World

 

 

U.S. & WORLD ECONOMIC DATA & INDICATORS

IL COSTO DEL DENARO IN AMERICA ED IN EUROPA

 

 

U.S.  ( Fed Funds ) 0,00% / 0,25%

EU – Tasso di rifinanziamento principale2,5%

 

 

U.S. FED FUNDS

 

Il Federal Open Market Comettee , il braccio operativo della Federal Reserve

 

 

Il Federal Open Market Comettee , il braccio operativo della Federal Reserve

– Fed taglia i tassi  di riferimento da un minimo dello 0,75% all’1.00% –

TASSI USA: TARGET FED FUNDS

DA 0.0% A 0.25%

FED, COME REINFLAZIONARE IL SISTEMA

La Federal Reserve taglia i tassi ai minimi storici

December 16, 2008

 

 

Fed’s overnight lending rate – Il FOMC (Federal Open Market Comettee), il braccio operativo della Federal Reserve, riunitosi a Washington, nella continuazione della politica monetaria di tipo “ accomodante” in una mossa clamorosa, non era mai accaduto prima, con un’operazione senza precedenti, ha tagliato – per un minimo di 75 basis points  (0.75%) ad un massimo di 100 basis points  (1.0%) – abbassando cosi’ il target sui fed funds ( Fed’s overnight lending rate, ovvero il tasso di riferimento seguito per i finanziamenti delle banche a brevissimo termine) in un range compreso tra lo 0.00% e lo 0.25%, a seconda delle necessita’,  minimo dal 1958 quando il costo del denaro era come oggi al di sotto della soglia dell’1.00%, rispetto al precedente 1.0%. Il taglio, il nono consecutivo nella serie di ribassi iniziata nell’ottobre 2007 quando i Fed Funds si trovavano al 5,25%, ha un’entita’ minima pari allo 0.75%.

Il tutto segue le 17 manovre restrittive adottate dal 25 giugno del 2003 quando i tassi erano all’1% al 29 giugno 2006 quando erano al 5.25%.

l tasso “neutrale” dei Fed Fund, ossia quello che non è né espansivo né restrittivo, è sceso in un range compreso tra lo 0.00% e lo 0.25%, a seconda delle necessita’ by the year end (alla fine del 2008). That’s the level economists see as “neutral,” meaning interest rates are neither so low that they stimulate too much the economy and also the import and so also the huge deficit nor so high they put the brakes on growth

Il costo del denaro in Europa rimane ai minimi di quasi sei anni dal maggio 2000 ed il divario fra il costo del denaro negli Usa e quello in Eurolandia scende, a favore dell’Eurozona, sale ad un minimo di 225 basis points ( +2,25% ) ed un massimo di 250 basis points ( +2,5% ), il tasso principale nell’Eurozona e’ infatti al 2,5%  e quello sui Fed Funds e’ compreso tra lo 0.00% e lo 0.25%.

Fino al 2007 erano ormai più di tre anni infatti che il costo del denaro negli Stati Uniti era più alto che nell’area euro. Ma dopo il taglio della Fed del 22 gennaio 2008 i tassi americani sono scesi sotto quelli europei per la prima volta dal 10 agosto 2004. Per trovare un divario fra le due sponde dell’Atlantico pari a mezzo punto percentuale infatti è necessario risalire al 10 agosto 2004 (a quei tempi la Bce era al 2%), quando la Fed optò per il secondo di una serie di 17 rialzi, portando il costo del denaro dall’1,25% all’1,50%, un gap di 50 punti base a favore dell’area  euro, minore di quello attuale di 225 punti base.

Per trovare un livello dei tassi europei cosi’ alto bisogna risalire all’agosto del 2001, quando il costo del denaro viaggiava al 4,25%, prima che il 17 settembre venisse tagliato di 50 punti base al 3,75% dopo lo scossone sui mercati finanziari dovuto agli attacchi alle Torri gemelle dell’11 settembre.

– Fed abbassa anche il tasso di sconto al 0,5% –

Il Comitato dei Governatori (Board of Governors) in un’operazione collegata, ha tagliato – di 75 basis points  (0.75%) – il tasso di sconto al 0.5%.  The discount rate il cosiddetto ‘discount window’ – il saggio al quale la Federal Reserve concede prestiti al sistema bancario. Il tasso di sconto ha assunto un’importanza crescente col tempo perché disciplina il saggio cui si applicano i prestiti di emergenza per i finanziamenti di maggiore ampiezza richiesti dalle banche alla banca centrale, visto che da metà novembre 2007 le condizioni del mercato del credito, di riflesso al balzo del tasso Libor e all’andamento dell’asset-backed commercial paper, sono peggiorate in modo considerevole

Quanto al marginal lending rate, ovvero il tasso marginale sulle operazioni pronti contro termine, vale a dire l’equivalente del tasso di sconto Usa, la Bce  l’ha tagliato – di 50 basis points  (0.50%) al 4,75%.

FED: ALLINEA TASSO SU RISERVE BANCARIE A FED FUNDS, ALL’ 1% – La Federal Reserve ha diminuito il tasso d’interesse a valere sulle riserve depositate dalle banche, allineandolo a quello dei Fed Funds. Il tasso di riferimento ufficiale e’ attualmente pari all’1%. In precedenza la banca centrale Usa pagava l’ 1,15% lo -0,35% in meno rispetto al tasso ufficiale all’1,5% su questi stessi depositi. Oltre alle riserve depositate in eccesso (sulle quali la remunerazione fino ad oggi era appunto di 35 punti base inferiore ai tassi ufficiali), anche quelle obbligatorie saranno remunerate in base all’ andamento del tasso di riferimento, che è appunto attualmente all’ 1%. In precedenza, il tasso da corrispondere a valere su questa seconda tipologia di depositi era inferiore al costo del denaro ufficiale di dieci punti base. La manovra comunicata oggi  mira ad evitare un eccessivo scostamento al ribasso dei tassi di mercato rispetto a quelli ufficiali. Da quando – il 29 ottobre scorso – la banca centrale statunitense ha abbassato il costo del denaro all’ 1%, i tassi overnight effettivi in media si sono attestati sullo 0,27%, quindi di gran lunga al di sotto. In pratica, remunerando le riserve ad un tasso inferiore a quello di riferimento (senza tener conto al riguardo delle decisioni del FOMC, cioé l’ organo preposto alla politica monetaria), la conseguenza era una discesa dei tassi di mercato reali al di sotto di quelli fissati in via ufficiale. E’ successo così che attraverso le riserve depositate sia stato possibile alimentare un flusso di finanziamenti ad un tasso molto più basso dei Fed Funds. La Fed ha cominciato a pagare interessi sulle riserve depositate dalla banche dall’ottobre 2008, nell’ ambito dei poteri attribuitigli dal maxipiano di salvataggio.

