La Spesa, l’Inefficienza della PA e la Pressione Fiscale: I killers dell’Italia

 

LA SPESA PUBBLICA

I killers dell’Italia: La Spesa, l’Inefficienza della PA e la Pressione Fiscale (elevatissima sia a causa dell’evasione sia proprio per l’enorme fardello della spesa pubblica e dei tanti, troppi fannulloni e corrotti lavoratori del pubblico impiego)

 

2007

 

Il Bollettino economico della Banca d’Italia (in pdf)

( aprile 2008)

http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/econo/bollec

/2008/bolls52/bollec52/boleco_52.pdf

 

 

 

Bankitalia: « Tanto la pressione fiscale, aumentata al 43,3% del Pil nel 2007 contro il 42,1% del 2006, quanto la spesa totale delle Amministrazioni pubbliche nel 2007 in lieve diminuzione come percentuale sul Pil (49,1%) ma in aumento come valore assoluto a 753.52 miliardi di euro (+3.3%) rispetto al precedente anno 2006,  raggiungono livelli record »

FAMIGLIE – Rallenta la spesa per consumi degli italiani che comunque continuano ad indebitarsi anche se con più parsimonia. In particolare per quanto riguarda i consumi delle famiglie, da Via Nazionale spiegano che nel 2007 l’aumento dei consumi delle famiglie (+1,4%) ha riflesso quello della spesa per servizi e, in misura minore, per beni durevoli e tra questi in particolare per mezzi di trasporto (grazie agli incentivi alla rottamazione). Ma la spesa per consumi «ha fortemente rallentato nella seconda metà dell’anno» e i dati sulle vendite al dettaglio del quarto trimestre 2007 «segnano un marcato calo degli acquisti di beni non durevoli e di generi alimentari che potrebbero aver risentito dei recenti rincari». Questa situazione si riscontra anche nei mesi recenti dell’anno in corso: «l’indice delle vendite al dettaglio ha continuato a flettere» e «il clima di fiducia dei consumatori è nettamente peggiorato». Per quanto riguarda invece il debito delle famiglie questo è visto in «decelerazione»: «i dati di febbraio segnalano un ulteriore rallentamento sia dei mutui per acquisto di abitazioni sia del credito al consumo». Palazzo Koch segnala che gli oneri sostenuti dalle famiglie per il servizio del debito «hanno continuato a salire, fino a raggiungere il 7,9% del reddito disponibile nel 2007 (0,9 punti in più rispetto al 2006)». «Evidenza di fonte campionaria relativa ai mutui immobiliari – prosegue il Bollettino – indica che dal 2004 l’incidenza della rata del mutuo sul reddito familiare è aumentata soprattutto per i nuclei appartenenti al quartile di reddito più basso, al 32%; tale valore era già stato raggiunto nella seconda metà degli anni ’90. Nell’ultimo decennio l’aumento dell’incidenza della rata ha peraltro interessato soprattutto le famiglie con un reddito superiore alla mediana, alle quali fanno capo oltre i tre quarti del debito totale del settore».

 

Una conferma vine dal fatto che la differenza di reddito tra le famiglie americane piu’ ricche e quelle piu’ povere si e’ ampliata dal 1998, mentre la disoccupazione non e’ piu’ calata ai precedenti minimi e i tagli alle tasse hanno benificiato solo i piu’ ricchi. Stando a uno studio dell’ Economic Policy Institute, il reddito medio del 20% della popolazione che guadagna meno, corretto dall’inflazione, e’ calato del 2.5% negli 8 anni terminati nel 2006, rispetto a un incremento del 9.1% per il gruppo al top.

 

 

Il quadro programmatico – conclude Bankitalia – conferma l’obiettivo del pareggio di bilancio nel 2011.

Anno

Debito Pubblico

PIL

2007

1.596,7 miliardi di euro

1.535,5 miliardi di euro

 

2006

1.575,63

1.479,98

 

 

– Il debito pubblico è sceso dal 106,5 al 104% del Pil, riportandosi sul livello del 2004. Aumenta pero’ in valore assoluto ( che a gennaio ha toccato quota 1.621 miliardi di euro) a  1.596,7 miliardi di euro al dicembre 2007. Roma non può cullarsi sugli allori, dal momento che gli esperti del FMI si attendono un impercettibile calo del debito nel 2008 a 103,6% e un nuovo peggioramento nel 2009 al 104%

 

– Pressione fiscale e contributiva – Prosegue Bankitalia notando che nel 2007, come nel 2006, il miglioramento apparente dei conti riflette essenzialmente solo il forte aumento della pressione fiscale e contributiva che sale al 43,3% del Pil (a quota 664,36 miliardi di euro, il 91.73% del totale delle entrate), la piu’ alta da 10 anni, (poco al di sotto del massimo raggiunto nel 1997 il 43,7% con l’Eurotassa che consenti’ all’Italia di entrare nell’euro ) contro il 42,1% del 2006;

– La spesa totale delle Amministrazioni pubbliche nel 2007 in lieve diminuzione come percentuale sul Pil (49,1%) ma in aumento come valore assoluto a 753.52 miliardi di euro (+3.3%) rispetto al precedente anno 2006  a quota 729.47 miliardi di euro pari al 49,3% del Pil e (+5.4%) rispetto al precedente anno 2005  a quota 692 miliardi di euro pari al 48,6% del Pil (mentre in Irlanda è il 34,3% in Spagna il 40,5% e in Inghilterra il 43,6%). La spesa cresce a un ritmo del 2 per cento l’anno in termini reali da un decennio. La spesa si muove su un trend di lungo periodo, che finora non si è riusciti ad intaccare;

