finanziario statale per l’appunto. La spesa per gli interessi corrisposti ai detentori delle obbligazioni statali viene indicata come servizio del debito.

Spesa per interessi – Il costo medio ponderato delle emissioni 2007 (grafico 7) ha raggiunto il 4,14% – €66,1 miliardi – un dato in crescita rispetto al 2006 (3,34%) a causa dell’aumento generalizzato dei tassi di interesse di mercato dei primi sette mesi dell’anno, periodo in cui è stato collocato oltre il 70% del programma annuale di emissioni.

Per effetto della “dematerializzazione”, che ha portato notevoli benefici per la gestione e la custodia dei titoli di Stato, dal 1998 gli stessi non sono più emessi in forma cartacea, ma sono rappresentati da iscrizioni contabili a favore degli aventi diritto. La dematerializzazione è stata introdotta dal decreto legislativo n. 213 del 24 giugno 1998

Nel corso del 2007 è proseguito l’obiettivo di penetrazione del debito pubblico italiano nei portafogli degli investitori internazionali. Come negli anni passati, nella scelta sia degli strumenti di debito da offrire che delle modalità di collocamento, particolare attenzione è stata posta all’esigenza di raggiungere un numero ampio e diversificato di investitori, sia per tipologia che per collocazione geografica.

A fine 2006, si osserva, infatti, che il 54% (in lieve aumento rispetto al  53% 2005) dello stock del debito in titoli di Stato era in possesso di investitori esteri non residenti (paesi stranieri, cittadini stranieri, tutte le persone giuridiche straniere e anche quelle  italiane con sede legale e gestionale all’estero; tutti soggetti esenti dalla tassazione del  12,5% sulle cedole maturate, ovvero cio’ che per l’Italia e’ la spesa per gli interessi corrisposti ai detentori delle obbligazioni statali e che viene indicata come servizio del debito; sono cioe’ soggetti che non sono interessati all’eventuale innalzamento al 20% dell’aliquota sulla tassazione delle cd “Rendite Finanziarie” in quanto soggetti  non residenti, quindi Stati, banche ed imprese che non sono coinvolte dalla riforma che riguarda le sole persone fisiche, oppure perche’ come stranieri sono esenti da imposta). E’ critica la situazione quando i titoli da ripagare sono in possesso di stranieri, cui non solo si pagano gli interessi sul debito, ma dai quali non si riceve nulla sotto forma di tassazione sugli interessi percepiti sotto forma di cedole appunto. In questo caso, si ha una fuoriuscita doppia di capitali dal paese.

 

 

Effetti dell’aumento della TASSAZIONE sulle rendite finanziarie. L’impatto sugli interessi.

http://www.adusbef.it/download.asp?Id=6016

 

L’aumento della tassazione delle rendite finanziarie, dal 12,5 al 20 per cento, inciderebbe anche sulla ritenuta applicata agli interessi pagati ai detentori dei Titoli di Stato. In soldoni:

1) I detentori privati residenti  persone fisiche hanno (ad oggi) una imposizione del 12,50 %;

2) I detentori privati residenti non persone fisiche, che percepiscono interessi su Titoli di Stato nell’esercizio di un’attività commerciale,  non sono soggetti ad alcuna ritenuta per gli interessi percepiti;

3) I detentori privati persone fisiche, ed  i detentori istituzionali privati persone giuridiche, non residenti in Italia, ma residenti nei Paesi indicati nella White List, non sono soggetti ad alcuna ritenuta per gli interessi percepiti.

 

 

White List

[ I titolari di nostri Titoli di Stato residenti in questi paesi non sono soggetti alla tassazione degli interessi percepiti.]

Albania
Danimarca
Kazakistan
Repubblica Ceca
Ucraina
Algeria
Ecuador
Kirghistan
Repubblica Slovacca
Ungheria
Argentina
Egitto
Kuwait
Romania
Uzbekistan
Armenia
Emirati Arabi Uniti
Lituania
Singapore
Venezuela
Australia
Estonia
Lussemburgo
Slovenia
Vietnam
Austria
Federazione Russa
Macedonia
Spagna
Zambia
Azerbajan
Filippine
Malta
Sri Lanka
Bangladesh
Finlandia
Marocco
Stati Uniti
Belgio
Francia
Mauritius
Sud Africa
Bielorussia
Georgia
Messico
Svezia
Brasile
Germania
Norvegia
Tadzhikistan
Bulgaria
Grecia
Nuova Zelanda
Tanzania
Canada
India
Paesi Bassi
Thailandia
Cina
Indonesia
Pakistan
Trinidad e Tobago
Corea del Sud
Irlanda
Polonia
Tunisia
Costa d’Avorio
Israele
Portogallo
Turchia
Croazia
Yugoslavia
Regno Unito
Turkmenistan