Nel comunicato in cui e’ stata ufficializzata la decisione, la Fed dichiara che:  

  • Con questa mossa a sorpresa, la Banca Centrale Usa ha evitato una riduzione secca dei tassi, come avvenuto finora, preferendo una soluzione flessibile che le consentira’ di agire a seconda delle circostanze. E’ dal 1958 che non si assiste ad un taglio del costo del denaro al di sotto della soglia dell’1.00%.

    Ora con l’intervento della banca centrale americana, i tassi di interesse statunitensi sono scesi al livello più basso del mondo. Non solo per quanto riguarda la possibilità di ottenere finanziamenti senza alcun interesse. Anche l’ipotesi più onerosa applicabile della forchetta, cioè lo 0,25%, è equivalente infatti ai saggi applicati a Singapore, fino a oggi i più bassi in assoluto.

    La decisione della Federal Reserve di abbassare il costo del denaro ai minimi storici e l’annuncio relativo all’utilizzo di “tutti gli strumenti disponibili” per ripristinare la crescita economica ha spinto in forte rialzo gli indici azionari.

    Gli operatori hanno applaudito anche il documento ufficiale che ha accompagnato la decisione, da cui e’ emerso che la Federal Reserve fara’ di tutto, anche attraverso l’utilizzo di misure straordinarie per immettere liquidita’ nel sistema economico con l’acquisto o l’emissione di strumenti di debito (acquisto di strumenti di debito, MBS e bond di lungo termine – quantitative easying) per risolvere la crisi in atto, rilanciare l’economia e facilitare l’estensione dei prestiti in favore delle famiglie e delle aziende.

    La decisione ha avuto importanti risvolti anche sul mercato dei bond. La valutazione dei “benefici potenziali” che potrebbero emergere dall’acquisto dei Treasury di lungo termine, cosi’ come annunciato dalla stessa Fed, ha spinto con forza al ribasso i rendimenti dei titoli governativi con scadenza a 10 anni (Lo yield e’ sceso ad un nuovo minimo di 2.363% dal 2.52% antecedente l’annuncio ) e 30 anni (Lo yield e’ sceso ad un nuovo minimo di 2.83% dal  dal 2.93% antecedente l’annuncio )

    Dall’ultimo meeting del Comitato, le condizioni del mercato del lavoro si sono deteriorate, e gli ultimi dati disponibili indicano che la spesa al consumo, gli investimenti aziendali e la produzione industriale sono diminuiti. I mercati finanziari restano sotto pressione e le condizioni del mercato del credito restano difficili. Nel complesso, l’outlook sull’attivita’ economica si e’ indebolito ulteriormente. Nel frattempo, le pressioni inflazionistiche si sono ridotte considerevolmente. Alla luce del calo dei prezzi energetici e di altre commodities e delle deboli prospettive per l’attivita’ economica, il Comitato si aspetta un’ulteriore moderazione dell’inflazione nei prossimi trimestri.

    La Federal Reserve fara’ uso di tutti gli strumenti disponibili per promuovere il ripristino di una crescita economica sostenibile e garantire la stabilita’ dei prezzi. In particolare, il Comitato anticipa che le deboli condizioni economiche garantiranno probabilmente bassi livelli del costo del denaro per ancora diverso tempo. L’obiettivo della politica adottata dal Comitato in futuro sara’ quello di supportare il funzionamento dei mercati finanziari e stimolare l’economia attraverso operazioni a mercato aperto ed altre misure che sostengano il bilancio della Fed ad un elevato livello. Come annunciato in precedenza, nei prossimi trimestri la Federal Reserve acquistera’ larghe quantita’ di debito ed MBS (Mortgage Debt Securities) per fornire supporto ai mercati dei mutui ed immobiliare, e rimarra’ pronta ad espandere l’acquisto di tali strumenti. Il Comitato sta inoltre valutando i potenziali benefici legati all’acquisto di Treasury di lungo termine. Agli inizi del prossimo anno la Federal Reserve implementera’ il programma di Term Asset-Backed Securities Loan Facility per facilitare l’estensione del credito alle famiglie e alle aziende. La Federal Reserve continuera’ a considerare diversi modi nell’utilizzo del proprio bilancio per supportare ulteriormente i mercati del credito e l’attivita’ economica.

 

Questa la cronologia degli interventi sui tassi deliberati dalla Federal Reserve (che ha visto diciassette rialzi consecutivi del costo del denaro Usa a partire dal 30 giugno 2004 quando è stato avviato il ciclo di politica monetaria restrittiva, sino al 29 giugno 2006 quando  il livello fu portato al 5,25%, dall’ 1,0% del 25 giugno 2003). Dal 18 settembre 2007 è stato avviato il ciclo di politica monetaria espansiva ed il livello e’ stato portato al 2,0% attuale:

2003: 25 giugno 1,00;

2004: 30 giugno 1,25; 10 agosto 1,5; 21 settembre 1,75; 10 novembre 2; 14 dicembre 2,25;

2005: 2 febbraio 2,50; 22 marzo 2,75;  3 maggio 3; 30 giugno 3,25; 9 agosto 3,50; 20 settembre 3,75; 1 novembre 4; 13 dicembre 4,25;

2006: 31 gennaio 4,5; 28 marzo 4,75; 10 maggio 5; 29 giugno 5,25; 20 settembre 5,25;  25 ottobre 5,25;

2007: 9 maggio 5,25; 28 giugno 5,25;7 agosto 5,25; 18 settembre 4,75; 31 ottobre 4,5; 11 dicembre 4.25%;

2008: 22 gennaio 3,50%; 30 gennaio 3,0%; 18 marzo 2,25%; 30 aprile 2,00%; 8 ottobre 1,5%; 30 ottobre 1,0%; 16 dicembre 0,0% / 0,25%;

 

 

 

 

Tassi Eurozona – 2,5%

 

December 4 2008

 

 

December 4, 2008 – La Banca centrale europea ha tagliato – di 75 basis points  (0.75%) – il tasso di rifinanziamento principale al 2,50% ossia al minimo da maggio 2006 (main refinancing operations), conosciuto pure come ‘Minimum Bid Rate’ perché è la base per il rifinanziamento dei prestiti (e’, in altri termini, l’equivalente dei Fed Funds), dopo che, unica interruzione in ottobre e novembre 2008, aveva lasciato invariati i tassi d’interesse per 12° mesi consecutivi (l’Eurotower era ferma dal 6 giugno 2007 infatti, e solo nel luglio 2008 li ha alzati di uno 0,25%). Dal dicembre del 2005 la Bce ha operato 12 rialzi.