– La spesa per interessi passivi, sono tornati a crescere come spesso negli ultimi 15 anni, a 76.726 miliardi di euro ovvero il 4,99% del  Pil (+12.43%) rispetto al precedente anno 2006  a quota  68.24 miliardi di euro ovvero il 4,61% del  Pil (+5.5%) rispetto al precedente anno 2005   a quota  64,67 miliardi di euro ovvero il 4,53% del  Pil. E’ un segnale molto negativo, e ci ricorda la principale vulnerabilità dei nostri conti pubblici, il volume del debito;

– La spesa totale delle Amministrazioni pubbliche al netto degli interessi nel 2007 in lieve diminuzione come percentuale sul Pil (44,1%) ma in aumento come valore assoluto a 676.699 miliardi di euro (+2.3%) rispetto al precedente anno 2006  a quota 661,23 miliardi di euro pari al 44,7% del Pil e (+5.4%) rispetto al precedente anno;

– La spesa primaria corrente delle Amministrazioni pubbliche nel 2007 aumenta sia come percentuale sul Pil (44,6%) sia come valore assoluto a 684.932 miliardi di euro, suo valore massimo» (+4.5%) rispetto al precedente anno 2006  a quota 655,46 miliardi di euro pari al 44,3% del Pil e (+3.5%) rispetto al precedente anno;

– La spesa corrente delle Amministrazioni pubbliche al netto degli interessi nel 2007 in lieve diminuzione come percentuale sul Pil (39,6%) ma in aumento come valore assoluto a 608.206 miliardi di euro «prossima al suo valore massimo» (+3.6%) rispetto al precedente anno 2006  a quota 587,22 miliardi di euro pari al  39,7% del Pil e (+3.2%) rispetto al precedente anno. Il risultato della spesa corrente delle Amministrazioni pubbliche al netto degli interessi  dipende in parte soprattutto dall’andamento di due componenti (all’interno della spesa per consumi finali), ovvero dalla Spesa per consumi intermedi e dalla Spesa per i redditi da lavoro del pubblico impiego;

– La Spesa per consumi finali delle Amministrazioni pubbliche, che nel 2007 e’ in lieve diminuzione come percentuale sul Pil (19,74%) ma in aumento come valore assoluto a 303.95 miliardi di euro (+1.6%) rispetto al precedente anno 2006  a quota 299,07 miliardi di euro pari al  20,2% del Pil e (+2.8%) rispetto al precedente anno. Nel dettaglio:

a – La Spesa per I Redditi da lavoro dipendente delle Amministrazioni pubbliche, nel 2007 e’ in lieve diminuzione come percentuale sul Pil (10,72%) ma in aumento come valore assoluto a 164.64 miliardi di euro (+1.1%) rispetto al precedente anno 2006  a quota 162,88 miliardi di euro pari all’ 11,0% del Pil e (+4.1%) rispetto al precedente anno a  156,5 miliardi di euro e dai 144,7 miliardi di euro del 2003. Alla crescita hanno contribuito alcuni rinnovi contrattuali, tra cui quelli delle regioni e degli enti locali, della sanità, degli enti di ricerca e dell’università;

b – La Spesa per Consumi Intermedi (È la componente sulla quale in questi anni si è esercitata la politica dei tetti finanziar) che è nel 2007 e’ in diminuzione come percentuale sul Pil (5,19%) ma non come aumento in valore assoluto a 79.73 miliardi di euro  (+2.7%) rispetto al precedente anno 2006  a quota 77,66 miliardi di euro pari al  5,24% del Pil e (-1.2%) rispetto al precedente anno, sebbene in passato il primo dato di consuntivo si è rivelato poi molto poco affidabile;

c – La Spesa per le prestazioni sociali in natura acquistate direttamente sul mercato (che includono prevalentemente spese per l’assistenza sanitaria in convenzione) che nel 2007 e’ in diminuzione come percentuale sul Pil (+2.71%) ma non come aumento in valore assoluto a 41.72 miliardi di euro  (+0.9%) rispetto al precedente anno 2006  a quota  41,33 miliardi di euro pari al  2,79% del Pil e ( +2,7%) rispetto al precedente anno;

– La Spesa per le prestazioni sociali in denaro (che includono prevalentemente spese per le pensioni ) che nel 2007 è aumenta sia come percentuale sul Pil (17,27%) sia come valore assoluto a 265.28 miliardi di euro (236,0 miliardi di euro solo per le pensioni) (+5.2%) rispetto al precedente anno 2006  a quota 252,11 miliardi di euro (224,33 miliardi di euro per le pensioni) pari al 17,03% del Pil e (+4.0%) rispetto al 2005;

– La Spesa in conto capitale  delle Amministrazioni pubbliche, che nel 2007 e’ in diminuzione come percentuale sul Pil (+4.46%) ma non come aumento in valore assoluto a 68.49 miliardi di euro  (-7.5%) rispetto al precedente anno 2006  a quota  74,04 miliardi di euro pari al  5,0% del Pil e (+26,8% rispetto al precedente anno) quando sono considerevolmente aumentate per effetto della registrazione degli oneri straordinari (Ma al netto degli oneri straordinari dovuti ai rimborsi Iva sulle auto aziendali (15,982 miliardi), ai debiti Ispa (12,95 miliardi) e alla retrocessione alla società di cartolarizzazione dei crediti agricoli, la crescita delle spese in conto capitale  sarebbe stata del 2,3%, contro una crescita del 5,3% dell’anno precedente);

– La spesa per investimenti che nel 2007 è stabile come percentuale sul Pil (2,35%) e appena in crescita come valore assoluto a 36.13 miliardi di euro (+3.9%) rispetto al precedente anno 2006  a quota 34,79 miliardi di euro pari al 2,35% del Pil  (+3.2%) rispetto al 2005.

 

 

Marco Montanari

 

 

 

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2007

 

 

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2006

 

 

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