Ciò è avvenuto a scapito della quota posseduta dai residenti al 46% e precisamente:

  • Settore Privato, ovvero le imprese esclusi gli Intermediari Finanziari (anch’esse in quanto persone giuridiche esenti dalla tassazione del  12,5% sulle cedole maturate) con il 2,0%piu’ i cittadini-risparmiatori italiani con il 12,0% ed insieme al 14%  della domanda complessiva dei titoli pubblici (grafico 9);

  • Intermediari Finanziari e Fondi comuni al 32%  della domanda complessiva dei titoli pubblici (Intermediari Finanziari al 23% anch’essi in quanto persone giuridiche esenti dalla tassazione del  12,5% sulle cedole maturate – Fondi comuni al 9% tassati sul risultato di gestione) ] (grafico 9).

 

 

Detentori di Titoli di Stato italiani.

Valori percentuali

Fonte Supplementi al Boll.no statistici Bankitalia

(Ultimo: n° 47 del 10-8-2007)

Anni

1991
1998
2005
2006
3-2007
Detentori Domestici
94,01
70,88
46,69
47,25
48,67
Detentori Esteri
5,99
29,12
53,31
52,75
51,33

A fine 2006

54% Detentori Esteri

46% Detentori Domestici

VALORI AL DICEMBRE 2006

Titoli di Stato in essere: 1.256,946  miliardi di euro

Titoli di Stato detenuti dalle Famiglie: 158,850 miliardi di euro (BOT=12,948; CCT=14,547; BTP= 131,355), pari al 12,64%.

http://www.adusbef.it/download.asp?Id=6016

 

 

Quindi, a fine 2006, il 54% à  dei nostri titoli di stato erano in mano a investitori esteri. Ne consegue che nel 2006, 36,47 miliardi di euro del monte interessi, su un totale di 67,552 miliardi, è emigrato oltre frontiera. Sono restati in casa solo 32 miliardi di euro

Se si analizzano, inoltre, i flussi di negoziazione riportati dagli Specialisti in titoli di Stato nel 2007, si rileva come nel gruppo  di investitori esteri non residenti la quota di scambi effettuata con clienti residenti al di fuori dell’Europa, prevalentemente nell’area asiatica, sia arrivata al 4,68%, dal 3,84% del 2006. Nel contempo va segnalato un incremento degli scambi con clienti residenti in Italia (la cui quota è passata al 46% circa dal 45% ) ed una lieve riduzione di quella con clienti europei (la cui quota è passata dal 33% al 30%).

  • Gli Specialisti in titoli di Stato sono: ABN Amro Bank N.V.; Banca IMI S.p.A.; Barclays Bank PLC; Bayerische Hypo und Vereinsbank AG; BNP Paribas; Calyon – Corp. Inv. Bank, Citigroup Global Markets Ltd., Credit Suisse Securities (Europe) Ltd.; Deutsche Bank A.G.; Dresdner Bank A.G.; Goldman Sachs Int. Bank; HSBC France; ING Bank N.V.; JP Morgan Securities Ltd.; Lehman Brothers Int. (Europe); Merrill Lynch Int.; Morgan Stanley & Co. Int. PLC; Monte dei Paschi di Siena Capital Services Banca per le Imprese S.p.A.; Nomura Int. PLC ; Société Générale Inv. Banking; UBS Ltd)

Il programma Global è il principale canale di accesso ai mercati internazionali e si concentra prevalentemente sull’operatività in dollari USA. Il Programma di Emissione Globale in Dollari è stato formalmente istituito nel 2001 mediante un accordo con 12 primarie banche internazionali ( BNP Paribas, Citigroup, CSFB, Deutsche Bank, Goldman Sachs, JP Morgan Chase, Lehman Brothers, Merrill Lynch, Morgan Stanley and UBS Investment Bank, e dal 2007 anche Barclays e HSBC) che prevede l’impegno a quotare i titoli emessi nel programma sui trading desk dedicati alle Agenzie statunitensi, allo scopo di garantirne la massima liquidità. Sino ad oggi il programma ha permesso di raccogliere mediamente tra i 5 e i 10 miliardi di dollari ogni anno, il che’ ha contributo ad alleviare la pressione sulle aste dei titoli domestici ed hanno garantito un costo di finanziamento più contenuto o in linea rispetto ai livelli del debito domestico.