Quanto al marginal lending rate, ovvero il tasso marginale  a un giorno sulle operazioni pronti contro termine da parte dell’istituto centrale di Francoforte, vale a dire l’equivalente del tasso di sconto Usa(0,5%), la Bce  l’ha tagliato – di 75 basis points  (0.75%) al 3,0%. L’Eurotower fa leva su un tasso fisso perché le banche possano prendere denaro in prestito dall’istituto centrale.

Quanto al tasso sui depositi overnight  l’ha tagliato – di 75 basis points  (0.75%) al 2,0%.  La Bce ha anche dimezzato a 75 punti base il ‘corridoio’ dei tassi d’interesse ( Il tasso di sconto europeo al 2,0% ) con l’intento di ridurli da livelli che sembrano impazziti, e ha deciso che le aste si svolgeranno a tassi fissi e quantità variabile: una netta sterzata rispetto al sistema attuale, che potrebbe servire a riportare la calma sui mercati monetari

Inoltre viene portato a 100pb (dai precedenti 200pb) il c.d. corridoio dei tassi, ossia Il c.d. corridoio dei tassi, ossia il differenziale tra il tasso a cui la Bce è disposta a fornire fondi e quello a cui invece è disponibile a remunerare i depositi presso di lei.

Il costo del denaro in Europa rimane ai minimi di quasi sei anni dal maggio 2000 ed il divario fra il costo del denaro negli Usa e quello in Eurolandia scende, a favore dell’Eurozona, sale ad un minimo di 225 basis points ( +2,25% ) ed un massimo di 250 basis points ( +2,5% ), il tasso principale nell’Eurozona e’ infatti al 2,5%  e quello sui Fed Funds e’ compreso tra lo 0.00% e lo 0.25%.

Fino al 2007 erano ormai più di tre anni infatti che il costo del denaro negli Stati Uniti era più alto che nell’area euro. Ma dopo il taglio della Fed del 22 gennaio 2008 i tassi americani sono scesi sotto quelli europei per la prima volta dal 10 agosto 2004. Per trovare un divario fra le due sponde dell’Atlantico pari a mezzo punto percentuale infatti è necessario risalire al 10 agosto 2004 (a quei tempi la Bce era al 2%), quando la Fed optò per il secondo di una serie di 17 rialzi, portando il costo del denaro dall’1,25% all’1,50%, un gap di 50 punti base a favore dell’area  euro, minore di quello attuale di 225 punti base.

Per trovare un livello dei tassi europei cosi’ alto bisogna risalire all’agosto del 2001, quando il costo del denaro viaggiava al 4,25%, prima che il 17 settembre venisse tagliato di 50 punti base al 3,75% dopo lo scossone sui mercati finanziari dovuto agli attacchi alle Torri gemelle dell’11 settembre.

 

 

 

 

TASSI: IL COSTO DEL DENARO NEL MONDO – 

U.S.  ( Fed Funds ) 0,00%0,25%

EU – Tasso di rifinanziamento principale2,5%

 

Ecco una tabella che riassume il costo del denaro nei principali paesi:

EUROLANDIA TASSO RIFINANZIAMENTO 2,5%

USA FED FUNDS  0,00% —  0.25%

CANADA OVERNIGHT 2,25%

AUSTRALIA TASSO RIFINANZIAMENTO 4,25%

NUOVA ZELANDA TASSO CASH 5,00%

REGNO UNITO TASSO-BASE 2,00%

SVIZZERA TASSO MASSIMO 1,00%

MALTA TASSO INTERVENTO 4,25%

DANIMARCA TASSO DI SCONTO 5,50%

NORVEGIA TASSO SUI DEPOSITI 4,75%

SVEZIA TASSO REPO 2,00%

ISLANDA  TASSO-BASE 18,00%

RUSSIA TASSO RIFINANZIAMENTO 11,00%

BULGARIA TASSO FISSO 5,38%

CROAZIA TASSO LOMBARD 9,00%

REP.CECA TASSO REPO 2,75%

POLONIA TASSO REPO 6,00%

ROMANIA TASSO RIFINANZIAMENTO 10,25%

UNGHERIA TASSO BASE 10,00%

UCRAINA TASSO DI SCONTO 12,00%

SLOVACCHIA TASSO DI SCONTO 3,25%

ISRAELE TASSO BANCARIO 2,50%

KUWAIT TASSO DI SCONTO 4,50%

TURCHIA TASSO BANCARIO 16,25%

SUDAFRICA TASSO REPO 11,50%

ZIMBABWE TASSO OVERNIGHT 500,00%

GIAPPONE OVERNIGHT 0,10%

CINA TASSO RIFINANZIAMENTO 5,31%

HONG KONG TASSO RIFINANZIAMENTO 1,50%

INDIA TASSO RIFINANZIAMENTO overnight  6,00%

INDONESIA TASSO RIFERIMENTO 9,50%

MALAYSIA OVERNIGHT 3,50%

FILIPPINE OVERNIGHT 6,00%

SINGAPORE OVERNIGHT 0,31%

COREA DEL SUD TASSO CALL 3,0%

SRI LANKA TASSO DEPOSITI 10,50%

TAIWAN (Republic of China ) TASSO DI SCONTO 2,0%

THAILANDIA TASSO REPO 3,75%

ARGENTINA TASSO OVERNIGHT 13,00%

BRASILE TASSO SELIC 13,75%

CILE OVERNIGHT 8,25%

COLOMBIA OVERNIGHT 10,00%

MESSICO OVERNIGHT  8,25%

PERU’ OVERNIGHT 6,50%

VENEZUELA OVERNIGHT 7,90%

     

 

 

 

 

  Indici dei Mercati Americani- Supporti e Resistenze

2000 – 2008

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/01/indici_2000_2007_supporti-e-resistenze.jpg

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/12/indici_2000_2007_supporti-e-resistenze_3.png

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/12/indici_2000_2007_supporti-e-resistenze_2.png

 

 

  

 

Utili delle 500 societa’ americane dell’S&P 500

 

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/04/sp-500-earnings-growth-projections_1.gif

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/04/sp-500-earnings-growth-projections_2.gif

 

 

 

The Financial Forecast Center

http://www.neatideas.com/djia.htm

Update:

Fed Funds Interest Rate Forecast

Effective Interest Rate. Percent Average of Month.

 

 

 

 

U.S. NATIONAL DEBT CLOCK

The U.S.Federal Budget

Debito Pubblico Usa

 

2008

 

http://www.brillig.com/debt_clock/

 

 

The Outstanding Public Debt as of 12 Aug 2008 at 11:02:04 AM GMT is:

$9,579.8 billion

the 67.19% of the

Current-dollar GDP — the market value of the nation’s output of goods and services — when Unadjusted for price changes (annualizzato e al lordo dell’inflazione, dunque in termini nominali) that during the 2Q, 2008 (Changing From preceding Period – q/q over the prior quarter – dunque in termini congiunturali) grew by +3.0% or $105.7 billion  — to a level of $14,256.5 billion after during the 1Q grew by +3.5% to a level of $14,150.8 billion.