Carta commerciale – Inoltre, nel corso del 2007 il Tesoro continuerà ad avvalersi dello strumento delle Commercial Paper anche in valute differenti dall’Euro, per conseguire la massima flessibilità in termini di quantità e scadenze, requisiti essenziali per una puntuale gestione della liquidità. Il ricorso alle Commercial Paper mirerà anche ad un incremento nella diversificazione degli investitori

 

 

Gli effetti sul rapporto debito prodotto

http://www.delpt.unina.it/stof/15_pdf/15_5.pdf

Gli effetti sul rapporto debito pubblico prodotto e Pil (pari a 55% nel 1973 e a 60% nel 1981) sono stati relativamente contenuti per la rilevante tassa d’inflazione imposta ai detentori del debito pubblico: la differenza fra saggio d’inflazione (in quegli anni molto elevata) misurato dal deflatore del prodotto interno, e, costo medio del debito pubblico, è stata in media superiore al 10% dal 1975 al 1981. L’inversione della politica monetaria degli Stati Uniti con la presidenza Reagan ha progressivamente reso impraticabile questa modalità di finanziamento delle spese pubbliche per mezzo di un’inflazione elevata che si scaricava sui detentori dei titoli pubblici. Infatti, il 1981 è stato l’ultimo anno in cui il costo medio del debito pubblico è risultato inferiore al tasso d’inflazione. Già nel 1983 erano visibili gli effetti di questa nuova linea di politica monetaria, infatti il rapporto debito prodotto è salito a 71% circa dal 60% di due anni prima

La mission  dei ns Governi, degli ultimi 20/25 anni, ha violato ogni norma di buona gestione e produttivita’, non sono capaci di equilibrare Governo ed Innovazione e tanto meno di supportare i cittadini che sono i fruitori dei servizi statali e locali che loro stessi pagano con i contributi e con uno sperpero di danaro pubblico che grida vendetta (in proposito vi consiglio di leggere questi articoli).

 

 

Così il governo Prodi ha ucciso la crescita

di Luca Ricolfi

giovedì 06 marzo 2008

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=246005

 

DOPO IL VOTO

di Luca Ricolfi

10 aprile 2008

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=4381&ID_sezione=29&sezione=

 

La ns classe dirigente non fa leva su competenze assolutamente distintive, al contrario opprime e castra ogni investimento e messa a punto di competenze nuove e giovanili che possano classificarsi come “best in class”.

Marco

dott. Marco Montanari
U.S. Equities Trader
mailto:
marcomontanari@iol.it

 

 

 

 

 

Debito pubblico

http://www.delpt.unina.it/stof/15_pdf/15_5.pdf

 

 

 

Il debito pubblico è l’ammontare dei debiti dello Stato sia all’interno che all’estero ed è pari al valore nominale di tutte le passività lorde consolidate delle amministrazioni pubbliche (amministrazioni centrali, enti locali e istituti previdenziali pubblici). Il debito è costituito da biglietti, monete e depositi, titoli diversi dalle azioni – esclusi gli strumenti finanziari derivati – e prestiti, secondo le definizioni del SEC 95: Quello che ha contribuito all’aumento del debito pubblico italiano (in migliaia di miliardi di lire di debito  fino al 1979, in milioni di miliardi di lire dal 1989 al 2000): Quel farabutto prescritto di Andreotti, il primo colpevole di questa piccola e fallimentare Italia che abbiamo e che ci ha lasciato. Ha preso il paese nel 1972 il cui debito era appena il 42.7% del PIL; ci ha lasciato un paese nel 1992 in bancarotta con un debito al  108.1% del PIL. Se non fossimo parte integrante dei paesi Euro con una minimissima influenza nel G7, probabilmente saremmo gia’ in Default o in mezzo alla rivoluzione civile, che cmq non e’ cosi’ lontana visto i politici che abbiamo

Debito ordinario include, spesa per interessi ed è a quest’ultimo che si riferiscono il trattato di Maastricht e il Patto di Stabilità. Il deficit pubblico è chiamato nella contabilità nazionale indebitamento netto delle Pubbliche Amministrazioni (d’ora in poi PA). Esso rappresenta il saldo (negativo) tra uscite ed entrate. Un saldo positivo corrisponde invece alla creazione di un surplus o avanzo.

  • Fra deficit e debito c’è un’importante distinzione. Il debito è una grandezza stock ed è il valore totale di tutte le passività del settore delle pubbliche amministrazioni. Il deficit è una grandezza flusso ed è la differenza fra le entrate e le uscite delle pubbliche amministrazioni in un dato anno. Il deficit di un dato anno equivale alla variazione del debito registratasi nello stesso anno. Il deficit è dunque il flusso che corrisponde all’aumento dello stock di debito pubblico.

  • Poiché i paesi caratterizzati da un PIL più elevato dispongono di maggiori risorse con cui far fronte al proprio debito e ai pagamenti per interessi su di esso, un’utile misura sono i rapporti fra debito e PIL e fra deficit e PIL.

 

Il disavanzo e/o Saldo Primario La differenza tra le spese, al netto degli interessi, e le entrate, al netto di quelle per indebitamento. Il disavanzo o deficit “primario” non include il pagamento di interessi sul debito pubblico

Il risparmio privato è uguale a: investimenti + disavanzo pubblico + esportazioni nette. Questa equazione rappresenta una importante identità macroeconomica chiamata identità degli impieghi del risparmio privato. Tale identità ci dice che il risparmio privato può avere tre impieghi alternativi:

1) Gli investimenti. Le imprese prendono a prestito presso i risparmiatori privati per finanziare l’acquisto di nuovo capitale.

2) Il disavanzo di bilancio pubblico. Quando le pubbliche amministrazioni sono in disavanzo, devono prendere a prestito dai risparmiatori privati per coprire la differenza fra uscite e entrate.

3) Le esportazioni nette. Quando le esportazioni nette di un paese (prendiamo come esempio l’Italia) sono positive (le esportazioni eccedono le importazioni, la bilancia commerciale è quindi in attivo) i ricavi del resto del mondo dalla vendita di beni e servizi all’Italia non sono sufficienti per coprire i costi delle esportazioni italiane. Per coprire tale disavanzo il settore estero prende a prestito dai risparmiatori privati italiani o vende ai risparmiatori italiani alcune sue attività (fabbriche, azioni, ecc.). Perciò il finanziamento estero delle nostre esportazioni nette costituisce un impiego del risparmio privato italiano. Al contrario, quando le esportazioni italiane sono inferiori alle importazioni (come è accaduto nello scorso anno), ciò significa che l’Italia importa più di quanto non esporti: in questo caso il settore estero utilizza il suo risparmio per fare un prestito all’Italia o per acquistare attività in Italia..

Dall’identità degli impieghi del risparmio privato si deduce dunque che ad un incremento del disavanzo di bilancio pubblico si deve associare uno dei tre seguenti effetti o una combinazione di questi: un aumento del risparmio privato, una riduzione degli investimenti, una riduzione delle esportazioni nette.

 

 

 

 

Due Concetti di Debito Pubblico

http://www.personalweb.unito.it/lia.fubini/deficit%20e%20debito.doc

 

 

Debito ordinario o indebitamento: Quando le uscite eccedono le entrate il bilancio delle PA è in disavanzo; quando le entrate eccedono le uscite, il bilancio delle PA è in avanzo. Facendo riferimento alla definizione data sopra:

  • Deficit = G + TR + INT – TAX

Esiste un secondo concetto di deficit, definito deficit o disavanzo primario, che non tiene conto del pagamento per interessi sul debito.

  • Deficit primario = G + TR– TAX

 

Il concetto di deficit ci dice qual è l’ammontare di indebitamento a cui le PA devono ricorrere per far fronte alle proprie uscite. Il deficit primario è l’ammontare per cui la spesa pubblica e i trasferimenti eccedono le entrate fiscali. Tale misura del deficit ci dice se le PA sono in grado di far fronte al costo dei propri programmi correnti di spesa.

  • La necessità di emettere titoli per finanziare il deficit pubblico crea un problema rilevante. Se lo Stato è già gravato da un debito, tale debito continua a crescere all’aumentare di titoli del debito pubblico emessi per finanziare il nuovo deficit; crescono dunque anche gli interessi da pagare sull’accresciuto debito e il debito continua ad aumentare ed assorbe in modo crescente il risparmio disponibile, sottraendo sempre più risorse destinabili agli investimenti. La situazione diventerebbe insostenibile in un’economia non in crescita. Se invece il PIL cresce, crescono le risorse con cui far fronte al debito e ai pagamenti per interessi. Se l’economia è in crescita e il PIL cresce più dello stock del debito pubblico, il rapporto debito/PIL tende a diminuire. Se invece il debito cresce più del PIL, col tempo la situazione diventa insostenibile. E’ dunque importante la stabilizzazione del rapporto fra debito e PIL.

      

 

 

 

FMI

 

 

Il rimbalzo “ciclico” è in atto, ma questo – avverte il Fmi – non deve sviare l’attenzione da quelle che sono le “criticità di lungo termine dell’economia italiana”: malgrado la ripresa delle esportazioni e alcuni segnali di “ristrutturazione economica, l’andamento del debito pubblico-pil e l’andamento di produttività e competitività sul medio termine restano motivo di preoccupazione per varie cause:

eccesso di regolamentazione dei mercati,

sistema legale troppo lento ,

imposizione fiscale che di fatto scoraggiano “l’innovazione e impedisce i processi di ristrutturazione.