  • Current-dollar GDP in the 2007 grew by +4.8% or +$612.8 billion to a level of $13,807.5 billion

  • Current-dollar GDP in the 2006 grew by +6.1% or $760.8 billion to a level of $13,194.7 billion

The estimated population of the United States is 304,527,219

so each citizen’s share of this debt is  $31,458.0 (€21.135,4)

And so each  3 persons family’s share of this debt is $94,374.0 (€63.406,3)

The National Debt has continued to increase an average of
$1.80 billion per day since September 28, 2007

 

 

 

2007

The Outstanding Public Debt as of 31 decemeber 2007 was:

$9,198.8 billion

the 66.45% of the Current-dollar GDP.

 

Current-dollar GDP in the 2007  grew by +4.9% or +$646.6 billion to a level of $13,841.3 billion

Current-dollar GDP in the 2006  grew by +6.1% or $760.8 billion to a level of $13,194.7 billion

 

 

2006

8,659 billion

2005

8,400 billion

2004

$8,200 billion

 

http://www.brillig.com/debt_clock/

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2006/09/us-national-debt-70-nominal-gdp_2.jpg

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2006/09/us-national-debt-70-nominal-gdp_1.jpg

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2006/09/1-invested-in-1972-and-its-value-today.gif

 

 

 

 

U.S. TREASURY BUDGET

Monthly Deficit or Surplus

TREASURY BUDGET_Fiscal Years 1981-2007_Monthly Deficit or Surplus_1

– is a black ink

+ is a red ink

 

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2005/2004

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2006/2005

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/05/treasury-budget_a_2006_2005.gif

 

2007/2006

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/10/treasury-budget_1_2007_2006.gif

 

 

2008/2007

 

THE U.S. GOVERNMENT TREASURY BUDGET

Monthly Treasury Statement of Receipts and Outlays of the United States Government

Bilancio PubblicoDeficit o Surplus mensile

For Fiscal Year 2008 Through July 30, 2008

 

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https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/08/treasury-budget_1.gif

 

 

 

 

Treasury International Capital (TIC) Data for June

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/08/tic_new.gif

 

Monthly net TIC flows were positive $51.1 billion. Of this, net foreign private flows were $38.0 billion, and net foreign official flows were $13.1 billion.

 

MAJOR FOREIGN HOLDERS OF TREASURY SECURITIES

(in billions of dollars)

HOLDINGS 1/ AT END OF PERIOD

Country  June May April 

Japan                 583.8   578.7   592.2  

China, Mainland       503.8   506.8   502.0  

United Kingdom 2/     280.4   272.5   247.8  

Oil Exporters 3/      170.4   164.3   153.9  

Brazil                151.6   151.4   149.5  

Carib Bnkng Ctrs 4/   122.4   104.7   115.4  

Luxembourg             88.6    80.4    84.8  

Russia                 65.3    63.7    60.2   

Hong Kong              61.2    61.4    63.2   

Switzerland            44.4    42.1    42.5   

Norway                 43.3    47.1    45.3   

Mexico                 42.5    40.4    38.0   

Germany                40.9    45.0    43.7   

Taiwan                 40.9    40.1    42.6   

Korea                  36.5    38.5    40.5  

Thailand               32.4    32.8    27.9  

Singapore              30.4    30.6    33.5   

Turkey                 30.3    28.9    31.1   

Canada                 28.4    30.3    25.9   

Netherlands            15.1    15.7    15.5  

Ireland                14.2    15.8    18.5   

Poland                 13.3    12.4    12.5   

Sweden                 12.4    13.2    13.1   

Belgium                12.4    12.4    12.5   

Egypt                  12.3    12.8    12.7   

Chile                  11.7    11.1    10.1    

India                  11.7    10.3    10.5   

Italy                  10.6    11.7    10.6   

All Other             135.3   136.0   138.0  

Grand Total          2646.5  2611.2  2594.1 

Of which:

For. Official       1750.8  1742.7  1742.7 

Treasury Bills      225.8   218.8   215.1  

T-Bonds & Notes    1525.0  1523.9  1527.6 

 

 

 

The U.S. trade deficit Balance

 

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/02/trade-deficit-balance_000.gif

 

2005 – 2006

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/04/trade-deficit-balance__2005_2006.gif

 

2007 – 2006

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2008 – 2007

 

The U.S. Trade Balance

U.S. INTERNATIONAL TRADE IN GOODS AND SERVICES

U.S. Census Bureau

U.S. Bureau of Economic Analysis

U.S. Department of Commerce * Washington, DC 20230

Washington, DC 

June 2008

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The U.S. monthly goods and services deficit decreased in June 2008, according to the U.S. Bureau of Economic Analysis and the U.S. Census Bureau. The deficit decreased from $59.2 billion (revised) in May to $56.8 billion in June, as exports increased more than imports. The previously published May deficit was $59.8 billion

 

 

 

 

 

The U.S. Current Account

The U.S. International Transactions

2008 First Quarter

 

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U.S. Current Account

2007 Fourth Quarter and Year

 

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The U.S. current-account deficit, the broadest measure of U.S. international trade in goods and services, receipts and payments of income, and net unilateral current transfers (such as gifts) increased to $176.4 billion (preliminary) in the first quarter of 2008 from $167.2 billion (revised, The previously published estimate of the current account for the fourth quarter was $172.9 billion) in the fourth quarter of 2007. As a share of U.S. GDP, the deficit increased to 5.0 percent from 4.8 percent in the fourth quarter. Analysts were expecting the current account gap – the broadest measure of U.S. trade with the rest of the world – to widen slightly to $173.5 billion from the originally-reported $172.9 billion.

 

 

The U.S. current account deficit Q                                                             1Q 2006 -$195.95 billion

The U.S. current account deficit Q                                                             2Q 2006 -$199.90 billion

The U.S. current account deficit Q                                                             3Q 2006 -$210.90 billion

The U.S. current account deficit Q                                                             4Q 2006 -$181.35 billion

The U.S. current account deficit Q                                                             1Q 2007 -$196.93 billion

The U.S. current account deficit Q                                                             2Q 2007 -$194.09 billion

The U.S. current account deficit Q                                                             3Q 2007 -$172.90 billion

The U.S. current account deficit Q                                                             4Q 2007 -$167.20 billion

The U.S. current account deficit Q                                                             1Q 2008 -$176.40 billion

 

 

The U.S. current account deficit was -$731.21 billion in the 2007, 5.28% As a share of U.S. GDP 

The U.S. current account deficit was -$788.11 billion in the 2006, 5.97% As a share of U.S. GDP 

The U.S. current account deficit was -$791.50 billion in the 2005, 6.40% As a share of U.S. GDP  2005 

 

 

 

 

 

U.S.