 

BRUXELLES – EUROSTAT – CONTI PUBBLICI: NEL 2007 DEFICIT A 1,9%, DEBITO A 104%

(ANSA)

18 Aprile 2008

2007

Ue-27 58,7%

Ue-15 66,3%

Italia (104%)

Grecia (94,5%)

Belgio (84,9%)

Ungheria (66%)

Germania (65%)

Francia (64,2%)

Portogallo (63,6)

Malta (62,6)

L’Italia ha chiuso il 2007 con un rapporto deficit-Pil dell’ 1,9% e con un debito pubblico del 104%, il piu’ alto a livello europeo. E’ quanto indica Eurostat. I dati confermano dunque quanto già comunicato sia dall’Istat che dalla Banca d’Italia.

Nel 2007 l’aggiustamento del deficit più elevata si è verificato in Germania (da 1,6% a quota 0) seguita dall’Italia (da 3,4% a 1,9%). Peggioramento in Francia da 2,4% a 2,7%.

Nel 2007, rende ancora noto Eurostat, l’Italia insieme a Grecia (94,5%), Belgio (84,9%), Ungheria (66%), Germania (65%) Francia (64,2%) Portogallo (63,6) e Malta (62,6), ha registrato un rapporto debito-pil superiore del 60%.

Per quanto riguarda la zona euro e l’Ue-27 il rapporto deficit-pil nel 2007 è diminuito rispetto al 2006. Nell’Ue-15 é passato dall’1,3% nel 2006 allo 0,6% nel 2007. Calo anche nell’Ue-27 dal 1,4% allo 0,9%. Nella zona euro è diminuito anche il rapporto debito-pil passando dal 68,4% nel 2006 al 66,3% nel 2007, mentre nell’Ue-27 é passato da 61,2% a 58,7%. 

 

Eurostat

Provision of deficit and debt data for 2007
Euro area and EU27 government deficit at 0.6% and 0.9% of GDP respectively
Government debt at 66.3% and 58.7%

April 18, 2008

http://ec.europa.eu/eurostat

  https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/04/eurostat_italia-debito-pubblico_pil_2007_1.gif

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/04/eurostat_italia-debito-pubblico_pil_2007_2.gif

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In 2007, the government deficit1 of both the euro area2 (EA15) and the EU27 fell compared with 2006, while the government debt1 increased in absolute terms. In the euro area the government deficit decreased from 1.3% of GDP in 2006 to 0.6% in 20073, and in the EU27 it fell from 1.4% to 0.9%. In the euro area the government debt to GDP ratio fell from 68.4% at the end of 2006 to 66.3% at the end of 2007, and in the EU27 from 61.2% to 58.7%.

In 2007 the largest government deficits in percentage of GDP were recorded by Hungary (-5.5%), the United Kingdom (-2.9%), Greece (-2.8%), France (-2.7%) and Portugal (-2.6%). Eleven Member States registered a government surplus in 2007: Finland (+5.3%), Denmark (+4.4%), Sweden (+3.5%), Bulgaria (+3.4%), Cyprus (+3.3%), Luxembourg (+2.9%), Estonia (+2.8%), Spain (+2.2%), Netherlands (+0.4%), Ireland (+0.3%) and Germany (0.0%). In all, 17 Member States recorded an improved government balance relative to GDP in 2007 compared to 2006, and 10 a worsening.

At the end of 2007, the lowest ratios of government debt to GDP were recorded in Estonia (3.4%), Luxembourg (6.8%), Latvia (9.7%) and Romania (13.0%). Eight Member States had government debt ratios higher than 60% of GDP in 2007: Italy (104.0%), Greece (94.5%), Belgium (84.9%), Hungary (66.0%), Germany (65.0%), France (64.2%), Portugal (63.6%) and Malta (62.6%).

In 2007, government expenditure4 in the euro area was equivalent to 46.3% of GDP, and government revenue4 to 45.6%. The figures for the EU27 were 45.8% and 44.9% respectively. In both zones between 2006 and 2007, the government expenditure ratio decreased, while the government revenue ratio increased slightly for the euro area and stayed unchanged for the EU27

 

 

 

 

The Highest World Public Debt

CIA world factbook

https://www.cia.gov

 

Rank – Country – Public debt (% of GDP) –  Date of Information

 