Real GDP

and

Current-dollar GDP

 

 

 

2002 – 2003 – 2004 -2005 -2006 – 2007

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U.S.

Real GDP

and

Current-dollar GDP

2008

 

GROSS DOMESTIC PRODUCT

Second Quarter 2008 (Advance)

REVISED ESTIMATES: 2005 THROUGH FIRST QUARTER 2008

 

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Real gross domestic product (GDP) increased 1.9 percent in the second quarter of 2008 after increasing 0.9 percent (revised) in the first quarter, according to estimates from the Bureau of Economic Analysis (BEA)

Current-dollar GDP — the market value of the nation’s output of goods and services — increased 3.0 percent, or $105.7 billion, in the second quarter to a level of $14,256.5 billion.  In the first quarter, current-dollar GDP increased 3.5 percent, or $119.6 billion.

 

Annual Revision

BEA also released the regular annual revision of the GDP statistics to incorporate newly available data. Statistics were revised for 2005–2007. The general economic picture over the period was unchanged with a continued decline in housing offset by growth in exports.

GDP growth was revised down 0.1 percentage point for the revision period.

The relatively small revisions to the annual estimates reflect partly offsetting revisions to quarters. For 2007, annual GDP growth for the second quarter was revised up to 4.8 percent from 3.8 percent, while growth for the fourth quarter was revised down 0.8 percentage point, from a small increase to a small decrease.

The gross domestic purchases price index was revised up 0.1 percentage point over the period. The personal consumption expenditures price index was unrevised

The percent change from the preceding year in real GDP was revised down for all 3 years:  From 3.1 percent to 2.9 percent for 2005, from 2.9 percent to 2.8 percent for 2006, and from 2.2 percent to 2.0 percent for 2007.

The percent change from fourth quarter to fourth quarter in real GDP was revised down for all 3 years:  From 2.9 percent to 2.7 percent for 2005, from 2.6 percent to 2.4 percent for 2006, and from 2.5 percent to 2.3 percent for 2007.

Current-dollar GDP was revised down for all 3 years:  $12.0 billion, or 0.1 percent, for 2005; $16.3 billion, or 0.1 percent, for 2006; and $33.8 billion, or 0.2 percent, for 2007.  The percent change From the preceding year was revised down from 6.4 percent to 6.3 percent for 2005; remained unchanged at 6.1 percent for 2006; and was revised down from 4.9 percent to 4.8 percent for 2007.

 

 

 

 

 

World economic-outlook

Imf

  

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Non Farm Payrolls & Unemployment Rate

 

 

2005

+2,504,000 new jobs

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2006

+2,243,000 new jobs

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2007

+1,096,000 new jobs

The December’s reading was 41,000 and not 82,000

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2008

THE EMPLOYMENT SITUATION

JULY 2008

Nonfarm payroll employment

So far This year the employers cut 463,000 jobs

 

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Homes

Homeownership-rental-vacancy-rates

 

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  U.S. Home Prices

 

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PRODUCTIVITY AND COSTS

Second Quarter 2008, Preliminary

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Productivity increased 2.2 percent in the nonfarm business sector during the second quarter of 2008 as unit labor costs rose 1.3 percent (seasonally adjusted annual rates).  In manufacturing, productivity fell 1.4 percent in the second quarter of 2008; unit labor costs jumped 6.1 percent.

 

 

 

Global Foreign Direct Investment (FDI) inflows

Investimenti Diretti Esteri in entrata a livello globale  (IDE)

 

 

The World Investment Report 2008

Unctad

(United Nations Conference on Trade and Development)

Il rapporto annuale della Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo

a cura dell’ICE di New York

Riferimento dati

2007

Pubblicazione

8 Gennaio 2008 

 

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Collasso nei nuovi investimenti stranieri diretti in Italia

– Unione europea  – crescita del +14.93%

– Italia – 2007 – calo del –28.31% – 

 

 

 

Global Foreign Direct Investment (FDI) inflows

Investimenti Diretti Esteri in entrata a livello globale  (IDE)

 

The World Investment Report 2006

Riferimento dati

2004 – 2005 – 2006

Pubblicazione

2007

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/01/italia_2006_world-investment-report_top_a.gif

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https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/10/global-foreign-direct-investment-fdi_ide_top_4_2006-pub-2007.gif

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Competitivita’

 

Imd

(International Institute for Management Development)

The IMD – World Competitiveness Yearbook (WCY)

– 2007-

Italia –  46° on 55 countries dal 42° del 2006 –

May 15, 2008

http://www.imd.ch/index.cfm?bhcp=1

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/05/italia_competitivity-competitiveness-index_imd-world-competitiveness-yearbook-wcy-_2007_11.gif

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Competitivita’

Global Competitiveness Network Growth Index

Report 

World economic forum

2007

Italy – 42°2006

38° – 2005 –

47° – 2004 –

32° – 2003 –

http://www.weforum.org/

 

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Ricerca e sviluppo

(Research & Development) 

THE INTERNATIONAL R&D  SCOREBOARD

The DTI

The top 750 UK and 1000 Global companies by R&D investment

Italy – 1,1% del Pil –

Dati pubblicati nel 2005

Classifica

2004

http://www.berr.gov.uk/files/file10559.pdf

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Siamo assenti nel panorama mondiale con un misero 1,1% del Pil investito in Ricerca e Sviluppo nel 2003, 2004 e 2005, ed un misero 2% come numero di Imprese nelle prime 500 europee, e allo 0,0% nelle prime 1.000 al mondo. Dati confermati anche da Eurostat e dal Cnr.

Basso, in Italia, anche il rapporto tra ricercatori e forza lavoro: 0,673%, ossia poco piu’ di ‘mezzo’ ricercatore ogni 1.000 unita’ di forza lavoro.

Non a caso Paesi con una popolazione molto ridotta rispetto all’Italia, come Svezia, Finlandia e Paesi Bassi, hanno circa la meta’ dei nostri ricercatori.