1 Lebanon  190.20  2006 est.
2 Japan  177.60  2006 est.
3 Jamaica  137.10  2006 est.
4 Seychelles  134.40  2006 est.
5 Egypt  113.40  2006 est.
6 Italy 106.50  2006 est.
7 Singapore  98.30  2006 est.
8 Zimbabwe  96.40  2006 est.
9 Sri Lanka  93.00  2006 est.
10 Belgium  88.80  2006 est.
11 Israel  84.90  2006 est.
12 Nicaragua  83.10  2006 est.
13 Cote d’Ivoire  82.50  2006 est.
14 Greece  82.40  2006 est.
15 Bhutan  81.40  2004
16 Ethiopia  80.30  2006 est.
17 Uruguay  72.10  2006 est.
18 Jordan  69.80  2006 est.
19 Germany  67.80  2006 est.
20 Canada  67.70  2006 est.
21 Morocco  67.40  2006 est.
22 Mauritius  66.40  2006 est.
23 Portugal  65.30  2006 est.
24 Hungary  64.90  2006 est.
25 Cyprus  64.80  2006 est.
26 United States  64.70  2005 est.
27 France  64.20  2006 est.
28 Argentina  64.00  2006 est.
29 Philippines  63.80  2006 est.
30 Sudan  63.20  2006 est.
31 Austria  62.10  2006 est.
32 India  60.00  2006 est.
33 Turkey  59.80  2006 est.
34 Panama  58.40  2006 est.
35 Colombia  56.80  2006 est.
36 Tunisia  55.70  2006 est.
37 Pakistan  55.10  2006 est.
38 Serbia  53.10  2005 est.
39 Costa Rica  51.80  2006 est.
40 Switzerland  51.00  2006 est.
41 Netherlands  49.40  2006 est.
42 Gabon  49.10  2006 est.
43 Kenya  48.50  2006 est.
44 Ghana  48.00  2006 est.
45 Sweden  47.80  2006 est.
46 Papua New Guinea  47.00  2006 est.
47 Aruba  46.30  2005
48 Croatia  46.10  2006 est.
49 Brazil  46.00  2006 est.
50 Poland  45.50  2006 est.
51 Vietnam  43.80  2006 est.
52 Dominican Republic  43.30  2006 est.
53 United Kingdom  42.70  2006 est.
54 Malaysia  42.30  2006 est.
55 Macedonia  41.50  2006 est.
56 Norway  41.20  2006 est.
57 Thailand  41.20  2006 est.
58 El Salvador  41.10  2006 est.
59 Spain  39.90  2006 est.
60 Bangladesh  39.60  2006 est.
61 Malawi  39.40  2006 est.
62 Finland  38.90  2006 est.
63 Indonesia  38.60  2006 est.
64 Syria  37.90  2006 est.
65 Trinidad and Tobago  37.50  2006 est.
66 Zambia  35.70  2006 est.
67 Slovakia  35.00  2006 est.
68 Taiwan  34.60  2006 est.
69 Honduras  33.60  2006 est.
70 South Africa  33.30  2006 est.
71 Ecuador  33.00  2006 est.
72 Peru  32.60  2006 est.
73 Saudi Arabia  32.20  2006 est.
74 Iceland  31.50  2006 est.
75 Bahrain  31.00  2006 est.
76 Namibia  30.70  2006 est.
77 Denmark  30.10  2006 est.
78 Moldova  30.00  2006 est.
79 Yemen  29.20  2006 est.
80 Paraguay  27.80  2006 est.
81 Tanzania  27.80  2006 est.
82 Czech Republic  27.50  2006 est.
83 Qatar  26.80  2006 est.
84 Angola  26.60  2006 est.
85 Bulgaria  26.20  2006 est.
86 Slovenia  25.80  2006 est.
87 Korea, South  25.20  2006 est.
88 Ireland  24.90  2006 est.
89 Uzbekistan  24.80  2006 est.
90 Cameroon  24.40  2006 est.
91 Venezuela  24.30  2006 est.
92 Iran  23.60  2006 est.
93 Bosnia and Herzegovina  23.40  2006 est.
94 Mexico  23.30  2006 est.
95 Guatemala  23.20  2006 est.
96 Mozambique  23.20  2006 est.
97 China  22.10  2006 est.
98 New Zealand  21.20  2006 est.
99 Uganda  19.40  2006 est.
100 Romania  18.30  2006 est.
101 Lithuania  18.20  2006 est.
102 Senegal  16.30  2006 est.
103 United Arab Emirates  16.20  2006 est.
104 Australia  16.10  2006 est.
105 Nigeria  15.70  2006 est.
106 Ukraine  14.10  2006 est.
107 Hong Kong  13.30  2006 est.
108 Algeria  12.80  2006 est.
109 Kazakhstan  12.50  2006 est.
110 Latvia  9.90  2006 est.
111 Azerbaijan  8.30  2006 est.
112 Kuwait  8.20  2006 est.
113 Russia  7.70  2006 est.
114 Botswana  6.60  2006 est.
115 Wallis and Futuna  5.60  2004 est.
116 Chile  5.40  2006 est.
117 Libya  5.40  2006 est.
118 Equatorial Guinea  4.20  2006 est.
119 Estonia  4.10  2006 est.
120 Oman  3.40  2006 est. 