 

Eurostat

Research & Development

Europe in figures

Italy – 1,1% del Pil –

http://epp.eurostat.ec.europa.eu

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Ricerca e sviluppo

Classifica

2004

 

Spesa In % sul PIL

 

– Italia 1,1%

Eu-25 (1,9%)

Eu-15 (2,0%)

Euro Area (1,9%)

– G7 2,47% –

 

Spesa In % sul PIL finanziata dallo Stato

 

– Italia 0,17%

Eu-25 (0,24%)

Eu-15 (0,24%)

Euro Area (0,26%)

 

Spesa In %  sul PIL finanziata dall’industria

 

– Italia 0,56%

Eu-25 (1,22%)

Eu-15 (1,26%)

Euro Area (1,21%)

 

 

 

Rapporto Cnr

Scienza e tecnologia in cifre – Statistiche sulla ricerca e sull’ innovazione, del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr)

Italy – 1,1% del Pil –

 

 

Ricerca: Spese italiane per la ricerca in leggera crescita ma ancora cosi’ basse tanto da occupare l’ultimo posto tra i Paesi Ocse. L’Italia spende in ricerca €15,25 miliardi tra comparto pubblico e imprese (dati 2004) pari all’1,1% del Pil, collocandosi al 9/o posto tra Paesi Ocse; l’Italia e’ ultima nei Paesi Ocse, Cina e Israele, a pari merito con la Spagna, sono le prime. Questi dati emergono dal rapporto del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr).

 

Ultimi dati disponibili pubblicati nel 2007

Classifica

2004

 

Israele (4,4%)

Cina (4,3%)

Spagna (4,2%)

Svezia (4,0%),

Finlandia (3,5%),

Giappone (3,2%),

Svizzera e Corea (2,9%),

Stati Uniti  (2,7%),

Irlanda (1,2%),

Italia  (1,1%)

 

 

Stati Uniti (312,5 mld dollari)

Giappone (118 mld dollari),

Cina (94 mld dollari),

Germania (59,2 mld dollari)

Francia (38,9 mld dollari)

Regno Unito (32,2 mld dollari),

Corea (28,3 mld dollari ),

Canada (20,8 mld dollari)

Italia (€15,25 miliardi )

 

 

 

Turismo

 

United Nations World Tourist Organization

Unwto

http://www.unwto.org/index.php

2006

 

 

2006 — Italy —5° posto41,1 milioni di turisti — +12,4%

2005 — Italy — 5° posto  36,5 milioni di turisti — -1,5% 

2004 — Italy — 5° posto37,1 milioni di turisti —  -6,4%

 

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2004

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L’Italia mantiene il 5° posto cui era scesa dal 4° sin dal 2004, con 41,1 milioni di turisti, con un aumento del 12,4% (con una percentuale sul numero globale a livello internazionale dei turisti dell’8,9%) dopo due anni di calo ( -1,5% nel 2005 e -6,4% nel 2004. Nello stesso anno aumentano i ricavi del 7,7% ( 6,7% in divisa europea) a 38,1 miliardi di dollari con una percentuale sul fatturato globale a livello internazionale del 10,2%.

 

E adesso anche la Gran Bretagna con 30,7 milioni di presenze si avvicina all’Italia. La World Tourism Organization ha continuato inoltre a calcolare separatamente i visitatori di Hong Kong e Cina anche dopo la riunificazione dell’ex-colonia britannica con Pechino nel 1999. Ma in effetti oggi quei turisti visitano il medesimo paese, per cui andrebbero sommati: di fatto, con 63 milioni di presenze, si dovrebbe dunque dire che la Cina non è la quarta destinazione preferita bensì la seconda, alle spalle della Francia, e potrebbe presto superare anche questa se il turismo continuerà a espandersi al ritmo attuale.

Negli anni Settanta eravamo la meta preferita dei turisti. Milioni di persone che sceglievano il nostro paese per passare le vacanze. Adesso, però, le cose sono cambiate e l’Italia è al quinto posto nella classifica mondiale sulle presenze turistiche. Superata anche dalla Cina. E non si tratta solo di una semplice questione di prestigio visto che, il turismo può far crescere il Pil dello 0,5% l’anno.

Ma perchè tutto questo? Come è potuto accadere che uno dei punti forti della nostra economia mostri una flessione così significativa? In pratica si è dato per scontato che le sole bellezze italiche bastassero. E invece ci si è accorti che non è così. Troppe le carenze, come la minore capacità, rispetto ai paesi concorrenti, di incontrare l’intera gamma della domanda, da quella più esigente a quella dei giovani in sacco a pelo.

Alberghi troppo cari, servizi scadenti, poche pulizie, sono solo alcuni dei motivi che scoraggiano i vacanzieri. Lo stivale non attrae più soprattutto perché troppo caro: Ma come è successo questo? Il turismo italiano ha elevato il suo target qualitativo a scapito del turismo di massa. Dati Istat segnalano un incremento degli alberghi a 4 e 5 stelle, a scapito di quelli ad una e due stelle. Ma la domanda, soprattutto quella straniera, non ha accolto di buon grado questo cambiamento e ha risposto negativamente a questa nuova offerta.

Tra i “disamorati” dell vacanze made in Italy spiccano i tedeschi e gli austriaci. E se l’Italia viene considerata eccellente per alcune attrattive specifiche (cultura, natura, enogastronomia), viene superata da altri paesi europei per la qualità degli alberghi (Francia e Spagna), per i prezzi (Spagna e Grecia), per i servizi turistici (Francia e Spagna) e per ordine e pulizia (Francia, Spagna e Grecia).

 

 

 

 

 

Index of Economic Freedom 

2007

Released on January 15, 2008

Heritage Foundation
Wall Street Journal
Istituto Bruno Leoni

http://www.heritage.org/

http://www.brunoleoni.com/default.aspx

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Index of Economic Freedom 

2007

Italy

2007 Rank: 64

Regional Rank: 29 of 41

Moderately free

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2006 Rank: 60

2005 Rank: 42

2004 Rank: 46

2003 Rank: 39

2002 Rank: 42

2001 Rank: 48

2002 Rank: 43

 

 

 

Doing Business

2006

pubblicato nel 2007

Italy

2006: 82°

2005: 69°

Creating jobs World Bank & International Finance Corporation

http://www.doingbusiness.org/

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Enforcing contract (la Giustizia) 141 nel mondo su 175. Una causa civile o societaria in Italia per il rispetto dei propri diritti richiede solo per arrivare al 1 grado in media 1.210 giorni dai 1.390 del 2005, e per arrivare al 3 grado in media 3.700 giorni, 10 anni, 40 atti. L’Algeria, classificata ultima al 175°, ha sotto questo profilo un livello da podio rispetto a noi, sono al 61° posto. Peggio di noi come tempo necessario per arrivare al 1 grado solo: Afghanistan, Guatemala,Bangladesh,India, Colombia,Trinidad and Tobago,Suriname,Djibouti

 

 

 

Paying Taxes-The Global Picture

Il tasso totale caricato sui profitti delle imprese

2005

http://www.doingbusiness.org/main/taxes.aspx

http://www.doingbusiness.org/documents/DB_Paying_Taxes.pdf

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Il tasso totale caricato sui profitti delle imprese : L’Italia è tra le più gravate, Il tasso totale è al 76%, (48.2% of Labor tax + 26.9% of Profit tax + 1% of Other taxes) il più alto in Europa. Negli Usa è al 46% e il Giappone (52,8%). In tutti gli altri sistemi dei concorrenti europei il fardello è meno pesante: dalla Germania (57,1%), all’Austria (56,1%), dalla Spagna (59,1%) alla Svezia (57%), dalla Gran Bretagna (35,4%) all’Olanda (48,1%) Svizzera (24,9%), dell’Irlanda (25,8%), della Danimarca (31,5%) o della Croazia (37,1%). Nel mondo, la Cina è peggio (77,1%).

Classifica dei 10 Stati in cui è più facile pagare le tasse ci sono solo due Paesi europei, al secondo e al settimo posto. In quella dei 10 dove è più complicato primeggia la Bielorussia, seguita da Ucraina, Mauritania, Colombia, Repubblica CentroAfricana, Congo, Algeria, Cina, Venezuela e Bolivia. L’Italia e’ messa male essendo al 90° posto tra le 175 economie.

 

 

 

 

The Best Global Brand

The Interbrand

Annual Ranking

2007

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Interbrand

2006

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Brandtz

2006

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Freedom House

Press Freedom in the World

Green Free

Yellow Partly free

Bleu Not Free

 

2006 al 79 posto con score 35

2005 al 78 posto con score 35

2004 al 73 posto con score 33

1994 al 43 posto con score 25

 

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Corruption Perceptions Index

CPI

Transparency International is the global civil society organisation leading the fight against corruption.

http://www.transparency.org/

Index  is on a scale of 0 (high levels of perceived corruption ) to 10 (low levels of perceived corruption )

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Italy Rank

2007

41° /  Score 5.2

 

2006

45° /  Score 4.9

 

2005

40° /  Score 5.0

 

 

 

 

Bribe Payers Index

BPI

2006

Transparency International

http://www.transparency.org/news_room/in_focus/bpi_2006#pr

 

BPI on a scale of 1 (bribes are common) to 7.81 (bribes never occur).

 

L’Italia tra i peggiori Paesi al Mondo per la Corruzione anche nell’Export – (al 20° posto su 30 Paesi, con 5.94 di score) .

 

 

 

Global Corruption Barometer

GCB

Transparency International

http://ww1.transparency.org/

2005 Italy 16° l’ultima in europa

 

 

 

 

Gender Gap Index 2006

World economic forum

http://www.weforum.org/en/initiatives/gcp/Gender%20Gap/index.htm

Classifica pubblicata sullo status della condizione femminile in 115 Paesi che coprono il 90% della popolazione mondiale. Italia al 77° posto su 115 paesi. Solo Cipro è più indietro nell’Ue, ci superano anche molti paesi in via di sviluppo

 

 

 

 

 

Italia

Conti Economici

 

 

 

Evasione Fiscale 

La pressione fiscale a carico degli onesti

 

Senza lotta seria all’evasione, la pressione fiscale non potra’ mai diminuire dall’attuale  43,3% del 2007, sebbene il calcolo reale porti la pressione ad oltre il 50% – tra il  50,74%  ed il 52,8%

 

Un saggio e pratico mezzo x combattere l’evasione soprattutto della criminalita’ organizzata

Chi ne condividera’ la ratio aiutera’ il paese

 

al 20 maggio 2008

874 segnalazioni per 840.877 euro

Ciascuno di noi ha fatto recuperare al fisco 961 euro evasi dai ricchi, dai furbi, e dalla criminalita’. Quasi lo stipendio di un operaio e ne siamo felici!

 

Questa e’ la piu’ grossa innovazione anti evasione: mi raccomando anche voi segnalate in massa

 

http://www.evasori.info/segnala.cgi


Noi italiani ci lamentiamo dell’evasione fiscale, eppure spesso chiudiamo un occhio. Segnala qui l’evasione o tentata evasione in cio’ aiutando le forze dell’ordine a combatterla ! “

 

http://www.evasori.info/

 

 

 

 

 

Bankitalia

Pressione fiscale

Pag 41 – Tav 11

(25 aprile 2008) 

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/05/italia_pressione-fiscale_2007_1.gif

 

 

 

Contribuenti Italiani

 

(Anno 2005)

(ultimi dati disponibili in riferimento alle dichiarazioni dei redditi presentate)

 

Contribuenti Italiani: 39.977.386

Contribuenti a reddito zero: 9.659.121

Evasorialmeno 4.000.000

 

Iscritti agli ordini e collegi professionali

2005

1.700.000

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2006/2007

Verifiche e Controlli risibili

Roma, 22 ottobre 2007

http://www.mef.gov.it/web/apri.asp?idDoc=18293

 

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/05/italia_evasione-fiscale_2007_2_top_controlli-e-verifiche-risibili.gif

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2007/ maggio 2008

LA MAPPA DELL’EVASIONE/ELUSIONE FISCALE IN ITALIA

La CGIA Mestre su fonti varie stima: 

Imponibile evaso all’anno

€316 Miliardi

Imposte evase all’anno

€140-€150 Miliardi 

—————–

Sabato, 10 Maggio 2008

http://cgia.slowdata.com/files/docs/001415/EVASIONE%2010-5.doc

 

 

Le categorie

Stima dell’imponibile evaso

Le modalità

————–

 

ECONOMIA SOMMERSA

200 mld di €

Almeno 2.300.000 occupati svolgono un’attività  irregolare come lavoratori dipendenti 

 

ECONOMIA CRIMINALE

 100 mld di €

In almeno 3 Regioni del Sud le organizzazioni criminali controllano l’economia di quei territori

 

GRANDI IMPRESE

10 mld di €

Il 50% delle società di capitali dichiara per più anni redditi negativi o pari a zero

 

LAVORATORI AUTONOMI E PMI

6 mld di €

Mancata emissione di scontrini, ricevute e fatture fiscali

 

TOTALE

Imponibile evaso all’anno

€316 Miliardi

Imposte evase all’anno

€140-€150 Miliardi 

—————–

 

 

Evasione giochi

Bingo e Slot – 2007

2007

€98 Miliardi  di euro di evasione

http://www.casadellalegalita.org/index.php?option=com_content&task=category&sectionid=5&id=29&Itemid=27

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/05/italia_evasione-fiscale_2007_1_top_giochi-slot-88-miliardi.gif

L’articolo sul colpo di spugna sui 98 miliardi di evasione (del Governo Prodi soprattutto per iniziativa di 2 deputati radicali, che han trovato facile rimessa in Parlamentonel centro destra. Del resto, come dimostra chiaramente l’elezione di Amedeo Laboccetta, le società concessionarie hanno molti amici nel mondo politico. In entrambi gli schieramenti)

http://www.casadellalegalita.org/index.php?option=com_content&task=view&id=3259&Itemid=63

Slot, colpo di spugna sui novanta miliardi
Scritto da Il Secolo XIX
mercoledì 14 maggio 2008

http://www.casadellalegalita.org/index.php?option=com_content&task=view&id=3259&Itemid=63

La Relazione sui 98 miliardi di euro di evasione
Scritto da Ufficio di Presidenza
sabato 17 maggio 2008

ORA PUBBLICHIAMO LA RELAZIONE INTEGRALE della Commissione d’inchiesta

http://www.casadellalegalita.org/index.php?option=com_content&task=view&id=3263&Itemid=1

—————–

 

 

 

2006

 

LA MAPPA DELL’EVASIONE/ELUSIONE FISCALE IN ITALIA

 

 Le dichiarazione dei redditi medi: e’ sconcertante!