This page was last updated on 13 December, 2007

 

 

 

 

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Ecco i veri problemi del Paese che questa classe politica dirigente nel suo totale non vuole affrontare

 

DECLINO ITALIA SENZA SPERANZA…CI VORREBBE UN AZZERAMENTO TOTALE DI TUTTA LA DIRIGENZA POLITICA

La classe politica dirigente nel suo totale ha troppo spesso dimostrato di avere un proprio tornaconto personale, i conflitti d’interesse sono all’ordine del giorno, la mancanza d’etica, trasparenza e meritocrazia pure.

Nella migliore delle ipotesi abbiamo una classe politica che e’ proprio ignorante, nel senso vero del termine, che ignora la cultura e la preparazione, ed e’ inetta ed incapace-

 

 

 

Giustizia

 

 

 

Eurispes

25 gennaio 2008

Italia: esplode l’economia sommersa e l’economia criminale

Insieme si arriva a 725 miliardi di euro di economia sommersa (con un’imposta evasa di 306,6 miliardi di euro), il 46.56% del pil

http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=document&file=/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2008/01/SINTESI-RI2008.pdf?cmd=art

21 gennaio 2008

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2008/01/eurispes-istituzioni-italiani.shtml?uuid=fe6bd90c-c827-11dc-81ce-00000e251029&type=Libero

 

Eurispes

2007

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Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2007/03/07/giustizia-e-la-riforma-dellordinamento-giudiziario-ecco-i-veri-problemi/]link-Giustizia Civile e Fallimentare e la dolosa lentezza dei processi[/url]

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Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2007/03/15/i-costi-dellevasione-della-inefficienza-della-pa-e-della-corruzione-tra-la-politica-e-le-lobbies-criminalita/]link-Costi dell’evasione, della inefficienza della P.A. e della corruzione tra la Politica e le lobbies-criminalita’ [/url]

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2007/06/05/stipendi-pubblici-ai-magistrati-gli-aumenti-piu-vistosi/]link-Retribuzione dei Magistrati [/url]

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2007/01/30/indicatori-internazionali-quadro-generale/]link-La corruzione fuori dall’agenda politica – Indicatori Internazionali – Quadro generale [/url]

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2006/10/09/litalia-tra-i-peggiori-paesi-al-mondo-per-la-corruzione-anche-nellexport-bribe-payers-index-bpi-2006/]link-La corruzione fuori dall’agenda politica – Indicatori Internazionali [/url]

 

 

 

L’Evasione Fiscale ed i suoi Costi

La Corruzione tra le Lobbies, la Politica, la PA e la Criminalita’

Debito Pubblico e Declino Italia

I Costi della Politica e la sua mancanza d’Etica

L’enorme Spesa i fannulloni e l’ inefficienza della PA

Pubblici Dipendenti Fannulloni Sindacati e l’ inefficienza della PA

 

 

2007

 

 

 

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2007/03/03/levasione-fiscale-causa-primaria-dellaumento-della-spesa-della-pa-e-della-pressione-fiscale/]link-Spesa PA e L’Evasione Fiscale[/url]

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2007/03/15/i-costi-dellevasione-della-inefficienza-della-pa-e-della-corruzione-tra-la-politica-e-le-lobbies-criminalita/]link-Costi dell’evasione, della inefficienza della P.A. e della corruzione tra la Politica e le lobbies-criminalita’ [/url]

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2007/04/07/addio-tesoretto-i-sindacati-ed-i-pubblici-dipendentila-piu-cancerogena-delle-corporazione/]link-I Sindacati ed i pubblici dipendenti, la piu’ cancerogena delle corporazioni! Addio tesoretto [/url]

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2007/05/03/cosi-la-pubblica-amministrazione-getta-i-soldi-on-line/]link-Così la pubblica amministrazione “ruba” e getta i soldi [/url]

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2007/04/12/pensioni-dei-parlamentari-e%e2%80%99-uno-schifo-reset/]link-Pensioni dei Parlamentari [/url]

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2007/06/10/stipendi-dei-parlamentari-e-uno-schifo-reset/]link-Stipendi dei Parlamentari [/url]

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2007/09/24/la-casta-predica-bene-ma-razzola-malissimo/]link-La Casta predica bene ma razzola malissimo [/url]

 

 

 

L’Evasione Fiscale ed i suoi Costi

La Corruzione tra le Lobbies, la Politica, la PA e la Criminalita’

Debito Pubblico e Declino Italia

I Costi della Politica e la sua mancanza d’Etica

L’enorme Spesa i fannulloni e l’ inefficienza della PA

Pubblici Dipendenti Fannulloni Sindacati e l’ inefficienza della PA

 

 

2006

 

 

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2006/08/30/lenorme-buco-del-debito-pubblico-italiano-di-cosa-si-tratta-e-di-chi-e-la-responsabilita-primaria/]link-Debito Pubblico – Spesa PA esorbitante – Pubblici Dipendenti in eccesso – Declino Italia – Parte 1 [/url]