 

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—————–

 

2006-settembre 2007

 

Caccia agli evasori

Controlli incrociati sulle banche dati. Blitz nei mercati. Verifiche su credito e grandi imprese. Irruzioni contro il lavoro nero.

‘L’espresso’ ha seguito gli sceriffi del fisco.

Ecco come stanano i furbetti delle tasse

di Emiliano Fittipaldi

(06 novembre 2007)

 

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Caccia-agli-evasori/1854548&ref=hpsp

 

GRAFICI:

Bottino miliardario

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Serrande abbassate

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La Tassa piu’ giusta

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2005

 

LA MAPPA DELL’EVASIONE/ELUSIONE FISCALE IN ITALIA

 

Il 24,16% (9.659.121 contribuenti) dei contribuenti italiani (39.977.386 sono le dichiarazioni presentate) non paga le tasse

Panorama, Italia a reddito zero

2005

16 maggio 2008

http://blog.panorama.it/economia/2008/05/16/redditi-un-quarto-degli-italiani-dichiara-zero/

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2004

TOTALE

Imponibile evaso all’anno

€270 Miliardi

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/06/evasione-fiscale.jpg 

 

2004

TOTALE

Imponibile evaso all’anno

€230-245 Miliardi

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Relazione al Parlamento sull’evasione

(Dati riferiti al 2004)

 

TOTALE dell’imponibile evaso

230-250 miliardi di euro

 

TOTALE delle imposte evase

100 miliardi di euro

 

 

Roma, 22 ottobre 2007

http://www.mef.gov.it/web/apri.asp?idDoc=18293

Secondo le stime dell’Istituto Centrale di Statistica (ISTAT), il valore aggiunto dell’economia sommersa, solitamente associata all’evasione, è stato nel nostro paese nel 2004 (l’ultimo anno di riferimento) tra il 16,6 per cento ed il 17,7 per cento dell’intero prodotto interno lordo (PIL); in altri termini, vi sono circa €230-250 miliardi di valore aggiunto non dichiarati (ISTAT, 2006). E l’evasione fiscale è (In termini di gettito, si tratta di almeno 7 punti percentuali di PIL di mancate entrate che, ai livelli attuali di PIL, corrispondono ad una perdita superiore ai €100 miliardi l’anno) anche maggiore raggiungendo il 21 per cento della base imponibile IRAP ed il 33 per cento della base imponibile dell’IVA. Questi livelli di evasione sono fino quattro volte superiori a quelli dei paesi europei più virtuosi. Gli esperti della Banca d’Italia (Zizza, 2002) mostrano che il sommerso durante il periodo tra il 1984 ed il 2000 si attesta tra il 14 ed il 18 per cento del PIL, non lontano dalle stime dell’ISTAT.

 

 

 

 

  Pressione Fiscale

La pressione fiscale a carico degli onesti  

Senza lotta seria all’evasione, la pressione fiscale non potra’ mai diminuire dall’attuale  43,3% del 2007, sebbene il calcolo reale porti la pressione ad oltre il 50% – tra il  50,74%  ed il 52,8%

 

Italia

Anno 2007

Il Bollettino economico della Banca d’Italia

Bankitalia: «Migliorano i conti pubblici,
ma tanto la pressione fiscale, aumentata a 43,3% del Pil nel 2007 contro il 42,1% del 2006, quanto la spesa pubblica raggiungono livelli record .»

Pag 41 – Tav 11

(25 aprile 2008)

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/05/italia_pressione-fiscale_2007_1.gif

http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/econo/bollec/2008/bolls52/bollec52/boleco_52.pdf

 

Europa – Italia

Eurostat

1995 – 2006

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/06/italia_europa_2006_conti-economici_7.gif

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/06/italia_europa_2006_conti-economici_6.gif

 

Eurostat

1995 – 2005

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/03/italia_pressione-fiscale_4.gif

 

 

Pubblici Dipendenti

2003

3.540.000

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Eurispes

2003

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Fannulloni Assenteismo

 

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Spesa pubblica

 

Italia

Anno 2007

Il Bollettino economico della Banca d’Italia

(25 aprile 2008) 

 

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/04/italia-debito-pubblico_2008_0000_debito-pil.gif

http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/econo/bollec/2008/bolls52/bollec52/boleco_52.pdf

 

1990 – 2007

 

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/06/italia_pubblici-dipendenti_2003_numero_dato-pubblicato-nel-2007_00.gif

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/04/italia_debito_pil_2005_spesa-pubblica-amministrazione_1.gif

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/04/italia_debito_pil_2005_spesa-pubblica-amministrazione_2.gif

 

Banca D’Italia

2003 -2006

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/06/italia_europa_2006_conti-economici_1.gif

 

 

Eurostat

1980 – 2006

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https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2007/06/italia_europa_2006_conti-economici_6.gif

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Debito Pubblico

 

Composizione

  2000 – 2007

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Debito Pubblico – Pil

 

Bankitalia

2007/2008

(25 aprile 2008) 

https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2008/05/italia_pressione-fiscale_2007_1.gif

 

Bankitalia

2003 -2007

 

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Mef

Ministero economia e finanza

Relazione unificata

2008

 

 

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Istat

2007

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Europa Italia

Eurostat

 

1995 – 2007

 

 

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2003 – 2006

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Storico

 

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Indebitamento – Pil

Bankitalia

2007/2008

(25 aprile 2008) 

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Banca D’Italia

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Eurostat  

1995 – 2006

 

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  Iscritti agli ordini e collegi professionali

2005

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Tassazione Rendite Finanziarie

 

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https://wallstreetrack.files.wordpress.com/2006/09/tassazione-redditi-finanziari_1.pdf

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Salari

Eurispes

2000 – 2005

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  Fondi comuni Italiani: Rendimenti e Costi

 

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Costo Conti Correnti nel Mondo

 

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Marco

 

dott. Marco Montanari

U.S. Equities Trader

mailto: marcomontanari@iol.it

 

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