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2006/09/29/185/]link-Declino Italia – Italia un paese alla deriva Istituzionale e Dirigenziale [/url]

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2006/10/03/litalia-in-mano-a-bertinotti-ed-ai-sindacati-e-soltanto-apparentemente-diversa-non-anche-migliore-di-quella-di-berlusconi/]link-Sindacati e Bertinotti Italia [/url]

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2006/10/19/crollo-dei-consensi-per-il-governo-18-in-3-mesi-e-intanto-le-agenzie-di-valutazione-finanziaria-declassano-litalia/]link-L’assenza di ogni valore della politica – Parte 1 [/url]

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2006/10/20/italia-debito-pubblico-rating-problema-dei-dipendenti-pubblici-e-degli-enti-inutili-ovvero-della-spesa-della-pa/]link-Debito Pubblico – Spesa PA esorbitante – Pubblici Dipendenti in eccesso – Declino Italia Parte 2 [/url]

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2006/10/24/perche-litalia-bilanci-alla-mano-e-un-paese-allo-sbando/]link-Debito Pubblico – Spesa PA esorbitante – Pubblici Dipendenti in eccesso – Declino Italia Parte 3 [/url]

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2006/12/06/il-declino-dellitalia-che-viaggia-con-il-ciuccio-e-la-scoppola/]link-Declino Italia – L’assenza di ogni valore della politica – Parametri internazionali [/url]

Click here:  [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2006/12/17/in-italia-abbiamo-una-grossa-fetta-della-classe-politica-allo-sbaraglio-e-cieca-con-o-senza-connivenza/]link-L’assenza di ogni valore della politica – Parte 2 [/url]

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2006/12/20/the-governments-policy-is-missingits-coming-soon-like-one-of-our-tourism-portal-web/]link-Conflitto Interessi – L’assenza di ogni valore della politica – Parte 3 [/url]

Click here: [url=https://wallstreetrack.wordpress.com/2006/12/21/i-5-simboli-del-doloso-sottosviluppo-italiano-la-politica-tutta-o-quasi-i-sindacati-la-chiesa-l%e2%80%99informazione-e-alcuni-giudici-di-alcuni-tribunali-fallimentari-e-civili-in-uno-con-i-lo/]link-I 5 simboli del doloso sottosviluppo Italiano: su tutti la Chiesa! Declino Italia [/url]

 

 

 

 

 

L’etica in politica e in finanza deve essere un must
17 agosto 2005

http://www.osservatoriosullalegalita.org/05/interventi/041eticapolitica.htm

Bancopoli : lettera ai politici del centrosinistra
09 gennaio 2006

http://www.osservatoriosullalegalita.org/06/acom/01gen1/0955marcobancopoli.htm

E ora le priorita’ : legalita’ competitivita’ e conflitto d’interessi

25 aprile 2006

9 marzo 2008

https://wallstreetrack.wordpress.com/2008/03/09/e-ora-le-priorita-legalita-competitivita-e-conflitto-dinteressi/#more-25

http://www.osservatoriosullalegalita.org/06/interventi/04apr/24votopriorita.htm

Finanziaria : ma l’Italia necessita di etica e legalita’
23 ottobre 2006

http://www.osservatoriosullalegalita.org/06/acom/10ott3/2300marcofin.htm

Legge sul risparmio monca su alcuni aspetti fondamentali
21 dicembre 2005

http://www.osservatoriosullalegalita.org/05/acom/12dic3/2101marcorisparmio.htm

Il Risparmio dolosamente tradito dalla politica : la Class Action
25 maggio 2006

http://www.osservatoriosullalegalita.org/06/acom/09set3/2525marclassaction.htm

Class action : facile , veloce , gratuito
25 settembre 2006

http://www.osservatoriosullalegalita.org/06/docum/varie/010marcoclassaction.htm

U.S.: Le Lobbies contro la Legge che protegge i risparmiatori
31 ottobre 2006

http://www.osservatoriosullalegalita.org/06/acom/10ott3/3100marcousa.htm

Il Paese dei furbetti : crack , banche , finanziarie e vittime
18 dicembre 2005

http://www.osservatoriosullalegalita.org/05/inchieste/012marcomanipul2.htm

Crack in Italia e in America : sentenze e numeri a confronto
22 dicembre 2005

http://www.osservatoriosullalegalita.org/05/acom/12dic3/2244marcocrack.htm

Calciopoli , bancopoli , crack : Italia Argentina 1 a 1 ?
22 maggio 2006

http://www.osservatoriosullalegalita.org/06/acom/05mag3/2200marcofurbetti.htm

Index of economic freedom : Italia agli ultimi posti
17 gennaio 2007

http://www.osservatoriosullalegalita.org/07/acom/02gen2/1722marcomanipul.htm

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